Dopo tutta la stampa calabrese oggi (9
marzo) anche Il GIORNALE di Milano ha dedicato ampio spazio alla battaglia di
Diritti Civili sull’inganno e scandalo “listino” in Calabria
Comunicato
stampa Movimento Diritti Civili
Regionali.
Corbelli(Diritti Civili), Prefetto Catanzaro sospenda decreto elezioni.
Catanzaro
Il
leader del movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo “la
autorevole presa di posizione della Presidenza dell’Ufficio Elettorale
Centrale regionale della Corte di Appello di Catanzaro (che ha confermato che
esiste il problema del mancato chiarimento del meccanismo di riparto dei nove
seggi dell’ex listino)” chiede al Prefetto di Catanzaro (che conta di
incontrare personalmente nei prossimi giorni) di “sospendere il decreto di
indizione delle elezioni e di richiedere, d’accordo e insieme al Ministro degli
Interni, la convocazione straordinaria del Consiglio regionale della Calabria
per stabilire e approvare il criterio di ripartizione dei nove seggi del premio
di maggioranza che va alla coalizione vincente". Corbelli parla di “una situazione di inaudita gravità, che irresponsabilmente e colpevolmente
c’è chi continua ad ignorare, che se non si chiarisce in tempo, prima del voto,
rischia di provocare l’annullamento delle elezioni regionali del 28 e 29
marzo”. "Senza il chiarimento del
meccanismo di ripartizione dei seggi dell'ex listino - sostiene Corbelli in una
nota – il decreto di indizione delle elezioni va
sospeso, in attesa della doverosa correzione e integrazione della legge
elettorale regionale, che può essere fatta solo dal Consiglio regionale, che
però avendo concluso la legislatura non può più essere convocato. Per questo Diritti
Civili ha chiesto l’intervento del Ministro degli Interni e oggi del Prefetto
di Catanzaro, competente ad intervenire per la sospensione del decreto di indizione delle elezioni. La legge - prosegue - assegna
al Prefetto il compito di ripartire i seggi nelle circoscrizioni provinciali,
atto che, come recita l'articolo 2 della legge del 6 febbraio 1968, n. 108,
deve essere fatto contestualmente al decreto di indizione
delle elezioni. Nel decreto del Prefetto di Catanzaro si fa invece riferimento
solo ai 40 seggi da assegnare, con il sistema proporzionale, nelle cinque
circoscrizioni provinciali. Non si fa alcun cenno invece ai nove seggi che
dovranno essere assegnanti dopo l'abrogazione del listino. Questo non è stato
fatto per una grave inadempienza del Consiglio regionale che non ha spiegato e
deliberato il meccanismo da utilizzare per questa ripartizione, nonostante i
diversi interventi di Diritti Civili. Con la incompleta
modifica della legge elettorale regionale non è infatti possibile stabilire con
certezza a chi saranno attribuiti dallo stesso Ufficio regionale elettorale di
Catanzaro i nove seggi del premio di maggioranza. Ai primi non eletti delle
liste della coalizione vincente che hanno superato la
soglia di sbarramento del 4% o a quelli che occupano i primi posti delle stesse
liste collegate al presidente eletto? Sarà applicato, per questa ripartizione,
il sistema proporzionale
o quello maggioritario? Questi seggi spettano ai primi non eletti (secondo il
sistema proporzionale, logica conseguenza questa dopo l'abrogazione del listino
regionale bloccato) delle diverse circoscrizioni provinciali o a coloro (come
sembrerebbe per l'ambiguo ed equivoco riferimento, nella modifica della legge
elettorale, al sistema maggioritario per il riparto di questi seggi) che
occupano i primi posti nelle liste della coalizione vincente, che partecipano alla ripartizione del premio di
maggioranza? La nostra battaglia di
legalità, trasparenza, giustizia e democrazia continua, nonostante – conclude Corbelli - il sempre più assordante e inquietante
silenzio, spezzato solo dalle voci autorevoli di alcuni importanti media
calabresi”.
8
marzo 2010
REGIONALI:CORBELLI,CORTE APPELLO ATTENDE CHIARIMENTI LISTINO
(ANSA) -
CATANZARO, 4 MAR - "
elettorale centrale
regionale, dopo il mio appello dei giorni
scorsi, mi ha
comunicato telefonicamente che il problema del
mancato chiarimento
del meccanismo di riparto dei nove seggi del
listino
esiste". Lo afferma in una nota il leader del Movimento
Diritti Civili,
Franco Corbelli.
"Mi è stato comunicato - aggiunge - che
il problema non è
stato ancora
affrontato e che si aspetta e si auspica che arrivi
un chiarimento del
legislatore, nella fattispecie il consiglio
regionale che però
ha già chiuso la legislatura e non può per
questo essere più
convocato. Resta solo l'ipotesi
dell'intervento
chiarificatore del Ministro degli Interni, prima
del voto, per
consentire ai giudici di poter procedere alla
assegnazione dei nove
seggi del premio di maggioranza,
adempimento questo
oggi purtroppo non possibile per il mancato
chiarimento del
meccanismo di attribuzione di questi stessi
seggi. I giudici
dell'ufficio elettorale centrale hanno ancora
una volta
dimostrato grande correttezza, senso di
responsabilità e
delle Istituzioni, che gli fa onore. Hanno
accettato le liste
regionali dei candidati alla Presidenza della
Regione, per non
incorrere nel reato di omissioni in atti
d'ufficio, ma
correttamente si sono fermati di fronte ad una
modifica della
legge elettorale, ambigua, equivoca, non chiara,
palesemente
incostituzionale che non spiega in modo preciso i
criteri per
l'attribuzione dei nove seggi del premio di
maggioranza".
"In questa situazione - conclude Corbelli
- andare al voto
é da
irresponsabili. Se non si chiarisce prima il meccanismo
per il riparto dei
nove seggi le elezioni sono destinate ad
essere annullate.
Si avrebbe infatti, dopo il 29 marzo, un
consiglio regionale
imperfetto".(ANSA).
REGIONALI:
CORBELLI,SU EX LISTINO SPARITI PALADINI LEGALITA'
(ANSA) - CATANZARO, 3 MAR - Il
leader del Movimento Diritti
Civili, Franco
Corbelli, chiede ai ¿cosiddetti paladini della
legalità e della questione
morale, i motivi del loro
(ingiustificato e
grave) silenzio sulla grande battaglia di
trasparenza,
legalità e democrazia che Diritti Civili, da solo
(con il sostegno
soltanto di alcuni importanti media calabresi),
sta portando avanti
da quasi un mese per denunciare il grande
scandalo del
mancato chiarimento, da parte del Consiglio
regionale
calabrese, del meccanismo di riparto dei nove seggi
dell¿ex listino regionale bloccato (abrogato dall¿Assemblea di
Palazzo Campanella
il 6 febbraio scorso) che è destinato a
portare all¿inevitabile annullamento delle elezioni del 28 e 29
marzo prossimi¿.
"Possibile - dice Corbelli - che una
battaglia di
trasparenza,
legalità e democrazia così importante continui a
vedere anche loro
silenti e latitanti? Si può consentire che
oltre un milione di
elettori-ci in Calabria vadano alle
urne,
alle elezioni,
senza sapere chi andranno ad eleggere con il loro
voto, se dei
nominati-raccomandati o dei candidati che
raccolgono il
consenso dei cittadini? Possibile che considerino
più grave e
scandalosi il ritardo di un minuto nella
presentazione della
lista (come a Roma), la mancanza di un
timbro su una firma
(come a Milano), o la candidatura di un
giovane,
incensurato, colpevole solo di essere figlio di un
politico indagato
(come in Calabria), non ancora condannato, e
non invece un
questione morale colossale come quella di una
legge elettorale
ambigua, equivoca, non chiara, incompleta
e
incostituzionale
che non consente addirittura di far conoscere i
criteri di
assegnazione dei nove seggi del premio di
maggioranza?"
REGIONALI:CORBELLI
A GIUDICI, CHIARIRE RIPARTO SEGGI LISTINO
(ANSA) - CATANZARO, 1 MAR - Il
leader del Movimento Diritti
Civili, Franco Corbelli,
è detto in un comunicato, "dopo la
risposta della
Corte di Appello di Catanzaro al suo
esposto-ricorso,
con il quale aveva chiesto 'il rigetto delle
Liste regionali dei
candidati alla Presidenza della Regione (e
conseguente rinvio
delle elezioni regionali) per il mancato
chiarimento, da
parte del Consiglio regionale, del meccanismo di
riparto dei nove
seggi del premio di maggioranza' e
l'ammissione, ieri,
delle stesse Liste dei presidenti", chiede
ai giudici
catanzaresi "di chiarire con quale sistema
elettorale
(proporzionale o maggioritario) saranno ripartiti
questi seggi
dell'ex listino regionale bloccato: saranno
assegnati ai primi
non eletti o a quelli collocati ai primi
posti nelle liste
della coalizione vincente, che hanno superato
la soglia di
sbarramento del 4% e partecipano alla ripartizione
del premio di
maggioranza".
Corbelli definisce questa vicenda "una
gigantesca questione
morale e di
legalità violata, che porterà all'inevitabile
annullamento delle
elezioni del 28 e 29 marzo, e su cui tutti
continuano a
tacere".
"Dopo aver apprezzato la correttezza
dei giudici
dell'Ufficio
elettorale centrale, per la risposta all'esposto
ricorso di Diritti
Civili - dice ancora Corbelli - oggi
chiediamo, e lo faremo
ogni giorno sino a quando non avremo una
risposta alla
nostra legittima domanda, agli stessi componenti
di questo ufficio,
che hanno ammesso le liste regionali dei
candidati alla
Presidenza della Regione, di spiegare con quale
sistema elettorale
saranno, da loro stessi, assegnati i nove
seggi dell'ex
listino. E' gravissimo, sconcertante e
incostituzionale
che tra meno di un mese si va votare e in
Calabria non si
conosce ancora come saranno assegnati i nove
seggi del premio di
maggioranza. E' questa la vera grande
questione morale e
di illegalità non certo quella di qualche
candidato
chiacchierato. La vergogna è una legge elettorale
scandalosa che non
chiarisce come saranno assegnati i nove seggi
del premio di
maggioranza. Uno scandalo enorme che in qualsiasi
altra regione
avrebbe provocato reazioni e indignazione a
valanga e che
invece in Calabria viene di fatto ignorato da
tutti, partiti e
Istituzioni, e che solo Diritti Civili da oltre
20 giorni continua
a denunciare e proseguirà a farlo sino a
quando non sarà
spiegato ai cittadini elettori calabresi chi
eleggeranno con il
loro voto, se dei nominati o dei candidati
che ottengono più
voti. Una cosa è certa: la battaglia di
trasparenza,
legalità e democrazia di Diritti Civili
continuerà ogni
giorno anche di fronte ad un silenzio sempre
più assordante e
inquietante". (ANSA).
CALABRIA. ELEZIONI
REGIONALI : CORBELLI, SI' UFFICIO ELETTORALE A LISTE
PER OBBLIGO
(ANSA) - CATANZARO, 27 FEB - "'L'Ufficio
elettorale centrale
regionale della
Corte d'appello di Catanzaro per non incorrere
nel reato di
omissione in atti d'ufficio è obbligata ad
accettare le liste
regionali dei candidati alla Presidenza della
Regione per
valutarne l'ammissibilità. E' questa la risposta
dell'Ufficio
elettorale centrale, composto dal presidente
Fortunato Rosario
Barone e dai componenti Mario Santoemma e
Vincenzo Galati, al ricorso del leader del Movimento Diritti
Civili, Franco
Corbelli, che aveva chiesto il rigetto delle
Liste regionali dei
candidati alla Presidenza della Regione ed
il conseguente
rinvio delle elezioni regionali 28-29 marzo 2010)
per il mancato
chiarimento, da parte del Consiglio regionale
calabrese, del
meccanismo di riparto dei nove seggi del premio
di maggioranza (ex
Listino regionale bloccato)". E' quanto
riferisce Franco
Corbelli in un comunicato.
Corbelli afferma che "la risposta
dell'Ufficio elettorale,
che apprezzo per la
correttezza e la tempestività, un
significativo
riconoscimento all'assoluta fondatezza della
denuncia e
richiesta di Diritti Civili e rende sempre più
inevitabile il
rinvio o l'annullamento delle elezioni del 28 e
29 marzo. Un atto
corretto e dovuto da parte dei giudici come si
evince dal testo
della sentenza che recita testualmente:
'rilevato che la
richiesta del dott. Francesco Corbelli,
delegato della
Lista Diritti Civili, diretta a provocare la non
accettazione da
parte di quest'Ufficio, delle Liste Regionali
dei candidati alla Presidenza
della Regione; considerato che
tale richiesta
contrasta con le norme di legge che impongono
all'Ufficio
Elettorale l'accettazione e la conseguente
deliberazione di
ammissibilità delle liste stesse, sicché
l'eventuale
accoglimento dell'istanza (del Corbelli)
integrerebbe
addirittura gli estremi del reato di omissione in
atti di ufficio di
cui all'articolo 328 c.p'".
"I giudici, in questa prima fase - dice
ancora Corbelli -
non hanno
minimamente risposto nel merito, non hanno cioé
chiarito a chi
spetteranno i nove seggi dell'ex listino.
Telefonicamente
anzi, la segreteria dell'Ufficio elettorale
centrale, che mi ha
informato della risposta, mi ha manifestato
i dubbi e le
difficoltà dei giudici rispetto ad una legge non
chiara per quanto
riguarda l'attribuzione dei seggi del premio
di maggioranza. Una
conferma autorevole alla validità e
importanza della
denuncia di Diritti Civili. Gli stessi giudici
hanno inoltre
spiegato, senza entrare nel merito del problema
sollevato, che, non
potevano accogliere il ricorso di Diritti
Civili, perché sono
obbligati ad accettare le liste regionali
(per giudicarne
l'ammissibilità) per evitare di essere accusati
di omissione in
atti d'ufficio. Non hanno detto gli stessi
giudici se sarà
applicato, per questa ripartizione, il sistema
maggioritario o
quello proporzionale. Restano dunque senza
risposte le nostre
legittime domande e sempre più probabile il
rinvio o, nel caso,
l'annullamento delle elezioni. Con la
incompleta modifica
della legge elettorale regionale non è
infatti possibile
stabilire con certezza a chi saranno
attribuiti dallo
stesso Ufficio regionale elettorale di
Catanzaro i nove
seggi del premio di maggioranza. Ai primi non
eletti delle liste della
coalizione vincente che hanno superato
la soglia di
sbarramento del 4% o a quelli che occupano i primi
posti delle stesse
liste collegate al presidente eletto? Sarà
applicato, per
questa ripartizione, il sistema maggioritario o
quello proporzionale?
Questi seggi spettano ai primi non eletti
(secondo il sistema
proporzionale, logica conseguenza questa
dopo l'abrogazione
del listino regionale bloccato) delle diverse
circoscrizioni
provinciali o a coloro (come sembrerebbe per
l'ambiguo ed
equivoco riferimento, nella modifica della legge
elettorale, al
sistema maggioritario per il riparto di questi
seggi) che occupano
i primi posti nelle liste della coalizione
vincente, che
partecipano alla ripartizione del premio di
maggioranza?".
"La nostra battaglia di legalità,
trasparenza e democrazia
- conclude Corbelli
- continua". (ANSA).
Elezioni regionali in
Calabria. Corbelli ha presentato ricorso-esposto per chiedere rigetto liste
regionali candidati presidenti e rinvio elezioni .
Catanzaro
Il leader del Movimento Diritti Civili,
Franco Corbelli, così come preannunciato, ha posto in essere questa mattina una
“clamorosa iniziativa e fatto nuove rivelazioni-bomba sul grande scandalo e
sull’inganno dell’abrogazione dell’ex listino regionale bloccato”. Corbelli ha
presentato un ricorso-esposto urgente all’Ufficio Elettorale Centrale Regionale
della Corte di Appello di Catanzaro avendo come oggetto: Richiesta rigetto
Liste regionali candidati Presidenza Regione( rinvio Elezioni Regionali 28-29
marzo 2010) per mancato chiarimento meccanismo riparto nove seggi premio di
maggioranza(ex Listino regionale bloccato). Il leader di Diritti Civili ha
quindi incontrato la stampa davanti al Palazzo di Giustizia di Piazza Matteotti
a Catanzaro. Ha consegnato ai giornalisti copia dell’istanza e spiegato perchè
le elezioni regionali senza il chiarimento del meccanismo di riparto dei seggi
del premio di maggioranza (grave omissione questa del Consiglio regionale della
Calabria) sono destinate ad esser rinviate o, nel caso, successivamente invalidate, dopo il 29 marzo.
Corbelli ha fatto anche nuove rivelazioni informando di “aver ricevuto delle
telefonate da diversi consiglieri regionali dei vari schieramenti che gli hanno
chiesto chiarimenti su questa legge che “hanno votato senza sapere esattamente
quali effetti avrebbe prodotto, o meglio convinti di aver abolito il listino
non invece di averne partorito, in questo modo ingannevole, cinque (listini
bloccati e camuffati) provinciali (uno per ogni circoscrizione)”. “Non so se il
mancato chiarimento del meccanismo del riparto dei seggi del premio di
maggioranza sia stato voluto per mantenere in vita il listino, anzi i listini
(bloccati e camuffati) provinciali. Una cosa è certa: queste elezioni, senza
questo chiarimento non possono svolgersi, né naturalmente possono essere
accettate le liste regionali dei candidati alla Presidenza della Regione. E’
quello che ho chiesto con il mio ricorso-esposto alla Corte di Appello di
Catanzaro. Vogliamo sapere come saranno assegnati i nove seggi dell’ex listino.
A chi saranno attribuiti dall’Ufficio regionale Elettorale di Catanzaro? Ai
primi non eletti delle liste della coalizione vincente che hanno superato la
soglia di sbarramento del 4% o a quelli che occupano i primi posti delle stesse
liste collegate al presidente eletto? Sarà applicato, per questa ripartizione,
il sistema maggioritario o quello proporzionale? Questi seggi spettano ai primi
non eletti (secondo il sistema proporzionale, logica conseguenza questa dopo
l’abrogazione del listino regionale bloccato) delle diverse circoscrizioni
provinciali o a coloro (come sembrerebbe per l’ambiguo ed equivoco riferimento,
nella modifica della legge elettorale, al sistema maggioritario per il riparto
di questi seggi) che occupano i primi posti nelle liste della coalizione
vincente, che partecipano alla ripartizione del premio di maggioranza? La
nostra battaglia di legalità, trasparenza e democrazia continua per garantire
la regolarità delle elezioni ed evitare che le stesse vengano poi invalidate”.
26 febbraio 2010
REGIONALI: CORBELLI, DOMANI
INIZIATIVA PROTESTA
(ANSA) - COSENZA, 25 FEB - Il
leader del Movimento Diritti
Civili, Franco Corbelli, dopo il
mancato chiarimento, da parte
del Consiglio regionale, del
meccanismo di ripartizione dei nove
seggi dell'ex listino da assegnare
alla coalizione vincente, ha
convocato per domani mattina,
venerdì, alle ore 12, davanti al
Palazzo di Giustizia di Catanzaro,
dove ha sede l'Ufficio
Centrale Elettorale Regionale della
Corte di Appello, una
conferenza stampa "per, informa
in una nota, porre in essere
una clamorosa iniziativa di
protesta, svelare la inquietante
verità sul grande inganno della
abrogazione del listino della
legge elettorale, denunciare il
tentativo palese delle
segreterie-oligarchie dei partiti di
condizionare e imporre le
scelte dei candidati nominati, da
inserire ai primi posti dei
listini provinciali bloccati e
camuffati, che di fatto hanno
sostituito il listino regionale,
cancellato dal Consiglio
regionale il 6 febbraio
scorso". Corbelli preannuncia "nuove
clamorose rivelazioni, una vera
bomba per quello che viene
definito un autentico raggiro ai
danni degli elettori e di tanti
ignari candidati. Attuerò la protesta
per far conoscere la
incredibile e clamorosa verità
sull'abrogazione del listino,
per spiegare e dimostrare, in modo
inconfutabile, con documenti
e riferimenti precisi di legge,
perché le Elezioni regionali
del 28 e 29 marzo sono destinate a
essere rinviate o invalidate
per l'impossibile assegnazione dei
nove seggi del premio di
maggioranza da parte dell'Ufficio
Centrale Elettorale regionale
della Corte di Appello di Catanzaro,
per il mancato chiarimento
del meccanismo da utilizzare per questa
ripartizione".(ANSA).
CALABRIA. ELEZIONI
REGIONALI:CORBELLI, VENERDI' PROTESTA PER SEGGI EX LISTINO
(ANSA) - COSENZA, 24 FEB - "A
48 ore dalla presentazione
delle liste nessuno ha ancora
risposto alle legittime domande di
Diritti Civili sull'attribuzione dei
nove seggi dell'ex listino,
quale premio di maggioranza".
E' quanto afferma, in una nota,
il leader del movimento Franco
Corbelli che preannuncia, per
venerdì mattina, in occasione della
presentazione delle liste
di "una clamorosa iniziativa di
protesta".
"A chi saranno assegnati i seggi? Ai primi non eletti - si
domanda Corbelli - delle liste della
coalizione vincente che
hanno superato la soglia di
sbarramento del 4% o a quelli che
occupano i primi posti delle stesse
liste collegate al
presidente eletto? Sarà applicato,
per questa ripartizione, il
sistema maggioritario o quello
proporzionale? Nessuno è
riuscito a chiarire se questi seggi
spettano ai primi non eletti
(secondo il sistema proporzionale,
logica conseguenza questa
dopo l'abrogazione del listino
regionale bloccato) delle diverse
circoscrizioni provinciali o a
coloro (come sembrerebbe per
l'ambiguo ed equivoco riferimento,
nella modifica della legge
elettorale, al sistema maggioritario
per il riparto di questi
seggi) che occupano i primi posti
nelle liste della coalizione
vincente, che partecipano alla
ripartizione del premio di
maggioranza".
"Quello che sta succedendo in Calabria - sostiene ancora
Corbelli - è un fatto gravissimo,
sconcertante e inaudito.
Rappresenta una palese violazione
delle regole più elementari e
democratiche. Siamo
all'incostituzionalità assoluta. Si stanno
per presentare le liste per il voto
di marzo senza sapere
esattamente come verranno assegnati,
con quale sistema
elettorale, i nove seggi del premio
di maggioranza. Una
situazione del genere non è certo
degna di uno Stato di
diritto, ma piuttosto di una
dittatura sudamericana, di una
Repubblica delle
Banane".(ANSA).
REGIONALI: CORBELLI, UFFICIO ELETTORALE
NON ACCETTI LISTE
(ANSA) - CATANZARO, 22 FEB - Il
leader del movimento Diritti
Civili, Franco Corbelli, ha reso
noto di avere inoltrato oggi
una istanza alla presidenza
dell'Ufficio elettorale centrale
regionale della Corte d'Appello di
Catanzaro chiedendo "di non
accettare, venerdì e sabato
prossimi, la presentazione delle
liste dei candidati alla Presidenza
della Regione se prima non
ci sarà stato un pronunciamento
ufficiale del Ministro degli
Interni sul meccanismo per
l'attribuzione dei nove seggi del
premio di maggioranza alla
coalizione vincente".
L'intervento di oggi di Corbelli, è scritto in un
comunicato, fa seguito alla denuncia
di Diritti Civili relativa
"alla impossibilità, da parte dello
stesso Ufficio elettorale,
di poter assegnare i nove seggi
dell'ex listino alla coalizione
vincente per il mancato chiarimento
nella modifica della legge
elettorale, approvata dal Consiglio
regionale il 6 febbraio
scorso, del meccanismo di riparto di
questi seggi".
"Senza un pronunciamento ufficiale,
preventivo e
chiarificatore dell'organismo
preposto sull'attribuzione dei
seggi del premio di maggioranza - ha
sostenuto Corbelli - le
elezioni del 28 e 29 marzo creeranno
un Consiglio regionale
imperfetto (40 consiglieri su 50
eletti con il sistema
proporzionale nelle cinque province:
mentre non potranno essere
assegnati i nove seggi dell'ex
listino), e quale inevitabile
conseguenza l'annullamento della
stessa consultazione
elettorale".
"Dopo le nostre denunce,
motivate e dimostrate, sul mancato
chiarimento, nella modifica della
legge elettorale,
dell'attribuzione dei seggi dell'ex
listino e dopo che nessuno
ha sentito il dovere di intervenire
su questa battaglia di
trasparenza, legalità e democrazia -
ha aggiunto Corbelli -
Diritti Civili ha intrapreso una
iniziativa di legge per
garantire la regolarità delle
elezioni di marzo e scongiurare
che le stesse vengano poi
annullate". (ANSA).
REGIONALI:CORBELLI,CON INGANNO SU LISTINO
ELEZIONI A RISCHIO
(ANSA) - COSENZA, 19 FEB -
"C'é un silenzio inquietante di
tutti i partiti politici, dei
parlamentari, dei consiglieri
regionali e della cosiddetta società
civile sul grande scandalo
e inganno della falsa abrogazione
del listino bloccato della
legge elettorale regionale,
sostituito di fatto invece con
cinque listini provinciali, bloccati
e camuffati". E' quanto
afferma, in una nota, il leader del
movimento Diritti civili,
Franco Corbelli.
"Si invocano codici etici e liste pulite, senza indagati e
condannati - prosegue Corbelli - e
nessuno invece, in Calabria,
spende una sola parola sulla legge
(elettorale) sporca, truccata
che porterà all'inevitabile
annullamento delle elezioni
regionali, per l'impossibilità da
parte dell'Ufficio centrale
regionale presso
assegnare i nove (o cinque) seggi
dell'ex listino per il mostro
giuridico partorito con la modifica
della legge elettorale
approvata dal Consiglio regionale il
6 febbraio scorso che non
chiarisce il meccanismo di riparto
dei seggi del premio di
maggioranza (nove o cinque seggi)
che tocca alla coalizione
vincente".
"In Calabria - afferma Corbelli - sta accadendo qualcosa di
particolarmente grave e
preoccupante. Nonostante le denunce,
motivate e dimostrate, di Diritti
Civili sulla modifica
irregolare della legge elettorale,
nessuno avverte il dovere di
intervenire su questa battaglia di
trasparenza, legalità, e
democrazia. Solo la stampa calabrese
continua, con correttezza e
coerenza, a sostenere questa
iniziativa di Diritti Civili a
difesa della legalità. Tre giorni
dopo la grave e clamorosa
denuncia e conferenza di Diritti
Civili, tutti i partiti e i
parlamentari continuano a tacere,
tutti i consiglieri regionali
restano muti. La società civile è
latitante".(ANSA).
Comunicato stampa Movimento Diritti
Civili
Elezioni regionali in
Calabria. Diritti Civili denuncia e dimostra grande inganno: “Listino regionale
(abrogato) sostituito con cinque listini provinciali”!
Cosenza
“La
modifica alla legge elettorale, approvata dal Consiglio regionale della
Calabria, che ha abolito il listino bloccato è un mostro giuridico e un inganno
politico che ha, da una parte, abrogato (a furor di popolo) il listino
regionale e, dall’altra, partorito cinque listini (bloccati) provinciali (uno
per ogni provincia calabrese)”. La clamorosa denuncia è stata fatta dal leader
del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, nel corso di una conferenza
stampa tenutasi questa mattina in un albergo di Rende (Cosenza). Corbelli ha
svelato il “grande inganno con documenti e precisi riferimenti di legge”. Il leader di Diritti Civili da diversi giorni
porta avanti, da solo, quella che definisce una “importante battaglia di
legalità, trasparenza e democrazia”. Dopo il mancato chiarimento nel corso
dell’ultima seduta del Consiglio regionale del meccanismo di ripartizione dei
seggi dell’ex listino (cinque o nove seggi da assegnare alla coalizione
vincente, in base ai voti e alla percentuale riportati), Corbelli aveva parlato
di “atto di grave responsabilità dell’Assemblea di Palazzo Campanella che di
fatto è destinato a portare all’annullamento delle Elezioni Regionali di marzo,
visto che il Consiglio eletto il 28 e 29
marzo prossimi sarebbe imperfetto (40 consiglieri su 50, quelli eletti, con il
sistema proporzionale, cioè nelle cinque circoscrizioni provinciali, secondo la
vecchia ripartizione territoriale per il numero di abitanti, così come si
evince dal decreto di indizione delle elezioni regionali calabresi firmato dal
Prefetto di Catanzaro l’8 febbraio scorso: nessun riferimento viene invece
fatto in questo decreto ai cinque o nove seggi dell’ex listino da eleggere con
il sistema maggioritario)”. Corbelli ha fornito
oggi prove inconfutabili. “La clamorosa gaffe del Consiglio regionale sta nel
richiamare esplicitamente per l’assegnazione dei nove posti dell’ex listino,
l’articolo 1, comma 3 della legge n. 43 del 23 febbraio 1995, che prevedeva
l’elezione dei componenti della lista bloccata regionale, in Consiglio, secondo
il sistema maggioritario, esclusivamente a scorrimento in base alla
collocazione nella stessa lista. Con la modifica della legge elettorale
regionale, votata il 6 febbraio scorso, il Consiglio regionale, per
l’attribuzione del premio di maggioranza (ex listino) si richiama allo stesso
articolo (1), stesso comma (3), della stessa legge (43 del 23 febbraio 1995),
con il medesimo sistema maggioritario di attribuzione dei seggi. Con una sola
clamorosa novità: che anziché un listino bloccato regionale (abrogato dopo la
ribellione popolare), si vanno di fatto a creare cinque listini bloccati
provinciali, in virtù dell’articolo 4 di modifica alla legge elettorale
regionale n. 4 del 6 febbraio 2010 che al comma C recita testualmente…4) qualora il gruppo di liste o
i gruppi di
liste provinciali collegate alla lista regionale di cui al numero 2) abbiano
conseguito un numero di seggi inferiore a 25, assegna al medesimo gruppo di liste
i nove seggi da ripartire con sistema
maggioritario di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 23 febbraio 1995, n.
43, e li ripartisce fra le medesime
liste e nelle circoscrizioni secondo quanto stabilito ai periodi terzo, quarto, quinto, sesto e
settimo del numero 3)»;
. …. Significa che ad essere eletti, per
l’attribuzione del premio di maggioranza (cinque o nove seggi) saranno i
candidati che occuperanno i primi posti in lista e non invece i primi non
eletti. Un autentico inganno, uno scandalo inaccettabile che permette ai
partiti di raggirare l’abolizione del vecchio listino regionale e di decidere
loro l’ordine dei nominati provincia per provincia! Un escamotage che Diritti
Civili, dopo un attento studio, ha scoperto tra le righe della nuova legge
elettorale regionale. Cosa succederà adesso dopo la nostra denuncia di questo
grande inganno? Interverrà il Ministro degli Interni, per cancellare questo
scandalo prima della presentazione delle liste? Sarà consentito di andare al
voto con il listino camuffato, anzi con cinque listini provinciali camuffati? I
primi non eletti delle liste della coalizione vincente giustamente
rivendicheranno i seggi del premio di maggioranza. Ci saranno un’infinità di
ricorsi. Come si regolerà, di fronte a questo mostro giuridico, l’Ufficio
Centrale regionale di Catanzaro per l’attribuzione dei nove seggi (ex listino)?
Gli elettori calabresi hanno il diritto di sapere che votando un candidato
della lista prescelta di fatto eleggono un nominato di quella stessa lista collocato,
dai vertici dei partiti, ai primi posti! I cinque listini camuffati sono uno
scandalo e un inganno per tutto il popolo calabrese che Diritti Civili ha
scoperto, denunciato e continuerà a combattere”!
16 febbraio 2010
CALABRIA.
REGIONALI: CORBELLI, PREFETTO SOSPENDA DECRETO ELEZIONI
(ANSA) - CATANZARO, 10 FEB - Il
leader del movimento Diritti
Civili,
Franco Corbelli, ha rivolto un appello al Prefetto di
Catanzaro
invitandolo "a sospendere il decreto di indizione
delle elezioni,
a chiedere una immediata convocazione
straordinaria
dell'Assemblea di Palazzo Campanella per stabilire
e votare il
criterio di ripartizione dei seggi dell'ex
listino".
"Senza il chiarimento del meccanismo di
ripartizione dei
seggi
dell'ex listino - sostiene Corbelli in una nota - il
decreto di
indizione delle elezioni va sospeso, in attesa della
doverosa
correzione e integrazione della legge elettorale
regionale".
Secondo Corbelli "la mancata
ripartizione dei seggi del
listino si
evince inequivocabilmente dal decreto di indizione
delle
Elezioni regionali del Prefetto di Catanzaro, firmato nei
giorni
scorsi. La legge - prosegue - assegna al Prefetto il
compito di
ripartire i seggi nelle circoscrizioni provinciali,
atto che,
come recita l'articolo 2 della legge del 6 febbraio
1968, n.
108, deve essere fatto contestualmente al decreto di
indizione
delle elezioni. Nel decreto del Prefetto di Catanzaro
si fa invece
riferimento solo ai 40 seggi da assegnare nelle
cinque
circoscrizioni provinciali. Non si fa alcun cenno invece
ai cinque o
nove seggi che dovranno essere assegnanti dopo
l'abrogazione
del listino. Questa ripartizione dei soli 40 seggi
andava bene
in presenza del listino, ma dopo la sua abolizione
l'assegnazione
di questi seggi nelle diverse circoscrizioni
provinciali
andava inserita e chiarita nel decreto del Prefetto.
Questo non è
stato fatto per una grave inadempienza del
Consiglio
regionale che nella seduta che ha modificato la legge
elettorale non
ha spiegato e deliberato il meccanismo da
utilizzare
per questa ripartizione, nonostante i diversi
interventi
di Diritti Civili". (ANSA).
Comunicato stampa
Movimento Diritti Civili
Corbelli “Non chiarito
meccanismo ripartizione seggi ex listino. Nuovo Consiglio regionale imperfetto.
Elezioni a rischio annullamento”
Reggio Calabria
Il Movimento Diritti
Civili spiega in una nota “perché le elezioni sono a rischio annullamento per colpa
del mancato chiarimento del meccanismo di ripartizione dei seggi del listino
regionale, abrogato venerdì scorso dal Consiglio regionale”. Dopo la nota di
ieri dell’esperto di leggi elettorali di Diritti Civili, oggi scende in campo,
il leader del Movimento, Franco Corbelli, che rivolge un “ultimo appello
all’intero Consiglio regionale” che invita ad intervenire, parla di “confusione
e poca conoscenza della legge elettorale da parte di quanti hanno dato per
scontato il superamento di ogni problema con la notizia che il Prefetto di
Catanzaro ha indetto le elezioni firmando il relativo decreto”. “Quello del
Prefetto di Catanzaro è un atto tecnico-procedurale dovuto. Non spetta al
Prefetto verificare eventuali inadempienze della nuova (modificata) legge elettorale.
Dare per scontato che con la firma del Prefetto si annullano eventuali lacune
legislative e si garantisce comunque la regolarità delle elezioni è un grave
errore. Resta il fatto oggettivo e indiscutibile della mancata, precisa e
chiara definizione del meccanismo di ripartizione dei seggi del listino. Nel
testo di modifica alla legge elettorale, votato dal Consiglio regionale,
nell’ultima seduta, non è stato infatti chiarito il criterio di questa
ripartizione. I cinque (se la coalizione vincente ha conseguito un numero di
seggi inferiore a 25) o nove (se invece la coalizione ha superato i 25) seggi
come vengono ripartiti? La legge votata dal Consiglio regionale non chiarisce
affatto questo punto cruciale. I nove ( o
cinque) consiglieri come vengono assegnati? Il riferimento nel testo approvato
dal Consiglio regionale venerdì scorso si riferisce alla vecchia legge del 23
febbraio 1995, quella che prevedeva la presenza del listino bloccato e del
premio di maggioranza. L’errore, clamoroso, sta proprio in questo passaggio. Si
applica cioè un criterio per la ripartizione dei seggi ricorrendo alla vecchia
normativa che prevedeva la presenza del listino. Una “disattenzione” (per usare
un eufemismo) che se non sanata porterebbe ad aver un Consiglio regionale imperfetto
(40 su 50 consiglieri), e quindi all’annullamento delle stesse Elezioni del 28
e 29 marzo, in quanto l’Ufficio Centrale regionale presso
9 febbraio 2010
Comunicato
stampa Movimento Diritti Civili.
Abolizione
listino in Calabria. Corbelli: “Vinta una storica battaglia dopo10 anni di
lotte, proteste e denunce di Diritti Civili”!
Cosenza
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, da molti anni impegnato “a denunciare la vergogna del listino
bloccato(dei nominati e raccomandati), dopo l’approvazione da parte della
conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale dell’abolizione di questa
norma-scandalo della legge elettorale regionale, parla di “una storica
vittoria, una grande conquista civile, che ripristina la democrazia e il
diritto, sancito dalla Costituzione, dei cittadini di poter scegliere i propri
rappresentanti nella Assemblea regionale”. “Dopo dieci anni di lotte, di
proteste, di denunce, finalmente sta per essere abolito il listino-vergogna.
Diritti Civili iniziò, in perfetta solitudine, dieci anni fa, nel 2000,
presentandosi da solo, alle Elezioni regionali calabresi, con una propria lista
e un suo candidato alla Presidenza della Regione (lo stesso Corbelli), a
denunciare la vergogna del listino bloccato, dei nominati e raccomandati, imposti
dalle segreterie dei partiti ed eletti senza alcun consenso elettorale. Dopo
che per anni – si legge nella nota di Diritti Civili - abbiamo gridato, purtroppo inascoltati,
contro il listino-vergogna, oggi grazie anche alla importante iniziativa del
presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, che ha promosso il
Movimento “Aboliamo il listino”, che Diritti Civili sta sostenendo, sta per
essere raggiunto questo importante, storico risultato, cancellato questo
assurdo e inaccettabile privilegio, riconosciuto e ripristinato il dritto
costituzionale dei cittadini elettori di poter scegliere liberamente e
democraticamente i propri rappresentanti in seno al Consiglio regionale
calabrese. Non bisogna comunque abbassare la guardia sino a quando l’Assemblea
di Palazzo Campanella non approverà definitivamente l’abolizione di questa
norma odiosa, antidemocratica e incostituzionale. Per questo Diritti Civili si
è subito attivato, organizzando sit-in di protesta
(minacciando finanche l’occupazione non stop della sede del Consiglio
regionale a Reggio Calabria) e
allestendo gazebo per la raccolta di firme”.
30 gennaio 2010
CALABRIA.
REGIONALI: CORBELLI, INQUIETANTE SILENZIO SU LISTINO
(ANSA) - CATANZARO, 21 GEN - Il leader
del Movimento Diritti
Civili,
Franco Corbelli, in una nota, parla di "silenzio
inquietante
calato sulla preannunciata cancellazione del listino
(bloccato)
nella nuova legge elettorale regionale".
Corbelli teme "un inciucio
tra centrodestra e centrosinistra
per
mantenere in vita il listino-vergogna, per realizzare
operazioni
di trasformismo, accordi trasversali e garantire
così
l'elezione all'Assemblea di Palazzo Campanella a
personaggi-nominati
privi di alcun consenso elettorale".
Il leader di Diritti civili si chiede
"perché tutta
l'attenzione
è concentrata solo sulle scelte dell'Udc per la
candidatura
alla Presidenza della Regione e nessuno parla più
dell'abolizione
del listino? Per mesi tutti i partiti hanno
espresso la
volontà di cancellare il listino. Da un po' di
tempo un
inspiegabile e sospetto silenzio è calato sulla
cancellazione
di questa norma-porcata (per usare le parole del
Ministro Calderoli) della legge regionale. Il listino sarà
cancellato
nella nuova legge elettorale? O i partiti hanno
sottoscritto
tacitamente un accordo ignobile per mantenere
questo
assurdo e vergognoso privilegio, come merce di scambio
per accordi
elettorali e candidature alla Presidenza?".
Corbelli ricorda come "sia rimasto solo
il presidente della
Provincia di
Cosenza, Mario Oliverio, a portare coerentemente
avanti
questa battaglia per l'abolizione del listino-vergogna",
e sottolinea
"l'impegno del presidente della Regione, Agazio
Loiero, ribadito pubblicamente, venerdì
scorso al Rendano di
Cosenza, in
occasione della convention del Pd, di cancellare
questa norma
scandalo. Mi auguro che anche gli altri due
candidati
alla Presidenza della Regione, Giuseppe Scopelliti e
Pippo Callipo, quello in pectore dell'Udc,
Roberto Occhiuto, e i
diversi
partiti si pronuncino in modo netto su questo tema, non
irrilevante
per evitare il baratto elettorale. I cittadini
elettori
calabresi hanno il diritto di scegliere liberamente e
democraticamente
i propri rappresentanti in Consiglio regionale
e non invece
ritrovarsi dei nominati imposti dalle segreterie
dei
partiti". (ANSA).
VINTA
IMPORTANTE BATTAGLIA
REGIONALI:
CORBELLI, SU PRIMARIE CANCELLATA VERGOGNA
(ANSA) - COSENZA, gennaio - Il
leader del Movimento Diritti
Civili,
Franco Corbelli, "tra i primi a opporsi alle elezioni
primarie",
esprime, in una nota, "grande soddisfazione" e
parla di
"battaglia vinta e di vergogna cancellata".
"Le elezioni primarie - afferma Corbelli
- sono state
scongiurate.
Resta solo la figuraccia e la brutta pagina scritta
dai partiti
promotori e sostenitori di questa legge-scandalo. Il
Pd si faccia le elezioni primarie a
proprie spese. Si faccia
pure del male,
visto che ha già un suo candidato naturale che
é il
Governatore uscente, Agazio Loerio, che è giusto e
doveroso
venga giudicato per l'operato della sua Giunta dagli
elettori
calabresi il prossimo 28 e 29 marzo".
"Chiediamo adesso - conclude Corbelli -
che la consistente
somma
prevista per le primarie (oltre cinque miliardi e mezzo di
vecchie
lire) venga devoluta in beneficenza a famiglie povere
calabresi".
(ANSA).
A seguire tutti
gli interventi e le denunce di Diritti Civili sulla vicenda “scandalo Primarie”
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Esposto Diritti
Civili a Corte Conti per “denunciare ed evitare scandalo Elezioni Primarie in
Calabria, enorme spreco denaro pubblico: oltre 5 miliardi e mezzo di vecchie
lire”.
Catanzaro
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, preannuncia la presentazione di un
“esposto preventivo” (a cui, in caso di approvazione della legge, seguirà una
denuncia dettagliata con il nome di tutti i consiglieri regionali che voteranno
a favore) alla Corte dei Conti di Catanzaro per “denunciare ed evitare quello
che definisce il “grande scandalo delle Elezioni Primarie, per la scelta del
candidato alla Presidenza della Regione Calabria, che ha fatto registrare
l’adesione di due soli partiti (il Pd e i Socialisti
Uniti), un inaccettabile spreco di denaro pubblico: oltre cinque miliardi e
mezzo delle vecchie lire”! Corbelli chiede che le elezioni primarie “vengano
scongiurate, annullate e auspica a questo proposito che domani il Consiglio
regionale calabrese abbia un sussulto di dignità e responsabilità e cancelli e
non approvi la vergogna delle primarie, altrimenti - afferma - sarà
29 dicembre 2009
Diritti Civili: “Le Primarie in Calabria sono
uno spreco di danaro pubblico. Le consultazioni del Pd
sono “inutili,vanno annullate e la somma prevista devoluta in beneficenza”
Catanzaro (28 Dicembre
2009)
“Le elezioni primarie
alle quali hanno aderito due soli partiti (il Pd e i
Socialisti Uniti), sono una trappola per far fuori Agazio Loiero
e sono un inaccettabile spreco di denaro pubblico. Chiedo che vengano annullate
e che la somma prevista venga devoluta in beneficenza a famiglie calabresi
indigenti». Lo afferma in una nota il leader del Movimento Diritti Civili,
Franco Corbelli. «Dopo la forte denuncia di Loiero -
aggiunge - il centrosinistra non consenta, con eventuali accordi trasversali,
che sia il centrodestra a scegliere, attraverso il voto alle stesse primarie
del Pd, il candidato del centrosinistra alla
presidenza della Regione. Le Primarie, in Calabria, non hanno fatto registrare
quella larga partecipazione dei partiti che ci si aspettava. Sono per questo
diventate del tutto inutili e assolutamente ingiustificabili alla luce anche
dell'enorme costo previsto per lo svolgimento. C'è il rischio reale e concreto
che potrebbero essere utilizzate (dal centrodestra) per condizionare,
influenzare e determinare la scelta del candidato del Pd
alla presidenza della Regione. A che serve allora farle? Alla luce anche del
fatto, oggettivo e importante, che della moltitudine dei partiti che
parteciperanno alle Elezioni Regionali del marzo 2010 hanno scelto di ricorrere
alle primarie, due soli partiti». «Uno di questi addirittura, i Socialisti
Uniti, alleato - prosegue Corbelli - con il centrodestra che ha già da tempo ha
ufficializzato la candidatura a Governatore di Giuseppe Scopelliti.
L'altro, il Pd, ha in campo quattro candidati tutti
della stessa corrente e tutti componenti della stessa maggioranza che governa
SANITA':COSENZA;
CORBELLI, LOIERO TUTELI DIPENDENTI DUSSMANN
(ANSA) - COSENZA, 28 DIC - Il
leader del Movimento Diritti
Civili,
Franco Corbelli, in una nota, rivolge "un appello al
presidente
della Regione e responsabile della sanità calabrese,
Agazio Loiero - è detto in una nota - a favore dei lavoratori
della Dussmann, che operano, da diversi anni, nell'appalto di
pulizia
ed inservierato presso l'ospedale Annunziata, che
domani
mattina,
martedì, manifesteranno a Cosenza davanti alla
direzione
dell'Azienda Ospedaliera cosentina".
"Questi lavoratori, qualificati grazie
anche ad un corso
finanziato
dalla Regione, che rischiano adesso di perdere il
posto di
lavoro perché l'azienda vuole appaltare i servizi di
pulizia -
prosegue il comunicato - hanno chiesto l'intervento
del
leader di Diritti Civili".
Corbelli chiede a Loiero
"di tutelare i diritti di questi
lavoratori
e di evitare che, appaltando i lavori di pulizia, si
sprechino
queste risorse, si consumi un'ingiustizia e si
realizzi
un nuovo spreco di denaro pubblico. L'Azienda
ospedaliera
si appresta, per la grave carenza di personale con
qualifica
di operatore socio sanitario, ad effettuare assunzioni
di operatori
in possesso di questo titolo. E' opportuno, utile e
doveroso
che per il reclutamento di questo personale, per una
migliore
organizzazione del lavoro, si proceda con la
reinternalizzazione dei servizi allo stato gestiti dalla
Dussmann. Si tratta infatti, come mi hanno spiegato alcuni di
questi
lavoratori che ho incontrato, di personale attualmente
dipendente
dell'Azienda Ospedaliera, che è stato riqualificato
con un
corso della Regione, il cui obiettivo non poteva che
essere,
la valorizzazione e l'esperienza acquisita da questi
lavoratori
in anni di lavoro. Diversamente non si capirebbe
perché
questo
personale negli organici delle Aziende Sanitarie ed
Ospedaliere".
(ANSA).
Diritti Civili denuncia: “Negli ospedali calabresi si paga il
ticket(42 euro) anche soltanto per misurare la febbre ai bambini”! Appello al
presidente Loiero: “Cancelli questa ingiustizia”!
Catanzaro
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge
per l’istituzione del Garante della Salute, approvata, all’unanimità dal
Consiglio regionale della Calabria, il 30 giugno 2008, denuncia quello che
definisce “il ticket (sanitario) dell’ingiustizia”, che “addirittura, afferma,
negli ospedali calabresi viene fatto pagare anche semplicemente per misurare la
febbre ai bambini che vengono ricoverati, soprattutto in questo periodo, per la
paura della pandemia e dell’influenza di stagione”. Corbelli rivolge un appello
al Presidente della Regione e responsabile della sanità calabrese, Agazio Loiero, perché “elimini questa ingiustizia” e rende noto a
questo proposito la lettera-denuncia di “un genitore che racconta l’incredibile
vicenda capitatagli, quando portati, in due diverse occasioni, i suoi due
bambini in ospedale per un controllo gli hanno presentato il conto ticket di
20,26 euro, la prima volta e di 42 euro, la seconda, solo per aver misurato la
pressione corporea”. Scrive questo genitore a Corbelli. “Mi chiamo Francesco,
scrivo dalla provincia di Catanzaro. Ho due bambini, uno di 18 mesi ed uno di 3
mesi. come tutti i bambini spesso si ammalano. Mi è capitato, almeno due volte
prima del caso che voglio sottoporvi, di dover andare di notte al pronto
soccorso perchè il bimbo più grande non stava bene, ed in una occasione in
particolare aveva difficoltà a respirare. Pur non essendo codice bianco, vista
la normativa vigente in Calabria, ho dovuto pagare il ticket di euro
20,66. Fino all'ultimo episodio, quando, dovutomi portare in pronto soccorso
perchè il bambino aveva avuto un brusco aumento della temperatura corporea e si
era completamente irrigidito, entrato con codice giallo, alla fine mi hanno
presentato un conto di circa 42 euro. Gli hanno misurato solo la temperatura. Allora
quello che le chiedo, dott. Corbelli, è: avendo due bambini piccoli, se di
notte ho urgenza di farli visitare cosa devo fare? devo pagare ogni volta 42
euro?”. Corbelli si rivolge a Loiero e afferma:
“Presidente è questa la sanità che non va, che penalizza i più poveri, le fasce
più deboli. Le chiedo un atto di coraggio: elimini questo ticket ingiusto. Non
è con questa tassa iniqua e odiosa che cancella la valanga di debiti della
sanità calabrese (che lei ha ereditato) e risolve i problemi del piano di
rientro. Sono altri gli sprechi da eliminare. Se ne freghi delle minacce di commissariamento del Ministro Sacconi. Compia questo atto
di equità e giustizia sociale, l’eliminazione del ticket, che sono certo tutti
i calabresi apprezzeranno”!
12 dicembre
2009
BANKITALIA:CORBELLI, CHIUSURA SEDE COSENZA
E'SCIPPO A CITTA'
(ANSA) - COSENZA, 29 NOV - Il leader del Movimento Diritti
Civili, Franco Corbelli, in una nota,
definisce "la chiusura,
definitiva a partire da ieri, dopo 115 anni,
della sede della
Banca d'Italia di Cosenza, un'immensa perdita
ed un colpo
durissimo, non solo d'immagine ed economico,
per la città
bruzia e l'intera provincia cosentina".
Secondo Corbelli, "la chiusura della Banca d'Italia di Corso
Umberto è una sconfitta politica di una intera
classe dirigente
locale assolutamente incapace di difendere uno
dei pochissimi
presidi storici dello Stato nella città e
nella provincia".
Corbelli critica, in particolare, il sindaco di Cosenza,
Salvatore Perugini, che, dice, "ha
assistito passivamente e immobile
alla soppressione della sede bruzia della Banca d'Italia,
anziché fare le barricate per evitare questa
autentica
disfatta. La chiusura dopo 115 anni della
Banca d'Italia di
Cosenza è solo l'ennesimo schiaffo, l'ultima
umiliazione ad una
città e ad una intera provincia. Purtroppo le
istituzioni
locali e la deputazione parlamentare cosentina non hanno saputo
evitare questa Caporetto.
Non hanno promosso
alcuna iniziativa concreta, nessuna protesta
clamorosa per
scongiurare questo evento nefasto. Paghiamo
ancora una volta,
come città e come provincia, il limite
oggettivo di una classe
dirigente e amministrativa che ha un peso
politico assolutamente
inesistente, che non è minimamente considerata
al di là del
Pollino, anzi viene continuamente umiliata e
sbeffeggiata nelle
stanze del potere romano. Questa è purtroppo
l'amara verità,
la drammatica realtà, come insegna in modo
eloquente la vicenda
della sede della Banca d'Italia. In una
provincia con mille
problemi, con un'economia in ginocchio, con
imprenditori che
tentano coraggiosamente di resistere e cercano
di continuare a
fare impresa in questa nostra terra, con
aziende che hanno
difficoltà di accesso al credito, per colpa di
banche usuraie,
con la colonizzazione del sistema bancario
calabrese da parte
dei grandi gruppi finanziari-bancari-industriali
del nord, vere
sanguisughe, abbiamo perso adesso anche
l'ultimo baluardo
statale del sistema bancario-creditizio".
"Ancora una volta - conclude Corbelli - siamo stati vittime
di uno scippo per l'assoluta incapacità dei
nostri
amministratori locali e dei nostri
parlamentari, gli stessi che
ci governano da decenni e che troveremo, tra
pochi mesi, molti
di loro, di nuovo candidati alle elezioni
regionali". (ANSA).
Notizia Ansa e comunicato integrale Diritti
Civili su emergenza sicurezza scuole in Calabria
SCUOLA: CORBELLI, PREOCCUPANO DATI SU
AGIBILITA' ISTITUTI
(ANSA) - COSENZA, 27 NOV - Il leader
del Movimento Diritti
Civili, Franco Corbelli, in una nota, si è
detto "fortemente
preoccupato" per i dati forniti ieri dal
direttore dell'Ufficio
scolastico regionale, Francesco Mercurio, che
"denunciano la
estrema pericolosità del 78% degli edifici
scolastici regionali
non sottoposti a collaudo statico e privi del
certificato di
agibilità".
Corbelli, inoltre, ha fornito "nuovi preoccupanti cifre sui
comuni calabresi inadempienti che sono oltre
370", e ha
ricordato a questo proposito anche
"l'indagine, dei mesi
scorsi, dell'Istat e del Sole 24Ore, che aveva anticipato
questi risultati catastrofici sulla sicurezza
degli istituti
calabresi".
"Siamo di fronte - ha sostenuto Corbelli - all'assoluta
mancanza di prevenzione in una regione, a più
alto rischio
sismico del Paese, che in caso di forte
terremoto rischierebbe
una vera e propria catastrofe. In Calabria,
pur di fronte a
questo quadro drammatico e nonostante
l'accordo sottoscritto,
nei mesi scorsi, tra lo Stato e le Regioni,
non sono ancora
iniziati i controlli negli edifici scolastici
più pericolosi,
per la mancata nomina, da parte dei comuni,
delle commissioni
tecniche. E' un fatto grave e assolutamente
ingiustificato che
in Calabria, nella regione più sismica del
Paese, su 409
comuni, dove sono state individuate le scuole
ritenute più
pericolose e che devono per questo essere
subito controllate,
solo 39 Amministrazioni comunali hanno
provveduto a nominare i
componenti delle squadre tecniche".
(ANSA).
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Sicurezza
scuole. La lunga battaglia e la nuova denuncia di Diritti Civili: “In Calabria
(regione più sismica d’Italia) 370 comuni inadempienti. Nonostante accordo Stato-Regione
non hanno ancora iniziato controlli in migliaia istituti a rischio. Non
nominate commissioni tecniche per effettuare verifiche” .
Catanzaro
Il
leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo i risultati di una
indagine resi noti ieri dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale,
Francesco Mercurio, che “denunciano la estrema pericolosità del 78% degli
edifici scolastici regionali (non sottoposti a collaudo statico e privi del certificato di agibilità), si
dice “fortemente preoccupato per questa drammatica situazione”, rende noti nuovi “dati allarmanti e
inquietanti che confermano la eccezionale gravità del problema, smentiscono di
fatto (rendendoli assolutamente irrilevanti) i numeri forniti dall’assessore
regionale ai Lavori Pubblici, Luigi Incarnato”, e chiede che tutte le scuole a
rischio “se necessario vengano anche immediatamente e temporaneamente chiuse in
attesa di effettuare i necessari interventi di messa in sicurezza per evitare
qualche tragedia nella regione, che non va mai dimenticato, è la più sismica
d’Italia”. Corbelli, che da anni porta avanti questa battaglia per la sicurezza
delle scuole, fornisce “nuovi preoccupanti cifre sui comuni calabresi
inadempienti (sono oltre 370)”, ricorda a questo proposito anche “la indagine,
dei mesi scorsi, dell’ Istat e del Sole 24Ore, che aveva anticipato questi
risultati catastrofici sulla sicurezza degli istituti calabresi” e denuncia “i
mancati interventi da parte delle Amministrazioni comunali e delle Province
calabresi nonostante i ripetuti allarmi lanciati. Siamo di fronte all’assoluta
mancanza di prevenzione in una regione, a più alto rischio sismico del Paese,
che in caso di forte terremoto rischierebbe una vera e propria catastrofe”. Il
leader di Diritti Civili denuncia come “in Calabria, pur di fronte a questo
quadro drammatico e nonostante l’accordo sottoscritto, nei mesi scorsi, tra lo
Stato e le Regioni, non siano ancora iniziati i controlli negli edifici
scolastici più pericolosi, per la mancata nomina, da parte dei comuni, delle
commissioni tecniche. E’ un fatto grave e assolutamente ingiustificato che in
Calabria, nella regione più sismica del Paese, su 409 comuni, dove sono state
individuate le scuole ritenute più pericolose e che devono per questo essere
subito controllate, solo 39 Amministrazioni comunali hanno provveduto a
nominare i componenti delle squadre tecniche. Irresponsabilmente centinaia di
comuni calabresi (sono oltre 370) continuano a sottovalutare il forte rischio
sismico che corre la nostra regione, non provvedendo a nominare la commissione
tecnica per procedere immediatamente alla verifica degli edifici scolastici.
Questa è la realtà odierna. Migliaia di istituti sono a rischio crollo. I dati
dell’assessore Incarnato sui primi interventi programmati sono irrilevanti,
anzi confermano di fatto la denuncia di Diritti Civili e, ieri, del direttore
Mercurio. Sono anni che Diritti Civili si batte per la sicurezza nelle scuole,
per un’azione di prevenzione per verificare le condizioni di stabilità delle strutture
che ospitano le classi. La sicurezza delle strutture scolastiche è una priorità
assoluta. Occorre responsabilmente fare subito le verifiche nelle scuole a
rischio e adottare interventi urgenti e misure di prevenzione efficaci, prima
che sia troppo tardi”.
27 novembre 2009
Comunicato
stampa Movimento Diritti Civili
Calabria.
Corbelli: “Abolire Listino elettorale-vergogna”!
Invito ai tre candidati presidenti Loiero, Scopelliti e Callipo
Catanzaro
Il leader del Movimento
Diritti Civili, Franco Corbelli, denuncia “il silenzio di tutti i partiti
politici presenti in Consiglio regionale sulla preannunciata cancellazione del
Listino (bloccato)nella nuova legge elettorale regionale”. Corbelli teme “un inciucio tra centrodestra e centrosinistra per mantenere in
vita il Listino-vergogna, per realizzare operazioni
di trasformismo, accordi trasversali e garantire così l’elezione all’Assemblea
di Palazzo Campanella a personaggi-nominati privi di alcun consenso
elettorale”. Il leader di Diritti Civili si chiede “perché nessuno parla più
dell’abolizione del Listino? Per mesi hanno tutti espresso la volontà di
cancellare il Listino. Da un po’ di tempo un inspiegabile e sospetto silenzio è
calato sulla cancellazione di questa norma-porcata (per usare le parole del
Ministro Calderoli) della legge regionale. Il Listino
è stato già o sarà cancellato nella nuova legge elettorale? O i partiti hanno
sottoscritto tacitamente un accordo ignobile per mantenere questo assurdo e
vergognoso privilegio, come merce di scambio per accordi elettorali e
candidature alla Presidenza? Diritti Civili rivolge una richiesta ufficiale ai
tre candidati presidenti, Agazio Loiero, Giuseppe Scopelliti e Pippo Callipo di
pronunciarsi su questo tema, non irrilevante per evitare il baratto elettorale.
I cittadini elettori calabresi hanno il diritto di sapere oggi, ancor prima del
varo della nuova legge elettorale, chi dei candidati alla Presidenza della
Regione Calabria, è favorevole alla cancellazione del listino-vergogna e chi
no”.
23 novembre 2009
Comunicato stampa
Movimento Diritti Civili
Diritti Civili
su”caso Venditti”: “Con brutale provocazione ha
riaperto caso Calabria. Aiuti adesso la nostra regione e venga a Cetraro”.
Il leader del Movimento
Diritti Civili, Franco Corbelli, interviene sul caso Venditti.
Dà atto al cantautore romano di “aver squarciato il velo dell’ipocrisia e detto
quello che, fuori dai confini regionali, tutti pensano, a Roma, nei Palazzi che
contano, della Calabria”. “Venditti, le cui
affermazioni sulla nostra regione naturalmente non condivido, ha un merito
indiscutibile: ha detto, senza ipocrisia, della Calabria quello che tutti nei
Palazzi romani pensano, ma non dicono. Almeno verbalmente, ma lo confermano con
i fatti, o meglio con i silenzi, la discriminazione e criminalizzazione di
questa regione. Perché prendersela allora solo con lui e non invece con chi, in Calabria, ha ridotto
la regione in questo stato comatoso, l’ha letteralmente affossata e ridotta a
discarica dei veleni di mezza Europa? Venditti, al di
la della sua parziale rettifica (smentita dalla registrazione diffusa su
Internet), ha fatto (ri)aprire gli occhi sulla
Calabria, su questa terra dimenticata, abbandonata, umiliata. Andrebbe per
questo ringraziato per aver, con la sua brutale provocazione, riportato il caso
Calabria all’attenzione nazionale. Quello che non riescono a fare tutti i
nominati parlamentrari-fantasma calabresi e i massimi
rappresentanti delle Istituzioni ed Enti della regione, lo ha invece fatto il
cantautore romano: denunciare e riaprire il caso Calabria. Al cantautore chiedo
non le scuse per quello che ha detto ma un gesto simbolico forte, significativo
che aiuti
7 ottobre 2009
SCUOLA:CORBELLI,
CALABRIA SI MOBILITI CONTRO DECRETO GELMINI
CATANZARO
(ANSA) - CATANZARO, SET. - "Il decreto Gelmini è il più
grande licenziamento pubblico di massa nella storia della Calabria con la
perdita di cinquemila posti di lavoro". Lo afferma in una nota il leader
del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli. "E' - aggiunge - un vero e
proprio massacro. Un colpo al cuore, durissimo alla già fragile economia di una
regione povera come
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Diritti
Civili. “Sette decessi per malasanità negli ultimi
trenta giorni in Calabria e il Consiglio regionale continua,
irresponsabilmente, a non eleggere il Garante della Salute, il cui bando è
scaduto da dieci mesi”.
Reggio
Calabria
Il
coordinatore del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e
promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute
della Calabria, approvata, all’unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio
regionale calabrese, dopo “gli ultimi, gravissimi casi di malasanità
(sette decessi negli ultimi trenta giorni su cui stanno indagando le diverse
competenti Procure della Repubblica) parla di “vera e propria drammatica
emergenza sanità in Calabria” e attacca il “Consiglio regionale che accusa di
irresponsabilità e di violazione dello Statuto Regionale, per non avere a
distanza di 10 mesi dalla scadenza del bando (15 ottobre 2008) proceduto alla
elezione del Garante della Salute, importante figura (e struttura, operativa 24
ore al giorno) al servizio dei cittadini, che serve proprio non solo per
denunciare ma per combattere e prevenire casi di malasanità,
di disorganizzazione e per dare assistenza continuativa e concreta a tutti i
cittadini-utenti, i pazienti e alle loro famiglie”. Corbelli spiega che “il
Consiglio regionale aveva l’obbligo, previsto dallo Statuto, di procedere,
entro e non oltre tre mesi dalla scadenza del bando, alla nomina del Garante.
Non lo ha fatto. Continua invece a inserire questa ( e altre) nomina all’ultimo
punto dell’ordine del giorno di ogni seduta e a rinviarla alla riunione
successiva. Stanno violando lo stesso Statuto regionale. Non si rendono conto
della gravità e drammaticità dell’emergenza sanità in Calabria. Dopo averla
votata all’unanimità, questa legge, non hanno forse ben compreso l’importanza
della figura e struttura del Garante della Salute. Per questo continuano a
rinviare la elezione. Oggi è il momento di dire basta a questo comportamento
irresponsabile. Chiediamo al presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova, e allo stesso Governatore Loiero
di far rispettare la legge e di procedere personalmente con i suoi poteri
sostitutivi, che lo Statuto gli assegna (trascorsi i tre mesi dalla scadenza
del bando e non avendo il Consiglio proceduto alla nomina), alla immediata
elezione del Garante della Salute della Calabria”.
12
settembre 2009
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Diritti
Civili ha presentato esposto a Procura Milano e chiesto intervento per
prevenire truffa Superenalotto. Tutta la verità su
questo “Affare di Stato” e “caso inquietante”. Intervista di Corbelli al
Tirreno di Livorno(28 agosto 2009)
Milano
Il
leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che da anni si batte per denunciare
le “vincite sospette (e pilotate, dall’esterno, dagli hacker)
al Superenalotto”, ha chiesto, con un
esposto-denuncia, recapitato oggi, alla Procura di Milano (competente
territorialmente in quanto città dove ha sede
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Diritti
Civili. “Otto decessi per malasanità negli ultimi
trenta giorni in Calabria e il Consiglio regionale continua,
irresponsabilmente, a non eleggere il Garante della Salute, il cui bando è
scaduto da dieci mesi”.
Reggio
Calabria
Il
coordinatore del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e
promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute
della Calabria, approvata, all’unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio
regionale calabrese, dopo “gli ultimi, gravissimi casi di malasanità
(otto decessi negli ultimi trenta giorni su cui stanno indagando le diverse
competenti Procure della Repubblica) parla di “vera e propria drammatica
emergenza sanità in Calabria” e attacca il “Consiglio regionale che accusa di
irresponsabilità e di violazione dello Statuto Regionale, per non avere a
distanza di 10 mesi dalla scadenza del bando (15 ottobre 2008) proceduto alla
elezione del Garante della Salute, importante figura (e struttura, operativa 24
ore al giorno) al servizio dei cittadini, che serve proprio non solo per
denunciare ma per combattere e prevenire casi di malasanità,
di disorganizzazione e per dare assistenza continuativa e concreta a tutti i
cittadini-utenti, i pazienti e alle loro famiglie”. Corbelli spiega che “il
Consiglio regionale aveva l’obbligo, previsto dallo Statuto, di procedere,
entro e non oltre tre mesi dalla scadenza del bando, alla nomina del Garante.
Non lo ha fatto. Continua invece a inserire questa ( e altre) nomina all’ultimo
punto dell’ordine del giorno di ogni seduta e a rinviarla alla riunione
successiva. Stanno violando lo stesso Statuto regionale. Non si rendono conto
della gravità e drammaticità dell’emergenza sanità in Calabria. Dopo averla
votata all’unanimità, questa legge, non hanno forse ben compreso l’importanza
della figura e struttura del Garante della Salute. Per questo continuano a
rinviare la elezione. Oggi è il momento di dire basta a questo comportamento
irresponsabile. Chiediamo al presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova, e allo stesso Governatore Loiero
di far rispettare la legge e di procedere personalmente con i suoi poteri
sostitutivi, che lo Statuto gli assegna (trascorsi i tre mesi dalla scadenza
del bando e non avendo il Consiglio proceduto alla nomina), alla immediata
elezione del Garante della Salute della Calabria”.
31
agosto 2009
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Diritti
Civili ha presentato esposto a Procura Milano e chiesto intervento per
prevenire truffa Superenalotto. Tutta la verità su
questo “Affare di Stato” e “caso inquietante”. Intervista di Corbelli al
Tirreno di Livorno(28 agosto 2009)
Milano
Il
leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che da anni si batte per
denunciare le “vincite sospette (e pilotate, dall’esterno, dagli hacker) al Superenalotto”, ha
chiesto, con un esposto-denuncia, recapitato oggi, alla Procura di Milano
(competente territorialmente in quanto città dove ha sede
Agosto
2009
Comunicato stampa Movimento Diritti Civili
Malasanità. Diritti Civili al Presidente Loiero: “Nominare Assessore regionale Sanità ed eleggere
Garante Salute Calabria”
Catanzaro
Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore
della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della
Calabria, approvata, all’unanimità dal Consiglio regionale calabrese il 30
giugno 2008, dopo la morte della bambina all’ospedale di Cetraro,
interviene per chiedere “verità e giustizia su questo nuovo, gravissimo caso di
malasanità”, per
“denunciare e stigmatizzare la mancata nomina , da parte dell’Assemblea
regionale, del Garante della salute (a dieci mesi dalla scadenza del bando)” e
per rivolgere un appello al presidente della Regione, Agazio Loiero, e invitarlo a “lasciare subito l’interim e a
nominare un assessore regionale alla salute che si occupi a tempo pieno
esclusivamente dei tanti drammatici problemi della sanità calabrese”. “Di
fronte ad una tragedia immane come quella di Cetraro
bisogna assolutamente evitare ogni strumentalizzazione politica. Occorre grande
rispetto di fronte al dolore della famiglia. Non è giusto, né corretto
anticipare sentenze o colpevolizzare qualcuno per questa drammatica vicenda che
dovrà essere chiarita dalla magistratura. Non si può comunque tacere su quelle
che ancora una volta sembrano emergere come precise responsabilità di una
classe politica e dirigente che continua ad intervenire solo dopo le tragedie,
che non riesce a prevenire, che continua irresponsabilmente a rinviare la
nomina del Garante della Salute, importante struttura, operativa 24 ore al
giorno al servizio dei cittadini utenti, che serve soprattutto in casi come
questo della bambina. Non è possibile che una bimba di otto anni muore in
attesa di una tac che non si riesce a fare. Un fatto gravissimo, inaccettabile,
indegno di un Paese civile. Non serve adesso che
11 agosto 2009
Comunicato stampa
Movimento Diritti Civili
Provincia di
Cosenza. Le dieci domande di Corbelli al Presidente Oliverio e la sua risposta,
pubblicata sul Quotidiano della Calabria
Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ha
rivolto, giovedì 6 agosto, attraverso Il Quotidiano della Calabria e l’Agi
(l’Ansa era in sciopero), dieci domande al Presidente della Provincia di
Cosenza, Mario Oliverio, e chiesto una “doverosa risposta per rispetto della
verità, delle Liste che lo hanno sostenuto e dei cittadini, elettori-ci, che lo
hanno votato ed eletto”. Le dieci domande. 1). E’ vero che lei ci ha chiesto e
pregato di fare
Il Presidente
della Provincia ha risposto (riconoscendo con onestà che “Corbelli ha detto il
vero ed ha ragione”) alle nostre domande con una lettera al direttore del
Quotidiano della Calabria, che l’ha pubblicata sabato 8 agosto. Il Quotidiano e
l’Agenzia di stampa Italia, Redazione di Catanzaro, sono i due importanti,
prestigiosi media calabresi (l’Ansa era in sciopero) che hanno dato ampio
spazio a questa iniziativa di Diritti Civili e che per questo ringraziamo.
.
9 agosto 2009
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Garante
Salute Calabria. Corbelli denuncia mancata nomina a dieci mesi dalla scadenza
del bando: “Diritti Civili lasciato da solo a combattere questa importante
battaglia civile”. Appello al presidente Bova e al
Consiglio regionale calabrese
Reggio
Calabria
Il
leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore
della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria,
licenziata dal Consiglio provinciale di Cosenza il 17 gennaio 2008 e approvata,
all’unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese, denuncia
“l’assoluto isolamento nel quale è lasciato dai politici (parlamentari), dai
consiglieri e amministratori regionali, dai rappresentanti delle Istituzioni ai
diversi livelli (anche da chi all’inizio ha votato questa proposta di legge),
per questa importante battaglia civile a difesa della salute dei cittadini” e
rivolge un appello al Presidente dell’Assemblea di Palazzo Campanella, Giuseppe
Bova, e a tutti i capigruppo e consiglieri regionali,
che invita “per senso di responsabilità e dovere istituzionale, a voler
finalmente procedere, nella riunione di domani, giovedì, alla elezione del
Garante, una figura e una struttura destinati a rivoluzionare e migliorare la
sanità calabrese”. “Diritti Civili di fatto è stato lasciato da solo a
combattere questa importante battaglia di civiltà e giustizia sociale. Chi ci
governa in questa regione, ai diversi livelli, è impegnato solo a spartirsi
assessorati, segreterie regionali (dei partiti), candidature alle prossime
elezioni regionali e poltrone varie. Non gli interessa certo la salute dei
cittadini, i gravi problemi della sanità calabrese”, afferma Corbelli che parla
di “situazione drammatica in molti importanti ospedali della regione, per gravi
carenze strutturali e di organico, di persone che muoiono, per negligenze, nei
nosocomi della regione o in attesa che arrivi l’ambulanza, come è accaduto nei
giorni scorsi nel Tirreno Cosentino, e della assoluta
necessità e urgenza dell’istituzione di questa struttura del Garante della
Salute per dare un riferimento e un aiuto concreto ai cittadini e agli stessi
operatori sanitari”. “Il Garante è una struttura al servizio e per difendere i
diritti dei cittadini in materia di assistenza sanitaria e per – continua
Corbelli - tutelare e mettere gli operatori sanitari (medici, paramedici) in
condizioni di operare al meglio e in sicurezza. Un modello innovativo, semplice
e rivoluzionario per combattere e prevenire la malasanità,
la disorganizzazione. Purtroppo scaduto già da quasi dieci mesi (dal 15 ottobre
2008) il bando, al quale hanno partecipato moltissimi aspiranti candidati, il
Consiglio regionale continua a rinviare la elezione del Garante della Salute.
Anche il Sole 24ore di recente ha severamente criticato il Consiglio regionale
calabrese per la mancata elezione del Garante della Salute”.
5
agosto 2009
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Superenalotto. Corbelli: “Vicenda inquietante. Un Affare di
Stato. Che fine ha fatto inchiesta
magistratura aperta undici anni fa, dopo denuncia Diritti Civili su maxi
vincite sospette?”
Roma
Il
leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che con le sue denunce ha
fatto aprire, nell’ottobre del 1998, l’inchiesta della Procura della Repubblica
di Paola (Cosenza), sulle “vincite sospette (e pilotate, dall’esterno, dagli hacker) al Superenalotto”, rompe
il silenzio e a distanza di molto tempo ritorna a parlare della sua “battaglia
civile, di verità e giustizia” su quella che definisce “, una “vicenda
inquietante”, denuncia “l’assordante silenzio mediatico
e istituzionale su questo caso” e chiede di sapere “che fine ha fatto
l’indagine aperta dall’ex procuratore capo paolano
Luciano D’Emmanuele, dopo un esposto di Diritti Civili, undici anni fa, nel
1998?”. Corbelli domanda: “C’è stato l’intervento della magistratura e la
blindatura del gioco, come da me ripetutamente chiesto in questi anni, anche durante
un mio confronto tv (al Costanzo Show) con
4
agosto 2009
Comunicato
stampa Movimento Diritti Civili
Provincia Vicenza
contro Presidi Sud. Corbelli: “Provincia Cosenza promuova iniziativa
istituzionale contro grave e inaccettabile discriminazione sociale”
Cosenza
Il leader del
Movimento Diritti Civili, ed ex consigliere provinciale, Franco Corbelli, dopo l’iniziativa
del Consiglio e dell’Amministrazione Provinciale di Vicenza contro i Presidi
del Sud (no ai dirigenti scolastici che vengono dal Meridione), chiede al
presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, di “promuovere una
immediata iniziativa istituzionale per denunciare la grave e inaccettabile
discriminazione sociale posta in essere dall’Assemblea e dall’ Ente vicentino,
difendere e sostenere invece le giuste, legittime ragioni e i diritti di tutti
quei professori e presidi che si recano al Nord per esercitare la loro
professione nel rispetto delle leggi e della stessa Costituzione italiana”. “Di
fronte alla iniziativa discriminatoria, di inaudita gravità, del Consiglio e
della Amministrazione provinciali di Vicenza che dicono no e chiudono le porte
ai Presidi che vengono dal Sud è opportuno e doveroso che il Meridione faccia
sentire la sua forte e civile protesta. Dalla Calabria, e in particolare dalla
provincia di Cosenza, sono in molti gli operatori del mondo della scuola ad
emigrare al Nord. Per questo chiedo (fossi stato
rieletto consigliere avrei immediatamente presentato un ordine del giorno
urgente con la richiesta di una seduta straordinaria e immediata del Consiglio
provinciale di Cosenza) al Presidente della Provincia Mario Oliverio di farsi
promotore di una forte, significativa iniziativa istituzionale a difesa dei
diritti degli insegnanti e dirigenti scolastici calabresi e meridionali e per
stigmatizzare severamente il tentativo razzista di discriminare i
professionisti del Mezzogiorno che vanno al Nord ad esportare la loro cultura e
la loro grande professionalità. Chiedo ad Oliverio di investire di questo
problema l’intero Consiglio provinciale cosentino con
una seduta ad hoc, con l’approvazione di un documento che condanni quello
(discriminatorio contro i Presidi del Sud) approvato dai loro colleghi di
Vicenza e chieda il rispetto dei diritti di tutti i cittadini italiani, siano
essi di Vicenza o di Cosenza. E’ giusto che questa iniziativa istituzionale
(che va ben al di là del mero valore simbolico), che va indirizzata al
Presidente del Consiglio, Berlusconi, al Ministro
della Istruzione, Gelmini, e al Parlamento nella sua
interezza, la promuova proprio
24 luglio 2009
Comunicato
stampa Movimento Diritti Civili
Malasanità. Diritti Civili denuncia fatto
gravissimo: “Per sette giorni operazioni sospese ad Ortopedia dell’Ospedale
Civile regionale di Cosenza per la mancanza dell’aria condizionata”!
Cosenza
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore della proposta
di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, ha
denunciato “un nuovo caso di cattiva
gestione della sanità, un fatto di inaudita gravità, un episodio inverosimile,
che mette a rischio la salute dei pazienti e crea grande difficoltà gli stessi
operatori sanitari (medici e paramedici), che non sanno più cosa e come fare
per affrontare questa drammatica emergenza sanitaria che potrebbe avere anche
conseguenze tragiche: per una settimana
al reparto di Ortopedia dell’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza, non si sono
potuti effettuare interventi chirurgici perché la mancanza dell’aria
condizionata! Il problema dell’impianto di aerazione ha riguardato anche altri
reparti dell’Ospedale Civile cosentino ma a Ortopedia
la situazione è sta drammatica”. Corbelli parla di “sanità-vergogna, indegna di
un grande Paese, una situazione da Terzo Mondo” , ha chiesto “l’immediato
intervento delle autorità preposte e la risoluzione di questo gravissimo
problema”. “Per una settimana all’ospedale Annunziata di Cosenza è accaduto
qualcosa che ha, nella sua gravità e drammaticità, dell’inverosimile e del
grottesco: ad Ortopedia non si potuto operare perché mancava l’aria
condizionata. I familiari di alcuni pazienti che devono e aspettano di essere
operati hanno portato a nostra conoscenza e chiesto l’intervento di Diritti Civili. Era stato
promesso che in attesa dell’aria condizionata sarebbero prestati
provvisoriamente portati dei pinguini di una nota marca (De Longhi).
Non si sono visti neppure questi e la sala operatoria di Ortopedia continuava a
restare chiusa per la mancanza dell’aria condizionata. Un fatto gravissimo che
ha messo a serio rischio la salute di tanti pazienti. Il primario del reparto e
i suoi colleghi medici hanno continuamente segnalato la gravità della
situazione alla direzione del nosocomio cittadino, ma senza purtroppo ottenere
alcun risultato concreto. L’aria condizionata continuava a mancare e le
operazioni sospese. Tra le proteste e la disperazione di tanti pazienti e dei
loro familiari, che esasperati hanno chiesto aiuto a Diritti Civili, che
continua in assenza dell’istituzione del Garante della Salute (per
l’irresponsabilità del Consiglio regionale che continua a rinviare la nomina di
questa figura, importante tra l’altro proprio per la risoluzione di problemi
gravi e urgenti come quello di ad Ortopedia) a supplire alla mancanza di questa
struttura. Possibile che si possa arrivare (nel silenzio e nell’indifferenza
delle Istituzioni e dei vari Enti) ad una situazione simile, una autentica
vergogna, uno scandalo che non ha eguali e precedenti? Un fatto indegno di una
Nazione evoluta, che forse neppure si verifica in un ospedale da campo di
guerra o in un paese del Terzo Mondo. E’ assolutamente urgente intervenire. Il
nuovo direttore generale dell’Azienda ospedaliera cosentina,
Pasquale Puzzonia, provveda a risolvere
immediatamente questo problema assicurando il ripristino dell’aria condizionata
e la riapertura della sala operatoria di Ortopedia”.
23 luglio 2009
Comunicato
stampa Movimento Diritti Civili
Diritti Civili
denuncia demonizzazione Sa-Rc, attacco e campagna anti-Calabria, anche con spot pubblicitari radiofonici (di
nota società trasporto marittimo) in onda su importanti media nazionali
Catanzaro
Il leader del Movimento
Diritti Civili, Franco Corbelli, denuncia quella che definisce “la ingiusta,
vergognosa e devastante (per il turismo) campagna di demonizzazione della
Calabria e nella fattispecie della Sa-Rc, addirittura
anche attraverso spot pubblicitari radiofonici, di una nota società di
trasporto marittimo (che opera anche nello Stretto di Messina!), in onda su
importanti media nazionali (RadioRai) che invitano ad
evitare
18 luglio 2009
Comunicato
stampa Movimento Diritti Civili
Sanità.
Corbelli: “
Catanzaro
Il leader del Movimento
Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore della proposta di legge
per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, licenziata dal
Consiglio provinciale di Cosenza il 17 gennaio 2008 e approvata, all’unanimità,
dal Consiglio regionale della Calabria il 30 giugno 2008, critica la
preannunciata ipotesi di commissariamento della
sanità calabrese, anticipata dal Ministro della Salute, Fazio, denuncia quello
che definisce il “problema più importante e urgente, la vera emergenza da affrontare
subito in Calabria (non certo con l’arrivo di qualche commissario romano!),
ovvero “la preoccupante carenza di personale medico, paramedico e ausiliario
che penalizza fortemente l’efficienza delle strutture ospedaliere e dei servizi sanitari erogati e mette a rischio
l’assistenza e la stessa tutela della salute dei pazienti” e chiede al Governo
e alla Regione di “affrontare immediatamente questa priorità, per non
continuare a penalizzare proprio i servizi ospedalieri essenziali e le fasce
più deboli, che sono quelle che ne usufruiscono in modo particolare”. “Il
Governo pensa di risolvere il problema sanità in Calabria, togliendo il
controllo della sanità al Governatore Loiero e
mandando un Commissario da Roma. Non ci si vuole rendere conto che non è il
commissario la soluzione a tutti i vecchi, gravi e irrisolti problemi della
sanità in questa regione. Sono altre le emergenze da affrontare, prima fra
tutte quella più drammatica che riguarda importanti ospedali regionali e mette
a rischio la salute e la stessa vita dei pazienti: l’assoluta insufficienza di
personale medico, paramedico, ausiliario che di fatto penalizza fortemente
l’assistenza sanitaria. Ci sono grandi nosocomi regionali (come l’Annunziata di
Cosenza, che invito il Ministro e l’assessore regionale alla sanità a visitare
per qualche ora, a camminare nelle corsie, a parlare con gli operatori
sanitari, a rendersi conto di persona della drammatica situazione nella quale
si è costretti a operare ogni giorno) dove a reparti con oltre 20 pazienti è
assegnato un solo infermiere, al massimo due. Di fatto viene pesantemente
penalizzata l’assistenza sanitaria. Si corre il rischio, soprattutto di notte,
che in caso di necessità di più pazienti i malati si trovano di fatto senza
alcuna assistenza sanitaria. Questo accade anche in reparti dove un intervento
immediato può salvare la vita. Si verifica il paradosso che in Calabria ci sono
ospedali con 20 posti letto (che andrebbero chiusi) e molte decine di impiegati
e ospedali regionali con carenza totale di personale. Ci sono reparti di pronto
soccorso e di cura di diverse, gravi patologie che operano, in condizioni
strutturali precarie e disagiate, alcune centinaia di interventi al giorno dove
manca di tutto e si va avanti solo grazie ai sacrifici e all’abnegazione del
personale medico e paramedico.
15 luglio 2009
Comunicato
stampa Movimento Diritti Civili
Appello
Corbelli per Centro Regionale Screening Neonatali che
rischia interruzione attività.
Catanzaro
Il leader del
Movimento Diritti Civili, ideatore e promotore della proposta di legge per
l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, licenziata dal Consiglio
provinciale di Cosenza il 17 gennaio 2008 e approvata, all’unanimità, dal
Consiglio regionale della Calabria il 30 giugno 2008, denuncia la situazione
“di estrema precarietà e il rischio (concreto e immediato) di paralisi per il
centro di screening neonatale di massa, che interessa
tutti i neonati della Regione (una media di 18.000 neonati all’anno)”. Corbelli
ha reso noto di aver ricevuto una richiesta di intervento e aiuto da parte del
professore Prof. Giuseppe Parlato, Ordinario di
Chimica Applicata alle Scienze Biomediche, Direttore
del Servizio di Chimica Clinica e dell'annesso Centro Regionale di Screening Neonatali (Università di Catanzaro), attivo dal 1991. Il
leader di Diritti Civili condivide e sostiene questa “giusta battaglia”, lancia
un appello e chiede “un immediato intervento del Presidente della Regione e
assessore alla Sanità, Agazio Loiero, e delle altre
autorità preposte, per scongiurare la interruzione della attività
dell’importante Centro di screening, che anzi va messo in condizioni di operare
al meglio e in assoluta sicurezza per tutti i neonati calabresi”. Questo il
testo della missiva del Prof. Parlato a Corbelli.
“Egregio On. Franco Corbelli, mi rivolgo a Lei con la speranza di trovare ,
dopo circa 3 anni, una persona autorevole che dia il suo contributo per
risolvere una situazione, che purtroppo continua ad essere precaria da anni. Mi
riferisco allo screening neonatale di massa, che
interessa tutti i neonati della Regione. La copertura infatti è totale: sono
18.00 neonati calabresi all’anno che sono sottoposti ai test di screening. La situazione purtroppo continua a restare
precaria da anni. Le Leggi regionali e nazionali riconoscono il diritto per
tutti i nati ad essere sottoposti ai test di screening per l’Ipotiroidismno,
30 Giugno 2009
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Diritti
Civili attacca Governo per commissariamento Sanità
Calabria: “Uno scontro politico che penalizza i più poveri”
Catanzaro
Il
leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore della
proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria,
licenziata dal Consiglio provinciale di Cosenza il 17 gennaio 2008 e approvata,
all’unanimità, dal Consiglio regionale della Calabria il 30 giugno 2008,
critica la “preannunciata ipotesi di commissariamento
della sanità calabrese”. Corbelli parla
della sanità calabrese come “terreno di scontro politico, una lotta per il
potere iniziata prima delle ultime Elezioni Amministrative provinciali e
proiettata sulle Regionali del prossimo anno, che si consuma sulla pelle
(salute) degli ignari cittadini calabresi, soprattutto delle categorie più
povere, deboli ed emarginate, quelle che più di tutte le altre (fasce) possono
usufruire solo del servizio sanitario pubblico e che da questo scontro, e con
il prossimo commissariamento della sanità calabrese,
saranno di fatto i più penalizzati”.
“Giudico l’intervento e il decreto-ultimatum del Governo che si
appresta, di fatto, a commissariare la sanità in
Calabria, un fatto gravissimo, una scorrettezza istituzionale, una invasione di
campo, con finalità politiche, contro cui bisogna subito reagire. Condivido per
questo l’appello alla mobilitazione bipartisan di
Mario Oliverio, riconfermato, con un vasto consenso, Presidente della Provincia
di Cosenza, quale giusto riconoscimento al suo buongoverno, alla trasparenza,
al suo rigore morale e al grande impegno nel sociale. Da Roma l’Esecutivo
attacca
28
giugno 2009
Comunicato stampa
Movimento Diritti Civili
Corbelli a Loiero “Annullare ticket sanitario, provvedimento iniquo
che penalizza fasce deboli”.
Catanzaro
Il leader del
Movimento Diritti Civili, promotore della proposta di legge per l’istituzione
del Garante della Salute della Calabria,
approvata dal Consiglio regionale calabrese il 30 giugno 2008, dopo l’annuncio
del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi,
fatto nel corso di un intervento telefonico ad una manifestazione elettorale del Pdl per promuovere la candidatura al Parlamento Europeo di
una velina, ( ex presentatrice tv), dell’imminente commissariamento
della Sanità calabrese, chiede al presidente della Regione, Agazio Loiero (a cui addebita la “responsabilità di aver ceduto ai
diktat del Governo e del Ministro Sacconi e di aver reintrodotto il ticket
sanitario, convinto che in questo modo avrebbe evitato il commissariamento
della sanità da parte del Governo”), di annullare immediatamente, il ticket,
perchè si tratta di un balzello che penalizza le famiglie più povere, deboli ed
emarginate”. “Loiero risponda alla provocazione di Berlusconi (l’annuncio del commissariamento
della sanità calabrese) con un atto, giusto e riparatore, che tutti i calabresi
chiedono e si aspettano: il ritiro del ticket sanitario. Il Governatore ripari
a questa misura iniqua, lo annulli. Visto che la reintroduzione del ticket non
servirà ad evitare il commissariamento della sanità
calabrese, annunciata dal Premier (per motivi politici ed elettorali) elimini
un provvedimento che ha penalizzato i cittadini più poveri e danneggiato
fortemente il centrosinistra a poche settimane dal voto di giugno. Salvi, il
Governatore, la sua immagine e la sua credibilità prima di essere commissariato
(per la sanità) dal Governo. Annulli il ticket sanitario. Ponga in essere
un’azione nell’interesse esclusivo della Calabria più povera e bisognosa, di
quella che cerca di sopravvivere con una pensione-miseria e vergognosa. Lasci
che sia il commissario che manderà Berlusconi in
Calabria a reintrodurre (se ne avrà il coraggio) il ticket”.
12 giugno 2009
Comunicato
stampa Movimento Diritti Civili
Negato diritto
voto a casa a invalidi 100%, anziani e paralizzati. Denuncia e appello di
Diritti Civili a Presidente Repubblica
Roma
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, candidato alle Elezioni provinciali
di Cosenza, con la sua Lista Diritti Civili, a sostegno di Mario Oliverio,
denuncia la violazione dei diritti delle persone invalide al 100%,
impossibilitati a muoversi e recarsi al seggio elettorale, che non potranno
esercitare il loro diritto al voto il 6 e 7 giugno prossimi e chiede
l’intervento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
”Nonostante la battaglia dei radicali, leggi e promesse (elettorali) di fatto
agli invalidi, anziani, soli, paralizzati e “prigionieri” (da anni) a casa,
viene impedito di poter esercitare il loro diritto al voto. Non gli viene
infatti consentito di potere votare a domicilio. Una vergogna. Nonostante la
legge preveda sulla carta che in casi di persone invalidi al 100% si possa
procedere al voto a domicilio, previa istanza che andava presentata entro
lunedì scorso e successiva visita medica a casa, nella realtà poi ai disabili
(veri) viene detto, come è accaduto nei giorni scorsi, dai medici di recarsi in
comune, fare una richiesta per essere autorizzato e trasportato in
autoambulanza al seggio elettorale. Una umiliazione. Chiedo che venga
cancellata questa ingiustizia, che si consenta a chi effettivamente non può
deambulare di esprimere il proprio voto dalla sua abitazione. Un Paese civile e
democratico ha il dovere di consentire a questi invalidi, anziani, soli, malati
e paralizzati, già umiliati, con la sospensione (in alcuni casi anche per oltre
due anni) della misera indennità di accompagnamento (400 euro al mese, con cui
pagano le badanti che li assistono 24 ore al giorno) di potere esprimere il
loro voto da casa. Diritto questo, sancito dalla Costituzione, che purtroppo
gli viene invece di fatto negato. Ci appelliamo al Presidente della Repubblica,
sperando, al di à di quelle che sono le sue stesse competenze istituzionali, in
un suo intervento a difesa dei diritti di queste persone, già così duramente
colpite da un destino crudele”.
5 giugno 2009
Comunicato
stampa movimento Diritti Civili
Immigrati:
Corbelli(Diritti Civili) attacca Governo: “Calpesta i diritti umani”
Roma
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, critica il Governo Berlusconi per i “provvedimenti anti-immigrati,
parla di “atti (il respingimento) disumani, indegni di un Paese civile e
democratico, che calpestano la dignità della persona umana”. “Il Governo di una
grande Nazione democratica non può negare il diritto d’asilo politico e
soprattutto l’assistenza a persone povere e disperate, in fuga dai loro Paesi
per fame, guerra e persecuzioni. Respingere i migranti significa calpestare
letteralmente i diritti umani e civili di interi Paesi e popoli, indigenti e
affamati. I provvedimenti razzisti contro gli immigrati sono una delle pagine
più nere e vergognose del Governo Berlusconi-Bossi.
Il presidente del Consiglio per assecondare
14 maggio 2009
Comunicato
stampa Movimento Diritti Civili
Sanità.
Corbelli chiede annullamento ticket: “Provvedimento iniquo. Penalizza i più
poveri. Tagliare veri sprechi”.
Catanzaro
Il leader del
Movimento Diritti Civili, promotore della proposta di legge per l’istituzione
del Garante della Salute della Calabria,
approvata dal Consiglio regionale calabrese il 30 giugno 2008, critica la
decisione di reintrodurre il ticket, definisce questa scelta “un provvedimento
iniquo che colpisce le fasce più povere e deboli della popolazione” e invita “a
tagliare i veri, grandi sprechi della sanità calabrese, ad iniziare dai
megastipendi ai manager e dagli accreditamenti (per le rette giornaliere)
gonfiati e, in molti casi, fuori controllo a tante strutture sanitarie private,
convenzionate”. “In una regione alle prese con una grave crisi e un grande
disagio sociale, con numerosissime famiglie ai limiti (e in molti casi al di
sotto) della soglia della povertà, in una Calabria devastata dalla malasanità, dove si continua a morire per la
disorganizzazione, per negligenze, per la cattiva gestione, si pensa di sanare
la voragine dei debiti della sanità accumulati nel corso degli anni con
politiche e amministrazioni irresponsabili e scellerate, reintroducendo il
ticket e colpendo di fatto in questo modo le categorie più indigenti, che non
sanno più come andare avanti. Chiedo al presidente Loiero
di non cedere ai diktat del Governo e del ministro Sacconi e di annullare e
ritirare il provvedimento che reintroduce il ticket. Anziché penalizzare le
fasce più povere con questi provvedimenti ingiusti si riduca percentualmente
l’importo delle rette alle strutture private in modo da coprire il costo
dell’annullamento del ticket. Una politica sociale, vera, deve tutelare le persone
più povere. Non certe cliniche private gestite con soldi pubblici da chi è
accusato di gravissimi reati ed è, in alcuni casi, anche detenuto”.
14 maggio
2009
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Terremoto.
Diritti Civili: ”Garantire sicurezza scuole. Iniziare subito verifiche in tutti
gli istituti a rischio. Il caso Calabria”
Catanzaro
Il
leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo il terremoto
dell’Aquila e le continue scosse, negli ultimi giorni e nelle ultime ore anche
in Calabria, si dice “fortemente preoccupato per la sicurezza degli edifici
scolastici calabresi” e chiede di “verificare subito la stabilità delle
strutture per prevenire eventi drammatici”. Corbelli, che da anni porta avanti
questa battaglia per la sicurezza delle scuole, denuncia come “in Calabria (la
regione a più forte rischio sismico d’Italia), dove oltre il 50% delle scuole è
a rischio, ancora oggi, nonostante l’accordo sottoscritto, nei mesi scorsi, tra
lo Stato e le Regioni, non siano ancora iniziati i controlli negli edifici
scolastici più pericolosi, per la mancata nomina, da parte dei comuni, delle
commissioni tecniche”. “E’ un fatto grave e assolutamente ingiustificato che in
Calabria, nella regione più sismica del Paese, su 409 comuni, dove sono state
individuate le scuole ritenute più pericolose e che devono per questo essere
subito controllate, solo 39 Amministrazioni comunali hanno provveduto a
nominare i componenti delle squadre tecniche. Dieci giorni fa questa era
l’allarmante situazione. Prima del violento sisma in Abruzzo.
Irresponsabilmente centinaia di comuni calabresi continuano a sottovalutare il
forte rischio sismico che corre la nostra regione, non provvedendo a nominare
la commissione tecnica per procedere immediatamente alla verifica degli edifici
scolastici. Sono anni che Diritti Civili si batte per la sicurezza nelle
scuole, per un’azione di prevenzione per verificare le condizioni di stabilità
delle strutture che ospitano le classi. La sicurezza delle strutture
scolastiche è una priorità assoluta. Occorre responsabilmente fare subito le
verifiche e adottare delle misure di prevenzione. La tragedia del terremoto
dell’Abruzzo deve rappresentare un campanello d’allarme, soprattutto in una
regione come
3
maggio 2009
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Diritti
Civili contro commissariamento sanità calabrese e
chiusura ospedali: “Un grave danno per le fasce più deboli e per l’intera
Calabria”
Catanzaro
Il
leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore
della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della
Calabria, licenziata dal Consiglio provinciale di Cosenza il 17 gennaio 2008 e
approvata, all’unanimità, dal Consiglio regionale della Calabria il 30 giugno
2008, esprime “grande preoccupazione” e critica fortemente l’ipotesi di commissariamento della sanità calabrese e la preannunciata
chiusura di molti ospedali calabresi”.
Corbelli parla della sanità calabrese come “terreno di scontro politico
e lotta per il potere alla vigilia delle imminenti Elezioni Amministrative ed
Europee del 6 e 7 giugno prossimi, che sta per consumarsi sulla pelle (salute)
degli ignari cittadini calabresi, soprattutto delle categorie più povere,
deboli ed emarginate, quelle che più di tutte le altre (categorie) possono
usufruire solo del servizio sanitario pubblico e che, con il commissariamento della sanità calabrese e la chiusura di
una ventina di ospedali, saranno di fatto i più penalizzati”. “Giudico il commissariamento
della sanità calabrese e la paventata chiusura di decine di ospedali una
catastrofe per
24
aprile 2009
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Sicurezza
scuole.Iniziati controlli in diversi istituti.
Diritti Civili: “Verificare adesso tutti
gli edifici a rischio”.
Roma
Il
leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, esprime grande
soddisfazione e parla di battaglia civile vinta per l’inizio lunedì, anche in
Calabria, della verifica delle condizioni di sicurezza degli edifici
scolastici. Corbelli per anni (e da solo) ha continuamente denunciato la
situazione di degrado e di pericolo di strutture scolastiche fatiscenti e
chiesto un controllo di tutte le scuole. Nei mesi scorsi il Governo, d’intesa
con le Regioni, ha finalmente stabilito di procedere ad una verifica di tutte
le scuole più a rischio. Da ieri, lunedì, anche in Calabria è iniziato questo
controllo, da una parte di una commissione tecnica. Sono 51 gli edifici
calabresi interessati, che saranno subito verificati. Corbelli, che aveva
lanciato il suo ultimo appello alla vigilia delle festività di Natale dello
scorso anno chiedendo ai Presidenti delle Province calabresi, a tutti i sindaci
e alla Regione, per quanto attiene agli edifici scolastici di loro competenza,
di disporre, approfittando del periodo di festività natalizia, una immediata
verifica delle condizioni di sicurezza di tutti gli edifici scolastici
calabresi, afferma che sono molto di più le scuole calabresi pericolose e
chiede che vengano controllati tutte le strutture scolastiche a rischio. “La
verifica delle scuole a rischio è una grande conquista, una iniziativa
importante, urgente, non più procrastinabile. Proprio ieri, che sono iniziati i
i controlli degli edifici scolastici, si è verificato
il crollo del soffitto di una scuola materna di Verona, che solo per un
miracolo non ha provocato vittime. Questo crollo fa seguito ai casi di
cedimento del soffitto, di pochi mesi fa, di Biella, di Agrigento, che, anche
in questo caso, miracolosamente non si sono trasformati in una nuova tragedia,
e di Rivoli, ancora in Piemonte, che ha visto purtroppo, in quest’ultimo
caso, la morte di un giovanissimo studente. Che le scuole italiane sono
pericolose del resto lo aveva denunciato, dopo il caso di Rivoli, il
responsabile della Protezione Civile, Guido Bertolaso,
Il 50% delle scuole italiane è a rischio, per questo era assolutamente urgente,
doveroso, intervenire con una opportuna ed efficace opera di controllo e
prevenzione. Prima che accada qualche nuova tragedia. Occorre prevenire, non
serve a nulla denunciare dopo. Per questo per anni, in perfetta solitudine, con
il solo sostegno della stampa calabrese, abbiamo chiesto un monitoraggio in
tutti gli edifici, per accertare le condizioni di sicurezza e le situazioni a
rischio, soprattutto in una regione, come
2
aprile 2009
Comunicato
stampa Movimento Diritti Civili
Diritti Civili
denuncia drammatica emergenza giustizia(mancanza giudici) in Calabria. I casi clamorosi
e gravi di due Procure di frontiera, Locri e Vibo
Valentia, che resteranno con il procuratore e un solo sostituto!
Reggio Calabria
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, interviene dopo la cattura, in
Olanda, del boss di San Luca, Giovanni Strangio,
afferma che “dopo il nuovo arresto eccellente, che purtroppo da solo non basta
certo per sconfiggere la ’ndrangheta, occorre affrontare e risolvere
l’emergenza giustizia dovuta alla carenza di magistrati e giudici in Calabria”
e chiede “al Governo di intervenire, in particolare e subito, sull’urgente
problema (dimenticato) di due Procure di frontiera, nella lotta alla
‘ndrangheta, quelle di Locri e Vibo Valentia che
rischiano di restare, tra pochi mesi, solo con il Procuratore capo e uno o due
sostituti, avendo gli altri pm in servizio nei due
Uffici giudiziari chiesto e ottenuto, tutti, il trasferimento in altre sedi”.
Corbelli chiede che “Governo, Parlamento, Csm, si
impegnino subito per la soluzione di questo grave problema della carenza di
organico di queste due Procure calabresi (e di tutte quelle con gravi problemi
per la mancanza di magistrati) che ogni giorno devono garantire la legalità
nella difficile e rischiosa realtà territoriale della Locride,
del Vibonese e del resto della regione”. “Purtroppo
non basta solo catturare qualche latitante eccellente (grazie a brillanti
operazione investigative) per sconfiggere la ‘ndrangheta. Occorre presidiare,
con le forze dell’ordine e la magistratura, ogni giorno il territorio, soprattutto
quello più a rischio mafia. In Calabria c’è una allarmante e inquietante
carenza di organico in tante Procure. Ci sono in particolare due casi eclatanti
e gravissimi, in due Procure di frontiera, nella lotta alla mafia. Il
drammatico problema della mancanza di magistrati e giudici sta per esplodere in
tutta la sua gravità e drammaticità. Stanno per essere infatti letteralmente
decimate e svuotate le Procure di Locri e di Vibo
Valentia, (due zone a forte rischio mafia e, purtroppo, per
21 marzo 2009
Comunicato stampa
Movimento Diritti Civili
Diritti Civili
denuncia rischio realizzazione centrale nucleare in Calabria
Catanzaro
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, denuncia “il rischio che
10 marzo 2009
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Diritti Civili: “I
Bronzi di Riace a
Reggio Calabria
Il leader del Movimento
Diritti Civili, Franco Corbelli, chiede che “i Bronzi di Riace
siano portati a
22 febbraio 2009
INFORMAZIONI MEDICO-SCIENTIFICHE
CONVEGNO NAZIONALE
"ETICA NELLA MEDICINA DEI TRAPIANTI E DELLE CELLULE
STAMINALI"
PADOVA, VENERDI 6 MARZO 2009 ORE 17.00-19.00
SALA DEI GIGANTI PALAZZO DEL LIVIANO
Negli ultimi anni si è assistito ad una importante
evoluzione della Medicina dei Trapianti e delle Cellule Staminali.
I mutamenti rapidi legati ai processi della ricerca medica, scientifica e tecnologica
hanno inevitabilmente generato nuove domande alle quali non è sempre possibile
dare una risposta che sia definitiva per i diversi aspetti.
Riflessioni e considerazioni di natura etica scaturiscono dal progresso e si
rendono necessarie nei confronti dell’ evoluzione della Medicina. L’affermarsi
della cultura dei Trapianti e dell’utilizzo delle Cellule Staminali
quale possibile futura terapia per diverse malattie dell’uomo, ci interpella in
qualità di istituzioni, di operatori sanitari, di cittadini e di malati.
Il Convegno aperto al pubblico “Etica nella Medicina dei Trapianti e delle
Cellule Staminali”, ha l’obiettivo di dare voce ad un
Esponente di primo piano della Chiesa Cattolica sulle implicazioni etiche
legate alla Medicina dei Trapianti e delle Cellule Staminali.
Comunicato Stampa
Movimento Diritti Civili
Elezioni Europee.
Corbelli (che definisce una carognata la soglia del 4%) ai piccoli partiti del
centrosinistra: “Scegliete, per correre insieme, il nome e il simbolo dei
Diritti Civili, quello che vi unisce e che è nel vostro Dna”.
Roma
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, definisce una “carognata” la soglia
del 4% per le Elezioni al Parlamento Europeo e rivolge un appello a tutti i
piccoli partiti del centrosinistra, che invita ad “allearsi e correre insieme
sotto il nome e il simbolo che, per la loro storia, li accomuna e unisce:
quello dei diritti civili”. Corbelli, fondatore e coordinatore da 20 anni, del
Movimento Diritti Civili mette a disposizione di tutti i piccoli partiti del
centrosinistra il nome e il simbolo del suo Movimento per la battaglia
elettorale europea, per quella che definisce “una grande battaglia di legalità,
libertà e giustizia contro i partiti golpisti, attentatori della democrazia”.
“Di fronte alla carognata del Parlamento, dei grandi partiti Pdl, Pd, Lega Udc
e Idv (del moralista Di Pietro!), dinanzi al
tradimento di Walter Veltroni nei confronti delle
piccole forze del centrosinistra, Rc, Pdci, Radicali, Verdi, Partito Socialista, Sinistra
Democratica, Rps, Udeur
dovranno necessariamente unirsi per cercare di superare la soglia
(antidemocratica) di sbarramento del 4%. Una alleanza non facile da realizzare.
Uno dei problemi, infatti, non semplici, da superare è rappresentato dalla
scelta del nome e del simbolo della Lista comune da presentare, che possa
rappresentare tutti i piccoli partiti rispettando la identità e la storia di
ognuna di queste forze politiche. C’è tra tutti questi partiti del
centrosinistra un valore comune che li unisce, che è nel Dna di queste
formazioni politiche: la difesa dei diritti civili. Per questo il Movimento
Diritti Civili, che questi valori rappresenta, incarna e difende da 20 anni in
Italia e nel mondo, offre la sua disponibilità a concedere, in modo assolutamente
gratuito, disinteressato e senza rivendicare neanche una semplice candidatura,
il proprio nome e il proprio simbolo, regolarmente registrati e presentati al
Ministero degli Interni (e regolarmente sempre accettati) negli ultimi 15 anni
per tutte le competizioni elettorali: Provinciali, Regionali, Politiche ed
Europee. Vogliamo solo dare un nostro contributo alla sacrosanta battaglia di
legalità, libertà e democrazia di tutti i piccoli partiti che un Parlamento
oligarchico vorrebbe cancellare e annientare. Chiediamo ai piccoli partiti del
centrosinistra di presentarsi alle Elezioni Europee del 6 e 7 giugno con il
simbolo (il planisfero) e il nome del nostro Movimento (o Partito) dei Diritti
Civili. E’ questa la risposta e la grande sfida che i piccoli partiti devono
lanciare a Veltroni e ai suoi complici”.
4 febbraio 2009
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Battaglia
Diritti Civili per sicurezza scuole: “Vigile, soldato o vigilantes davanti ogni
edificio scolastico ”!
Roma
Il
leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo “la nuova tragedia
della follia in una scuola, un asilo in Belgio, chiede l’adozione di immediate
misure di sicurezza davanti a tutti gli edifici scolastici per prevenire simili
violenti e drammatici episodi”. Corbelli chiede che davanti ad ogni scuola
della Calabria e dell’intero Paese (sono poco più di 60 mila gli edifici
scolastici in Italia) vi sia un vigile, o un soldato o una guardia giurata.
“Sono anni che Diritti Civili si batte per la sicurezza nelle scuole, per
un’azione di prevenzione sia per verificare le condizioni di stabilità delle
strutture che ospitano le classi, sia per i controlli all’ingresso, per non
lasciare gli edifici scolastici incustoditi, affidati alla sola vigilanza dei bidelli
e di fatto lasciati in questo modo alla mercè di folli che vi possono fare
irruzione e compiere stragi come quella di questa mattina in Belgio. Quei due
bambini uccisi insieme ad un adulto, che hanno spezzato il cuore, addolorato e
indignato il mondo intero, devono far riflettere e allarmare tutti. Bisogna
intervenire immediatamente prima che simili episodi di violenza e follia si
ripetano anche nel nostro Paese. La sicurezza dentro le scuole è una priorità
assoluta. Occorre responsabilmente adottare delle misure di prevenzione e di
controllo davanti a tutti gli edifici scolastici della nostra regione e del
nostro Paese. Bisogna che davanti ad ogni scuola ci sia, dall’inizio alla fine
delle elezioni, un vigile urbano, o un soldato o una guardia giurata privata.
Non bastando i soli vigili per garantire questo servizio di controllo si può
utilizzare l’Esercito e nel caso ricorrere anche ai vigilantes privati. I
comuni e le Province, in collaborazione con le Regioni e il Governo,
nell’ambito delle loro rispettive competenze, devono garantire questo servizio
di controllo e di prevenzione. Oggi le nostre scuole sono completamente
incustodite, lasciate quasi all’aperto. Chiunque infatti vi può entrare e
commettere qualunque azione violenta. La tragedia del Belgio è purtroppo solo
l’ultima di una serie di gravi episodi accaduti davanti e dentro le scuole.
Questa nuova tragedia deve rappresentare un campanello d’allarme. Bisogna
eliminare questo rischio e questa minaccia. Garantire condizioni di sicurezza
ai bambini, agli alunni, agli operatori del mondo scolastico, rassicurare e
tranquillizzare le famiglie. Non intervenire, dopo quanto accaduto, è da
irresponsabile e potrebbe configurare anche eventuali ipotesi di reato. Ritengo
che sia più utile e importante destinare un soldato davanti ad una scuola
piuttosto che mandarlo a presidiare una discarica o farlo passeggiare per le
strade di una città. Diritti Civili lancia ancora una volta questo allarme e
grida con forza il suo appello a chi di competenza ad intervenire. Prima che sia troppo tardi”.
29
gennaio 2009
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Diritti Civili:
“Dimezziamo prima il numero dei parlamentari, vera casta degli sprechi e dei
privilegi, e poi aboliamo le Province”
Il leader del
Movimento Diritti Civili e consigliere-capogruppo provinciale, Franco Corbelli,
ha chiesto nella conferenza dei capigruppo che anche
21 gennaio 2009
Comunicato Stampa
Movimento Diritti Civili
Banche e usura. Diritti
Civili sostiene De Masi e invita alla protesta contro nemici, distruttori e
colonizzatori Calabria e Sud. Battaglia a favore imprenditori calabresi
Catanzaro
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, si schiera a fianco dell’imprenditore
Nino De Masi e contro le maggiori banche italiane,
per quella che afferma “deve diventare una battaglia comune, simbolica, ma di
fondamentale importanza, di una intera regione contro dei veri nemici e
affossatori della Calabria e del Sud”. Corbelli esprime apprezzamento anche per
la decisione di Confindustria Calabria di costituirsi
parte civile al processo d’appello iniziato oggi a Reggio Calabria. “Bisogna
sostenere la battaglia di De Masi. Non bisogna lasciare solo questo coraggioso
imprenditore, che pur consapevole di condurre una battaglia difficilissima (se
non impossibile) va comunque avanti lo stesso con grande determinazione. Quella
di De Masi è una battaglia che va al di là del fatto personale. E’ una
iniziativa di grande valore simbolico, di particolare significato. Deve
diventare la risposta di tutti gli imprenditori, della classe politica e
dirigente in Calabria così come nelle altre regioni meridionali. Bisogna dire
no alle banche affossatrici del Mezzogiorno, che strangolano l’economia, che
tengono
16 gennaio 2009
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Diritti Civili,
dopo casi Rivoli, Agrigento, Biella e denuncia Bertolaso,
chiede immediata verifica condizioni sicurezza edifici scolastici.
Il leader del
Movimento Diritti Civili e consigliere provinciale, Franco Corbelli, chiede al
Presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, e al competente
assessorato provinciale, di voler disporre, in questo periodo di festività
natalizia, una immediata verifica delle condizioni di sicurezza di tutti gli
edifici scolastici della provincia di Cosenza. Lo stesso appello Corbelli lo
rivolge alle altre Province calabresi(e del resto del Paese), a tutti i sindaci
e alle Regioni per quanto attiene agli edifici scolastici di loro competenza
(materne, elementari, medie). “Dopo il nuovo crollo di un pezzo di soffitto in
una scuola di Biella, che fa seguito ad un analogo episodio di pochi giorni fa
in un istituto di Agrigento, che solo per un miracolo non si sono trasformati
in una nuova tragedia, come quella di Rivoli, ancora in Piemonte, che ha visto
la morte di un giovanissimo studente, e dopo la grave e inquietante denuncia
del responsabile della Protezione Civile, Guido Bertolaso,
sulla pericolosità del 50% delle scuole italiane, è assolutamente urgente,
doveroso, intervenire con una opportuna ed efficace opera di prevenzione. Prima
che accada qualche nuova tragedia. Occorre prevenire, non serve a nulla denunciare
dopo. Per questo chiedo al presidente della Provincia di Cosenza, all’assessore
competente all’edilizia scolastica, Oreste Morcavallo,
ai sindaci e alla Regione di voler disporre, approfittando della chiusura delle
scuole per la festività natalizia, un monitoraggio in tutti gli edifici, per
accertare le condizioni di sicurezza e le situazioni a rischio. Dopo quanto sta
accadendo è da irresponsabile far finta di nulla e non intervenire soprattutto
in una provincia, come quella cosentina, che è anche
quella con il più alto rischio sismico d’Italia. Purtroppo le mie denunce
continuano a cadere nel vuoto, anche per il silenzio di certa stampa, che
continua ad ignorare le importanti battaglie di Diritti Civili. Nonostante ciò
continuo, con grande senso di responsabilità e forte preoccupazione, questa
battaglia preventiva e ancora una volta oggi denuncio il pericolo, l’emergenza
scuola in tutta la provincia cosentina e nella
regione. Chiedo alle amministrazioni competenti (Province, Comuni e Regioni) di
intervenire immediatamente. Durante le vacanze di Natale si provveda ad
effettuare queste opportune e preventive verifiche. Non voglio creare nessun
allarmismo, ma solo fare un’immediata opera di prevenzione. Considero questo
problema della sicurezza delle scuole e questo tipo di intervento preventivo in
assoluto la priorità più importante da affrontare con urgenza. Chiedo inoltre
di conoscere se sono state mai effettuate (e quando) delle verifiche degli
edifici scolastici. Quali i risultati, le condizioni di sicurezza e le
situazioni particolarmente a rischio? Cosa si è fatto per eliminare le
situazioni di pericolo? Una cosa è certa: sono molto preoccupato per la
situazione di pericolo di molte scuole e continuerò a lottare, anche da solo e,
se necessario, con azioni eclatanti”!
4 gennaio 2009
Comunicato Stampa
Movimento “Diritti Civili”
Giustizia. Diritti
Civili denuncia pericoloso ritorno giustizialismo in
Italia
Roma
Il leader del Movimento
“Diritti Civili”, Franco Corbelli, interviene sul “caso giustizia”, difende il
presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, e
denuncia quello che definisce “un pericoloso e inquietante ritorno del giustizialismo che rischia di coinvolgere e travolgere
tutti e tutto, presunti colpevoli e innocenti”. “In Calabria e in altre regioni
del Paese sembra di essere ripiombati negli anni bui di Mani Pulite. C’è un
ritorno del giacobinismo che rischia di abbattere le regole democratiche, il
principio di presunzione di innocenza, lo stesso Stato di diritto. La situazione
è aggravata dallo scontro violento e senza precedenti tra le Procure di
Catanzaro e Salerno e dallo stillicidio di notizie che ogni giorno vengono
pubblicate da alcuni quotidiani nazionali. Così come negli anni Novanta,
l’epoca di Tangentopoli, basta adesso un sospetto, un’accusa, uno stralcio di
verbale o di intercettazione per criminalizzare, sbattere come un mostro in
prima pagina, un personaggio, un politico, un amministratore, un imprenditore,
che dà lavoro a migliaia di persone. Oggi non c’è nemmeno bisogno dell’avviso
di garanzia o del rinvio a giudizio per emettere sentenze sommarie. Il
garantismo sembra di nuovo calpestato e seppellito. Come nel caso del
presidente della Regione, Agazio Loiero, che
giustamente manifesta la sua indignazione per come viene ogni giorno trattato
da alcuni giornali nazionali. Così come nel passato, anche oggi, sto dalla
parte di Loiero e di tutte le persone oneste, in modo
convinto e assoluto. Il Governatore calabrese, già oggetto lo scorso anno di
perquisizioni spettacolare in tutte le sue abitazioni, è una persona perbene,
che non va dimenticato da anni vive sotto scorta per le gravi minacce della
‘ndrangheta. Non è giusto e corretto tiralo in ballo con accuse che, così come
è avvenuto già nel recente passato per altre indagini, vengono poi ritenute
completamente nulle dagli stessi giudici. Diritti Civili invita i magistrati
(competenti) a continuare e chiudere
subito le indagini Poseidone e Why
Not, a procedere nei confronti di chiunque si sia
reso responsabile di reati e atti illeciti. Sosterremo questa doverosa
battaglia di legalità della magistratura, così come abbiamo sempre fatto.
Bisogna che non resti nessuna ombra o dubbio su queste delicate inchieste
calabresi e che non ci siamo impuniti.
Ma questo deve avvenire nel rispetto delle regole, senza colpevolizzare
anzitempo e comunque tutto e tutti, senza processi mediatici sulla stampa
nazionale, senza sentenze sommarie, ma nel rispetto della Costituzione, del
principio di presunzione di innocenza, dello Stato di diritto. Tutto ciò è
doveroso in un Paese civile e democratico. La lunga storia garantista
di Diritti Civili ci porta oggi a chiedere, a pretendere verità e giustizia, ma
a combattere fermamente il giustizialismo, come
abbiamo sempre fatto in tutti questi anni, con appelli, denunce, iniziative di
piazza, spesso da soli contro tutti e tutto, nel Paese”.
12 dicembre 2008
Comunicato
stampa Movimento Diritti Civili
Soddisfazione per
scuole che non chiudono. Impegno adesso per salvare docenti precari e per
aiutare bambini disabili, rimasti senza insegnante sostegno. Non abbassare la
guardia e continuare pacifica protesta, come si sta facendo nel Paese
Roma
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, saluta con “soddisfazione la
decisione del Governo di non chiudere nessuna scuola in Italia”, parla di “una
grande vittoria della protesta studentesca, che Diritti Civili ha anticipato e
sostenuto sin dall’inizio”, invita “a non abbassare la guardia, a continuare la
pacifica protesta” e rivolge un appello per “l’altra grande emergenza sociale:
il salvataggio dei 90 mila precari, destinati altrimenti alla perdita del
posto, con forte penalizzazione, oltre che per tutti i docenti che si
ritroveranno disoccupati e sbattuti in mezzo ad una strada, per molti bambini
disabili che resteranno senza il loro insegnante di sostegno”. “
30 novembre 2008
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Diritti Civili:
“Soldati in tutti i cantieri della A3 e della trasversale delle Serre
minacciati dalla ‘ndrangheta”.
Catanzaro
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che da anni si batte per la presenza
dell’esercito in Calabria, dopo la denuncia del presidente della Regione,
Agazio Loiero, chiede “l’invio dei militari in tutti
i cantieri della Sa-Rc e della trasversale delle
Serre, oggetto delle intimidazioni mafiose”. Corbelli definisce questa una
“iniziativa importante, opportuna e urgente per fronteggiare la criminalità
organizzata che controlla, domina e condiziona i lavori della A3 e della
trasversale delle Serre, come ha onestamente e coraggiosamente denunciato ieri
il Governatore Loiero e nel mese scorso alcuni
sindacati”. Il coordinatore di Diritti Civili chiede che i 130 militari (
19 ottobre 2008
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Scaduto mercoledì
15 ottobre bando partecipazione nomina Garante Salute Calabria, Garante per
l’Infanzia e Difensore Civico. Intervento del Presidente del Consiglio
regionale, Bova
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge
per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, licenziata dal
Consiglio provinciale di Cosenza il 17 gennaio 2008 e approvata, all’unanimità,
dal Consiglio regionale della Calabria il 30 giugno scorso interviene sul bando
per l’elezione di questa innovativa figura , oltre che per la nomina del
Garante per l’Infanzia e del Difensore Civico regionale, il cui termine di
scadenza per la presentazione delle domande è scaduto mercoledì 15 ottobre. “Il
bando per l’elezione del Garante della Salute e per le altre nomine rischia(va)
purtroppo di passare del tutto inosservato. Pochi infatti sapevano che in
Calabria mercoledì 15 ottobre, scadevano i termini per la presentazione delle
domande. Questo fatto purtroppo rischia(va) di vanificare il grande e storico
risultato ottenuto con l’approvazione di questa legge(Garante Salute), grazie
all’impegno di Diritti Civili, del Consiglio provinciale di Cosenza e del
Consiglio regionale della Calabria. Molti aspiranti a questo incarico, e alle
altre due nomine, rischia(va)no infatti di restar fuori perché non informati
del bando e della sua scadenza. L’innovativa e rivoluzionaria novità del
Garante della Salute, prima struttura del genere in Italia, merita(va)
un’adeguata pubblicità. Lunedì scorso il presidente del Consiglio, Bova, ha risposto al nostro appello ed è intervenuto con
una nota del suo capo di gabinetto, dott. Strangio.
Lo ringraziamo. Il Garante della Salute è un fatto storico, destinato a segnare
una svolta epocale nella sanità calabrese e nel resto del Paese, dopo
l’annuncio, da parte di un partito politico, della presentazione di un disegno
di legge per l’istituzione anche del Garante della Salute nazionale. Il Garante
della salute è una novità assoluta, una importante conquista civile, una grande
vittoria per una intera regione, non solo per Diritti Civili che ha pensato,
ideato e fatto istituire, per legge, questa struttura, primo caso del genere in
Italia e nel mondo. E’ il riscatto e il desiderio di voltare pagina della
Calabria, dopo i tanti drammatici casi di malasanità.
Mi auguro adesso che la persona che verrà prescelta, dal Consiglio regionale
per l’incarico di Garante della salute, interpreti questo ruolo come una vera e
propria missione sociale e umanitaria. Il Garante della Salute oltre a
denunciare e accertare casi di cattiva sanità, di disservizi, di
disorganizzazione, di violazione dei diritti dei cittadini, anche dei detenuti,
in materia di assistenza sanitaria, ad effettuare controlli in tutte le
strutture sanitarie e ospedaliere, pubbliche e private, convenzionate con la
regione, a sostenere le giuste battaglie di verità e giustizia dei familiari
delle vittime dei casi di malsanità, avrà diversi
sportelli informativi (per le malattie rare, per le liste di attesa…) e servirà
a coordinare interventi per casi urgenti e drammatici. Attraverso un numero
verde, sempre operativo, 24 ore su 24, verranno raccolte tutte le segnalazioni
e le denunce dei cittadini sui casi più gravi di malasanità”.
16 ottobre 2008
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Bambini malati e disabili (gravi) senza insegnante sostegno.
Roma
Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, si dice “profondamente deluso dal silenzio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano”, su quello che definisce “il dramma e la grande ingiustizia dei bambini malati e disabili lasciati soli, senza insegnanti di sostegno, per colpa del decreto del Governo che taglia professori e cancella scuole”. Corbelli giudica il decreto del Ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, che toglie l’insegnante di sostegno ai bambini malati e diversamente abili, “un fatto grave, incostituzionale, indegno di un Paese civile”. “Il Governo per ridurre i costi della scuola ha tagliato anche l’insegnante di sostegno a molti bambini gravemente malati e portatori di gravi handicap. Sono questi gli effetti devastanti che ha prodotto il decreto del Ministro Gelmini. Diritti Civili continua a ricevere segnalazioni di genitori disperati e indignati, che si sono visti i loro bambini disabili privati dell’insegnante di sostegno. Ci viene chiesto di renderli noti, cosa che stiamo facendo grazie alla sensibilità di alcuni importanti media calabresi. Se non sarà assegnato un insegnante di sostegno ai loro bambini malati e disabili molti genitori saranno costretti a non mandare più a scuola i loro figli. Si tratta di grandi ingiustizie che colpiscono dei bambini innocenti già così duramente segnati da un destino crudele. Può il Presidente della Repubblica, come ha fatto in occasione della cerimonia al Quirinale per l’inaugurazione dell’anno scolastico, condividere queste misure ingiuste e punitive (altro che scelte coraggiose!) del Governo sulla scuola? Può il Capo dello Stato tacere su questi drammatici casi dei bambini disabili abbandonati al loro destino? Può avallare (e incoraggiare) i provvedimenti dell’Esecutivo che hanno privato questi piccoli diversamente abili del loro insegnante di sostegno? Lunedì scorso il Presidente della Repubblica, bocciando di fatto tutte le opposizioni parlamentari che contestano la falsa riforma della Gelmini, ha parlato di “scelte coraggiose del Governo, di tagli necessari nella scuola, di non sostenibili posizioni di difesa dell’esistente…”. Da Napolitano ci saremmo aspettati (e continuiamo ancora ad aspettarci, auspicando che lo faccia al più presto) una parola di condanna per una riforma della scuola e per una politica che penalizza i bambini malati, diversamente abili e le categorie più povere, deboli ed emarginate Non ha fatto invece alcun cenno, il Capo dello Stato, ai drammatici casi del piccoli P. , il bambino di Catanzaro, sordomuto e malato; della piccola M. , la bambina calabrese senza un braccino e senza un piedino; della piccola B., la bimba della provincia di Cosenza, affetta da gravissima allergia (che per andare a scuola rischia di morire), a cui il Governo Berlusconi, che lui (il Presidente Napolitano) ha apprezzato per le scelte coraggiose(!) sulla scuola, ha tolto l’insegnante di sostegno, cancellando così un loro diritto fondamentale, spegnendo una speranza, un sogno: poter andare a scuola, come tutti gli altri bambini”.
15 ottobre 2008
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Diritti Civili si schiera con i docenti precari e di sostegno.
Roma
Il leader del Movimento Diritti Civili, esprime solidarietà alle migliaia di docenti precari e di sostegno che si sono visti, quest’anno, in Calabria e in altre regioni del Paese, privati della cattedra, accusa il Governo che definisce “tagliatore di teste (di scuole e di professori)”, che “mentre penalizza anche gli insegnanti dei ragazzi diversamente abili, tenta poi di riformare la scuola con le ridicole trovate del ritorno del 7(voto) in condotta, del maestro unico alle Elementari e del grembiulino per i bambini”. “Siamo di fronte ad un Governo che continua a penalizzare le categorie più povere e deboli del Paese e adesso anche gli operatori del mondo della scuola e i ragazzi portatori di handicap. Un Esecutivo che è arrivato a preannunciare finanche la chiusura delle scuole per bambini malati oncologici, in Puglia, e che adesso taglia in Calabria (e non solo) molte centinaia di posti ai docenti di sostegno penalizzando in questo modo oltre agli stessi insegnanti i ragazzi diversamente abili e le loro famiglie. Siamo di fronte ad un Governo che vende fumo, che vive di espedienti pubblicitari e propagandistici, che attraverso una mirata strategia mediatica cerca di coprire i problemi veri, drammatici e reali del Paese e i tagli continui, enfatizzando provvedimenti ridicoli e irrilevanti (come il ritorno del voto in condotta, del maestro unico alle Elementari e del grembiulino per i bambini!) e criminalizzando intere categorie, come gli insegnanti, fatti passare per fannulloni e ignoranti (quelli meridionali). Al ministro moralista Renato Brunetta, che si vanta di aver ridotto l’assenteismo nelle scuole e negli uffici pubblici e plaude ai licenziamenti facili, chiediamo di far sapere quanti milioni di euro guadagna, come parlamentare (da molti anni), ministro (da alcuni mesi), docente universitario (da una vita); allo stesso Brunetta ricordiamo che quando era parlamentare europeo percepiva anche una lauta indennità come consulente di Palazzo Chigi (presidente del Consiglio anche allora era il suo sodale e compagno di partito, Berlusconi). Questo personaggio, Brunetta, del quale gradiremmo sapere anche quante assenze, e con quale giustificazione, ha fatto durante lo svolgimento del suo incarico parlamentare e di docente universitario, adesso viene a fare la morale. Che stia zitto e tolga semmai il disturbo! Al ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, chiediamo di occuparsi dei problemi veri della scuola e non del ritorno del sette in condotta o del grembiulino per i bambini delle Elementari! Chiediamo al Ministro Gelmini, o meglio al padre padrone del Governo, Berlusconi, di annullare il preannunciato taglio di 80 mila docenti in Italia e di ridare subito il posto a quegli insegnanti precari e di sostegno a cui è stato ingiustamente e immotivatamente tolto quest’anno, per non penalizzare questi insegnanti e soprattutto i tanti ragazzi-e diversamente abili e le loro famiglie”.
30 settembre 2008
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Diritti Civili a Ministro Gelmini: “Chieda subito scusa, per le gravi offese, a tutti gli insegnanti meridionali ”! Intervista di Sky Tg24 a Corbelli
Roma
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, risponde duramente (anche attraverso
una intervista a Sky Tg24) all’uscita del ministro
dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, che da Cortina
d’Ampezzo, ha preannunciato, salvo poi fare, dopo l’ondata di polemiche, una
parziale smentita(“che non smentisce nulla”), dei “corsi intensivi per gli
insegnanti del Sud, colpevoli secondo lei di abbassare la qualità della scuola
italiana” e invita la responsabile della Pubblica Istruzione a “chiedere subito
e pubblicamente scusa a tutti gli insegnanti del Sud o la denuncerà alla
magistratura, quale insegnante calabrese, per le gravi offese subite”. Corbelli
giudica le dichiarazioni della Gelmini oltre che “un
fatto grave e sconcertante, una offesa, una discriminazione e una provocazione
per tutti gli insegnanti meridionali che onorano ed elevano con la loro
professionalità e cultura la scuola italiana”. “Adesso basta. La misura è
colma. Dopo gli schiaffi e gli insulti di Bossi che un mese fa ha tuonato
contro gli insegnanti meridionali affermando che “è ora di finirla di far
martoriare i nostri figli da gente che non viene dal Nord”, oggi il Ministro
dell’Istruzione, che in vita sua non ha mai insegnato, è andata ben oltre
preannunciando (la sua parziale e obbligata smentita non smentisce un ben
nulla!) dei corsi intensivi per gli insegnanti di Calabria, Sicilia, Puglia e
Basilicata, colpevoli di abbassare la qualità della scuola italiana! Si può
arrivare a tanto? Si può tollerare una simile offesa e provocazione? Come si
permette il ministro Gelmini, una che non ha mai
insegnato in vita sua, di condannare e screditare una intera classe di docenti
meridionali, responsabili forse solo di non essere nati in Padania?
Sa il ministro Gelmini che quelle regioni, i cui
insegnanti lei oggi così brutalmente offende e scredita, sono terre con una
storia millenaria di arte, cultura, che hanno dato i natali, tra gli altri, a
personaggi come Corrado Alvaro, Bernardino Telesio,
Tommaso Campanella, Giovanni Verga, Luigi Pirandello,
Leonardo Sciascia… ? Anche questi grandi scrittori ,
filosofi e, alcuni anche, ex insegnanti (meridionali), per il ministro Gelmini hanno abbassato la qualità della scuola italiana?
La scuola italiana deve oggi preoccuparsi non degli insegnanti del Sud, ma di
essere finita nelle mani di un Ministro (Gelmini, e
non solo lei!) ignorante, che non conosce la storia , almeno quella della
letteratura del nostro Paese! La scuola italiana si deve preoccupare di un
Governo, tagliatore di teste (e posti di lavoro) che preannuncia la
cancellazione di 85 mila docenti. Questo è oggi l’Esecutivo Berlusconi
che, dopo aver promesso, in campagna elettorale, di nominare un Ministro
calabrese, s’è rimangiato (il Cavaliere) completamente l’impegno ed ha
addirittura cancellato dall’esecutivo
25 agosto 2008
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Dopo Garante Salute Calabria, Partito Democratico, primo firmatario senatore e chirurgo fama mondiale Ignazio Marino, chiede istituzione Garante Salute nazionale. Successo iniziativa Diritti Civili. Una grande vittoria, il riscatto di una intera regione.
Roma
Dopo il Garante
della Salute della Calabria, promosso dal leader del Movimento Diritti Civili,
Franco Corbelli, e approvato, all’unanimità, con una apposita legge, dal
Consiglio regionale della Calabria il 30 giugno scorso, il Partito Democratico
di Veltroni propone l’istituzione del Garante della
Salute nazionale. Soddisfatto e orgoglioso Corbelli, che afferma: “E’ una
grande vittoria. Una importante conquista civile. Il sogno che si realizza. Il
riscatto di una intera regione,
12 agosto 2008
(In questa stessa pagina tutta la storia della lunga battaglia di Diritti Civili per l'istituzione del Garante della salute e il testo integrale della proposta di legge approvata dal Consiglio regionale della Calabria il 30 giugno 2008)
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Garante Salute
Calabria “modello positivo da imitare”. La soddisfazione di Corbelli che parla di
“riconoscimento importante e significativo. Una svolta storica per
Catanzaro
Dopo il Tg5 anche
il Tg1 ha dato la notizia, nell’edizione delle ore 20, dell’altra sera,
dell’istituzione del Garante della Salute della Calabria e lo ha indicato come
“modello positivo da imitare”. Lo rende noto, assai soddisfatto, il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge,
approvata ufficialmente il 30 giugno scorso, all’unanimità, dal Consiglio
regionale della Calabria, che parla di “svolta storica e di riscatto
dell’immagine e della credibilità della Calabria, devastata dai tanti,
drammatici casi di malasanità”. Corbelli parla di
“riconoscimento importante e significativo, da parte del Tg1, per una grande
conquista civile, il Garante della Salute, che fa della Calabria un punto di
riferimento per l’intero Paese. E’ in questo modo, con queste iniziative
concrete, innovative, rivoluzionarie, che vanno nell’interesse e nella difesa
dei diritti dei cittadini, che si può finalmente voltare pagina in Calabria e
soprattutto si può riscattare e rilanciare l’immagine e la credibilità della
regione letteralmente distrutte dopo il ciclone della malasanità.
Mentre in Italia della sanità si parla purtroppo per la cattiva gestione, per i
casi di malasanità, per le morti assurde, per le
tante tragedie, per gli scandali e gli arresti eccellenti,
16 luglio 2008
Comunicato dei Genitori di FEDERICA MONTELEONE
I genitori di Federica Monteleone intervengono dopo l’approvazione del Garante della Salute della Calabria. "Una iniziativa importante, una svolta".
Vibo Valentia
I genitori di
Federica Monteleone, Giuseppe Monteleone
e Maria Sorrentino,
intervengono, con una nota, sull’istituzione del Garante della Salute della
Calabria, la proposta di legge, promossa dal responsabile del Movimento Diritti
Civili, Franco Corbelli, e approvata il 30 giugno scorso dal Consiglio
Regionale Calabrese. “Abbiamo appreso con soddisfazione dell’approvazione della
proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria.
Avevamo sin dall’inizio creduto e sostenuto questa iniziativa del coordinatore
dei diritti civili, Franco Corbelli. E’ una notizia positiva per
Giuseppe Monteleone e Maria Sorrentino
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Diritti Civili denuncia “Silenzio inviati-fustigatori giornali nazionali su importante, rivoluzionaria novità istituzione Garante Salute Calabria”.
Catanzaro
Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, denuncia il “silenzio, ingiustificato e discriminatorio, dei mezzi d’informazione nazionali e dei grandi inviati sulla importante iniziativa, primo caso del genere in Italia, dell’istituzione del Garante della Salute della Calabria”, promossa dallo stesso Corbelli e approvata lunedì scorso, all’unanimità, dal Consiglio Regionale calabrese. Corbelli chiede ai “noti inviati ed editorialisti, implacabili fustigatori, esperti e autori delle denunce degli scandali italiani e di quelli calabresi in particolare, soprattutto quelli legati alla malasanità, perché loro e i loro giornali continuano a tacere su questa importante, innovativa, rivoluzionaria iniziativa, prima struttura del genere in Italia, il Garante della Salute, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale della Calabria. Quello stesso Consiglio che i soliti noti inviati-editorialisti hanno in questi anni più volte additato come una sorta di combriccola di inquisiti. Lunedì questi stessi consiglieri regionali calabresi, con un coraggioso atto politico, hanno approvato una legge che rappresenta una assoluta novità positiva a livello nazionale e internazionale. Eppure i soliti noti inviati-editorialisti dei grandi quotidiani nazionali tacciono; ; così come tacciono i telegiornali nazionali, con la lodevole eccezione del Tg1 e del Tg5 di Mimun che ha ancora una volta hanno dato prova di correttezza dando la notizia dell’approvazione della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria. Ai soliti noti inviati-editorialisti di giornali e televisioni che in questi anni si sono occupati della Calabria, sparando su questa regione, criminalizzandola per ogni piccolo scandalo chiedo di spiegare perché non si occupano oggi, come gli impone di fare il loro dovere deontologico e professionale e la loro onestà intellettuale, anche della Calabria positiva, del Consiglio regionale che, recependo una proposta del Movimento Diritti Civili e del Consiglio provinciale di Cosenza, ha dato il via libera lunedì sera al Garante della Salute. Se per anni si spara con titoli a carattere cubitali, sui grandi media nazionali, sulla Calabria, si denunciano (giustamente) i casi di malasanità calabrese, si criminalizza (ingiustamente) questa terra, si ha anche il dovere, quando poi questa regione promuove una iniziativa diversa, innovativa, rivoluzionaria per affrontare l’emergenza sanitaria, di registrare, come ha correttamente fatto la stampa calabrese, anche questo fatto positivo, questo cambio di rotta, questa svolta storica nella sanità calabrese (e non solo), questa grande conquista civile, il Garante della Salute, destinato a diventare un modello di riferimento per l’intero Paese. Purtroppo l’amara riflessione che viene fuori anche da questa vicenda è che la Calabria è destinata (e condannata!) a interessare i noti inviati-fustigatori, a fare notizia su tutti i grandi media nazionali solo per episodi negativi e ad essere invece completamente ignorata per fatti positivi. Criminalizzata e sbattuta come un mostro in prima pagina per le negatività e dimenticata e letteralmente cancellata per le (poche) positività. E’ quanto è successo purtroppo anche per l’istituzione del Garante della Salute“.
5 luglio 2008
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Il Consiglio Regionale della Calabria ha approvato lunedì sera all'unanimità la proposta di legge per l'istituzione del Garante della Salute. "Una grande conquista civile".
Reggio Calabria
Il Garante della
Salute della Calabria diventa realtà. Lunedì sera, 30 giugno, il Consiglio
Regionale Calabrese ha infatti approvato all'unanimità la proposta di legge
promossa dal Movimento Diritti Civili e licenziata dal Consiglio provinciale di
Cosenza il 17 gennaio scorso. La proposta è stata recepita, emendata e
licenziata, martedì scorso, dopo l’audizione, a Palazzo Campanella, del leader
del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dalla Prima Commissione
Consiliare Regionale (Affari Istituzionali), presieduta da Giulio Serra.
Relatore della proposta e dell'emendamento finale è stato il vice presidente del
Consiglio Regionale Calabrese, Antonio Borrello.
Corbelli, promotore di questa iniziativa di legge, esprime tutta la sua
soddisfazione per “questo importante e storico traguardo” e parla di “svolta
significativa, di vera e propria rivoluzione per la sanità calabrese, destinata
a diventare un modello di riferimento per l’intero Paese. Da oggi in Calabria
si volta pagina. L’approvazione, da parte del Consiglio Regionale, della
proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute – continua
Corbelli - è un messaggio preciso ad una intera regione, che chiede e aspetta
segnali chiari e concreti di reale cambiamento per la gestione della sanità,
che invoca una netta e radicale inversione di tendenza rispetto al passato. Da
questo momento sarà così. Il Garante della Salute sarà un riferimento semplice,
immediato ed efficace per tutti i calabresi. Una grande conquista civile, una
vittoria per una intera regione, ottenuta grazie al contributo del Consiglio
provinciale di Cosenza, del Consiglio Regionale della Calabria, dei media
calabresi che sin dall’inizio hanno creduto e sostenuto questa iniziativa di
legge e questa battaglia civile. Dopo i tanti, drammatici casi di malasanità è stata dunque scritta una bella pagina di
politica solidale e di buona sanità, con l’approvazione della proposta di legge
per l’istituzione del Garante della Salute. Cambieranno molte cose d’ora in
avanti nella sanità calabrese. Si eviteranno tante ingiustizie e tanti
scandali, si rispetteranno i sacrosanti diritti dei cittadini all’assistenza
sanitaria, si aiuteranno tante persone, soprattutto quelli più indigenti, si
scongiureranno, questo è l’auspicio e l’impegno, nuovi casi di malasanità e nuove tragedie. Il Garante della Salute tra i
suoi compiti avrà anche quello di sostenere le giuste e doverose battaglie dei
familiari delle vittime dei casi di malasanità.
L’istituzione del Garante della Salute della Calabria si rendeva necessaria,
urgente e indispensabile dopo i tanti, drammatici casi di malasanità,
registratesi in questa regione.
3 luglio 2008
Testo integrale proposta di legge istituzione Garante della Salute della Calabria approvata, all'unanimità, dal Consiglio regionale calabrese il 30 giugno 2008
Art. 1
(Istituzione)
1. E' istituito presso il Consiglio regionale della Calabria l’Ufficio del Garante della Salute cui è attribuito il compito di verificare la piena attuazione nel territorio regionale dei diritti di tutte le persone, di ogni colore, religione, cultura ed etnia , compresi i detenuti, in materia di assistenza sanitaria e socio-sanitaria;
2. Il Garante presenta semestralmente una relazione al Consiglio Regionale e può comunque in qualsiasi momento essere convocato dal Presidente del Consiglio, dal Presidente della Giunta, dall'Assessore regionale alla Sanità e dalla Commissione permanente competente per materia;
3. Il Consiglio regionale esamina e discute la relazione del Garante e adotta le iniziative ritenute necessarie;
4. La relazione del Garante viene pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione, e divulgata nelle forme e con le modalità definite dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale.
Art. 2
( Funzioni)
1. Il Garante interviene a richiesta dei cittadini, di formazioni e associazioni sociali attraverso un numero verde operativo ventiquattrore per :
a) vigilare sul rispetto delle personalità e della dignità del cittadino in rapporto alla fruizione dell'assistenza sanitaria e socio-sanitaria;
b) segnalare alle competenti amministrazioni fattori di rischio o di danno a causa di carenze e di situazioni inadeguate dal punto di vista ambientale, organizzativo, strutturale e igienico-sanitario;
d) collaborare con il Garante per l'infanzia e l'Adolescenza della Regione Calabria per tutte le problematiche inerenti ai bambini e previste nella apposita Legge regionale di istituzione di questa figura;
e) fornire, attraverso l’URP del Consiglio regionale , informazioni utili ai cittadini per le più importanti problematiche della sanità di interesse collettivo, come la cura delle malattie rare e delle diverse gravi patologie, indicando i centri di eccellenza regionali, nazionali e internazionali;
f) tutelare la funzionalità e l’efficacia nell’erogazione delle prestazioni, le condizioni materiali e organizzative delle strutture e dei presidi socio-sanitari.
2. La richiesta è improcedibile qualora sia stato già presentato, per il medesimo oggetto, ricorso giurisdizionale.
Art. 3
(Procedure)
1. Chiunque sia indirettamente a conoscenza o direttamente oggetto di violazioni dei diritti del cittadino, all'art. 2 della presente legge, può rivolgersi al garante della salute.
2. Questi, previa comunicazione all'ufficio di direzione dell'Azienda interessata, chiede al responsabile della struttura, presidio, ufficio o servizio di esaminare congiuntamente quanto è stato o è oggetto di violazione, stabilendo , tenuto conto delle esigenze dei medesimi, il termine massimo entro cui devono essere attuati i necessari interventi e/o provvedimenti.
3. Trascorso tale termine il Garante porta a conoscenza del Direttore Generale dell’Azienda le inadempienze e gli ulteriori ritardi verificatisi, perché provveda, come di competenza.
4. Trascorsi 30 giorni dall'avvenuta comunicazione, il Garante comunica al Presidente del Consiglio regionale le inadempienze di cui al comma precedente per attivare interventi surrogatori.
5. Il Garante darà immediata notizia ai richiedenti di ogni intervento attuato.
6. Per lo svolgimento delle sue funzioni il Garante può ottenere in copia i provvedimenti adottati nonché ogni altra informazione necessaria all'esercizio dei compiti di cui all'art. 2 della presente legge.
Art. 4
(Nomina, requisiti e incompatibilità)
1. Il Garante è eletto a maggioranza qualificata dei presenti dal Consiglio regionale ai sensi della L.R. n. 39 del 1995 tra persone che abbiano maturato una esperienza almeno decennale nel campo sociale o sanitario; se dopo tre votazioni non è raggiunto il quorum necessario si procede con una quarta votazione a seguito della quale viene eletto il candidato che ottiene la maggioranza relativa.
2. L'incarico del Garante dura cinque anni e non può essere rinnovato;
3. Non sono eleggibili all’Ufficio del Garante:
a) Consiglieri e Assessori regionali, provinciali e comunali e i titolari di altre cariche elettive;
b) i direttori generali, sanitari, amministrativi, il personale medico e i dipendenti delle ASP e delle Aziende ospedaliere regionali;
c) gli amministratori
di enti pubblici, aziende pubbliche o società a partecipazione
pubblica, nonché gli amministratori o dirigenti di enti, imprese o associazioni
che intrattengono rapporti a qualsiasi titolo con
4. Le cause di ineleggibilità sopravvenute comportano decadenza di diritto e nei 20 giorni successivi al suo verificarsi il Consiglio regionale provvede alla nuova nomina.
5. L'incarico di Garante può essere revocato per gravi e comprovati motivi di ordine morale;
6. La revoca, motivata, può essere effettuata solo dal Consiglio Regionale con la stessa maggioranza prevista per la nomina;
7. Al Garante della Salute spettano le indennità determinate dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale.
Art. 5
(Rapporti con il Difensore Civico)
1. Il Garante della Salute interloquisce con il Difensore Civico per scambio di informazioni di interesse comune in funzione dell’espletamento del proprio ufficio.
Art. 6
(Ufficio del Garante)
1. L'Ufficio del Garante ha sede presso il Consiglio regionale.
2. L'Ufficio è composto dal Garante e da un collaboratore con funzione di segretario, individuato tra il personale regionale di fascia C.
Art. 7
Norme transitorie
1. In sede di prima applicazione della presente legge la nomina del Garante della Salute avviene entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge e cessa con la conclusione della legislatura.
2. Per gli anni successivi si provvede ad inizio di ogni legislatura.
Art. 8
Norma Finanziaria
1.
Agli oneri derivanti dall’applicazione della presente legge, valutati per il
Art. 9
Abrogazione di norme
1.
E’ abrogata
Art. 10
Entrata in vigore
1. La presente legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo a quello di pubblicazione sul BURC.
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Corbelli chiede a Loiero di nominare Sgarbi Assessore regionale alla Cultura della Calabria.
Entusiasta il critico d’arte e, da poco, nuovo sindaco di Salemi(Tp)
Catanzaro
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, chiede al Presidente della Regione
Calabria, Agazio Loiero, di nominare Vittorio Sgarbi
Assessore regionale alla Cultura”. Corbelli chiede al Governatore calabrese una
“scelta forte, innovativa, rivoluzionaria rispetto al passato e di rilancio a
livello nazionale e internazionale della immagine della nostra regione, in
materia di beni artistici, storici e culturali, vera grande ricchezza di questa
terra. La vicenda di questi giorni dei 21 milioni destinati alla Calabria per i
beni artistici e culturali, mai utilizzati e dimenticati al Ministero della
Cultura, dimostra e conferma – afferma Corbelli - quanto sia necessario e
indispensabile che alla guida dell‘assessorato alla Cultura della Calabria vada
un personaggio autorevole, competente, capace e popolare come Sgarbi, stimato e
apprezzato per la sua grande cultura e per le capacità amministrative come ha
dimostrato nelle, sia pure brevi, esperienze di Assessore ai Beni Culturali del
Comune di Milano e ancora prima, nel 2001, di Sottosegretario alla Cultura.
Chiedo per queste ragioni all’amico presidente Loiero
di nominare Sgarbi Assessore regionale (sfruttando uno dei due posti di
assessore esterno, reso disponibile dopo il dimissionamento di Diego Tommasi) alla Cultura della Calabria, una regione che il
critico d’arte ama, che conosce molto bene, che ha sempre apprezzato e
valorizzato in questi anni in tutti i suoi interventi parlamentari e televisivi.
Sgarbi saprebbe come utilizzare quei fondi del Ministero della Cultura, fermi e
destinati alla nostra regione; saprebbe soprattutto come valorizzare le grandi
ricchezze artistiche e culturali e come rilanciare l’immagine della Calabria in
Italia e nel mondo. Loiero è amico di Sgarbi. C’è tra
i due, persone oneste, colte e intelligenti, oltre ad una sincera amicizia, una
perfetta sintonia umana e una grande affinità culturale e politica. Insieme
hanno fatto anche recenti battaglie politiche e campagne elettorali. Ho
anticipato oggi al mio vecchio amico Sgarbi, un apolide della politica, questa
mia iniziativa. E’ rimasto entusiasta. L’ex parlamentare, critico d’arte e
nuovo sindaco di Salemi, in provincia di Trapani,
dove ha ottenuto un grande, clamoroso successo, si è detto pronto a ricoprire
anche questo importante e prestigioso incarico di Assessore regionale alla
Cultura della Calabria e diventare così, come mi ha detto, il ponte ideale tra
giugno 2008
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Emergenza criminalità. Diritti Civili chiede “Invio soldati anche in Calabria e non solo nelle metropoli e davanti alle discariche”!
Roma
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo la decisione del Ministro della
Difesa, Ignazio
15 giugno 2008
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Proposta legge istituzione Garante Salute Calabria sarà approvata da Consiglio Regionale, subito dopo Bilancio. Soddisfazione di Corbelli. “Una svolta storica per la sanità calabrese, una grande conquista civile. Un modello di riferimento per l'intero Paese"
Reggio Calabria
Il Garante della Salute della
Calabria diventa realtà. La proposta di legge per l’istituzione della figura
del Garante della Salute, promossa dal leader del Movimento Diritti Civili,
Franco Corbelli, licenziata dal Consiglio provinciale di Cosenza il 17 gennaio
scorso, è stata portata oggi dal presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe Bova, alla conferenza dei capigruppo, trasmessa subito alla
competente Commissione Sanità per gli adempimenti di natura finanziaria, prima
di essere portata all’approvazione dell’Assemblea regionale nel primo Consiglio
utile, dopo quello del 28 e 29 maggio, dedicato per legge solo al Bilancio. Lo
rende noto Franco Corbelli che ha avuto oggi la comunicazione ufficiale
dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale. Corbelli, che esprime
grande soddisfazione, ringrazia il presidente Bova,
tutti i capigruppo e l’intero Consiglio regionale per quella che definisce “una
svolta storica, una rivoluzione nella sanità calabrese”. “Una importante
iniziativa sta per essere ufficializzata in Calabria, dopo i tanti casi di malasanità e le morti assurde. E’ il Garante della Salute
della Calabria che diventa legge regionale. Primo e unico caso di una struttura
del genere in Italia. Una grande conquista civile, che segnerà una svolta
fondamentale per la sanità e per il rispetto dei diritti dei cittadini e
destinata a diventare un modello di riferimento per l’intero Paese”, afferma
Corbelli. L’iter legislativo è quello previsto dall’art. 39, comma 1 e 2, del
Nuovo Statuto della Regione Calabria. La proposta di legge per l’istituzione
del Garante della Salute, dopo l’approvazione del Consiglio provinciale e dopo
l’ok del Consiglio Regionale, diventerà così legge
della Regione Calabria. “Dopo le tante tragedie, la morte delle due
giovanissime studentesse di Vibo Valentia, Federica Monteleone ed Eva Ruscio, il
giovane della provincia di Reggio Calabria Flavio Scutellà,
la giovane donna di Cinquefrondi, il piccolo Andrea
Bonanno, alla luce delle numerose denunce sui casi di malasanità
diventa ancora più importante e urgente l’istituzione della figura del Garante
della Salute, proprio per difendere e garantire i diritti di tutti i cittadini.
La proposta servirà a dotare
26 maggio 2008
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Diritti Civili al Presidente Napolitano: “Ci aiuti a salvare San Luca. Venga in questo paesino calabrese, ingiustamente criminalizzato. Lo faccia per tutti quei bambini innocenti”
San Luca(Rc)
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, lancia un appello a favore di San
Luca, invita il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,
a far visita a questo piccolo centro della Locride, a
incontrare quei bambini autori delle suppliche alla Madonna per fermare la
violenza e la faida, quale segnale di attenzione dello Stato e messaggio di
speranza per il futuro. “Presidente Napolitano, venga
a San Luca, nel paese di Corrado Alvaro. Lo faccia soprattutto per quei
bambini, le cui letterine di supplica alla Madonna di Polsi, sono state
ritrovate nei giorni scorsi, di questo piccolo centro, ingiustamente
criminalizzato in Italia e nel mondo, soprattutto dopo la strage di Duisburg, per vecchi pregiudizi e antichi preconcetti. Venga
a visitare questo paesino, per dimostrare che lo Stato non lo ha abbandonato,
che le Istituzioni sono vicine, che quei bambini non sono lasciati soli, che
c’è una speranza per il loro futuro, che saranno proprio loro che un domani
aiuteranno a sconfiggere definitivamente l‘emarginazione, la discriminazione e
la ‘ndrangheta. Ci aiuti presidente Napolitano a
salvare San Luca. Aiuti quei bambini che hanno chiesto, con tutto il candore
della loro età, il “miracolo” alla Madonna. Non vogliono la guerra, vogliono la
pace, la serenità. La sua presenza, Presidente, a San Luca sarebbe un segnale
forte per l’intera Nazione e non solo. Quei bambini sarebbero i più felici di
tutti di vederla, incontrarla, parlare con lei, stringerle la mano,
festeggiarla.
11 maggio 2008
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Diritti Civili denuncia: “Calabria cancellata in tutte le nomine istituzionali (Uffici Presidenza e Gruppi Parlamentari) e senza un Ministro”
Roma
Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, denuncia quella che definisce “la cancellazione della Calabria in tutte le nomine degli Uffici di Presidenza della Camera e del Senato, per le presidenze di tutti i Gruppi parlamentari, del Pdl, del Pd, dell’Idv, dell’Udc e anche dal nuovo Governo, per la mancata presenza di un calabrese nel Consiglio dei Ministri, così come invece solennemente promesso da Silvio Berlusconi, durante la campagna elettorale nel corso di un comizio a Cosenza”. “Come calabrese esprimo tutta la mia indignazione – afferma Corbelli - per quella che giudico una umiliazione e una discriminazione della nostra regione posta in essere, con le prime importanti nomine istituzionali, da tutti i partiti presenti in Parlamento. In tutte le nomine fatte, infatti, non c’è un solo calabrese. Né negli Uffici di Presidenza della Camera e del Senato, né tra i presidenti e vice presidenti di tutti i Gruppi parlamentari. Possibile che dei 32 eletti-nominati in Calabria il 13 aprile non ci fosse uno capace e meritevole di occupare uno dei numerosi scranni degli Uffici di Presidenza del Parlamento e dei Gruppi parlamentari? Non c'è naturalmente anche nessun Ministro calabrese, nonostante la promessa fatta da Berlusconi in campagna elettorale. Sembra che questa regione non faccia parte dell’Italia; che non esista un drammatico caso Calabria; che l’emergenza‘ndrangheta sia un’invenzione mediatica; che l’altra drammatica emergenza sanità non esista e non sia mia esistita; che gli innumerevoli vecchi, gravi problemi siano stati di colpo tutti risolti; che la classe politica calabrese sia considerata di serie B. Eppure nessuno protesta, nessuna voce si è levata per chiedere rispetto e pari dignità per questa regione. Tranne qualche isolata e flebile eccezione si registra solo silenzio da parte degli eletti-nominati, dei partiti e della società civile. Diritti Civili è lasciato da solo a condurre questa battaglia a favore della Calabria. Domando: cos’altro deve accadere per richiamare l’attenzione dei Partiti e delle Istituzioni sull’emergenza Calabria e capire che è importante e indispensabile avere un rappresentante di questa regione nel nuovo Governo, soprattutto adesso dopo la cancellazione dei calabresi da tutte le cariche istituzionali, degli Uffici di Presidenza e dei Gruppi parlamentari. Non si può continuare a prendere in giro i calabresi e abbandonare questa regione al suo tragico destino, mentre per altre regioni, con problemi assai minori, abbondano attenzione e cariche istituzionali e governative”.
16 maggio 2008
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Corbelli denuncia: “Gratteri è stato lasciato solo. Il pm rischia la vita per combattere la ‘ndrangheta”
Reggio Calabria
Il leader del Movimento Diritti Civili,
Franco Corbelli, dopo il sit-in attuato lunedì
scorso, 28 aprile, davanti al Tribunale di Reggio, a favore del pm Nicola Gratteri, dopo il
ritrovamento di una microspia nel suo ufficio, denuncia oggi la mancata
solidarietà dei politici e delle Istituzioni al pm
antimafia reggino. “Gratteri, dopo il gravissimo
episodio della microspia, è stato lasciato solo. Non c’è stata in questi
giorni, tranne rarissime eccezioni, alcuna solidarietà da parte dei politici e
delle diverse Istituzioni. Il mio appello è all’intera Calabria, in particolare
ai giovani, agli studenti, che invito alla mobilitazione contro la ‘ndrangheta
e a favore dei magistrati coraggiosi come il sostituto procuratore Gratteri, che rischiano al vita per combattere la mafia e
difendere la legalità”. Corbelli paragona Gratteri
“ai giudici-eroi Falcone e Borsellino e si dice fortemente preoccupato per
l’incolumità e la vita del magistrato reggino, dopo la microspia scoperta nella
sua stanza, all’interno della Procura reggina e dopo la violenta offensiva
della ‘ndrangheta, con questa serie impressionante di omicidi e attentati anche
con l’utilizzo di autobomba. Occorre manifestare solidarietà a Gratteri, a tutti quei magistrati come lui coraggiosamente
impegnati sul fronte antimafia e per la difesa della legalità in Calabria, e a
quegli imprenditori e amministratori che trovano il coraggio di resistere e
ribellarsi alla ‘ndrangheta.
6 maggio 2008
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Criminalità. Diritti Civili denuncia :”Caso Calabria ignorato dalle Istituzioni. E’ scomparso dal dibattito, insieme alla promessa del Ministro calabrese”.
Catanzaro
Il leader del Movimento Diritti
Civili, Franco Corbelli, dopo i nuovi, ultimi gravissimi episodi di criminalità
che stanno letteralmente devastando l’immagine della Calabria mettendo a serio
rischio l’ordine pubblico, la sicurezza e l’incolumità degli imprenditori e
degli stessi cittadini calabresi, denuncia il “grave, colpevole e
ingiustificato silenzio delle Istituzioni e del prossimo Presidente del
Consiglio, Silvio Berlusconi, sull’emergenza
‘ndrangheta, sul problema Giustizia e sul tema legalità in Calabria”. Corbelli
denuncia come “il caso Calabria sia letteralmente scomparso dal dibattito e
dall’agenda politica e dagli impegni e proclami dei vincitori delle Elezioni
del 13 aprile e come sia stato completamente ignorato e neppure solo citato,
ieri e oggi, nei loro interventi dai neo presidenti del Senato, Renato Schifani, e della Camera, Gianfranco Fini”. Lo stesso
leader di Diritti Civili più volte, in questi giorni, ha chiesto a Silvio Berlusconi di dare un segnale chiaro, preciso e forte di
attenzione nei confronti della Calabria nominando, nel suo Governo, un Ministro
calabrese, così come del resto solennemente promesso, dallo stesso Cavaliere,
in campagna elettorale, nei suoi comizi a Catanzaro e Cosenza”. Corbelli parla
di “offensiva della ‘ndrangheta che, negli ultimi tempi, ha alzato in Calabria
pericolosamente il tiro e auspica per questo una forte riposta dello Stato che
invece continua a mancare e latitare”. “
30 aprile 2008
Comunicato Stampa di Giuseppe Monteleone e Maria Sorrentino, genitori di Federica
I genitori di Federica Monteleone chiedono l’istituzione del Garante della Salute della Calabria
Vibo Valentia
Maria Sorrentino e Giuseppe Monteleone, i genitori di Federica, la giovanissima e
brillante studentessa, vittima della malasanità,
impegnati con ammirevole coraggio e grande determinazione per evitare che si
verifichino in futuro nuove tragedie, intervengono, con una nota, per sostenere
la battaglia del Movimento Diritti Civili per l’istituzione del Garante della
Salute della Calabria e per chiedere al Consiglio Regionale di mettere subito
all’ordine del giorno la proposta di legge presentata da Franco Corbelli e già
approvata tre mesi fa dal Consiglio provinciale di Cosenza. “Dopo i tanti casi
di malasanità, la morte di Federica, di Eva Ruscio, del giovane della provincia di Reggio Calabria
Flavio Scutellà, del piccolo Andrea Bonanno, il
bambino di Amantea, della giovane donna di Cinquefrondi e alla luce delle numerose denunce sui casi di
cattiva sanità diventa importante e urgente, soprattutto in Calabria,
l’istituzione della figura del Garante della Salute, proprio per difendere e
garantire i diritti di tutti i cittadini, in particolare di quelli più poveri,
deboli ed emarginati. Per questo – affermano Maria Sorrentino e Giuseppe Monteleone,
i genitori di Federica - condividiamo e sosteniamo l’iniziativa del Movimento
Diritti Civili per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria. La
proposta, come è stato più volte spiegato, servirà a dotare
21 aprile 2008
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Criminalità. Diritti Civili chiede l’immediato invio dell’esercito in Calabria!
“E’ deleterio e irresponsabile non utilizzare i soldati per fronteggiare l’escalation criminale”
Catanzaro
Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo gli ultimi, gravissimi, inquietanti episodi di criminalità (la spietata guerra di mafia nel Crotonese, con il grave ferimento di una bambina, l’omicidio, oggi, dell’imprenditore incensurato nel Lametino, le intimidazioni agli amministratori) parla di “pericolosa offensiva della ‘ndrangheta, di sfida allo Stato e alle Istituzioni” e chiede l’invio dell’esercito in Calabria “per contrastare questa escalation criminale”. “In Calabria ci sono purtroppo diverse aree che sembrano di fatto diventate come tante “terre di nessuno”, delle “zone franche” per la ‘ndrangheta che spadroneggia incontrastata. Si continua ad intimidire e uccidere impunemente. Mentre il numero dei delitti (rimasti impuniti) non si conta neppure oggi la mafia ha alzato il tiro. In molte zone della Calabria a comandare non è più lo Stato ma l’anti Stato della ‘ndrangheta e di un sistema di potere affaristico-politico-mafioso . Per questo non si riesce a capire e giustificare la mancata presenza dell’esercito in Calabria, almeno nelle zone più calde, a maggior rischio criminalità. Perché non si è (ancora) pensato ai militari con una operazione simile a quella dei “Vespri Siciliani”? Tutti dopo ogni escalation criminale invocano l’intervento dello Stato in Calabria. Come? In che modo? Con qualche poliziotto, finanziere e carabiniere in più? O con qualche nuovo superprefetto, da parcheggiare in attesa di promuoverlo poi in Parlamento? O con le solite parate e sparate della (inutile) Commissione Parlamentare Antimafia? E’ deleterio e irresponsabile non utilizzare l’esercito. Cosa si aspetta per intervenire? Cos altro deve accadere? Che la ‘ndrangheta, dopo aver colpito finanche i bambini, occupi materialmente e militarmente i municipi calabresi? Per contrastare il fenomeno mafioso non bastano le sole (poche e insufficienti) forze dell’ordine. Occorre una risposta forte. E’ per questo necessaria e indispensabile la presenza dei militari, che potrebbero essere utilizzati a custodia dei presidi a rischio, liberando in questo modo e impiegando sul territorio, per la prevenzione e repressione del crimine, una parte consistente di forze dell’ordine”.
26 Marzo 2008
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Diritti Civili a Presidente Bova: “Situazione sanità drammatica. Consiglio Regionale approvi proposta legge istituzione Garante Salute Calabria”.
Reggio Calabria
Il leader del Movimento Diritti
Civili, Franco Corbelli, chiede al Presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe
Bova, di approvare subito la proposta di legge per
l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, promossa dallo stesso
Corbelli, licenziata, giovedì 17 gennaio, dal Consiglio Provinciale di Cosenza
e subito trasmessa allo stesso presidente Bova. Corbelli
informa che sia Bova che il presidente della Regione,
Loiero, al quale la proposta è stata personalmente
consegnata e illustrata dallo stesso coordinatore di Diritti Civili, nel mese
di febbraio, hanno condiviso e apprezzato l’iniziativa di legge. Corbelli parla
di “assoluta urgenza di questa struttura del Garante della Salute alla luce
purtroppo dei molti casi di malasanità e
disorganizzazione. La gente continua a morire per gravi negligenze,
imperdonabili sottovalutazioni, per una autoambulanza che non arriva o che
arriva con ore di ritardo o per un posto in ospedale che, per giorni, non si
riesce a trovare per un malato. Nei vari nosocomi calabresi – continua Corbelli
- mancano apparecchiature importanti. Al Movimento Diritti Civili continuano ad
arrivare, da tutta
18 marzo 2008
Comunicato Stampa Movimento “Diritti Civili”
Giustizia. La denuncia di Diritti Civili:
"Pericoloso ritorno del giustizialismo"
Roma
Il Movimento “Diritti Civili”interviene dopo la scarcerazione dell’ex assessore regionale calabrese, Pasquale Tripodi, e denuncia quello che definisce un ritorno delle “manette facili, da parte di alcuni giudici che riporta alla mente gli anni bui di Tangentopoli, la violenta ondata giustizialista, il massacro, in molti casi, dello Stato di diritto e la distruzione di tante carriere e in molti casi, purtroppo anche di vite umane.” Corbelli ricorda di essere in Italia uno dei pochissimi che da oltre 20 anni, e anche in questi ultimi tempi in Calabria, continua coerentemente a mantenere una “posizione fortemente garantista, anche se quasi sempre assai impopolare”. Lo stesso leader di Diritti Civili attacca anche la stampa nazionale che, afferma, “dopo aver sbattuto come un mostro in prima pagina l’ex assessore Tripodi il giorno dell’arresto oggi ha ignorato la sua scarcerazione, per, fatto questo gravissimo, l’illegittimità dell’ordine dei arresto”. “Ci vuole poco per distruggere un uomo. Un giudice che ti arresta, i media nazionali che ti sbattono, come un criminale, in prima pagina. E per il malcapitato, anche se innocente, è la fine. Non c’è risarcimento che possa ripagare. Non solo: addirittura il giorno della scarcerazione, come è avvenuto oggi per Tripodi, tutti i grandi mezzi d’informazione, ignorano la notizia, a differenza di quelli calabresi che hanno (tutti) riportato, in modo corretto, con grande evidenza, il provvedimento di annullamento degli arresti, giudicato dai giudici del Tribunale del riesame, addirittura illegittimo. Basta questo per capire la gravità di quanto accaduto. Ai giudici, che rispettiamo, diciamo: non si arresta una persona se non si hanno prove schiaccianti, se non si ritiene la custodia cautelare assolutamente indispensabile e soprattutto se non si è sicuri della legittimità del provvedimento restrittivo. Nel caso di Tripodi l’ordine di arresto è stato giudicato illegittimo. Può accadere tutto ciò in uno Stato di diritto? Ancora una volta viene dimostrato che non basta l’arresto o, più semplicemente, come purtroppo succede, un avviso di garanzia per condannare, in modo sommario e senza appello, una persona, un indagato. Oggi sembra di essere ripiombati negli anni terribili del giustizialismo di Mani Pulite quando scattavano le manette facili e bastava anche un semplice avviso di garanzia per sbattere un indagato come un mostro in prima pagina su tutti i grandi media italiani. Un massacro mediatico-giudiziario, che calpestò i principi più elementari del garantismo, della presunzione d’innocenza e dello stesso Stato di diritto. Un danno devastante e irreparabile per la persona, per la sua immagine, per la sua dignità, una sofferenza indicibile per lui e la sua famiglia. Chi mai potrà ripagare tutti gli innocenti ingiustamente perseguiti in Italia? E’ ora di gridare basta alle manette facili e ai tanti, troppi errori dei giudici. Come si può dimenticare il caso di Franco Pacenza, il politico calabrese ingiustamente arrestato? Chiedo: dove sono i pseudo garantisti di questa regione e del nostro Paese che continuano a tacere? Purtroppo Diritti Civili è lasciato da solo a combattere la battaglia garantista, a difesa dei diritti delle persone e dello stesso stato di diritto”.
10 Marzo 2008
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Carenze sanità. Dramma bambino calabrese gravemente ustionato in cura a Brindisi e lettera genitore a Diritti Civili, che chiede di creare in Calabria Centro grandi ustioni
Reggio Calabria
Il Movimento Diritti Civili chiede
all’Assessore regionale alla Sanità, Vincenzo Spaziante, e al presidente della
Regione, Agazio Loiero, la creazione in Calabria di
un centro grandi ustioni e rende noto l’appello di un genitore calabrese con un
bambino di due anni, rimasto gravemente ustionato nell’aprile scorso, all’età
di 15 mesi, e costretto da allora a recarsi ogni mese per le cure nel Centro
grandi ustioni di Brindisi. L’uomo ha scritto e chiesto aiuto a Franco Corbelli
per questa battaglia civile. La lettera di questo padre è una denuncia sulle
carenze della sanità calabrese. Racconta il suo dramma e scrive a Corbelli: “
Nel mese di Aprile del
3 Marzo 2008
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Il Presidente del Consiglio Regionale della Calabria: “Approveremo proposta legge istituzione Garante Salute Calabria”. Soddisfazione di Diritti Civili
Reggio Calabria
Il Presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe Bova, ha assicurato al presidente del Consiglio Provinciale di Cosenza, Francesco Principe, che sarà portata all’approvazione dell’Assemblea regionale la proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, promossa dal leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, licenziata, giovedì 17 gennaio, dal Consiglio Provinciale di Cosenza e subito trasmessa allo stesso presidente Bova. Lo rende noto Corbelli, che esprime grande soddisfazione per quello che definisce “un traguardo storico, primo caso del genere in Italia, che sta per essere raggiunto in Calabria. “Principe e Bova, nel corso di un colloquio, hanno affrontato il problema del Garante della Salute. Il presidente del Consiglio Regionale – informa Corbelli - ha manifestato al presidente Principe grande attenzione e interesse per questa iniziativa di legge, che sarà approvata dall’Assemblea di Palazzo Campanella”. Corbelli ringrazia Principe e Bova, per la sensibilità e disponibilità dimostrate, e parla di svolta decisiva per l’approvazione definitiva della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria. Il pdl, così come previsto dal Nuovo Statuto Regionale Calabrese, deve solo essere recepito dal Consiglio Regionale per diventare immediatamente legge della Regione Calabria”. Il leader di Diritti Civili dopo i tanti casi di malasanità (“un altro, purtroppo, tragico caso è stato da poco denunciato a Diritti Civili dai familiari della giovane vittima”, dichiara Corbelli) giudica “assolutamente indispensabile e urgente l’istituzione del Garante della Salute, di fronte a quella, la sanità calabrese, che è oramai diventata una vera e propria drammatica emergenza sociale. In Calabria c’è grande attesa e speranza per quello che sarà un evento storico, destinato a rivoluzionare la sanità calabrese, con l’affermazione e il rispetto dei diritti dei cittadini all’assistenza sanitaria, con particolare attenzione per i più poveri. Il Garante della Salute è una conquista civile per una intera regione. Tocca adesso al Consiglio regionale procedere subito con l’approvazione di questa proposta di legge, già licenziata nel mese di gennaio dal Consiglio provinciale di Cosenza. Il Garante della Salute, prima struttura del genere in Italia, è un modello di buona sanità, destinato – continua Corbelli - a diventare presto un riferimento per l’intero Paese. La struttura del Garante servirà proprio per evitare che si ripetano in futuro ingiustizie, violazioni dei diritti delle persone e altri casi di malasanità. Sarà il Garante della Salute che in tempo reale, attraverso una centrale operativa, avrà la disponibilità di tutte le strutture ospedaliere e sanitarie e di pronto intervento della regione. Potrà coordinare da questa postazione centrale interventi per casi urgenti e drammatici. La struttura monitorerà costantemente la situazione negli ospedali e nelle strutture sanitarie della regione; opererà in perfetta sinergia con l’assessorato regionale alla sanità, con le amministrazioni competenti e con gli operatori sanitari, il personale medico; verificherà eventuali disservizi, casi di disorganizzazione, violazioni dei diritti delle persone. Il Garante della Salute raccoglierà, attraverso un numero verde, sempre operativo, le segnalazioni e le denunce dei cittadini sui casi di malasanità; provvederà quindi ad effettuare le verifiche e i relativi controlli. Di certo rappresenterà una garanzia per tutti i cittadini che servirà non solo a denunciare casi di disorganizzazione ma, ci auguriamo, ad evitare episodi di malasanità e a scongiurare nuove tragedie”.
1 marzo 2008
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Garante Salute
Calabria. Incontro a Catanzaro tra Loiero e Corbelli.
Catanzaro
Il leader del Movimento Diritti
Civili, Franco Corbelli, ha incontrato ieri, domenica, a Catanzaro il
presidente della Regione, Agazio Loiero, al quale ha
consegnato copia dell’atto deliberativo con il quale il Consiglio provinciale
di Cosenza il 17 gennaio scorso ha approvato la proposta di legge, promossa
dallo stesso Corbelli, per l’istituzione del Garante della Salute della
Calabria. Nel corso dell’incontro Loiero e Corbelli
hanno discusso di questa iniziativa e delle problematiche della sanità
calabrese. Il coordinatore di Diritti Civili ha ringraziato il Governatore per
l’attenzione e la disponibilità mostrate nei confronti di questa iniziativa a
tutela dei diritti dei cittadini all’assistenza sanitaria. Corbelli nei
prossimi giorni si recherà a Reggio Calabria per incontrare anche il presidente
del Consiglio Regionale, Giuseppe Bova, al quale la
delibera del Consiglio provinciale di Cosenza, è stata, per competenza, così
come previsto dal Nuovo Statuto Regionale, trasmessa per essere recepita e
diventare così legge della Regione Calabria. Il coordinatore di Diritti Civili
intanto ha chiesto allo stesso Bova e ai capigruppo
regionali la convocazione in seduta straordinaria del Consiglio regionale per
l'approvazione della proposta di legge. “Ringrazio il presidente Loiero, non solo di avermi ricevuto ieri a Catanzaro,
nonostante il giorno di festività, ma per l’attenzione con la quale continua a
seguire le diverse problematiche di questa regione, ad iniziare dal tema della
sanità e della salute dei cittadini. Ho illustrato al Governatore la proposta
di legge approvata, nel mese scorso, dal Consiglio provinciale per
l’istituzione del Garante della Salute e ho consegnato a questo proposito una
copia dell’atto deliberativo. Loiero ha molto
apprezzato l’iniziativa che va ad integrarsi perfettamente con tutte le altre
misure che lo stesso Governatore sta ponendo in essere per fronteggiare
l’emergenza sanità di questa regione, che non va dimenticato ha ereditato da
chi in questi anni ha governato questa regione. Oggi
11 febbraio 2008
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Why Not. Corbelli
denuncia e condanna la criminalizzazione della Calabria da parte dei grandi
media
Catanzaro
Il leader del Movimento Diritti
Civili, Franco Corbelli, denuncia quello che definisce “un vero e proprio
massacro mediatico posto in essere dalla stampa
italiana (tranne pochissime eccezioni) nei confronti del presidente della
Regione, Agazio Loiero, e della stessa Calabria, che
esce con una immagine letteralmente devastata, con danni incalcolabili e
irreparabili, per la persona indagata e per la sua famiglia, per una
perquisizione e un semplice avviso di garanzia al Governatore calabrese”.
Corbelli continua a difendere a spada tratta Loiero.
Solidarietà e parole di stima vengono espresse anche per Antonino Gatto, “un
imprenditore onesto e capace, che
conosco – afferma il leader di
Diritti Civili – e che va solo ringraziato per le migliaia di posti di lavoro
che è riuscito a creare con le sue aziende in una regione, come
7 febbraio 2008
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Basta con la ingiusta, selvaggia e devastante criminalizzazione mediatica della sanità calabrese
Catanzaro
Il leader del Movimento Diritti Civili,
Franco Corbelli, denuncia quella che definisce la “ingiusta, selvaggia e
devastante criminalizzazione della sanità calabrese da parte dei grandi media
nazionali e ieri addirittura anche di “Striscia la notizia” che continuano a
presentare ogni giorno una immagine negativa e disastrosa della realtà
sanitaria regionale, omettendo volutamente di riferire che
31 gennaio 2008
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Approvata, dal Consiglio Provinciale di Cosenza, la proposta di legge di Diritti Civili per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria. Primo caso in Italia. Corbelli: “Giornata storica, evento destinato a cambiare radicalmente sanità calabrese (e non solo), con rispetto diritti delle persone” La delibera trasmessa al Presidente del Consiglio Regionale della Calabria
Cosenza
Il Consiglio Provinciale di Cosenza ha approvato la proposta di legge, promossa dal leder del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria. L’atto deliberativo, con l’approvazione della proposta, composta da 6 articoli e 34 comma, è stato in data odierna trasmesso al Consiglio regionale e, così come prevede il nuovo Statuto regionale, diventerà legge della Regione Calabria. Corbelli, particolarmente soddisfatto e commosso, ringrazia tutti i colleghi consiglieri, espressione dei diversi partiti politici, il presidente della Prima Commissione Consiliare Giuseppe Aieta, i componenti della Commissione Speciale Giovambattista Genova, Mario Bria, Luigi Salvo (del centrosinistra), Elio Filice, Pasqualina Straface e Antonio Pucci (del centrodestra), che hanno dato il loro importante contributo per la stesura definitiva di questa legge, i presidenti del Consiglio e dell’Amministrazione, Francesco Principe e Mario Oliverio, e parla di “una giornata storica, un evento destinato a cambiare radicalmente la sanità calabrese (e non solo), con l’affermazione e il rispetto dei diritti dei cittadini all’assistenza sanitaria. Il Consiglio Provinciale di Cosenza – afferma Corbelli - ha scritto una pagina di grande civiltà, solidarietà e giustizia, che rivoluzionerà la sanità calabrese e resterà nella storia non solo della nostra regione. Una conquista civile per l’intera Calabria. Un esempio concreto di impegno politico al servizio della gente, per la risoluzione dei problemi veri e reali dei cittadini, ad iniziare dalla sanità, dalla salute, la prima vera priorità ed emergenza della Calabria. Il Garante della Salute è un modello di buona sanità, destinato a diventare presto un riferimento per l’intero Paese. In Calabria dopo i molti casi di malasanità e le tanti morti assurde - continua Corbelli - sarà dunque istituito il Garante della Salute. Prima e unica struttura del genere in Italia e nel mondo. Una vera e propria rivoluzione nella sanità calabrese, un riferimento semplice e immediato per tutti i cittadini per prevenire casi di disorganizzazione, di malasanità ed evitare nuove tragedie. Sono proprio i tanti casi di malasanità che dimostrano l’importanza e l’assoluta urgenza del Garante della Salute. La struttura del Garante servirà proprio per evitare che si ripetano in futuro ingiustizie, violazioni dei diritti delle persone e ci auguriamo per scongiurare tragedie come quelle registratesi negli ultimi tempi in Calabria. Questa struttura – prosegue il leader di Diritti Civili - servirà infatti proprio a prevenire questi casi. Non si verificheranno più situazioni come quella dell’anziano di Vibo, deceduto dopo aver invano cercato un ricovero in uno degli ospedali calabresi. Sarà il Garante della Salute che in tempo reale, attraverso una centrale operativa telematica, avrà la disponibilità di tutte le strutture ospedaliere e sanitarie e di pronto intervento della regione. Potrà coordinare da questa postazione centrale interventi per casi urgenti e drammatici”. Con l’iniziativa di legge, approvata oggi dal Consiglio Provinciale di Cosenza, viene dunque istituita la struttura del Garante della Salute della Calabria per monitorare costantemente la situazione negli ospedali e nelle strutture sanitarie della regione; operare in perfetta sinergia con l’assessorato regionale alla sanità, i direttori generali delle Asl e Ao, gli operatori sanitari, personale medico e paramedico; verificare eventuali disservizi, casi di disorganizzazione, violazioni dei diritti dei degenti, collaborare con le diverse autorità preposte per casi urgenti e drammatici. La struttura del Garante della Salute raccoglierà, attraverso un numero verde gratuito, sempre operativo, le segnalazioni e le denunce dei cittadini sui casi di malasanità; provvederà quindi ad effettuare le verifiche e i relativi controlli. Di certo rappresenterà una garanzia per tutti i cittadini che servirà non solo a denunciare casi di disorganizzazione ma, ci auguriamo, ad evitare episodi di malasanità e scongiurare nuove tragedie”.
22 gennaio 2008
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Attenzione di alcuni grandi quotidiani nazionali (Corriere della Sera, Il Giornale, Libero) per istituzione Garante Salute Calabria
Catanzaro
La grande stampa nazionale ha iniziato ad occuparsi della istituzione del Garante della Salute della Calabria, l’iniziativa promossa dal leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli. Alcuni grandi quotidiani nazionali(Corriere della Sera, Il Giornale, Libero), nei servizi dedicati all’ultimo caso di malasanità di Vibo, hanno riferito di questa proposta che giovedì 17 gennaio sarà approvata dal Consiglio provinciale di Cosenza e subito dopo trasmessa al Consiglio regionale per diventare così legge della Regione Calabria. Corbelli parla di “svolta epocale, destinata a diventare un modello di riferimento per l’intero Paese” e con riferimento alla morte dell’ottantenne Orazio Maccarone, non usa mezzi termini e afferma “che tragedie come quella, ultima, dell’anziano vibonese, potevano e dovevano essere evitate. Morire perché non si è riusciti a trovare un posto in un ospedale è inaccettabile e un fatto indegno di un Paese civile. Questa tragedia non doveva accadere, si poteva e doveva evitare. La struttura del Garante della Salute avrebbe consentito di trovare subito, dopo aver raccolto la segnalazione al numero verde, sempre operativo, un ricovero ospedaliero immediato per il pensionato e probabilmente avrebbe evitato questa nuova tragedia. Lo stesso sarebbe potuto accadere per salvare la vita al giovane reggino Flavio Scutellà, deceduto, lo scorso anno, anche lui per un ritardo nei soccorsi e nell’intervento. Purtroppo sono proprio casi come questo dell’anziano respinto da diversi ospedali e del giovane Scutellà che dimostrano l’importanza e l’assoluta urgenza del Garante della Salute. La struttura del Garante servirà proprio per evitare che si ripetano in futuro ingiustizie, violazioni dei diritti delle persone e tragedie come quella di questo anziano, del giovane reggino e dei tanti altri casi di malasanità, registratesi negli ultimi tempi in Calabria. Questa struttura servirà infatti proprio a scongiurare questi casi. Non si verificheranno più situazioni come quella di Vibo e di Polistena. Sarà infatti il Garante della Salute che in tempo reale, attraverso una centrale operativa telematica, avrà la disponibilità di tutte le strutture ospedaliere e sanitarie e di pronto intervento della regione. Potrà coordinare da questa postazione centrale interventi per casi urgenti e drammatici. Per affrontare l’emergenza sanità in Calabria più che nuovi manager e nuovi ospedali (comunque importanti) forse occorre partire dal rispetto dei diritti più elementari delle persone per evitare nuovi casi di disorganizzazione, malasanità e altre tragedie. Il compito del Garante della Salute sarà proprio questo. Difendere i diritti sacrosanti dei cittadini all’assistenza sanitaria. La struttura del Garante della salute monitorerà costantemente la situazione negli ospedali e nelle strutture sanitarie della regione; opererà in perfetta sinergia con gli operatori sanitari, personale medico e paramedico, e gli altri organismi preposti; verificherà eventuali disservizi, casi di disorganizzazione, violazioni dei diritti dei degenti, coordinerà, in collaborazione con le diverse autorità preposte, gli interventi per i casi più urgenti e drammatici.
6 gennaio 2008
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Dopo nuovo caso malasanità di Vibo: “Indispensabile e urgente istituzione Garante Salute Calabria per scongiurare nuove tragedie”.
Vibo Valentia
In Calabria per prevenire i tanti
casi di malasanità, come quello di oggi a Vibo, tra pochi giorni sarà istituito il Garante della
Salute. Prima e unica struttura del genere in Italia. Il leader del Movimento
Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore di questo pdl,
interviene dopo il nuovo caso, reso noto oggi, dell’anziano di Vibo Valentia morto dopo aver inutilmente cercato un posto,
per essere ricoverato, in diversi ospedali. Corbelli afferma che “purtroppo
sono proprio casi come questo dell’anziano respinto da diversi ospedali che
dimostrano l’importanza e l’assoluta urgenza del Garante della Salute. La
struttura del Garante servirà proprio per evitare che si ripetano in futuro
ingiustizie, violazioni dei diritti delle persone e tragedie come quella di
questo anziano e dei tanti altri casi di malasanità,
registratesi negli ultimi tempi in Calabria. Questa struttura servirà infatti
proprio a scongiurare questi casi. Non si verificheranno più situazioni come
quella di Vibo. Sarà il Garante della salute che in
tempo reale, attraverso una centrale operativa telematica, avrà la
disponibilità di tutte le strutture ospedaliere e sanitarie e di pronto
intervento della regione. Potrà coordinare da questa postazione centrale
interventi per casi urgenti e drammatici”. La proposta di legge per
l’istituzione del Garante della Salute dopo l’approvazione del Consiglio
provinciale di Cosenza, convocato per lunedì prossimo, sarà trasmessa al
Consiglio Regionale per diventare così legge della Regione Calabria. La
proposta servirà a dotare
3 gennaio 2008
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Sanità. Diritti Civili critica istituzione Commissione indagine: “Inutile e costosa. Non serve alla Calabria”. La vera svolta: il Garante della Salute
Catanzaro
Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, critica l’istituzione, da parte del Governo Prodi, della Commissione che indagherà sulla qualità dell’assistenza sanitaria in Calabria, che sarà presieduta da Achille Serra e composta da altri otto componenti, quasi tutti di fuori regione. Corbelli ritiene inutile questa Commissione e chiede quanto verrà a costare ai contribuenti. “Il compito sarà svolto dall’ex prefetto Serra e dagli altri commissari a titolo gratuito o è prevista una indennità, rimborsi e altre spese? Quanto verrà a costare questo organismo che serve solo a commissariare, di fatto, la sanità calabrese? Che serve creare questa Commissione speciale quando è stato, contestualmente dallo stesso Governo Prodi, nominato Commissario straordinario per la sanità in Calabria il vice Presidente della Regione, Vincenzo Spaziante? Non è creando e moltiplicando commissioni e commissari che si risolvono i problemi della sanità calabrese. Più che sperperare denaro pubblico per indagini che approderanno come al solito al nulla, bisogna individuare le carenze strutturali, di organico, consentire agli operatori sanitari, il personale medico, paramedico, di operare in condizioni di efficienza e di sicurezza. Basta garantire queste condizioni minime per risolvere tanti problemi. A che serve istituire una Commissione ad hoc per venire ad indagare in Calabria? Sarà una perdita di tempo e l’ennesimo spreco di denaro pubblico. Basta e avanza il Commissario straordinario per la sanità, Spaziante, voluto dal Presidente della Regione, Loiero, che va detto opererà a titolo gratuito. Ma soprattutto la vera svolta sarà rappresentata dall’istituzione del Garante della Salute, che più che le inutili e costose commissioni di indagini, sarà il riferimento semplice e costante di tutti i cittadini e degli stessi operatori sanitari (che va detto lavorano con grande abnegazione e che ingiustamente spesso vengono ritenuti responsabili dei casi di malasanità), con i quali collaborerà in perfetta sinergia, per la segnalazione dei problemi, dei casi di disorganizzazione, delle necessità, e per il rispetto dei diritti dei cittadini alla assistenza sanitaria. La proposta di legge del Garante della Salute della Calabria sarà approvata il 14 gennaio dal Consiglio Provinciale di Cosenza, convocato in seduta straordinaria”.
27 dicembre 2007
La battaglia di Diritti Civili
Il Garante della Salute della Calabria, una grande conquista civile
Il Garante della salute della
Calabria. Una vera e propria rivoluzione nel campo della sanità calabrese,
nell’interesse e a difesa dei diritti dei cittadini. Prima e unica struttura
del genere in Italia. Un esempio per l’intero Paese. E’ questa la battaglia
civile che vale la pena combattere. E’ questo quello che i cittadini calabresi
auspicano e si aspettano. Il Movimento Diritti Civili ha ufficialmente
presentato presso gli uffici preposti dell’Ente Provincia, una proposta di
legge di iniziativa del Consiglio Provinciale di Cosenza per l’istituzione
della figura e della struttura del Garante della Salute della Regione Calabria.
La proposta, che ha già incassato il parere favorevole della Prima Commissione
Consiliare, dopo l’approvazione del Consiglio Provinciale, sarà trasmessa al
Consiglio Regionale della Calabria che, così come prevede la normativa vigente,
potrà recepirla e trasformarla in legge regionale. “Mi auguro che l’iniziativa,
che verrà licenziata dal Consiglio provinciale di Cosenza, venga fatta propria
dal Consiglio Regionale. La proposta - afferma Franco Corbelli - consta di 14
articoli e viene integralmente pubblicata sul sito del Movimento
www.diritticivili.it (pagina Politica) . Chiedo al Presidente del Consiglio
regionale, Giuseppe Bova, al Governatore, Agazio Loiero, e a tutti i consiglieri regionali del
centrosinistra e del centrodestra di sostenere questa iniziativa e dare così
una grande opportunità a tutti i calabresi. Dopo le tragedie della giovane
Federica Monteleone, del giovanissimo Flavio Scutellà e alla luce delle numerose denunce sui casi di malasanità (le ultime, purtroppo finite tragicamente, sono
proprio di questi ultimi giorni) diventa ancora più importante e urgente
l’istituzione della figura del Garante della Salute, proprio per difendere e
garantire i diritti di tutti i cittadini. La proposta vuole dotare
Dicembre 2007
(quello che segue è il testo presentato inizialmente da Diritti Civili, sopra
viene pubblicato quello approvato dal Consiglio regionale il 30 giugno)
Oggetto: Proposta di legge di iniziativa del Consiglio Provinciale di Cosenza per l’istituzione del Garante della Salute
Descrizione della proposta di Legge per l’istituzione del Garante della Salute della Regione Calabria.
La proposta vuole dotare la regione Calabria della figura e della struttura del Garante della Salute per verificare il rispetto dei diritti dei cittadini in materia di assistenza sanitaria; accertare e segnalare, alle autorità competenti, eventuali casi di disorganizzazione; collaborare con le amministrazioni preposte per interventi urgenti e drammatici. La struttura del Garante raccoglierà le segnalazioni e le denunce dei cittadini sui casi di disorganizzazione nella sanità; per fatti particolarmente gravi, ripetuti e, da più tempo, irrisolti; provvederà quindi ad effettuare le verifiche e a riferire alle autorità competenti i disservizi accertati..
Articolato
Art.1
(Istituzione)
1. E’ istituita la struttura e figura del Garante della Salute della Regione Calabria, al fine di verificare la piena attuazione, nel territorio regionale, dei diritti delle persone, ai sensi di quanto previsto dalla apposita legge in materia di assistenza sanitaria;
2.
3. Il Garante svolge la propria attività in piena autonomia e non è sottoposto ad alcuna forma di controllo gerarchico o funzionale;
4. Il Garante presenta semestralmente una relazione al Consiglio Regionale e può comunque in qualsiasi momento essere chiamato e convocato dal Presidente del Consiglio, dal Presidente della Giunta, dall'Assessore Regionale alla Sanità e/o da almeno 10 consiglieri regionali per fornire informazioni sull'operato del suo Ufficio;
5. Il Consiglio Regionale esamina e discute la relazione del Garante e adotta le iniziative che ritiene opportune invitando gli organismi competenti regionali ad adottare le misure che considera necessarie.
6. La relazione del Garante viene pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione, sugli organi di stampa e sulle emittente radiofoniche e televisive.
Art.2
(Funzioni)
1. Il Garante svolge le seguenti funzioni:
a) Può vigilare, insieme ai suoi collaboratori, sul rispetto, su tutto il territorio regionale, dei diritti delle persone all'assistenza sanitaria.
b) Accoglie, attraverso una linea telefonica gratuita, un numero verde operativo 24 ore, segnalazioni in merito a violazioni dei diritti delle persone in materia di assistenza sanitaria, per casi di disorganizzazione particolarmente gravi, ripetuti e da diverso tempo, irrisolti, fa le opportune verifiche e sollecita le amministrazioni competenti all'adozione di interventi adeguati per rimuovere le cause che ne impediscono la tutela.
c) Segnala alle competenti amministrazioni fattori di rischio e di danno a causa di carenze e di situazioni inadeguate dal punto di vista ambientale, organizzativo, strutturale, igienicosanitario.
d) Può per l'espletamento di questo suo compito di verifica dei casi di disorganizzazione, di cui al comma b di questo stesso art.2, avere accesso in tutte le strutture ospedaliere e sanitarie della regione e chiedere le informazioni necessarie alle sue indagini conoscitive.
e) Collabora con Il Garante per l'infanzia e l'adolescenza della Regione Calabria per tutte le problematiche inerenti ai bambini e previste nella apposita legge regionale di istituzione di questa figura.
f) Dispone di una centrale operativa telematica che consente l'aggiornamento in tempo reale della situazione, della disponibilità di tutte le strutture sanitarie e di pronto intervento della regione.
g) Può collaborare da questa postazione centrale con le diverse autorità competenti per coordinare interventi urgenti e drammatici in Calabria e nel caso in altre regioni.
h) Fornisce, attraverso un apposito sportello, informazioni utili ai cittadini per le più importanti problematiche della sanità di interesse collettivo, come ad esempio la cura delle malattie rare e delle diverse gravi patologie, indicando i centri di eccellenza regionali, nazionali e internazionali.
i) Può formulare proposte ed esprimere rilievi su atti normativi e di indirizzo riguardanti la sanità.
l) Può chiedere all'Assessore Regionale alla Sanità delle relazioni con valutazione sull'operato dei direttori regionali rispetto agli obiettivi degli stessi prefissati e raggiunti.
m) Può attivare le necessarie azioni di collegamento con le amministrazioni del territorio regionale impegnate nella tutela della salute e con le autorità giudiziarie.
2. Il Garante per svolgere i compiti previsti dalla presente legge può porre in essere le seguenti altre iniziative.
a) Può stipulare apposite convenzioni con soggetti pubblici e privati per lo svolgimento di specifiche attività.
b) Può stabilire intese e accordi con ordini professionali e organizzazioni che si occupano di sanità
c) Può intrattenere rapporti di scambio, di studio e di ricerca con organismi pubblici e privati.
Art.3
(Nomina, requisiti e incompatibilità)
1). La nomina del Garante della Salute è di competenza del Consiglio Regionale. Il Garante è nominato tra persone che abbiano maturato una esperienza almeno decennale nel campo sociale o sanitario.
2) E' eletto Garante il candidato che ottiene i voti dei due terzi dei consiglieri della Regione. Dopo la terza votazione è eletto il candidato che ottiene la maggioranza relativa dei voti.
3) L'incarico del Garante dura cinque anni e può essere rinnovato una sola volta;
4) Sono incompatibili con l'incarico di Garante:
a) i membri del Parlamento, i Ministri, i Consiglieri e gli Assessori regionali, provinciali e comunali, e i titolari di altre cariche elettive;
b) i direttori generali, sanitari, amministrativi, il personale medico e i dipendenti delle Aziende ASL e delle aziende ospedaliere regionali;
c) gli amministratori di enti pubblici, aziende pubbliche o società a partecipazione pubblica, nonché agli amministratori o dirigenti di enti, imprese o associazioni che ricevono a qualsiasi titolo contributi dalla Regione e/o da altri enti pubblici
5) L'incarico di Garante può essere revocato per gravi e comprovati motivi di ordine morale;
6) La revoca può essere effettuata solo dal Consiglio Regionale, con la maggioranza dei due terzi;
7) Al Garante della salute spettano indennità di
funzione, il rimborso spese ed il trattamento di missione nella misura prevista
per il difensore civico, dell'art. 9 della legge regionale 16 gennaio 1985, n.
4 "Istituzione del Difensore civico presso
Art.4
(Rapporti con Il Difensore Civico)
Il Garante della salute e il Difensore Civico (se naturalmente questa figura è presente e operativa nella regione) si danno reciproco scambio di informazioni di interesse comune, coordinando la propria attività nell'ambito delle rispettive competenze.
Art.5.
(Rapporti con Il Garante dei diritti dei detenuti)
Il Garante della salute agisce in stretto contatto e in perfetta sinergia con il Garante dei diritti dei detenuti (se questa figura è operativa nella regione, altrimenti, se questa struttura è assente, può sostituirla limitatamente alle competenze e al rispetto dei diritti all'assistenza sanitaria delle persone recluse) per quanto attiene le problematiche legate ai diritti alla salute delle persone in carcere.
Art.6
(Ufficio del Garante)
3. I due collaboratori del Garante vengono scelti direttamente dallo stesso Garante.
4 Il Garante può revocare, in qualsiasi momento, la nomina dei due collaboratori per gravi motivi di ordine morale e/o per cessazione del rapporto fiduciario
5. Il Consiglio regionale determina annualmente il fondo a disposizione per le spese di funzionamento dell'Ufficio del Garante
La presente proposta di legge, composta da 6 articoli, è stata approvata dal Consiglio Provinciale di Cosenza e trasmessa al Consiglio Regionale della Calabria, così come previsto dal Nuovo Statuto Regionale (art.39).
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Costi e sprechi della Politica. Il “caso controcorrente, unico in Italia”, del consigliere provinciale Corbelli e di Diritti Civili
Costi e sprechi della Politica. Il
leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, rende noto il suo
“caso”(controcorrente), che definisce “unico in Italia”, di un consigliere
provinciale (nonché capogruppo e segretario questore dell’Ufficio di Presidenza
del Consiglio Provinciale di Cosenza), che dopo la sua elezione alla Provincia,
13 giugno
Dicembre 2007
diritticivili@tiscalinet.it
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