Ferrovie. Tagli treni Calabria. Corbelli :”denuncio Trenitalia”

ANSA. 10 gennaio . Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, interviene sul problema dei tagli dei treni di lunga percorrenza in Calabria e al Sud e preannuncia una "clamorosa iniziativa di protesta: una denuncia alla magistratura contro l'amministratore delegato di Trenitalia, Mauro Moretti, per interruzione di pubblico servizio". "Le parole, le proteste verbali, così come le manifestazioni di piazza non servono più. Di certo non hanno purtroppo sortito sino ad oggi alcun effetto concreto. I tagli dei treni di lunga percorrenza da e per la Calabria, operate indiscriminatamente da Trenitalia, sono un fatto grave, assolutamente ingiustificato che, ritengo, potrebbe configurare anche una precisa ipotesi di reato, interruzione di pubblico servizio. Ho per questo motivo dato mandato al responsabile legale di Diritti Civili di adire le vie legali contro l'Ad di Trenitalia. Valuteranno magistrati e giudici competenti, nelle sedi preposte, se esistono i presupposti per perseguire penalmente l'Ad Moretti e Trenitalia (ANSA)".


 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Emergenza sicurezza scuole. Diritti Civili chiede immediata verifica condizioni sicurezza edifici scolastici nella zona del Pollino, tra le province di Cosenza e Potenza, interessata da sciame sismico

 

Cosenza

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che da anni si batte per la sicurezza delle scuole, dopo il “comprensibile e giustificato allarme creato dallo sciame sismico che da diverso tempo continua a colpire la zona del Pollino, ai confini tra le province di Cosenza e Potenza”, esprime “forte preoccupazione per la condizione di sicurezza delle strutture scolastiche più fatiscenti e obsolete” in particolare dei comuni interessati ai movimenti tellurici, chiede alle Amministrazioni competenti (Comuni, Province, Regione) di voler “disporre una immediata verifica delle condizioni di stabilità di tutti gli edifici scolastici particolarmente a rischio”. “Lo sciame sismico che sta interessando la vasta area del Pollino, tra le province di Cosenza e Potenza, deve far aprire gli occhi su quella che è l’emergenza scuole a rischio che va affrontata immediatamente, senza perdere tempo. Sono anni che Diritti Civili si batte per la sicurezza delle scuole. Oggi vogliamo richiamare l’attenzione delle autorità preposte sulla assoluta priorità e urgenza di una verifica immediata delle condizioni di sicurezza delle scuole in particolare in tutti quei comuni interessati dallo sciame sismico e comunque quelli delle province di Cosenza e di Potenza e del resto delle due regioni che hanno edifici scolastici pericolosi, a rischio crollo. Occorre per questo che siano le amministrazioni competenti a intervenire subito con un controllo della stabilità degli edifici scolastici, almeno di quelli fatiscenti, vecchi e particolarmente a rischio. Bisogna fare in fretta. Lo sciame sismico incessante di questi mesi può avere arrecato danni enormi a queste vecchie strutture con il rischio di possibili cedimenti strutturali e crolli. Queste scuole per questo motivo vanno subito monitorate e se il caso chiuse,  in attesa di essere messe in sicurezza. Non vanno assolutamente dimenticati, né certamente sottovalutati i tanti episodi di crolli che si sono verificati nel recente passato in Italia, miracolosamente in molti casi senza provocare vittime e in alcune occasioni purtroppo finite anche in tragedia. Dobbiamo assolutamente evitare che si ripetano simili drammi. Bisogna prevenire, soprattutto considerando che oltre il 60% delle scuole in Italia sono a rischio, come più volte denunciato dalla Protezione Civile. Non intervenire e non prevenire in tempo è non solo grave, assolutamente ingiustificato, ma irresponsabile e criminale”.

 

8 dicembre 2011

 

 

 

 

Corbelli (Dir. Civ.) I parlamentari calabresi votino contro manovra

ANSA. Martedì 06 Dicembre 2011

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, condanna la manovra economica preannunciata dal Governo Monti, parla di "misure penalizzanti per il Sud, per la Calabria in particolare perche' vanno a colpire le fasce e le regioni piu' povere del Paese, senza alcuna possibilita' e prospettiva ne' di crescita, ne' di sviluppo, ne' occupazionale". Per questo Corbelli invita tutti i "parlamentari eletti (nominati) in Calabria a farsi promotori di una clamorosa e significativa iniziativa di protesta: il voto contrario, in Parlamento, al pacchetto Monti e subito dopo la votazione l'abbandono dell'aula (Camera e Senato) a significare la presa di distanza e la netta condanna di una manovra ingiusta che anziche' aiutare la Calabria e il Sud, l'affossa definitivamente aumentando la disoccupazione, creando nuove sacche di poverta' e di disagio sociale. Non c'e' un solo - prosegue Corbelli - provvedimento di quelli preannunciati da Monti che tuteli l'interesse della Calabria e del Mezzogiorno. Vanno esattamente nella direzione opposta. Altro che decreto salva-Italia! Sono misure anti-Calabria e anti -Sud, a favore delle regioni piu' ricche, che difendono gli interessi dei grandi gruppi industriali, delle grandi banche, della grande finanza, delle potenti lobby che vogliono sostituirsi alla politica per governare il Paese. Per questo il Sud e la Calabria devono reagire. Inizino i parlamentari calabresi (con l'auspicio che lo facciano anche tutti i deputati senatori delle regioni del Sud) di tutti i partiti a votare contro questa manovra e ad abbandonare l'aula dopo la votazione. Per una volta - conclude - dimostrino i ostri rappresentanti in Parlamento di avere a cuore le sorti della loro terra e della loro gente e di non essere solo fedeli servitori dei loro leader politici e padroni".

 

 

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli ringrazia Bonofiglio per proposta nomina. “Sottosegretariato per i diritti civili e la solidarietà una grande conquista civile per il nostro Paese”.

 

 

 

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, in una nota, ringrazia il responsabile del Centro Studi regionale sulla illegalità, Gianfranco Bonofiglio, per l’appello rivolto ieri al presidente incaricato del Consiglio, Mario Monti, con il quale chiede l’istituzione di un Sottosegretariato ai diritti civili e alla solidarietà e indica per questo incarico, quale “figura super partes, apolitica, di grande capacità, esperienza, competenza, di assoluta moralità, lo stesso Corbelli, leader indiscusso e stimato da oltre 25 anni del Movimento Diritti Civili”. Corbelli apprezza la proposta di Bonofiglio per l’istituzione di un Sottosegretariato per i diritti civili e la solidarietà, “che, afferma, rappresenterebbe una grande conquista civile per il nostro Paese”, e si dice “onorato e orgoglioso, quale calabrese, per questa proposta, ma anche molto deluso e assai amareggiato per il silenzio oggi dei quotidiani calabresi (tranne il Domani di Catanzaro) su questa iniziativa di Bonofiglio. Non mi aspettavo e non mi aspetto certo di avere il sostegno dei politici per questa iniziativa, così come per le mie battaglie civili, ma mi sorprende e amareggia profondamente il silenzio dei quotidiani calabresi (tutti tranne Il Domani, a cui va il mio ringraziamento) con il cui importante sostegno giorno per giorno da tantissimi anni combatto importanti e difficili battaglie civili, di giustizia giusta, promuovo straordinarie iniziative umanitarie e di solidarietà nazionali e internazionali. Non sarò mai né Sottosegretario, né deputato o senatore nominato, perché non ho alle spalle né padrini politici, né sponsor finanziari, industriali ed editoriali. Ho sola la mia storia di trentennale impegno civile, libertario e umanitario, le mie innumerevoli battaglie vinte e le tante conquiste civili ottenute in questi lunghi anni. Non bastano, purtroppo, perché sono nato e vivo in una regione, la Calabria, dove la meritocrazia non esiste, dove per far carriera politica e nelle istituzioni serve solo l’amicizia, il rapporto diretto, con uno dei leader che comandano il Paese. Oggi però sinceramente mi aspettavo che i quotidiani calabresi, che stimo e apprezzo molto, dedicassero spazio e sposassero la proposta di Bonofiglio, che premia non tanto la mia umile e modesta persona, ma rappresenta un riconoscimento al Movimento Diritti Civili che da oltre 20 anni, combatte, da solo, importanti e difficili battaglie civili, aiutando tanta povera gente e cancellando tante ingiustizie. Se non ora (con un Esecutivo composto da soli tecnici) quando la Calabria farà sentire (con una rappresentanza degna e capace nel Governo del Paese) la sua voce, quella della società civile impegnata e apprezzata anche fuori dai confini regionali e nazionali?”

 

16 novembre 2011

 

 

 

Appello di Bonofiglio(Centro Studi regionale sulla illegalità) a Mario Monti

“Istituire un Sottosegretariato per i diritti civili e la solidarietà”

 

 

Il responsabile del Centro Studi regionale sulla illegalità, Gianfranco Bonofiglio, rivolge un appello al presidente incaricato del Consiglio, Mario Monti, al quale chiede l’istituzione di un Sottosegretariato ai diritti civili e alla solidarietà e indica per questo incarico, quella che definisce, “una figura super partes, un apolitico, un personaggio di grande capacità, esperienza, competenza, di assoluta moralità, il calabrese Franco Corbelli, leader indiscusso e stimato da oltre 25 anni del Movimento Diritti Civili. “Al senatore a vita e presidente incaricato di formare il nuovo Governo, Mario Monti, che sta dimostrando grande attenzione e particolare sensibilità, per il sociale, per i giovani, per i diritti delle persone, per il riscatto del nostro Paese, chiedo – afferma Bonofiglio - un gesto simbolico forte, che serve a dare un reale segnale di cambiamento e una autentica svolta rispetto al passato, la istituzione di un Sottosegretariato ai diritti civili e alla solidarietà. Una struttura del genere è presente negli Usa e finanche in Marocco. Sarebbe un messaggio di grande valore e di speranza per milioni di persone (cittadini italiani e stranieri) che vivono condizioni di particolare disagio e sono vittime ogni giorno di piccole e grandi ingiustizie. Al prof. Monti, che si appresta a varare un Esecutivo composto solo da tecnici, mi permetto di suggerire che a ricoprire questo incarico possa, nel caso, andare quello che è molto più che un tecnico, ovvero colui che da oltre 25 anni in Italia tiene alta la bandiera e combatte, ogni giorno, per i diritti civili, per una giustizia giusta, per la solidarietà, il calabrese Franco Corbelli, fondatore e leader del Movimento Diritti Civili, noto e apprezzato in Italia per il suo eccezionale e quasi trentennale impegno civile, libertario e umanitario, promotore di grandi campagne di solidarietà nazionali e internazionali, insignito di prestigiosi riconoscimenti, come la nomina di Commendatore al Merito della Repubblica Italiana e intervistato, per le sue battaglie civili e per una giustizia giusta, finanche dal più autorevole giornale del mondo, come il New York Times. Sarebbe un riconoscimento giusto e meritato per Corbelli e un segnale di grande attenzione per una regione come la Calabria, afflitta da una gravissima crisi economica, sociale, morale e aggredita e minacciata dalla criminalità organizzata”.

 

15 novembre 2011

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili chiede intervento Scopelliti per abbattere sbarra vergogna che impedisce accesso dializzati (turno pomeridiano) a ospedale Cosenza. Le persone dializzate hanno scritto a Corbelli.

 

Cosenza

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, chiede l’immediato intervento del presidente della Regione e commissario alla sanità calabrese, Giuseppe Scopelliti,  e dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, per la soluzione del grave problema denunciato dai dializzati (con una lettera appello recapitata oggi allo stesso Corbelli) del turno pomeridiano che si sono visti l’ingresso secondario di via Zara chiuso e impedito da una sbarra abbassata e sono per questo costrette per recarsi alla sala dialisi, ad entrare dall’ingresso principale, con tutta una serie di notevoli disagi in particolare per chi è costretto alla sedia a rotelle. “Quanto accaduto e denunciato dalle persone costrette alla dialisi è un fatto grave e assolutamente ingiustificato, che non doveva assolutamente accadere. Non si possono penalizzare – afferma Corbelli - queste persone già così provate dalla malattia. E’ ancora più grave e inaccettabile che questa situazione vada avanti dall’11 ottobre senza che nessuno sia intervenuto per cancellare questa ingiustizia e questa vergogna. In alcuni casi si tratta di persone su una sedia a rotelle. Quell’ingresso secondario di via Zara va immediatamente riaperto, quella sbarra, quella barriera vergognosa va abbattuta, per consentire l’accesso agevole alla sala dialisi dell’Annunziata ai dializzati del turno pomeridiano così come avviene per quelli del turno della mattina. Nella lettera che mi hanno scritto denunciano giustamente l’ingiustizia e i grandi disagi che stanno vivendo e chiedono che l’ingresso secondario di via Zara venga aperto almeno per l’ora di ingresso e di uscita del turno pomeridiano, dalle 13,30 alle 14, 30 e dalle 18 alle 19. Una richiesta che deve essere subito accolta. Auspico per questo un intervento immeditato e personale del Governatore Scopelliti”.

 

4 novembre 2011  

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili chiede intervento Scopelliti: “Dopo dieci anni di attività, da sette mesi chiusa importante struttura per disabili del Tirreno Cosentino per un assurdo burocratico, la mancanza di un documento”!

 

 

Cosenza

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per l'istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all'unanimità, il 30 giugno 2008, interviene sul caso del Centro diurno per disabili di San Pietro in Amantea chiuso dallo scorso mese di marzo per un “assurdo burocratico (la mancanza di un documento!)”, rivolge un appello al presidente della Regione e Commissario alla sanità calabrese, Giuseppe Scopelliti, che invita a “intervenire personalmente per far riaprire l’importante struttura per diversamente abili del Tirreno Cosentino”. “Nella disastrata sanità calabrese si registrano anche dei casi per certi aspetti oltre che gravi, assurdi , inverosimili e assolutamente inaccettabili, come nella fattispecie per la vicenda del Centro diurno per disabili del Tirreno Cosentino, di San Pietro in Amantea. Si tratta di una importante struttura, di cui usufruivano i diversamente abili di nove comuni del distretto di Amantea (oltre ad Amantea, San Pietro in Amantea, Cleto, Belmonte, Longobardi, Fiuumefreddo, Aiello, Serra d’Aiello, e Lago) che ha operato dal 2002 sino al marzo di quest’anno, quando è stata chiusa a seguito di un controllo dei Nas dei carabinieri che hanno riscontrato una sola irregolarità: la mancanza del cambio di destinazione d’uso dei locali. In breve: la struttura è funzionante, pulita, manca solo un documento. A seguito di questo controllo e  verbale dei Nas, l’Asp di Cosenza ha sospeso l’attività del Centro. Era il marzo di quest’anno, da allora incredibilmente la struttura continua a rimanere ancora chiusa. Nonostante le proteste dei familiari dei disabili, le richieste dei sindaci della zona e del direttore del distretto sanitario di Amantea ed ideatore del Centro diurno di San Pietro, Tullio Lupi. Alcuni parenti dei disabili hanno chiesto l’intervento di Diritti Civili. Quanto accaduto è un fatto grave e assolutamente ingiustificato. Non si può chiudere un Centro importante per disabili perchè manca un documento che attesta il cambio di destinazione d’uso dei locali. Non può una burocrazia cieca e assurda cancellare il diritto dei diversamente abili, delle loro famiglie, di avere a disposizione una struttura efficiente, funzionante, come quella di San Pietro in Amantea. In questo caso non può valere come giustificazione neanche il richiamo ai vincoli imposti dal famigerato piano di rientro dal deficit sanitario, perché la chiusura del Centro di San Pietro non è stata motivata assolutamente con ragioni di risparmi e tagli di costi inutili. E’ solo un fatto, un assurdo burocratico: la mancanza di un documento. Da sette mesi è stata chiusa una importante struttura per disabili perchè manca un documento! Accade, purtroppo, anche questo in Calabria! Chiedo al Governatore Scopelliti di intervenire, di eliminare questa ingiustizia, di far riaprire il Centro diurno di San Pietro in Amantea, di far rispettare i diritti delle persone diversamente abili e delle loro famiglie”.  

 

31 ottobre 2011

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili “Per combattere e prevenire casi malasanità eleggere e istituire subito Garante Salute. Legge approvata da oltre tre anni, bando scaduto da più di 15 mesi”.

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per l'istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all'unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese, dopo la diffusione dei dati da parte della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari, che colloca la Calabria al primo posto tra tutte le regioni italiane per i casi di malasanità (e decessi), rivolge un appello al presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico, della Giunta, Giuseppe Scopelliti, e all’intera Assemblea di Palazzo Campanella, che invita “ad eleggere subito il Garante e a rendere operativa la importante, semplice e innovativa struttura, la prima del genere in Italia (in funzione 24 ore al giorno, attraverso un numero verde, una serie di sportelli informativi per le segnalazioni, per denunciare i disservizi, per le informazioni utili sulle diverse patologie e malattie rare, una assistenza legale gratuita ai familiari delle vittime della malasanità e un centro di coordinamento per casi urgenti), per, afferma Corbelli, affrontare e contrastare la continua e drammatica emergenza sanità in Calabria, che come purtroppo certificano e confermano i dati diffusi ieri, assegnano alla Calabria questo triste primato”. Sono oltre tre anni che Corbelli porta avanti questa altra importante battaglia civile per istituire in Calabria il Garante della salute. “La malasanità continua purtroppo a provocare in Calabria disagi, sofferenze e, spesso, anche tragedie e morti assurde. Per affrontare e contrastare questa vera e propria emergenza Diritti Civili ha promosso, elaborato e fatto approvare dal Consiglio regionale il Garante della salute. Sono trascorsi oltre tre anni dall’approvazione dalla proposta legge, più di 15 mesi dalla scadenza del secondo bando(109 le domande presentate entro il 16 luglio del 2010), ma la nomina del Garante continua ad essere rinviata. Rivolgo un appello al presidente Talarico, al Governatore Scopelliti, ai consiglieri regionali ai quali chiedo di procedere subito con l’elezione del Garante della salute e con l’istituzione di questa importante struttura, che ho previsto abbia costi zero, senza alcun aggravio per le casse della regione. Non contrasta quindi assolutamente con i sacrifici e i tagli imposti dal piano di rientro. Il Garante non deve percepire alcuna indennità e la sua struttura deve avvalersi solo di personale dipendente della regione. Chi va a ricoprire questo incarico lo deve fare solo per passione, impegno civile e per spirito di sacrificio. Il Garante della Salute (proposto lo scorso anno, con un ddl, anche a livello nazionale dal leader Pd e chirurgo di fama internazionale, il senatore Ignazio Marino) può rappresentare una svolta per la sanità calabrese, un riferimento importante per tanti malati e per le loro famiglie e per lo stesso personale medico e paramedico degli ospedali e delle altre strutture sanitarie della regione”.

 

25 ottobre 2011 

 

 

 

Corbelli:"grave episodio all'Annunziata"

 

ANSA, 22 ottobre. Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, rivolge un ''appello, al Presidente della Regione e commissario alla sanita', Giuseppe Scopelliti, e ai diversi partiti politici, per la stabilizzazione dei precari dell'Asp di Cosenza''denunciando un ''grave episodio verificatosi all'Annunziata di Cosenza che dimostra - afferma Corbelli - da un lato l'assoluta carenza di personale dell'ospedale civile regionale bruzio e dall'altro la necessita' e l'urgenza di salvaguardare il posto di lavoro e la permanenza dei 500 precari, il cui contratto sta per giungere a scadenza. L'ultimo episodio successo pochi giorni fa all'ospedale dell'Annunziata e' estremamente grave e assolutamente ingiustificato: al reparto di Chirurgia Falcone un paziente che doveva essere operato e' stato costretto a recarsi in sala operatoria da solo e a piedi, per mancanza del personale ausiliario, di un addetto al trasporto dei malati. Questo fatto ha creato anche delle polemiche tra il personale medico e paramedico. Resta il fatto che non c'era un solo addetto per trasportare questo paziente che per non perdere il diritto di essere operato quel giorno si e' visto costretto a recarsi da solo, a piedi dal reparto alla sala operatoria''.

 

 

CS, Bonofiglio a Occhiuto, Corbelli cittadino onorario

Cosenza. ANSA, 21 ottobre. Il responsabile del Centro studi regionale sulla illegalita', Gianfranco Bonofiglio, ha chiesto al sindaco di Cosenza Mario Occhiuto e al Consiglio comunale di conferire la cittadinanza onoraria al leader di Diritti Civili, Franco Corbelli ''quale giusto, meritato e doveroso riconoscimento per il suo trentennale impegno civile, libertario e umanitario''. ''Franco Corbelli - afferma Bonofiglio - e' un simbolo della Calabria migliore e positiva, un motivo di orgoglio della nostra terra. E' quotidianamente e ininterrottamente impegnato, da 30 anni, a difendere i diritti civili delle persone piu' povere, deboli ed emarginate, a combattere battaglie di liberta', giustizia e a promuovere iniziative di solidarieta' in Calabria, in Italia e all'estero, nei paesi indigenti del Mondo. Per le sue lotte a difesa dei diritti delle persone malate, detenute e abbandonate in carcere e' stato nel 1995 intervistato finanche dal piu' autorevole giornale del mondo The New York Times. Le sue due ultime battaglie, quelle per salvare dalla lapidazione la ragazza nigeriana Kate Omoregbe (felicemente conclusa proprio ieri dopo tre mesi di lotte), e Alexandrina Lacatus, la giovane rumena (arrestata per la morte dei suoi tre bambini, in un incendio, sviluppatosi per cause accidentali), fatta scarcerare, nei mesi scorsi, e fatta rimanere in Italia, sono la testimonianza di un impegno incessante e straordinario, a difesa soprattutto delle persone piu' povere ed emarginate''. Corbelli, rammenta Bonofiglio, ''per questo suo eccezionale impegno civile, libertario e umanitario ha ricevuto numerosi, importanti riconoscimenti, il piu' prestigioso dei quali e' l'alta onorificenza di Commendatore al merito della Repubblica Italiana concessa, nel settembre del 2003, dall'allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. Per queste ragioni ritengo che sia giusto che il Consiglio comunale di Cosenza conferisca la cittadinanza onoraria ad un figlio di questa citta' e di questa terra, che porta alto il nome e l'onore dell'intera Calabria in Italia e nel mondo''.

 

 

 

 

IMMIGRATI. CORBELLI “IN CALABRIA E’ EMERGENZA SOCIALE”

 

(AGI) - Catanzaro, 3 ott. - Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, denuncia quello che definisce “il drammatico e dimenticato problema, una vera emergenza sociale, delle migliaia e migliaia di migranti e profughi che aspettano da anni di avere una risposta alla richiesta di asilo politico e all’ottenimento e al rinnovo del permesso di soggiorno. In Calabria - dice - attualmente ci sono 1019 migranti. Di questi 1003 sono richiedenti asilo. Ci sono poi centinaia e centinaia di ricorsi pendenti da anni presso il Tribunale di Catanzaro di rifugiati che aspettano di ottenere la protezione umanitaria in Italia. Sono casi di disperazione di tanti poveri immigrati costretti ad aspettare anche degli anni prima di vedersi riconosciuto un loro diritto. Diritti Civili sono oltre 20 anni - rileva - che combatte per difendere i diritti civili e umani di tanti immigrati. Proprio in queste ultime settimane abbiamo risolto, dopo un lunga battaglia durata cinque mesi, i casi di Kate e Alexandrina, due giovani immigrate, della Nigeria e della Romania. Tanti sono i casi di migranti disperati, che non conosciamo, che chiedono rispetto per i loro diritti. E’ gente povera e disperata, che per protesta, per rivendicare i loro diritti, deve inscenare proteste clamorose, arrivando addirittura a minacciare il suicidio, come e’ ancora una volta successo ieri a Crotone. Spesso per questi migranti si consumano tragedie in solitudine, nel silenzio e nella indifferenza delle istituzioni. Oggi c’e’ questa emergenza profughi che aspettano di ottenere l’asilo, la protezione umanitaria o il permesso di soggiorno. Un Paese civile, uno Stato di diritto ha il dovere di dare delle risposte a questi immigrati che spesso fuggono dalla guerra, dalla miseria, dalla fame, dalle malattie, dalle persecuzioni per cercare aiuto e fortuna in Italia e in altre Nazioni democratiche. Non possiamo trattarli - dice - come fantasmi. Sono degli essere umani e come tali vanno trattati e rispettati”. (AGI)

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili denuncia “Emergenza profughi in Calabria. 1003 richiedenti asilo politico. Centinaia e centinaia i ricorsi pendenti da anni presso Tribunale Catanzaro”

 

 

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo aver da poco felicemente risolto, dopo una lunga battaglia durata oltre cinque mesi, i casi di Kate (la giovane nigeriana condannata alla lapidazione nel suo Paese per essersi opposta ad un matrimonio combinato con una persona molto più grande di lei, che l’aveva anche violentata, e per il suo rifiuto a  convertirsi alla religione islamica, lei che è cristiana) e Alexandrina (la ragazza rumena che era stata arrestata per la morte, nel 2008, in Romania, dei suoi tre bambini durante un incendio, sviluppatosi per cause accidentali), entrambe le ragazze non sono state espulse, ma sono rimaste in Italia, denuncia quello che definisce “il drammatico e dimenticato problema, una vera emergenza sociale, delle migliaia e migliaia di migranti e profughi che aspettano da anni di avere una risposta alla richiesta di asilo politico e all’ottenimento e al rinnovo del permesso di soggiorno. In Calabria attualmente ci sono 1019 migranti. Di questi 1003 sono richiedenti asilo. Ci sono poi centinaia e centinaia di ricorsi pendenti da anni presso il Tribunale di Catanzaro di rifugiati che aspettano di ottenere la protezione umanitaria in Italia. Sono casi di disperazione di tanti poveri immigrati costretti ad aspettare anche degli anni prima di vedersi riconosciuto un loro diritto. Diritti Civili sono oltre 20 anni che combatte per difendere i diritti civili e umani di tanti immigrati. Proprio in queste ultime settimane abbiamo risolto, dopo un lunga battaglia durata cinque mesi, i casi di Kate e Alexandrina, due giovani immigrate, della Nigeria e della Romania. Tanti sono i casi di migranti disperati, che non conosciamo, che chiedono rispetto per i loro diritti. E’ gente povera e disperata, che per protesta, per rivendicare i loro diritti, deve inscenare proteste clamorose, arrivando addirittura a minacciare il suicidio, come è ancora una volta successo ieri a Crotone. Spesso per questi migranti si consumano tragedie in solitudine, nel silenzio e nella indifferenza delle istituzioni. Oggi c’è questa emergenza profughi che aspettano di ottenere l’asilo, la protezione umanitaria o il permesso di soggiorno. Un Paese civile, uno Stato di diritto ha il dovere di dare delle risposte a questi immigrati che spesso fuggono dalla guerra, dalla miseria, dalla fame, dalle malattie, dalle persecuzioni per cercare aiuto e fortuna in Italia e in altre Nazioni democratiche. Non possiamo trattarli come fantasmi. Sono degli essere umani e come tali vanno trattati e rispettati”.  

 

2 ottobre 2011

 

 

 

CORBELLI “STAMPA NAZIONALE IGNORA APPELLI PER AZZARA’”

ANSAsettembre - "E' ignobile il silenzio della stampa nazionale che ha completamente ignorato oggi finanche l'appello dei genitori del giovane calabrese, così come ieri aveva ignorato l'invito di Emergency di esporre la foto del logista Francesco Azzarà, dai palazzi delle istituzioni, significativa e lodevole iniziativa che hanno invece già iniziato a fare i sindaci di alcune città italiane". A sostenerlo, in una nota, è Franco Corbelli leader di Diritti civili. Per Corbelli c'é un "pregiudizio nei confronti della Calabria e dei calabresi. E' scandaloso il comportamento dei media nazionali nei confronti di questo volontario calabrese. Il silenzio della grande stampa è ingiustificato e grave. Quel giovane collaboratore di Emergency viene trattato alla stregua di uno straniero non di un cittadino italiano. Paga probabilmente la colpa di essere nato in Calabria e non in Padania. Se fosse nato anziché in Calabria in un'altra regione del Paese sarebbe sulle prime pagine di tutti i media. Ieri i media nazionali hanno censurato l'appello di Emergency e oggi addirittura anche l'appello dei genitori di Francesco Azzarà".(ANSA)

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli “I media nazionali ignorano gli appelli per il volontario calabrese, Francesco Azzara’ rapito in Darfur. L’ennesimo esempio del pregiudizio della grande stampa per la Calabria

 

 

 

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, interviene sul caso di Francesco Azzarà, il volontario rapito in Darfur, e denuncia quello che definisce “l’ignobile silenzio della stampa nazionale che ha completamente ignorato oggi finanche l’appello dei genitori del giovane calabrese, così come ieri aveva ignorato l’invito di Emergency di esporre la foto del logista dai palazzi delle istituzioni (significativa e lodevole iniziativa che hanno invece già iniziato a fare i sindaci di alcune città italiane)”, parla di “pregiudizio nei confronti della Calabria e dei calabresi. E’ scandaloso il comportamento dei media nazionali nei confronti di questo volontario calabrese. Il silenzio della grande stampa è ingiustificato e grave. Quel giovane collaboratore di Emergency viene trattato alla stregua di uno straniero non di un cittadino italiano. Paga probabilmente la colpa di essere nato in Calabria e non in Padania! Se fosse nato anziché in Calabria in un’altra regione del Paese sarebbe sulle prime pagine di tutti i media. Per il calabrese Azzarà invece già il giorno dopo il rapimento si era avuto il primo inequivocabile segnale: nessun quotidiano nazionale infatti aveva riportato in prima pagina il suo rapimento. Dopo due giorni la notizia era addirittura scomparsa completamente dalle pagine dei grandi quotidiani e dai telegiornali. Ieri e oggi l’ultima vergogna della cosiddetta grande stampa. Ieri hanno censurato l’appello di Emergency e oggi addirittura anche l’appello dei genitori di Francesco Azzarà. Una notizia che andava doverosamente, e con evidenza, riportata (come hanno fatto, con correttezza e in modo esemplare, oggi i quotidiani calabresi titolando a nove colonne sull’appello dei genitori di Francesco Azzarà) è stata completamente cancellata da tutti i quotidiani e media nazionali (tranne una sola testata che gli ha dedicato poche righe). Quanto accaduto dimostra come nei confronti della Calabria e dei calabresi esiste (e resiste) un pregiudizio, che fa di questa regione una terra discriminata, da trattare e criminalizzare per ogni fatto negativo. Quando invece figli di questa terra si sacrificano e mettono a rischio la propria vita per andare nei Paesi più poveri e lontani per aiutare chi ha bisogno, o promuovono straordinarie campagne di solidarietà e iniziativa umanitarie internazionali (che fanno registrare adesioni da quasi tutte le Nazioni del mondo, come nel caso della campagna di Diritti Civili per salvare la giovane nigeriana Kate Omoregbe, condannata alla lapidazione nel suo Paese) vengono sistematicamente e vergognosamente ignorati (tranne pochissime e lodevoli eccezioni). È quanto sta accadendo in particolare con Francesco Azzarà. La Calabria solidale, quella che si batte per aiutare i Paesi più poveri e per difendere i diritti umani in ogni parte del Pianeta, non fa notizia. Ai cosiddetti grandi media la nostra regione interessa solo per fatti di ‘ndrangheta, per la malasanità e per qualche piccolo scandalo”.

 

29 agosto 2011

SANITA’. CORBELLI AL PRESIDENTE SCOPELLITI “SALVARE OSPEDALE DI TREBISACCE”

ANSA – 24 ag.-  Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per l'istituzione del Garante della Salute della Calabria, chiede al presidente della regione e commissario alla sanità Giuseppe Scopelliti, di "bloccare lo smantellamento e salvare l'ospedale 'Chidichimo' di Trebisacce per garantire il diritto alla assistenza e alla salute dei cittadini di un vasto e popoloso comprensorio". "Si deve rispettare - aggiunge - la protesta pacifica delle associazioni, dei rappresentanti politici, istituzionali, delle amministrazioni comunali, delle migliaia e migliaia di persone che combattono per difendere un presidio sanitario, particolarmente importante e assolutamente indispensabile per la specificità del territorio, che chiedono di non essere abbandonati e privati di una assistenza sanitaria adeguata e di un pronto intervento in una realtà difficile, problematica come l'Alto Ionio Cosentino". "Chiedo a Scopelliti - prosegue Corbelli - di promuovere un tavolo istituzionale per arrivare ad una soluzione condivisa della delicata problematica sanitaria che investe molti comuni e migliaia e migliaia di persone. Smantellare oggi il nosocomio di Trebisacce, che da decenni rappresenta un presidio di buona sanità, significa mandare allo sbaraglio e mettere a rischio non solo l'assistenza ospedaliera, ma la salute e la stessa vita dell'intero vasto comprensorio dell'Alto Ionio".

 

 

 

SANITA: ENNESIMA DENUNCIA DI CORBELLI. “MEDICO IN FERIE CHIUDE CENTRO SERT (PER TOSSICODIPENDENTI, ALCOLISTI, MALATI PSICHIATRICI) IN CALABRIA”

ANSA. 12 agosto. Il leader del movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ha rivolto un "appello al Presidente della Regione e commissario della sanità calabrese, Giuseppe Scopelliti, per la "vicenda del Sert di Paola, chiuso, da lunedì 8 agosto e fino alla fine dello stesso mese, per la mancanza del medico andato in ferie". Corbelli parla di "fatto estremamente grave, assolutamente ingiustificato che sta creando molti problemi, notevoli disagi e tanta sofferenza a tanti malati, tossicodipendenti, alcolisti e con problemi psichiatrici e alle loro famiglie". Il leader di Diritti civili chiede che "si provveda immediatamente alla riapertura del centro con la sostituzione e assegnazione di un altro medico. Quanto sta accadendo da alcuni giorni a Paola è un fatto di una gravità inaudita, qualcosa di sconcertante e inaccettabile, che viola i diritti più elementari delle persone malate di essere curate e calpesta la stessa dignità umana. Voglio subito portare questo grave problema all'attenzione del presidente Scopelliti. Da lunedì scorso ha chiuso il Sert, una importante struttura che assiste giornalmente, da anni, un centinaio di persone con problemi di tossicodipendenza, alcool e mentali. In questo periodo estivo il numero degli assistiti è naturalmente aumentato di molto per la presenza Paola e negli altri centri limitrofi del Tirreno di molti turisti".

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli difende Pignatone, Cortese e Russo ma chiede azzeramento Procura reggina e cambio vertici investigativi per superare stagione veleni e ridare credibilità alle istituzioni, nella città simbolo e di frontiera nella lotta alla mafia!

 

 

Reggio Calabria

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, interviene “sui veleni di Reggio”, giudica le accuse al procuratore Giuseppe Pignatone e ai capi della Squadra Mobile, Renato Cortese, e del Ros dei carabinieri, Stefano Russo, “inaudite, gravissime e devastanti”, parla di “credibilità delle istituzioni  fortemente a rischio”, e mentre “difende, coerentemente con la ultraventennale storia garantista di Diritti Civili, il magistrato e i due investigatori auspica che si azzeri la Procura reggina e cambino i vertici di Squadra Mobile e Ros, l’unico, afferma Corbelli, inevitabile provvedimento, a tutela delle persone accusate, in grado di ridare credibilità, fiducia e serenità ad un Ufficio, la Procura reggina, particolarmente impegnata ed esposta, insieme alle forze dell’ordine, sul fronte antimafia. Una cosa è certa: è assolutamente impensabile che dopo le gravissime accuse del capitano dei carabinieri, Spadaro Tracuzzi (le cui dichiarazioni valgono almeno quanto quelle del boss pentito Antonino Lo Giudice, che ha accusato e fatto finire sotto inchiesta altri magistrati reggini), possano continuare ad operare nello stesso Ufficio magistrati e investigatori additati, alcuni di loro, dall’Ufficiale dell’Arma come complottisti in una guerra fratricida. Diritti Civili è stato tra i pochi, in tempi non sospetti, ad aver più volte pubblicamente chiesto al procuratore Pignatone di non lasciare la Procura di Reggio, di continuare il suo importante lavoro, di fare finalmente luce sulla cosiddetta zona grigia, sui rapporti tra mafia e politica. Oggi, con la stessa coerenza e onestà di allora, chiediamo che a Reggio si volti pagina. Auspichiamo per questo l’intervento del Csm, l’azzeramento della Procura e il cambio ai vertici del Ros e della Squadra Mobile di Reggio. Chiedo che i valorosi magistrati e investigatori che hanno sino ad oggi operato brillantemente a Reggio vengano promossi e trasferiti in altre importanti sedi. Reggio è una città simbolo, di frontiera nella lotta alla mafia. Per questo chi opera per difendere la legalità deve farlo in assoluta serenità, nella totale fiducia e senza alcun sospetto. Purtroppo quelle gravissime accuse del capitano dei carabinieri e prima quelle del pentito mafioso contro altri magistrati reggini hanno creato una situazione insostenibile e insanabile. Reggio deve ripartire da capo, superando la stagione dei veleni. Dico probabilmente quello che tutti pensano, che magari nessuno dirà mai. Chi combatte per i diritti civili, la legalità e la giustizia ha il dovere di fare queste doverose denunce”.

 

8 agosto 2011

 

MATURITA’, CORBELLI “AGGRESSIONE SCUOLA CALABRIA”

ANSA: Reggio Calabria 6 ag - Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, interviene su quella che definisce "l'inaudita aggressione nei confronti della scuola calabrese e in particolare di un istituto, il liceo scientifico 'Leonardo da Vinci', di Reggio Calabria, che rappresenta una eccellenza regionale". "Adesso basta. La misura - ha aggiunto - è colma. L'ennesima provocazione è vergognosa, rappresenta un vero e proprio oltraggio non solo al prestigioso liceo reggino e alla città di Reggio ma a tutta la scuola calabrese e all'intera regione. Basta buttare fango sulla Calabria. Finanche sulla scuola calabrese. E' inaccettabile che si avanzino pesanti e inquietanti dubbi, discreditino addirittura le intelligenze calabresi, quei giovani studenti che rappresentano il futuro e la speranza per questa disastrata, discriminata e umiliata regione. Se si hanno dei sospetti si vadano a denunciare all'autorità giudiziaria. Ma è inaccettabile che si arrivi a criminalizzare adesso anche la scuola calabrese, che si butti fango su un liceo che è un fiore all'occhiello della Calabria". "Criminalizzare quel liceo reggino - ha concluso Corbelli - perché su 380 maturandi 20 abbiano riportato il massimo dei voti è una offesa, è una provocazione che va rispedita al mittente. A quelli del Nord sembra quasi dar fastidio che in Calabria non ci sia solo 'ndrangheta, ma anche cultura, civilta', intelligenze, rispetto e tanta solidarietà".


 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Legge 36. Corbelli “Sbloccare subito fondi edilizia sociale e utilizzarli solo per realizzazione nuovi 4000 alloggi per famiglie disagiate che aspettano da anni. I 150 milioni di euro di fondi pubblici previsti potrebbero generare un miliardo di fondi privati, una somma ingente pari all’intero finanziamento previsto per la Calabria nel Piano per il Sud”!

 

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, interviene sul problema della Legge 36 riguardante l’edilizia sociale, alla luce anche della recente sentenza del Tar Calabria che ha annullato la revoca del bando precedente emanato dalla Giunta Loiero ed ha ritenuto illegittimo il nuovo bando emanato dall’attuale Giunta Scopelliti, parla di “una vicenda grave e ingiustificata che penalizza migliaia di famiglie, tra le meno abbienti, che avrebbero potuto beneficiare (come proprietà o in affitto) dei 4000 alloggi previsti, ma mai realizzati”. Corbelli chiede che “vengano immediatamente sbloccati i fondi dell’edilizia sociale, che si proceda alla realizzazione dei 4000 alloggi, dando in questo modo un aiuto a tante famiglie disagiate e un consistente contributo alla povera economia calabrese, visto che a fronte di 150 milioni di euro pubblici investititi si potrebbero generare oltre un miliardo di euro di fondi privati. Per avere una idea dell’importanza di questo intervento basti pensare che questa somma (un miliardo di euro) è pari all’intero finanziamento previsto dal governo per la Calabria nel famigerato piano per il Sud. Un miliardo di euro è infatti la somma destinata dal Governo alla Calabria per le infrastrutture. Quindi sbloccare questi finanziamenti per l’edilizia sociale è importante oltre che per aiutare quattromila famiglie disagiate, anche e soprattutto per dare una grande boccata d’ossigeno alla povera economia calabrese”.  Il leader di Diritti Civili invita quindi il presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, ad “evitare assolutamente il rischio, denunciato nei giorni scorsi dal consigliere regionale del Pd Carlo Guccione, nel corso di una conferenza stampa tenuta insieme ai  tre consiglieri di Palazzo Campanella, Aiello, Censore e De Gaetano, che i 150 milioni dell’edilizia sociale vengano utilizzati per pagare solo il risarcimento danni alle imprese senza che venga costruito un solo alloggio. Bisogna scongiurare che al danno si aggiunga la beffa. Anche perchè una operazione del genere sarebbe non solo sbagliata e ingiustificata, ma potrebbe configurare anche precise ipotesi di reato, anche penale. Per questo bisogna avviare subito a soluzione il problema, sbloccando i fondi per l’edilizia sociale, nel rispetto della legge e dei diritti delle famiglie, più svantaggiate, che aspettano da anni questi alloggi”.  

 

5 agosto 2011

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli chiede al presidente della Regione, Scopelliti, di sospendere, con decorrenza immediata, applicazione nuovi ticket sanitari in Calabria, in attesa di decisioni Governo, dopo netta stroncatura nuovo balzello sanitario da parte di Bossi che ha annunciato, oggi sulla Padania, sua cancellazione.

 

 

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all’unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese, chiede al presidente della Regione Calabria e commissario della sanità calabrese, Giuseppe Scopelliti, di “sospendere, con decorrenza immediata a partire già da domani, lunedì, l’applicazione dei nuovi ticket sanitari in attesa di vedere quali saranno le decisioni del Governo e soprattutto dopo la netta stroncatura degli stessi ticket da parte di Umberto Bossi, e l’annuncio dato dal leader Leghista, e riportato oggi (domenica) in prima pagina a caratteri cubitali dal quotidiano La Padania, che il Carroccio chiederà al Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, di cancellare questo iniquo e odioso balzello. Il Movimento Diritti Civili è stato il primo, all’indomani del varo della manovra finanziaria, che – afferma Corbelli - abbiamo subito definito iniqua e inaccettabile soprattutto con riferimento alla sanità e ai nuovi ticket, a chiedere al Governatore calabrese di seguire l’esempio della Toscana, dell’Emilia, della Sardegna, del Veneto, dell’Umbria e di altre regioni più piccole e di sospendere, congelare e non applicare questa nuova tassa, che va a colpire le fasce più deboli e indigenti della popolazione, con effetti particolarmente gravi per una regione povera come la Calabria. E’ oramai evidente che si va verso il ritiro e la cancellazione dell’odioso ticket. La stroncatura di Bossi conferma questa ipotesi. Per questo motivo chiedo al presidente Scopelliti di sospenderlo immediatamente in Calabria,in attesa delle decisioni definitive del Governo. Perché continuare a far pagare questi nuovi ticket ai calabresi, mentre altre regioni non lo fanno e soprattutto, perché vessare i calabresi, in particolare quelli più poveri, se poi questa nuova tassa sarà tra qualche giorno annullata? Compia il Governatore un gesto importante e significativo e annunci domani, dalla sede istituzionale di Palazzo Campanella, prima della riunione del Consiglio regionale, la sospensione dei nuovi ticket in Calabria”.

 

31 luglio 2011

 

 

 

CALABRIA_SANITA___CORBELLI__NO_A_CHIUSURA_REPARTI_OSPEDALE_COSENZA Notizie dalla Regione calabria

 

30-07-2011

CALABRIA/SANITA': CORBELLI, NO A CHIUSURA REPARTI OSPEDALE COSENZA

 

 

(ASCA) - Cosenza, 30 lug. - Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per l'istituzione del Garante della Salute della Calabria, chiede al presidente della Regione e commissario della sanita' calabrese, Giuseppe Scopelliti, di ''evitare, quella che - afferma - sarebbe, la disfatta della sanita' cosentina, ovvero la paventata chiusura di due reparti importanti, delle vere eccellenze, Ortopedia e Urologia dell'Ospedale Civile di Cosenza. E' un fatto gravissimo e assolutamente ingiustificato ipotizzare e programmare la chiusura di due reparti importanti e fondamentali dell'Annunziata, quali Ortopedia e Urologia. Sarebbe la Caporetto finale della sanita' cosentina, l'ultima, piu' grave e inaccettabile umiliazione. Bisogna assolutamente scongiurare che questo accada. Scopelliti deve fermare questo scempio dell'Annunziata. Ortopedia e Urologia sono due eccellenze, che vanno salvaguardate, valorizzate e potenziate. E non invece cancellate. Non c'e' ragione, motivazione e piano di rientro (dal deficit sanitario) che tenga per cercare di giustificare la eventuale chiusura di Urologia e Ortopedia, per dare - continua - addirittura quest'ultimo reparto ai privati''. ''Non si puo' piu' tollerare che questo reparto di Ortopedia, minacciato di chiusura, continui intanto ad essere depotenziato - prosegue Corbelli -. Oggi e' ridotto a 21 posti letto e con soli sette medici, che si sobbarcano un lavoro (sacrificio) immane per garantire l'assistenza e gli interventi a tutti i pazienti della provincia. Due anni fa i posti letto a Ortopedia erano 40 e i medici 14. Oggi i posti letto sono ridotti alla meta' e anche i medici dimezzati, tagliati piu' del 50%. La stessa cosa - aggiunge Corbelli - sta accadendo ad Urologia, che rischia la chiusura per carenza di personale e per l'accorpamento a Chirurgia. Ecco come si sta distruggendo la sanita' a Cosenza e calpestando il diritto alla assistenza e alla salute dei cittadini. A Scopelliti chiedo di intervenire e di salvare il nosocomio regionale bruzio. Piu' che progettare un nuovo ospedale, che non serve, a Cosenza basta salvaguardare, potenziare e valorizzare l'Annunziata.

Sarebbe questa la piu' grande e importante conquista per la sanita' e la salute dei cittadini di Cosenza, della provincia e della Calabria''.

(Asca)

 

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli su aeroporto Sibari “Opera assolutamente indispensabile. Chi ostacola progetto è nemico della Calabria”.

 

 

 “L’aeroporto di Sibari è una opera assolutamente indispensabile, chi si oppone alla sua realizzazione è un  nemico non solo della Sibaritide ma della Calabria! L’importanza di questa infrastruttura è dimostrata anche dall’eccezionale record di passeggeri fatto registrare nell’ultimo weekend dall’aeroporto di Lamezia, 30mila viaggiatori in tre giorni, 12 mila in un solo giorno. Questo eccezionale flusso di passeggeri dimostra come Sibari con l’aeroporto può diventare l’Eldorado d’Italia, con benefici non solo per il turismo, ma per l’agricoltura (basti pensare alla immensa ricchezza delle clementine, delle arance), il mercato ittico. Chi ostacola il progetto dell’aeroporto di Sibari lo fa solo per salvaguardare interessi particolari  per volontà dei poteri forti regionali (politici e istituzionali) e di un Governo nemico della Calabria”. A sostenerlo, in una nota, è il leader del movimento Diritti Civili ed ex consigliere provinciale, Franco Corbelli, che ha sollevato in Consiglio provinciale, negli anni scorsi, più volte il problema dell’Aeroporto della Sibaritide, con la presentazione e discussione in aula di diversi ordine del giorno. Corbelli parla “di una volontà politica discriminatoria nei confronti di un territorio straordinariamente ricco di storia, di civiltà, di bellezze e di tante potenzialità e risorse, che con la realizzazione dell’importante opera sarebbe destinato a cambiare radicalmente il suo futuro” ed addebita “la responsabilità del fallimento del progetto al Governo Centrale che, ricorda, attraverso il Ministro per le Infrastrutture, Altero Matteoli, ha negli anni scorsi bocciato il progetto dell’aeroporto della Sibaritide. Per tutelare il monopolio dell’aeroporto di Lamezia e salvaguardare quello di Crotone boicottano il progetto dell’aeroporto della Sibaritide. Questo disegno dei cosiddetti poteri forti  regionali è oramai noto a tutti. L’aeroporto della Sibaritide – continua Corbelli- è una infrastruttura fondamentale per il decollo di questo importante territorio. Ci sono tutti i numeri e i requisiti territoriali, sociali, storici perché la città e la provincia di Cosenza, la Sibaritide, il Pollino, l’Alto e Basso Ionio cosentino, la Media Valle del Crati, rivendichino e ottengano l’aeroporto. Occorre per questo, a sostegno dell’iniziativa del presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, e di quanti insieme a lui sono impegnati in questa importante battaglia, una grande mobilitazione popolare e istituzionale”.

 

27 luglio 2011

 

 

MANOVRA. CORBELLI : “SCOPELLITI NON APPLICHI TICKET SANITA’ IN CALABRIA”

ANSA. 16 luglio 2011. Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, in una nota, critica il Governo per il varo di una manovra finanziaria che definisce "iniqua e inaccettabile soprattutto con riferimento alla sanità e ai nuovi ticket". Corbelli chiede, in particolare, al presidente della Regione, "tra tutte le regioni la più povera e penalizzata da queste misure e nuovi balzelli", Giuseppe Scopelliti, di "seguire l'esempio della Toscana e dell'Emilia e di rinunciare a questa nuova tassa, che va a colpire le fasce più deboli e indigenti della popolazione. Ancora una volta i provvedimenti del Ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, colpiscono pesantemente la Calabria. Incredibilmente e ingiustificatamente si arriva a penalizzare una regione come la Calabria, afflitta da una gravissima crisi, alle prese con vere e proprie emergenze sociali, come povertà e sanità. Si varano nuovi ticket sanitari paradossalmente proprio in una regione dove continua a dilagare la cattiva sanità, dove si continua ancora a morire per la malasanità, per la disorganizzazione, per la carenza di strutture, di medici e paramedici". Secondo Corbelli, "il Governatore Scopelliti non può avallare queste scelte scellerate, punitive e beffarde nei confronti soprattutto della Calabria. Deve opporsi a questo ennesimo attacco alla Calabria. Non può consentire che vengano colpiti le fasce più povere della popolazione calabrese con i nuovi ticket sanitari. La Calabria in tema di sanità sta già pagando un prezzo altissimo, con gravi disservizi, lunghe liste di attesa, ticket esistenti eccessivi, tagli di personale, ridimensionamenti e chiusura di ospedali. Non può subire una nuova pesante penalizzazione con i nuovi ticket sanitari".

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili denuncia il grave e ingiustificato rinvio (da oltre un anno), da parte del Consiglio regionale, della nomina del Garante della Salute della Calabria in una regione che continua ad essere devastata dalla malasanità

Reggio Calabria

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per l'istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all'unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese, denuncia il “nuovo, ingiustificato rinvio, da parte dell’Assemblea di Palazzo Campanella, della nomina di questa importante figura e la mancata istituzione di questa innovativa, semplice ed efficace struttura (in funzione 24 ore al giorno, attraverso un numero verde, una serie di sportelli informativi per le segnalazioni e le diverse patologie e un centro di coordinamento per casi urgenti) al servizio dei cittadini, che serve proprio non solo per verificare, controllare, denunciare ma per combattere e prevenire casi di cattiva sanità, di disorganizzazione e per dare un aiuto continuativo e concreto a tutti i cittadini-utenti, ai pazienti e alle loro famiglie”. Corbelli esprime “profonda delusione, grande amarezza per, afferma, essere lasciato da solo in questa importante battaglia civile per l’istituzione del Garante e a difesa del diritto alla salute dei cittadini calabresi, in una regione che continua purtroppo ad essere devastata dalla malasanità, con le morti sospette che si susseguono (solo all’Ospedale Civile di Cosenza tre decessi, di due giovanissime donne partorienti e di un neonato, nelle ultime settimane). Dopo aver lottato, ininterrottamente per tre anni, per far approvare, prima al Consiglio provinciale di Cosenza e poi (all’unanimità) al Consiglio regionale, la legge per l’istituzione del Garante della Salute (prima e unica struttura del genere in Italia, proposta, nei mesi scorsi, con un disegno di legge, anche a livello nazionale dal leader del Pd e chirurgo di fama internazionale, il senatore Ignazio Marino), ancora oggi continuo a gridare nel deserto per vedere finalmente nominata questa figura e istituita questa importante struttura. E’ uno scandalo. Una vergogna. Ancora una volta ieri (lunedì), in Consiglio regionale, “grazie”(!) al presidente Francesco Talarico e con la responsabilità dell’intera Assemblea di Palazzo Campanella, è andato in scena l’ennesimo inganno nei confronti di tutti i cittadini calabresi. La nomina del Garante della Salute, inserita nell’ordine del  giorno, è stata ancora una volta rinviata. La verità è che non vogliono nominare e cercano di cancellare il Garante perché questa figura (indipendente, di garanzia e di controllo) dà fastidio a chi vuole utilizzare la sanità con le vecchie logiche clientelari e affaristiche del passato. In una regione normale (ancora di più se devastata dalla malasanità, come la Calabria) di fronte a questo scandalo dell’ingiustificato rinvio (da oltre un anno) della nomina del Garante della Salute insorgerebbe l’opposizione (minimamente responsabile), griderebbe allo scandalo, chiederebbe spiegazione. Non accade invece nulla di tutto questo. C’è il silenzio assoluto. Tranne rarissime eccezioni”. Corbelli ricorda infine che il bando per il Garante della Salute é stato già effettuato ed è scaduto lo scorso anno (luglio 2010). Sono state presentate 109 domande .

 

12 luglio 2011

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli su aeroporto Sibaritide “Uno scandalo la mancata realizzazione”

 

 

Cosenza

“La mancata realizzazione dell’aeroporto della Sibaritide, per volontà dei poteri forti regionali (politici e istituzionali) e di un Governo nemico della Calabria, è uno scandalo, un ennesimo schiaffo a questa regione e in particolare alla Sibaritide e alla provincia di Cosenza”. A sostenerlo è il leader del movimento Diritti Civili ed ex consigliere provinciale, Franco Corbelli. Corbelli, che ha sollevato in Consiglio provinciale, negli anni scorsi, più volte il problema dell’aeroporto della Sibaritide, con la presentazione e discussione in aula di diversi ordine del giorno, parla “di una volontà politica discriminatoria nei confronti di un territorio straordinariamente ricco di storia, di civiltà, di bellezze e di tante potenzialità e risorse, che con la realizzazione dell’importante opera sarebbe destinato a cambiare radicalmente il suo futuro” ed addebita “la responsabilità del fallimento del progetto al Governo Centrale che, ricorda, attraverso il Ministro per le Infrastrutture, Altero Matteoli, ha negli anni scorsi bocciato il progetto dell’aeroporto della Sibaritide. Per tutelare il monopolio dell’aeroporto di Lamezia e salvaguardare quello di Crotone boicottano il progetto dell’aeroporto della Sibaritide. Questo disegno dei cosiddetti poteri forti  regionali è oramai noto a tutti. L’aeroporto della Sibaritide - afferma il leader di Diritti civili - è una infrastruttura fondamentale per il decollo di questo importante territorio. Ci sono tutti i numeri e i requisiti territoriali, sociali, storici perché la città e la provincia di Cosenza, la Sibaritide, il Pollino, l’Alto e Basso Ionio cosentino, l’Esaro, la Media Valle del Crati, rivendichino e ottengano l’aeroporto. Occorre una forte reazione, una mobilitazione popolare e istituzionale contro questa provocazione e umiliazione”. Corbelli, al riguardo, propone, “dopo il Consiglio provinciale straordinario di domani, martedì, opportunamente convocato dal presidente Mario Oliverio, una grande manifestazione popolare nell’area del comune di Cassano dove dovrebbe sorgere l’aeroporto. Bisogna mandare un messaggio preciso e forte a Catanzaro e a Roma: la Sibaritide rivendica e merita l’aeroporto e rispetto”.

 

4 luglio 2011

 

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli chiede a Scopelliti di creare al “Santa Barbara” di Rogliano Centro grandi ustionati. Molti i calabresi gravemente ustionati costretti a curarsi fuori regione

 

Cosenza

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all’unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese, chiede al presidente della regione e commissario alla sanità Giuseppe Scopelliti, di  “valutare domani (lunedì), nell’incontro che terrà con i sindaci del Savuto, per affrontare il caso dell’ospedale, per scongiurare lo smantellamento dell’importante presidio ospedaliero roglianese, l’ipotesi di utilizzare il “Santa Barbara” per la creazione in Calabria di un Centro grandi ustionati, assolutamente indispensabile e urgente come purtroppo dimostrano – afferma - anche i tanti recenti drammatici episodi di bambini e persone adulte rimasti gravemente ustionati e trasferiti fuori regione”. Corbelli, da sempre schierato anche lui a difesa dell’ospedale di Rogliano e da tanto tempo impegnato per quella che definisce la “grande conquista civile del Centro grandi ustionati calabrese”, oggi chiede che “questo centro venga realizzato nella struttura del Santa Barbara, per una serie di valide ragioni. Non solo per salvare e valorizzare la struttura, l’efficienza e le professionalità dell’ospedale del Savuto, ma per la sua collocazione ideale, al centro quasi della Calabria, a pochi chilometri da uno svincolo autostradale e a pochi metri (adiacente proprio il “Santa Barbara”) da una ottima e sicura pista per l’elisoccorso. In Calabria manca un Centro per ustionati. Sono molti i calabresi rimasti gravemente ustionati, a seguito di incidenti, costretti (con grandi disagi e sacrifici economici) a recarsi periodicamente fuori regione per potersi curare. La Sicilia ha 2 Centri Grandi Ustioni, la Puglia altri 2, la Campania ne ha 1, poi rimane Cesena, Roma e il Nord. Anche la Calabria ha dunque tutto il diritto – continua Corbelli - di avere un Centro grandi ustioni. Per quanti, piccoli e  adulti, rimasti gravemente feriti, come nel caso degli ultimi recenti incidenti, hanno immediato e continuo bisogno di queste strutture specializzate e di questo tipo di cure. Chiedo per questo che Scopelliti valuti l’ipotesi della creazione di un Centro grandi ustionati anche in Calabria, che lo stesso venga realizzato al “Santa Barbara” e non invece, come pare si vorrebbe fare, creare anche questa importante, nuova struttura a Lamezia, nella città del presidente del consiglio regionale, Francesco Talarico”.

 

26 giugno 2011

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli denuncia e preannuncia esposto “Ad un anno da scadenza bando, cancellata nomina Garante Salute Calabria da odg Consiglio regionale”

 

 

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per l'istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all'unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese, denuncia la “grave, ingiustificata cancellazione nell’ordine del giorno della riunione del Consiglio regionale di domani, lunedì 20 giugno, della nomina del Garante della Salute”, parla di “violazione della legge e dello Statuto regionale che impone l’inserimento delle nomine in tutte le riunioni dell’Assemblea regionale sino all’espletamento delle stesse”, chiama in causa il “presidente dell’assise Francesco Talarico e tutti i capigruppo per questo mancato adempimento d’ufficio”. Corbelli denuncia anche il “colpevole silenzio calato su questa importante battaglia civile per  l’istituzione di questa innovativa, semplice ed efficace struttura (in funzione 24 ore al giorno, attraverso un numero verde, una serie di sportelli informativi per le segnalazioni e le diverse patologie e un centro di coordinamento per casi urgenti) al servizio dei cittadini, che serve proprio non solo per verificare, controllare, denunciare ma per combattere e prevenire casi di malasanità, di disorganizzazione e per dare un aiuto continuativo e concreto a tutti i cittadini-utenti, ai pazienti e alle loro famiglie. E’ gravissimo che a distanza di tre anni dall’approvazione della legge regionale, a quasi un anno dalla scadenza del bando (16 luglio 2010), con oltre 100 domande pervenute, il Garante della salute, nonostante la Calabria continui ad essere devastata dalla malasanità, sia stato letteralmente e arbitrariamente cancellato dall’agenda dei lavori del Consiglio regionale e completamente ignorato dalla stampa calabrese, tranne qualche lodevole eccezione. Siamo di fronte ad un fatto politico e istituzionale assai grave, che potrebbe configurare anche ipotesi di reato penale, come l’omissione in atti d’ufficio. Adesso basta! Se domani, lunedì, il Consiglio regionale non riparerà alla grave omissione e non inserirà all’ordine del giorno la nomina del Garante della Salute chiederò l’intervento della competente Procura della Repubblica di Reggio e l’invio a Palazzo Campanella dei carabinieri per l’acquisizione di tutta la documentazione relativa allo scandalo e all’illecito della mancata nomina del Garante”.   

 

19 giugno 2011

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli a Scopelliti: “Chiusura ospedale Rogliano un colossale spreco di denaro pubblico. Il Governatore vada a visitarlo”. Lo scandalo della Tac, mesi di attesa per un esame a Cosenza, due giorni a Rogliano (ma, questa apparecchiatura, non viene utilizzata!)”.

 

 

Cosenza

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all’unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese, interviene sulla preannunciata chiusura dell’ospedale di Rogliano(in provincia di Cosenza), parla di “scandalo inaudito e inaccettabile, di colossale e ingiustificato spreco di denaro pubblico, che deve essere assolutamente evitato”, invita “il Governatore calabrese e Commissario della sanità, Giuseppe Scopelliti, a far visita al nosocomio del Savuto, per rendersi conto di persona di quale grande ingiustizia e sperpero di soldi pubblici si commetterebbe chiudendo il presidio roglianese”. Corbelli, che dopo aver partecipato martedì scorso, alla manifestazione in piazza a Rogliano a  difesa dell’ospedale, è stato accompagnato dai dipendenti e dal sindaco Pino Gallo a visitare il nosocomio del Savuto, spiega di “essere rimasto letteralmente sorpreso, sconcertato e indignato per quello che ha visto: un ospedale che si potenzia, si investono dieci milioni di euro, si dota di strutture moderne e all’avanguardia, le due sale operatorie sono state da pochissimo ultimate, e poi si decide di chiuderlo. Una vergogna che non ha precedenti e eguali, che va denunciata e che deve essere cancellata, per difendere i diritti dei cittadini del Savuto e per salvaguardare una struttura che può essere utilizzata per sfoltire l’eccessivo carico di lavoro e le lunghe liste di attesa dell’Annunziata di Cosenza. Ho personalmente verificato che il Santa Barbara è un ospedale pulito, efficiente, ma soprattutto in grado offrire delle prestazioni importanti in tempo reale. Un esempio su tutto: a Cosenza per una tac bisogna aspettare dei mesi, a Rogliano questo esame si fa in due giorni con una strumentazione ultramoderna. Anziché cogliere questa grane opportunità si vorrebbe invece chiudere l’ospedale, chiudere le sale operatorie, buttare l’apparecchiatura per la Tac in qualche scantinato! Uno scandalo. Si può consentire che si operino simili scempi e sprechi di denaro pubblico, scelte così dannose e scellerate? E’ questo il nuovo corso della sanità voluto dal Governatore? Chiedo a Scopelliti prima di procedere con la chiusura del Santa Barbara di fare quello che ho fatto io: visitare il nosocomio di Rogliano. Anzi gli chiedo di andarci insieme. Voglio vedere se dopo aver visto e constatato la realtà, l’efficienza, la potenzialità di questa struttura ospedaliera (che in oltre 30 anni di attività non ha mai fatto registrare episodi di malasanità ma solo tanta buona sanità, grazie alle diverse professionalità che vi hanno operato) avrà il coraggio di chiudere questo ospedale e buttare al vento milioni di euro di soldi pubblici e negare di fatto la possibilità per migliaia di utenti di avere prestazioni sanitarie importanti in tempo reale, in pochissimi giorni senza invece aspettare, come purtroppo accade negli ospedali di Cosenza, diversi mesi per le lunghe liste di attesa”.  

 

16 giugno 2011

 

 

 

 

 

 

Comunicato stampa congiunto IDV – DIRITTI CIVILI

 

Referendum. Sit-in Idv e Diritti Civili davanti centrale Enel di Rossano (Cs), il sito dove dovrebbe sorgere centrale nucleare

 

 

Il segretario regionale di Idv, Maurizio Feraudo, e il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, in una dichiarazione congiunta, invitano i calabresi a “recarsi alle urne il 12 e 13 giugno per votare i quattro referendum su nucleare, acqua e legittimo impedimento” e promuovono una “clamorosa e significativa iniziativa di protesta, un sit-in davanti alla centrale Enel di Rossano(in provincia di Cosenza), nel luogo, dove affermano in una dichiarazione congiunta, l’esponente di Idv e il coordinatore di Diritti Civili, dovrebbe sorgere una delle centrale nucleari, quella cioè prevista in Calabria”. “I calabresi devono recarsi alle urne il 12 e 13 giugno per una serie di validi motivi. Innanzitutto per il merito dei referendum, per dire no alla minaccia mortale delle centrali nucleari, per difendere il bene e il diritto dell’acqua pubblica, per bocciare la legge, di stampo feudale, del legittimo impedimento. Se dovesse fallire il referendum sul nucleare una delle centrali nucleari sarebbe costruita in Calabria ed esattamente nel territorio del comune di Rossano, nell’area dell’attuale centrale Enel. Per questo occorre soprattutto in Calabria una mobilitazione straordinaria per la consultazione referendaria di domenica e lunedì prossimi, affermano Feraudo e Corbelli. Tra le regioni individuate per la realizzazione delle centrali nucleari in Italia c’è di sicuro la Calabria. Un autorevole quotidiano nazionale nel marzo scorso  ha anche indicato che il sito dovrebbe essere scelto lungo la fascia Ionica, tra le province di Crotone e Cosenza. Una notizia questa mai smentita dal Governo Berlusconi. L’ubicazione del sito, che si continua a cercare di tenere nascosta, dovrebbe essere il Rossanese e precisamente l’area dell’attuale centrale Enel. Sarebbe stata scelta la Calabria, perché si tratta di una regione politicamente assai debole, con un Governo regionale allineato all’Esecutivo Berlusconi e quindi pronto a subire anche questa gravissima minaccia alla salute e alla vita dei cittadini non solo della Sibaritide ma dell’intera regione. Si vorrebbe costruire una centrale nucleare in Calabria, in una delle regioni e zone a più alto rischio sismico dell’intero Paese. Contro questo disegno scellerato e criminale i calabresi devono reagire domenica e lunedì prossimi recandosi in massa a votare i referendum. E’ importante che dalla Calabria arrivi un messaggio forte e chiaro di netta e totale contrarietà al nucleare e alla ipotesi di realizzazione di una centrale a Rossano. Per questo oggi Idv e Diritti Civili chiudono la loro campagna referendaria con una significativa manifestazione di protesta proprio a Rossano, davanti alla centrale Enel”.

 

10/06/2011

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli a  Governatore Scopelliti. “Sospendere subito spot Bronzi Riace orribile e dannoso per immagine Guerrieri e Calabria. E’ spreco denaro pubblico. Utilizzare fondi per il sociale

 

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, critica lo spot della Regione Calabria sui Bronzi di Riace, parla di “trovata infelice e grottesca, di iniziativa dannosa per l’immagine degli stessi Guerrieri (che vengono, con quelle scene animate, letteralmente ridicolizzati e spogliati del loro fascino secolare) e della stessa Calabria”, e chiede al Governatore calabrese, Giuseppe Scopelliti, di “sospendere immediatamente la campagna promozionale, di limitare i danni e di utilizzare i fondi previsti e risparmiati per il sociale. Lo spot sui Bronzi è qualcosa di orribile, ridicolizza i Guerrieri di Riace, assesta un colpo durissimo al fascino e mistero delle due Statue, arreca un danno notevole alla immagine e al turismo della stessa Calabria. I Bronzi di Riace sono l’immagine simbolo della Calabria, conosciuti in ogni angolo del mondo, per questo lo spot sui due Guerrieri andava fatto ma in modo diverso, senza quella sceneggiata grottesca e ridicola dell’animazione delle due Statue. I Bronzi non si toccano, né si deformano. La forza e potenza comunicativa e dirompente dei due Guerrieri è in quella immagine imponente, austera, fissa delle due Statue. La Calabria con quello spot ha non solo sprecato milioni di euro di denaro pubblico (a proposito chiediamo di sapere a quanto ammonta l’investimento complessivo della iniziativa pubblicitaria, si parla di 2,5 milioni di euro solo per la prima parte di questa campagna), ma ha paradossalmente arrecato un forte danno agli stessi Bronzi e alla Regione. Per questo la campagna promozionale va immediatamente sospesa. Per non creare ulteriore danni e derisione generale. Diritti Civili chiede che i milioni di euro previsti per questo spot-vergogna vengano utilizzati per il sociale, per iniziative di solidarietà e umanitarie, in una regione caratterizzata da una grave crisi e da situazioni di assoluta indigenza e drammatico bisogno”

 

8 giugno 2011    

 

 

 

IMMIGRAZIONE:CORBELLI,A STRANIERI BENI CONFISCATI A MAFIE

 

 

           

            (ANSA) - COSENZA, 4 GIU - "Utilizzare i beni confiscati e

sottratti ai boss mafiosi per realizzare delle case di

accoglienza per gli immigrati regolari che vivono in alcune zone

della Calabria in condizioni di assoluta povertà". Lo afferma

il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli.

   "Non si possono lasciare da soli i comuni - aggiunge - a

gestire questa drammatica emergenza umanitaria, legata

all'immigrazione. I Governi regionale e nazionale devono

supportare le amministrazioni comunali. Così come la

magistratura farebbe bene a procedere velocemente alla confisca

dei beni dei mafiosi e metterli a disposizione delle diverse,

competenti amministrazioni per l'utilizzo a fini sociali e

umanitari. Per questo auspico che le diverse autorità preposte

operino in questo senso, con la confisca dei beni tolti alla

mafia e la realizzazione di case di accoglienza per gli

immigrati".

   "Sarebbe questo - prosegue Corbelli - un atto degno di un

Paese civile, ospitale, solidale, sarebbe soprattutto un segnale

preciso di come la lotta alla mafia può essere non solo un

fatto repressivo ma una grande occasione di riscatto, di

giustizia sociale, di solidarietà nei confronti di immigrati

che arrivano in Italia, in cerca di un futuro migliore, fuggendo

spesso da guerre, fame, persecuzioni, e che in molti casi invece

si trovano a vivere grandi drammi umani nell'assoluto abbandono

e nel totale disinteresse delle Istituzioni del nostro Paese".

4 giugno 2011

 

 

 

 

Comunicato stampa congiunto IDV – DIRITTI CIVILI

 

Referendum. La sfida di Idv e Diritti Civili in Calabria

 

 

 

Il segretario regionale di Idv, Maurizio Feraudo, e il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, in una dichiarazione congiunta, invitano i calabresi a “recarsi alle urne il 12 e 13 giugno per votare i quattro referendum su nucleare, acqua e legittimo impedimento, per dare la spallata definitiva al Governo Berlusconi, un Esecutivo nemico della Calabria, e per dare un segnale al Paese che il vento di cambiamento e rinnovamento che, alle elezioni amministrative del mese scorso, ha spazzato via il centrodestra in tutto il Paese, non si è fermato, come il Cristo di Levi, a Eboli, ma è arrivato anche in Calabria”. Feraudo e Corbelli preannunciano una conferenza stampa congiunta per il fine settimana e una serie di iniziative in tutta la regione per portare al voto la Calabria. “I calabresi devono recarsi alle urne il 12 e 13 giugno per una serie di validi motivi. Innanzitutto per il merito dei referendum, per dire no alla minaccia mortale delle centrali nucleari, per difendere il bene e il diritto dell’acqua pubblica, per bocciare la legge, di stampo feudale, del legittimo impedimento; devono recarsi in massa alle urne per mandare a casa un governo che, sotto i diktat della Lega, considera la Calabria una palla al piede,  una regione che ostacola lo sviluppo del Paese e per questo la si penalizza, emargina, discrimina, umilia, con provvedimenti governativi a favore del Nord e contro il Sud e la Calabria, in particolare. I calabresi devono recarsi alle urne per dimostrare che il voto alle ultime amministrative è un risultato fortemente condizionato dal clientelismo, dal potere politico regionale, come è sempre storicamente avvenuto nella nostra regione, per dimostrare che anche in Calabria è iniziata la fine del berlusconismo. Idv, Diritti Civili e le altre forze politiche e movimenti che sostengono questi referendum sin dalla raccolta delle firme, in Calabria devono moltiplicare gli sforzi per dimostrare che non c’ è una anomalia calabrese, che il vento impetuoso del cambiamento è arrivato e soffia forte anche dalla Calabria. Sarà questa la sfida di Idv e Diritti Civili in Calabria: superare il quorum anche nella nostra regione”.

 

2/06/2011

 

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Esami sospetti. Corbelli plaude a intervento Magistratura, difende Università della Calabria e denuncia. “Unical lasciata sola. Nessun politico l’ha difesa”

 

Cosenza

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo il comunicato della Procura della Repubblica di Cosenza, sull’inchiesta degli esami sospetti all’Unical, plaude all’intervento immediato della magistratura, e difende ancora una volta l’Università della Calabria, da quella che definisce “una ingiusta criminalizzazione dell’Ateneo di Arcavacata per una vicenda, quella di qualche esame sospetto, che rischia di provocare un grave danno di immagine e credibilità per una delle poche realtà positive, una delle rare eccellenze della nostra regione”. Corbelli aveva nei giorni scorsi chiesto che “si facesse, da parte della magistratura, subito chiarezza su questa vicenda ma senza anticipare sentenze sommarie e condanne indiscriminate nei confronti di una Università, l’Unical, fiore all’occhiello dell’intera Calabria”. Il leader di Diritti Civili denuncia oggi anche il “silenzio assordante di tutti i politici e i partiti su questo caso, nessuno che abbia speso una sola parola per difendere l’Unical. Un fatto grave e ingiustificato. Solo Diritti Civili continua a difendere l’Unical”. Corbelli apprezza la “chiarezza del comunicato della Procura che, afferma, di fatto sgonfia il caso, lo circoscrive a qualche caso  isolato di una sola Facoltà e salva così il prestigio dell’Unical. E’ giusto e doveroso che eventuali illeciti vengano accertati e perseguiti, ma senza criminalizzare l’intera Università, senza creare sospetti. Difendiamo l’Ateneo calabrese, i suoi studenti, i suoi presidi, i suoi docenti, quanti vi operano e lavorano con professionalità e dedizione. Bisogna impedire che venga offuscata l’immagine e vengano gettate ombre sul prestigioso Ateneo calabrese. Se c’è qualche esame truccato che venga reso noto e perseguito ai sensi della legge, con prove incontestabili e non per ipotesi o ricordi confusi di qualcuno. Chi lavora, studia e si laurea all’Unical va rispettato. Non si può per qualche esame sospetto criminalizzare l’intera Università della Calabria. Chi fa questo fa solo del male all’Ateneo calabrese e alla nostra regione”.

 

28 maggio 2011

(segue precedente intervento su caso Unical)

 

 

 

SANITA': CORBELLI, CENTRO TUBERCOLOSI SCIPPATO A COSENZA

 

           

            (ANSA) - COSENZA, 21 MAG - "Devo denunciare l'ultimo scippo

ai danni della sanità cosentina, reso noto oggi con

l'istituzione del centro regionale di riferimento per la

diagnostica e per la cura della tubercolosi". Lo afferma il

leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli.

   "Ancora una volta Cosenza - aggiunge - viene scippata di un

suo centro di eccellenza: nella fattispecie si tratta di un

reparto del Mariano Santo che da 50 anni rappresenta una

eccellenza regionale per la cura della tubercolosi. Oggi anziché

potenziare e rendere operativo questo reparto e questo ospedale

cosentino viene di fatto scippato questo reparto e trasferito a

Lamezia con la creazione di un centro regionale per la

tubercolosi. Un fatto grave, assolutamente ingiustificato. Una

autentica vergogna".

   "Questo è quanto accaduto con il via libera - conclude

Corbelli - del Governatore Scopelliti, grazie alla volontà e

all'influenza del presidente del Consiglio regionale, il

lametino Francesco Talarico. Purtroppo Cosenza viene ancora una

volta ad essere penalizzata, umiliata e discriminata".(ANSA).

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli difende l’Unical: “Non buttare fango sull’università della Calabria”

 

 

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, difende l’Università della Calabria, parla di “inaudita criminalizzazione dell’Ateneo di Arcavacata per una vicenda, quella di qualche esame sospetto, che rischia di rivelarsi l’ennesimo polverone mediatico, con grave danno di immagine e credibilità per una delle poche realtà positive, una delle rare eccellenze della nostra regione”. Corbelli chiede che “si faccia, da parte della magistratura, chiarezza su questa vicenda ma senza anticipare sentenze sommarie e condanne indiscriminate nei confronti di una Università, l’Unical, fiore all’occhiello dell’intera Calabria (e non solo). Ancora una volta la Calabria viene sbattuta come un mostro in prima pagina per un presunto caso di qualche esame sospetto, nella fattispecie all’Unical. Difendiamo l’Ateneo calabrese, i suoi studenti, i suoi presidi, i suoi docenti, quanti vi operano e lavorano con professionalità e dedizione. Non consentiamo che venga offuscata l’immagine e vengano gettate ombre sul prestigioso Ateneo calabrese. Se c’è qualche esame truccato che venga reso noto e perseguito ai sensi della legge, con prove incontestabili e non per ipotesi o ricordi confusi. Chi lavora, studia e si laurea all’Unical va rispettato. E’ da irresponsabile buttare fango sull’Università della Calabria. Chi fa questo fa solo del male alla nostra regione”.

 

19 maggio 2011

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli attacca deputati-vergogna che hanno votato sì a scandalo prescrizione breve e a colossale menzogna su Ruby, nipote Mubarak 

 

 

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, critica e chiede, provocatoriamente, le dimissioni dei deputati calabresi “che, si legge in una nota, per salvare il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dal Processo Mills, hanno, senza provare un minimo di disagio e di vergogna, approvato la vergognosa prescrizione breve, che fa seguito all’altro ignobile voto sulla colossale balla di Ruby (la giovane marocchina, che la Procura di Milano ritiene abbia avuto, quand’era ancora minorenne, dei rapporti sessuali con il Premier nella sua villa ad Arcore) nipote di Mubarak. Tra i 314 deputati che hanno scritto due delle pagine più vergognose della storia del Parlamento italiano (quelle sul caso Ruby e sulla prescrizione breve), che resteranno indelebili nella memoria storica del nostro Paese e come un marchio infamante per tutti i parlamentari protagonisti di questo voto scandalo, ci sono purtroppo anche 12 onorevoli calabresi. Si tratta di Jole Santelli, Giovanni Dima, Ida d’Ippolito, Antonino Foti, Giuseppe Galati, Lella Golfo, Giancarlo Pittelli, Michele Traversa, Santo Versace (tutti del Pdl), Elio Belcastro (I Responsabili), Aurelio Misiti (ex Idv, ex Mpa, oggi Gruppo Misto), Francesco Nucara (Partito Repubblicano) Alcuni di questi deputati li conosco personalmente e sono loro amico. Per questo sono ancora più sorpreso, deluso, amareggiato e indignato per il loro voto sulla prescrizione breve e sul caso Ruby. Da vecchio garantista, che in questi anni ha difeso anche Berlusconi e i suoi amici per altre vicende giudiziarie, dico che dovrebbe esserci un limite a tutto. Al senso del pudore, soprattutto. I 314 deputati hanno invece oltrepassato ogni limite di decenza per salvare il Premier e loro capo partito: hanno prima dichiarato di credere alla balla di Ruby nipote di Mubarak, votando sì al conflitto di attribuzione, e ieri hanno compiuto l’altra vergogna, votando la prescrizione breve, che evita la condanna del Premier nel processo Mills (che sarà estinto) e cancellerà migliaia di processi, negando di fatto giustizia a tante vittime. Nessuno ha avuto il coraggio e l’onestà intellettuale di dire no alla vergogna sulla prescrizione salva Premier e alla incredibile balla su Ruby nipote di Mubarak, due autentiche porcate che offendono, sfregiano letteralmente il Parlamento. Un voto che resterà nella storia della Repubblica, come una autentica infamia. I 314 deputati andrebbero per questo additati al pubblico ludibrio per tutta la vita e andrebbe loro precluso, per sempre, il Parlamento e qualsivoglia sede elettiva e istituzionale. Il voto di ieri è passato con 18 voti di differenza (quello su Ruby con 14 voti). Sarebbe bastato un sussulto di dignità e un minimo di coraggio dei soli deputati calabresi per bocciare i due provvedimenti vergogna, per salvare la credibilità del Parlamento e delle Istituzioni. I parlamentari calabresi, ‘nominati’ per occuparsi dei drammatici problemi della Calabria (penalizzata, umiliata e discriminata dal Governo Berlusconi), si sono invece occupati (ancora una volta, come al solito) dei problemi (giudiziari) del Premier, comportandosi come tutti gli altri loro colleghi, come tanti don Abbondio, senza coraggio, obbedendo al don Rodrigo di Palazzo Chigi e di Arcore che ha ordinato che i due processi (Mills e Ruby) non si devono fare! Per questo per un fatto di dignità e coerenza dovrebbero dimettersi dal Parlamento”.

 

aprile 2011

 

 

 

 

 

 

Comunicato stampa movimento Diritti Civili

 

Inchiesta costi politica in Calabria. Diritti Civili denuncia nuovo spreco Consiglio regionale: “Oltre 130 mila euro per agende, agendine e calendari (per un solo anno: il 2011). 520 mila euro (oltre un miliardo di vecchie lire) per i restanti quattro anni di legislatura regionale”!

 

 

 

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, continua l’inchiesta sui costi  della politica calabrese e, in particolare, su quello che definisce “un viaggio di trasparenza e verità sugli sprechi del Consiglio regionale e della Regione”. Dopo aver nei giorni scorsi denunciato “l’incredibile, ingente costo sostenuto dal Consiglio regionale per garantire il servizio di vigilanza di Palazzo Campanella” ( il “costo complessivo quadriennale per questo servizio di vigilanza armata con piantonamento fisso della sede del Palazzo del Consiglio regionale è di 4.600.051,20 euro, oltre 9 miliardi delle vecchie lire. Oltre un milione e 150 mila euro all’anno)”oggi Corbelli rende noto un altro caso di quello che definisce “un altro, nuovo inaccettabile spreco di denaro pubblico: l’acquisto (da parte di una ditta di Reggio Calabria) di agende, agendine e calendari da tavolo per un totale di oltre 130 mila euro (esattamente 111.550 più iva), 260 milioni di vecchie lire. Per un solo anno: quello in corso, il 2011. Per i restanti quattro anni di legislatura regionale la spesa complessiva per agende, agendine e calendari da tavola sarà quindi di 520 mila euro: oltre un miliardo di vecchie lire! Mentre la Calabria vive una crisi senza precedenti, con sempre più gente senza lavoro , da anni senza stipendio e letteralmente disperata, mentre si chiedono sacrifici a tutti, si licenziano lavoratori, si chiudono ospedali, si aumenta il ticket sanitario, si fanno pagare ai malati finanche le autoambulanze e l’elisoccorso per i ricoveri, il Consiglio regionale, non pago delle mega indennità-vergogna e di tutti privilegi dei suoi consiglieri, dei finanziamenti scandalo dei gruppi consiliari regionali, spende all’anno oltre 130 mila euro (260 milioni di vecchie lire) per agende, agendine e calendari da tavolo, da regalare agli amici degli amici degli inquilini di Palazzo Campanella. Una spesa spropositata e assolutamente ingiustificata. Un autentico spreco di denaro pubblico. Il Consiglio regionale poteva (e doveva) fare a meno di buttare in questo modo i soldi dei contribuenti. E’ questo il nuovo corso, il rigore, il taglio delle spese inutili, sbandierato dal  presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico, e dal presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti? Oltre 130 mila euro per agende, agendine e calendari, per un solo anno; 520 mila euro per i restanti quattro anni di legislatura”!

 

9 aprile 2011 

  

 

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili denuncia assordante silenzio su “caso Zappalà”, ex consigliere regionale calabrese del Pdl in carcere in Sardegna

 

Reggio Calabria

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, denuncia “l’assordante silenzio calato sul caso di Santi Zappalà (l’ex consigliere regionale del Pdl, arrestato alla vigilia di Natale nell’ambito della operazione “Reale 3” della procura reggina e attualmente detenuto in un carcere della Sardegna) e pone delle “inquietanti domande”. “Perché tutti tacciono sul caso, giudiziario, politico e umano di Santi Zappalà? Perché nessun politico, ex amico di partito, spende una sola parola sul medico di Bagnara, accusato di essere andato a chiedere i voti ad un esponente della ‘ndrangheta? Perché anzi tutti prendono le distanze da questo professionista, come se fosse oggi un appestato? Perché il Governatore della regione, Giuseppe Scopelliti, e il presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico, che hanno beneficiato per essere eletti nell’importante ruolo istituzionale che oggi ricoprono, anche dei molti voti di Zappalà (oltre 11 mila voti di preferenza), non hanno sino ad oggi espresso un minimo di solidarietà per l’ex consigliere regionale? Perché, dei quotidiani calabresi, solo il Domani della Calabria (che pubblicamente ringrazio) continua a non censurare e dare spazio alla battaglia garantista e umanitaria di Diritti Civili per Zappalà? Perché non si è ancora fatta chiarezza sul misterioso Presidente che, secondo una informativa dei Ros dei Carabinieri, avrebbe promesso a Zappalà di farlo scarcerare? Perchè non si è ancora dato un volto e un nome a questo Presidente? Perché non è si è ancora chiarito se si tratta di un magistrato, di un politico, di un rappresentante delle Istituzioni? Chi ha paura del caso Zappalà, di questa autentica bomba? Una cosa è certa: se Zappalà è colpevole di aver preso i voti della ‘ndrangheta (al pari di altri candidati alle elezioni regionali 2010, arrestati anche loro nell’ambito della stessa operazione “Reale 3”), il Consiglio regionale è stato fortemente condizionato dalla mafia e deve per questo, nel rispetto della legge, essere sciolto. Per molto, molto meno vengono sciolti una infinità di consigli comunali! Perché nessuno ha l’onestà intellettuale e il coraggio di dire e scrivere queste cose? Perché, infine, si continua a tenere ancora in carcere e far pagare solo il medico di Bagnara, dopo che lo stesso professionista ha ammesso le sue colpe, si è dimesso da consigliere regionale e si è impegnato a non candidarsi più in nessuna elezione? Cos’altro deve fare questo uomo, incensurato sino al momento dell’arresto, per uscire dal carcere (viste anche le sue precarie condizioni di salute) in attesa di essere sottoposto ad un regolare processo e porre così fine a questa lunga, ingiusta carcerazione preventiva e a quella che i suoi familiari, nella lettera a Diritti Civili, hanno giustamente definito una odissea giudiziaria?”

 

7 aprile 2011

 

 

 

 

Comunicato stampa movimento Diritti Civili

 

Inchiesta costi politica in Calabria. Diritti Civili denuncia primo grande spreco ”4 milioni e 600 mila euro per vigilanza Palazzo Campanella, sede Consiglio regionale”!

 

 

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, inizia oggi una inchiesta sui costi della politica calabrese e, in particolare, su quello che definisce “un viaggio di trasparenza e verità sugli sprechi del Consiglio regionale e della Regione”. Il primo, clamoroso caso che viene denunciato oggi è “l’incredibile, ingente costo sostenuto dal Consiglio regionale per garantire il servizio di vigilanza di Palazzo Campanella”. Corbelli rende noto il “costo complessivo quadriennale per questo servizio di vigilanza armata con piantonamento fisso della sede del Palazzo del Consiglio regionale, che è di 4.600.051,20 euro, oltre 9 miliardi delle vecchie lire. Oltre un milione e 150 mila euro all’anno (due miliardi e 300 milioni di vecchie lire ogni anno); quasi 100 mila euro al mese (200 milioni di lire)”. Corbelli, che si chiede chi è che minaccia così pesantemente Palazzo Campanella da giustificare questa costosissima super vigilanza armata fissa (saranno forse le  intimidazioni non stop ai diversi consiglieri a spaventare così tanto il presidente del Consiglio Francesco Talarico - quello che predica rinnovamento, moralità e rigore e poi opera in questo modo -  e i suoi colleghi?), denuncia come mentre per proteggere la sede del Consiglio regionale  vengono spesi 4 milioni e 600mila euro, per quattro anni, poi la stessa Regione taglia le guardie giurate che operano negli ospedali calabresi, mettendo così a rischio l’incolumità degli operatori sanitari, che vengono spesso aggrediti”. Il coordinatore di Diritti Civili chiede che “questo servizio di vigilanza di Palazzo Campanella venga assicurato da alcuni soldati che operano nella città dello Stretto e che la ingente somma impiegata per questo compito venga invece utilizzata per garantire e potenziare la sorveglianza negli ospedali calabresi, oggi privi di vigilantes e alla mercè di qualunque malintenzionato. Il Consiglio regionale è un obiettivo strategico. I militari sono stati mandati a Reggio per sorvegliare proprio questi obiettivi. Perché allora sperperare una somma così ingente per questo servizio e non utilizzare invece un paio di soldati e destinare questi 4 milioni e 600 mila euro per la vigilanza negli ospedali calabresi?”.

 

26 marzo 2011

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli al Presidente della Regione Calabria, Scopelliti. “Asp di Cosenza da oltre un mese senza guida. Nominare subito nuovo commissario per affrontare gravi emergenze sanità.”
 

Cosenza

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per l'istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata all'unanimità dal Consiglio regionale il 30 giugno del 2008, chiede al presidente della regione e commissario della sanità calabrese, Giuseppe Scopelliti, di “procedere immediatamente con la nomina del nuovo commissario straordinario dell’Asp di Cosenza, da ormai un mese vacante dopo le dimissioni, per motivi di salute, di Franco Maria De Rose”. Corbelli chiede a Scopelliti di “intervenire subito perché l’Asp di Cosenza (la più grande della Calabria) non può più restare senza una guida, in un momento particolarmente difficile e delicato per la sanità cosentina, stante le continue emergenze sanitarie che continuano a registrasi nei due ospedali regionali cittadini (l’Annunziata e il Mariano Santo) e negli altri nosocomi della provincia e viste le rivendicazioni dei lavoratori delle strutture private (da diversi mesi senza stipendio), dei precari da stabilizzare, della carenza di organico del personale medico e paramedico, e tutte le altre problematiche. E’ passato un mese dalle dimissioni di De Rose e l’argomento sembra quasi scomparso dall’agenda politica (e delle nomine) del Governatore. Non se ne parla più, infatti. Chiedo che la nomina venga effettuata immediatamente, che il nuovo commissario venga scelto per criteri meritocratici, esclusivamente per meriti, capacità professionali ed esperienze,  non invece per appartenenze politiche, partitiche o di corrente. Chiedo, per essere ancora più chiaro, che almeno la nomina del Commissario dell’Asp non venga lottizzata, magari come merce di scambio per le prossime elezioni comunali cosentine. Si pensi ai drammatici problemi della sanità, alle tante emergenze da affrontare, ci si preoccupi della tutela della salute dei cittadini, dei tanti casi, gravi e delicati, che dovrà affrontare il nuovo commissario. Si scelga per questo una persona competente, che non risponda a logiche e interessi di partito ma che finalizzi la sua azione unicamente alla soluzione dei problemi, alla salvaguardia dei diritti dei cittadini e alla tutela della salute”.

 

22 marzo 2011

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli “Caso Fallara, una bomba devastante. Grave, ingiustificato e scandaloso silenzio consiglieri regionali su ultimi clamorosi sviluppi”!

 

 

Reggio Calabria

“E’ grave, assolutamente ingiustificato e scandaloso l’assordante silenzio di tutti i consiglieri regionali e, in particolare, di quelli della cosiddetta opposizione del centrosinistra sul caso Fallara e sull’indagine della Procura di Reggio che vede indagato per abuso d’ufficio il presidente della regione, Giuseppe Scopelliti, per gli incarichi di milioni di euro assegnati, quand’era sindaco di Reggio, in modo illegittimo, secondo i magistrati reggini, alla stessa Oriana Fallara (morta poi suicida) e all’architetto Bruno Labate, fatti e accuse gravissimi, che se confermati rischiano di travolgere il Governatore e con lui l’intera istituzione regionale”. E’ quanto afferma, in un nota, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che parla di “caso Calabria, una vera e propria bomba (questa sì vera, non come certe intimidazioni sconcertanti), ignorata da tutti i politici e che certa stampa locale, scritta e televisiva (pronta ogni giorno a celebrare il Governatore e la sua Giunta per ogni iniziativa e sagra di paese) tende a giustificare e coprire, assumendosi una pesante responsabilità. E’ incredibile come su questo scandalo si sia registrato, nelle ultime 72 ore, un solo intervento: quello di Diritti Civili (diffuso venerdì dall’Ansa e dall’Agi e pubblicato dal Quotidiano e dal Domani), che chiede venga fatta subito chiarezza. Il resto un deserto, un silenzio assordante, colpevole e vergognoso di tutti partiti e di tutti i consiglieri regionali, preoccupati solo di evitare lo scioglimento del Consiglio e salvaguardare il loro posto dorato e la ricca, ingente indennità a Palazzo Campanella. Nel ribadire il mio apprezzamento e il mio sostegno all’azione del procuratore capo di Reggio, Giuseppe Pignatone, e alla Procura di Reggio per il grande lavoro contro la criminalità organizzata e a difesa della legalità, e fermo restando la mia posizione garantista nei confronti del presidente Scopelliti, che ho difeso e continuerò a difendere, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, previsto dalla Costituzione per tutti gli indagati, devo infatti denunciare il fatto, grave e inaccettabile, del silenzio di una intera regione su questo caso, di una Calabria che anche di fronte ad accuse così gravissime, non reagisce, non parla, non si indigna, non chiede verità e giustizia, ma preferisce chiudere gli occhi e far finta di niente. Siamo alla rassegnazione e al degrado politico, morale e sociale più assoluti che segna purtroppo il destino e le speranze di cambiamento, di legalità e moralità di questa regione”.

 

18 marzo 2011

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Caso Fallara. Governatore calabrese indagato. Corbelli a Scopelliti “Fare subito chiarezza . Fatti di inaudita gravita”

 

Reggio Calabria

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, chiede che si “faccia subito chiarezza, ancor prima di conoscere i risultati della inchiesta della magistratura reggina, sul ruolo avuto dall’allora sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, nei casi di Oriana Fallara e dell’architetto Bruno Labate, sugli incarichi milionari assegnati ai due professionisti, in modo assolutamente arbitrario e illegittimo, come contesta la Procura di Reggio”. Corbelli parla di “quadro inquietante e accuse gravissime che potrebbero avere conseguenze devastanti per il presidente della Regione se dovessero essere provate sue responsabilità nelle due vicende”. Corbelli, che coerentemente con la sua lunga storia e impegno a difesa del garantismo, è garantista nei confronti del presidente della regione, invita lo stesso Governatore (indagato dalla procura di Reggio per il caso Fallara) a chiarire, senza aspettare i tempi lunghi della giustizia, il suo ruolo nelle due vicende, di spiegare come sia stato possibile che la Fallara, dirigente comunale, morta poi suicida, potesse ottenere incarichi come esterna e si assegnasse e autoliquidasse somme per quasi un milione di euro, come sia possibile che all’architetto Labate venissero assegnati incarichi e somme milionarie per consulenze su opere mai realizzate e in altri casi addirittura senza neppure sapere a che titolo gli venivano liquidate ingenti somme, come ancora, alla luce soprattutto di questi gravi episodi, che il presidente Scopelliti abbia nominato lo stesso Labate capo della delegazione della Regione Calabria a  Roma, incarico dal quale si è poi dimesso di recente dopo lo scandalo. Siamo di fronte a fatti di una gravità inaudita che rischiano di abbattersi come uno tsunami sul comune di Reggio e sull’ex sindaco Scopelliti. Il Governatore calabrese deve chiarire di fronte all’opinione pubblica ogni aspetto di questa inquietante vicenda, deve rispondere alle gravi accuse che gli vengono mosse. Deve farlo nell’interesse suo e dell’Istituzione regionale che presiede. La stampa calabrese ha il dovere di informare, in modo corretto ed esaustivo, su questo grande scandalo”.

 

11 marzo 2011

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli risponde all’attacco ignobile del “gran puttaniere di Arcore”, Berlusconi, ai professori italiani!

 

 

Roma

Il coordinatore del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, da oltre 25 anni docente nelle scuole calabresi, risponde duramente al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi che oggi ha attaccato i professori accusando la scuola pubblica di non educare”. “E’ vergognoso che un essere immondo, indegno, accusato di turpi e infamanti reati, continui non solo a sedere ancora a Palazzo Chigi e a Montecitorio anziché essere processato nelle aule di un Tribunale, si permetta di insultare i professori italiani, dopo che il suo Governo è responsabile del massacro dei precari, di migliaia e migliaia di insegnanti buttati in mezzo a una strada dopo anni di precariato e sacrifici. Il gran puttaniere di Arcore, l’uomo che è arrivato a baciare le mani al suo grande amico, il dittatore sanguinario Gheddafi, che utilizza la sua maggioranza in Parlamento per farsi leggi ad personam per sfuggire ai processi e alle condanne, per gravi reati, che ha screditato l’immagine dell’Italia in tutto il mondo, che ha pagato con centinaia di migliaia di euro, macchine, case, gioielli, escort e minorenni brasiliane e marocchine, anziché fuggire dall’Italia dalla vergogna e per il disonore, ha la faccia tosta di offendere i professori italiani accusandoli di non educare. Da quale pulpito viene la predica. E’ giunto il moneto di dire basta a questo squalificato e miserevole personaggio, di scendere in piazza, di fare se necessario, come sta accadendo nel Nord Africa, contro alcuni dittatori, anche una rivoluzione pacifica per cacciarlo (insieme ai suoi seguaci) dal bunker dove continua ad asserragliarsi (attaccando la magistratura, la Corte Costituzionale, il Capo dello Stato, violando la Costituzione con le sue leggi ad personam) grazie ai parlamentari cortigiani e ad una banda di deputati trasformisti”!

 

marzo 2011

 

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento diritti Civili

 

Corbelli su viaggio Tremonti. “Una delusione. Non porterà alcun beneficio alla Calabria”

 

Catanzaro

“Una inutile trovata propagandistica che non porterà alcun beneficio alla Calabria”. Così il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, sul viaggio (in treno e pullman) in Calabria ieri e oggi, del Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. “Il Ministro dell’Economia – afferma Corbelli - dopo aver definito, di recente, cialtroni i Governatori del Sud ieri e oggi è venuto in Calabria per completare questo suo ‘pensiero, per dire delle banalità e luoghi comuni,’ per ricordare le responsabilità della classe dirigente locale meridionale che non ha saputo affrontare e risolvere i problemi. Neppure una parola invece sui suoi provvedimenti governativi pro-Nord(Lega) e anti-Sud. I calabresi si aspettavano qualche impegno concreto per la nostra regione, una parola sui tagli assurdi, iniqui e indiscriminati del Governo ai bilanci degli Enti Locali, che rischiano di mettere letteralmente in ginocchio non solo la Calabria, ma l’intero Mezzogiorno, che non sarà in grado di garantire nemmeno i servizi essenziali. Il Ministro non ha parlato, né spiegato i suoi tagli discriminatori, non ha chiosato perchè ad esempio la Provincia (Pdl-leghista) di Milano perde meno di un milione di euro e la Provincia di Cosenza, invece oltre 11 milioni di euro. Il Ministro Tremonti ha fatto il suo viaggio al Sud solo per promuovere la sua immagine, magari (studiando da futuro Presidente del Consiglio) per scrollarsi di dosso l’etichetta di Leghista doc, nemico del Sud. Il suo viaggio è stato una autentica delusione. Poteva risparmiarselo e risparmiacelo”.

 

10 febbraio 2011 

 

 

SANITA': CORBELLI, GRAVE MA INEVITABILE PROTESTA FARMACISTI CALABRESI

       

            (ANSA) - COSENZA, 8 FEB - "Un fatto grave anche se purtroppo

inevitabile". Così il leader del Movimento Diritti Civili,

Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per

l'istituzione del Garante della Salute della Calabria,

approvata, all'unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio

regionale, definisce la protesta di oggi dei farmacisti delle

province di Cosenza e Catanzaro.

   "Mi chiedo perché - aggiunge - il presidente della Regione

e commissario alla sanità, Giuseppe Scopelliti, non abbia in

questi mesi mai voluto incontrare i rappresentanti di

Federfarma. Invito il Governatore a scongiurare la preannunciata

serrata dei farmacisti che dal primo marzo faranno pagare i

medicinali. Si tratta di un grande disagio e di una beffa per i

cittadini calabresi, costretti non solo, dal primo gennaio, a

pagare il ticket vergogna e dell'ingiustizia sociale, ma a

dovere fare fronte alle farmacie chiuse nelle province di

Cosenza e Catanzaro e, dal primo marzo, ai medicinali a

pagamento. La realtà è che sa sanità calabrese è sempre più

allo sbando, così come non è mai stato in passato. La

situazione si fa giorno per giorno sempre più grave e

insostenibile".

   "Il presidente Scopelliti - dice ancora Corbelli - incontri

i rappresentanti di Federfarma perché ha sbagliato a non farlo

mai in questi mesi e corrisponda le spettanze dovute alle

farmacie. Non ci si può limitare a scaricare la responsabilità

sul Governo che non ha erogato i fondi. Al nord queste vergogna

non accadono. Per le farmacie delle regioni della cosiddetta

Padania leghista i soldi ci sono. Perché per la Calabria invece

vengono negati? Scopelliti ha il dovere di far sentire forte la

voce di protesta e di rivendicazione dei diritti dei cittadini

calabresi nei confronti del Governo. Anche se si tratta di un

Governo amico. Anzi soprattutto per questo". (ANSA).

 

 

SANITA': CORBELLI, RACCOLTA FIRME PER REVOCA TICKET

           

            (ANSA) - CATANZARO, GEN - Il leader del movimento Diritti

Civili, Franco Corbelli, in una nota, preannuncia "una raccolta

di firme e una iniziativa referendaria per ottenere la revoca

del provvedimento sulle nuove misure per l'esenzione dal ticket,

per chiedere di cancellare completamente l'odioso, iniquo

balzello sanitario, che penalizza le fasce più deboli e povere

della popolazione calabrese".

   Corbelli invita il presidente della Regione e commissario

della sanità calabrese, Giuseppe Scopelliti a "risparmiare

tagliando gli sprechi (veri e ingenti) per coprire i mancati

incassi del ticket. E' questo un concreto, importante segnale di

un cambiamento reale rispetto al passato, che si aspettano i

cittadini dal nuovo presidente della Regione, non invece un

provvedimento che esclude dall'esenzione del ticket nuove fasce

di popolazione indigente. Scopelliti aveva promesso subito dopo

la sua elezione che avrebbe abolito il ticket sanitario. Oggi a

distanza di dieci mesi dalle elezioni non ha abolito il ticket e

ha invece addirittura escluso dalla esenzione nuove fasce della

popolazione".

   "Il Governatore - conclude Corbelli - non tradisca le attese

della gente e le promesse da lui fatte e cancelli questo ticket,

che penalizza i cittadini più poveri". (ANSA).

 

 

REGIONE: CORBELLI, BENE SCOPELLITI SU NORMA INCOMPATIBILITA'

          

            (ANSA) - COSENZA, GEN - Il leader del Movimento Diritti

Civili, Franco Corbelli, tra i promotori del comitato per il

referendum abrogativo della norma di legge regionale che elimina

le incompatibilità, ritiene "positiva la presa di posizione di

oggi del Governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, che si

é detto contrario a questo emendamento".

   "Invitiamo Scopelliti - aggiunge - ad unirsi al comitato

referendario, composto dai socialisti Uniti di Saverio

Zavettieri, dal Nuovo Psi, dai liberaldemocratici, dai radicali,

più altri partiti e movimenti che continuano ad aderire, per

far cancellare la 'legge scandalo' e impedire che si consumi in

Calabria questa autentica vergogna".

   "Il presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico,

- prosegue Corbelli - continua, invece, a difendere questa legge

vergogna. Talarico, inoltre, continua a rinviare la nomina del

Garante della Salute e si occupa invece di queste norme

elettorali ignobili, approvate alle tre del mattino con

maggioranze trasversali. Apprezzo le parole di oggi di

Scopelliti sulle incompatibilità. Faccia adesso però seguire

alle dichiarazioni i fatti. Si unisca al nostro comitato

referendario per questa importante battaglia di democrazia e di

giustizia".(ANSA).

 

 

SANITA': CORBELLI, TALARICO SPIEGHI MANCATA NOMINA GARANTE SALUTE CALABRIA

          

            (ANSA) - COSENZA, 13 GEN - "Chiedo al presidente Francesco

Talarico di spiegare domani, nel corso della sua preannunciata

conferenza stampa, le ragioni della mancata nomina, da parte del

Consiglio regionale da lui presieduto, del Garante, una

importante struttura al servizio dei cittadini 24 ore al

giorno". E' quanto afferma, in una nota, Franco Corbelli,

leader del movimento Diritti civili e promotore della proposta

di legge per l'istituzione del Garante della salute.

   Corbelli, che definisce la "sanità calabrese, letteralmente

allo sbando, una disfatta che penalizza le fasce più povere,

come dimostrano la vergognosa vicenda dei ticket sanitari, dei

reparti di alcuni ospedali che chiudono, di intere strutture

ospedaliere che stanno per essere smantellate, con interi

territori anche di montagna lasciati senza alcuna assistenza

sanitaria, con i medici di base invitati addirittura a ridurre

del 30% le prescrizioni di importanti farmaci", parla di

"fatto grave, ingiustificato e illegittimo, di violazione della

legge e dello stesso Statuto regionale che impone l'inserimento

della nomina del Garante della Salute nell'ordine del giorno di

tutte le sedute del Consiglio, sino all'espletamento della

stessa".(ANSA).

 

 

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli chiede a Scopelliti di cancellare odioso e iniquo ticket sanitario.

 

 

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all’unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese, chiede al Governatore Giuseppe Scopelliti di “revocare l’ultimo suo provvedimento sulle nuove misure per l’esenzione dal ticket, di mantenere fede alla sua promessa fatta all’indomani della sua elezione nel marzo dello scorso anno e di cancellare completamente l’odioso, iniquo balzello (ticket) sanitario, che penalizza le fasce più deboli e povere della popolazione calabrese”. Corbelli invita Scopelliti a “risparmiare tagliando gli sprechi (veri e ingenti)” e lancia la provocazione di “destinare i soldi dei gruppi consiliari (oltre 500 mila euro all’anno a testa) per coprire i mancati incassi del ticket”. “E’ questo un concreto, importante segnale di un cambiamento reale rispetto al passato,che si aspettano i cittadini dal nuovo presidente della Regione, non invece un provvedimento che esclude dall’esenzione del ticket nuove fasce di popolazione (povera). Scopelliti aveva promesso subito dopo la sua elezione, raccontando l’invito che gli era stato rivolto a questo proposito da suo padre, che avrebbe abolito il ticket sanitario. Oggi a distanza di dieci mesi dalle elezioni non solo non ha abolito il ticket ma addirittura ha escluso dalla esenzione nuove fasce (poveri) della popolazione. Il Governatore non tradisca le attese della gente e le promesse da lui fatte e cancelli questo ticket, che penalizza i cittadini più poveri. E questa una importante novità che può rappresentare una svolta significativa rispetto al passato. Dipende da Scopelliti porla subito in essere. Diritti Civili gli chiede un atto di coraggio e di coerenza. Cancelli l’odioso ticket e destini i soldi dei gruppi consiliari alla sanità”.     

 

5 gennaio 2011

                                                                                                                       

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

                         

Diritti Civili critica Consiglio regionale calabrese che ha approvato norma-vergogna che cancella incompatibilità consigliere regionale con altre cariche elettive e istituzionali”.

 

 

Reggio Calabria

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, critica duramente la norma di legge approvata ieri dal Consiglio regionale che elimina le incompatibilità tra la carica di consigliere regionale e presidente di Provincia, assessore provinciale, di sindaco e assessore comunale, parla di “legge vergogna, una abbuffata, e preannuncia una mobilitazione (così come è avvenuto con successo per far cancellare l’altra norma-vergogna del listino regionale bloccato) per impedire che passi un simile, grande scandalo”.  Corbelli accusa il Consiglio regionale di dimenticare e rinviare la nomina del Garante della Salute e di occuparsi invece di “queste norme elettorali ignobili”. “Ieri il Consiglio regionale ha ancora una volta, colpevolmente e irresponsabilmente, rinviato la elezione del Garante della Salute, la proposta di legge promossa da Diritti Civili e dalla Provincia di Cosenza e approvata, all’unanimità dall’Assemblea di Palazzo Campanella, il 30 giugno 2008, e il cui bando è scaduto il 16 luglio scorso. Il Consiglio ha ritenuto invece più importante e urgente approvare (lo ha fatto a maggioranza) una norma che elimina tutte le incompatibilità del consigliere regionale, con altre cariche elettive ed istituzionali (presidente di Provincia, assessore provinciale, sindaco e assessore comunale). Di fatto siamo di fronte all’ennesimo scandalo, una legge-abbuffata, che auspichiamo non trovi il via libera del ministero competente per la palese e oggettiva incostituzionalità. Il Leghista Calderoli resterà nella storia del nostro Paese, quale ideatore della cosiddetta legge porcata, questo Consiglio regionale rischia di passare alla storia della nostra regione come quello della legge scandalo, della grande abbuffata, una norma che consente il concentramento del potere nelle mani di una sola persona, con grave danno e forte limitazione per lo svolgimento delle funzioni del consigliere regionale, dei presidenti di provincia, degli assessori provinciali, dei sindaci. e assessori comunali e il forte rischio di un più facile condizionamento mafioso del voto e dei rappresentanti e amministratori alla guida contestuale di più Enti. Anziché eleggere il Garante della Salute e, per restare in tema di norme elettorali, rendere incompatibile la carica di consigliere con qualsiasi altra carica elettiva ed istituzionale, il Consiglio regionale, grazie ad una maggioranza trasversale, va esattamente nella direzione opposta a esatted una maggioranza trsversale,le,  li e approvatam, all'o il 16 luglios corso, sniglio regioaanle rischi di passar5e la. Diritti Civili, così come ha fatto (con successo) per l’altra vergogna del listino elettorale regionale bloccato, promuoverà  subito dopo le vacanze una mobilitazione e una serie di iniziative in tutta la regione per denunciare questo scandalo e per contrastare e far fallire questo disegno egemonico e oligarchico di una parte (purtroppo maggioritaria) del Consiglio regionale”.

 

23 dicembre 2010

                                      

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli esprime solidarietà a Maria Grazia Laganà, rinviata a giudizio per presunto falso in un atto amministrativo della sanità. “E’ la moglie di un politico-eroe, Francesco Fortugno, ucciso dalla mafia dei colletti bianchi per le sue coraggiose denunce (proprio) sulla sanità corrotta”! 

 

 

Reggio Calabria

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, esprime solidarietà a Maria Grazia Laganà, giudica il “rinvio a giudizio della parlamentare un atto profondamente ingiusto che colpisce la moglie di un politico onesto Francesco Fortugno, l’ex vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, ucciso per le sue coraggiose denunce sugli intrecci tra mafia e politica nella sanità”. Corbelli parla di “inaudito processo sommario nei confronti della Laganà, sbattuta oggi come un mostro in prima pagina” e manifesta “sorpresa e indignazione per il silenzio di tutti i partiti e dei cosiddetti garantisti su questo caso”. “Tutte le sentenze e gli atti dei giudici vanno naturalmente rispettati. Ma di fronte a certe abnorme iniziative giudiziarie si ha il dovere e l’onestà di dirlo, di denunciarlo, di scriverlo. Si può rinviare a giudizio e processare per truffa e falso nel settore della sanità la moglie di un politico-eroe ucciso dalla ‘ndrangheta (dei colletti bianchi)  proprio per le sue coraggiose denunce sugli intrecci tra mafia e politica nella stessa sanità? Maria Grazia Laganà ha pagato un prezzo immane, con l’uccisione del marito, per l’azione, di pulizia, verità e giustizia nella sanità della Locride, portata avanti dal suo consorte con il sostegno della stessa Laganà, che continua per questo suo impegno politico e civile ad essere pesantemente minacciata dalla ‘ndrangheta (e dai suoi referenti politici). Adesso si arriva a rinviarla a giudizio per una vicenda  ( per una ipotesi di, presunti, falso e truffa) che sono certo al processo sarà archiviata. Intanto la Laganà, dopo aver combattuto insieme al marito e perso lo stesso consorte per mano della mafia dei colletti bianchi, oggi si  ritrova sbattuta in prima pagina, condannata anzitempo. Ma quello che è più grave e assolutamente ingiustificato è il silenzio assordante di tutti i partiti, dei pseudogarantisti e di quanti in questi anni hanno elogiato l’onestà e il coraggio di Francesco Fortugno che ha perso la vita per il suo impegno politico e istituzionale contro la mafia degli appalti della sanità. Sono queste iniziative e paradossi giudiziari che fanno perdere la fiducia nella giustizia (e non solo)”.

 

Dicembre 2010  

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Sanità. Diritti Civili chiede stabilizzazione 37 medici precari Ospedale Annunziata di Cosenza e denuncia “fatto gravissimo e assurdo. A Medicina d’Urgenza non c’è un medico di notte”!

Cosenza
Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per l'istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all'unanimità, dal Consiglio regionale della Calabria il 30 giugno 2008, chiede la “stabilizzazione dei 37 medici precari dell’Annunziata di Cosenza (il cui contratto scade la fine di dicembre) e denuncia la “drammatica emergenza e l’incredibile, assurda situazione del reparto di Medicina d’Urgenza dell'Ospedale civile cosentino, che non ha un medico previsto per il turno di notte, per la assoluta carenza di personale, con grande rischio per gli ammalati ricoverati (sono stabilmente 14) e per quanti vi arrivano in piena notte per casi urgenti" e rivolge, a questo proposito, un “accorato appello al presidente della Regione, e commissario responsabile della sanità calabrese, Giuseppe Scopelliti”. Corbelli giudica la “mancata stabilizzazione dei precari un fatto gravissimo, un colpo al cuore dell’Annunziata, un ulteriore smantellamento di uno dei presidi ospedalieri regionali più importanti, una pesante penalizzazione per i malati” e definisce la situazione del reparto di Medicina d’Urgenza, una “urgente priorità da affrontare immediatamente”. Il coordinatore di Diritti Civili, che da anni si batte per questa ed altre gravi problematiche sanitarie della regione, si è recato in ospedale ed ha incontrato il primario del reparto, Mario Sprovieri, e gli altri medici, che gli hanno illustrato la “precaria e drammatica situazione in cui versa il reparto, dove sono ricoverati 14 pazienti. I medici addetti a questo reparto sono solo quattro più lo stesso primario Sprovieri. Il primario e i medici del reparto di Medicina d’Urgenza hanno chiesto di incontrarmi per illustrami la situazione di grande disagio, di assoluta precarietà e forte rischio nella quale sono costretti ad operare. Il reparto va avanti solo grazie al grande impegno, all’abnegazione del primario e di questi medici e del personale paramedico, che sono costretti a sobbarcarsi turni massacranti per garantire l’assistenza ai pazienti. A Medicina d’Urgenza ci sono solo quattro medici (più il primario) per 14 posti letto. Ma il fatto più grave, incredibile, assurdo, assolutamente inaccettabile è la mancanza, in questo reparto, di un medico per il turno di notte. Significa che dalle 20 di sera alle 8 di mattina questo reparto di medicina d’urgenza, ovvero un Pronto Soccorso, si ritrova senza un medico, con tutto quel che, questa mancanza, comporta: notevoli disagi e forti rischi per i pazienti. Si può lasciare un reparto di Pronto Soccorso senza un medico durante la notte? Si può giustificare una simile gravissima situazione, con il pretesto dei tagli da effettuare per il solito famigerato piano di rientro sanitario? Purtroppo accade anche questo in Calabria e, nella fattispecie, in un ospedale regionale importante come l’Annunziata di Cosenza, che viene ad essere continuamente penalizzato, depotenziato, di fatto condannato ad una lenta agonia, che dovrebbe portarlo alla chiusura. Occorre assolutamente fermare questo declino dello storico Ospedale bruzio, bisogna immediatamente stabilizzare i 37 medici dell’Annunziata e potenziare l’organico di Medicina d’Urgenza, garantire la presenza di un medico anche di notte, per permettere agli operatori sanitari di poter operare al meglio, in condizioni ottimali per dare risposte e assistenza ai tantissimi pazienti che ogni giorno da ogni parte della provincia di Cosenza e del resto della regione si rivolgono all’Annunziata. Spesso un intervento immediato ed efficace a Medicina d’Urgenza (Pronto Soccorso) significa salvare una vita umana. Non si può pensare di risparmiare, di ripianare il debito-voragine  della sanità non stabilizzando i medici precari e tagliando il personale a reparti importanti dell’Annunziata. Sono altri gli sprechi (ingenti) che vanno eliminati”.

 

2 dicembre 2010 

 

 

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Medici (precari da sette anni) di Oncologia di Paola (eccellenza regionale) scrivono a Diritti Civili che denuncia: “Oncologia rischia di ritrovarsi senza medici. Fatto grave e assurdo che danneggia malati. Intervenga subito Scopelliti”.

 

 

Paola

Il leader del Movimento Diritti Civili,  promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all’unanimità, dal Consiglio regionale calabrese il 30 giugno 2008, denuncia “il grave e drammatico caso dei sei medici “precari” dell’Unità Operativa di Oncologia Medica dell’ospedale di Paola, un centro di eccellenza regionale, per questo tipo di patologia, che aspettano da sette anni di essere stabilizzati, che hanno un contratto a tempo determinato che scade il prossimo 31 dicembre, che mette a rischio la permanenza di questi medici nel nosocomio paolano con grave danno per i pazienti, che sono insieme agli operatori sanitari i più penalizzati da questa incresciosa e assurda situazione”. Corbelli che rende nota (e condivide) la lettera-appello che gli hanno recapitato i sei medici dell’ospedale di Paola, parla di “una vicenda gravissima e assolutamente ingiustificata che deve trovare una immediata e positiva soluzione, con la stabilizzazione de sei medici-precari (un loro sacrosanto diritto), perché si tratta di uno dei pochi esempi di buona sanità calabrese, grazie alla professionalità dei medici, del primario e del personale paramedico, che deve essere salvaguardato e valorizzato” e per questo chiede “l’immediato intervento del presidente della Regione e commissario della sanità, Giuseppe Scopelliti”, Questo il testo della missiva con l’appello dei sei medici al leader di Diritti Civili. “Gent.mo dr. Corbelli, siamo gli Oncologi che da sette anni  sono impegnati nella Unità Operativa di Oncologia Medica di Paola (Cs), lavorando con contratti a tempo determinato, sempre rinnovati, su posti “tutti vacanti” regolarmente previsti dalla pianta organica: l’assurdo è che solo il  Primario ha un contratto a tempo indeterminato. L’oncologia dell’Ospedale di Paola, pertanto, ha funzionato e funziona esclusivamente con la sola forza dei precari che con il loro impegno e, soprattutto, professionalità, l’hanno resa Centro di assistenza ambito nonché sovraffollato di pazienti provenienti da ogni parte della Calabria e delle Regioni viciniori. In data 18 Gennaio 2010, siamo risultati vincitori del concorso pubblico regolarmente espletato (già bandito nell’anno 2005), per i quattro posti previsti dalla pianta organica,  pubblicato sulla G.U. n°51 del 28/06/2005. Fino ad ora non abbiamo ricevuto alcuna nomina; però, continuiamo a lavorare come precari, e con contratti a tempo determinato in prossima scadenza (31/12/2010). Sulla nostra pelle e su quella dei pazienti già toccati dalla sventura di un male implacabile, si vogliono riscattare gli abusi perpetrati ai danni della sanità calabrese ? Come mai a pagare sono sempre gli onesti lavoratori e non gli artefici di cotanti scempi? Il paradosso è che, in possesso di tutti i requisiti prescritti dalle norme a suo tempo in vigore, su richiesta della stessa ASP di Cosenza, abbiamo più volte presentato la domanda di stabilizzazione: anche in questo caso è stato tutto ignorato. Desidereremmo sapere quali sono i nostri diritti e quali gli strumenti per tutelarli. Riconosciuta meritoria e di alto livello l’opera del responsabile dei “Diritti civili”, dr. Franco Corbelli, a Lei ci rivolgiamo per ottenere una qualificata risposta ed un determinante aiuto alla risoluzione del preoccupante problema che ci tormenta e che si ripercuote gravemente sulla serenità che il  nostro lavoro richiede”.

 

 

29 novembre 2010

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli denuncia il silenzio delle Istituzioni e del Governo sul dramma dei precari della scuola che protestano da due mesi in una tenda in Piazza 11 Settembre a Cosenza

 

 

Cosenza

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, denuncia il “silenzio assordante delle Istituzioni e del Governo sulla protesta dei precari della scuola che, con un presidio permanente in Piazza 11 Settembre, da oltre due mesi stanno lottando pacificamente, raccogliendo migliaia di firme, attuando alcune di loro anche lo sciopero della fame, per difendere disperatamente un posto di lavoro, un loro sacrosanto diritto”. Corbelli, in prima fila sin dall’inizio accanto a questi precari, ha aderito anche allo sciopero della fame a rotazione, parla di una “protesta gandhiana e silenziosa che continua purtroppo ad essere ignorata dal Governo. Si continua a registrare solo silenzio e disinteresse rispetto ad una battaglia giusta e sacrosanta, di padri e madri di letteralmente abbandonati e buttati in mezzo ad una strada, insieme alle loro famiglie; in molti casi si tratta di persone di 50 anni, con 20 anni di precariato e sacrifici alle spalle. Questi precari continuano ad essere discriminati, a essere trattati come fantasma, degli invisibili, considerati di serie B, figli di un Dio minore. Nessuno si occupa di questa drammatica emergenza sociale. Mi sono recato, l’altro giorno, di nuovo al presidio permanente di questi precari in Piazza 11 Settembre. Questi lavoratori del mondo della scuola continuano a subire una grande ingiustizia. Nessuno si occupa più del loro dramma. Il Ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, che si vanta di tagliare in tre anni 300 mila dipendenti pubblici e che scopriamo adesso, dalla stampa, si è molto impegnato per la vicenda familiare (tralasciamo il resto..) di una nota avvenente escort, che partecipava a festini a luci rosse con il presidente del Consiglio, Berlusconi, per questi precari della scuola invece non è mai intervenuto, non ha mai il Ministro Brunetta speso una parola, non ha mai fatto una telefonata. Non possiamo assolutamente lasciare soli questi precari, non è giusto abbandonare al loro destino questi padri e madri di famiglia che lottano disperatamente per difendere un posto di lavoro, un loro diritto. Per questo Diritti Civili è sceso in campo e sosterrà questa protesta che continuerà ad oltranza sino a quando non sarà risolto il problema e non arriveranno le risposte che i precari si aspettano. La soluzione potrebbe essere quella di ripristinare (così come è stato fatto in altre regioni: Puglia, Campania e Basilicata) il vecchio organico dell’anno scorso e richiamare quindi in servizio i precari che hanno svolto sino al giugno  scorso e per anni il loro lavoro nelle scuole della regione”.

 

13 novembre 2010

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Appello Diritti Civili a Scopelliti. per sette disabili che aspettano da oltre un anno assunzione all’ospedale di Cosenza. 

 

Cosenza

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per l'istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all'unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese, rivolge un appello al Presidente della Regione e Commissario della sanità, Giuseppe Scopelliti, per “i sette disabili che da oltre un anno, dopo aver sostenuto il colloquio ed essere stati sottoposti alle visite mediche, aspettano di essere assunti all’ospedale di Cosenza”. Corbelli, che ha ricevuto una richiesta di aiuto da parte di questi giovani diversamente abili, parla di “una ingiustizia che penalizza proprio le categorie protette che dovrebbero essere quelle beneficiarie di diritti previsti dalla legge. Non si può, invocando come giustificazione sempre il famigerato piano di rientro dal debito sanitario, penalizzare finanche i diversamente abili che hanno, dopo regolare colloquio e visite mediche, acquisito il diritto all’assunzione nel pubblico impiego, nella fattispecie all’Azienda ospedaliera di Cosenza. Questi giovani portatori di handicap invece, come mi hanno scritto e detto per telefono, continuano ad essere letteralmente ignorati e discriminati, si vedono la porta sbattuta in faccia, i loro diritti calpestati. La loro indignazione va compresa, la loro giusta e sacrosanta protesta condivisa e sostenuta. Chiedo al presidente Scopelliti di intervenire, di sanare questa situazione, di eliminare questa ingiustizia, di far rispettare il diritto dei sette disabili di essere assunti. Il nuovo corso della sanità che vuole perseguire la Giunta Scopelliti in Calabria non può penalizzare anche le categorie protette. Non si può pensare di sanare la voragine dei debiti della sanità cancellando il sacrosanto diritto dei disabili di essere assunti. Sono altri e ben più consistenti i veri sprechi che vanno eliminati. Al Governatore Scopelliti chiedo di far  rispettare i diritti dei disabili e dei cittadini utenti, gli chiedo di dare soluzioni ai gravi problemi della (mala)sanità calabrese, causa purtroppo anche di tante morti assurde. Non basta, per affrontare la grave, drammatica emergenza sanità, solo una politica di rigore e di sacrifici, di lacrime e sangue. Bisogna salvaguardare i diritti di tutti, in particolare dei disabili e delle categorie più povere, deboli ed emarginate”.

 

25 ottobre 2010

 

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Sanità. Diritti Civili chiede al Consiglio regionale di nominare nella seduta il  Garante della Salute della Calabria.

 

Reggio Calabria
Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per l'istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all'unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese, chiede la “immediata nomina e istituzione del Garante della Salute, per, afferma, affrontare e contrastare la continua e drammatica emergenza sanità in Calabria, che continua a provocare disagi, sofferenze e, purtroppo, anche tragedie e morti assurde, come nell’ultimo caso del ragazzino di 13 anni deceduto all’ospedale di Catanzaro, sul quale sta indagando la magistratura”. Corbelli chiede al Presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico, di "effettuare subito, così come previsto dalla legge regionale in materia, la nomina del Garante della Salute, inserendo questa nomina al primo punto dell’ordine del giorno della prossima riunione dell’Assemblea di Palazzo Campanella”. Il leader di Diritti Civili denuncia il “grave e ingiustificato silenzio calato su questa importante figura (autonoma dalla politica) del Garante e sulla mancata istituzione di questa innovativa, rivoluzionaria, semplice ed efficace struttura (in funzione 24 ore al giorno, attraverso un numero verde, una serie di sportelli informativi per le segnalazioni e le diverse patologie, una assistenza legale gratuita ai familiari delle vittime della malasanità e un centro di coordinamento per casi urgenti) al servizio dei cittadini, che serve proprio non solo per verificare, controllare, denunciare ma per combattere e prevenire casi di cattiva sanità, di disorganizzazione e per dare un aiuto continuativo e concreto a tutti i cittadini-utenti, ai pazienti e alle loro famiglie, per coordinare interventi per casi gravi, delicati e particolari. Oggi la sanità (la salute) è la prima priorità di questa regione. Più della ‘ndrangheta e della disoccupazione. Purtroppo Diritti Civili continua a gridare nel deserto, mentre le persone, l’altro ieri un ragazzino di 13 anni, continuano a morire e i loro familiari a chiedere verità e giustizia”.  Corbelli ricorda infine che il bando é stato già effettuato, è scaduto il 16 luglio scorso, che sono state presentate 109 domande e che il Garante della Salute deve essere eletto con la maggioranza dei due terzi del Consiglio regionale.

 

22 ottobre 2010

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili al Ministro Gelmini: “Venga a Cosenza a incontrare i precari della scuola in una tenda da 50 giorni, per denunciare ingiustizia, dramma e silenzio Istituzioni”

 

 

Cosenza

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, denuncia quello che definisce “l’ingiustificato silenzio e il disinteresse del Governo sulla sacrosanta protesta dei precari della scuola della provincia di Cosenza, ignorati, discriminati, considerati e trattati alla stregua di fantasmi, come degli invisibili, che da oltre un mese e mezzo stanno pacificamente protestando, con un presidio permanente in Piazza 11 Settembre, attuando alcune di loro anche lo sciopero della fame, raccogliendo migliaia di firme”. Corbelli, che ha partecipato nel mese scorso alla grande manifestazione di questi precari e che è sceso sin dall’inizio in campo a fianco di questi lavoratori, rivolge un appello al Ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, alla quale chiede un “gesto significativo e di rispetto di questi lavoratori. Venga a Cosenza a incontrare, a parlare con questi padri e madri di famiglia, venga ad ascoltare direttamente dalla loro voce la loro rabbia, la loro disperazione. Il Ministro non ha nulla da temere, questi manifestanti stanno tenendo un comportamento esemplare, stanno dimostrando una grande dignità e una assoluta correttezza. E’ gente pacifica che li nella via principale della città continua, in una tenda, da 50 giorni a manifestare e a gridare civilmente sperando che qualcuno li ascolti., che chi di competenza cancelli la grande ingiustizia. Venga il Ministro a Cosenza per rendersi conto di persona  del drammatico problema di questi precari, letteralmente abbandonati e buttati in mezzo ad una strada, insieme alle loro famiglie, in molti casi si tratta di persone di 50 anni, con 20 anni di precariato e sacrifici alle spalle. La visita del ministro sarebbe la dimostrazione che il Governo non ha definitivamente cancellato (e condannato) questi lavoratori. Venga il Ministro Gelmini a Cosenza, in Calabria, in quella regione che ben conosce e che, lei bresciana, preferì (al pari del milanese figlio del ministro Ignazio La Russa)  quando si trattò di scegliere la regione (la Calabria nella fattispecie) dove sostenere l’abilitazione (facilmente ottenuta) alla professione di avvocato. Si occupi il Ministro Gelmini personalmente e direttamente di questa drammatica emergenza sociale, così come sta facendo, pur non avendo competenze specifiche, il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio. Questi precari – conclude Corbelli - permettono, per i loro specifici compiti, alle scuole una regolarità di gestione, una migliore efficienza e soprattutto garantiscono condizioni di sicurezza, che oggi con questi tagli sono completamente mancanti, con grave rischio per l’incolumità degli alunni”.  

 

13 ottobre 2010

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Sit-in precari scuola. La protesta continua Appello alle Istituzioni.

 

 

Cosenza

Sit-in dei precari della scuola e del Movimento Diritti Civili, davanti alla sede Rai calabrese. A guidare la protesta il leader di Diritti Civili, Franco Corbelli, che è sceso in campo a fianco dei precari della scuola, ha aderito allo sciopero della fame a rotazione, in Calabria, a “sostegno di questa giusta e sacrosanta battaglia civile e sociale”. Corbelli ha dapprima incontrato i precari della scuola davanti al presidio dell’istituto Tecnico Industriale “Monaco” di Cosenza, hanno concordato una serie di iniziative comuni, la più importante è una grande mobilitazione regionale davanti alla sede della Prefettura di Cosenza, in Piazza 11 Settembre. Successivamente Corbelli e i precari hanno pacificamente occupato e manifestato davanti alla sede regionale della Rai per richiamare l’attenzione delle Istituzioni, dei parlamentari, dei sindaci, del presidente della regione, Giuseppe Scopelliti, sul “drammatico problema  dei precari, letteralmente abbandonati e buttati in mezzo ad una strada, insieme alle loro famiglie”. Corbelli chiede al Governatore calabrese di “incontrare questi precari, di occuparsi di questa drammatica emergenza sociale”. “Scopelliti è stato invitato a partecipare alla grande manifestazione regionale di Cosenza di lunedì prossimo. Intanto va avanti lo sciopero della fame dei precari, due di loro lo fanno a tempo indeterminato, tutti gli altri a rotazione per un giorno. Corbelli, che aveva lanciato questa protesta, ha dato la sua adesione. Farà anche lui lo sciopero della fame, per un giorno. Dopo il sit in davanti alla sede Rai i precari si sono spostati davanti alla Prefettura di Cosenza, dove resterà un presidio permanente 24 ore al giorno sino a quando, afferma Corbelli, il loro problema non troverà una soluzione, che potrebbe essere quella di ripristinare (così come è stato fatto in altre regioni: Puglia, Campania e Basilicata) il vecchio organico dell’anno scorso e richiamare quindi in servizio i precari che hanno svolto sino al giugno  scorso e per anni il loro lavoro nelle scuole della regione. Questi precari – continua Corbelli - permettono, per i loro specifici compiti, alle scuole una regolarità di gestione, una migliore efficienza e soprattutto garantiscono condizioni di sicurezza, che oggi con questi tagli sono completamente mancanti, con grave rischio per gli alunni. Una cosa è certa: non possiamo assolutamente lasciare soli questi precari, non è giusto abbandonare al loro destino questi padri e madri di famiglia che lottano disperatamente per difendere un posto di lavoro, un loro sacrosanto diritto. Per questo Diritti Civili è sceso in campo e sosterrà questa protesta che continuerà ad oltranza sino a quando non sarà risolto il problema e non arriveranno le risposte che i precari si aspettano”.

 

settembre 2010

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli, dopo voci nuovi imminenti arresti, difende il sindaco di Corigliano, Straface, e chiede alla  Dda di Catanzaro di chiarire inchiesta Santa Tecla!

 

 

Cosenza

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo le “voci di una nuova, imminente bufera giudiziaria (che dovrebbe, secondo quanto anticipato da Calabria Ora, portare in carcere decine di persone, anche diversi personaggi eccellenti, già forse nelle prossime ore) per la inchiesta contro la ‘ndrangheta dello Ionio, della Dda di Catanzaro, denominata “Santa Tecla”, che ha portato, nel luglio scorso, all’arresto, tra gli altri, anche dei due fratelli del sindaco di Corigliano, esprime “sconcerto e preoccupazione per quanto sta accadendo”, denuncia quello che definisce “il caso Straface”, parla di “inaudito accanimento contro il primo cittadino coriglianese”,  chiede “ai magistrati della Dda di fare immediatamente chiarezza su queste voci, di spiegare come sia possibile che il sindaco Straface che il 21 luglio scorso, per ammissione del procuratore capo Vincenzo Antonio Lombardo (certamente d’accordo con il pm titolare dell’indagine Vincenzo Luberto), veniva dichiarata estranea all’inchiesta si ritrova adesso iscritta nel registro degli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa”. Corbelli, che invita ancora una volta il “primo cittadino Straface a non lasciarsi condizionare da queste voci, da questa indagine, a non dimettersi, a continuare a dedicarsi e lavorare per il suo comune, nell’interesse esclusivo dei suoi concittadini che l’hanno, liberamente e democraticamente, votata ed eletta”, chiede inoltre al procuratore Lombardo e al pm Luberto di “chiosare i motivi per cui la stessa Straface risulta, secondo quanto riportato da alcuni media, indagata e intercettata da oltre due anni, esattamente dal maggio 2008. Se è vera questa notizia (e la pubblicazione sulla stampa di stralci di intercettazione lo dimostra inequivocabilmente) perché il procuratore Lombardo ha dichiarato 40 giorni fa che la Straface era estranea all’inchiesta Santa Tecla? Quanto è costata allo Stato, ai cittadini, una intercettazione di una giovane incensurata che va avanti ininterrottamente da 27 mesi? Quali esigenze investigative hanno potuto giustificare l’ascolto di una giovane, onesta, donna politica, a tutti nota per la sua passione civile, ancor prima che la stessa si candidasse e venisse, solo l’anno dopo, eletta sindaco di Corigliano? Si può arrivare a fare intercettazioni preventive, ancor prima che affiori una ipotesi o anche un minimo sospetto di un possibile reato su una persona perbene? Di cosa esattamente, di quali reati precisi, viene accusata la Straface? Concorso esterno in associazione di stampo mafioso è una accusa troppo generica che nel recente passato in Italia ha portato in carcere e distrutto la carriera politica, la dignità e in tanti casi, purtroppo anche la vita, a tanti innocenti! Diritti Civili continuerà a difendere Pasqualina Straface (che voglio sperare non venga sottoposto nelle prossime ore a qualche misura cautelare dopo essere stata, appena 40 giorni fa, dichiarata, dalla stessa Dda di Catanzaro, estranea all’inchiesta Santa Tecla) sino a quando non sarà dimostrato che è responsabile di un qualche preciso grave reato personale. Che non è certo quello di essere la sorella (sindaco) di due indagati, arrestati, né certamente quello di aver chiesto voti in campagna elettorale. Operazione questa che fanno tutti i candidati: da quelli alle Circoscrizioni a quelli al Parlamento”.

 

7 settembre 2010 

 

 

 

 

PROIETTILI A SCOPELLITI: CORBELLI, BOCCIATURA PER MAGLIETTE


(ANSA) - COSENZA, 4 SET - Il leader del Movimento Diritti
Civili, Franco Corbelli, in una nota, sostiene che il "silenzio
assoluto, assordante e significativo di tutta la stampa
italiana, nazionale e locale (tranne quella calabrese), sulla
ridicola trovata delle magliette della Giunta regionale è una
sonora bocciatura".
"Iniziative folkloristiche - aggiunge - come quella delle
magliette indossate dagli assessori regionali non solo non aiuta
nel contrasto e nella lotta alla criminalità organizzata, ma
danneggia l'immagine e la credibilità della istituzione
regionale e della intera Calabria. Sono sorpreso e deluso dal
silenzio dei media calabresi sulla critica alla sceneggiata
degli assessori regionali e, soprattutto, sulle legittime
domande di chiarimento rivolte al presidente Scopelliti in
merito alle gravi accuse che gli vengono rivolte da diversi
media nazionali per i suoi rapporti, descritti in una
informativa dei Ros dei carabinieri di Reggio Calabria, con
esponenti della criminalità organizzata".
"Ieri le più importanti agenzie di stampa - prosegue -
hanno, come al solito, correttamente, diffuso una valanga di
dichiarazioni di esponenti di quasi tutti i partiti politici
(del centrodestra e del centrosinistra), di sindaci, di
associazioni, di presidenti di altre regioni, di parlamentari,
tutti di solidarietà e a favore di Scopelliti. Solo una voce
fuori dal coro, quella di Diritti Civili che, insieme alla
solidarietà al Presidente della Regione, ha espresso critiche
alla sceneggiata delle magliette e ha posto una serie di domande
allo stesso Governatore calabrese rimaste purtroppo senza
risposta". (ANSA).


 

PROIETTILI A SCOPELLITI:CORBELLI;GIUNTA? INUTILE SCENEGGIATA


(ANSA) - COSENZA, 3 SET - Il leader del Movimento Diritti
Civili, Franco Corbelli, in una nota, critica "la trovata degli
assessori della Giunta regionale in segno di solidarietà al
presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti", e parla di
"inutile sceneggiata, una iniziativa folkloristica che non
aiuta certo la Calabria nel contrasto e nella lotta alla
criminalità organizzata".
Corbelli, prosegue la nota, si dice "sorpreso e sconcertato
da questa uscita della Giunta che anziché occuparsi dei
problemi drammatici della Calabria pensa ad organizzare queste
sceneggiate mediatiche. A Scopelliti va naturalmente la
solidarietà mia e di tutti i calabresi. Ricordo che sono stato
tra i pochi qualche anno fa, quando Scopelliti venne intimidito
come sindaco di Reggio, a recarmi personalmente nella città
dello Stretto per portare la solidarietà mia personale e del
Consiglio provinciale di Cosenza, di cui facevo parte con il
gruppo Diritti Civili".
"Oggi invece - prosegue Corbelli - condanno severamente
questa uscita degli assessori regionali, così come esprimo
forti perplessità su questa ultima singolare intimidazione
addirittura firmata da alcuni capimafia. Un fatto senza
precedenti. A Scopelliti, che continuo a difendere dai pesanti
attacchi di alcuni media nazionali che, citando un rapporto dei
Ros dei carabinieri di Reggio Calabria, lo chiamano in causa per
i suoi rapporti con esponenti della criminalità organizzata,
chiedo una operazione di verità e trasparenza: spieghi e
chiarisca pubblicamente la sua posizione in queste inquietanti
vicende di mafia e dica esattamente quale sarebbe quella
cosiddetta borghesi mafiosa che, come ha dichiarato il
Governatore, lo minaccerebbe".(ANSA).




 

 

 

SCUOLA:CORBELLI,ATTUARE SCIOPERO FAME IN FAVORE DEI PRECARI



(ANSA) - CATANZARO, 2 SET - Il leader del Movimento Diritti
Civili, Franco Corbelli, rivolge un appello in favore dei
precari della scuola affinché non vengano "lasciti soli questi
operatori del mondo della scuola e lancia la protesta-proposta
dello sciopero della fame a rotazione, anche in Calabria,
davanti agli ex provveditorati scolastici provinciali".
"Bisogna sostenere - aggiunge Corbelli - la dignitosa,
coraggiosa e disperata protesta che a Roma, davanti a
Montecitorio, e in altre regioni italiane i precari della scuola
hanno intrapreso per denunciare l'ingiustizia subita, da parte
del Ministro della Pubblica Istruzione, Gelmini, e del Governo
Berlusconi, con la vergognosa, ingiustificata e inaccettabile
cancellazione di migliaia di posti di lavoro. Non dobbiamo
assolutamente lasciare soli questi precari, non è giusto
abbandonare al loro destino questi padri e madri di famiglia che
lottano disperatamente, attuando alcuni di loro da molti giorni,
a Roma, in Sicilia, in Campania, a Milano e in Friuli, lo
sciopero della fame, semplicemente per rivendicare un loro
sacrosanto diritto, che si vedono letteralmente calpestato".
"Rivolgo un appello - prosegue - a scendere in campo, in
Calabria, a fianco dei precari. Facciamolo iniziando anche nella
nostra regione uno sciopero della fame, a rotazione, ognuno per
un giorno, davanti agli ex provveditorati scolastici.
Impegniamoci perché questa iniziativa dello sciopero della fame
a rotazione, ognuno per un giorno, dalla Calabria si estenda in
tutto il Paese. Diamo forza, voce e speranza a questa giusta e
sacrosanta protesta".




Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Modifica legge elettorale. Corbelli (Diritti Civili) in campo per raccolta firme. Si inizia dalla Calabria

 

 

Roma

Il leader Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, da sempre tra i più strenui oppositori della attuale legge elettorale, una “porcata, secondo il suo stesso ideatore, il ministro Roberto Calderoli, invita “la società civile a mobilitarsi e scendere in campo per sostenere l’iniziativa, lanciata dalle colonne del Corriere della Sera, di molti studiosi e politici di diversi schieramenti, che hanno sottoscritto un appello bipartisan per il ritorno all’uninominale, per ridare un potere di scelta ai cittadini”. Corbelli preannuncia l’adesione del Movimento Diritti Civili alla proposta per la modifica della legge elettorale e una serie di iniziative e banchetti per la raccolta delle firme, che partirà già ad inizio settimana, ad incominciare dalla Calabria, che, afferma, mi auguro sia protagonista di questa iniziativa di democrazia, libertà, contro le oligarchie dei partiti che decidono le elezioni di deputati e sentori e, di fatto, il controllo del Parlamento. La Calabra, più di ogni altra regione, colpita al cuore dalla ‘ndrangheta, al centro di clamorose inchieste su mafia e politica, che rischiano di travolgere le istituzioni regionali, succube al potere politico-mafioso che inquina le istituzioni e condiziona la vita democratica, deve affrancarsi da questo sistema paramafioso, deve essere per questo in prima linea per dire no alla ‘ndrangheta e per sostenere la battaglia di legalità, libertà e democrazia per la cancellazione del Porcellum e il ritorno all’uninominale. Deve essere ridata la parola ai cittadini per scegliere i propri rappresentanti, devono essere eletti parlamentari che abbiano un collegamento diretto con il territorio e che soprattutto siano espressione del voto e della volontà dei cittadini e non invece deputati e senatori nominati e servi dei loro padroni. Se a decidere la elezioni di deputati e senatori sono quattro cinque leader nazionali è molto più facile e forte l’eventuale condizionamento mafioso delle scelte, se invece a decidere chi mandare in Parlamento sono milioni di liberi cittadini è di fatto assai più difficile, se non impossibile, controllare e condizionare, da parte della criminalità organizzata, la elezione di deputati e senatori”.

 

29 agosto 2010

 

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Dopo ennesima, gravissima  intimidazione a giudice Di Landro, Corbelli(Diritti Civili) chiede invio esercito a Reggio Calabria

 

 

Reggio Calabria

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo “l’ennesimo, gravissimo atto intimidatorio ai danni del procuratore generale della Corte di Appello di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro, a cui esprime solidarietà”, chiede “l’invio dell’esercito nella città dello Stretto, quale segnale della presenza dello Stato, per assicurare la vigilanza e l’utilizzo dei militari 24 ore al giorno, per presidiare gli obiettivi più a rischio attentato, garantire la legalità, la sicurezza, la serenità dei magistrati, di quanti sono minacciati dalla ‘ndrangheta, per tranquillizzare la stessa popolazione, in attesa che venga fatta piena luce sui gravi fatti intimidatori, individuati e assicurati alla giustizia i responsabili di questi crimini”. “L’ennesimo, gravissimo atto intimidatorio che si è verificato questa notte a Reggio, è oltre che un fatto di inaudita gravità un campanello di allarme di un situazione che rappresenta una vera e propria emergenza  che deve essere affrontata con provvedimenti eccezionali, ad iniziare dall’invio dell’esercito nella città dello Stretto. Dopo l’ultimo gravissimo episodio delinquenziale occorre una risposta forte da parte dello Stato, che deve essere, oltre ad una rigorosa inchiesta della magistratura, una presenza fisica continuativa dei soldati, un presidio militare a difesa della legalità nella città di Reggio, dove forte è la presenza mafiosa e accertati i rapporti tra esponenti della criminalità organizzata e del mondo della politica, ai più alti livelli, su cui ancora si aspetta che venga fatta chiarezza e di cui nessuno più parla in Calabria! Cosa altro deve accadere a Reggio Calabria perché si intervenga in modo forte e significativo? Non bastano le decine di atti intimidatori (quelli inquietanti e mafiosi, come quello di questo notte, non quelli mediatici), si aspetta forse che ci scappi prima il morto? Per fatti molto meno gravi in altre regioni italiane sono stati inviati battaglioni di soldati a presidiare punti nevralgici e a rischio di città e paesi minacciati dalla delinquenza organizzata. In Calabria invece nonostante la ‘ndrangheta, la mafia più potente al mondo, nonostante le intimidazioni e gli attentati ad amministratori, giornalisti e imprenditori onesti e coraggiosi si continua a negare l’utilizzo dell’esercito. Reggio Calabria oggi è un caso simbolo: la presenza dei militari sarebbe la risposta più forte e significativa dello Stato alla sfida della criminalità, testimonierebbe la presenza e la volontà del Governo di non lasciare da soli coraggiosi magistrati ma di creare un presidio di legalità in questa difficile e  rischiosa città di frontiera”! 

 

26 agosto 2010 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Mafia e politica. Corbelli denuncia “assordante e inquietante silenzio in Calabria su questione morale. Parli e chiarisca Scopelliti (che Diritti Civili continua a difendere)”

 

 

Reggio Calabria

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, esprime “sconcerto e preoccupazione per il silenzio assordante e inquietante calato in Calabria sulla gigantesca questione morale, sul caso Reggio, per le inchieste su mafia e politica, e sulle notizie di stampa (di alcuni media nazionali) che chiamano pesantemente in causa il presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, che Diritti Civili continua a difendere ma a cui oggi chiede di rispondere e chiarire pubblicamente la sua posizione rispetto alle pesanti accuse che gli vengono mosse e che sono contenute in un rapporto dei Ros dei carabinieri di Reggio Calabria, reso noto ieri dal Sole 24Ore”. Corbelli parla di “società civile letteralmente scomparsa in Calabria”, chiama in causa “sia le opposizioni (del centrosinistra) che i partiti di maggioranza (del centrodestra9 che sulla questione morale continuano a tacere, a far finta di non vedere che siamo di fronte ad una vera e propria emergenza sociale e morale che rischia di abbattersi e travolgere le massime istituzioni regionali. E’ gravissimo e assolutamente ingiustificato il silenzio e l’indifferenza su una colossale questione morale, sui rapporti tra mafia e politica, su alcune clamorose inchieste della magistratura reggina, sul rapporto dei Ros dei carabinieri di Reggio Calabria che chiamano pesantemente in causa l’ex sindaco di Reggio e attuale Governatore, Giuseppe Scopelliti e suo fratello. Tacciono le opposizioni, tacciono i partiti di maggioranza. E’sconcertante poi che anche dopo pesanti denunce giornalistiche, come quella di ieri del Sole 24Ore che fanno riferimento a rapporti dei Ros dei carabinieri e raccontano dei contatti tra i fratelli Scopelliti ed esponenti della criminalità organizzata, non si levi una sola voce in Calabria che chieda che si faccia chiarezza su queste vicende inquietanti che gettano ombre pesanti sui vertici delle istituzioni regionali. E’ possibile che solo Diritti Civili senta il dovere civico e morale di intervenire, di chiedere che si faccia chiarezza su queste gravissime e devastanti accuse? Perché tutti tacciono, perchè non parla la stessa Procura di Reggio? Perché non chiarisce le sue gravi affermazioni, fatte a  Firenze il 29 maggio scorso, il procuratore Pignatone, quando aveva parlato della ‘ndrangheta, che, ‘come Cosa nostra, fa campagna elettorale e di noti esponenti delle cosche che, intercettati prima delle elezioni regionali calabresi di quest’anno, discutevano chi candidare? La Calabria continua purtroppo ad essere tenuta all’oscuro, su una vicenda grave e inquietante che rischia di abbattersi sulle istituzioni regionali. Non è giusto, né degno di un Paese civile, né tantomeno di uno Stato di diritto, che possa accadere una cosa del genere. Per questo chiediamo che a parlare, e rompere questo assordante silenzio, sia lo stesso Governatore Scopelliti per chiarire le vicende che lo riguardano, per ribadire che non è indagato e che ha tutto il diritto-dovere di governare la regione, così come hanno stabilito i calabresi il 28 e 29 marzo scorsi, votandolo, a grande maggioranza, liberamente e democraticamente. E opportuno e doveroso che Scopelliti lo faccia per porre fine allo stillicidio di notizie che continua a che lo riguarda personalmente”.

 

25 agosto 2010

 

 

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Mafia e politica. Intervento di Corbelli dopo la gravissima denuncia del Sole 24ore sui fratelli Scopelliti

 

 

Reggio Calabria

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo l’articolo (con la gravissima denuncia) del quotidiano Il Sole 24ore sul presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, accusato (insieme al fratello, Consolato), secondo un rapporto dei Ros dei carabinieri di Reggio Calabria, di “aver avuto rapporti con esponenti della ‘ndrangheta”, chiede al procuratore capo della Repubblica di Reggio, Giuseppe Pignatone, di “fare subito assoluta chiarezza su una denuncia inquietante che getta nuove ombre sul Governatore calabrese (che Diritti Civili, coerentemente con la sua storia garantista, continua a difendere e al quale esprime solidarietà per la grave intimidazione subita ieri) e sulla Calabria, già al centro di delicate indagini su mafia e politica che hanno portato di recente ad una serie di arresti e al coinvolgimento anche di esponenti politici importanti, non solo della Calabria, ma della Lombardia, della Liguria e che secondo “continue indiscrezioni di diversi organi di stampa starebbero per coinvolgere anche alte cariche istituzionali della regione. La denuncia di oggi del giornale della Confindustria è di una gravità inaudita. Nell’articolo si arriva addirittura, polemicamente, a chiedere al Ministro degli Interni, Roberto Maroni, l’accesso agli atti del comune di Reggio per i rapporti dei fratelli Scopelliti (l’ex sindaco e il fratello Consolato) con esponenti legati alla ‘ndrangheta. Siamo insomma, per quanto concerne i rapporti mafia-politica, ad un vero e proprio caso Reggio, che deve essere immediatamente chiarito.  Di fronte ad accuse così devastanti, una autentica bomba, la magistratura competente (la Procura di Reggio) ha il dovere di chiarire immediatamente la posizione del Governatore, che non risulta indagato. Il chiarimento è necessario e indispensabile per porre fine a questo inaccettabile stillicidio di notizie e sospetti sui politici ai vertici delle istituzioni calabresi”, nell’interesse e a difesa esclusivamente dell’istituzione regionale, dell’immagine, della sua credibilità”. L’inchiesta-denuncia di oggi del giornale degli industriali fa seguito - continua Corbelli - alla gravissima accusa, di poche settimane fa del vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Fabio Granata, che ha denunciato le infiltrazioni mafiose tra gli eletti in alcune regioni e ha accusato i partiti e alcuni candidati alla Presidenza delle Regioni di non aver vigilato come era richiesto e doveroso, all’autorevole conferma di questa stessa clamorosa denuncia da parte del presidente dell’Antimafia, Giuseppe Pisanu” e dopo l’altra gravissima affermazione dello stesso procuratore capo di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, che il 29 maggio scorso a Firenze aveva parlato della ‘ndrangheta, che, ‘come Cosa nostra, fa campagna elettorale e di noti esponenti delle cosche che, intercettati prima delle elezioni regionali calabresi di quest’anno, discutevano chi candidare’.

 

24 agosto 2010

 

 

 

 

SANITA':CORBELLI, VERGOGNA REPARTO ONCOLOGIA 'MARIANO SANTO'



(ANSA) - COSENZA, AGO - Il leader del Movimento Diritti
Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per
l'istituzione del Garante della salute della Calabria, approvata
all'unanimità dal Consiglio regionale, in una nota, definisce
una "vergogna della sanità cosentina e calabrese, le
condizioni disumane e allucinanti, da Terzo Mondo del reparto di
Oncologia dell'ospedale Mariano Santo di Cosenza, centro di
eccellenza regionale per questo tipo di patologia".
Corbelli chiede al Presidente della Regione e Commissario
alla sanità, Giuseppe Scopelliti, di "chiudere questo
lazzaretto e di spostare la struttura sanitaria in locali
decenti, dignitosi, in grado di rispettare i diritti più
elementari dei malati, che continuano invece, purtroppo,
nonostante l'abnegazione del personale medico e paramedico, ad
essere calpestati".
Corbelli ha reso noto che "alcuni familiari dei malati
oncologici ricoverati al Mariano Santo mi hanno denunciato la
grave, drammatica e vergognosa situazione del reparto e gli
hanno chiesto di intervenire. La struttura evoca le camerate del
Terzo Mondo, ricorda i ricoveri miserevoli di Calcutta dove solo
la pietà misericordiosa di Madre Teresa poteva offrire
sollievo. Il presidio che ospita gli ammalati oncologici,
provenienti da tutta la Calabria non offre alcun aiuto a chi ha
la sciagura di esservi ricoverato. Regna la disorganizzazione,
conseguenza naturale di un presidio immaginato per dare sollievo
e cura agli ammalati; ma trasformato in facile ricettacolo di
interventi snaturati dal personale che, sebbene volenteroso, non
riesce a dare risposte adeguate a chi è li in cerca della
terapia guaritrice. La professionalità medica degli operatori
sanitari, che fa dell'oncologia del Mariano Santo un centro di
eccellenza regionale, rimane vanificata perché la degenza
serena e adeguata è un'utopia". (ANSA).




SANITA': CORBELLI, CONSIGLIO REGIONE NOMINI GARANTE



(ANSA) - CATANZARO, Agosto - Il leader del Movimento Diritti
Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per
l'istituzione del Garante della salute della Calabria,
approvata, all'unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio
regionale calabrese, per "affrontare e contrastare la continua
e drammatica emergenza sanità in Calabria, che continua a
provocare disagi, sofferenze e, purtroppo, anche tragedie e
morti assurde".
Corbelli chiede al Presidente del Consiglio regionale,
Francesco Talarico (al quale esprime solidarietà per la grave
intimidazione subita), di "effettuare subito, così come
previsto dalla legge regionale in materia, la nomina del Garante
della Salute, inserendo al primo punto dell"ordine del giorno
dell'Assemblea di Palazzo Campanella, questo importante
adempimento legislativo e sociale".
Il leader del Movimento Diritti Civili ricorda che "il bando
é stato già effettuato ed è scaduto il 16 luglio e che il
Garante della salute deve essere eletto con la maggioranza dei
due terzi del Consiglio". Il coordinatore di Diritti Civili
ricorda l'intervento del senatore (e leader) del Pd e chirurgo
di fama internazionale, Ignazio Marino, che ha scritto,
sull'Unita di oggi, che quello che occorre per combattere e
scongiurare la malasanità è un Garante della salute e, ha
informato, che a questo proposito ha presentato al Senato un
disegno di legge per l'istituzione di questa figura: il Garante
della salute. Esattamente quello che ha ideato e promosso
Diritti Civili, oltre due anni e mezzo fa, con una proposta di
legge approvata dal Consiglio provinciale di Cosenza nel gennaio
2008 e licenziata, all'unanimità, dal Consiglio regionale
calabrese il 30 giugno 2008".
"In qualsiasi altra regione del Paese - conclude -
rivendicherebbero con orgoglio questa grande conquista civile e
non esiterebbero un istante ad eleggere questa figura (autonoma
dalla politica) e istituire questa innovativa, rivoluzionaria,
semplice ed efficace struttura (in funzione 24 ore al giorno,
attraverso un numero verde e una serie di sportelli informativi
per le diverse patologie) al servizio dei cittadini, che serve
proprio non solo per verificare, controllare, denunciare ma per
combattere e prevenire casi di cattiva sanità, di
disorganizzazione e per dare assistenza continuativa e concreta
a tutti i cittadini-utenti, ai pazienti e alle loro famiglie,
per coordinare interventi per casi urgenti, delicati e
particolari". (ANSA).

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Sanità. Corbelli, dopo aver visitato reparto e incontrato medici e paramedici, denuncia “grave emergenza Pronto Soccorso Annunziata di Cosenza”. Appello a Scopelliti

 

Cosenza
Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, candidato a sindaco di Cosenza alle Elezioni Amministrative del 2011, ideatore e promotore della proposta di legge per l'istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all'unanimità, dal Consiglio regionale della Calabria il 30 giugno 2008, in una nota denuncia quella che definisce la “drammatica emergenza del reparto di Pronto Soccorso dell'Ospedale civile di Cosenza, che rischia di esplodere, con conseguenze gravi, soprattutto durante questa estate per la assoluta carenza di personale medico e paramedico e per il notevole aumento degli ingressi" e rivolge, a questo proposito, un appello al presidente della Regione, e responsabile della sanità calabrese, Giuseppe Scopelliti. Corbelli, che da anni si batte per questa ed altre gravi problematiche sanitarie della regione, informa di aver fatto visita, ieri, al Pronto Soccorso, di aver parlato con il primario, il dott. Francesco Crocco, con il dott. Scrivano, la caposala, di aver “constatato personalmente le enormi difficoltà, gli ostacoli, che devono quotidianamente affrontare e superare medici e paramedici per far funzionare un reparto che è uno dei più importanti presidi sanitari dell’intera Calabria, costretto a sobbarcarsi un carico di lavoro immane. Basta ricordare che ogni anno al Pronto Soccorso dell’Annunziata si registrano oltre 110mila ingressi. Numeri impressionanti destinati adesso ad aumentare per la chiusura di alcuni reparti di altri ospedali della provincia di Cosenza  e che di estate si raddoppiano per la presenza di decine e decine di migliaia di turisti in Calabria”. “Bisogna dare atto al primario Crocco, al dott. Scrivano, agli altri medici del Pronto soccorso, al personale paramedico di svolgere, con professionalità e sacrifici, un lavoro straordinario per sopperire a vecchie carenze strutturali e di organico. Il Pronto soccorso dell’Annunziata – continua Corbelli - è sistemato in locali angusti, piccoli sgabuzzini, in condizioni indecenti. Si aspetta da anni che finalmente venga realizzato un nuovo reparto decente, degno di un ospedale regionale importante come l’Annunziata. Per tutta l’estate l’emergenza del Pronto Soccorso diventa ancora più drammatica, è dovuta principalmente alla carenza di personale medico e paramedico. In questi mesi estivi gli ingressi e i ricoveri si raddoppiano, per la presenza in Calabria, di migliaia  e migliaia di turisti, mentre il personale medico e paramedico è ridotto al minimo. Occorre immediatamente potenziare l’organico del Pronto Soccorso, per permettere agli operatori sanitari di poter operare al meglio, in condizioni ottimali per dare risposte e assistenza ai tantissimi pazienti che ogni giorno da ogni parte della provincia di Cosenza si rivolgono all’Annunziata. Spesso un intervento immediato ed efficace del Pronto Soccorso significa salvare un vita umana. Non si può pensare di risparmiare, di ripianare il debito-voragine  della sanità tagliando il personale ad un Pronto soccorso come l’Annunziata. Sono altri gli sprechi (ingenti) che vanno eliminati. Il Pronto soccorso dell’Annunziata è un presidio sanitario, un centro d’eccellenza, una struttura importantissima che deve essere salvaguardata potenziata e valorizzata. Nell’interesse esclusivo dei malati. e delle loro famiglie. E’ questo l’appello che Diritti Civili rivolge oggi al Governatore Scopelliti”

 

17 luglio 2010

 

 

 

 

 

 

Sanità, caso paziente calabrese trasferito a Trapani
Corbelli: "un'altra pagina nera"

Il leader di Diritti Civili ha commentato duramente la vicenda: " una nuova pagina nera della sanità, ennesimo caso di cattiva sanità". Serve il Garante della Salute

 

 Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, è intervenuto sul caso del paziente calabrese, P.V., di Vibo Valentia, con problemi psichiatrici, che non ha trovato posto in nessun ospedale della regione, della Puglia e della Basilicata ed è stato costretto a fare oltre 1000 km e più di 12 ore di viaggio in autoambulanza, insieme a due infermieri e due autisti, prima di poter essere ricoverato a Trapani, in Sicilia.
Corbelli utilizza parole dure per commentare questa ennesima vicenda di malasanità: «un’altra vergogna, una nuova pagina nera della sanità, ennesimo caso di cattiva sanità che conferma l’assoluta urgenza e indispensabilità dell’istituzione del Garante della Salute che se operativo avrebbe evitato un episodio simile, perchè una delle principali funzioni di questa innovativa struttura è quella di programmare e coordinare in tempo reale interventi e ricoveri per casi gravi, urgenti e particolari.
Quanto accaduto - aggiunge Corbelli – conferma da un lato l’emergenza sanità in Calabria, che non è certo scomparsa con l’uscita di Agazio Loiero e il cambio, con l’arrivo di Giusepe Scopelliti, alla guida della Regione, e dall’altro dimostra come uno dei problemi più urgenti da affrontare è quello del coordinamento tra le diverse strutture e unità operative, oggi purtroppo completamente assente. I problemi veri della sanità sono questi: carenza di personale, mancanza di posti, lunghe liste di attesa e soprattutto l’assenza di un punto di riferimento certo, semplice e immediato per i pazienti cui rivolgersi in caso di necessità. Compito questo che, così come previsto nell’apposita legge, che Diritti Civili ha promosso ed elaborato e il Consiglio regionale approvato, all’unanimità il 30 giugno 2008, svolge appieno il Garante della Sanità, struttura operativa 24 ore al giorno attraverso un numero verde e una serie di sportelli informativi per i diversi casi ed emergenze, delle varie patologie. Uno dei compiti del Garante è appunto quello di coordinare gli interventi e i ricoveri per casi gravi, urgenti e particolari, come nella fattispecie del paziente di Vibo. La sede operativa del Garante ha in tempo reale la disponibilità di tutti i posti letto delle strutture pubbliche e di quelle private (convenzionate) della regione e delle altre regioni limitrofe e quelle collegate. Ha il quadro patologia per patologia. L’aggiornamento da parte della struttura centrale del Garante, delle varie strutture sanitarie e ospedaliere regionali, avviene in tempo reale, per via telematica. Il paziente che necessita di un ricovero immediato grazie al Garante si sa dove portarlo, dove dirottarlo immediatamente, in quale ospedale di quale città o regione».


10/07/2010

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli a presidente Consiglio regionale, Talarico: “Subito bando e nomina Garante Salute Calabria”

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all’unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese, parla di “continua e drammatica emergenza sanità in Calabria” e chiede al Presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico, di “effettuare subito, così come previsto dalla legge regionale in materia, il nuovo bando per la nomina del Garante della Salute”. Corbelli ricorda che “il precedente bando è scaduto il 15 ottobre 2008, senza purtroppo la nomina del Garante da parte del Consiglio regionale, in violazione della stessa normativa che prevede che entro 90 giorni dalla scadenza del bando deve essere eletto, con la maggioranza dei due terzi del Consiglio, il Garante. La legge approvata lo prevede espressamente all’art. 7. Per combattere la malasanità, ancora purtroppo dilagante in Calabria, non bastano certo i proclami, o i processi alle Giunte regionali precedenti, né è pensabile e accettabile chiedere ai calabresi altre tasse e nuovi sacrifici, è invece – continua Corbelli - assolutamente indispensabile, oltre alla nomina di un assessore alla sanità competente e scelto al di fuori dei partiti, eleggere e rendere subito operativo il Garante della Salute, importante, innovativa, rivoluzionaria, semplice ed efficace struttura (in funzione 24 ore al giorno) al servizio dei cittadini, che serve proprio non solo per denunciare ma per combattere e prevenire casi di cattiva sanità, di disorganizzazione e per dare assistenza continuativa e concreta a tutti i cittadini-utenti, ai pazienti e alle loro famiglie”.

E’ paradossale, grave e assolutamente ingiustificato che mentre il Garante della Salute è stato istituito (un anno dopo essere stato promosso da Diritti Civili e approvato dal Consiglio regionale calabrese nel giugno del 2008) finanche negli Usa dal presidente Barack Obama e proposto a livello nazionale, in Italia, nei mesi scorsi, dal senatore del Pd e chirurgo di fama internazionale, Ignazio Marino, in Calabria, anziché orgogliosamente rivendicare e valorizzare questa grande conquista civile e sociale ancora oggi si aspetta che venga nominato il Garante della Salute, mentre purtroppo si continua a morire per la malasanità, mentre vengono addirittura chiuse le sale operatorie e annullati gli interventi chirurgici in importanti ospedali regionali perché manca il climatizzatore, mentre i pazienti e malati non sanno più a chi rivolgersi per vedere riconosciuti il loro sacrosanto diritto all’assistenza sanitaria.  La Giunta regionale discute di tutto in materia di sanità, promette rivoluzioni e tagli drastici, ma sembra aver letteralmente dimenticato e rimosso l’unico strumento realmente efficace e al servizio dei cittadini utenti: Il Garante della Salute. Chiediamo al presidente del Consiglio, Talarico, di  procedere subito al bando per la nomina e l’istituzione di questa importante e fondamentale figura e struttura”.

 

5 luglio 2010

 

 

 

 

 

NDRANGHETA: CORBELLI, PIGNATONE CHIARISCA VICENDA REGGIO



(ANSA) - COSENZA, 2 LUG - Il leader del Movimento Diritti
Civili, Franco Corbelli, in una nota chiede al Procuratore
Giuseppe Pignatone, di fare chiarezza sulla vicenda di Reggio
Calabria.
''Pignatone chiarisca - afferma Corbelli - se la
consultazione elettorale regionale in Calabria è stata
condizionata e inquinata dal voto mafioso, se ci sono candidati
scelti dalla 'ndrangheta e se sono in corso a questo proposito
indagini del suo ufficio sulle elezioni calabresi del marzo
scorso. Gli chiediamo di dire la posizione del Presidente della
Regione. E' giusto e doveroso per l'importante, delicato ruolo
istituzionale che ricopre, il Presidente Scopelliti, che su
questo punto si faccia subito assoluta chiarezza. Per rispetto
dei calabresi e dello stesso Governatore, democraticamente
eletto nel marzo scorso con un grande consenso. Ribadiamo stima
e fiducia nel Procuratore Pignatone e nei suoi colleghi che
insieme a lui combattono la criminalità e l'illegalità.
Proprio per questo riteniamo, alla luce soprattutto di quanto
sta emergendo con l'operazione Meta, che la grave denuncia di
fine maggio del capo della Procura di Reggio vada chiarita per
fugare dubbi e sospetti sulle elezioni regionali calabresi del
marzo scorso".
"I calabresi - prosegue - hanno il diritto di sapere se la
consultazione elettorale regionale del 28 e 29 marzo scorsi è
stata condizionata e inquinata dal voto mafioso, se la
'ndrangheta, come ha dichiarato nel maggio scorso lo stesso
dott. Pignatone, ha fatto campagna elettorale e per chi. Se i
boss hanno scelto, candidato (e nel caso eletto) personaggi a
loro vicini o affini. Sono delle legittime domande che Diritti
Civili rinnova oggi al procuratore di Reggio al quale chiede di
dare delle risposte, naturalmente compatibilmente e nel rispetto
del segreto istruttorio''. (ANSA).



Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Elezioni Regionali. Ricorsi Tar. Diritti Civili: “Caso Calabria destinato ad avere stessa sorte di caso Piemonte, che sarà deciso da Tar di Torino”.

 

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, denuncia quello che definisce il “forte rischio che le decisioni del Tar della Calabria, che tra pochi giorni, nella prima decade di luglio, sarà chiamato a pronunciarsi su una ventina di ricorsi di candidati, alle ultime regionali, delle diverse Liste, quattro dei quali chiedono l’annullamento delle elezioni del 28 e 29 marzo scorsi, possano essere influenzate dal caso Piemonte (dove si rischia l’annullamento del voto regionale e il ritorno alle urne per contestazioni assai meno pesanti di quelle denunciate in Calabria) esploso clamorosamente dopo la denuncia del candidato sconfitto, Mercedes Bresso, e le dure reazioni del Governatore piemontese (il leghista Roberto Cota) e del suo partito, la Lega Nord, che per protestare e scongiurare l’ipotesi annullamento voto hanno addirittura organizzato lunedì sera una fiaccolata a Torino”. Corbelli afferma di “ritenere che i due casi (e i relativi ricorsi) siano destinati ad avere la stessa sorte: o entrambi accolti o entrambi rigettati. Una cosa è certa: se saranno annullate le elezioni regionali del Piemonte a maggior ragione dovranno esserlo in Calabria, dove le contestazioni e le violazioni denunciate nei vari ricorsi sono molto più gravi, oggettive, documentate e penalizzanti per liste e candidati (consiglieri e presidenti) che si sono visti ingiustamente e arbitrariamente esclusi dalla competizione elettorale e cancellati in Consiglio regionale, che non le presunte irregolarità (firme false) nella presentazione di alcune candidature come è invece avvenuto in Piemonte”. Il leader di Diritti Civili manifesta anche “meraviglia per il silenzio calato sul caso Calabria, una autentica bomba che potrebbe riservare clamorose sorprese. A differenza di quanto sta accadendo in Piemonte, diventato un caso nazionale, in Calabria si registra solo il silenzio sempre più assordante non solo della maggioranza di centrodestra, ma anche delle minoranze del centrosinistra, tutti evidentemente e seriamente preoccupati, anzi letteralmente terrorizzati, dall’ipotesi (assai probabile) scioglimento e dal ritorno alle urne”. “Domani, 1 luglio, il Tar del Piemonte dovrebbe secondo le previsioni, anche di alcuni grandi media nazionali, accogliere il ricorso della candidata del centrosinistra, Bresso, e annullare le elezioni regionali. Se questa previsione venisse confermata inevitabilmente si rifletterebbe sul caso Calabria, finendo con il condizionare la decisione del Tar di Catanzaro che non potrebbe che seguire lo stesso criterio legislativo e interpretativo dei giudici piemontesi e portare all’annullamento delle elezioni regionali calabresi”. Corbelli ricorda di aver portato avanti, per “due mesi, in perfetta solitudine (con il solo sostegno dell’autorevole stampa calabrese), la sua denuncia sulla nuova legge elettorale regionale, poco chiara, ambigua ed equivoca, un vero e proprio obbrobrio giuridico. La presentazione di una ventina di ricorsi al Tar della Calabria di candidati di tutte le liste e di partiti esclusi dalla competizione elettorale (fatto mai accaduto, con queste proporzioni, in 40 anni di storia della regione) testimonia quanto fosse giusta, fondata e motivata la battaglia di Diritti Civili”, conclude Corbelli.

 

30 giugno 2010

 

 

 

COMUNI:COSENZA;CORBELLI, SERVE UNITA' CRISI EMERGENZA LAVORO
COSENZA
 

(ANSA) - COSENZA, 19 GIU - Franco Corbelli, leader del movimento Diritti civili e candidato a sindaco di Cosenza, sulle vicende Demetra e Multiservizi, chiede "l'intervento del Prefetto di Cosenza e un vertice istituzionale per affrontare la drammatica situazione delle due società e dei tanti lavoratori da molti mesi senza stipendio e con un futuro incerto e preoccupante". Secondo Corbelli "non si possono lasciare da soli e abbandonare al loro destino questi lavoratori, che continuano legittimamente e disperatamente a protestare per rivendicare un loro sacrosanto diritto. Le istituzioni preposte hanno il dovere di intervenire, nell'ambito delle loro competenze, promuovere tutte le iniziative utili per avviare a soluzione il problema e dare risposte ai lavoratori, padri e madri di famiglia". Il candidato a sindaco di Cosenza, Corbelli, preannuncia inoltre che "uno dei punti salienti del suo programma e una delle sue prime iniziative che porterà in Consiglio comunale sarà la proposta per l'istituzione di una unità di crisi comunale, una commissione speciale comunale per affrontare l'emergenza lavoro, che si occupi esclusivamente delle situazioni di crisi occupazionale in città, del problema e dei diritti dei lavoratori delle cooperative e del caso Rom". "Non voglio assolutamente dare colpe a chicchessia per questa situazione di crisi di queste due società - prosegue Corbelli - così come non voglio strumentalizzare politicamente vicende così gravi e drammatiche per tante famiglie, ma semplicemente intervenire, doverosamente da candidato a sindaco della nostra città e per il mio ventennale impegno civile, e dire come e cosa intendo fare per affrontare queste emergenze sociali che oggi si chiamano Demetra, Multiservizi, Città e Biblioteca dei Ragazzi, Rom, senza dimenticare i lavoratori della clinica Sacro Cuore, delle altre case di cure e aziende cittadine (e non solo) che protestano per analoghe rivendicazioni di lavoro e salariale". (ANSA).

 

 

 

REGIONE: CORBELLI, GRAVE RITARDO TAR SUI RICORSI
 


(ANSA) - CATANZARO, 15 GIU - Il leader del Movimento Diritti
Civili, Franco Corbelli, denuncia quello che definisce ¿il caso
Tar e l¿assordante silenzio calato sui ricorsi presentati da un
ventina di candidati (di tutti gli schieramenti in campo e di
quelli esclusi) alle elezioni regionali del marzo scorso e non
ancora discussi dai giudici del tribunale amministrativo di
Catanzaro¿.
Corbelli parla di ¿ritardo grave e assolutamente
ingiustificato¿. Chiede ¿come sia possibile che il Tar della
Calabria di fronte ad un valanga di ricorsi, circa una ventina,
di candidati di quasi tutti i partiti (non era mai successo una
cosa simile, di queste proporzioni, in 40 anni di storia delle
Regioni) non abbia fissato una immediata riunione ad hoc per
rispondere nel merito sulle questioni giuridico-elettorali
sollevate e stabilire se questo Consiglio regionale è legittimo
o se le elezioni del 28 e 29 marzo scorsi vanno annullate, come
è stato chiesto in ben quattro diversi ricorsi. Nonostante siano
stati presentati tutti questi ricorsi, che ¿ afferma Corbelli -
testimoniano quanto fosse giusta, fondata e motivata la
denuncia, che Diritti Civili ha portato avanti, per due mesi, in
perfetta solitudine (con il solo sostegno dell¿autorevole stampa
calabrese), sulla legge elettorale, poco chiara, ambigua ed
equivoca, un vero e proprio obbrobrio giuridico, incredibilmente
e colpevolmente il Tar di Catanzaro ha fissato la prima udienza
per l¿esame di questi ricorsi per la prima decade di luglio".




SANITA':CORBELLI,IMPEDIRE CHIUSURA UROLOGIA OSPEDALE COSENZA

DIRITTI CIVILI A SCOPELLITI: SAREBBE GOLPE CONFRONTI SETTORE



(ANSA) - COSENZA, 7 GIU - Franco Corbelli, leader di Diritti
Civili e candidato sindaco di Cosenza alle elezioni
amministrative del 2011 chiede l'intervento del governatore
calabrese, Giuseppe Scopelliti, per scongiurare il "rischio
chiusura del reparto di Urologia dell'ospedale civile di
Cosenza".
"E' un fatto di inaudita gravità - sostiene Corbelli - da
evitare assolutamente perché rappresenterebbe un vero e proprio
attentato al diritto alla assistenza sanitaria e alla salute dei
cittadini. C'é il rischio e la forte preoccupazione del
personale medico e paramedico del reparto di Urologia
dell'Annunziata di vedere smantellata e chiusa questa importante
e fondamentale struttura del nosocomio regionale cittadino. Da
oltre un mese il reparto è senza un primario e, anziché
pensare a sostituirlo, viene ipotizzato e si fa sempre più
insistente l'ipotesi della possibile chiusura del reparto. Siamo
all'assurdo e all'inverosimile".
"Quello che Diritti Civili aveva di recente previsto
denunciando il declino e l'abbandono dei due ospedali cittadini,
l'Annunziata e il Mariano Santo - afferma ancora Corbelli - si
sta purtroppo puntualmente verificando. Addirittura si arriva ad
ipotizzare la chiusura di un reparto, quello di Urologia, che
cura delle patologie purtroppo largamente diffuse tra la
popolazione. Urologia anziché essere potenziata e confermata
come una delle eccellenze dell'Annunziata dovrebbe essere
smantellata. Se questo dovesse accadere saremmo al golpe nei
confronti della sanità cosentina. Uno schiaffo, una
provocazione".
"Chiedo al presidente della Regione e responsabile della
sanità regionale, Giuseppe Scopelliti - conclude il leader di
Diritti civili - di intervenire immediatamente per scongiurare
questa nefasta ipotesi che rappresenterebbe un colpo durissimo
per la sanità non solo cosentina ma calabrese".(ANSA).




 

 

 

IDV:CORBELLI;SOSTEGNO A REFERENDUM, BATTAGLIA DIFESA DIRITTI


(ANSA) - COSENZA, 4 GIU - "Condivido e sostengo i tre
referendum promossi dall'Idv, perché si tratta di tre giuste
battaglie a difesa dei diritti dei cittadini (l'acqua come bene
pubblico, la tutela della salute con il no al nucleare e una
giustizia uguale per tutti contro il legittimo impedimento per
ministri e casta), che si vorrebbe cancellare con provvedimenti
di legge antidemocratici e incostituzionali". E' quanto
afferma, in una nota, Franco Corbelli, leader del movimento
Diritti civili.
"Scendiamo in campo a favore dei tre referendum di Idv e -
afferma Corbelli - chiediamo che tutti in Calabria e nel resto
del Paese facciano la stessa cosa per una comune battaglia di
giustizia sociale e politica. La privatizzazione dell'acqua, il
legittimo impedimento e il nucleare sono delle scelte gravi e
irresponsabili del Governo Berlusconi che penalizzano i
cittadini più deboli e poveri, mettono a rischio la salute
delle persone e stabiliscono un privilegio, un sorta di
impunità per il presidente del Consiglio, ministri e
sottosegretari, che a differenza di tutti gli altri cittadini
non devono recarsi in tribunale e non possono essere giudicati,
se impegnati nei loro incarichi istituzionali".
Questi provvedimenti di legge, addirittura contrari, in
alcuni casi, ai principi fondamentali della Costituzione -
sostiene ancora Corbelli - vanno per questo contrastati con ogni
mezzo lecito e democratico, ad iniziare dai referendum".
"Mi auguro che con il partito di Di Pietro - conclude
Corbelli - si possa fare il prossimo anno una comune battaglia
anche per il riscatto della nostra regione e per il rinnovamento
della classe politica e dirigente della Calabria, con le
elezioni delle amministrazioni comunali, ad iniziare dalla
città di Cosenza". Corbelli ha annunciato, nei giorni scorsi,
la propria candidatura a sindaco di Cosenza.(ANSA).



REGIONE:CORBELLI,NO RIDUZIONE INDENNITA'SCHIAFFO A CALABRESI

 

 

           

            (ANSA) - COSENZA, 31 MAG - Il leader del Movimento Diritti

Civili, Franco Corbelli, in una nota, definisce "la mancata

riduzione della indennità dei consiglieri e assessori regionali

una beffa e uno schiaffo ai calabresi, chiamati a nuovi

sacrifici".

   Corbelli ricorda "il caso dell'Avis di Cosenza che rischia

di chiudere per carenza di fondi e per i mancati contributi

dovuti, e non ancora corrisposti, dalla Regione (300 mila euro

il credito vantato nei confronti dell'azienda ospedaliera di

Cosenza e dell'azienda sanitaria provinciale cosentina)".

   Il leader di Diritti Civili chiede al "Governatore Giuseppe

Scopelliti, al presidente del Consiglio, Francesco Talarico, e a

tutti gli eletti dell'Assemblea di Palazzo Campanella un gesto

riparatore di grande significato e particolare valore sociale e

umano: devolvere un mese della indennità di tutti i 50

consiglieri e di tutti gli assessori regionali per

l'associazione di volontariato dei donatori di sangue della

Calabria".

   "Oggi il Consiglio regionale - afferma - ha scritto una

brutta pagina, non solo non deliberando alcuna riduzione delle

indennità dei consiglieri e degli assessori, limitandosi a

diminuire solo i soldi dei gruppi consiliari e i rimborsi, ma

arrivando addirittura, con alcuni interventi, a giustificare

questo mancato taglio con le esigenze e i costi della

democrazia".

   "Il Consiglio regionale, salvaguardando oggi il privilegio

della casta - afferma Corbelli - ha perso una buona occasione

per mandare un segnale netto, forte, preciso all'intero Paese.

Lo stesso giorno che a Reggio Calabria il Consiglio si

salvaguarda la propria ricca indennità, da Cosenza arriva il

grido di allarme dell'Avis che senza fondi e in attesa (vana) di

ottenere i contributi e i crediti (da due anni non erogati)

della Regione preannuncia addirittura che cesserà da domani la

propria importante attività, spesso decisiva per salvare delle

vite umane". (ANSA).

 

 

 

 

'NDRANGHETA:CORBELLI,PIGNATONE CHIARISCA SU VOTO A REGIONALI

 

           

            (ANSA) - REGGIO CALABRIA, 29 MAG - "Il Procuratore di Reggio

Calabria Giuseppe Pignatone chiarisca all'opinione pubblica se

la consultazione elettorale regionale in Calabria è stata

condizionata e inquinata dal voto mafioso". Lo afferma in una

nota il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, il

quale esprime solidarietà a Pignatone per la recente

intimidazione.

   "Abbiamo grande - aggiunge - stima e fiducia nel Procuratore

Pignatone e nei suoi colleghi che insieme a lui combattono la

criminalità e l¿illegalità. Proprio per questo riteniamo che la

grave denuncia di oggi del capo della Procura di Reggio vada

chiarita per fugare dubbi e sospetti sulle elezioni regionali

calabresi del marzo scorso. I calabresi hanno il diritto di

sapere se la consultazione elettorale regionale del 28 e 29

marzo scorsi è stata condizionata e inquinata dal voto mafioso,

se la `ndrangheta, come ha dichiarato oggi lo stesso dott.

Pignatone, ha fatto campagna elettorale e per chi. Se i boss

hanno scelto, candidato personaggi a loro vicini o affini".

   "Sono delle legittime domande - conclude Corbelli - che

Diritti Civili rivolge al procuratore di Reggio al quale chiede

di dare delle risposte, naturalmente compatibilmente e nel

rispetto del segreto istruttorio".

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Malasanità. Corbelli a presidente Consiglio regionale, Talarico: “Nominare Garante della Salute della Calabria”

 

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all’unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese, dopo “gli ultimi, gravissimi casi di malasanità” parla di “nuova, vera e propria drammatica emergenza sanità in Calabria” e chiede al Presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico, di “effettuare, così come previsto dalla legge regionale in materia, il nuovo bando per la nomina del Garante della Salute”. Corbelli ricorda che “il precedente bando è scaduto il 15 ottobre 2008, senza purtroppo la nomina del Garante da parte del Consiglio regionale, in violazione della stessa normativa che prevede che entro 90 giorni dalla scadenza del bando deve essere eletto, con la maggioranza dei due terzi del Consiglio, il Garante. La legge approvata lo prevede espressamente all’art. 7. Per combattere la malasanità, ancora purtroppo dilagante in Calabria, non si possono certo chiedere ai calabresi altre tasse e nuovi sacrifici, è invece – continua Corbelli - assolutamente indispensabile, oltre alla nomina di un assessore alla sanità competente e scelto al di fuori dei partiti, eleggere e rendere subito operativo il Garante della Salute, importante, innovativa, rivoluzionaria, semplice ed efficace struttura (in funzione 24 ore al giorno) al servizio dei cittadini, che serve proprio non solo per denunciare ma per combattere e prevenire casi di cattiva sanità, di disorganizzazione e per dare assistenza continuativa e concreta a tutti i cittadini-utenti, ai pazienti e alle loro famiglie. E’ paradossale, grave e assolutamente ingiustificato che mentre il Garante della Salute è stato istituito (un anno dopo essere stato promosso da Diritti Civili e approvato dal Consiglio regionale calabrese nel giugno del 2008) finanche negli Usa dal presidente Barack Obama e proposto a livello nazionale, in Italia, nei mesi scorsi, dal senatore del Pd e chirurgo di fama internazionale, Ignazio Marino, in Calabria, anziché orgogliosamente rivendicare e valorizzare questa grande conquista civile e sociale ancora oggi si aspetta che venga nominato il Garante della Salute, mentre purtroppo si continua a morire per la malasanità”.

 

24 maggio 2010

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli annuncia candidatura (con Lista Diritti Civili) a sindaco Cosenza

 

Cosenza

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, annuncia la sua candidatura a sindaco di Cosenza. Corbelli scende dunque ufficialmente in campo e a un anno dalle elezioni amministrative annuncia la sua candidatura a primo cittadino della città bruzia. Il leader di Diritti Civili presenterà la sua lista e il programma, nel corso di una convention, prima dell’estate. “La mia candidatura, con la Lista Diritti Civili, alla carica di sindaco, vuole essere un segnale netto e forte di rottura rispetto al passato e una sfida a tutte le consorterie politiche che hanno in questi anni ridotto Cosenza nelle disastrate condizioni in cui versa attualmente. Una città in declino e letteralmente alla deriva. Mi candido come alternativa agli affaristi e inciucisti, Voglio continuare ad essere solo ed esclusivamente il riferimento della società civile cosentina. Scendo in campo, con la Lista Diritti Civili, movimento apartitico, così come ho fatto nel passato, presentandomi da solo alle Elezioni Regionali del 2000 e alle Provinciali del 2004, con una mia candidatura alla presidenza della Regione e della Provincia di Cosenza. Siamo abituati, come Movimento Diritti Civili, a correre da soli e se necessario lo faremo anche il prossimo anno a Cosenza. Una cosa è certa: amo troppo questa nostra città. Da venti anni mi batto per difendere, riscattare e rilanciare l’immagine della città bruzia. Ho insieme al mio amico Vittorio Sgarbi contributo, venti anni fa, a far conoscere in Italia la straordinaria bellezza del centro storico cosentino, oggi purtroppo letteralmente abbandonato e degradato. Ho condotto mille battaglie e promosso innumerevoli iniziative di solidarietà per la Calabria e per Cosenza in particolare. Credo di avere conquistato e meritato, in tutti questi anni di impegno civile, libertario e umanitario, la fiducia e la stima dei cosentini e dei calabresi. Voglio, con umiltà e insieme ai cittadini, poter fare qualcosa di importante per questa nostra città, riportarla agli antichi splendori, dare risposte ai tanti, purtroppo irrisolti, problemi che l’affliggono e fare di Cosenza la città più solidale d’Italia. Per questo mi candido”.

 

21 maggio 2010

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

          

Diritti Civili denuncia: “La malasanità in Calabria continua ma non fa più notizia”!

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per l'istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata all'unanimità il 30 giugno del 2008 dal Consiglio regionale, interviene, è detto in un comunicato, "dopo gli ultimi casi di malasanità per denunciare come purtroppo non sia successo nulla, dopo il cambio alla guida alla Regione, nonostante i proclami”. Corbelli denuncia anche “il silenzio dei media (tranne pochissime e lodevoli eccezioni, come Il Domani della Calabria) sull’ ultimo gravissimo e drammatico caso di malasanità denunciato ieri da Diritti Civili di una giovane donna calabrese, vittima di un trattamento disumano in un ospedale della regione, che ha perso la bambina dopo il parto”. Corbelli parla di "disorganizzazione e sanità allo sbando,una situazione grave anche a causa della mancata nomina di un assessore (competente e fuori dai giochi politici) alla Salute. Il Governatore Giuseppe Scopelliti ha trattenuto la delega della Sanità, così come aveva fatto (sbagliando) il suo predecessore Agazio Loiero. Purtroppo gli ultimi casi di malasanità di questi ultimi giorni dimostrano che la malasanità non è certo scomparsa con l'uscita di Loiero. Per cinque anni - dice ancora Corbelli - si è scritto e denunciato, su tutta la stampa nazionale e addirittura su molti media internazionali, che la malasanità calabrese era colpa del Governatore Loiero. Oggi che Loiero non è più presidente della Regione la malasanità purtroppo continua. Eppure non fa più quasi notizia come prima. Neanche sulla stampa calabrese, come è accaduto oggi con il gravissimo caso di malasanità denunciato da Diritti Civili e ripreso solo da alcuni media regionali. La malasanità calabrese, uscito di scena Loiero, non guadagna più le prime pagine e i titoli a carattere cubitali dei media nazionali. La malasanità in Calabria non è una questione di uomini (al posto degli amici di Loiero oggi ci sono altri amici di politici del Pdl), ma di organizzazione , di impegno, di capacità, di professionalità. Se si vuole voltare veramente e finalmente pagina nella disastrata sanità calabrese occorre innanzitutto nominare subito un assessore alla salute, competente, scelto al di fuori della politica, che difenda solo i diritti dei cittadini utenti e non faccia invece gli interessi dei partiti che l'hanno indicato. Altro che, per ripianare la voragine dei debiti, accumulati da tutte le Giunte precedenti (centrodestra e centrosinistra), la vergogna  e la provocazione dell’aumento delle tasse ai calabresi. Occorre, insieme ad un'organizzazione sanitaria efficiente ed efficace, un'opera di prevenzione e di educazione al rispetto del fondamentale e sacrosanto diritto alla salute e all'assistenza sanitaria. Bisogna prevenire e scongiurare i casi di malasanità".

 

20 maggio 2010

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

Diritti Civili chiede al Presidente Scopelliti di nominare subito Assessore Salute per combattere malasanità e affrontare gravi emergenze

 

“In Calabria per combattere la malasanità e affrontare le gravi emergenze è assolutamente urgente e indispensabile la nomina di un Assessore alla  Salute. Non serve un Commissario, né la farsa di assegnare questo incarico allo stesso nuovo Governatore. Quello che serve alla Calabria è un Assessore alla Salute, un esperto, scelto al di fuori del mondo della politica, che si occupi a tempo pieno, e con competenza, della disastrata (mala)sanità calabrese, cercando di affrontare e avviare a soluzione le tante priorità”. E’ quanto afferma, in una nota, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all’unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese. Corbelli si rivolge al presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, e gli chiede di “accelerare la nomina dell’Assessore alla Salute, rinunciando alla richiesta del commissariamento della sanità, senza perdere altro tempo, perché la situazione della sanità calabrese si fa ogni giorno sempre più drammatica e non basta certo un commissario per risolvere i tanti, gravi problemi. Al presidente  Scopelliti – continua Corbelli - chiediamo di assegnare subito la delega della sanità (che ha trattenuto per sé) , di scegliere e nominare immediatamente un nuovo Assessore alla Salute, che affronti i problemi drammatici e gravi della sanità calabrese. Purtroppo la malasanità non è certo scomparsa con le elezioni di marzo, con il cambio alla guida della Regione, con l’uscita di Loiero e l’arrivo dello stesso nuovo Governatore. I problemi sono rimasti gli stessi e irrisolti. Anzi si aggravano quotidianamente. La gente continua a pagare il ticket sanitario, mentre i pazienti  aspettano mesi prima di essere sottoposti ad un esame negli ospedali. Nei nosocomi, anche quelli importanti regionali, si rompono le macchine per esami importanti che non vengono riparate e sostituite e i malati aspettano da settimane, in un lettino, addirittura nei corridoi, prima di essere sottoposti a test importanti e delicati. Questo è il quadro. Domando: a che serve il commissariamento della sanità? Quello che occorre è un nuovo assessore alla sanità, competente, che non risponde a logiche di partito e di corrente, ma che operi solo per tutelare i diritti dei cittadini e dei pazienti. Un assessore che nomini direttori generali capaci e vada negli ospedali a rendersi conto dei problemi, che incontri il personale medico e paramedico, gli stessi malati, per capire quali sono le esigenze, le emergenze, le priorità da affrontare subito. Questa è la svolta vera, reale, che si aspettano i calabresi, dal nuovo Governatore, per cambiare e rivoluzionare radicalmente la sanità calabrese”.

 

30 aprile 2010

 

 

 

PDL: CORBELLI, CORAGGIOSA BATTAGLIA FINI A DIFESA DEMOCRAZIA

 

           

            (ANSA) - CATANZARO, 22 APR - Il leader del Movimento Diritti

Civili, Franco Corbelli, apprezza, in una nota, l'iniziativa di

Gianfranco Fini che definisce una "coraggiosa battaglia per

difendere la democrazia (non solo nel Pdl), i diritti civili e

le ragioni del Sud, per porre un argine democratico alla deriva

populista berlusconiana" e invita il popolo della ex An "a

scendere a fianco del suo storico leader".

   "Diritti Civili - aggiunge Corbelli - pur essendo un

movimento apartitico, distante dalla destra e dai partiti,

apprezza e sostiene la coraggiosa battaglia di Fini che cerca di

difendere, insieme alle ragioni e ai diritti (ignorati dal

Governo Berlusconi-Bossi) del Mezzogiorno, valori di libertà e

democrazia in un partito, il Pdl, dominato da un solo uomo,

Berlusconi, che cerca di zittire ed eliminare (politicamente e

moralmente, grazie alla complicità dei suoi media) tutti coloro

che manifestano idee diverse dalla sua e dissentono da lui".

   Secondo Corbelli, "se Fini sarà sconfitto ed emarginato,

sarà la sconfitta della democrazia, della libertà, del diritto

al dissenso. La fine di ogni speranza di vedere affermarsi in

Italia una destra moderna, pluralista, democratica, europea.

Fini difende insieme ai diritti civili (ad iniziare dai bambini,

figli di immigrati) la storia, l'identità e la dignità del suo

(ex) partito e di tutta la destra italiana. Difende il diritto

al dissenso (nel Pdl) e con esso il diritto a rivendicare con

orgoglio la propria storia, le proprie radici, la tradizione, la

cultura della destra italiana, che Berlusconi vuole invece

annettere e cancellare. Tutto il partito, il popolo dell'ex An

dovrebbe compattamente e senza esitazioni schierarsi con il suo

leader e respingere gli attacchi e le intimidazioni dei giornali

di famiglia e affini di Berlusconi". (ANSA).

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili al Governatore calabrese: “Realizzare Cardiochirurgia a Cosenza”.

 

 

Cosenza

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all’unanimità, dal Consiglio regionale calabrese il 30 giugno 2008, chiede al Governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, un impegno ‘preciso e immediato a favore della realizzazione di Cardiochirurgia a Cosenza, reparto assolutamente indispensabile per dotare l’ospedale regionale dell’Annunziata di una struttura altamente specializzata, un centro di eccellenza, di intervento immediato, in grado di salvare la vita a pazienti bisognosi di interventi urgenti”.  “Da molto (troppo) tempo oramai Cosenza e la provincia aspettano la realizzazione di Cardiochirurgia. Una lunga battaglia bipartisan che va avanti da anni. I tempi sono maturi. Del resto è stato anche già indetto, con delibera n. 255 dell’8 aprile 2009, un Concorso per l’assunzione di 1 Primario di struttura complessa e di 5 cardiochirurghi. Non basta certo la giustificazione della mancanza dei fondi per annullare tutto. La realizzazione di Cardiochirurgia deve essere una delle priorità della Giunta Scopelliti. Siamo certi che il centrodestra cosentino che, con alcuni suoi leader, si è molto speso per questo importante obiettivo continuerà a battersi, con maggiore vigore e forza, adesso che sono al Governo delle regione, per la realizzazione di Cardiochirurgia nella città bruzia. Il Governatore Scopelliti non può deludere le attese di una città e di una intera provincia che aspetta e rivendica a  ragione, legittimamente, la Cardiochirurgia. Non si può  e non si deve più perdere tempo. Bisogna procedere immediatamente e ottenere questa storica conquista, che servirà ad alleviare i disagi e le sofferenze di tanti pazienti (e delle loro famiglie), costretti ad emigrare in altre province e in altre regioni per potersi operare, e soprattutto consentirà interventi immediati spesso decisivi per salvare la vita a malati bisognosi di operazioni urgenti e delicate al cuore. Cardiochirurgia a Catanzaro non può da  sola continuare a far fronte alle esigenze di una intera, vasta regione. Una provincia grande, particolarmente estesa e complessa, come quella cosentina, un ospedale importante come quello dell’Annunziata, devono avere un reparto fondamentale come Cardiochirurgia. Se Scopelliti vuole realizzare Cardiochirurgia anche a Reggio Calabria, la sua città, lo faccia pure. Ma non a discapito e a danno di Cosenza. Sarebbe una beffa e un tradimento nei confronti di una intera provincia, che il 28 e 29 marzo gli ha dato una valanga di voti, consentendogli di vincere le elezioni e diventare il presidente della Regione. Di tutta la Calabria”.

 

21 aprile 2010

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli chiede a Scopelliti di cancellare odioso e iniquo ticket sanitario.

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all’unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese, chiede al Governatore Giuseppe Scopelliti di “cancellare l’odioso, iniquo ticket sanitario, che penalizza le fasce più deboli e povere della popolazione calabrese. E’ questo il primo atto concreto, il primo importante segnale di un cambiamento reale rispetto al passato,che si aspettano i cittadini dal nuovo presidente della Regione”. “Scopelliti può dare un primo importante segnale ai calabresi già a partire dalla abrogazione di questo ticket che penalizza i cittadini più poveri. E questa una importante novità che può rappresentare una svolta significativa rispetto al passato. Dipende dal Governatore porla subito in essere. Diritti Civili gli chiede un atto di coraggio, di cogliere questa prima grande occasione di cambiamento, una vera sfida di rinnovamento con una iniziativa attesa e apprezzata dall’opinione pubblica. Annunci l’immediata abrogazione del ticket sanitario. Gli chiediamo di fare immediatamente quello che ha preannunciato subito dopo la sua vittoria elettorale: la cancellazione del ticket. Vedremo e verificheremo se con Scopelliti inizia una nuova stagione di riforme e cambiamento (nell’interesse esclusivo dei cittadini) o si continua come nel passato, con (falsi) proclami e la solita politica della sanità, asservita agli interessi clientelari degli amministratori di turno”.    

 

20 aprile 2010

 

 

REGIONE: CORBELLI, SCOPELLITI PARTITO CON PIEDE SBAGLIATO

 

 

           

            (ANSA) - CATANZARO, 17 APR - "Scopelliti è partito con il

piede sbagliato, perdendo una grande occasione per dare una

svolta e una impronta di vero e reale rinnovamento alla sua

Giunta". Lo afferma in una nota il leader del Movimento Diritti

Civili, Franco Corbelli.

   "Non ha nominato - aggiunge - un assessore alla Salute, si

é tenuto la delega alla salute, commettendo lo stesso sbaglio

del suo predecessore, Agazio Loiero, e non ha parlato

dell'abolizione del ticket, che pure subito dopo la sua vittoria

aveva promesso di fare. Il Governatore calabrese ha varato una

giunta rispettando, in parte, solo per  il Pdl e l'Udc, il

manuale Cencelli e le indicazioni di Silvio Berlusconi. Diritti

Civili critica il Presidente della Regione per la doppia, grave

e ingiustificata omissione: la mancata designazione di un

assessore alla salute e il silenzio sull'abolizione  del ticket

sanitario. Due gravi errori che offuscano l'immagine del nuovo

Governatore, minano subito la sua credibilità e la fiducia dei

cittadini nei suoi confronti".

   "Scopelliti - prosegue Corbelli - sa che sulla sanità si

giocherà tutto, così come è stato per il presidente uscente

Agazio Loiero. Ieri è partito in modo sbagliato. La gente si

aspettava da lui novità importanti e concrete per la disastrata

sanità calabrese. Non ci sono state. C'é stata invece la

solita lotta, tra i partiti e il Governatore, per accaparrarsi

una poltrona. La vera sfida per rivoluzionare la sanità,

partendo dalla nomina dell'assessore esterno e dall'abolizione

del ticket, non è stata posta in essere. Diritti Civili

continuerà la sua battaglia fino a quando il Governatore

Scopelliti non abolirà il ticket sanitario e non nominerà un

assessore alla salute, competente, che gestirà la sanità

nell'interesse esclusivo dei cittadini". (ANSA).

 

 

 

 

REGIONE:CORBELLI A SCOPELLITI,SANITA' A ESPERTO E VIA TICKET

 

 

           

            (ANSA) - CATANZARO, 16 APR - "Il presidente Scopelliti può

dare un primo importante segnale ai calabresi già a partire

dalla presentazione della nuova Giunta. Può farlo con due atti

concreti , due sfide per un cambiamento radicale: la nomina di

un non politico, un esperto esterno, all'Assessore alla Salute e

l'annuncio della cancellazione del ticket sanitario, che

penalizza i cittadini più poveri". E' quanto afferma, in una

nota, il leader del movimento Diritti civili, Franco Corbelli.

   "Sono queste le vere novità - prosegue Corbelli - che

possono rappresentare una svolta radicale rispetto al passato.

Dipende dal Governatore porle subito in essere. Diritti Civili

gli chiede un atto di coraggio. Rinunciare al manuale Cencelli

(e alle indicazioni di Berlusconi?) per la spartizione degli

assessorati e cogliere invece questa prima grande occasione di

cambiamento, una vera sfida di rinnovamento con due iniziative

attese e apprezzate dall'opinione pubblica. Presentando la sua

squadra annunci l'immediata abrogazione del ticket".

   "Vedremo e verificheremo domani (se ci sarà, come

annunciato, la presentazione della nuova Giunta) - sostiene

ancora Corbelli - se con Scopelliti inizia una nuova stagione di

riforme e cambiamento, nell'interesse esclusivo dei cittadini, o

si continua come nel passato, con (falsi) proclami e la solita

lottizzazione politica, anche per un assessorato, importante e

delicato, come quello alla Salute". (ANSA).

 

       

 

 

CALABRIA:CORBELLI,NUOVO ASSESSORE SANITA' NON SIA UN POLITICO

 

           

            (ANSA) - CATANZARO, 13 APR - Il leader del Movimento Diritti

Civili, Franco Corbelli, in una nota ha rivolto un appello al

Presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, per "tenere

fuori la politica dalla sanità".

   "Scopelliti - aggiunge - faccia un primo atto concreto e

immediato di discontinuità e rinnovamento nella scelta del

nuovo assessore alla Salute, che non dovrà essere un politico

di professione (consigliere regionale o lo stesso Governatore),

ma un esperto, un operatore capace, di grande esperienza, del

mondo della sanità, da scegliere in una rosa di tre nomi

forniti dai presidenti degli Ordini dei medici delle cinque

Province calabresi".

   "Il Movimento Diritti Civili, così come fa - prosegue

Corbelli - da oramai 15 anni, continuerà anche nei confronti

della Giunta Scopelliti la sua azione di pungolo e stimolo,

proseguirà con le sue iniziative di denuncia dei problemi

irrisolti di questa terra, continuerà a battersi per il

rispetto dei dritti di tutti, in particolare delle persone più

povere, deboli ed emarginati. Nulla contro Scopelliti, la nostra

azione sarà, come sempre, propositiva. Senza sconti per

nessuno, ma nell'interesse esclusivo dei diritti dei cittadini.

La nostra prima iniziativa, nei confronti del nuovo presidente

della Regione, parte dal mondo della sanità. Chiediamo a

Scopelliti un atto concreto, dopo le facili promesse elettorali

e le accuse (spesso ingiuste) al Governatore Loiero. Non tenga

per se, non nomini Assessore alla Salute un politico di

professione".

   "Impedisca che sulla salute delle persone - aggiunge - si

costruiscano clientele e fortune elettorali. Eviti di assegnare

questo delicato e importante assessorato alla salute con il

manuale Cencelli della lottizzazione politica. Affidi invece la

responsabilità di questo assessorato ad un professionista non

politico, esperto e competente in materia sanitaria, indicato,

con una rosa di tre nomi, dai presidenti degli Ordini dei medici

delle cinque province calabresi. Se vuole dare un segnale forte,

trovi il coraggio di fare questa scelta di rottura, di

discontinuità e cambiamento reale, nell'interesse esclusivo dei

diritti dei cittadini  e in particolare delle fasce più

indigenti e deboli. Se non lo farà partirà con il piede

sbagliato, si giocherà una buona fetta di credibilità,

metterà una prima pesante ipoteca negativa sulla sua

Amministrazione, tradendo subito, in questo modo, le attese e la

fiducia dei cittadini che lo hanno votato".(ANSA).

 

 

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili.

 

Abolizione listino in Calabria. Corbelli: “Vinta una storica battaglia dopo10 anni di lotte, proteste e denunce di Diritti Civili”!

 

Cosenza

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, da molti anni impegnato “a  denunciare la vergogna del listino bloccato(dei nominati e raccomandati), dopo l’approvazione da parte della conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale dell’abolizione di questa norma-scandalo della legge elettorale regionale, parla di “una storica vittoria, una grande conquista civile, che ripristina la democrazia e il diritto, sancito dalla Costituzione, dei cittadini di poter scegliere i propri rappresentanti nella Assemblea regionale”. “Dopo dieci anni di lotte, di proteste, di denunce, finalmente sta per essere abolito il listino-vergogna. Diritti Civili iniziò, in perfetta solitudine, dieci anni fa, nel 2000, presentandosi da solo, alle Elezioni regionali calabresi, con una propria lista e un suo candidato alla Presidenza della Regione (lo stesso Corbelli), a denunciare la vergogna del listino bloccato, dei nominati e raccomandati, imposti dalle segreterie dei partiti ed eletti senza alcun consenso elettorale. Dopo che per anni – si legge nella nota di Diritti Civili -  abbiamo gridato, purtroppo inascoltati, contro il listino-vergogna, oggi grazie anche alla importante iniziativa del presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, che ha promosso il Movimento “Aboliamo il listino”, che Diritti Civili sta sostenendo, sta per essere raggiunto questo importante, storico risultato, cancellato questo assurdo e inaccettabile privilegio, riconosciuto e ripristinato il dritto costituzionale dei cittadini elettori di poter scegliere liberamente e democraticamente i propri rappresentanti in seno al Consiglio regionale calabrese. Non bisogna comunque abbassare la guardia sino a quando l’Assemblea di Palazzo Campanella non approverà definitivamente l’abolizione di questa norma odiosa, antidemocratica e incostituzionale. Per questo Diritti Civili si è subito attivato, organizzando sit-in di protesta (minacciando finanche l’occupazione non stop della sede del Consiglio regionale  a Reggio Calabria) e allestendo gazebo per la raccolta di firme”.

 

30 gennaio 2010

 

 

 

 

 

CALABRIA. REGIONALI: CORBELLI, INQUIETANTE SILENZIO SU LISTINO

 

           

            (ANSA) - CATANZARO, 21 GEN - Il leader del Movimento Diritti

Civili, Franco Corbelli, in una nota, parla di "silenzio

inquietante calato sulla preannunciata cancellazione del listino

(bloccato) nella nuova legge elettorale regionale".

   Corbelli teme "un inciucio tra centrodestra e centrosinistra

per mantenere in vita il listino-vergogna, per realizzare

operazioni di trasformismo, accordi trasversali e garantire

così l'elezione all'Assemblea di Palazzo Campanella a

personaggi-nominati privi di alcun consenso elettorale".

   Il leader di Diritti civili si chiede "perché tutta

l'attenzione è concentrata solo sulle scelte dell'Udc per la

candidatura alla Presidenza della Regione e nessuno parla più

dell'abolizione del listino? Per mesi tutti i partiti hanno

espresso la volontà di cancellare il listino. Da un po' di

tempo un inspiegabile e sospetto silenzio è calato sulla

cancellazione di questa norma-porcata (per usare le parole del

Ministro Calderoli) della legge regionale. Il listino sarà

cancellato nella nuova legge elettorale? O i partiti hanno

sottoscritto tacitamente un accordo ignobile per mantenere

questo assurdo e vergognoso privilegio, come merce di scambio

per accordi elettorali e candidature alla Presidenza?".

   Corbelli ricorda come "sia rimasto solo il presidente della

Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, a portare coerentemente

avanti questa battaglia per l'abolizione del listino-vergogna",

e sottolinea "l'impegno del presidente della Regione, Agazio

Loiero, ribadito pubblicamente, venerdì scorso al Rendano di

Cosenza, in occasione della convention del Pd, di cancellare

questa norma scandalo. Mi auguro che anche gli altri due

candidati alla Presidenza della Regione, Giuseppe Scopelliti e

Pippo Callipo, quello in pectore dell'Udc, Roberto Occhiuto, e i

diversi partiti si pronuncino in modo netto su questo tema, non

irrilevante per evitare il baratto elettorale. I cittadini

elettori calabresi hanno il diritto di scegliere liberamente e

democraticamente i propri rappresentanti in Consiglio regionale

e non invece ritrovarsi dei nominati imposti dalle segreterie

dei partiti". (ANSA).

 

 

 

VINTA IMPORTANTE BATTAGLIA

 

REGIONALI: CORBELLI, SU PRIMARIE CANCELLATA VERGOGNA

 

         

            (ANSA) - COSENZA, gennaio - Il leader del Movimento Diritti

Civili, Franco Corbelli, "tra i primi a opporsi alle elezioni

primarie", esprime, in una nota, "grande soddisfazione" e

parla di "battaglia vinta e di vergogna cancellata".

   "Le elezioni primarie - afferma Corbelli - sono state

scongiurate. Resta solo la figuraccia e la brutta pagina scritta

dai partiti promotori e sostenitori di questa legge-scandalo. Il

Pd si faccia le elezioni primarie a proprie spese. Si faccia

pure del male, visto che ha già un suo candidato naturale che

é il Governatore uscente, Agazio Loerio, che è giusto e

doveroso venga giudicato per l'operato della sua Giunta dagli

elettori calabresi il prossimo 28 e 29 marzo".

   "Chiediamo adesso - conclude Corbelli - che la consistente

somma prevista per le primarie (oltre cinque miliardi e mezzo di

vecchie lire) venga devoluta in beneficenza a famiglie povere

calabresi". (ANSA).

 

A seguire tutti gli interventi e le denunce di Diritti Civili sulla vicenda “scandalo Primarie”

 

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Esposto Diritti Civili a Corte Conti per “denunciare ed evitare scandalo Elezioni Primarie in Calabria, enorme spreco denaro pubblico: oltre 5 miliardi e mezzo di vecchie lire”. 

 

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, preannuncia la presentazione di un “esposto preventivo” (a cui, in caso di approvazione della legge, seguirà una denuncia dettagliata con il nome di tutti i consiglieri regionali che voteranno a favore) alla Corte dei Conti di Catanzaro per “denunciare ed evitare quello che definisce il “grande scandalo delle Elezioni Primarie, per la scelta del candidato alla Presidenza della Regione Calabria, che ha fatto registrare l’adesione di due soli partiti (il Pd e i Socialisti Uniti), un inaccettabile spreco di denaro pubblico: oltre cinque miliardi e mezzo delle vecchie lire”! Corbelli chiede che le elezioni primarie “vengano scongiurate, annullate e auspica a questo proposito che domani il Consiglio regionale calabrese abbia un sussulto di dignità e responsabilità e cancelli e non approvi la vergogna delle primarie, altrimenti - afferma - sarà la Corte dei Conti a giudicare l’operato irresponsabile e illegittimo dei consiglieri regionali che saranno da noi tutti (quelli che voteranno a favore) denunciati alla magistratura contabile”. Il leader di Diritti Civili esprime soddisfazione per “la presa di posizione, importante anche se tardiva, di alcuni  partiti ed esponenti politici che si sono dichiarati contrari alle elezioni primarie a spese della Regione e hanno formulato la richiesta, avanzata nei giorni scorsi dallo stesso Corbelli, di devolvere la consistente somma prevista in iniziative di beneficenza e per il sociale”. “Le primarie devono essere assolutamente evitate e cancellate. Lo chiedo in particolare al Pd, principale responsabile di questo scandalo. Non voti questa legge-porcata. Ma ricandidi, come è giusto e doveroso, il Governatore uscente, Agazio Loiero. Non si può consentire uno scandalo del genere, una offesa e uno schiaffo per tutti i calabresi, per tanta povera gente che vive in condizioni di indigenza assoluta, per tutti quelli che fanno ogni giorno grandi sacrifici. E’ inaudito, inconcepibile e inaccettabile sprecare oltre due milioni e settecento mila euro (cinque miliardi e mezzo delle vecchie lire) per delle elezioni primarie che si sono rivelate un clamoroso flop visto che hanno fatto registrare la adesione di due soli partiti. Se i consiglieri regionali saranno così irresponsabili da approvare domani questa legge-vergogna saranno tutti denunciati alla Corte dei Conti. La magistratura contabile dovrà, nel caso, perseguire i responsabili di un simile spreco di denaro pubblico. 

 

29 dicembre 2009

 

 

 

 

 

Diritti Civili: “Le Primarie in Calabria sono uno spreco di danaro pubblico. Le consultazioni del Pd sono “inutili,vanno annullate e la somma prevista devoluta in beneficenza”

 

Catanzaro (28 Dicembre 2009)

“Le elezioni primarie alle quali hanno aderito due soli partiti (il Pd e i Socialisti Uniti), sono una trappola per far fuori Agazio Loiero e sono un inaccettabile spreco di denaro pubblico. Chiedo che vengano annullate e che la somma prevista venga devoluta in beneficenza a famiglie calabresi indigenti». Lo afferma in una nota il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli. «Dopo la forte denuncia di Loiero - aggiunge - il centrosinistra non consenta, con eventuali accordi trasversali, che sia il centrodestra a scegliere, attraverso il voto alle stesse primarie del Pd, il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione. Le Primarie, in Calabria, non hanno fatto registrare quella larga partecipazione dei partiti che ci si aspettava. Sono per questo diventate del tutto inutili e assolutamente ingiustificabili alla luce anche dell'enorme costo previsto per lo svolgimento. C'è il rischio reale e concreto che potrebbero essere utilizzate (dal centrodestra) per condizionare, influenzare e determinare la scelta del candidato del Pd alla presidenza della Regione. A che serve allora farle? Alla luce anche del fatto, oggettivo e importante, che della moltitudine dei partiti che parteciperanno alle Elezioni Regionali del marzo 2010 hanno scelto di ricorrere alle primarie, due soli partiti». «Uno di questi addirittura, i Socialisti Uniti, alleato - prosegue Corbelli - con il centrodestra che ha già da tempo ha ufficializzato la candidatura a Governatore di Giuseppe Scopelliti. L'altro, il Pd, ha in campo quattro candidati tutti della stessa corrente e tutti componenti della stessa maggioranza che governa la Regione, con incarichi anche di rilevo. Per questi motivi le Primarie sono assolutamente inutili e inopportune. La ricandidatura di Loiero deve essere un fatto scontato e doveroso, essendo il Governatore calabrese al primo mandato ed essendo tutti gli altri suoi colleghi presidenti di Regione uscenti ricandidati, senza ricorrere alle Primarie. È giusto che siano i calabresi a giudicare il prossimo marzo l'operato di Loiero e della sua Giunta»

 

 

SANITA':COSENZA; CORBELLI, LOIERO TUTELI DIPENDENTI DUSSMANN

 

 

           

            (ANSA) - COSENZA, 28 DIC - Il leader del Movimento Diritti

Civili, Franco Corbelli, in una nota, rivolge "un appello al

presidente della Regione e responsabile della sanità calabrese,

Agazio Loiero - è detto in una nota - a favore dei lavoratori

della Dussmann, che operano, da diversi anni, nell'appalto di

pulizia ed inservierato presso l'ospedale Annunziata, che domani

mattina, martedì, manifesteranno a Cosenza davanti alla

direzione dell'Azienda Ospedaliera cosentina".

   "Questi lavoratori, qualificati grazie anche ad un corso

finanziato dalla Regione, che rischiano adesso di perdere il

posto di lavoro perché l'azienda vuole appaltare i servizi di

pulizia - prosegue il comunicato - hanno chiesto l'intervento

del leader di Diritti Civili".

   Corbelli chiede a Loiero "di tutelare i diritti di questi

lavoratori e di evitare che, appaltando i lavori di pulizia, si

sprechino queste risorse, si consumi un'ingiustizia e si

realizzi un nuovo spreco di denaro pubblico. L'Azienda

ospedaliera si appresta, per la grave carenza di personale con

qualifica di operatore socio sanitario, ad effettuare assunzioni

di operatori in possesso di questo titolo. E' opportuno, utile e

doveroso che per il reclutamento di questo personale, per una

migliore organizzazione del lavoro, si proceda con la

reinternalizzazione dei servizi allo stato gestiti dalla

Dussmann. Si tratta infatti, come mi hanno spiegato alcuni di

questi lavoratori che ho incontrato, di personale attualmente

dipendente dell'Azienda Ospedaliera, che è stato riqualificato

con un corso della Regione, il cui obiettivo non poteva che

essere, la valorizzazione e l'esperienza acquisita da questi

lavoratori in anni di lavoro. Diversamente non si capirebbe

perché la Regione abbia investito tante risorse senza acquisire

questo personale negli organici delle Aziende Sanitarie ed

Ospedaliere". (ANSA).

 

 

 

Diritti Civili denuncia: “Negli ospedali calabresi si paga il ticket(42 euro) anche soltanto per misurare la febbre ai bambini”! Appello al presidente Loiero: “Cancelli questa ingiustizia”!

 

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute, approvata, all’unanimità dal Consiglio regionale della Calabria, il 30 giugno 2008, denuncia quello che definisce “il ticket (sanitario) dell’ingiustizia”, che “addirittura, afferma, negli ospedali calabresi viene fatto pagare anche semplicemente per misurare la febbre ai bambini che vengono ricoverati, soprattutto in questo periodo, per la paura della pandemia e dell’influenza di stagione”. Corbelli rivolge un appello al Presidente della Regione e responsabile della sanità calabrese, Agazio Loiero, perché “elimini questa ingiustizia” e rende noto a questo proposito la lettera-denuncia di “un genitore che racconta l’incredibile vicenda capitatagli, quando portati, in due diverse occasioni, i suoi due bambini in ospedale per un controllo gli hanno presentato il conto ticket di 20,26 euro, la prima volta e di 42 euro, la seconda, solo per aver misurato la pressione corporea”. Scrive questo genitore a Corbelli. “Mi chiamo Francesco, scrivo dalla provincia di Catanzaro. Ho due bambini, uno di 18 mesi ed uno di 3 mesi. come tutti i bambini spesso si ammalano. Mi è capitato, almeno due volte prima del caso che voglio sottoporvi, di dover andare di notte al pronto soccorso perchè il bimbo più grande non stava bene, ed in una occasione in particolare aveva difficoltà a respirare. Pur non essendo codice bianco, vista la normativa vigente in Calabria, ho dovuto pagare il ticket di euro 20,66. Fino all'ultimo episodio, quando, dovutomi portare in pronto soccorso perchè il bambino aveva avuto un brusco aumento della temperatura corporea e si era completamente irrigidito, entrato con codice giallo, alla fine mi hanno presentato un conto di circa 42 euro. Gli hanno misurato solo la temperatura. Allora quello che le chiedo, dott. Corbelli, è: avendo due bambini piccoli, se di notte ho urgenza di farli visitare cosa devo fare? devo pagare ogni volta 42 euro?”. Corbelli si rivolge a Loiero e afferma: “Presidente è questa la sanità che non va, che penalizza i più poveri, le fasce più deboli. Le chiedo un atto di coraggio: elimini questo ticket ingiusto. Non è con questa tassa iniqua e odiosa che cancella la valanga di debiti della sanità calabrese (che lei ha ereditato) e risolve i problemi del piano di rientro. Sono altri gli sprechi da eliminare. Se ne freghi delle minacce di commissariamento del Ministro Sacconi. Compia questo atto di equità e giustizia sociale, l’eliminazione del ticket, che sono certo tutti i calabresi apprezzeranno”! 

 

12 dicembre 2009

 

 

 

 

BANKITALIA:CORBELLI, CHIUSURA SEDE COSENZA E'SCIPPO A CITTA'

 

         

            (ANSA) - COSENZA, 29 NOV - Il leader del Movimento Diritti

Civili, Franco Corbelli, in una nota, definisce "la chiusura,

definitiva a partire da ieri, dopo 115 anni, della sede della

Banca d'Italia di Cosenza, un'immensa perdita ed un colpo

durissimo, non solo d'immagine ed economico, per la città

bruzia e l'intera provincia cosentina".

   Secondo Corbelli, "la chiusura della Banca d'Italia di Corso

Umberto è una sconfitta politica di una intera classe dirigente

locale assolutamente incapace di difendere uno dei pochissimi

presidi storici dello Stato nella città e nella provincia".

   Corbelli critica, in particolare, il sindaco di Cosenza,

Salvatore Perugini, che, dice, "ha assistito passivamente e immobile

alla soppressione della sede bruzia della Banca d'Italia,

anziché fare le barricate per evitare questa autentica

disfatta. La chiusura dopo 115 anni della Banca d'Italia di

Cosenza è solo l'ennesimo schiaffo, l'ultima umiliazione ad una

città e ad una intera provincia. Purtroppo le istituzioni

locali e la deputazione parlamentare cosentina non hanno saputo

evitare questa Caporetto. Non hanno promosso

alcuna iniziativa concreta, nessuna protesta clamorosa per

scongiurare questo evento nefasto. Paghiamo ancora una volta,

come città e come provincia, il limite oggettivo di una classe

dirigente e amministrativa che ha un peso politico assolutamente

inesistente, che non è minimamente considerata al di là del

Pollino, anzi viene continuamente umiliata e sbeffeggiata nelle

stanze del potere romano. Questa è purtroppo l'amara verità,

la drammatica realtà, come insegna in modo eloquente la vicenda

della sede della Banca d'Italia. In una provincia con mille

problemi, con un'economia in ginocchio, con imprenditori che

tentano coraggiosamente di resistere e cercano di continuare a

fare impresa in questa nostra terra, con aziende che hanno

difficoltà di accesso al credito, per colpa di banche usuraie,

con la colonizzazione del sistema bancario calabrese da parte

dei grandi gruppi finanziari-bancari-industriali del nord, vere

sanguisughe, abbiamo perso adesso anche l'ultimo baluardo

statale del sistema bancario-creditizio".

   "Ancora una volta - conclude Corbelli - siamo stati vittime

di uno scippo per l'assoluta incapacità dei nostri

amministratori locali e dei nostri parlamentari, gli stessi che

ci governano da decenni e che troveremo, tra pochi mesi, molti

di loro, di nuovo candidati alle elezioni regionali". (ANSA).

 

 

 

 

 

 

 

Notizia Ansa e comunicato integrale Diritti Civili su emergenza sicurezza scuole in Calabria

 

 

SCUOLA: CORBELLI, PREOCCUPANO DATI SU AGIBILITA' ISTITUTI

           

            (ANSA) - COSENZA, 27 NOV - Il leader del Movimento Diritti

Civili, Franco Corbelli, in una nota, si è detto "fortemente

preoccupato" per i dati forniti ieri dal direttore dell'Ufficio

scolastico regionale, Francesco Mercurio, che "denunciano la

estrema pericolosità del 78% degli edifici scolastici regionali

non sottoposti a collaudo statico e privi del certificato di

agibilità".

   Corbelli, inoltre, ha fornito "nuovi preoccupanti cifre sui

comuni calabresi inadempienti che sono oltre 370", e ha

ricordato a questo proposito anche "l'indagine, dei mesi

scorsi, dell'Istat  e del Sole 24Ore, che aveva anticipato

questi risultati catastrofici sulla sicurezza degli istituti

calabresi".

   "Siamo di fronte - ha sostenuto Corbelli - all'assoluta

mancanza di prevenzione in una regione, a più alto rischio

sismico del Paese, che in caso di forte terremoto rischierebbe

una vera e propria catastrofe. In Calabria, pur di fronte a

questo quadro drammatico e nonostante l'accordo sottoscritto,

nei mesi scorsi, tra lo Stato e le Regioni, non sono ancora

iniziati i controlli negli edifici scolastici più pericolosi,

per la mancata nomina, da parte dei comuni, delle commissioni

tecniche. E' un fatto grave e assolutamente ingiustificato che

in Calabria, nella regione più sismica del Paese, su 409

comuni, dove sono state individuate le scuole ritenute più

pericolose e che devono per questo essere subito controllate,

solo 39 Amministrazioni comunali hanno provveduto a nominare i

componenti delle squadre tecniche". (ANSA).

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Sicurezza scuole. La lunga battaglia e la nuova denuncia di Diritti Civili: “In Calabria (regione più sismica d’Italia) 370 comuni inadempienti. Nonostante accordo Stato-Regione non hanno ancora iniziato controlli in migliaia istituti a rischio. Non nominate commissioni tecniche per effettuare verifiche” . 

 

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo i risultati di una indagine resi noti ieri dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Francesco Mercurio, che “denunciano la estrema pericolosità del 78% degli edifici scolastici regionali (non sottoposti a collaudo statico  e privi del certificato di agibilità), si dice “fortemente preoccupato per questa drammatica situazione”,  rende noti nuovi “dati allarmanti e inquietanti che confermano la eccezionale gravità del problema, smentiscono di fatto (rendendoli assolutamente irrilevanti) i numeri forniti dall’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Luigi Incarnato”, e chiede che tutte le scuole a rischio “se necessario vengano anche immediatamente e temporaneamente chiuse in attesa di effettuare i necessari interventi di messa in sicurezza per evitare qualche tragedia nella regione, che non va mai dimenticato, è la più sismica d’Italia”. Corbelli, che da anni porta avanti questa battaglia per la sicurezza delle scuole, fornisce “nuovi preoccupanti cifre sui comuni calabresi inadempienti (sono oltre 370)”, ricorda a questo proposito anche “la indagine, dei mesi scorsi, dell’ Istat  e del Sole 24Ore, che aveva anticipato questi risultati catastrofici sulla sicurezza degli istituti calabresi” e denuncia “i mancati interventi da parte delle Amministrazioni comunali e delle Province calabresi nonostante i ripetuti allarmi lanciati. Siamo di fronte all’assoluta mancanza di prevenzione in una regione, a più alto rischio sismico del Paese, che in caso di forte terremoto rischierebbe una vera e propria catastrofe”. Il leader di Diritti Civili denuncia come “in Calabria, pur di fronte a questo quadro drammatico e nonostante l’accordo sottoscritto, nei mesi scorsi, tra lo Stato e le Regioni, non siano ancora iniziati i controlli negli edifici scolastici più pericolosi, per la mancata nomina, da parte dei comuni, delle commissioni tecniche. E’ un fatto grave e assolutamente ingiustificato che in Calabria, nella regione più sismica del Paese, su 409 comuni, dove sono state individuate le scuole ritenute più pericolose e che devono per questo essere subito controllate, solo 39 Amministrazioni comunali hanno provveduto a nominare i componenti delle squadre tecniche. Irresponsabilmente centinaia di comuni calabresi (sono oltre 370) continuano a sottovalutare il forte rischio sismico che corre la nostra regione, non provvedendo a nominare la commissione tecnica per procedere immediatamente alla verifica degli edifici scolastici. Questa è la realtà odierna. Migliaia di istituti sono a rischio crollo. I dati dell’assessore Incarnato sui primi interventi programmati sono irrilevanti, anzi confermano di fatto la denuncia di Diritti Civili e, ieri, del direttore Mercurio. Sono anni che Diritti Civili si batte per la sicurezza nelle scuole, per un’azione di prevenzione per verificare le condizioni di stabilità delle strutture che ospitano le classi. La sicurezza delle strutture scolastiche è una priorità assoluta. Occorre responsabilmente fare subito le verifiche nelle scuole a rischio e adottare interventi urgenti e misure di prevenzione efficaci, prima che sia troppo tardi”.

 

 27 novembre 2009

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Calabria. Corbelli: “Abolire Listino elettorale-vergogna”! Invito ai tre candidati presidenti Loiero, Scopelliti e Callipo

 

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, denuncia “il silenzio di tutti i partiti politici presenti in Consiglio regionale sulla preannunciata cancellazione del Listino (bloccato)nella nuova legge elettorale regionale”. Corbelli teme “un inciucio tra centrodestra e centrosinistra per mantenere in vita il Listino-vergogna, per realizzare operazioni di trasformismo, accordi trasversali e garantire così l’elezione all’Assemblea di Palazzo Campanella a personaggi-nominati privi di alcun consenso elettorale”. Il leader di Diritti Civili si chiede “perché nessuno parla più dell’abolizione del Listino? Per mesi hanno tutti espresso la volontà di cancellare il Listino. Da un po’ di tempo un inspiegabile e sospetto silenzio è calato sulla cancellazione di questa norma-porcata (per usare le parole del Ministro Calderoli) della legge regionale. Il Listino è stato già o sarà cancellato nella nuova legge elettorale? O i partiti hanno sottoscritto tacitamente un accordo ignobile per mantenere questo assurdo e vergognoso privilegio, come merce di scambio per accordi elettorali e candidature alla Presidenza? Diritti Civili rivolge una richiesta ufficiale ai tre candidati presidenti, Agazio Loiero, Giuseppe Scopelliti e Pippo Callipo di pronunciarsi su questo tema, non irrilevante per evitare il baratto elettorale. I cittadini elettori calabresi hanno il diritto di sapere oggi, ancor prima del varo della nuova legge elettorale, chi dei candidati alla Presidenza della Regione Calabria, è favorevole alla cancellazione del listino-vergogna e chi no”.

 

23 novembre 2009

 

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili su”caso Venditti”: “Con brutale provocazione ha riaperto caso Calabria. Aiuti adesso la nostra regione e venga a Cetraro”.

 

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, interviene sul caso Venditti. Dà atto al cantautore romano di “aver squarciato il velo dell’ipocrisia e detto quello che, fuori dai confini regionali, tutti pensano, a Roma, nei Palazzi che contano, della Calabria”. “Venditti, le cui affermazioni sulla nostra regione naturalmente non condivido, ha un merito indiscutibile: ha detto, senza ipocrisia, della Calabria quello che tutti nei Palazzi romani pensano, ma non dicono. Almeno verbalmente, ma lo confermano con i fatti, o meglio con i silenzi, la discriminazione e criminalizzazione di questa regione. Perché prendersela allora solo con lui  e non invece con chi, in Calabria, ha ridotto la regione in questo stato comatoso, l’ha letteralmente affossata e ridotta a discarica dei veleni di mezza Europa? Venditti, al di la della sua parziale rettifica (smentita dalla registrazione diffusa su Internet), ha fatto (ri)aprire gli occhi sulla Calabria, su questa terra dimenticata, abbandonata, umiliata. Andrebbe per questo ringraziato per aver, con la sua brutale provocazione, riportato il caso Calabria all’attenzione nazionale. Quello che non riescono a fare tutti i nominati parlamentrari-fantasma calabresi e i massimi rappresentanti delle Istituzioni ed Enti della regione, lo ha invece fatto il cantautore romano: denunciare e riaprire il caso Calabria. Al cantautore chiedo non le scuse per quello che ha detto ma un gesto simbolico forte, significativo che aiuti la Calabria (che ha detto di amare), in un momento particolarmente grave e drammatico: venga a Cetraro, la città oramai tristemente nota in Italia e nel mondo come quella della nave dei veleni, tenga un concerto davanti al porto della cittadina tirrenica per chiedere che sia fatta finalmente luce e giustizia su quel relitto dei misteri in fondo al mare. Aiuti Cetraro, le centinaia di pescatori letteralmente distrutti da questa vicenda. Ci aiuti adesso a riaccendere i riflettori dei media nazionali e internazionali e a ottenere l’attenzione e l’intervento delle Istituzioni preposte sul caso Calabria, sulla nave dei veleni”.

 

7 ottobre 2009

 

 

SCUOLA:CORBELLI, CALABRIA SI MOBILITI CONTRO DECRETO GELMINI


CATANZARO
(ANSA) - CATANZARO,  SET. -
"Il decreto Gelmini è il più grande licenziamento pubblico di massa nella storia della Calabria con la perdita di cinquemila posti di lavoro". Lo afferma in una nota il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli. "E' - aggiunge - un vero e proprio massacro. Un colpo al cuore, durissimo alla già fragile economia di una regione povera come la Calabria. Il Governo per ridurre i costi della scuola ha cancellato la cattedra e il posto di lavoro a migliaia e migliaia di insegnanti in Italia (cinquemila in Calabria) e addirittura anche il docente di sostegno a molti bambini gravemente malati e portatori di gravi handicap. Sono questi gli effetti devastanti che ha prodotto il decreto del Ministro dell'Istruzione, Gelmini, varato lo scorso anno. Diritti Civili continua a ricevere segnalazioni di docenti licenziati, letteralmente disperati che minacciano proteste clamorose insieme alle loro famiglie, e di genitori indignati, che si sono visti i loro bambini disabili privati dell'insegnante di sostegno". "Se non sarà assegnato un docente di sostegno - prosegue Corbelli - ai loro bambini malati e diversamente abili molti genitori saranno costretti a non mandare più a scuola i loro figli. In Calabria la situazione è particolarmente grave e drammatica, per i 5000 precari licenziati e per gli alunni disabili. Sono molte centinaia i bambini e gli studenti diversamente abili rimasti senza insegnanti di sostegno. In molte classi sono aumentati gli alunni portatori di handicap (da 7-8 a 11-12 ) e dimezzati i docenti di sostegno (da 4 a 2). Si tratta di grandi ingiustizie che colpiscono delle persone già così duramente segnate da un destino crudele. La Calabria deve mobilitarsi, se necessario anche con una giornata di sciopero generale, per protestare contro questo attacco e questa vergogna". (ANSA).

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili. “Sette decessi per malasanità negli ultimi trenta giorni in Calabria e il Consiglio regionale continua, irresponsabilmente, a non eleggere il Garante della Salute, il cui bando è scaduto da dieci mesi”.

 

Reggio Calabria

Il coordinatore del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all’unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese, dopo “gli ultimi, gravissimi casi di malasanità (sette decessi negli ultimi trenta giorni su cui stanno indagando le diverse competenti Procure della Repubblica) parla di “vera e propria drammatica emergenza sanità in Calabria” e attacca il “Consiglio regionale che accusa di irresponsabilità e di violazione dello Statuto Regionale, per non avere a distanza di 10 mesi dalla scadenza del bando (15 ottobre 2008) proceduto alla elezione del Garante della Salute, importante figura (e struttura, operativa 24 ore al giorno) al servizio dei cittadini, che serve proprio non solo per denunciare ma per combattere e prevenire casi di malasanità, di disorganizzazione e per dare assistenza continuativa e concreta a tutti i cittadini-utenti, i pazienti e alle loro famiglie”. Corbelli spiega che “il Consiglio regionale aveva l’obbligo, previsto dallo Statuto, di procedere, entro e non oltre tre mesi dalla scadenza del bando, alla nomina del Garante. Non lo ha fatto. Continua invece a inserire questa ( e altre) nomina all’ultimo punto dell’ordine del giorno di ogni seduta e a rinviarla alla riunione successiva. Stanno violando lo stesso Statuto regionale. Non si rendono conto della gravità e drammaticità dell’emergenza sanità in Calabria. Dopo averla votata all’unanimità, questa legge, non hanno forse ben compreso l’importanza della figura e struttura del Garante della Salute. Per questo continuano a rinviare la elezione. Oggi è il momento di dire basta a questo comportamento irresponsabile. Chiediamo al presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova, e allo stesso Governatore Loiero di far rispettare la legge e di procedere personalmente con i suoi poteri sostitutivi, che lo Statuto gli assegna (trascorsi i tre mesi dalla scadenza del bando e non avendo il Consiglio proceduto alla nomina), alla immediata elezione del Garante della Salute della Calabria”.

 

12 settembre 2009

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili ha presentato esposto a Procura Milano e chiesto intervento per prevenire truffa Superenalotto. Tutta la verità su questo “Affare di Stato” e “caso inquietante”. Intervista di Corbelli al Tirreno di Livorno(28 agosto 2009)

 

 

Milano

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che da anni si batte per denunciare le “vincite sospette (e pilotate, dall’esterno, dagli hacker) al Superenalotto”, ha chiesto, con un esposto-denuncia, recapitato oggi, alla Procura di Milano (competente territorialmente in quanto città dove ha sede la Sisal) di intervenire per verificare la regolarità del concorso ed evitare che questa sera possa essere, da parte dei pirati informatici, violato il sistema informatico della Sisal e pilotata la maxi vincita in palio, 131,5 milioni di euro (oltre 260 miliardi di vecchie lire), la più alta in Europa e nella storia dei giochi in Italia. Corbelli ha chiesto al Procuratore della Repubblica di Milano di “inviare subito, prima della estrazione di questa sera dei numeri del Superenalotto, la polizia giudiziaria nella sede della Sisal e acquisire una copia del dischetto contenente tutte le giocate di ogni concorso al popolare gioco e di procedere quindi, in caso di uscita del 6, ad un controllo incrociato (con la seconda copia del dischetto) per verificare la regolarità della vincita e, nel caso, per scoprire e prevenire la eventuale, colossale truffa. Si tratta di un semplice controllo incrociato che vado (purtroppo senza successo) chiedendo da anni che permette di dimostrare in modo assolutamente certo la

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili. “Otto decessi per malasanità negli ultimi trenta giorni in Calabria e il Consiglio regionale continua, irresponsabilmente, a non eleggere il Garante della Salute, il cui bando è scaduto da dieci mesi”.

 

Reggio Calabria

Il coordinatore del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all’unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese, dopo “gli ultimi, gravissimi casi di malasanità (otto decessi negli ultimi trenta giorni su cui stanno indagando le diverse competenti Procure della Repubblica) parla di “vera e propria drammatica emergenza sanità in Calabria” e attacca il “Consiglio regionale che accusa di irresponsabilità e di violazione dello Statuto Regionale, per non avere a distanza di 10 mesi dalla scadenza del bando (15 ottobre 2008) proceduto alla elezione del Garante della Salute, importante figura (e struttura, operativa 24 ore al giorno) al servizio dei cittadini, che serve proprio non solo per denunciare ma per combattere e prevenire casi di malasanità, di disorganizzazione e per dare assistenza continuativa e concreta a tutti i cittadini-utenti, i pazienti e alle loro famiglie”. Corbelli spiega che “il Consiglio regionale aveva l’obbligo, previsto dallo Statuto, di procedere, entro e non oltre tre mesi dalla scadenza del bando, alla nomina del Garante. Non lo ha fatto. Continua invece a inserire questa ( e altre) nomina all’ultimo punto dell’ordine del giorno di ogni seduta e a rinviarla alla riunione successiva. Stanno violando lo stesso Statuto regionale. Non si rendono conto della gravità e drammaticità dell’emergenza sanità in Calabria. Dopo averla votata all’unanimità, questa legge, non hanno forse ben compreso l’importanza della figura e struttura del Garante della Salute. Per questo continuano a rinviare la elezione. Oggi è il momento di dire basta a questo comportamento irresponsabile. Chiediamo al presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova, e allo stesso Governatore Loiero di far rispettare la legge e di procedere personalmente con i suoi poteri sostitutivi, che lo Statuto gli assegna (trascorsi i tre mesi dalla scadenza del bando e non avendo il Consiglio proceduto alla nomina), alla immediata elezione del Garante della Salute della Calabria”.

 

31 agosto 2009

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili ha presentato esposto a Procura Milano e chiesto intervento per prevenire truffa Superenalotto. Tutta la verità su questo “Affare di Stato” e “caso inquietante”. Intervista di Corbelli al Tirreno di Livorno(28 agosto 2009)

 

 

Milano

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che da anni si batte per denunciare le “vincite sospette (e pilotate, dall’esterno, dagli hacker) al Superenalotto”, ha chiesto, con un esposto-denuncia, recapitato oggi, alla Procura di Milano (competente territorialmente in quanto città dove ha sede la Sisal) di intervenire per verificare la regolarità del concorso ed evitare che questa sera possa essere, da parte dei pirati informatici, violato il sistema informatico della Sisal e pilotata la maxi vincita in palio, 131,5 milioni di euro (oltre 260 miliardi di vecchie lire), la più alta in Europa e nella storia dei giochi in Italia. Corbelli ha chiesto al Procuratore della Repubblica di Milano di “inviare subito, prima della estrazione di questa sera dei numeri del Superenalotto, la polizia giudiziaria nella sede della Sisal e acquisire una copia del dischetto contenente tutte le giocate di ogni concorso al popolare gioco e di procedere quindi, in caso di uscita del 6, ad un controllo incrociato (con la seconda copia del dischetto) per verificare la regolarità della vincita e, nel caso, per scoprire e prevenire la eventuale, colossale truffa. Si tratta di un semplice controllo incrociato che vado (purtroppo senza successo) chiedendo da anni che permette di dimostrare in modo assolutamente certo la regolarità del gioco e per smascherare e scongiurare eventuali truffe poste in essere dagli hacker. Se il 6 dovesse risultare dal dischetto della Sisal dovrà per forza venir fuori anche nel successivo controllo incrociato dal dischetto della magistratura”. Corbelli parla di “battaglia civile, di verità, legalità e giustizia da portare sino in fondo per rispetto e nell’interesse degli scommettitori, della Sisal e dello Stato. Bisogna fare finalmente piena luce sul Superenalotto, su questa vicenda inquietante, sui tanti, troppi misteri e sui silenzi (mediatici e istituzionali) che lo circondano. Ricordo che il Superenalotto è un “Affare di Stato”,  che porta nelle casse dell’Erario migliaia di miliardi di vecchie lire, pari quasi al fabbisogno di una Finanziaria. Nessuno ricorda più le gravi denunce, di alcuni anni fa, di un ex Sottosegretario alle Finanze su alcune strane vincite a questo popolare gioco! I diversi Governi che si sono succeduti in questi anni e sino ad oggi non hanno fatto chiarezza su questo gioco e sui tanti lati oscuri. 60 milioni di vincite al Superenalotto mai incassati e da dieci anni non si conosce il volto e il nome di un solo vincitore del 6. Nonostante il Superenalotto, lo ricordo, sia il gioco più difficile al mondo (per fare 6 esiste una sola possibilità su 622 milioni di combinazioni possibili e per centrare il 5+1 c’è una sola possibilità su oltre 103 milioni di combinazioni) si è in tutti questi anni vinto con una regolarità e facilità a dir poco impressionanti e inquietanti! Lascia infatti perplessi, a parte la facilità, la regolarità delle vincite, così come è avvenuto in momenti critici nel passato, sempre dopo le denunce di Diritti Civili e il grande clamore mediatico. Per gli esperti matematici la sestina potrebbe non essere indovinata anche per anni, se non addirittura per sempre. Come è possibile allora che per dodici anni si è invece vinto regolarmente, nonostante il numero delle giocate fosse enormemente inferiore rispetto a quello attuale? Perché adesso da sei mesi e mezzo (dal 31 gennaio) non viene più centrata la sestina vincente? Perché si è cambiato, a gioco in corso, con un montepremi record, il criterio dell’estrazione dei numeri del Superenalotto (non più legata ai numeri del Lotto, come è sempre stato), fatta adesso in modo autonomo e non in diretta tv sulla Rai? Perché Diritti Civili è lasciato da solo in questa battaglia di verità, legalità e giustizia?”!  

 

Agosto 2009

 

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili


Malasanità. Diritti Civili al Presidente Loiero: “Nominare Assessore regionale Sanità ed eleggere Garante Salute Calabria

 


Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all’unanimità dal Consiglio regionale calabrese il 30 giugno 2008, dopo la morte della bambina all’ospedale di Cetraro, interviene per chiedere “verità e giustizia su questo nuovo, gravissimo caso di malasanità”, per  “denunciare e stigmatizzare la mancata nomina , da parte dell’Assemblea regionale, del Garante della salute (a dieci mesi dalla scadenza del bando)” e per rivolgere un appello al presidente della Regione, Agazio Loiero, e invitarlo a “lasciare subito l’interim e a nominare un assessore regionale alla salute che si occupi a tempo pieno esclusivamente dei tanti drammatici problemi della sanità calabrese”. “Di fronte ad una tragedia immane come quella di Cetraro bisogna assolutamente evitare ogni strumentalizzazione politica. Occorre grande rispetto di fronte al dolore della famiglia. Non è giusto, né corretto anticipare sentenze o colpevolizzare qualcuno per questa drammatica vicenda che dovrà essere chiarita dalla magistratura. Non si può comunque tacere su quelle che ancora una volta sembrano emergere come precise responsabilità di una classe politica e dirigente che continua ad intervenire solo dopo le tragedie, che non riesce a prevenire, che continua irresponsabilmente a rinviare la nomina del Garante della Salute, importante struttura, operativa 24 ore al giorno al servizio dei cittadini utenti, che serve soprattutto in casi come questo della bambina. Non è possibile che una bimba di otto anni muore in attesa di una tac che non si riesce a fare. Un fatto gravissimo, inaccettabile, indegno di un Paese civile. Non serve adesso che la Regione promuova la solita inchiesta. E paradossale che sia l’Ente Regionale, ovvero il principale responsabile della sanità calabrese, ad aprire una indagine sulla morte di questa bambina. Per indagare(la Regione) su se stessa? Sulle proprie responsabilità? E’ invece opportuno e assolutamente urgente che la Regione abbia finalmente un assessore regionale alla salute che si occupi a tempo pieno dei drammatici problemi della sanità calabrese. Per questo Diritti Civili rivolge un appello al Governatore Loiero che invita a lasciare l’interim e a nominare subito un assessore regionale alla salute”.

 

11 agosto 2009

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Provincia di Cosenza. Le dieci domande di Corbelli al Presidente Oliverio e la sua risposta, pubblicata sul Quotidiano della Calabria

 

 

 

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ha rivolto, giovedì 6 agosto, attraverso Il Quotidiano della Calabria e l’Agi (l’Ansa era in sciopero), dieci domande al Presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, e chiesto una “doverosa risposta per rispetto della verità, delle Liste che lo hanno sostenuto e dei cittadini, elettori-ci, che lo hanno votato ed eletto”. Le dieci domande. 1). E’ vero che lei ci ha chiesto e pregato di fare la Lista Diritti Civili per sostenere la sua candidatura alla Presidenza della Provincia? 2). E’ vero che lei mi ha chiesto personalmente di non candidarmi, nel mio collegio di San Marco (chiedendomi di fatto di rinunciare in questo modo, come si evince dai risultati elettorali, ad una mia sicura elezione in Consiglio provinciale) in altri Partiti e Liste che me lo avevamo chiesto? 3). E’ vero che lei ha insistito perché presentassimo la Lista Diritti Civili nonostante i miei forti dubbi e perplessità per le molte Liste (37) già preannunciate e per il pochissimo tempo a nostra disposizione e la mancanza assoluta di candidati, oggetto questo ultimo aspetto di scontri verbali con i suoi più stretti collaboratori, a poche ore dalla presentazione della nostra Lista? 4). E’ vero che lei ha sottoscritto moralmente e pubblicamente anche davanti ai giornalisti un accordo preciso (per noi vale come “un patto d’onore”!) con Diritti Civili, per un grande progetto per il sociale (la sola ragione, questa, della nostra alleanza elettorale e del nostro sostegno alla sua candidatura alla Presidenza della Provincia), che prevedeva, in caso di sua vittoria, l’istituzione di un assessorato ai diritti civili, alla solidarietà a e alla giustizia sociale? 5). E’ vero che lei ha più volte detto a me in privato e in conferenze stampa che Diritti Civili avrebbe avuto un posto nella sua Giunta, a prescindere dal risultato elettorale della Lista Diritti Civili? 6). E’ vero che la Lista Diritti Civili è stata allestita negli ultimi due giorni (e nelle ultime ore) e che i quasi 30(trenta) candidati che lei e alcuni suoi amici ci avete dato sono a tutt’oggi (6 agosto), in alcuni casi, a me finanche personalmente sconosciuti e addirittura rimasti all’estero (per lavoro) e che non sono rientrati in Italia nemmeno per votarsi il giorno delle Elezioni? 7). E’ vero che proprio per questi motivi io ero assolutamente contrario a presentare la Lista Diritti Civili e che lei ha insistito, chiedendomi questo grande sacrificio, garantendo un ruolo istituzionale (per quanto riguarda il sociale) nella sua Giunta a Diritti Civili? 8). E’ vero che Diritti Civili si è impegnato in campagna elettorale, al primo turno e anche al ballottaggio (pur sapendo che, dopo il risultato del 6 e 7 giugno, non sarebbe mai entrato in Consiglio provinciale con un proprio rappresentante, anche in caso di una sua vittoria al secondo turno) con eccezionale impegno, grande generosità e altro? 9). E’ vero che non ci ha mai parlato e nemmeno minimamente accennato, prima, durante e dopo la campagna elettorale, la sua idea di assegnare l’assessorato alle politiche sociali  ad un soggetto diverso da Diritti Civili (che lei sabato scorso presentando la sua Giunta ha rivendicato, unico tra i dieci assessori, quello appunto alle politiche sociali e alla tutela della salute, come una sua scelta personale ) e che anzi nel corso del primo incontro istituzionale con la delegazione del nostro Movimento, dopo la sua vittoria, lei ci ha detto che avrebbe trattenuto per se la delega per le politiche sociali? 10). E’ vero che lei ha sempre detto che avrebbe coinvolto nella sua Giunta tutti i Partiti, i Movimenti e le Liste che lo avevano sostenuto e non avrebbe invece, come ha fatto, varato un monocolore del suo partito, il Pd, escludendo di fatto, dal Governo della Provincia, quasi tutti i suoi alleati e non dando rappresentanza a diversi importanti territori? Aspettiamo le sue doverose risposte a queste legittime domande, in nome di quella trasparenza, legalità, lealtà, rigore e moralità della politica che lei continuamente e giustamente richiama nei suoi interventi”.

Il Presidente della Provincia ha risposto (riconoscendo con onestà che “Corbelli ha detto il vero ed ha ragione”) alle nostre domande con una lettera al direttore del Quotidiano della Calabria, che l’ha pubblicata sabato 8 agosto. Il Quotidiano e l’Agenzia di stampa Italia, Redazione di Catanzaro, sono i due importanti, prestigiosi media calabresi (l’Ansa era in sciopero) che hanno dato ampio spazio a questa iniziativa di Diritti Civili e che per questo ringraziamo.

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9 agosto 2009

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Garante Salute Calabria. Corbelli denuncia mancata nomina a dieci mesi dalla scadenza del bando: “Diritti Civili lasciato da solo a combattere questa importante battaglia civile”. Appello al presidente Bova e al Consiglio regionale calabrese

 

 

Reggio Calabria

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, licenziata dal Consiglio provinciale di Cosenza il 17 gennaio 2008 e approvata, all’unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese, denuncia “l’assoluto isolamento nel quale è lasciato dai politici (parlamentari), dai consiglieri e amministratori regionali, dai rappresentanti delle Istituzioni ai diversi livelli (anche da chi all’inizio ha votato questa proposta di legge), per questa importante battaglia civile a difesa della salute dei cittadini” e rivolge un appello al Presidente dell’Assemblea di Palazzo Campanella, Giuseppe Bova, e a tutti i capigruppo e consiglieri regionali, che invita “per senso di responsabilità e dovere istituzionale, a voler finalmente procedere, nella riunione di domani, giovedì, alla elezione del Garante, una figura e una struttura destinati a rivoluzionare e migliorare la sanità calabrese”. “Diritti Civili di fatto è stato lasciato da solo a combattere questa importante battaglia di civiltà e giustizia sociale. Chi ci governa in questa regione, ai diversi livelli, è impegnato solo a spartirsi assessorati, segreterie regionali (dei partiti), candidature alle prossime elezioni regionali e poltrone varie. Non gli interessa certo la salute dei cittadini, i gravi problemi della sanità calabrese”, afferma Corbelli che parla di “situazione drammatica in molti importanti ospedali della regione, per gravi carenze strutturali e di organico, di persone che muoiono, per negligenze, nei nosocomi della regione o in attesa che arrivi l’ambulanza, come è accaduto nei giorni scorsi nel Tirreno Cosentino, e della assoluta necessità e urgenza dell’istituzione di questa struttura del Garante della Salute per dare un riferimento e un aiuto concreto ai cittadini e agli stessi operatori sanitari”. “Il Garante è una struttura al servizio e per difendere i diritti dei cittadini in materia di assistenza sanitaria e per – continua Corbelli - tutelare e mettere gli operatori sanitari (medici, paramedici) in condizioni di operare al meglio e in sicurezza. Un modello innovativo, semplice e rivoluzionario per combattere e prevenire la malasanità, la disorganizzazione. Purtroppo scaduto già da quasi dieci mesi (dal 15 ottobre 2008) il bando, al quale hanno partecipato moltissimi aspiranti candidati, il Consiglio regionale continua a rinviare la elezione del Garante della Salute. Anche il Sole 24ore di recente ha severamente criticato il Consiglio regionale calabrese per la mancata elezione del Garante della Salute”.

 

5 agosto 2009

 

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Superenalotto. Corbelli: “Vicenda inquietante. Un Affare di Stato. Che fine ha fatto inchiesta  magistratura aperta undici anni fa, dopo denuncia Diritti Civili su maxi vincite sospette?”

 

 

Roma

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che con le sue denunce ha fatto aprire, nell’ottobre del 1998, l’inchiesta della Procura della Repubblica di Paola (Cosenza), sulle “vincite sospette (e pilotate, dall’esterno, dagli hacker) al Superenalotto”, rompe il silenzio e a distanza di molto tempo ritorna a parlare della sua “battaglia civile, di verità e giustizia” su quella che definisce “, una “vicenda inquietante”, denuncia “l’assordante silenzio mediatico e istituzionale su questo caso” e chiede di sapere “che fine ha fatto l’indagine aperta dall’ex procuratore capo paolano Luciano D’Emmanuele, dopo un esposto di Diritti Civili, undici anni fa, nel 1998?”. Corbelli domanda: “C’è stato l’intervento della magistratura e la blindatura del gioco, come da me ripetutamente chiesto in questi anni, anche durante un mio confronto tv (al Costanzo Show) con la Sisal? Perché nessuno parla più di questa indagine clamorosa, nonostante il montepremi (Jackpot) abbia raggiunto la cifra, la più alta al mondo in questo momento e record assoluto nella storia dei giochi in Italia, di quasi 116 milioni di euro (oltre 230 miliardi di vecchie lire) in palio questa sera? Perché nessuno si occupa più di questo “Affare di Stato”, il Superenalotto,  che porta nelle casse dell’Erario migliaia di miliardi di vecchie lire, pari quasi al fabbisogno di una Finanziaria?. Perché nessuno ricorda più le gravi denunce, di alcuni anni fa, di un ex Sottosegretario alle Finanze su alcune strane vincite a questo popolare gioco? Perché i diversi Governi che si sono succeduti in questi anni e sino ad oggi non hanno fatto chiarezza su questo gioco e sui tanti lati oscuri e misteri? Ritorno, a distanza di molto tempo, ad occuparmi del Superenalotto perché ritengo giusto e doveroso portare sino in fondo anche questa battaglia di verità, legalità e giustizia per rispetto e nell’interesse degli scommettitori, della Sisal e dello Stato. Ho fiducia nell’ex procuratore di Paola, D’Emmanuele, e in quello attuale, Giordano”. Corbelli, in questi anni anticipò clamorosamente, il giorno prima, ad alcuni giornali e alla stessa magistratura, addirittura le località e le città di alcune maxivincite. Il coordinatore di Diritti Civili ha spiegato e dimostrato, sin dal 1998, in diversi incontri con l’ex procuratore capo di Paola, D’Emmanuele e con gli inquirenti della Guardia di Finanza, il “meccanismo posto in essere dai pirati informatici per pilotare, dall’esterno, le grandi vincite al Superenalotto, all’insaputa e a danno della Sisal, oltre che dello Stato e degli stessi scommettitori”. “Nonostante il Superenalotto, lo ricordo, sia il gioco più difficile al mondo (per fare 6 esiste una sola possibilità su 622 milioni di combinazioni possibili e per centrare il 5+1 c’è una sola possibilità su oltre 103 milioni di combinazioni) si è in tutti questi anni vinto con una regolarità e facilità a dir poco impressionanti e inquietanti! Lascia infatti perplessi, a parte la facilità, la regolarità delle vincite, così come è avvenuto in momenti critici nel passato, sempre dopo le denunce di Diritti Civili e il grande clamore mediatico. Per gli esperti matematici la sestina potrebbe non essere indovinata anche per anni, se non addirittura per sempre (come riporta oggi un quotidiano romano). Come è possibile allora che per dodici anni si è invece vinto regolarmente, nonostante il numero delle giocate fosse enormemente inferiore rispetto a quello attuale? Perché adesso da oltre sei mesi (dal 31 gennaio) non viene più centrata la sestina vincente? Perché si è cambiato, a gioco in corso, con un montepremi record, il criterio dell’estrazione dei numeri del Superenalotto (non più legata ai numeri del Lotto, come è sempre stato), fatta adesso in modo autonomo e non in diretta tv? Perché la stampa italiana (che ospita a pagamento la pubblicità della Sisal sul Superenalotto) non pone queste legittime domande e non promuove uno straccio di inchiesta giornalistica?  Perché Diritti Civili è lasciato da solo in questa battaglia di verità, legalità e giustizia?”!  

 

4 agosto 2009

 

 

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Provincia Vicenza contro Presidi Sud. Corbelli: “Provincia Cosenza promuova iniziativa istituzionale contro grave e inaccettabile discriminazione sociale”

 

Cosenza

Il leader del Movimento Diritti Civili, ed ex consigliere provinciale, Franco Corbelli, dopo l’iniziativa del Consiglio e dell’Amministrazione Provinciale di Vicenza contro i Presidi del Sud (no ai dirigenti scolastici che vengono dal Meridione), chiede al presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, di “promuovere una immediata iniziativa istituzionale per denunciare la grave e inaccettabile discriminazione sociale posta in essere dall’Assemblea e dall’ Ente vicentino, difendere e sostenere invece le giuste, legittime ragioni e i diritti di tutti quei professori e presidi che si recano al Nord per esercitare