Comunicato
stampa Movimento Diritti Civili
Corbelli a presidente Consiglio
regionale, Talarico: “Eleggere Garante Salute Calabria per affrontare e
contrastare emergenza malasanità”
Catanzaro
Il leader
del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge
per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata,
all’unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese, per
“affrontare e contrastare la continua e drammatica emergenza sanità in Calabria,
che continua, purtroppo, a provocare tragedie e morti assurde”, chiede al
Presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico, di “effettuare subito,
così come previsto dalla legge regionale in materia, la nomina del Garante della
Salute, inserendo al primo punto dell’’ordine del giorno dell’Assemblea di
Palazzo Campanella questo importante adempimento legislativo e sociale”.
Corbelli ricorda che “il Garante della Salute deve essere eletto con la
maggioranza dei due terzi del Consiglio”. “Per combattere la malasanità, ancora
purtroppo dilagante in Calabria, come dimostrano i recenti drammatici casi, non
bastano certo i proclami, le ricette politiche di tizio o caio, o i processi
alle Giunte regionali precedenti, né è pensabile e accettabile chiedere ai
calabresi altre tasse e nuovi sacrifici, è invece – continua Corbelli -
assolutamente indispensabile, eleggere e rendere subito operativo il Garante
della Salute, importante, innovativa, rivoluzionaria, semplice ed efficace
struttura (in funzione 24 ore al giorno, attraverso un numero verde e una serie
di sportelli informativi per le diverse patologie) al servizio dei cittadini,
che serve proprio non solo per verificare, denunciare ma per combattere e
prevenire casi di cattiva sanità, di disorganizzazione e per dare assistenza
continuativa e concreta a tutti i cittadini-utenti, ai pazienti e alle loro
famiglie, per coordinare interventi per casi urgenti, delicati e particolari. E’
grave e assolutamente ingiustificato che mentre purtroppo in Calabria si
continua a morire per la malasanità, la nomina e l’istituzione del Garante della
salute non sia stata ancora effettuata. Chiediamo che venga fatta immediatamente
dal Consiglio regionale con l’inserimento di questo adempimento al primo punto
dell’ordine del giorno. Il Garante della salute è quello che serve alla Calabria
ed è quello che si aspettano i cittadini della nostra regione”
26 luglio
2010
Comunicato stampa
Movimento Diritti Civili
Sanità. Corbelli, dopo aver visitato
reparto e incontrato medici e paramedici, denuncia “grave emergenza Pronto
Soccorso Annunziata di Cosenza”. Appello a Scopelliti
Cosenza
Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, candidato a sindaco di
Cosenza alle Elezioni Amministrative del 2011, ideatore e promotore della
proposta di legge per l'istituzione del Garante della Salute della Calabria,
approvata, all'unanimità, dal Consiglio regionale della Calabria il 30 giugno
2008, in una nota denuncia quella che definisce la “drammatica emergenza del
reparto di Pronto Soccorso dell'Ospedale civile di Cosenza, che rischia di
esplodere, con conseguenze gravi, soprattutto durante questa estate per la
assoluta carenza di personale medico e paramedico e per il notevole aumento
degli ingressi" e rivolge, a questo proposito, un appello al presidente della
Regione, e responsabile della sanità calabrese, Giuseppe Scopelliti. Corbelli,
che da anni si batte per questa ed altre gravi problematiche sanitarie della
regione, informa di aver fatto visita, ieri, al Pronto Soccorso, di aver
parlato con il primario, il dott. Francesco Crocco, con il dott. Scrivano, la
caposala, di aver “constatato personalmente le enormi difficoltà, gli ostacoli,
che devono quotidianamente affrontare e superare medici e paramedici per far
funzionare un reparto che è uno dei più importanti presidi sanitari dell’intera
Calabria, costretto a sobbarcarsi un carico di lavoro immane. Basta ricordare
che ogni anno al Pronto Soccorso dell’Annunziata si registrano oltre 110mila
ingressi. Numeri impressionanti destinati adesso ad aumentare per la chiusura di
alcuni reparti di altri ospedali della provincia di Cosenza e che di estate si
raddoppiano per la presenza di decine e decine di migliaia di turisti in
Calabria”. “Bisogna dare atto al primario Crocco, al dott. Scrivano, agli altri
medici del Pronto soccorso, al personale paramedico di svolgere, con
professionalità e sacrifici, un lavoro straordinario per sopperire a vecchie
carenze strutturali e di organico. Il Pronto soccorso dell’Annunziata – continua
Corbelli - è sistemato in locali angusti, piccoli sgabuzzini, in condizioni
indecenti. Si aspetta da anni che finalmente venga realizzato un nuovo reparto
decente, degno di un ospedale regionale importante come l’Annunziata. Per tutta
l’estate l’emergenza del Pronto Soccorso diventa ancora più drammatica, è dovuta
principalmente alla carenza di personale medico e paramedico. In questi mesi
estivi gli ingressi e i ricoveri si raddoppiano, per la presenza in Calabria, di
migliaia e migliaia di turisti, mentre il personale medico e paramedico è
ridotto al minimo. Occorre immediatamente potenziare l’organico del Pronto
Soccorso, per permettere agli operatori sanitari di poter operare al meglio, in
condizioni ottimali per dare risposte e assistenza ai tantissimi pazienti che
ogni giorno da ogni parte della provincia di Cosenza si rivolgono
all’Annunziata. Spesso un intervento immediato ed efficace del Pronto Soccorso
significa salvare un vita umana. Non si può pensare di risparmiare, di ripianare
il debito-voragine della sanità tagliando il personale ad un Pronto soccorso
come l’Annunziata. Sono altri gli sprechi (ingenti) che vanno eliminati. Il
Pronto soccorso dell’Annunziata è un presidio sanitario, un centro d’eccellenza,
una struttura importantissima che deve essere salvaguardata potenziata e
valorizzata. Nell’interesse esclusivo dei malati. e delle loro famiglie. E’
questo l’appello che Diritti Civili rivolge oggi al Governatore Scopelliti”
17 luglio 2010
Sanità, caso paziente calabrese trasferito a Trapani
Corbelli: "un'altra pagina nera"
Il leader di Diritti Civili ha commentato duramente la vicenda:
" una nuova pagina nera della sanità, ennesimo caso di
cattiva sanità". Serve il Garante della Salute
Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco
Corbelli, è intervenuto sul caso del paziente calabrese, P.V.,
di Vibo Valentia, con problemi psichiatrici, che non ha
trovato posto in nessun ospedale della regione, della Puglia
e della Basilicata ed è stato costretto a fare oltre 1000 km
e più di 12 ore di viaggio in autoambulanza, insieme a due
infermieri e due autisti, prima di poter essere ricoverato a
Trapani, in Sicilia.
Corbelli utilizza parole dure per commentare questa ennesima
vicenda di malasanità: «un’altra vergogna, una nuova pagina
nera della sanità, ennesimo caso di cattiva sanità che
conferma l’assoluta urgenza e indispensabilità
dell’istituzione del Garante della Salute che se operativo
avrebbe evitato un episodio simile, perchè una delle
principali funzioni di questa innovativa struttura è quella
di programmare e coordinare in tempo reale interventi e
ricoveri per casi gravi, urgenti e particolari.
Quanto accaduto - aggiunge Corbelli – conferma da un lato
l’emergenza sanità in Calabria, che non è certo scomparsa
con l’uscita di Agazio Loiero e il cambio, con l’arrivo di
Giusepe Scopelliti, alla guida della Regione, e dall’altro
dimostra come uno dei problemi più urgenti da affrontare è
quello del coordinamento tra le diverse strutture e unità
operative, oggi purtroppo completamente assente. I problemi
veri della sanità sono questi: carenza di personale,
mancanza di posti, lunghe liste di attesa e soprattutto
l’assenza di un punto di riferimento certo, semplice e
immediato per i pazienti cui rivolgersi in caso di
necessità. Compito questo che, così come previsto
nell’apposita legge, che Diritti Civili ha promosso ed
elaborato e il Consiglio regionale approvato, all’unanimità
il 30 giugno 2008, svolge appieno il Garante della Sanità,
struttura operativa 24 ore al giorno attraverso un numero
verde e una serie di sportelli informativi per i diversi
casi ed emergenze, delle varie patologie. Uno dei compiti
del Garante è appunto quello di coordinare gli interventi e
i ricoveri per casi gravi, urgenti e particolari, come nella
fattispecie del paziente di Vibo. La sede operativa del
Garante ha in tempo reale la disponibilità di tutti i posti
letto delle strutture pubbliche e di quelle private
(convenzionate) della regione e delle altre regioni
limitrofe e quelle collegate. Ha il quadro patologia per
patologia. L’aggiornamento da parte della struttura centrale
del Garante, delle varie strutture sanitarie e ospedaliere
regionali, avviene in tempo reale, per via telematica. Il
paziente che necessita di un ricovero immediato grazie al
Garante si sa dove portarlo, dove dirottarlo immediatamente,
in quale ospedale di quale città o regione».
10/07/2010
Comunicato stampa
Movimento Diritti Civili
Corbelli a presidente Consiglio regionale,
Talarico: “Subito bando e nomina Garante Salute Calabria”
Catanzaro
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per
l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all’unanimità,
il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese, parla di “continua e
drammatica emergenza sanità in Calabria” e chiede al Presidente del Consiglio
regionale, Francesco Talarico, di “effettuare subito, così come previsto dalla
legge regionale in materia, il nuovo bando per la nomina del Garante della
Salute”. Corbelli ricorda che “il precedente bando è scaduto il 15 ottobre 2008,
senza purtroppo la nomina del Garante da parte del Consiglio regionale, in
violazione della stessa normativa che prevede che entro 90 giorni dalla scadenza
del bando deve essere eletto, con la maggioranza dei due terzi del Consiglio, il
Garante. La legge approvata lo prevede espressamente all’art. 7. Per combattere
la malasanità, ancora purtroppo dilagante in Calabria, non bastano certo i
proclami, o i processi alle Giunte regionali precedenti, né è pensabile e
accettabile chiedere ai calabresi altre tasse e nuovi sacrifici, è invece –
continua Corbelli - assolutamente indispensabile, oltre alla nomina di un
assessore alla sanità competente e scelto al di fuori dei partiti, eleggere e
rendere subito operativo il Garante della Salute, importante, innovativa,
rivoluzionaria, semplice ed efficace struttura (in funzione 24 ore al giorno) al
servizio dei cittadini, che serve proprio non solo per denunciare ma per
combattere e prevenire casi di cattiva sanità, di disorganizzazione e per dare
assistenza continuativa e concreta a tutti i cittadini-utenti, ai pazienti e
alle loro famiglie”.
E’ paradossale, grave
e assolutamente ingiustificato che mentre il Garante della Salute è stato
istituito (un anno dopo essere stato promosso da Diritti Civili e approvato dal
Consiglio regionale calabrese nel giugno del 2008) finanche negli Usa dal
presidente Barack Obama e proposto a livello nazionale, in Italia, nei mesi
scorsi, dal senatore del Pd e chirurgo di fama internazionale, Ignazio Marino,
in Calabria, anziché orgogliosamente rivendicare e valorizzare questa grande
conquista civile e sociale ancora oggi si aspetta che venga nominato il Garante
della Salute, mentre purtroppo si continua a morire per la malasanità, mentre
vengono addirittura chiuse le sale operatorie e annullati gli interventi
chirurgici in importanti ospedali regionali perché manca il climatizzatore,
mentre i pazienti e malati non sanno più a chi rivolgersi per vedere
riconosciuti il loro sacrosanto diritto all’assistenza sanitaria. La Giunta
regionale discute di tutto in materia di sanità, promette rivoluzioni e tagli
drastici, ma sembra aver letteralmente dimenticato e rimosso l’unico strumento
realmente efficace e al servizio dei cittadini utenti: Il Garante della Salute.
Chiediamo al presidente del Consiglio, Talarico, di procedere subito al bando
per la nomina e l’istituzione di questa importante e fondamentale figura e
struttura”.
5 luglio 2010
NDRANGHETA: CORBELLI, PIGNATONE CHIARISCA VICENDA REGGIO
(ANSA) - COSENZA, 2 LUG - Il leader del Movimento Diritti
Civili, Franco Corbelli, in una nota chiede al Procuratore
Giuseppe Pignatone, di fare chiarezza sulla vicenda di Reggio
Calabria.
''Pignatone chiarisca - afferma Corbelli - se la
consultazione elettorale regionale in Calabria è stata
condizionata e inquinata dal voto mafioso, se ci sono candidati
scelti dalla 'ndrangheta e se sono in corso a questo proposito
indagini del suo ufficio sulle elezioni calabresi del marzo
scorso. Gli chiediamo di dire la posizione del Presidente della
Regione. E' giusto e doveroso per l'importante, delicato ruolo
istituzionale che ricopre, il Presidente Scopelliti, che su
questo punto si faccia subito assoluta chiarezza. Per rispetto
dei calabresi e dello stesso Governatore, democraticamente
eletto nel marzo scorso con un grande consenso. Ribadiamo stima
e fiducia nel Procuratore Pignatone e nei suoi colleghi che
insieme a lui combattono la criminalità e l'illegalità.
Proprio per questo riteniamo, alla luce soprattutto di quanto
sta emergendo con l'operazione Meta, che la grave denuncia di
fine maggio del capo della Procura di Reggio vada chiarita per
fugare dubbi e sospetti sulle elezioni regionali calabresi del
marzo scorso".
"I calabresi - prosegue - hanno il diritto di sapere se la
consultazione elettorale regionale del 28 e 29 marzo scorsi è
stata condizionata e inquinata dal voto mafioso, se la
'ndrangheta, come ha dichiarato nel maggio scorso lo stesso
dott. Pignatone, ha fatto campagna elettorale e per chi. Se i
boss hanno scelto, candidato (e nel caso eletto) personaggi a
loro vicini o affini. Sono delle legittime domande che Diritti
Civili rinnova oggi al procuratore di Reggio al quale chiede di
dare delle risposte, naturalmente compatibilmente e nel rispetto
del segreto istruttorio''. (ANSA).
Comunicato stampa Movimento Diritti Civili
Elezioni Regionali. Ricorsi
Tar. Diritti Civili: “Caso Calabria destinato ad avere stessa sorte di caso
Piemonte, che sarà deciso da Tar di Torino”.
Catanzaro
Il
leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, denuncia quello che
definisce il “forte rischio che le decisioni del Tar della Calabria, che tra
pochi giorni, nella prima decade di luglio, sarà chiamato a pronunciarsi su una
ventina di ricorsi di candidati, alle ultime regionali, delle diverse Liste,
quattro dei quali chiedono l’annullamento delle elezioni del 28 e 29 marzo
scorsi, possano essere influenzate dal caso Piemonte (dove si rischia
l’annullamento del voto regionale e il ritorno alle urne per contestazioni assai
meno pesanti di quelle denunciate in Calabria) esploso clamorosamente dopo la
denuncia del candidato sconfitto, Mercedes Bresso, e le dure reazioni del
Governatore piemontese (il leghista Roberto Cota) e del suo partito, la Lega
Nord, che per protestare e scongiurare l’ipotesi annullamento voto hanno
addirittura organizzato lunedì sera una fiaccolata a Torino”. Corbelli afferma
di “ritenere che i due casi (e i relativi ricorsi) siano destinati ad avere la
stessa sorte: o entrambi accolti o entrambi rigettati. Una cosa è certa: se
saranno annullate le elezioni regionali del Piemonte a maggior ragione dovranno
esserlo in Calabria, dove le contestazioni e le violazioni denunciate nei vari
ricorsi sono molto più gravi, oggettive, documentate e penalizzanti per liste e
candidati (consiglieri e presidenti) che si sono visti ingiustamente e
arbitrariamente esclusi dalla competizione elettorale e cancellati in Consiglio
regionale, che non le presunte irregolarità (firme false) nella presentazione di
alcune candidature come è invece avvenuto in Piemonte”. Il leader di Diritti
Civili manifesta anche “meraviglia per il silenzio calato sul caso Calabria, una
autentica bomba che potrebbe riservare clamorose sorprese. A differenza di
quanto sta accadendo in Piemonte, diventato un caso nazionale, in Calabria si
registra solo il silenzio sempre più assordante non solo della maggioranza di
centrodestra, ma anche delle minoranze del centrosinistra, tutti evidentemente e
seriamente preoccupati, anzi letteralmente terrorizzati, dall’ipotesi (assai
probabile) scioglimento e dal ritorno alle urne”. “Domani, 1 luglio, il Tar del
Piemonte dovrebbe secondo le previsioni, anche di alcuni grandi media nazionali,
accogliere il ricorso della candidata del centrosinistra, Bresso, e annullare le
elezioni regionali. Se questa previsione venisse confermata inevitabilmente si
rifletterebbe sul caso Calabria, finendo con il condizionare la decisione del
Tar di Catanzaro che non potrebbe che seguire lo stesso criterio legislativo e
interpretativo dei giudici piemontesi e portare all’annullamento delle elezioni
regionali calabresi”. Corbelli ricorda di aver portato avanti, per “due mesi, in
perfetta solitudine (con il solo sostegno dell’autorevole stampa calabrese), la
sua denuncia sulla nuova legge elettorale regionale, poco chiara, ambigua ed
equivoca, un vero e proprio obbrobrio giuridico. La presentazione di una ventina
di ricorsi al Tar della Calabria di candidati di tutte le liste e di partiti
esclusi dalla competizione elettorale (fatto mai accaduto, con queste
proporzioni, in 40 anni di storia della regione) testimonia quanto fosse giusta,
fondata e motivata la battaglia di Diritti Civili”, conclude Corbelli.
30
giugno 2010
COMUNI:COSENZA;CORBELLI, SERVE UNITA' CRISI EMERGENZA
LAVORO
COSENZA
(ANSA) - COSENZA, 19 GIU - Franco Corbelli,
leader del movimento Diritti civili e candidato a sindaco di Cosenza, sulle
vicende Demetra e Multiservizi, chiede "l'intervento del Prefetto di Cosenza e
un vertice istituzionale per affrontare la drammatica situazione delle due
società e dei tanti lavoratori da molti mesi senza stipendio e con un futuro
incerto e preoccupante". Secondo Corbelli "non si possono lasciare da soli e
abbandonare al loro destino questi lavoratori, che continuano legittimamente e
disperatamente a protestare per rivendicare un loro sacrosanto diritto. Le
istituzioni preposte hanno il dovere di intervenire, nell'ambito delle loro
competenze, promuovere tutte le iniziative utili per avviare a soluzione il
problema e dare risposte ai lavoratori, padri e madri di famiglia". Il candidato
a sindaco di Cosenza, Corbelli, preannuncia inoltre che "uno dei punti salienti
del suo programma e una delle sue prime iniziative che porterà in Consiglio
comunale sarà la proposta per l'istituzione di una unità di crisi comunale, una
commissione speciale comunale per affrontare l'emergenza lavoro, che si occupi
esclusivamente delle situazioni di crisi occupazionale in città, del problema e
dei diritti dei lavoratori delle cooperative e del caso Rom". "Non voglio
assolutamente dare colpe a chicchessia per questa situazione di crisi di queste
due società - prosegue Corbelli - così come non voglio strumentalizzare
politicamente vicende così gravi e drammatiche per tante famiglie, ma
semplicemente intervenire, doverosamente da candidato a sindaco della nostra
città e per il mio ventennale impegno civile, e dire come e cosa intendo fare
per affrontare queste emergenze sociali che oggi si chiamano Demetra,
Multiservizi, Città e Biblioteca dei Ragazzi, Rom, senza dimenticare i
lavoratori della clinica Sacro Cuore, delle altre case di cure e aziende
cittadine (e non solo) che protestano per analoghe rivendicazioni di lavoro e
salariale". (ANSA).
REGIONE: CORBELLI, GRAVE RITARDO TAR SUI RICORSI
(ANSA) - CATANZARO, 15 GIU - Il leader del Movimento Diritti
Civili, Franco Corbelli, denuncia quello che definisce ¿il caso
Tar e l¿assordante silenzio calato sui ricorsi presentati da un
ventina di candidati (di tutti gli schieramenti in campo e di
quelli esclusi) alle elezioni regionali del marzo scorso e non
ancora discussi dai giudici del tribunale amministrativo di
Catanzaro¿.
Corbelli parla di ¿ritardo grave e assolutamente
ingiustificato¿. Chiede ¿come sia possibile che il Tar della
Calabria di fronte ad un valanga di ricorsi, circa una ventina,
di candidati di quasi tutti i partiti (non era mai successo una
cosa simile, di queste proporzioni, in 40 anni di storia delle
Regioni) non abbia fissato una immediata riunione ad hoc per
rispondere nel merito sulle questioni giuridico-elettorali
sollevate e stabilire se questo Consiglio regionale è legittimo
o se le elezioni del 28 e 29 marzo scorsi vanno annullate, come
è stato chiesto in ben quattro diversi ricorsi. Nonostante siano
stati presentati tutti questi ricorsi, che ¿ afferma Corbelli -
testimoniano quanto fosse giusta, fondata e motivata la
denuncia, che Diritti Civili ha portato avanti, per due mesi, in
perfetta solitudine (con il solo sostegno dell¿autorevole stampa
calabrese), sulla legge elettorale, poco chiara, ambigua ed
equivoca, un vero e proprio obbrobrio giuridico, incredibilmente
e colpevolmente il Tar di Catanzaro ha fissato la prima udienza
per l¿esame di questi ricorsi per la prima decade di luglio".
SANITA':CORBELLI,IMPEDIRE CHIUSURA UROLOGIA OSPEDALE COSENZA
DIRITTI CIVILI A SCOPELLITI: SAREBBE GOLPE CONFRONTI SETTORE
(ANSA) - COSENZA, 7 GIU - Franco Corbelli, leader di Diritti
Civili e candidato sindaco di Cosenza alle elezioni
amministrative del 2011 chiede l'intervento del governatore
calabrese, Giuseppe Scopelliti, per scongiurare il "rischio
chiusura del reparto di Urologia dell'ospedale civile di
Cosenza".
"E' un fatto di inaudita gravità - sostiene Corbelli - da
evitare assolutamente perché rappresenterebbe un vero e proprio
attentato al diritto alla assistenza sanitaria e alla salute dei
cittadini. C'é il rischio e la forte preoccupazione del
personale medico e paramedico del reparto di Urologia
dell'Annunziata di vedere smantellata e chiusa questa importante
e fondamentale struttura del nosocomio regionale cittadino. Da
oltre un mese il reparto è senza un primario e, anziché
pensare a sostituirlo, viene ipotizzato e si fa sempre più
insistente l'ipotesi della possibile chiusura del reparto. Siamo
all'assurdo e all'inverosimile".
"Quello che Diritti Civili aveva di recente previsto
denunciando il declino e l'abbandono dei due ospedali cittadini,
l'Annunziata e il Mariano Santo - afferma ancora Corbelli - si
sta purtroppo puntualmente verificando. Addirittura si arriva ad
ipotizzare la chiusura di un reparto, quello di Urologia, che
cura delle patologie purtroppo largamente diffuse tra la
popolazione. Urologia anziché essere potenziata e confermata
come una delle eccellenze dell'Annunziata dovrebbe essere
smantellata. Se questo dovesse accadere saremmo al golpe nei
confronti della sanità cosentina. Uno schiaffo, una
provocazione".
"Chiedo al presidente della Regione e responsabile della
sanità regionale, Giuseppe Scopelliti - conclude il leader di
Diritti civili - di intervenire immediatamente per scongiurare
questa nefasta ipotesi che rappresenterebbe un colpo durissimo
per la sanità non solo cosentina ma calabrese".(ANSA).
IDV:CORBELLI;SOSTEGNO
A REFERENDUM, BATTAGLIA DIFESA DIRITTI
(ANSA) - COSENZA, 4 GIU - "Condivido e sostengo i tre
referendum promossi dall'Idv, perché si tratta di tre giuste
battaglie a difesa dei diritti dei cittadini (l'acqua come bene
pubblico, la tutela della salute con il no al nucleare e una
giustizia uguale per tutti contro il legittimo impedimento per
ministri e casta), che si vorrebbe cancellare con provvedimenti
di legge antidemocratici e incostituzionali". E' quanto
afferma, in una nota, Franco Corbelli, leader del movimento
Diritti civili.
"Scendiamo in campo a favore dei tre referendum di Idv e -
afferma Corbelli - chiediamo che tutti in Calabria e nel resto
del Paese facciano la stessa cosa per una comune battaglia di
giustizia sociale e politica. La privatizzazione dell'acqua, il
legittimo impedimento e il nucleare sono delle scelte gravi e
irresponsabili del Governo Berlusconi che penalizzano i
cittadini più deboli e poveri, mettono a rischio la salute
delle persone e stabiliscono un privilegio, un sorta di
impunità per il presidente del Consiglio, ministri e
sottosegretari, che a differenza di tutti gli altri cittadini
non devono recarsi in tribunale e non possono essere giudicati,
se impegnati nei loro incarichi istituzionali".
Questi provvedimenti di legge, addirittura contrari, in
alcuni casi, ai principi fondamentali della Costituzione -
sostiene ancora Corbelli - vanno per questo contrastati con ogni
mezzo lecito e democratico, ad iniziare dai referendum".
"Mi auguro che con il partito di Di Pietro - conclude
Corbelli - si possa fare il prossimo anno una comune battaglia
anche per il riscatto della nostra regione e per il rinnovamento
della classe politica e dirigente della Calabria, con le
elezioni delle amministrazioni comunali, ad iniziare dalla
città di Cosenza". Corbelli ha annunciato, nei giorni scorsi,
la propria candidatura a sindaco di Cosenza.(ANSA).
REGIONE:CORBELLI,NO
RIDUZIONE INDENNITA'SCHIAFFO A CALABRESI
(ANSA) -
COSENZA, 31 MAG - Il leader del Movimento Diritti
Civili, Franco Corbelli, in una
nota, definisce "la mancata
riduzione della indennità dei consiglieri e assessori regionali
una beffa e uno schiaffo ai calabresi, chiamati a nuovi
sacrifici".
Corbelli ricorda "il caso dell'Avis di
Cosenza che rischia
di chiudere per carenza di fondi e per i mancati contributi
dovuti, e non ancora corrisposti, dalla Regione (300 mila euro
il credito vantato nei confronti dell'azienda ospedaliera di
Cosenza e dell'azienda sanitaria
provinciale cosentina)".
Il leader di Diritti Civili chiede al "Governatore Giuseppe
Scopelliti, al presidente del
Consiglio, Francesco Talarico, e a
tutti gli eletti dell'Assemblea di Palazzo Campanella un gesto
riparatore di grande significato e particolare valore sociale e
umano: devolvere un mese della indennità di tutti i 50
consiglieri e di tutti gli assessori regionali per
l'associazione di volontariato dei donatori di sangue della
Calabria".
"Oggi il Consiglio regionale - afferma - ha scritto una
brutta pagina, non solo non deliberando alcuna riduzione delle
indennità dei consiglieri e degli assessori, limitandosi a
diminuire solo i soldi dei gruppi consiliari e i rimborsi, ma
arrivando addirittura, con alcuni interventi, a giustificare
questo mancato taglio con le esigenze e i costi della
democrazia".
"Il Consiglio regionale, salvaguardando oggi il privilegio
della casta - afferma Corbelli - ha perso una buona occasione
per mandare un segnale netto, forte, preciso all'intero Paese.
Lo stesso giorno che a Reggio
Calabria il Consiglio si
salvaguarda la propria ricca indennità, da Cosenza arriva il
grido di allarme dell'Avis che senza fondi e in attesa (vana) di
ottenere i contributi e i crediti (da due anni non erogati)
della Regione preannuncia addirittura che cesserà da domani la
propria importante attività, spesso decisiva per salvare delle
vite umane". (ANSA).
'NDRANGHETA:CORBELLI,PIGNATONE CHIARISCA SU VOTO A REGIONALI
(ANSA) -
REGGIO CALABRIA, 29 MAG - "Il Procuratore di Reggio
Calabria Giuseppe Pignatone
chiarisca all'opinione pubblica se
la consultazione elettorale regionale in Calabria è stata
condizionata e inquinata dal voto mafioso". Lo afferma in una
nota il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, il
quale esprime solidarietà a Pignatone per la recente
intimidazione.
"Abbiamo grande - aggiunge - stima e fiducia nel Procuratore
Pignatone e nei suoi colleghi che
insieme a lui combattono la
criminalità e l¿illegalità. Proprio per questo riteniamo che la
grave denuncia di oggi del capo della Procura di Reggio vada
chiarita per fugare dubbi e sospetti sulle elezioni regionali
calabresi del marzo scorso. I calabresi hanno il diritto di
sapere se la consultazione elettorale regionale del 28 e 29
marzo scorsi è stata condizionata e inquinata dal voto mafioso,
se la `ndrangheta, come ha dichiarato oggi lo stesso dott.
Pignatone, ha fatto campagna
elettorale e per chi. Se i boss
hanno scelto, candidato personaggi a loro vicini o affini".
"Sono delle legittime domande - conclude
Corbelli - che
Diritti Civili rivolge al
procuratore di Reggio al quale chiede
di dare delle risposte, naturalmente compatibilmente e nel
rispetto del segreto istruttorio".
Comunicato stampa Movimento Diritti
Civili
Malasanità. Corbelli a presidente
Consiglio regionale, Talarico: “Nominare Garante della Salute della Calabria”
Catanzaro
Il leader del Movimento Diritti Civili,
Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per l’istituzione del
Garante della Salute della Calabria, approvata, all’unanimità, il 30 giugno
2008, dal Consiglio regionale calabrese, dopo “gli ultimi, gravissimi casi di
malasanità” parla di “nuova, vera e propria drammatica emergenza sanità in
Calabria” e chiede al Presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico,
di “effettuare, così come previsto dalla legge
regionale in materia, il nuovo bando per la nomina del Garante della Salute”.
Corbelli ricorda che “il precedente bando è scaduto il
15 ottobre 2008, senza purtroppo la nomina del Garante da parte del Consiglio
regionale, in violazione della stessa normativa che prevede che entro 90 giorni
dalla scadenza del bando deve essere eletto, con la maggioranza dei due terzi
del Consiglio, il Garante. La legge approvata lo prevede espressamente all’art.
7. Per combattere la malasanità, ancora purtroppo dilagante in Calabria, non si
possono certo chiedere ai calabresi altre tasse e nuovi sacrifici, è invece – continua Corbelli - assolutamente indispensabile, oltre alla
nomina di un assessore alla sanità competente e scelto al di fuori dei partiti,
eleggere e rendere subito operativo il Garante della Salute, importante,
innovativa, rivoluzionaria, semplice ed efficace struttura (in funzione 24 ore
al giorno) al servizio dei cittadini, che serve proprio non solo per denunciare
ma per combattere e prevenire casi di cattiva sanità, di disorganizzazione e
per dare assistenza continuativa e concreta a tutti i cittadini-utenti, ai
pazienti e alle loro famiglie. E’ paradossale, grave e assolutamente
ingiustificato che mentre il Garante della Salute è stato istituito (un anno
dopo essere stato promosso da Diritti Civili e approvato dal Consiglio
regionale calabrese nel giugno del 2008) finanche negli Usa dal presidente
Barack Obama e proposto a livello nazionale, in Italia, nei mesi scorsi, dal
senatore del Pd e chirurgo di fama internazionale, Ignazio Marino, in Calabria,
anziché orgogliosamente rivendicare e valorizzare questa grande
conquista civile e sociale ancora oggi si aspetta che venga nominato il Garante
della Salute, mentre purtroppo si continua a morire per la malasanità”.
24 maggio 2010
Comunicato stampa Movimento
Diritti Civili
Corbelli annuncia
candidatura (con Lista Diritti Civili) a sindaco Cosenza
Cosenza
Il leader
del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, annuncia la sua candidatura a
sindaco di Cosenza. Corbelli scende dunque
ufficialmente in campo e a un anno dalle elezioni amministrative annuncia la
sua candidatura a primo cittadino della città bruzia. Il leader
di Diritti Civili presenterà la sua lista e il programma, nel corso di una
convention, prima dell’estate. “La mia candidatura, con la Lista Diritti
Civili, alla carica di sindaco, vuole essere un segnale netto e forte di
rottura rispetto al passato e una sfida a tutte le consorterie politiche che hanno in questi anni ridotto Cosenza nelle disastrate
condizioni in cui versa attualmente. Una città in declino e letteralmente alla
deriva. Mi candido come alternativa agli affaristi e inciucisti, Voglio
continuare ad essere solo ed esclusivamente il riferimento della società civile
cosentina. Scendo in campo, con la Lista Diritti Civili, movimento apartitico, così
come ho fatto nel passato, presentandomi da solo alle Elezioni Regionali del
2000 e alle Provinciali del 2004, con una mia candidatura alla presidenza della
Regione e della Provincia di Cosenza. Siamo abituati, come Movimento Diritti
Civili, a correre da soli e se necessario lo faremo anche il prossimo anno a
Cosenza. Una cosa è certa: amo troppo questa nostra città. Da venti anni mi batto
per difendere, riscattare e rilanciare l’immagine della città bruzia. Ho
insieme al mio amico Vittorio Sgarbi contributo, venti anni fa, a far conoscere
in Italia la straordinaria bellezza del centro storico cosentino, oggi
purtroppo letteralmente abbandonato e degradato. Ho condotto mille battaglie e
promosso innumerevoli iniziative di solidarietà per la Calabria e per Cosenza in
particolare. Credo di avere conquistato e meritato, in tutti questi anni di
impegno civile, libertario e umanitario, la fiducia e la stima dei cosentini e
dei calabresi. Voglio, con umiltà e insieme ai cittadini, poter fare qualcosa
di importante per questa nostra città, riportarla agli antichi splendori, dare
risposte ai tanti, purtroppo irrisolti, problemi che l’affliggono e fare di
Cosenza la città più solidale d’Italia. Per questo mi candido”.
21 maggio 2010
Comunicato stampa Movimento Diritti Civili
Diritti Civili denuncia: “La malasanità in Calabria continua ma non
fa più notizia”!
Catanzaro
Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli,
promotore della proposta di legge per l'istituzione del Garante della Salute
della Calabria, approvata all'unanimità il 30 giugno del 2008 dal Consiglio
regionale, interviene, è detto in un comunicato, "dopo gli ultimi casi di
malasanità per denunciare come purtroppo non sia successo nulla, dopo il cambio
alla guida alla Regione, nonostante i proclami”. Corbelli denuncia anche “il
silenzio dei media (tranne pochissime e lodevoli eccezioni, come Il Domani
della Calabria) sull’ ultimo gravissimo e drammatico caso di malasanità
denunciato ieri da Diritti Civili di una giovane donna calabrese, vittima di un
trattamento disumano in un ospedale della regione, che ha perso la bambina dopo
il parto”. Corbelli parla di "disorganizzazione e sanità allo sbando,una
situazione grave anche a causa della mancata nomina di un assessore (competente
e fuori dai giochi politici) alla Salute. Il Governatore Giuseppe Scopelliti ha
trattenuto la delega della Sanità, così come aveva fatto (sbagliando) il suo
predecessore Agazio Loiero. Purtroppo gli ultimi casi di malasanità di questi
ultimi giorni dimostrano che la malasanità non è certo scomparsa con l'uscita
di Loiero. Per cinque anni - dice ancora Corbelli - si è scritto e denunciato,
su tutta la stampa nazionale e addirittura su molti media internazionali, che
la malasanità calabrese era colpa del Governatore Loiero. Oggi che Loiero non è
più presidente della Regione la malasanità purtroppo continua. Eppure non fa
più quasi notizia come prima. Neanche sulla stampa calabrese, come è accaduto
oggi con il gravissimo caso di malasanità denunciato da Diritti Civili e
ripreso solo da alcuni media regionali. La malasanità calabrese, uscito di
scena Loiero, non guadagna più le prime pagine e i titoli a carattere cubitali
dei media nazionali. La malasanità in Calabria non è una questione di uomini
(al posto degli amici di Loiero oggi ci sono altri amici di politici del Pdl),
ma di organizzazione , di impegno, di capacità, di professionalità. Se si vuole
voltare veramente e finalmente pagina nella disastrata sanità calabrese occorre
innanzitutto nominare subito un assessore alla salute, competente, scelto al di
fuori della politica, che difenda solo i diritti dei cittadini utenti e non
faccia invece gli interessi dei partiti che l'hanno indicato. Altro che, per
ripianare la voragine dei debiti, accumulati da tutte le Giunte precedenti
(centrodestra e centrosinistra), la vergogna
e la provocazione dell’aumento delle tasse ai calabresi. Occorre, insieme
ad un'organizzazione sanitaria efficiente ed efficace, un'opera di prevenzione
e di educazione al rispetto del fondamentale e sacrosanto diritto alla salute e
all'assistenza sanitaria. Bisogna prevenire e scongiurare i casi di
malasanità".
20 maggio 2010
Comunicato stampa Movimento Diritti Civili
Diritti Civili chiede al Presidente Scopelliti di nominare subito
Assessore Salute per combattere malasanità e affrontare gravi emergenze
“In Calabria per combattere la malasanità e affrontare le gravi
emergenze è assolutamente urgente e indispensabile la nomina di un Assessore
alla Salute. Non serve un Commissario,
né la farsa di assegnare questo incarico allo stesso nuovo Governatore. Quello
che serve alla Calabria è un Assessore alla Salute, un esperto, scelto al di
fuori del mondo della politica, che si occupi a tempo pieno, e con competenza,
della disastrata (mala)sanità calabrese, cercando di affrontare e avviare a
soluzione le tante priorità”. E’ quanto afferma, in una nota, il leader del Movimento
Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore della proposta di legge
per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata,
all’unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese. Corbelli
si rivolge al presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, e gli chiede di
“accelerare la nomina dell’Assessore alla Salute, rinunciando alla richiesta
del commissariamento della sanità, senza perdere altro tempo, perché la
situazione della sanità calabrese si fa ogni giorno sempre più drammatica e non
basta certo un commissario per risolvere i tanti, gravi problemi. Al
presidente Scopelliti – continua
Corbelli - chiediamo di assegnare subito la delega della sanità (che ha
trattenuto per sé) , di scegliere e nominare immediatamente un nuovo Assessore
alla Salute, che affronti i problemi drammatici e gravi della sanità calabrese.
Purtroppo la malasanità non è certo scomparsa con le elezioni di marzo, con il
cambio alla guida della Regione, con l’uscita di Loiero e l’arrivo dello stesso
nuovo Governatore. I problemi sono rimasti gli stessi e irrisolti. Anzi si
aggravano quotidianamente. La gente continua a pagare il ticket sanitario,
mentre i pazienti aspettano mesi prima
di essere sottoposti ad un esame negli ospedali. Nei nosocomi, anche quelli
importanti regionali, si rompono le macchine per esami importanti che non
vengono riparate e sostituite e i malati aspettano da settimane, in un lettino,
addirittura nei corridoi, prima di essere sottoposti a test importanti e
delicati. Questo è il quadro. Domando: a che serve il commissariamento della
sanità? Quello che occorre è un nuovo assessore alla sanità, competente, che
non risponde a logiche di partito e di corrente, ma che operi solo per tutelare
i diritti dei cittadini e dei pazienti. Un assessore che nomini direttori
generali capaci e vada negli ospedali a rendersi conto dei problemi, che
incontri il personale medico e paramedico, gli stessi malati, per capire quali
sono le esigenze, le emergenze, le priorità da affrontare subito. Questa è la
svolta vera, reale, che si aspettano i calabresi, dal nuovo Governatore, per
cambiare e rivoluzionare radicalmente la sanità calabrese”.
30 aprile 2010
PDL: CORBELLI,
CORAGGIOSA BATTAGLIA FINI A DIFESA DEMOCRAZIA
(ANSA) - CATANZARO, 22 APR - Il leader del
Movimento Diritti
Civili, Franco
Corbelli, apprezza, in una nota, l'iniziativa di
Gianfranco Fini che
definisce una "coraggiosa battaglia per
difendere la
democrazia (non solo nel Pdl), i diritti civili e
le ragioni del Sud,
per porre un argine democratico alla deriva
populista
berlusconiana" e invita il popolo della ex An "a
scendere a fianco del
suo storico leader".
"Diritti Civili - aggiunge Corbelli -
pur essendo un
movimento apartitico,
distante dalla destra e dai partiti,
apprezza e sostiene
la coraggiosa battaglia di Fini che cerca di
difendere, insieme
alle ragioni e ai diritti (ignorati dal
Governo
Berlusconi-Bossi) del Mezzogiorno, valori di libertà e
democrazia in un partito,
il Pdl, dominato da un solo uomo,
Berlusconi, che cerca
di zittire ed eliminare (politicamente e
moralmente, grazie
alla complicità dei suoi media) tutti coloro
che manifestano idee
diverse dalla sua e dissentono da lui".
Secondo Corbelli, "se Fini sarà
sconfitto ed emarginato,
sarà la sconfitta
della democrazia, della libertà, del diritto
al dissenso. La fine
di ogni speranza di vedere affermarsi in
Italia una destra
moderna, pluralista, democratica, europea.
Fini difende insieme
ai diritti civili (ad iniziare dai bambini,
figli di immigrati)
la storia, l'identità e la dignità del suo
(ex) partito e di
tutta la destra italiana. Difende il diritto
al dissenso (nel Pdl)
e con esso il diritto a rivendicare con
orgoglio la propria
storia, le proprie radici, la tradizione, la
cultura della destra
italiana, che Berlusconi vuole invece
annettere e
cancellare. Tutto il partito, il popolo dell'ex An
dovrebbe
compattamente e senza esitazioni schierarsi con il suo
leader e respingere
gli attacchi e le intimidazioni dei giornali
di famiglia e affini
di Berlusconi". (ANSA).
Comunicato stampa Movimento
Diritti Civili
Diritti Civili al
Governatore calabrese: “Realizzare Cardiochirurgia a Cosenza”.
Cosenza
Il leader del Movimento
Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore della proposta di legge
per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata,
all’unanimità, dal Consiglio regionale calabrese il 30 giugno 2008, chiede al
Governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, un impegno ‘preciso e
immediato a favore della realizzazione di Cardiochirurgia a Cosenza, reparto
assolutamente indispensabile per dotare l’ospedale regionale dell’Annunziata di
una struttura altamente specializzata, un centro di eccellenza, di intervento
immediato, in grado di salvare la vita a pazienti bisognosi di interventi
urgenti”. “Da molto (troppo) tempo
oramai Cosenza e la provincia aspettano la realizzazione di Cardiochirurgia.
Una lunga battaglia bipartisan che va avanti da anni. I tempi sono maturi. Del
resto è stato anche già indetto, con delibera n. 255 dell’8 aprile 2009, un
Concorso per l’assunzione di 1 Primario di struttura complessa e di 5
cardiochirurghi. Non basta certo la giustificazione della mancanza dei fondi
per annullare tutto. La realizzazione di Cardiochirurgia deve essere una delle
priorità della Giunta Scopelliti. Siamo certi che il centrodestra cosentino
che, con alcuni suoi leader, si è molto speso per questo importante obiettivo
continuerà a battersi, con maggiore vigore e forza, adesso che sono al Governo
delle regione, per la realizzazione di Cardiochirurgia nella città bruzia. Il
Governatore Scopelliti non può deludere le attese di una città e di una intera
provincia che aspetta e rivendica a
ragione, legittimamente, la Cardiochirurgia. Non
si può e non si deve più perdere tempo.
Bisogna procedere immediatamente e ottenere questa storica conquista, che
servirà ad alleviare i disagi e le sofferenze di tanti pazienti (e delle loro
famiglie), costretti ad emigrare in altre province e in altre regioni per
potersi operare, e soprattutto consentirà interventi immediati spesso decisivi
per salvare la vita a malati bisognosi di operazioni urgenti e delicate al
cuore. Cardiochirurgia a Catanzaro non può da
sola continuare a far fronte alle esigenze di una intera, vasta regione.
Una provincia grande, particolarmente estesa e complessa, come quella
cosentina, un ospedale importante come quello dell’Annunziata, devono avere un
reparto fondamentale come Cardiochirurgia. Se Scopelliti vuole realizzare
Cardiochirurgia anche a Reggio Calabria, la sua città, lo faccia pure. Ma non a
discapito e a danno di Cosenza. Sarebbe una beffa e un tradimento nei confronti
di una intera provincia, che il 28 e 29 marzo gli ha dato una valanga di voti,
consentendogli di vincere le elezioni e diventare il presidente della Regione.
Di tutta la Calabria”.
21 aprile 2010
Comunicato stampa Movimento Diritti Civili
Corbelli chiede a Scopelliti di cancellare odioso e iniquo ticket
sanitario.
Catanzaro
Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e
promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute
della Calabria, approvata, all’unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio
regionale calabrese, chiede al Governatore Giuseppe Scopelliti di “cancellare
l’odioso, iniquo ticket sanitario, che penalizza le fasce più deboli e povere
della popolazione calabrese. E’ questo il primo atto concreto, il primo
importante segnale di un cambiamento reale rispetto al passato,che si aspettano
i cittadini dal nuovo presidente della Regione”. “Scopelliti può dare un primo
importante segnale ai calabresi già a partire dalla abrogazione di questo
ticket che penalizza i cittadini più poveri. E questa una importante novità che
può rappresentare una svolta significativa rispetto al passato. Dipende dal
Governatore porla subito in essere. Diritti Civili gli chiede un atto di
coraggio, di cogliere questa prima grande occasione di cambiamento, una vera
sfida di rinnovamento con una iniziativa attesa e apprezzata dall’opinione
pubblica. Annunci l’immediata abrogazione del ticket sanitario. Gli chiediamo
di fare immediatamente quello che ha preannunciato subito dopo la sua vittoria
elettorale: la cancellazione del ticket. Vedremo e verificheremo se con
Scopelliti inizia una nuova stagione di riforme e cambiamento (nell’interesse
esclusivo dei cittadini) o si continua come nel passato, con (falsi) proclami e
la solita politica della sanità, asservita agli interessi clientelari degli
amministratori di turno”.
20 aprile 2010
REGIONE: CORBELLI,
SCOPELLITI PARTITO CON PIEDE SBAGLIATO
(ANSA) - CATANZARO, 17 APR -
"Scopelliti è partito con il
piede sbagliato,
perdendo una grande occasione per dare una
svolta e una impronta
di vero e reale rinnovamento alla sua
Giunta". Lo
afferma in una nota il leader del Movimento Diritti
Civili, Franco
Corbelli.
"Non ha nominato - aggiunge - un
assessore alla Salute, si
é tenuto la delega
alla salute, commettendo lo stesso sbaglio
del suo predecessore,
Agazio Loiero, e non ha parlato
dell'abolizione del
ticket, che pure subito dopo la sua vittoria
aveva promesso di
fare. Il Governatore calabrese ha varato una
giunta rispettando,
in parte, solo per il Pdl e l'Udc, il
manuale Cencelli e le
indicazioni di Silvio Berlusconi. Diritti
Civili critica il
Presidente della Regione per la doppia, grave
e ingiustificata
omissione: la mancata designazione di un
assessore alla salute
e il silenzio sull'abolizione del ticket
sanitario. Due gravi
errori che offuscano l'immagine del nuovo
Governatore, minano
subito la sua credibilità e la fiducia dei
cittadini nei suoi
confronti".
"Scopelliti - prosegue Corbelli - sa
che sulla sanità si
giocherà tutto, così
come è stato per il presidente uscente
Agazio Loiero. Ieri è
partito in modo sbagliato. La gente si
aspettava da lui
novità importanti e concrete per la disastrata
sanità calabrese. Non
ci sono state. C'é stata invece la
solita lotta, tra i
partiti e il Governatore, per accaparrarsi
una poltrona. La vera
sfida per rivoluzionare la sanità,
partendo dalla nomina
dell'assessore esterno e dall'abolizione
del ticket, non è
stata posta in essere. Diritti Civili
continuerà la sua
battaglia fino a quando il Governatore
Scopelliti non abolirà
il ticket sanitario e non nominerà un
assessore alla
salute, competente, che gestirà la sanità
nell'interesse
esclusivo dei cittadini". (ANSA).
REGIONE:CORBELLI A
SCOPELLITI,SANITA' A ESPERTO E VIA TICKET
(ANSA) - CATANZARO, 16 APR -
"Il presidente Scopelliti può
dare un primo
importante segnale ai calabresi già a partire
dalla presentazione
della nuova Giunta. Può farlo con due atti
concreti , due sfide
per un cambiamento radicale: la nomina di
un non politico, un
esperto esterno, all'Assessore alla Salute e
l'annuncio della
cancellazione del ticket sanitario, che
penalizza i cittadini
più poveri". E' quanto afferma, in una
nota, il leader del
movimento Diritti civili, Franco Corbelli.
"Sono queste le vere novità - prosegue
Corbelli - che
possono rappresentare
una svolta radicale rispetto al passato.
Dipende dal
Governatore porle subito in essere. Diritti Civili
gli chiede un atto di
coraggio. Rinunciare al manuale Cencelli
(e alle indicazioni
di Berlusconi?) per la spartizione degli
assessorati e
cogliere invece questa prima grande occasione di
cambiamento, una vera
sfida di rinnovamento con due iniziative
attese e apprezzate
dall'opinione pubblica. Presentando la sua
squadra annunci
l'immediata abrogazione del ticket".
"Vedremo e verificheremo domani (se ci
sarà, come
annunciato, la
presentazione della nuova Giunta) - sostiene
ancora Corbelli - se
con Scopelliti inizia una nuova stagione di
riforme e
cambiamento, nell'interesse esclusivo dei cittadini, o
si continua come nel
passato, con (falsi) proclami e la solita
lottizzazione
politica, anche per un assessorato, importante e
delicato, come quello
alla Salute". (ANSA).
CALABRIA:CORBELLI,NUOVO
ASSESSORE SANITA' NON SIA UN POLITICO
(ANSA) - CATANZARO, 13 APR - Il
leader del Movimento Diritti
Civili, Franco
Corbelli, in una nota ha rivolto un appello al
Presidente della
Regione, Giuseppe Scopelliti, per "tenere
fuori la politica
dalla sanità".
"Scopelliti - aggiunge - faccia un
primo atto concreto e
immediato di
discontinuità e rinnovamento nella scelta del
nuovo assessore alla
Salute, che non dovrà essere un politico
di professione
(consigliere regionale o lo stesso Governatore),
ma un esperto, un
operatore capace, di grande esperienza, del
mondo della sanità,
da scegliere in una rosa di tre nomi
forniti dai
presidenti degli Ordini dei medici delle cinque
Province
calabresi".
"Il Movimento Diritti Civili, così come
fa - prosegue
Corbelli - da oramai
15 anni, continuerà anche nei confronti
della Giunta
Scopelliti la sua azione di pungolo e stimolo,
proseguirà con le sue
iniziative di denuncia dei problemi
irrisolti di questa
terra, continuerà a battersi per il
rispetto dei dritti
di tutti, in particolare delle persone più
povere, deboli ed
emarginati. Nulla contro Scopelliti, la nostra
azione sarà, come
sempre, propositiva. Senza sconti per
nessuno, ma
nell'interesse esclusivo dei diritti dei cittadini.
La nostra prima
iniziativa, nei confronti del nuovo presidente
della Regione, parte
dal mondo della sanità. Chiediamo a
Scopelliti un atto
concreto, dopo le facili promesse elettorali
e le accuse (spesso
ingiuste) al Governatore Loiero. Non tenga
per se, non nomini
Assessore alla Salute un politico di
professione".
"Impedisca che sulla salute delle persone
- aggiunge - si
costruiscano
clientele e fortune elettorali. Eviti di assegnare
questo delicato e
importante assessorato alla salute con il
manuale Cencelli
della lottizzazione politica. Affidi invece la
responsabilità di
questo assessorato ad un professionista non
politico, esperto e
competente in materia sanitaria, indicato,
con una rosa di tre
nomi, dai presidenti degli Ordini dei medici
delle cinque province
calabresi. Se vuole dare un segnale forte,
trovi il coraggio di
fare questa scelta di rottura, di
discontinuità e
cambiamento reale, nell'interesse esclusivo dei
diritti dei
cittadini e in particolare delle fasce
più
indigenti e deboli.
Se non lo farà partirà con il piede
sbagliato, si
giocherà una buona fetta di credibilità,
metterà una prima
pesante ipoteca negativa sulla sua
Amministrazione,
tradendo subito, in questo modo, le attese e la
fiducia dei cittadini
che lo hanno votato".(ANSA).
Comunicato
stampa Movimento Diritti Civili.
Abolizione
listino in Calabria. Corbelli: “Vinta una storica battaglia dopo10 anni di
lotte, proteste e denunce di Diritti Civili”!
Cosenza
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, da molti anni impegnato “a denunciare la vergogna del listino bloccato(dei
nominati e raccomandati), dopo l’approvazione da parte della conferenza dei
capigruppo del Consiglio regionale dell’abolizione di questa norma-scandalo
della legge elettorale regionale, parla di “una storica vittoria, una grande
conquista civile, che ripristina la democrazia e il diritto, sancito dalla
Costituzione, dei cittadini di poter scegliere i propri rappresentanti nella
Assemblea regionale”. “Dopo dieci anni di lotte, di proteste, di denunce,
finalmente sta per essere abolito il listino-vergogna. Diritti Civili iniziò,
in perfetta solitudine, dieci anni fa, nel 2000, presentandosi da solo, alle
Elezioni regionali calabresi, con una propria lista e un suo candidato alla
Presidenza della Regione (lo stesso Corbelli), a denunciare la vergogna del
listino bloccato, dei nominati e raccomandati, imposti dalle segreterie dei
partiti ed eletti senza alcun consenso elettorale. Dopo che per anni – si legge
nella nota di Diritti Civili - abbiamo
gridato, purtroppo inascoltati, contro il listino-vergogna, oggi grazie anche
alla importante iniziativa del presidente della Provincia di Cosenza, Mario
Oliverio, che ha promosso il Movimento “Aboliamo il listino”, che Diritti
Civili sta sostenendo, sta per essere raggiunto questo importante, storico risultato,
cancellato questo assurdo e inaccettabile privilegio, riconosciuto e
ripristinato il dritto costituzionale dei cittadini elettori di poter scegliere
liberamente e democraticamente i propri rappresentanti in seno al Consiglio
regionale calabrese. Non bisogna comunque abbassare la guardia sino a quando
l’Assemblea di Palazzo Campanella non approverà definitivamente l’abolizione di
questa norma odiosa, antidemocratica e incostituzionale. Per questo Diritti
Civili si è subito attivato, organizzando sit-in di protesta (minacciando
finanche l’occupazione non stop della sede del Consiglio regionale a Reggio Calabria) e allestendo gazebo per la
raccolta di firme”.
30 gennaio 2010
CALABRIA.
REGIONALI: CORBELLI, INQUIETANTE SILENZIO SU LISTINO
(ANSA) - CATANZARO, 21 GEN - Il
leader del Movimento Diritti
Civili,
Franco Corbelli, in una nota, parla di "silenzio
inquietante
calato sulla preannunciata cancellazione del listino
(bloccato)
nella nuova legge elettorale regionale".
Corbelli teme "un inciucio tra
centrodestra e centrosinistra
per
mantenere in vita il listino-vergogna, per realizzare
operazioni
di trasformismo, accordi trasversali e garantire
così
l'elezione all'Assemblea di Palazzo Campanella a
personaggi-nominati
privi di alcun consenso elettorale".
Il leader di Diritti civili si chiede
"perché tutta
l'attenzione
è concentrata solo sulle scelte dell'Udc per la
candidatura
alla Presidenza della Regione e nessuno parla più
dell'abolizione
del listino? Per mesi tutti i partiti hanno
espresso la
volontà di cancellare il listino. Da un po' di
tempo un
inspiegabile e sospetto silenzio è calato sulla
cancellazione
di questa norma-porcata (per usare le parole del
Ministro
Calderoli) della legge regionale. Il listino sarà
cancellato
nella nuova legge elettorale? O i partiti hanno
sottoscritto
tacitamente un accordo ignobile per mantenere
questo
assurdo e vergognoso privilegio, come merce di scambio
per accordi
elettorali e candidature alla Presidenza?".
Corbelli ricorda come "sia rimasto solo
il presidente della
Provincia di
Cosenza, Mario Oliverio, a portare coerentemente
avanti
questa battaglia per l'abolizione del listino-vergogna",
e sottolinea
"l'impegno del presidente della Regione, Agazio
Loiero,
ribadito pubblicamente, venerdì scorso al Rendano di
Cosenza, in
occasione della convention del Pd, di cancellare
questa norma
scandalo. Mi auguro che anche gli altri due
candidati
alla Presidenza della Regione, Giuseppe Scopelliti e
Pippo
Callipo, quello in pectore dell'Udc, Roberto Occhiuto, e i
diversi
partiti si pronuncino in modo netto su questo tema, non
irrilevante
per evitare il baratto elettorale. I cittadini
elettori
calabresi hanno il diritto di scegliere liberamente e
democraticamente
i propri rappresentanti in Consiglio regionale
e non invece
ritrovarsi dei nominati imposti dalle segreterie
dei
partiti". (ANSA).
VINTA
IMPORTANTE BATTAGLIA
REGIONALI:
CORBELLI, SU PRIMARIE CANCELLATA VERGOGNA
(ANSA) - COSENZA, gennaio - Il
leader del Movimento Diritti
Civili,
Franco Corbelli, "tra i primi a opporsi alle elezioni
primarie",
esprime, in una nota, "grande soddisfazione" e
parla di
"battaglia vinta e di vergogna cancellata".
"Le elezioni primarie - afferma
Corbelli - sono state
scongiurate.
Resta solo la figuraccia e la brutta pagina scritta
dai partiti
promotori e sostenitori di questa legge-scandalo. Il
Pd si faccia
le elezioni primarie a proprie spese. Si faccia
pure del
male, visto che ha già un suo candidato naturale che
é il
Governatore uscente, Agazio Loerio, che è giusto e
doveroso
venga giudicato per l'operato della sua Giunta dagli
elettori
calabresi il prossimo 28 e 29 marzo".
"Chiediamo adesso - conclude Corbelli -
che la consistente
somma
prevista per le primarie (oltre cinque miliardi e mezzo di
vecchie
lire) venga devoluta in beneficenza a famiglie povere
calabresi".
(ANSA).
A seguire tutti
gli interventi e le denunce di Diritti Civili sulla vicenda “scandalo Primarie”
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Esposto Diritti
Civili a Corte Conti per “denunciare ed evitare scandalo Elezioni Primarie in
Calabria, enorme spreco denaro pubblico: oltre 5 miliardi e mezzo di vecchie
lire”.
Catanzaro
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, preannuncia la presentazione di un
“esposto preventivo” (a cui, in caso di approvazione della legge, seguirà una
denuncia dettagliata con il nome di tutti i consiglieri regionali che voteranno
a favore) alla Corte dei Conti di Catanzaro per “denunciare ed evitare quello
che definisce il “grande scandalo delle Elezioni Primarie, per la scelta del
candidato alla Presidenza della Regione Calabria, che ha fatto registrare
l’adesione di due soli partiti (il Pd e i Socialisti Uniti), un inaccettabile
spreco di denaro pubblico: oltre cinque miliardi e mezzo delle vecchie lire”!
Corbelli chiede che le elezioni primarie “vengano scongiurate, annullate e
auspica a questo proposito che domani il Consiglio regionale calabrese abbia un
sussulto di dignità e responsabilità e cancelli e non approvi la vergogna delle
primarie, altrimenti - afferma - sarà la Corte dei Conti a giudicare
l’operato irresponsabile e illegittimo dei consiglieri regionali che saranno da
noi tutti (quelli che voteranno a favore) denunciati alla magistratura
contabile”. Il leader di Diritti Civili esprime soddisfazione per “la presa di
posizione, importante anche se tardiva, di alcuni partiti ed esponenti politici che si sono
dichiarati contrari alle elezioni primarie a spese della Regione e hanno
formulato la richiesta, avanzata nei giorni scorsi dallo stesso Corbelli, di
devolvere la consistente somma prevista in iniziative di beneficenza e per il
sociale”. “Le primarie devono essere assolutamente evitate e cancellate. Lo
chiedo in particolare al Pd, principale responsabile di questo scandalo. Non
voti questa legge-porcata. Ma ricandidi, come è giusto e doveroso, il
Governatore uscente, Agazio Loiero. Non si può consentire uno scandalo del
genere, una offesa e uno schiaffo per tutti i calabresi, per tanta povera gente
che vive in condizioni di indigenza assoluta, per tutti quelli che fanno ogni
giorno grandi sacrifici. E’ inaudito, inconcepibile e inaccettabile sprecare
oltre due milioni e settecento mila euro (cinque miliardi e mezzo delle vecchie
lire) per delle elezioni primarie che si sono rivelate un clamoroso flop visto
che hanno fatto registrare la adesione di due soli partiti. Se i consiglieri
regionali saranno così irresponsabili da approvare domani questa legge-vergogna
saranno tutti denunciati alla Corte dei Conti. La magistratura contabile dovrà,
nel caso, perseguire i responsabili di un simile spreco di denaro
pubblico.
29 dicembre 2009
Diritti Civili: “Le Primarie in Calabria sono
uno spreco di danaro pubblico. Le consultazioni del Pd sono “inutili,vanno
annullate e la somma prevista devoluta in beneficenza”
Catanzaro (28 Dicembre
2009)
“Le elezioni primarie
alle quali hanno aderito due soli partiti (il Pd e i Socialisti Uniti), sono
una trappola per far fuori Agazio Loiero e sono un inaccettabile spreco di
denaro pubblico. Chiedo che vengano annullate e che la somma prevista venga
devoluta in beneficenza a famiglie calabresi indigenti». Lo afferma in una nota
il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli. «Dopo la forte
denuncia di Loiero - aggiunge - il centrosinistra non consenta, con eventuali
accordi trasversali, che sia il centrodestra a scegliere, attraverso il voto
alle stesse primarie del Pd, il candidato del centrosinistra alla presidenza
della Regione. Le Primarie, in Calabria, non hanno fatto registrare quella
larga partecipazione dei partiti che ci si aspettava. Sono per questo diventate
del tutto inutili e assolutamente ingiustificabili alla luce anche dell'enorme
costo previsto per lo svolgimento. C'è il rischio reale e concreto che
potrebbero essere utilizzate (dal centrodestra) per condizionare, influenzare e
determinare la scelta del candidato del Pd alla presidenza della Regione. A che
serve allora farle? Alla luce anche del fatto, oggettivo e importante, che
della moltitudine dei partiti che parteciperanno alle Elezioni Regionali del
marzo 2010 hanno scelto di ricorrere alle primarie, due soli partiti». «Uno di
questi addirittura, i Socialisti Uniti, alleato - prosegue Corbelli - con il
centrodestra che ha già da tempo ha ufficializzato la candidatura a Governatore
di Giuseppe Scopelliti. L'altro, il Pd, ha in campo quattro candidati tutti della
stessa corrente e tutti componenti della stessa maggioranza che governa la Regione, con incarichi
anche di rilevo. Per questi motivi le Primarie sono assolutamente inutili e
inopportune. La ricandidatura di Loiero deve essere un fatto scontato e doveroso,
essendo il Governatore calabrese al primo mandato ed essendo tutti gli altri
suoi colleghi presidenti di Regione uscenti ricandidati, senza ricorrere alle
Primarie. È giusto che siano i calabresi a giudicare il prossimo marzo
l'operato di Loiero e della sua Giunta»
SANITA':COSENZA;
CORBELLI, LOIERO TUTELI DIPENDENTI DUSSMANN
(ANSA) - COSENZA, 28 DIC - Il
leader del Movimento Diritti
Civili,
Franco Corbelli, in una nota, rivolge "un appello al
presidente
della Regione e responsabile della sanità calabrese,
Agazio
Loiero - è detto in una nota - a favore dei lavoratori
della
Dussmann, che operano, da diversi anni, nell'appalto di
pulizia
ed inservierato presso l'ospedale Annunziata, che domani
mattina,
martedì, manifesteranno a Cosenza davanti alla
direzione
dell'Azienda Ospedaliera cosentina".
"Questi lavoratori, qualificati grazie
anche ad un corso
finanziato
dalla Regione, che rischiano adesso di perdere il
posto di
lavoro perché l'azienda vuole appaltare i servizi di
pulizia -
prosegue il comunicato - hanno chiesto l'intervento
del
leader di Diritti Civili".
Corbelli chiede a Loiero "di tutelare i
diritti di questi
lavoratori
e di evitare che, appaltando i lavori di pulizia, si
sprechino
queste risorse, si consumi un'ingiustizia e si
realizzi
un nuovo spreco di denaro pubblico. L'Azienda
ospedaliera
si appresta, per la grave carenza di personale con
qualifica
di operatore socio sanitario, ad effettuare assunzioni
di
operatori in possesso di questo titolo. E' opportuno, utile e
doveroso
che per il reclutamento di questo personale, per una
migliore
organizzazione del lavoro, si proceda con la
reinternalizzazione
dei servizi allo stato gestiti dalla
Dussmann.
Si tratta infatti, come mi hanno spiegato alcuni di
questi
lavoratori che ho incontrato, di personale attualmente
dipendente
dell'Azienda Ospedaliera, che è stato riqualificato
con un
corso della Regione, il cui obiettivo non poteva che
essere,
la valorizzazione e l'esperienza acquisita da questi
lavoratori
in anni di lavoro. Diversamente non si capirebbe
perché la Regione abbia investito
tante risorse senza acquisire
questo
personale negli organici delle Aziende Sanitarie ed
Ospedaliere".
(ANSA).
Diritti Civili denuncia: “Negli ospedali calabresi si paga il
ticket(42 euro) anche soltanto per misurare la febbre ai bambini”! Appello al
presidente Loiero: “Cancelli questa ingiustizia”!
Catanzaro
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge
per l’istituzione del Garante della Salute, approvata, all’unanimità dal
Consiglio regionale della Calabria, il 30 giugno 2008, denuncia quello che
definisce “il ticket (sanitario) dell’ingiustizia”, che “addirittura, afferma,
negli ospedali calabresi viene fatto pagare anche semplicemente per misurare la
febbre ai bambini che vengono ricoverati, soprattutto in questo periodo, per la
paura della pandemia e dell’influenza di stagione”. Corbelli rivolge un appello
al Presidente della Regione e responsabile della sanità calabrese, Agazio
Loiero, perché “elimini questa ingiustizia” e rende noto a questo proposito la
lettera-denuncia di “un genitore che racconta l’incredibile vicenda
capitatagli, quando portati, in due diverse occasioni, i suoi due bambini in
ospedale per un controllo gli hanno presentato il conto ticket di 20,26 euro,
la prima volta e di 42 euro, la seconda, solo per aver misurato la pressione
corporea”. Scrive questo genitore a Corbelli. “Mi chiamo Francesco, scrivo
dalla provincia di Catanzaro. Ho due bambini, uno di 18 mesi ed uno di 3 mesi.
come tutti i bambini spesso si ammalano. Mi è capitato, almeno due volte prima
del caso che voglio sottoporvi, di dover andare di notte al pronto soccorso
perchè il bimbo più grande non stava bene, ed in una occasione in particolare
aveva difficoltà a respirare. Pur non essendo codice bianco, vista la normativa
vigente in Calabria, ho dovuto pagare il ticket di euro 20,66. Fino
all'ultimo episodio, quando, dovutomi portare in pronto soccorso perchè il
bambino aveva avuto un brusco aumento della temperatura corporea e si era
completamente irrigidito, entrato con codice giallo, alla fine mi hanno
presentato un conto di circa 42 euro. Gli hanno misurato solo la temperatura.
Allora quello che le chiedo, dott. Corbelli, è: avendo due bambini piccoli, se
di notte ho urgenza di farli visitare cosa devo fare? devo pagare ogni volta 42
euro?”. Corbelli si rivolge a Loiero e afferma: “Presidente è questa la sanità
che non va, che penalizza i più poveri, le fasce più deboli. Le chiedo un atto
di coraggio: elimini questo ticket ingiusto. Non è con questa tassa iniqua e
odiosa che cancella la valanga di debiti della sanità calabrese (che lei ha
ereditato) e risolve i problemi del piano di rientro. Sono altri gli sprechi da
eliminare. Se ne freghi delle minacce di commissariamento del Ministro Sacconi.
Compia questo atto di equità e giustizia sociale, l’eliminazione del ticket,
che sono certo tutti i calabresi apprezzeranno”!
12 dicembre
2009
BANKITALIA:CORBELLI, CHIUSURA SEDE COSENZA
E'SCIPPO A CITTA'
(ANSA) - COSENZA, 29 NOV - Il leader del Movimento Diritti
Civili, Franco Corbelli, in una nota,
definisce "la chiusura,
definitiva a partire da ieri, dopo 115 anni,
della sede della
Banca d'Italia di Cosenza, un'immensa perdita
ed un colpo
durissimo, non solo d'immagine ed economico,
per la città
bruzia e l'intera provincia cosentina".
Secondo Corbelli, "la chiusura della Banca d'Italia di Corso
Umberto è una sconfitta politica di una intera
classe dirigente
locale assolutamente incapace di difendere uno
dei pochissimi
presidi storici dello Stato nella città e
nella provincia".
Corbelli critica, in particolare, il sindaco di Cosenza,
Salvatore Perugini, che, dice, "ha
assistito passivamente e immobile
alla soppressione della sede bruzia della
Banca d'Italia,
anziché fare le barricate per evitare questa
autentica
disfatta. La chiusura dopo 115 anni della
Banca d'Italia di
Cosenza è solo l'ennesimo schiaffo, l'ultima
umiliazione ad una
città e ad una intera provincia. Purtroppo le
istituzioni
locali e la deputazione parlamentare cosentina
non hanno saputo
evitare questa Caporetto. Non hanno promosso
alcuna iniziativa concreta, nessuna protesta
clamorosa per
scongiurare questo evento nefasto. Paghiamo
ancora una volta,
come città e come provincia, il limite
oggettivo di una classe
dirigente e amministrativa che ha un peso
politico assolutamente
inesistente, che non è minimamente considerata
al di là del
Pollino, anzi viene continuamente umiliata e
sbeffeggiata nelle
stanze del potere romano. Questa è purtroppo
l'amara verità,
la drammatica realtà, come insegna in modo
eloquente la vicenda
della sede della Banca d'Italia. In una
provincia con mille
problemi, con un'economia in ginocchio, con
imprenditori che
tentano coraggiosamente di resistere e cercano
di continuare a
fare impresa in questa nostra terra, con
aziende che hanno
difficoltà di accesso al credito, per colpa di
banche usuraie,
con la colonizzazione del sistema bancario
calabrese da parte
dei grandi gruppi
finanziari-bancari-industriali del nord, vere
sanguisughe, abbiamo perso adesso anche
l'ultimo baluardo
statale del sistema bancario-creditizio".
"Ancora una volta - conclude Corbelli - siamo stati vittime
di uno scippo per l'assoluta incapacità dei
nostri
amministratori locali e dei nostri
parlamentari, gli stessi che
ci governano da decenni e che troveremo, tra
pochi mesi, molti
di loro, di nuovo candidati alle elezioni regionali".
(ANSA).
Notizia Ansa e comunicato integrale Diritti
Civili su emergenza sicurezza scuole in Calabria
SCUOLA: CORBELLI, PREOCCUPANO DATI SU
AGIBILITA' ISTITUTI
(ANSA) - COSENZA, 27 NOV - Il leader del Movimento Diritti
Civili, Franco Corbelli, in una nota, si è
detto "fortemente
preoccupato" per i dati forniti ieri dal
direttore dell'Ufficio
scolastico regionale, Francesco Mercurio, che
"denunciano la
estrema pericolosità del 78% degli edifici
scolastici regionali
non sottoposti a collaudo statico e privi del
certificato di
agibilità".
Corbelli, inoltre, ha fornito "nuovi preoccupanti cifre sui
comuni calabresi inadempienti che sono oltre
370", e ha
ricordato a questo proposito anche
"l'indagine, dei mesi
scorsi, dell'Istat e del Sole 24Ore, che aveva anticipato
questi risultati catastrofici sulla sicurezza
degli istituti
calabresi".
"Siamo di fronte - ha sostenuto Corbelli - all'assoluta
mancanza di prevenzione in una regione, a più
alto rischio
sismico del Paese, che in caso di forte
terremoto rischierebbe
una vera e propria catastrofe. In Calabria,
pur di fronte a
questo quadro drammatico e nonostante
l'accordo sottoscritto,
nei mesi scorsi, tra lo Stato e le Regioni,
non sono ancora
iniziati i controlli negli edifici scolastici
più pericolosi,
per la mancata nomina, da parte dei comuni,
delle commissioni
tecniche. E' un fatto grave e assolutamente
ingiustificato che
in Calabria, nella regione più sismica del
Paese, su 409
comuni, dove sono state individuate le scuole
ritenute più
pericolose e che devono per questo essere
subito controllate,
solo 39 Amministrazioni comunali hanno
provveduto a nominare i
componenti delle squadre tecniche".
(ANSA).
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Sicurezza
scuole. La lunga battaglia e la nuova denuncia di Diritti Civili: “In Calabria
(regione più sismica d’Italia) 370 comuni inadempienti. Nonostante accordo Stato-Regione
non hanno ancora iniziato controlli in migliaia istituti a rischio. Non
nominate commissioni tecniche per effettuare verifiche” .
Catanzaro
Il
leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo i risultati di una
indagine resi noti ieri dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale,
Francesco Mercurio, che “denunciano la estrema pericolosità del 78% degli
edifici scolastici regionali (non sottoposti a collaudo statico e privi del certificato di agibilità), si
dice “fortemente preoccupato per questa drammatica situazione”, rende noti nuovi “dati allarmanti e
inquietanti che confermano la eccezionale gravità del problema, smentiscono di
fatto (rendendoli assolutamente irrilevanti) i numeri forniti dall’assessore
regionale ai Lavori Pubblici, Luigi Incarnato”, e chiede che tutte le scuole a
rischio “se necessario vengano anche immediatamente e temporaneamente chiuse in
attesa di effettuare i necessari interventi di messa in sicurezza per evitare
qualche tragedia nella regione, che non va mai dimenticato, è la più sismica
d’Italia”. Corbelli, che da anni porta avanti questa battaglia per la sicurezza
delle scuole, fornisce “nuovi preoccupanti cifre sui comuni calabresi
inadempienti (sono oltre 370)”, ricorda a questo proposito anche “la indagine,
dei mesi scorsi, dell’ Istat e del Sole
24Ore, che aveva anticipato questi risultati catastrofici sulla sicurezza degli
istituti calabresi” e denuncia “i mancati interventi da parte delle Amministrazioni
comunali e delle Province calabresi nonostante i ripetuti allarmi lanciati.
Siamo di fronte all’assoluta mancanza di prevenzione in una regione, a più alto
rischio sismico del Paese, che in caso di forte terremoto rischierebbe una vera
e propria catastrofe”. Il leader di Diritti Civili denuncia come “in Calabria,
pur di fronte a questo quadro drammatico e nonostante l’accordo sottoscritto,
nei mesi scorsi, tra lo Stato e le Regioni, non siano ancora iniziati i
controlli negli edifici scolastici più pericolosi, per la mancata nomina, da parte
dei comuni, delle commissioni tecniche. E’ un fatto grave e assolutamente
ingiustificato che in Calabria, nella regione più sismica del Paese, su 409
comuni, dove sono state individuate le scuole ritenute più pericolose e che
devono per questo essere subito controllate, solo 39 Amministrazioni comunali
hanno provveduto a nominare i componenti delle squadre tecniche.
Irresponsabilmente centinaia di comuni calabresi (sono oltre 370) continuano a
sottovalutare il forte rischio sismico che corre la nostra regione, non
provvedendo a nominare la commissione tecnica per procedere immediatamente alla
verifica degli edifici scolastici. Questa è la realtà odierna. Migliaia di
istituti sono a rischio crollo. I dati dell’assessore Incarnato sui primi
interventi programmati sono irrilevanti, anzi confermano di fatto la denuncia
di Diritti Civili e, ieri, del direttore Mercurio. Sono anni che Diritti Civili
si batte per la sicurezza nelle scuole, per un’azione di prevenzione per
verificare le condizioni di stabilità delle strutture che ospitano le classi.
La sicurezza delle strutture scolastiche è una priorità assoluta. Occorre
responsabilmente fare subito le verifiche nelle scuole a rischio e adottare
interventi urgenti e misure di prevenzione efficaci, prima che sia troppo
tardi”.
27 novembre 2009
Comunicato
stampa Movimento Diritti Civili
Calabria.
Corbelli: “Abolire Listino elettorale-vergogna”! Invito ai tre candidati
presidenti Loiero, Scopelliti e Callipo
Catanzaro
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, denuncia “il silenzio di tutti i
partiti politici presenti in Consiglio regionale sulla preannunciata
cancellazione del Listino (bloccato)nella nuova legge elettorale regionale”.
Corbelli teme “un inciucio tra centrodestra e centrosinistra per mantenere in
vita il Listino-vergogna, per realizzare operazioni di trasformismo, accordi
trasversali e garantire così l’elezione all’Assemblea di Palazzo Campanella a
personaggi-nominati privi di alcun consenso elettorale”. Il leader di Diritti Civili
si chiede “perché nessuno parla più dell’abolizione del Listino? Per mesi hanno
tutti espresso la volontà di cancellare il Listino. Da un po’ di tempo un
inspiegabile e sospetto silenzio è calato sulla cancellazione di questa
norma-porcata (per usare le parole del Ministro Calderoli) della legge
regionale. Il Listino è stato già o sarà cancellato nella nuova legge
elettorale? O i partiti hanno sottoscritto tacitamente un accordo ignobile per
mantenere questo assurdo e vergognoso privilegio, come merce di scambio per
accordi elettorali e candidature alla Presidenza? Diritti Civili rivolge una
richiesta ufficiale ai tre candidati presidenti, Agazio Loiero, Giuseppe
Scopelliti e Pippo Callipo di pronunciarsi su questo tema, non irrilevante per
evitare il baratto elettorale. I cittadini elettori calabresi hanno il diritto
di sapere oggi, ancor prima del varo della nuova legge elettorale, chi dei
candidati alla Presidenza della Regione Calabria, è favorevole alla
cancellazione del listino-vergogna e chi no”.
23 novembre 2009
Comunicato stampa
Movimento Diritti Civili
Diritti Civili
su”caso Venditti”: “Con brutale provocazione ha riaperto caso Calabria. Aiuti
adesso la nostra regione e venga a Cetraro”.
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, interviene sul caso Venditti. Dà
atto al cantautore romano di “aver squarciato il velo dell’ipocrisia e detto
quello che, fuori dai confini regionali, tutti pensano, a Roma, nei Palazzi che
contano, della Calabria”. “Venditti, le cui affermazioni sulla nostra regione
naturalmente non condivido, ha un merito indiscutibile: ha detto, senza
ipocrisia, della Calabria quello che tutti nei Palazzi romani pensano, ma non
dicono. Almeno verbalmente, ma lo confermano con i fatti, o meglio con i
silenzi, la discriminazione e criminalizzazione di questa regione. Perché
prendersela allora solo con lui e non
invece con chi, in Calabria, ha ridotto la regione in questo stato comatoso,
l’ha letteralmente affossata e ridotta a discarica dei veleni di mezza Europa?
Venditti, al di la della sua parziale rettifica (smentita dalla registrazione
diffusa su Internet), ha fatto (ri)aprire gli occhi sulla Calabria, su questa
terra dimenticata, abbandonata, umiliata. Andrebbe per questo ringraziato per
aver, con la sua brutale provocazione, riportato il caso Calabria
all’attenzione nazionale. Quello che non riescono a fare tutti i nominati
parlamentrari-fantasma calabresi e i massimi rappresentanti delle Istituzioni
ed Enti della regione, lo ha invece fatto il cantautore romano: denunciare e
riaprire il caso Calabria. Al cantautore chiedo non le scuse per quello che ha
detto ma un gesto simbolico forte, significativo che aiuti la Calabria (che ha detto di
amare), in un momento particolarmente grave e drammatico: venga a Cetraro, la
città oramai tristemente nota in Italia e nel mondo come quella della nave dei
veleni, tenga un concerto davanti al porto della cittadina tirrenica per
chiedere che sia fatta finalmente luce e giustizia su quel relitto dei misteri
in fondo al mare. Aiuti Cetraro, le centinaia di pescatori letteralmente
distrutti da questa vicenda. Ci aiuti adesso a riaccendere i riflettori dei
media nazionali e internazionali e a ottenere l’attenzione e l’intervento delle
Istituzioni preposte sul caso Calabria, sulla nave dei veleni”.
7 ottobre 2009
SCUOLA:CORBELLI,
CALABRIA SI MOBILITI CONTRO DECRETO GELMINI
CATANZARO
(ANSA) - CATANZARO, SET. - "Il decreto Gelmini è il più grande licenziamento
pubblico di massa nella storia della Calabria con la perdita di cinquemila
posti di lavoro". Lo afferma in una nota il leader del Movimento Diritti
Civili, Franco Corbelli. "E' - aggiunge - un vero e proprio massacro. Un
colpo al cuore, durissimo alla già fragile economia di una regione povera come la Calabria. Il Governo
per ridurre i costi della scuola ha cancellato la cattedra e il posto di lavoro
a migliaia e migliaia di insegnanti in Italia (cinquemila in Calabria) e
addirittura anche il docente di sostegno a molti bambini gravemente malati e
portatori di gravi handicap. Sono questi gli effetti devastanti che ha prodotto
il decreto del Ministro dell'Istruzione, Gelmini, varato lo scorso anno.
Diritti Civili continua a ricevere segnalazioni di docenti licenziati,
letteralmente disperati che minacciano proteste clamorose insieme alle loro
famiglie, e di genitori indignati, che si sono visti i loro bambini disabili
privati dell'insegnante di sostegno". "Se non sarà assegnato un
docente di sostegno - prosegue Corbelli - ai loro bambini malati e diversamente
abili molti genitori saranno costretti a non mandare più a scuola i loro figli.
In Calabria la situazione è particolarmente grave e drammatica, per i 5000
precari licenziati e per gli alunni disabili. Sono molte centinaia i bambini e
gli studenti diversamente abili rimasti senza insegnanti di sostegno. In molte
classi sono aumentati gli alunni portatori di handicap (da 7-8 a 11-12 ) e dimezzati i
docenti di sostegno (da 4 a 2). Si tratta di grandi
ingiustizie che colpiscono delle persone già così duramente segnate da un
destino crudele. La Calabria deve
mobilitarsi, se necessario anche con una giornata di sciopero generale, per
protestare contro questo attacco e questa vergogna". (ANSA).
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Diritti
Civili. “Sette decessi per malasanità negli ultimi trenta giorni in Calabria e
il Consiglio regionale continua, irresponsabilmente, a non eleggere il Garante
della Salute, il cui bando è scaduto da dieci mesi”.
Reggio
Calabria
Il
coordinatore del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e
promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute
della Calabria, approvata, all’unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio
regionale calabrese, dopo “gli ultimi, gravissimi casi di malasanità (sette
decessi negli ultimi trenta giorni su cui stanno indagando le diverse
competenti Procure della Repubblica) parla di “vera e propria drammatica
emergenza sanità in Calabria” e attacca il “Consiglio regionale che accusa di
irresponsabilità e di violazione dello Statuto Regionale, per non avere a
distanza di 10 mesi dalla scadenza del bando (15 ottobre 2008) proceduto alla
elezione del Garante della Salute, importante figura (e struttura, operativa 24
ore al giorno) al servizio dei cittadini, che serve proprio non solo per
denunciare ma per combattere e prevenire casi di malasanità, di
disorganizzazione e per dare assistenza continuativa e concreta a tutti i
cittadini-utenti, i pazienti e alle loro famiglie”. Corbelli spiega che “il
Consiglio regionale aveva l’obbligo, previsto dallo Statuto, di procedere,
entro e non oltre tre mesi dalla scadenza del bando, alla nomina del Garante.
Non lo ha fatto. Continua invece a inserire questa ( e altre) nomina all’ultimo
punto dell’ordine del giorno di ogni seduta e a rinviarla alla riunione
successiva. Stanno violando lo stesso Statuto regionale. Non si rendono conto
della gravità e drammaticità dell’emergenza sanità in Calabria. Dopo averla
votata all’unanimità, questa legge, non hanno forse ben compreso l’importanza
della figura e struttura del Garante della Salute. Per questo continuano a
rinviare la elezione. Oggi è il momento di dire basta a questo comportamento
irresponsabile. Chiediamo al presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova,
e allo stesso Governatore Loiero di far rispettare la legge e di procedere
personalmente con i suoi poteri sostitutivi, che lo Statuto gli assegna
(trascorsi i tre mesi dalla scadenza del bando e non avendo il Consiglio
proceduto alla nomina), alla immediata elezione del Garante della Salute della
Calabria”.
12
settembre 2009
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Diritti
Civili ha presentato esposto a Procura Milano e chiesto intervento per
prevenire truffa Superenalotto. Tutta la verità su questo “Affare di Stato” e
“caso inquietante”. Intervista di Corbelli al Tirreno di Livorno(28 agosto
2009)
Milano
Il
leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che da anni si batte per
denunciare le “vincite sospette (e pilotate, dall’esterno, dagli hacker) al
Superenalotto”, ha chiesto, con un esposto-denuncia, recapitato oggi, alla
Procura di Milano (competente territorialmente in quanto città dove ha sede la Sisal) di intervenire per
verificare la regolarità del concorso ed evitare che questa sera possa essere,
da parte dei pirati informatici, violato il sistema informatico della Sisal e
pilotata la maxi vincita in palio, 131,5 milioni di euro (oltre 260 miliardi di
vecchie lire), la più alta in Europa e nella storia dei giochi in Italia.
Corbelli ha chiesto al Procuratore della Repubblica di Milano di “inviare
subito, prima della estrazione di questa sera dei numeri del Superenalotto, la
polizia giudiziaria nella sede della Sisal e acquisire una copia del dischetto
contenente tutte le giocate di ogni concorso al popolare gioco e di procedere
quindi, in caso di uscita del 6, ad un controllo incrociato (con la seconda
copia del dischetto) per verificare la regolarità della vincita e, nel caso,
per scoprire e prevenire la eventuale, colossale truffa. Si tratta di un
semplice controllo incrociato che vado (purtroppo senza successo) chiedendo da
anni che permette di dimostrare in modo assolutamente certo la
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Diritti
Civili. “Otto decessi per malasanità negli ultimi trenta giorni in Calabria e
il Consiglio regionale continua, irresponsabilmente, a non eleggere il Garante
della Salute, il cui bando è scaduto da dieci mesi”.
Reggio
Calabria
Il
coordinatore del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e
promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute
della Calabria, approvata, all’unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio
regionale calabrese, dopo “gli ultimi, gravissimi casi di malasanità (otto
decessi negli ultimi trenta giorni su cui stanno indagando le diverse
competenti Procure della Repubblica) parla di “vera e propria drammatica
emergenza sanità in Calabria” e attacca il “Consiglio regionale che accusa di
irresponsabilità e di violazione dello Statuto Regionale, per non avere a
distanza di 10 mesi dalla scadenza del bando (15 ottobre 2008) proceduto alla
elezione del Garante della Salute, importante figura (e struttura, operativa 24
ore al giorno) al servizio dei cittadini, che serve proprio non solo per
denunciare ma per combattere e prevenire casi di malasanità, di
disorganizzazione e per dare assistenza continuativa e concreta a tutti i
cittadini-utenti, i pazienti e alle loro famiglie”. Corbelli spiega che “il
Consiglio regionale aveva l’obbligo, previsto dallo Statuto, di procedere,
entro e non oltre tre mesi dalla scadenza del bando, alla nomina del Garante.
Non lo ha fatto. Continua invece a inserire questa ( e altre) nomina all’ultimo
punto dell’ordine del giorno di ogni seduta e a rinviarla alla riunione
successiva. Stanno violando lo stesso Statuto regionale. Non si rendono conto
della gravità e drammaticità dell’emergenza sanità in Calabria. Dopo averla
votata all’unanimità, questa legge, non hanno forse ben compreso l’importanza
della figura e struttura del Garante della Salute. Per questo continuano a
rinviare la elezione. Oggi è il momento di dire basta a questo comportamento
irresponsabile. Chiediamo al presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova,
e allo stesso Governatore Loiero di far rispettare la legge e di procedere
personalmente con i suoi poteri sostitutivi, che lo Statuto gli assegna
(trascorsi i tre mesi dalla scadenza del bando e non avendo il Consiglio
proceduto alla nomina), alla immediata elezione del Garante della Salute della
Calabria”.
31
agosto 2009
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Diritti
Civili ha presentato esposto a Procura Milano e chiesto intervento per
prevenire truffa Superenalotto. Tutta la verità su questo “Affare di Stato” e
“caso inquietante”. Intervista di Corbelli al Tirreno di Livorno(28 agosto
2009)
Milano
Il
leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che da anni si batte per
denunciare le “vincite sospette (e pilotate, dall’esterno, dagli hacker) al
Superenalotto”, ha chiesto, con un esposto-denuncia, recapitato oggi, alla
Procura di Milano (competente territorialmente in quanto città dove ha sede la Sisal) di intervenire per
verificare la regolarità del concorso ed evitare che questa sera possa essere,
da parte dei pirati informatici, violato il sistema informatico della Sisal e
pilotata la maxi vincita in palio, 131,5 milioni di euro (oltre 260 miliardi di
vecchie lire), la più alta in Europa e nella storia dei giochi in Italia.
Corbelli ha chiesto al Procuratore della Repubblica di Milano di “inviare
subito, prima della estrazione di questa sera dei numeri del Superenalotto, la
polizia giudiziaria nella sede della Sisal e acquisire una copia del dischetto
contenente tutte le giocate di ogni concorso al popolare gioco e di procedere
quindi, in caso di uscita del 6, ad un controllo incrociato (con la seconda
copia del dischetto) per verificare la regolarità della vincita e, nel caso,
per scoprire e prevenire la eventuale, colossale truffa. Si tratta di un
semplice controllo incrociato che vado (purtroppo senza successo) chiedendo da
anni che permette di dimostrare in modo assolutamente certo la regolarità del
gioco e per smascherare e scongiurare eventuali truffe poste in essere dagli
hacker. Se il 6 dovesse risultare dal dischetto della Sisal dovrà per forza
venir fuori anche nel successivo controllo incrociato dal dischetto della
magistratura”. Corbelli parla di “battaglia civile, di verità, legalità e
giustizia da portare sino in fondo per rispetto e nell’interesse degli
scommettitori, della Sisal e dello Stato. Bisogna fare finalmente piena luce
sul Superenalotto, su questa vicenda inquietante, sui tanti, troppi misteri e
sui silenzi (mediatici e istituzionali) che lo circondano. Ricordo che il
Superenalotto è un “Affare di Stato”,
che porta nelle casse dell’Erario migliaia di miliardi di vecchie lire,
pari quasi al fabbisogno di una Finanziaria. Nessuno ricorda più le gravi
denunce, di alcuni anni fa, di un ex Sottosegretario alle Finanze su alcune
strane vincite a questo popolare gioco! I diversi Governi che si sono succeduti
in questi anni e sino ad oggi non hanno fatto chiarezza su questo gioco e sui
tanti lati oscuri. 60 milioni di vincite al Superenalotto mai incassati e da
dieci anni non si conosce il volto e il nome di un solo vincitore del 6.
Nonostante il Superenalotto, lo ricordo, sia il gioco più difficile al mondo
(per fare 6 esiste una sola possibilità su 622 milioni di combinazioni
possibili e per centrare il 5+1 c’è una sola possibilità su oltre 103 milioni
di combinazioni) si è in tutti questi anni vinto con una regolarità e facilità
a dir poco impressionanti e inquietanti! Lascia infatti perplessi, a parte la
facilità, la regolarità delle vincite, così come è avvenuto in momenti critici
nel passato, sempre dopo le denunce di Diritti Civili e il grande clamore
mediatico. Per gli esperti matematici la sestina potrebbe non essere indovinata
anche per anni, se non addirittura per sempre. Come è possibile allora che per
dodici anni si è invece vinto regolarmente, nonostante il numero delle giocate
fosse enormemente inferiore rispetto a quello attuale? Perché adesso da sei
mesi e mezzo (dal 31 gennaio) non viene più centrata la sestina vincente?
Perché si è cambiato, a gioco in corso, con un montepremi record, il criterio
dell’estrazione dei numeri del Superenalotto (non più legata ai numeri del
Lotto, come è sempre stato), fatta adesso in modo autonomo e non in diretta tv
sulla Rai? Perché Diritti Civili è lasciato da solo in questa battaglia di
verità, legalità e giustizia?”!
Agosto
2009
Comunicato stampa Movimento Diritti Civili
Malasanità.
Diritti Civili al Presidente Loiero: “Nominare Assessore regionale Sanità ed
eleggere Garante Salute Calabria”
Catanzaro
Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore
della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della
Calabria, approvata, all’unanimità dal Consiglio regionale calabrese il 30
giugno 2008, dopo la morte della bambina all’ospedale di Cetraro, interviene
per chiedere “verità e giustizia su questo nuovo, gravissimo caso di
malasanità”, per “denunciare e
stigmatizzare la mancata nomina , da parte dell’Assemblea regionale, del Garante
della salute (a dieci mesi dalla scadenza del bando)” e per rivolgere un
appello al presidente della Regione, Agazio Loiero, e invitarlo a “lasciare
subito l’interim e a nominare un assessore regionale alla salute che si occupi
a tempo pieno esclusivamente dei tanti drammatici problemi della sanità
calabrese”. “Di fronte ad una tragedia immane come quella di Cetraro bisogna
assolutamente evitare ogni strumentalizzazione politica. Occorre grande
rispetto di fronte al dolore della famiglia. Non è giusto, né corretto
anticipare sentenze o colpevolizzare qualcuno per questa drammatica vicenda che
dovrà essere chiarita dalla magistratura. Non si può comunque tacere su quelle
che ancora una volta sembrano emergere come precise responsabilità di una
classe politica e dirigente che continua ad intervenire solo dopo le tragedie,
che non riesce a prevenire, che continua irresponsabilmente a rinviare la
nomina del Garante della Salute, importante struttura, operativa 24 ore al
giorno al servizio dei cittadini utenti, che serve soprattutto in casi come questo
della bambina. Non è possibile che una bimba di otto anni muore in attesa di
una tac che non si riesce a fare. Un fatto gravissimo, inaccettabile, indegno
di un Paese civile. Non serve adesso che la Regione promuova la solita inchiesta. E
paradossale che sia l’Ente Regionale, ovvero il principale responsabile della
sanità calabrese, ad aprire una indagine sulla morte di questa bambina. Per
indagare(la Regione)
su se stessa? Sulle proprie responsabilità? E’ invece opportuno e assolutamente
urgente che la Regione
abbia finalmente un assessore regionale alla salute che si occupi a tempo pieno
dei drammatici problemi della sanità calabrese. Per questo Diritti Civili
rivolge un appello al Governatore Loiero che invita a lasciare l’interim e a
nominare subito un assessore regionale alla salute”.
11 agosto 2009
Comunicato stampa
Movimento Diritti Civili
Provincia di
Cosenza. Le dieci domande di Corbelli al Presidente Oliverio e la sua risposta,
pubblicata sul Quotidiano della Calabria
Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ha
rivolto, giovedì 6 agosto, attraverso Il Quotidiano della Calabria e l’Agi
(l’Ansa era in sciopero), dieci domande al Presidente della Provincia di
Cosenza, Mario Oliverio, e chiesto una “doverosa risposta per rispetto della
verità, delle Liste che lo hanno sostenuto e dei cittadini, elettori-ci, che lo
hanno votato ed eletto”. Le dieci domande. 1). E’ vero che lei ci ha chiesto e
pregato di fare la Lista
Diritti Civili per sostenere la sua candidatura alla Presidenza
della Provincia? 2). E’ vero che lei mi ha chiesto personalmente di non
candidarmi, nel mio collegio di San Marco (chiedendomi di fatto di rinunciare
in questo modo, come si evince dai risultati elettorali, ad una mia sicura
elezione in Consiglio provinciale) in altri Partiti e Liste che me lo avevamo
chiesto? 3). E’ vero che lei ha insistito perché presentassimo la Lista Diritti Civili
nonostante i miei forti dubbi e perplessità per le molte Liste (37) già
preannunciate e per il pochissimo tempo a nostra disposizione e la mancanza
assoluta di candidati, oggetto questo ultimo aspetto di scontri verbali con i
suoi più stretti collaboratori, a poche ore dalla presentazione della nostra
Lista? 4). E’ vero che lei ha sottoscritto moralmente e pubblicamente anche
davanti ai giornalisti un accordo preciso (per noi vale come “un patto
d’onore”!) con Diritti Civili, per un grande progetto per il sociale (la sola
ragione, questa, della nostra alleanza elettorale e del nostro sostegno alla
sua candidatura alla Presidenza della Provincia), che prevedeva, in caso di sua
vittoria, l’istituzione di un assessorato ai diritti civili, alla solidarietà a
e alla giustizia sociale? 5). E’ vero che lei ha più volte detto a me in
privato e in conferenze stampa che Diritti Civili avrebbe avuto un posto nella
sua Giunta, a prescindere dal risultato elettorale della Lista Diritti Civili?
6). E’ vero che la Lista
Diritti Civili è stata allestita negli ultimi due giorni (e
nelle ultime ore) e che i quasi 30(trenta) candidati che lei e alcuni suoi
amici ci avete dato sono a tutt’oggi (6 agosto), in alcuni casi, a me finanche
personalmente sconosciuti e addirittura rimasti all’estero (per lavoro) e che
non sono rientrati in Italia nemmeno per votarsi il giorno delle Elezioni? 7).
E’ vero che proprio per questi motivi io ero assolutamente contrario a
presentare la Lista
Diritti Civili e che lei ha insistito, chiedendomi questo
grande sacrificio, garantendo un ruolo istituzionale (per quanto riguarda il
sociale) nella sua Giunta a Diritti Civili? 8). E’ vero che Diritti Civili si è
impegnato in campagna elettorale, al primo turno e anche al ballottaggio (pur
sapendo che, dopo il risultato del 6 e 7 giugno, non sarebbe mai entrato in
Consiglio provinciale con un proprio rappresentante, anche in caso di una sua
vittoria al secondo turno) con eccezionale impegno, grande generosità e altro?
9). E’ vero che non ci ha mai parlato e nemmeno minimamente accennato, prima,
durante e dopo la campagna elettorale, la sua idea di assegnare l’assessorato
alle politiche sociali ad un soggetto
diverso da Diritti Civili (che lei sabato scorso presentando la sua Giunta ha
rivendicato, unico tra i dieci assessori, quello appunto alle politiche sociali
e alla tutela della salute, come una sua scelta personale ) e che anzi nel
corso del primo incontro istituzionale con la delegazione del nostro Movimento,
dopo la sua vittoria, lei ci ha detto che avrebbe trattenuto per se la delega
per le politiche sociali? 10). E’ vero che lei ha sempre detto che avrebbe coinvolto
nella sua Giunta tutti i Partiti, i Movimenti e le Liste che lo avevano
sostenuto e non avrebbe invece, come ha fatto, varato un monocolore del suo
partito, il Pd, escludendo di fatto, dal Governo della Provincia, quasi tutti i
suoi alleati e non dando rappresentanza a diversi importanti territori?
Aspettiamo le sue doverose risposte a queste legittime domande, in nome di
quella trasparenza, legalità, lealtà, rigore e moralità della politica che lei
continuamente e giustamente richiama nei suoi interventi”.
Il Presidente
della Provincia ha risposto (riconoscendo con onestà che “Corbelli ha detto il
vero ed ha ragione”) alle nostre domande con una lettera al direttore del
Quotidiano della Calabria, che l’ha pubblicata sabato 8 agosto. Il Quotidiano e
l’Agenzia di stampa Italia, Redazione di Catanzaro, sono i due importanti,
prestigiosi media calabresi (l’Ansa era in sciopero) che hanno dato ampio
spazio a questa iniziativa di Diritti Civili e che per questo ringraziamo.
.
9 agosto 2009
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Garante
Salute Calabria. Corbelli denuncia mancata nomina a dieci mesi dalla scadenza
del bando: “Diritti Civili lasciato da solo a combattere questa importante
battaglia civile”. Appello al presidente Bova e al Consiglio regionale
calabrese
Reggio
Calabria
Il
leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore
della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della
Calabria, licenziata dal Consiglio provinciale di Cosenza il 17 gennaio 2008 e
approvata, all’unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese,
denuncia “l’assoluto isolamento nel quale è lasciato dai politici
(parlamentari), dai consiglieri e amministratori regionali, dai rappresentanti
delle Istituzioni ai diversi livelli (anche da chi all’inizio ha votato questa
proposta di legge), per questa importante battaglia civile a difesa della
salute dei cittadini” e rivolge un appello al Presidente dell’Assemblea di
Palazzo Campanella, Giuseppe Bova, e a tutti i capigruppo e consiglieri
regionali, che invita “per senso di responsabilità e dovere istituzionale, a
voler finalmente procedere, nella riunione di domani, giovedì, alla elezione
del Garante, una figura e una struttura destinati a rivoluzionare e migliorare
la sanità calabrese”. “Diritti Civili di fatto è stato lasciato da solo a
combattere questa importante battaglia di civiltà e giustizia sociale. Chi ci
governa in questa regione, ai diversi livelli, è impegnato solo a spartirsi
assessorati, segreterie regionali (dei partiti), candidature alle prossime
elezioni regionali e poltrone varie. Non gli interessa certo la salute dei
cittadini, i gravi problemi della sanità calabrese”, afferma Corbelli che parla
di “situazione drammatica in molti importanti ospedali della regione, per gravi
carenze strutturali e di organico, di persone che muoiono, per negligenze, nei
nosocomi della regione o in attesa che arrivi l’ambulanza, come è accaduto nei
giorni scorsi nel Tirreno Cosentino, e della assoluta necessità e urgenza
dell’istituzione di questa struttura del Garante della Salute per dare un
riferimento e un aiuto concreto ai cittadini e agli stessi operatori sanitari”.
“Il Garante è una struttura al servizio e per difendere i diritti dei cittadini
in materia di assistenza sanitaria e per – continua Corbelli - tutelare e
mettere gli operatori sanitari (medici, paramedici) in condizioni di operare al
meglio e in sicurezza. Un modello innovativo, semplice e rivoluzionario per
combattere e prevenire la malasanità, la disorganizzazione. Purtroppo scaduto
già da quasi dieci mesi (dal 15 ottobre 2008) il bando, al quale hanno
partecipato moltissimi aspiranti candidati, il Consiglio regionale continua a
rinviare la elezione del Garante della Salute. Anche il Sole 24ore di recente ha
severamente criticato il Consiglio regionale calabrese per la mancata elezione
del Garante della Salute”.
5
agosto 2009
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Superenalotto.
Corbelli: “Vicenda inquietante. Un Affare di Stato. Che fine ha fatto
inchiesta magistratura aperta undici
anni fa, dopo denuncia Diritti Civili su maxi vincite sospette?”
Roma
Il
leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che con le sue denunce ha
fatto aprire, nell’ottobre del 1998, l’inchiesta della Procura della Repubblica
di Paola (Cosenza), sulle “vincite sospette (e pilotate, dall’esterno, dagli
hacker) al Superenalotto”, rompe il silenzio e a distanza di molto tempo
ritorna a parlare della sua “battaglia civile, di verità e giustizia” su quella
che definisce “, una “vicenda inquietante”, denuncia “l’assordante silenzio
mediatico e istituzionale su questo caso” e chiede di sapere “che fine ha fatto
l’indagine aperta dall’ex procuratore capo paolano Luciano D’Emmanuele, dopo un
esposto di Diritti Civili, undici anni fa, nel 1998?”. Corbelli domanda: “C’è
stato l’intervento della magistratura e la blindatura del gioco, come da me
ripetutamente chiesto in questi anni, anche durante un mio confronto tv (al
Costanzo Show) con la Sisal?
Perché nessuno parla più di questa indagine clamorosa, nonostante il montepremi
(Jackpot) abbia raggiunto la cifra, la più alta al mondo in questo momento e
record assoluto nella storia dei giochi in Italia, di quasi 116 milioni di euro
(oltre 230 miliardi di vecchie lire) in palio questa sera? Perché nessuno si
occupa più di questo “Affare di Stato”, il Superenalotto, che porta nelle casse dell’Erario migliaia di
miliardi di vecchie lire, pari quasi al fabbisogno di una Finanziaria?. Perché
nessuno ricorda più le gravi denunce, di alcuni anni fa, di un ex
Sottosegretario alle Finanze su alcune strane vincite a questo popolare gioco?
Perché i diversi Governi che si sono succeduti in questi anni e sino ad oggi non
hanno fatto chiarezza su questo gioco e sui tanti lati oscuri e misteri?
Ritorno, a distanza di molto tempo, ad occuparmi del Superenalotto perché
ritengo giusto e doveroso portare sino in fondo anche questa battaglia di
verità, legalità e giustizia per rispetto e nell’interesse degli scommettitori,
della Sisal e dello Stato. Ho fiducia nell’ex procuratore di Paola,
D’Emmanuele, e in quello attuale, Giordano”. Corbelli, in questi anni anticipò
clamorosamente, il giorno prima, ad alcuni giornali e alla stessa magistratura,
addirittura le località e le città di alcune maxivincite. Il coordinatore di
Diritti Civili ha spiegato e dimostrato, sin dal 1998, in diversi incontri
con l’ex procuratore capo di Paola, D’Emmanuele e con gli inquirenti della
Guardia di Finanza, il “meccanismo posto in essere dai pirati informatici per
pilotare, dall’esterno, le grandi vincite al Superenalotto, all’insaputa e a
danno della Sisal, oltre che dello Stato e degli stessi scommettitori”.
“Nonostante il Superenalotto, lo ricordo, sia il gioco più difficile al mondo
(per fare 6 esiste una sola possibilità su 622 milioni di combinazioni
possibili e per centrare il 5+1 c’è una sola possibilità su oltre 103 milioni
di combinazioni) si è in tutti questi anni vinto con una regolarità e facilità
a dir poco impressionanti e inquietanti! Lascia infatti perplessi, a parte la
facilità, la regolarità delle vincite, così come è avvenuto in momenti critici
nel passato, sempre dopo le denunce di Diritti Civili e il grande clamore
mediatico. Per gli esperti matematici la sestina potrebbe non essere indovinata
anche per anni, se non addirittura per sempre (come riporta oggi un quotidiano
romano). Come è possibile allora che per dodici anni si è invece vinto
regolarmente, nonostante il numero delle giocate fosse enormemente inferiore
rispetto a quello attuale? Perché adesso da oltre sei mesi (dal 31 gennaio) non
viene più centrata la sestina vincente? Perché si è cambiato, a gioco in corso,
con un montepremi record, il criterio dell’estrazione dei numeri del
Superenalotto (non più legata ai numeri del Lotto, come è sempre stato), fatta
adesso in modo autonomo e non in diretta tv? Perché la stampa italiana (che
ospita a pagamento la pubblicità della Sisal sul Superenalotto) non pone queste
legittime domande e non promuove uno straccio di inchiesta giornalistica? Perché Diritti Civili è lasciato da solo in
questa battaglia di verità, legalità e giustizia?”!
4
agosto 2009
Comunicato
stampa Movimento Diritti Civili
Provincia
Vicenza contro Presidi Sud. Corbelli: “Provincia Cosenza promuova iniziativa
istituzionale contro grave e inaccettabile discriminazione sociale”
Cosenza
Il leader del
Movimento Diritti Civili, ed ex consigliere provinciale, Franco Corbelli, dopo
l’iniziativa del Consiglio e dell’Amministrazione Provinciale di Vicenza contro
i Presidi del Sud (no ai dirigenti scolastici che vengono dal Meridione),
chiede al presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, di “promuovere
una immediata iniziativa istituzionale per denunciare la grave e inaccettabile
discriminazione sociale posta in essere dall’Assemblea e dall’ Ente vicentino,
difendere e sostenere invece le giuste, legittime ragioni e i diritti di tutti
quei professori e presidi che si recano al Nord per esercitare la loro
professione nel rispetto delle leggi e della stessa Costituzione italiana”. “Di
fronte alla iniziativa discriminatoria, di inaudita gravità, del Consiglio e
della Amministrazione provinciali di Vicenza che dicono no e chiudono le porte
ai Presidi che vengono dal Sud è opportuno e doveroso che il Meridione faccia
sentire la sua forte e civile protesta. Dalla Calabria, e in particolare dalla
provincia di Cosenza, sono in molti gli operatori del mondo della scuola ad
emigrare al Nord. Per questo chiedo (fossi stato rieletto consigliere avrei
immediatamente presentato un ordine del giorno urgente con la richiesta di una
seduta straordinaria e immediata del Consiglio provinciale di Cosenza) al
Presidente della Provincia Mario Oliverio di farsi promotore di una forte,
significativa iniziativa istituzionale a difesa dei diritti degli insegnanti e
dirigenti scolastici calabresi e meridionali e per stigmatizzare severamente il
tentativo razzista di discriminare i professionisti del Mezzogiorno che vanno al
Nord ad esportare la loro cultura e la loro grande professionalità. Chiedo ad
Oliverio di investire di questo problema l’intero Consiglio provinciale
cosentino con una seduta ad hoc, con l’approvazione di un documento che
condanni quello (discriminatorio contro i Presidi del Sud) approvato dai loro
colleghi di Vicenza e chieda il rispetto dei diritti di tutti i cittadini
italiani, siano essi di Vicenza o di Cosenza. E’ giusto che questa iniziativa
istituzionale (che va ben al di là del mero valore simbolico), che va
indirizzata al Presidente del Consiglio, Berlusconi, al Ministro della
Istruzione, Gelmini, e al Parlamento nella sua interezza, la promuova proprio la Provincia di Cosenza,
quella più grande e importante della Calabria, una Provincia da sempre in prima
fila per la difesa dei diritti civili, dell’impegno solidale e della giustizia
sociale“.
24 luglio 2009
Comunicato
stampa Movimento Diritti Civili
Malasanità.
Diritti Civili denuncia fatto gravissimo: “Per sette giorni operazioni sospese
ad Ortopedia dell’Ospedale Civile regionale di Cosenza per la mancanza
dell’aria condizionata”!
Cosenza
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore della proposta
di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, ha
denunciato “un nuovo caso di cattiva
gestione della sanità, un fatto di inaudita gravità, un episodio inverosimile,
che mette a rischio la salute dei pazienti e crea grande difficoltà gli stessi
operatori sanitari (medici e paramedici), che non sanno più cosa e come fare
per affrontare questa drammatica emergenza sanitaria che potrebbe avere anche
conseguenze tragiche: per una settimana
al reparto di Ortopedia dell’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza, non si sono
potuti effettuare interventi chirurgici perché la mancanza dell’aria
condizionata! Il problema dell’impianto di aerazione ha riguardato anche altri
reparti dell’Ospedale Civile cosentino ma a Ortopedia la situazione è sta
drammatica”. Corbelli parla di “sanità-vergogna, indegna di un grande Paese,
una situazione da Terzo Mondo” , ha chiesto “l’immediato intervento delle
autorità preposte e la risoluzione di questo gravissimo problema”. “Per una
settimana all’ospedale Annunziata di Cosenza è accaduto qualcosa che ha, nella
sua gravità e drammaticità, dell’inverosimile e del grottesco: ad Ortopedia non
si potuto operare perché mancava l’aria condizionata. I familiari di alcuni
pazienti che devono e aspettano di essere operati hanno portato a nostra
conoscenza e chiesto l’intervento di
Diritti Civili. Era stato promesso che in attesa dell’aria condizionata
sarebbero prestati provvisoriamente portati dei pinguini di una nota marca (De
Longhi). Non si sono visti neppure questi e la sala operatoria di Ortopedia
continuava a restare chiusa per la mancanza dell’aria condizionata. Un fatto
gravissimo che ha messo a serio rischio la salute di tanti pazienti. Il
primario del reparto e i suoi colleghi medici hanno continuamente segnalato la
gravità della situazione alla direzione del nosocomio cittadino, ma senza
purtroppo ottenere alcun risultato concreto. L’aria condizionata continuava a
mancare e le operazioni sospese. Tra le proteste e la disperazione di tanti
pazienti e dei loro familiari, che esasperati hanno chiesto aiuto a Diritti
Civili, che continua in assenza dell’istituzione del Garante della Salute (per
l’irresponsabilità del Consiglio regionale che continua a rinviare la nomina di
questa figura, importante tra l’altro proprio per la risoluzione di problemi
gravi e urgenti come quello di ad Ortopedia) a supplire alla mancanza di questa
struttura. Possibile che si possa arrivare (nel silenzio e nell’indifferenza
delle Istituzioni e dei vari Enti) ad una situazione simile, una autentica
vergogna, uno scandalo che non ha eguali e precedenti? Un fatto indegno di una
Nazione evoluta, che forse neppure si verifica in un ospedale da campo di
guerra o in un paese del Terzo Mondo. E’ assolutamente urgente intervenire. Il
nuovo direttore generale dell’Azienda ospedaliera cosentina, Pasquale Puzzonia,
provveda a risolvere immediatamente questo problema assicurando il ripristino
dell’aria condizionata e la riapertura della sala operatoria di Ortopedia”.
23 luglio 2009
Comunicato
stampa Movimento Diritti Civili
Diritti Civili
denuncia demonizzazione Sa-Rc, attacco e campagna anti-Calabria, anche con spot
pubblicitari radiofonici (di nota società trasporto marittimo) in onda su
importanti media nazionali
Catanzaro
Il leader del Movimento
Diritti Civili, Franco Corbelli, denuncia quella che definisce “la ingiusta,
vergognosa e devastante (per il turismo) campagna di demonizzazione della
Calabria e nella fattispecie della Sa-Rc, addirittura anche attraverso spot
pubblicitari radiofonici, di una nota società di trasporto marittimo (che opera
anche nello Stretto di Messina!), in onda su importanti media nazionali
(RadioRai) che invitano ad evitare la
A3 (e la
Calabria), a imbarcarsi a Salerno e a sbarcare direttamente a
Messina”. Corbelli critica questa “ingannevole, dannosa, catastrofica
pubblicità” e questa mattina per smentire, prove alla mano, questo messaggio
anti-Sa-Rc, ha effettuato un sopralluogo in diversi tratti calabresi della A3 e
ha “potuto verificare la normale percorribilità della stessa autostrada”.
Corbelli addebita “lo spaventoso calo di presenze turistiche nella nostra
regione anche a questa criminalizzazione della A3 e della Calabria” e si chiede
“perché la Regione
non sia ancora intervenuta per denunciare questo attacco”. “Come può la Calabria sperare di
attrarre flussi turistici se, proprio in piena stagione estiva a parte l’oramai
noto, costante refrain mediatico nazionale sulla pericolosità e
intransitabilità della Sa-Rc, si arriva addirittura a fare spot pubblicitari su
media di grande diffusione nazionale (come Radiorai), da parte di una nota
società di trasporto via mare che tra l’altro opera (paradossalmente) anche
nello Stretto di Messina, invitando i turisti ad evitare l’incubo della A3 e ad
imbarcarsi direttamente a Salerno e sbarcare a Messina? Possibile che nessun
amministratore regionale abbia protestato contro questo ennesimo attacco alla
Calabria? Possibile che nessuno abbia denunciato questa strumentalizzazione,
smentito questa falsità, nessuno che si sia preoccupato di fare una semplice
verifica sulla A3 per dimostrare l’infondatezza di queste accuse? Diritti
Civili oggi ha voluto compiere un sopralluogo sulla Sa-Rc e ha potuto
verificare come l’autostrada (con pochissimi mezzi in circolazione) non sia affatto
in questo periodo un incubo, sia perfettamente transitabile, nonostante i
lavori in corso, solo qualche piccolo rallentamento, certamente inferiore
a quello di altri tratti autostradali di
altre regioni in questi stessi giorni. E’ una autostrada, l’A3, con i suoi
noti, vecchi problemi, come tante altre nel Paese. Allora perché accanirsi solo
sulla Sa-Rc? Perché sparare solo sulla Calabria? Perchè invitare i turisti
addirittura ad evitare la nostra regione, scegliendo la via del mare
Salerno-Messina?”!
18 luglio 2009
Comunicato
stampa Movimento Diritti Civili
Sanità.
Corbelli: “La Calabria
ha bisogno di più medici, paramedici e strutture efficienti per curare e non
far morire i pazienti, non di Commissari”!
Catanzaro
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore della proposta
di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, licenziata
dal Consiglio provinciale di Cosenza il 17 gennaio 2008 e approvata,
all’unanimità, dal Consiglio regionale della Calabria il 30 giugno 2008,
critica la preannunciata ipotesi di commissariamento della sanità calabrese,
anticipata dal Ministro della Salute, Fazio, denuncia quello che definisce il
“problema più importante e urgente, la vera emergenza da affrontare subito in
Calabria (non certo con l’arrivo di qualche commissario romano!), ovvero “la
preoccupante carenza di personale medico, paramedico e ausiliario che penalizza
fortemente l’efficienza delle strutture ospedaliere e dei servizi sanitari erogati e mette a rischio
l’assistenza e la stessa tutela della salute dei pazienti” e chiede al Governo
e alla Regione di “affrontare immediatamente questa priorità, per non
continuare a penalizzare proprio i servizi ospedalieri essenziali e le fasce
più deboli, che sono quelle che ne usufruiscono in modo particolare”. “Il
Governo pensa di risolvere il problema sanità in Calabria, togliendo il
controllo della sanità al Governatore Loiero e mandando un Commissario da Roma.
Non ci si vuole rendere conto che non è il commissario la soluzione a tutti i
vecchi, gravi e irrisolti problemi della sanità in questa regione. Sono altre
le emergenze da affrontare, prima fra tutte quella più drammatica che riguarda
importanti ospedali regionali e mette a rischio la salute e la stessa vita dei
pazienti: l’assoluta insufficienza di personale medico, paramedico, ausiliario
che di fatto penalizza fortemente l’assistenza sanitaria. Ci sono grandi
nosocomi regionali (come l’Annunziata di Cosenza, che invito il Ministro e
l’assessore regionale alla sanità a visitare per qualche ora, a camminare nelle
corsie, a parlare con gli operatori sanitari, a rendersi conto di persona della
drammatica situazione nella quale si è costretti a operare ogni giorno) dove a
reparti con oltre 20 pazienti è assegnato un solo infermiere, al massimo due.
Di fatto viene pesantemente penalizzata l’assistenza sanitaria. Si corre il
rischio, soprattutto di notte, che in caso di necessità di più pazienti i
malati si trovano di fatto senza alcuna assistenza sanitaria. Questo accade
anche in reparti dove un intervento immediato può salvare la vita. Si verifica
il paradosso che in Calabria ci sono ospedali con 20 posti letto (che
andrebbero chiusi) e molte decine di impiegati e ospedali regionali con carenza
totale di personale. Ci sono reparti di pronto soccorso e di cura di diverse,
gravi patologie che operano, in condizioni strutturali precarie e disagiate,
alcune centinaia di interventi al giorno dove manca di tutto e si va avanti
solo grazie ai sacrifici e all’abnegazione del personale medico e paramedico. La Calabria ha bisogno di
risolvere questi gravi problemi non di
commissari romani”.
15 luglio 2009
Comunicato
stampa Movimento Diritti Civili
Appello
Corbelli per Centro Regionale Screening Neonatali che rischia interruzione
attività.
Catanzaro
Il leader del
Movimento Diritti Civili, ideatore e promotore della proposta di legge per
l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, licenziata dal Consiglio
provinciale di Cosenza il 17 gennaio 2008 e approvata, all’unanimità, dal
Consiglio regionale della Calabria il 30 giugno 2008, denuncia la situazione
“di estrema precarietà e il rischio (concreto e immediato) di paralisi per il
centro di screening neonatale di massa, che interessa tutti i neonati della Regione
(una media di 18.000 neonati all’anno)”. Corbelli ha reso noto di aver ricevuto
una richiesta di intervento e aiuto da parte del professore Prof. Giuseppe
Parlato, Ordinario di Chimica Applicata alle Scienze Biomediche, Direttore del
Servizio di Chimica Clinica e dell'annesso Centro Regionale di Screening
Neonatali (Università di Catanzaro), attivo dal 1991. Il leader di Diritti
Civili condivide e sostiene questa “giusta battaglia”, lancia un appello e
chiede “un immediato intervento del Presidente della Regione e assessore alla
Sanità, Agazio Loiero, e delle altre autorità preposte, per scongiurare la
interruzione della attività dell’importante Centro di screening, che anzi va
messo in condizioni di operare al meglio e in assoluta sicurezza per tutti i
neonati calabresi”. Questo il testo della missiva del Prof. Parlato a Corbelli.
“Egregio On. Franco Corbelli, mi rivolgo a Lei con la speranza di trovare ,
dopo circa 3 anni, una persona autorevole che dia il suo contributo per
risolvere una situazione, che purtroppo continua ad essere precaria da anni. Mi
riferisco allo screening neonatale di massa, che interessa tutti i neonati
della Regione. La copertura infatti è totale: sono 18.00 neonati calabresi
all’anno che sono sottoposti ai test di screening. La situazione purtroppo continua a restare
precaria da anni. Le Leggi regionali e nazionali riconoscono il diritto per
tutti i nati ad essere sottoposti ai test di screening per l’Ipotiroidismno, la Fenilchetonuria e la Fibrosi Cistica. Sopratutto per l'Ipotiroidismo congenito e la Fenilchetonuria è
richiesto un intervento terapeutico tempestivo, in quanto le due malattie
determinano effetti negativi sul sistema nervoso centrale, cioè determinano
handicap mentali irreversibili, non eliminabili con una terapia tardiva. Per
questo motivo le analisi di laboratorio sono eseguite su un campione di sangue
prelevato a partire dal 3° giorno e prima del 6° giorno di vita. Il sangue ,
prelevato dal tallone, è fatto assorbire e asciugare su carta da filtro e inviato
per posta prioritaria al laboratorio di analisi. E' molto evidente che
l'attività del Laboratorio non può subire interruzione per nessun motivo.
Purtroppo la situazione, che ormai si è determinata e per la quale non si
prevede una soluzione, non consente di avere la sicurezza (per la carenza di
personale specializzato) che non ci possano essere interruzioni. Finora siamo
stati protetti da buona stella e dall'impegno di quanti sono coinvolti
nell'attività di screening. Spesso sono dovuto intervenire – scrive il prof.
Parlato a Corbelli - per avere, in tempo utile, la fornitura opportuna di
reagenti e materiali e rinnovo di contratto di personale precario. Con l'approssimarsi delle ferie estive, da
parte del personale amministrativo, si prevede un'interruzione del servizio di
qualche settimana. Per evitare il blocco bisogna "arrangiarsi" con
personale eventualmente disponibile. Le due sole dirigenti biologhe (in
organico) si alterneranno per il congedo ordinario: resterà una sola dirigente,
che dovrà sperare nella buona sorte per non avere inconvenienti, che le
impediscano di essere presente .Se presente, deve essere comunque in efficienti
condizioni. Il tecnico è preso di volta in volta dal Servizio di Chimica
Clinica, che esegue analisi per i ricoverati. Altri precari hanno lasciato per
altro impiego. Come si vede la situazione è molto precaria e diventa
impossibile, se si considera che un errore può compromettere in modo
irreversibile lo stato di salute mentale di una persona”.
30 Giugno 2009
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Diritti
Civili attacca Governo per commissariamento Sanità Calabria: “Uno scontro
politico che penalizza i più poveri”
Catanzaro
Il
leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore
della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della
Calabria, licenziata dal Consiglio provinciale di Cosenza il 17 gennaio 2008 e
approvata, all’unanimità, dal Consiglio regionale della Calabria il 30 giugno
2008, critica la “preannunciata ipotesi di commissariamento della sanità
calabrese”. Corbelli parla della sanità
calabrese come “terreno di scontro politico, una lotta per il potere iniziata
prima delle ultime Elezioni Amministrative provinciali e proiettata sulle
Regionali del prossimo anno, che si consuma sulla pelle (salute) degli ignari
cittadini calabresi, soprattutto delle categorie più povere, deboli ed
emarginate, quelle che più di tutte le altre (fasce) possono usufruire solo del
servizio sanitario pubblico e che da questo scontro, e con il prossimo
commissariamento della sanità calabrese, saranno di fatto i più
penalizzati”. “Giudico l’intervento e il
decreto-ultimatum del Governo che si appresta, di fatto, a commissariare la
sanità in Calabria, un fatto gravissimo, una scorrettezza istituzionale, una
invasione di campo, con finalità politiche, contro cui bisogna subito reagire.
Condivido per questo l’appello alla mobilitazione bipartisan di Mario Oliverio,
riconfermato, con un vasto consenso, Presidente della Provincia di Cosenza,
quale giusto riconoscimento al suo buongoverno, alla trasparenza, al suo rigore
morale e al grande impegno nel sociale. Da Roma l’Esecutivo attacca la Giunta Regionale,
si scatena sulla sanità calabrese, di
fatto è come sparare sulla croce rossa. Il Governo attaccando la sanità
calabrese, penalizza i poveri, le fasce più deboli. Noi non difendiamo nessuno,
ma respingiamo con forza questo tentativo di intromettersi, da parte del
Governo, nelle vicende calabresi per finalità meramente politiche. I cittadini
calabresi vogliono solo una assistenza sanitaria degna di un Paese civile che
li curi e non li faccia invece morire. La Calabria chiede solo che la sanità resti, venga
lasciata fuori dallo scontro politico”.
28
giugno 2009
Comunicato
stampa Movimento Diritti Civili
Corbelli a
Loiero “Annullare ticket sanitario, provvedimento iniquo che penalizza fasce
deboli”.
Catanzaro
Il leader del
Movimento Diritti Civili, promotore della proposta di legge per l’istituzione
del Garante della Salute della Calabria,
approvata dal Consiglio regionale calabrese il 30 giugno 2008, dopo l’annuncio
del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, fatto nel corso di un
intervento telefonico ad una
manifestazione elettorale del Pdl per promuovere la candidatura al Parlamento
Europeo di una velina, ( ex presentatrice tv), dell’imminente commissariamento
della Sanità calabrese, chiede al presidente della Regione, Agazio Loiero (a
cui addebita la “responsabilità di aver ceduto ai diktat del Governo e del
Ministro Sacconi e di aver reintrodotto il ticket sanitario, convinto che in
questo modo avrebbe evitato il commissariamento della sanità da parte del
Governo”), di annullare immediatamente, il ticket, perchè si tratta di un
balzello che penalizza le famiglie più povere, deboli ed emarginate”. “Loiero
risponda alla provocazione di Berlusconi (l’annuncio del commissariamento della
sanità calabrese) con un atto, giusto e riparatore, che tutti i calabresi
chiedono e si aspettano: il ritiro del ticket sanitario. Il Governatore ripari
a questa misura iniqua, lo annulli. Visto che la reintroduzione del ticket non
servirà ad evitare il commissariamento della sanità calabrese, annunciata dal
Premier (per motivi politici ed elettorali) elimini un provvedimento che ha
penalizzato i cittadini più poveri e danneggiato fortemente il centrosinistra a
poche settimane dal voto di giugno. Salvi, il Governatore, la sua immagine e la
sua credibilità prima di essere commissariato (per la sanità) dal Governo.
Annulli il ticket sanitario. Ponga in essere un’azione nell’interesse esclusivo
della Calabria più povera e bisognosa, di quella che cerca di sopravvivere con
una pensione-miseria e vergognosa. Lasci che sia il commissario che manderà
Berlusconi in Calabria a reintrodurre (se ne avrà il coraggio) il ticket”.
12 giugno 2009
Comunicato
stampa Movimento Diritti Civili
Negato diritto
voto a casa a invalidi 100%, anziani e paralizzati. Denuncia e appello di
Diritti Civili a Presidente Repubblica
Roma
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, candidato alle Elezioni provinciali
di Cosenza, con la sua Lista Diritti Civili, a sostegno di Mario Oliverio,
denuncia la violazione dei diritti delle persone invalide al 100%,
impossibilitati a muoversi e recarsi al seggio elettorale, che non potranno
esercitare il loro diritto al voto il 6 e 7 giugno prossimi e chiede
l’intervento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. ”Nonostante
la battaglia dei radicali, leggi e promesse (elettorali) di fatto agli
invalidi, anziani, soli, paralizzati e “prigionieri” (da anni) a casa, viene
impedito di poter esercitare il loro diritto al voto. Non gli viene infatti
consentito di potere votare a domicilio. Una vergogna. Nonostante la legge
preveda sulla carta che in casi di persone invalidi al 100% si possa procedere
al voto a domicilio, previa istanza che andava presentata entro lunedì scorso e
successiva visita medica a casa, nella realtà poi ai disabili (veri) viene
detto, come è accaduto nei giorni scorsi, dai medici di recarsi in comune, fare
una richiesta per essere autorizzato e trasportato in autoambulanza al seggio
elettorale. Una umiliazione. Chiedo che venga cancellata questa ingiustizia,
che si consenta a chi effettivamente non può deambulare di esprimere il proprio
voto dalla sua abitazione. Un Paese civile e democratico ha il dovere di
consentire a questi invalidi, anziani, soli, malati e paralizzati, già
umiliati, con la sospensione (in alcuni casi anche per oltre due anni) della
misera indennità di accompagnamento (400 euro al mese, con cui pagano le
badanti che li assistono 24 ore al giorno) di potere esprimere il loro voto da
casa. Diritto questo, sancito dalla Costituzione, che purtroppo gli viene
invece di fatto negato. Ci appelliamo al Presidente della Repubblica, sperando,
al di à di quelle che sono le sue stesse competenze istituzionali, in un suo
intervento a difesa dei diritti di queste persone, già così duramente colpite
da un destino crudele”.
5 giugno 2009
Comunicato
stampa movimento Diritti Civili
Immigrati: Corbelli(Diritti
Civili) attacca Governo: “Calpesta i diritti umani”
Roma
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, critica il Governo Berlusconi per i
“provvedimenti anti-immigrati, parla di “atti (il respingimento) disumani,
indegni di un Paese civile e democratico, che calpestano la dignità della
persona umana”. “Il Governo di una grande Nazione democratica non può negare il
diritto d’asilo politico e soprattutto l’assistenza a persone povere e
disperate, in fuga dai loro Paesi per fame, guerra e persecuzioni. Respingere i
migranti significa calpestare letteralmente i diritti umani e civili di interi
Paesi e popoli, indigenti e affamati. I provvedimenti razzisti contro gli
immigrati sono una delle pagine più nere e vergognose del Governo Berlusconi-Bossi.
Il presidente del Consiglio per assecondare la Lega e per catturare qualche consenso in più alle
Elezioni Europee respinge chi arriva in Italia per chiedere aiuto e per
salvarsi. L’Italia anziché accoglierli e aiutarli li respinge, di fatto in
questo modo li condanna a morte: naufraghi in mare o uccisi (dalla fame, dalla
guerra, dalle malattie o dalla crudele repressione delle dittature) nei loro
Paesi. Diritti Civili da oltre 20 anni continua ad aiutare tanti immigrati,
poveri, malati e onesti. Tanti quelli che anziché respingere abbiamo aiutato e
salvato e che oggi vivono perfettamente integrati nel nostro Paese, come
dimostrano i tanti casi umani di migranti (malati) che abbiamo fatto restare in
Calabria. Gli immigrati non vanno respinti indiscriminatamente, o deportati
come gli Ebrei durante il Nazismo, ma accolti, identificati e aiutati a vivere
dignitosamente. Solo i criminali che arrivano in Italia e delinquono vanno
assicurati alla giustizia e rispediti nei loro Paesi”.
14 maggio 2009
Comunicato
stampa Movimento Diritti Civili
Sanità.
Corbelli chiede annullamento ticket: “Provvedimento iniquo. Penalizza i più
poveri. Tagliare veri sprechi”.
Catanzaro
Il leader del
Movimento Diritti Civili, promotore della proposta di legge per l’istituzione
del Garante della Salute della Calabria,
approvata dal Consiglio regionale calabrese il 30 giugno 2008, critica la
decisione di reintrodurre il ticket, definisce questa scelta “un provvedimento
iniquo che colpisce le fasce più povere e deboli della popolazione” e invita “a
tagliare i veri, grandi sprechi della sanità calabrese, ad iniziare dai
megastipendi ai manager e dagli accreditamenti (per le rette giornaliere)
gonfiati e, in molti casi, fuori controllo a tante strutture sanitarie private,
convenzionate”. “In una regione alle prese con una grave crisi e un grande
disagio sociale, con numerosissime famiglie ai limiti (e in molti casi al di
sotto) della soglia della povertà, in una Calabria devastata dalla malasanità,
dove si continua a morire per la disorganizzazione, per negligenze, per la
cattiva gestione, si pensa di sanare la voragine dei debiti della sanità
accumulati nel corso degli anni con politiche e amministrazioni irresponsabili
e scellerate, reintroducendo il ticket e colpendo di fatto in questo modo le
categorie più indigenti, che non sanno più come andare avanti. Chiedo al
presidente Loiero di non cedere ai diktat del Governo e del ministro Sacconi e
di annullare e ritirare il provvedimento che reintroduce il ticket. Anziché penalizzare
le fasce più povere con questi provvedimenti ingiusti si riduca percentualmente
l’importo delle rette alle strutture private in modo da coprire il costo
dell’annullamento del ticket. Una politica sociale, vera, deve tutelare le
persone più povere. Non certe cliniche private gestite con soldi pubblici da
chi è accusato di gravissimi reati ed è, in alcuni casi, anche detenuto”.
14 maggio
2009
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Terremoto.
Diritti Civili: ”Garantire sicurezza scuole. Iniziare subito verifiche in tutti
gli istituti a rischio. Il caso Calabria”
Catanzaro
Il
leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo il terremoto
dell’Aquila e le continue scosse, negli ultimi giorni e nelle ultime ore anche in
Calabria, si dice “fortemente preoccupato per la sicurezza degli edifici
scolastici calabresi” e chiede di “verificare subito la stabilità delle
strutture per prevenire eventi drammatici”. Corbelli, che da anni porta avanti
questa battaglia per la sicurezza delle scuole, denuncia come “in Calabria (la
regione a più forte rischio sismico d’Italia), dove oltre il 50% delle scuole è
a rischio, ancora oggi, nonostante l’accordo sottoscritto, nei mesi scorsi, tra
lo Stato e le Regioni, non siano ancora iniziati i controlli negli edifici
scolastici più pericolosi, per la mancata nomina, da parte dei comuni, delle
commissioni tecniche”. “E’ un fatto grave e assolutamente ingiustificato che in
Calabria, nella regione più sismica del Paese, su 409 comuni, dove sono state
individuate le scuole ritenute più pericolose e che devono per questo essere
subito controllate, solo 39 Amministrazioni comunali hanno provveduto a
nominare i componenti delle squadre tecniche. Dieci giorni fa questa era
l’allarmante situazione. Prima del violento sisma in Abruzzo.
Irresponsabilmente centinaia di comuni calabresi continuano a sottovalutare il
forte rischio sismico che corre la nostra regione, non provvedendo a nominare
la commissione tecnica per procedere immediatamente alla verifica degli edifici
scolastici. Sono anni che Diritti Civili si batte per la sicurezza nelle
scuole, per un’azione di prevenzione per verificare le condizioni di stabilità
delle strutture che ospitano le classi. La sicurezza delle strutture
scolastiche è una priorità assoluta. Occorre responsabilmente fare subito le
verifiche e adottare delle misure di prevenzione. La tragedia del terremoto
dell’Abruzzo deve rappresentare un campanello d’allarme, soprattutto in una
regione come la Calabria,
dove di fatto si convive con l’incubo terremoto e dove come in questi giorni e
proprio in queste ultime ore non mancano i segnali di piccoli terremoti.
Bisogna prevenire questo rischio e questa minaccia. Garantire, dentro le
scuole, condizioni di sicurezza ai bambini, agli alunni, agli operatori del
mondo scolastico, rassicurare e tranquillizzare le famiglie. Non intervenire,
dopo quanto accaduto, è da irresponsabile e potrebbe configurare anche
eventuali ipotesi di reato. Diritti Civili lancia ancora una volta questo allarme
e grida con forza il suo appello a chi di competenza ad intervenire. Se delle
scuole non sono sicure, non sono state ancora e adeguatamente verificate che
restino chiuse (dopo la vacanza di Pasqua) sino a quando non verranno messe in
sicurezza. Non si può rischiare neppure un giorno, neanche un istante”.
3
maggio 2009
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Diritti
Civili contro commissariamento sanità calabrese e chiusura ospedali: “Un grave
danno per le fasce più deboli e per l’intera Calabria”
Catanzaro
Il
leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore
della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della
Calabria, licenziata dal Consiglio provinciale di Cosenza il 17 gennaio 2008 e
approvata, all’unanimità, dal Consiglio regionale della Calabria il 30 giugno
2008, esprime “grande preoccupazione” e critica fortemente l’ipotesi di
commissariamento della sanità calabrese e la preannunciata chiusura di molti
ospedali calabresi”. Corbelli parla della
sanità calabrese come “terreno di scontro politico e lotta per il potere alla
vigilia delle imminenti Elezioni Amministrative ed Europee del 6 e 7 giugno
prossimi, che sta per consumarsi sulla pelle (salute) degli ignari cittadini
calabresi, soprattutto delle categorie più povere, deboli ed emarginate, quelle
che più di tutte le altre (categorie) possono usufruire solo del servizio
sanitario pubblico e che, con il commissariamento della sanità calabrese e la
chiusura di una ventina di ospedali, saranno di fatto i più penalizzati”. “Giudico il commissariamento della sanità
calabrese e la paventata chiusura di decine di ospedali una catastrofe per la Calabria, un danno
incalcolabile per le fasce più indigenti e deboli della popolazione. E’
impensabile e inaccettabile che la sanità calabrese (che a malapena riescono a
fronteggiare i cinque direttori generali delle Aziende sanitarie provinciali)
possa essere amministrata da uno o due commissari mandati dal Governo di Roma,
per affiancare il Governatore calabrese, con il compito di chiudere decine di
ospedali e sottrarre , di fatto, il controllo politico della gestione sanitaria
alla Giunta Loiero. Questo sarebbe un colpo mortale per una regione povera,
disastrata, alle prese con problemi gravi di disorganizzazione e malasanità che
non risolvono certo i commissari romani e che per combatterli e prevenirli il
Movimento Diritti Civili ha fatto approvare la struttura del Garante della
Salute della Calabria che presto sarà operativa, primo caso del genere in Italia
e istituita anche in America dal presidente Barack Obama. Sia chiaro. Diritti
Civili non difende nessuno, né centrosinistra, né centrodestra, chiede anzi che
siano cacciati fuori dal tempio i mercanti della sanità calabrese, ma non può
non denunciare come purtroppo con la soluzione del commissariamento agli
interessi dei cittadini, dei pazienti, si antepone l’interesse, l’obiettivo
politico e la sanità calabrese diventa per questo terreno di scontro tra i
partiti e gli schieramenti, lotta per accaparrarsi il potere e il controllo
della sanità alla vigilia delle Elezioni Amministrative ed Europee. Una scelta,
il commissariamento, che non condividiamo e che condanniamo fortemente. I
cittadini calabresi vogliono solo una assistenza sanitaria degna di un Paese civile
che li curi e non li faccia invece morire per negligenze, errori, per
disorganizzazione e malasanità. La sanità resti, venga lasciata fuori dallo
scontro politico”.
24
aprile 2009
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Sicurezza
scuole.Iniziati controlli in diversi istituti. Diritti Civili: “Verificare adesso tutti gli edifici a
rischio”.
Roma
Il
leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, esprime grande
soddisfazione e parla di battaglia civile vinta per l’inizio lunedì, anche in
Calabria, della verifica delle condizioni di sicurezza degli edifici
scolastici. Corbelli per anni (e da solo) ha continuamente denunciato la
situazione di degrado e di pericolo di strutture scolastiche fatiscenti e
chiesto un controllo di tutte le scuole. Nei mesi scorsi il Governo, d’intesa
con le Regioni, ha finalmente stabilito di procedere ad una verifica di tutte
le scuole più a rischio. Da ieri, lunedì, anche in Calabria è iniziato questo
controllo, da una parte di una commissione tecnica. Sono 51 gli edifici
calabresi interessati, che saranno subito verificati. Corbelli, che aveva
lanciato il suo ultimo appello alla vigilia delle festività di Natale dello
scorso anno chiedendo ai Presidenti delle Province calabresi, a tutti i sindaci
e alla Regione, per quanto attiene agli edifici scolastici di loro competenza,
di disporre, approfittando del periodo di festività natalizia, una immediata
verifica delle condizioni di sicurezza di tutti gli edifici scolastici
calabresi, afferma che sono molto di più le scuole calabresi pericolose e
chiede che vengano controllati tutte le strutture scolastiche a rischio. “La
verifica delle scuole a rischio è una grande conquista, una iniziativa
importante, urgente, non più procrastinabile. Proprio ieri, che sono iniziati i
i controlli degli edifici scolastici, si è verificato il crollo del soffitto di
una scuola materna di Verona, che solo per un miracolo non ha provocato
vittime. Questo crollo fa seguito ai casi di cedimento del soffitto, di pochi
mesi fa, di Biella, di Agrigento, che, anche in questo caso, miracolosamente
non si sono trasformati in una nuova tragedia, e di Rivoli, ancora in Piemonte,
che ha visto purtroppo, in quest’ultimo caso, la morte di un giovanissimo
studente. Che le scuole italiane sono pericolose del resto lo aveva denunciato,
dopo il caso di Rivoli, il responsabile della Protezione Civile, Guido
Bertolaso, Il 50% delle scuole italiane è a rischio, per questo era
assolutamente urgente, doveroso, intervenire con una opportuna ed efficace
opera di controllo e prevenzione. Prima che accada qualche nuova tragedia.
Occorre prevenire, non serve a nulla denunciare dopo. Per questo per anni, in
perfetta solitudine, con il solo sostegno della stampa calabrese, abbiamo
chiesto un monitoraggio in tutti gli edifici, per accertare le condizioni di
sicurezza e le situazioni a rischio, soprattutto in una regione, come la Calabria, che è anche
quella con il più alto rischio sismico d’Italia. Abbiamo sempre detto in questi
anni che il problema della sicurezza delle scuole e questo tipo di intervento
preventivo erano in assoluto la priorità più importante da affrontare con
urgenza. Oggi i nostri appelli, per anni caduti nel vuoto, sono stati
finalmente accolti”.
2
aprile 2009
Comunicato stampa
Movimento Diritti Civili
Diritti Civili
denuncia drammatica emergenza giustizia(mancanza giudici) in Calabria. I casi
clamorosi e gravi di due Procure di frontiera, Locri e Vibo Valentia, che
resteranno con il procuratore e un solo sostituto!
Reggio Calabria
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, interviene dopo la cattura, in
Olanda, del boss di San Luca, Giovanni Strangio, afferma che “dopo il nuovo
arresto eccellente, che purtroppo da solo non basta certo per sconfiggere la ’ndrangheta,
occorre affrontare e risolvere l’emergenza giustizia dovuta alla carenza di
magistrati e giudici in Calabria” e chiede “al Governo di intervenire, in
particolare e subito, sull’urgente problema (dimenticato) di due Procure di
frontiera, nella lotta alla ‘ndrangheta, quelle di Locri e Vibo Valentia che
rischiano di restare, tra pochi mesi, solo con il Procuratore capo e uno o due
sostituti, avendo gli altri pm in servizio nei due Uffici giudiziari chiesto e
ottenuto, tutti, il trasferimento in altre sedi”. Corbelli chiede che “Governo,
Parlamento, Csm, si impegnino subito per la soluzione di questo grave problema
della carenza di organico di queste due Procure calabresi (e di tutte quelle
con gravi problemi per la mancanza di magistrati) che ogni giorno devono
garantire la legalità nella difficile e rischiosa realtà territoriale della
Locride, del Vibonese e del resto della regione”. “Purtroppo non basta solo
catturare qualche latitante eccellente (grazie a brillanti operazione
investigative) per sconfiggere la ‘ndrangheta. Occorre presidiare, con le forze
dell’ordine e la magistratura, ogni giorno il territorio, soprattutto quello
più a rischio mafia. In Calabria c’è una allarmante e inquietante carenza di
organico in tante Procure. Ci sono in particolare due casi eclatanti e
gravissimi, in due Procure di frontiera, nella lotta alla mafia. Il drammatico
problema della mancanza di magistrati e giudici sta per esplodere in tutta la
sua gravità e drammaticità. Stanno per essere infatti letteralmente decimate e
svuotate le Procure di Locri e di Vibo Valentia, (due zone a forte rischio
mafia e, purtroppo, per la
Locride, la terra di Strangio, anche teatro di faide
crudeli). Nella Procura di Locri infatti ci sono attualmente un procuratore e
sei sostituti. Quattro hanno chiesto e ottenuto il trasferimento in altre sedi.
Tra qualche mese resteranno solo il procuratore e due pm. A Vibo Valentia tra
qualche mese resteranno soltanto il procuratore capo e un solo sostituto.
Nessun giovane magistrato infatti vuole venire a Locri, a Vibo e in altre zone
a rischio della Calabria. E’ assolutamente indispensabile e urgente che il
Governo, il Csm e il Parlamento affrontino questo problema, che rappresenta una
vera e propria emergenza giustizia. Serve una azione parlamentare e governativa
bipartisan per avviare a soluzione questo problema, attraverso una serie di
incentivi, non depotenziando il ruolo del magistrato, fornendo quelle garanzie
e stimoli in grado di convincere i giovani magistrati a venire a Locri, a Vibo
e in Calabria”.
21 marzo 2009
Comunicato stampa
Movimento Diritti Civili
Diritti Civili
denuncia rischio realizzazione centrale nucleare in Calabria
Catanzaro
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, denuncia “il rischio che la Calabria possa essere
scelta per ospitare una delle quattro centrali nucleari” e invita “ad una
mobilitazione preventiva per scongiurare questo pericolo che rappresenterebbe
un nuovo gravissimo danno, l’ennesima umiliazione e penalizzazione di una
regione, storicamente emarginata, discriminata dai diversi Governi e alle prese
con mille gravi, drammatici e irrisolti problemi”. “Bisogna assolutamente
scongiurare che la Calabria,
dopo il rifiuto di altre regioni, possa essere scelta dal Governo Berlusconi,
per ospitare una delle quattro centrali nucleari. La Calabria già devastata,
con danni ingenti per la salute dei cittadini, dall’elettrodotto
Laino-Feroleto-Rizziconi, non può essere ancora una volta la pattumiera
d’Italia dove collocare adesso addirittura una centrale nucleare. Al di là
delle assicurazioni sul livello di sicurezza di queste nuove centrali non si
capirebbe, né accetterebbe, che dopo il rifiuto di altre regioni (Lazio,
Piemonte, Puglia e Toscana) fosse adesso la Calabria una delle regioni prescelte. Una regione
povera, debole, purtroppo con una rappresentanza parlamentare senza alcun peso,
di fatto inesistente politicamente nei Palazzi romani del Potere. Una regione
che il presidente Agazio Loiero cerca di difendere per far rispettare i diritti
di questa terra e della sua gente. Una Calabria devastata dal dissesto
idrogeologico, messa in ginocchio dal maltempo, con strade e paesi franati e
isolati, con una autostrada, l’A3, che crolla e che uccide le persone, con i
treni che da ieri, e per tre mesi, si fermano a Lamezia, isolando il resto
della regione, con il mostro dell’elettrodotto Laino-Rizziconi, che minaccia la
salute delle persone, non può essere ulteriormente offesa, danneggiata,
umiliata con la costruzione di una centrale nucleare. Per questo Diritti Civili
invita tutti da subito alla mobilitazione preventiva per scongiurare questa
nuova minaccia. Una cosa è certa: se necessario faremo anche le barricate, ogni
forma di protesta pacifica, di disobbedienza civile per dire no alla centrale
nucleare. Il Ministro Ronchi ha detto che una centrale nucleare la vorrebbe
sotto casa. Accontentiamolo”.
10 marzo 2009
Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili
Diritti Civili: “I
Bronzi di Riace a La
Maddalena per il G8 occasione straordinaria da non perdere
per la Calabria. Si
pronuncino, con referendum, tutti i calabresi se mandarli oppure no”!
Reggio Calabria
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, chiede che “i Bronzi di Riace siano portati
a La Maddalena,
per il prossimo G8, previsto per il mese di luglio, e che comunque sia non solo
il sindaco, Giuseppe Scopelliti, e la città di Reggio Calabria a decidere, se
mandarli oppure no, ma, attraverso un referendum (sulla stampa calabrese),
l’intera Calabria”. Corbelli condivide l’idea del Presidente del Consiglio,
Silvio Berlusconi, e giudica la presenza dei Bronzi di Riace al G8 “una
straordinaria occasione che non si può e non si deve assolutamente lasciar
cadere e perdere, per rilanciare nel mondo i due Guerrieri di Riace e
l’immagine diversa, positiva della Calabria, culla della civiltà della Magna
Grecia”. “Portare i due Bronzi di Riace al G8 significa farli rivedere (e
ricordarli) al mondo intero grazie alla presenza di migliaia di giornalisti e
delle televisioni di tutto il pianeta. Una grandiosa (e gratuita) iniziativa
promozionale e pubblicitaria mondiale per i due Guerrieri di Riace e per la Calabria che avrebbe
l’effetto immediato e futuro di portare e attrarre nella città dello Stretto
nuovi milioni di turisti e visitatori da ogni parte del pianeta. Domando: a
cosa serve tenere i due Bronzi nel Museo di Reggio e aspettare che, oramai
sfumato l’effetto novità degli anni passati, arrivi qualche turista a
visitarli? La presenza dei due Bronzi a La Maddalena significa farli uscire dall’oblìo nel
quale sembra siano caduti da qualche anno. Significa rilanciarli e insieme a
loro rilanciare la Calabria.
la sua immagine, la sua storia, in un momento particolarmente difficile e di
grave crisi. Se il trasporto dei due Bronzi non comporta rischi per loro
stabilità e salute è importante esporli al G8, mostrali ai Capi di Stato e di
Governo e, attraverso la stampa internazionale, a tutto il mondo. Il sindaco
Scopelliti lasci che si pronunci non solo la città di Reggio ma tutta la Calabria, con un
referendum o sondaggio, sui maggiori media calabresi, perché i due Bronzi di
Riace sono un patrimonio non solo della città dello Stretto, che li ospita, ma
di tutta la regione calabrese, dell’Italia e del mondo intero”.
22 febbraio 2009
INFORMAZIONI MEDICO-SCIENTIFICHE
CONVEGNO NAZIONALE
"ETICA NELLA MEDICINA DEI TRAPIANTI E DELLE CELLULE
STAMINALI"
PADOVA, VENERDI 6 MARZO 2009 ORE 17.00-19.00
SALA DEI GIGANTI PALAZZO DEL LIVIANO
Negli ultimi anni si è assistito ad una importante
evoluzione della Medicina dei Trapianti e delle Cellule Staminali.
I mutamenti rapidi legati ai processi della ricerca medica, scientifica e
tecnologica hanno inevitabilmente generato nuove domande alle quali non è
sempre possibile dare una risposta che sia definitiva per i diversi aspetti.
Riflessioni e considerazioni di natura etica scaturiscono dal progresso e si
rendono necessarie nei confronti dell’ evoluzione della Medicina. L’affermarsi
della cultura dei Trapianti e dell’utilizzo delle Cellule Staminali quale
possibile futura terapia per diverse malattie dell’uomo, ci interpella in
qualità di istituzioni, di operatori sanitari, di cittadini e di malati.
Il Convegno aperto al pubblico “Etica nella Medicina dei Trapianti e delle
Cellule Staminali”, ha l’obiettivo di dare voce ad un Esponente di primo piano
della Chiesa Cattolica sulle implicazioni etiche legate alla Medicina dei
Trapianti e delle Cellule Staminali.
Comunicato Stampa
Movimento Diritti Civili
Elezioni Europee.
Corbelli (che definisce una carognata la soglia del 4%) ai piccoli partiti del
centrosinistra: “Scegliete, per correre insieme, il nome e il simbolo dei
Diritti Civili, quello che vi unisce e che è nel vostro Dna”.
Roma
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, definisce una “carognata” la soglia
del 4% per le Elezioni al Parlamento Europeo e rivolge un appello a tutti i
piccoli partiti del centrosinistra, che invita ad “allearsi e correre insieme
sotto il nome e il simbolo che, per la loro storia, li accomuna e unisce:
quello dei diritti civili”. Corbelli, fondatore e coordinatore da 20 anni, del
Movimento Diritti Civili mette a disposizione di tutti i piccoli partiti del
centrosinistra il nome e il simbolo del suo Movimento per la battaglia
elettorale europea, per quella che definisce “una grande battaglia di legalità,
libertà e giustizia contro i partiti golpisti, attentatori della democrazia”.
“Di fronte alla carognata del Parlamento, dei grandi partiti Pdl, Pd, Lega Udc
e Idv (del moralista Di Pietro!), dinanzi al tradimento di Walter Veltroni nei
confronti delle piccole forze del centrosinistra, Rc, Pdci, Radicali, Verdi,
Partito Socialista, Sinistra Democratica, Rps, Udeur dovranno necessariamente
unirsi per cercare di superare la soglia (antidemocratica) di sbarramento del
4%. Una alleanza non facile da realizzare. Uno dei problemi, infatti, non
semplici, da superare è rappresentato dalla scelta del nome e del simbolo della
Lista comune da presentare, che possa rappresentare tutti i piccoli partiti
rispettando la identità e la storia di ognuna di queste forze politiche. C’è
tra tutti questi partiti del centrosinistra un valore comune che li unisce, che
è nel Dna di queste formazioni politiche: la difesa dei diritti civili. Per questo
il Movimento Diritti Civili, che questi valori rappresenta, incarna e difende
da 20 anni in Italia e nel mondo, offre la sua disponibilità a concedere, in
modo assolutamente gratuito, disinteressato e senza rivendicare neanche una
semplice candidatura, il proprio nome e il proprio simbolo, regolarmente
registrati e presentati al Ministero degli Interni (e regolarmente sempre
accettati) negli ultimi 15 anni per tutte le competizioni elettorali:
Provinciali, Regionali, Politiche ed Europee. Vogliamo solo dare un nostro
contributo alla sacrosanta battaglia di legalità, libertà e democrazia di tutti
i piccoli partiti che un Parlamento oligarchico vorrebbe cancellare e
annientare. Chiediamo ai piccoli partiti del centrosinistra di presentarsi alle
Elezioni Europee del 6 e 7 giugno con il simbolo (il planisfero) e il nome del
nostro Movimento (o Partito) dei Diritti Civili. E’ questa la risposta e la
grande sfida che i piccoli partiti devono lanciare a Veltroni e ai suoi
complici”.
4 febbraio 2009
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Battaglia
Diritti Civili per sicurezza scuole: “Vigile, soldato o vigilantes davanti ogni
edificio scolastico ”!
Roma
Il
leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo “la nuova tragedia
della follia in una scuola, un asilo in Belgio, chiede l’adozione di immediate
misure di sicurezza davanti a tutti gli edifici scolastici per prevenire simili
violenti e drammatici episodi”. Corbelli chiede che davanti ad ogni scuola
della Calabria e dell’intero Paese (sono poco più di 60 mila gli edifici
scolastici in Italia) vi sia un vigile, o un soldato o una guardia giurata.
“Sono anni che Diritti Civili si batte per la sicurezza nelle scuole, per
un’azione di prevenzione sia per verificare le condizioni di stabilità delle
strutture che ospitano le classi, sia per i controlli all’ingresso, per non
lasciare gli edifici scolastici incustoditi, affidati alla sola vigilanza dei
bidelli e di fatto lasciati in questo modo alla mercè di folli che vi possono
fare irruzione e compiere stragi come quella di questa mattina in Belgio. Quei
due bambini uccisi insieme ad un adulto, che hanno spezzato il cuore,
addolorato e indignato il mondo intero, devono far riflettere e allarmare
tutti. Bisogna intervenire immediatamente prima che simili episodi di violenza
e follia si ripetano anche nel nostro Paese. La sicurezza dentro le scuole è
una priorità assoluta. Occorre responsabilmente adottare delle misure di
prevenzione e di controllo davanti a tutti gli edifici scolastici della nostra
regione e del nostro Paese. Bisogna che davanti ad ogni scuola ci sia,
dall’inizio alla fine delle elezioni, un vigile urbano, o un soldato o una
guardia giurata privata. Non bastando i soli vigili per garantire questo
servizio di controllo si può utilizzare l’Esercito e nel caso ricorrere anche
ai vigilantes privati. I comuni e le Province, in collaborazione con le Regioni
e il Governo, nell’ambito delle loro rispettive competenze, devono garantire
questo servizio di controllo e di prevenzione. Oggi le nostre scuole sono
completamente incustodite, lasciate quasi all’aperto. Chiunque infatti vi può
entrare e commettere qualunque azione violenta. La tragedia del Belgio è
purtroppo solo l’ultima di una serie di gravi episodi accaduti davanti e dentro
le scuole. Questa nuova tragedia deve rappresentare un campanello d’allarme.
Bisogna eliminare questo rischio e questa minaccia. Garantire condizioni di
sicurezza ai bambini, agli alunni, agli operatori del mondo scolastico,
rassicurare e tranquillizzare le famiglie. Non intervenire, dopo quanto
accaduto, è da irresponsabile e potrebbe configurare anche eventuali ipotesi di
reato. Ritengo che sia più utile e importante destinare un soldato davanti ad
una scuola piuttosto che mandarlo a presidiare una discarica o farlo
passeggiare per le strade di una città. Diritti Civili lancia ancora una volta
questo allarme e grida con forza il suo appello a chi di competenza ad intervenire. Prima che sia troppo
tardi”.
29
gennaio 2009
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Diritti Civili:
“Dimezziamo prima il numero dei parlamentari, vera casta degli sprechi e dei
privilegi, e poi aboliamo le Province”
Il leader del
Movimento Diritti Civili e consigliere-capogruppo provinciale, Franco Corbelli,
ha chiesto nella conferenza dei capigruppo che anche la Provincia di Cosenza il
30 gennaio prossimo convochi un Consiglio provinciale straordinario per dire no
all’abolizione delle Province. La
Proposta di Corbelli è stata bocciata. La Provincia di Cosenza, a
differenza delle altre Province
calabresi, non aderirà dunque alla iniziativa congiunta dell’Upi di fine mese.
Corbelli definisce questa bocciatura “un errore e una scorrettezza
istituzionale”. Il leader di Diritti Civili ieri aveva lanciato una
provocazione: “Se si vogliono ridurre i costi della politica, cancellare gli
Enti inutili si inizi ed eliminare gli sprechi si inizi tagliando del 50% il
numero dei parlamentari, portandoli dagli attuali 1000 (circa) a non più di
cinquecento, numero più che sufficiente e, ancora, di gran lunga superiore ai
Parlamenti di quasi tutti gli altri Paesi. “Sono pronto a votare per
l’abolizione delle Province se prima viene tagliato il Parlamento degli sprechi
e dei privilegi, dei tanti (troppi) deputati e senatori inutili e fantasma. Quegli
stessi partiti che chiedono l’abolizione delle Province sono gli stessi che
costituiscono, con i loro rappresentanti, un Parlamento di 1000 nominati (tra
deputati e senatori) ognuno dei quali percepisce in un solo mese quasi il
doppio della intera indennità complessiva di un anno di un consigliere
provinciale, che a differenza dei “prescelti romani”, che nella stragrande
maggioranza dei casi fanno solo i turisti a Roma, lavora invece ogni giorno
nelle Commissioni consiliari per la risoluzione dei problemi del suo territorio
e del collegio che lo ha eletto. Se c’è un Ente, nella fattispecie Istituzione,
inutile da tagliare il primo in assoluto è il Parlamento. Si inizi dunque da lì
se si vuole essere credibili e coerenti e si continui pure dopo con le Province.
Ma chiedere solo l’abolizione delle Province è pura demagogia. Le Province, al
pari di tutte le altre Amministrazioni, vanno giudicate per il loro operato e i
risultati che producono non abolite a prescindere. Ci sono Province che operano bene e altre no. Ci sono
soprattutto Province inutili, create solo per accontentare qualche partito o
boss politico locale, e territori che aspirano invece a diventare Province che
hanno tutti i requisiti e che non vengono istituite perché pagano lo scarso peso
politico dei loro parlamentari, questo clima di caccia alle streghe,
demonizzazioni e campagna strumentale in atto contro gli Enti provinciali.
Un’ultima considerazione: come voteranno i consiglieri provinciali di quei
partiti schierati per l’abolizione delle Province? Sarà interessante e
significativo verificarlo in Consiglio”.
21 gennaio 2009
Comunicato Stampa
Movimento Diritti Civili
Banche e usura.
Diritti Civili sostiene De Masi e invita alla protesta contro nemici,
distruttori e colonizzatori Calabria e Sud. Battaglia a favore imprenditori
calabresi
Catanzaro
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, si schiera a fianco
dell’imprenditore Nino De Masi e contro le maggiori banche italiane, per quella
che afferma “deve diventare una battaglia comune, simbolica, ma di fondamentale
importanza, di una intera regione contro dei veri nemici e affossatori della
Calabria e del Sud”. Corbelli esprime apprezzamento anche per la decisione di
Confindustria Calabria di costituirsi parte civile al processo d’appello
iniziato oggi a Reggio Calabria. “Bisogna sostenere la battaglia di De Masi.
Non bisogna lasciare solo questo coraggioso imprenditore, che pur consapevole
di condurre una battaglia difficilissima (se non impossibile) va comunque
avanti lo stesso con grande determinazione. Quella di De Masi è una battaglia
che va al di là del fatto personale. E’ una iniziativa di grande valore
simbolico, di particolare significato. Deve diventare la risposta di tutti gli
imprenditori, della classe politica e dirigente in Calabria così come nelle
altre regioni meridionali. Bisogna dire no alle banche affossatrici del
Mezzogiorno, che strangolano l’economia, che tengono la Calabria e il Sud in una
condizione di sottosviluppo. In Calabria insieme a De Masi ci sono tanti altri
imprenditori coraggiosi, come alcuni giovani imprenditori impegnati anche
nell’editoria che, oltre a garantire una informazione libera, pluralista e
corretta, di vitale importanza per il destino e il futuro di questa regione,
pur di fronte alla piovra e agli ostacoli di un sistema creditizio anti-Sud
(difficoltà di accesso al credito per le piccole e medie imprese, costo del
denaro più caro in Calabria e nel Sud che non al Nord…) cercano di resistere
per non abbandonare definitivamente questa regione, per non buttare in mezzo ad
una strada migliaia di famiglie alle quali riescono a garantire da anni un
lavoro e uno stipendio. Il sistema delle grandi banche, le potenti lobbies, i
veri poteri forti del nostro Paese che controllano la grande stampa e la grande
industria, insieme ai vari Governi che
si sono succeduti in questi anni in Italia, stanno letteralmente distruggendo
la già povera e disastrata economia calabrese e del Sud, letteralmente
colonizzati, relegati in una situazione di svantaggio, di discriminazione e di
emarginazione. Occorre per questo una rivolta, che non sia solo del mondo
imprenditoriale, ma una vera rivoluzione popolare, politica, morale, sociale e
culturale contro le grandi banche nemiche e distruttici della Calabria e del
Sud. Sostenere oggi la battaglia di De Masi contro le maggiori banche significa
stare dalla parte della Calabria, del Sud che lavora, che fa impresa e che cerca
di difendere, di salvare, di riscattare e rilanciare questa terra”.
16 gennaio 2009
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Diritti Civili,
dopo casi Rivoli, Agrigento, Biella e denuncia Bertolaso, chiede immediata
verifica condizioni sicurezza edifici scolastici.
Il leader del
Movimento Diritti Civili e consigliere provinciale, Franco Corbelli, chiede al
Presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, e al competente
assessorato provinciale, di voler disporre, in questo periodo di festività
natalizia, una immediata verifica delle condizioni di sicurezza di tutti gli
edifici scolastici della provincia di Cosenza. Lo stesso appello Corbelli lo
rivolge alle altre Province calabresi(e del resto del Paese), a tutti i sindaci
e alle Regioni per quanto attiene agli edifici scolastici di loro competenza
(materne, elementari, medie). “Dopo il nuovo crollo di un pezzo di soffitto in
una scuola di Biella, che fa seguito ad un analogo episodio di pochi giorni fa
in un istituto di Agrigento, che solo per un miracolo non si sono trasformati
in una nuova tragedia, come quella di Rivoli, ancora in Piemonte, che ha visto
la morte di un giovanissimo studente, e dopo la grave e inquietante denuncia
del responsabile della Protezione Civile, Guido Bertolaso, sulla pericolosità
del 50% delle scuole italiane, è assolutamente urgente, doveroso, intervenire
con una opportuna ed efficace opera di prevenzione. Prima che accada qualche
nuova tragedia. Occorre prevenire, non serve a nulla denunciare dopo. Per
questo chiedo al presidente della Provincia di Cosenza, all’assessore
competente all’edilizia scolastica, Oreste Morcavallo, ai sindaci e alla
Regione di voler disporre, approfittando della chiusura delle scuole per la
festività natalizia, un monitoraggio in tutti gli edifici, per accertare le
condizioni di sicurezza e le situazioni a rischio. Dopo quanto sta accadendo è
da irresponsabile far finta di nulla e non intervenire soprattutto in una
provincia, come quella cosentina, che è anche quella con il più alto rischio
sismico d’Italia. Purtroppo le mie denunce continuano a cadere nel vuoto, anche
per il silenzio di certa stampa, che continua ad ignorare le importanti
battaglie di Diritti Civili. Nonostante ciò continuo, con grande senso di
responsabilità e forte preoccupazione, questa battaglia preventiva e ancora una
volta oggi denuncio il pericolo, l’emergenza scuola in tutta la provincia
cosentina e nella regione. Chiedo alle amministrazioni competenti (Province,
Comuni e Regioni) di intervenire immediatamente. Durante le vacanze di Natale
si provveda ad effettuare queste opportune e preventive verifiche. Non voglio
creare nessun allarmismo, ma solo fare un’immediata opera di prevenzione.
Considero questo problema della sicurezza delle scuole e questo tipo di intervento
preventivo in assoluto la priorità più importante da affrontare con urgenza.
Chiedo inoltre di conoscere se sono state mai effettuate (e quando) delle
verifiche degli edifici scolastici. Quali i risultati, le condizioni di
sicurezza e le situazioni particolarmente a rischio? Cosa si è fatto per
eliminare le situazioni di pericolo? Una cosa è certa: sono molto preoccupato
per la situazione di pericolo di molte scuole e continuerò a lottare, anche da
solo e, se necessario, con azioni eclatanti”!
4 gennaio 2009
Comunicato Stampa
Movimento “Diritti Civili”
Giustizia. Diritti
Civili denuncia pericoloso ritorno giustizialismo in Italia
Roma
Il leader del Movimento
“Diritti Civili”, Franco Corbelli, interviene sul “caso giustizia”, difende il
presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, e denuncia quello che
definisce “un pericoloso e inquietante ritorno del giustizialismo che rischia
di coinvolgere e travolgere tutti e tutto, presunti colpevoli e innocenti”. “In
Calabria e in altre regioni del Paese sembra di essere ripiombati negli anni
bui di Mani Pulite. C’è un ritorno del giacobinismo che rischia di abbattere le
regole democratiche, il principio di presunzione di innocenza, lo stesso Stato
di diritto. La situazione è aggravata dallo scontro violento e senza precedenti
tra le Procure di Catanzaro e Salerno e dallo stillicidio di notizie che ogni
giorno vengono pubblicate da alcuni quotidiani nazionali. Così come negli anni
Novanta, l’epoca di Tangentopoli, basta adesso un sospetto, un’accusa, uno
stralcio di verbale o di intercettazione per criminalizzare, sbattere come un
mostro in prima pagina, un personaggio, un politico, un amministratore, un
imprenditore, che dà lavoro a migliaia di persone. Oggi non c’è nemmeno bisogno
dell’avviso di garanzia o del rinvio a giudizio per emettere sentenze sommarie.
Il garantismo sembra di nuovo calpestato e seppellito. Come nel caso del
presidente della Regione, Agazio Loiero, che giustamente manifesta la sua
indignazione per come viene ogni giorno trattato da alcuni giornali nazionali.
Così come nel passato, anche oggi, sto dalla parte di Loiero e di tutte le
persone oneste, in modo convinto e assoluto. Il Governatore calabrese, già
oggetto lo scorso anno di perquisizioni spettacolare in tutte le sue abitazioni,
è una persona perbene, che non va dimenticato da anni vive sotto scorta per le
gravi minacce della ‘ndrangheta. Non è giusto e corretto tiralo in ballo con
accuse che, così come è avvenuto già nel recente passato per altre indagini,
vengono poi ritenute completamente nulle dagli stessi giudici. Diritti Civili
invita i magistrati (competenti) a
continuare e chiudere subito le indagini Poseidone e Why Not, a procedere nei
confronti di chiunque si sia reso responsabile di reati e atti illeciti.
Sosterremo questa doverosa battaglia di legalità della magistratura, così come
abbiamo sempre fatto. Bisogna che non resti nessuna ombra o dubbio su queste
delicate inchieste calabresi e che non ci siamo impuniti. Ma questo deve avvenire nel rispetto delle
regole, senza colpevolizzare anzitempo e comunque tutto e tutti, senza processi
mediatici sulla stampa nazionale, senza sentenze sommarie, ma nel rispetto
della Costituzione, del principio di presunzione di innocenza, dello Stato di
diritto. Tutto ciò è doveroso in un Paese civile e democratico. La lunga storia
garantista di Diritti Civili ci porta oggi a chiedere, a pretendere verità e
giustizia, ma a combattere fermamente il giustizialismo, come abbiamo sempre
fatto in tutti questi anni, con appelli, denunce, iniziative di piazza, spesso
da soli contro tutti e tutto, nel Paese”.
12 dicembre 2008
Comunicato
stampa Movimento Diritti Civili
Soddisfazione
per scuole che non chiudono. Impegno adesso per salvare docenti precari e per
aiutare bambini disabili, rimasti senza insegnante sostegno. Non abbassare la
guardia e continuare pacifica protesta, come si sta facendo nel Paese
Roma
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, saluta con “soddisfazione la
decisione del Governo di non chiudere nessuna scuola in Italia”, parla di “una
grande vittoria della protesta studentesca, che Diritti Civili ha anticipato e
sostenuto sin dall’inizio”, invita “a non abbassare la guardia, a continuare la
pacifica protesta” e rivolge un appello per “l’altra grande emergenza sociale:
il salvataggio dei 90 mila precari, destinati altrimenti alla perdita del
posto, con forte penalizzazione, oltre che per tutti i docenti che si
ritroveranno disoccupati e sbattuti in mezzo ad una strada, per molti bambini
disabili che resteranno senza il loro insegnante di sostegno”. “La Calabria rischiava di
vedere soppresse oltre 500 scuole soprattutto nei piccoli comuni. Queste scuole
non saranno più chiuse, resteranno aperte. Un primo grande risultato è stato
conseguito. Resta adesso l’altro grande problema dei docenti precari. La nostra
regione sarà fortemente penalizzata da questi tagli indiscriminati: oltre 1600
precari perderanno infatti l’incarico annuale. Dopo l’ondata di proteste il
Governo è stato costretto a rivedere le sue scelte. Un primo importante
traguardo è stato raggiunto con il mantenimento di tutte le scuole esistenti.
Adesso occorre pensare ai docenti precari e di sostegno e ai bambini disabili.
Bisogna che il Governo capisca che a pagare alla fine non possono certo restare
proprio loro, gli anelli più deboli: docenti precari e bambini portatori di
gravi handicap. Occorre assicurare la copertura finanziaria per mantenere i
docenti precari e garantire così in tutti i casi l’assistenza ai bambini malati
e diversamente abili. Esattamente come è stato sino ad oggi”.
30 novembre 2008
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Diritti Civili:
“Soldati in tutti i cantieri della A3 e della trasversale delle Serre
minacciati dalla ‘ndrangheta”.
Catanzaro
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che da anni si batte per la presenza
dell’esercito in Calabria, dopo la denuncia del presidente della Regione,
Agazio Loiero, chiede “l’invio dei militari in tutti i cantieri della Sa-Rc e
della trasversale delle Serre, oggetto delle intimidazioni mafiose”. Corbelli
definisce questa una “iniziativa importante, opportuna e urgente per
fronteggiare la criminalità organizzata che controlla, domina e condiziona i
lavori della A3 e della trasversale delle Serre, come ha onestamente e
coraggiosamente denunciato ieri il Governatore Loiero e nel mese scorso alcuni
sindacati”. Il coordinatore di Diritti Civili chiede che i 130 militari (100 a Crotone e 30 a Catanzaro) già presenti e
operativi in Calabria vengano, insieme ad un altro consistente contingente,
subito destinati e utilizzati per proteggere i cantieri a rischio della Sa-Rc e
delle trasversale delle Serre. Il leader di Diritti Civili si rivolge al
Ministro degli Interni, Maroni, che sarà domani in Calabria, invitandolo “a
fare una ricognizione personale sulla A3 e nelle Serre, per ascoltare dalla
viva voce dei titolari delle imprese e dei lavoratori le preoccupazione, le
paure per una situazione diventata oramai insostenibile. La denuncia del presidente
Loiero non può restare inascoltata e cadere nel vuoto. Il Governo dia una
immediata risposta, così come ha fatto a Napoli e in Campania, utilizzando
subito un adeguato numero di soldati (iniziando magari dai 130 già presenti in
Calabria) lungo la A3
e nelle Serre per presidiare quei cantieri a rischio, minacciati dalla mafia.
La presenza e l’utilizzo dei militari nei cantieri a rischio ‘ndrangheta
sarebbe un segnale forte, una testimonianza importante della presenza dello
Stato, una risposta decisa alla criminalità organizzata. Un messaggio
significativo per l’intero Paese, per far capire che lo Stato non ha
abbandonato la Calabria,
che vuole invece aiutare questa regione a fronteggiare l’emergenza mafiosa, in
modo serio, efficace, con azioni concrete di contrasto e di lotta alla
‘ndrangheta. I soldati anziché mandarli a passeggiare per le strade di
Catanzaro, Crotone, Roma, Milano e delle altre città italiane, sarebbe
certamente più utile impiegarli per presidiare i cantieri della A3 e delle
Serre minacciati dalla mafia e per proteggere altri obiettivi a rischio. Vorrei
ricordare al ministro Maroni che anche in Calabria si combatte una cruenta
guerra civile, che la ’ndrangheta (l’organizzazione criminale più potente e
pericolosa del Paese) intimidisce, spara e uccide in modo brutale, spettacolare
e senza pietà. Per questo è assolutamente urgente l’invio di più soldati nella
nostra regione per una importante, indispensabile opera di vigilanza e
prevenzione sul territorio e di supporto al lavoro di Polizia, Carabinieri e
Guardia di Finanza. E’ impensabile poter affrontare questa emergenza,
controllare il vasto territorio, garantire condizioni di sicurezza ai
cittadini, alle Istituzioni, alle imprese e agli imprenditori con i pochi mezzi
e uomini a disposizione delle forze dell’ordine”.
19 ottobre 2008
Comunicato
Stampa Movimento Diritti Civili
Scaduto
mercoledì 15 ottobre bando partecipazione nomina Garante Salute Calabria,
Garante per l’Infanzia e Difensore Civico. Intervento del Presidente del
Consiglio regionale, Bova
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge
per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, licenziata dal
Consiglio provinciale di Cosenza il 17 gennaio 2008 e approvata, all’unanimità,
dal Consiglio regionale della Calabria il 30 giugno scorso interviene sul bando
per l’elezione di questa innovativa figura , oltre che per la nomina del
Garante per l’Infanzia e del Difensore Civico regionale, il cui termine di
scadenza per la presentazione delle domande è scaduto mercoledì 15 ottobre. “Il
bando per l’elezione del Garante della Salute e per le altre nomine rischia(va)
purtroppo di passare del tutto inosservato. Pochi infatti sapevano che in
Calabria mercoledì 15 ottobre, scadevano i termini per la presentazione delle
domande. Questo fatto purtroppo rischia(va) di vanificare il grande e storico
risultato ottenuto con l’approvazione di questa legge(Garante Salute), grazie
all’impegno di Diritti Civili, del Consiglio provinciale di Cosenza e del
Consiglio regionale della Calabria. Molti aspiranti a questo incarico, e alle
altre due nomine, rischia(va)no infatti di restar fuori perché non informati
del bando e della sua scadenza. L’innovativa e rivoluzionaria novità del
Garante della Salute, prima struttura del genere in Italia, merita(va)
un’adeguata pubblicità. Lunedì scorso il presidente del Consiglio, Bova, ha
risposto al nostro appello ed è intervenuto con una nota del suo capo di
gabinetto, dott. Strangio. Lo ringraziamo. Il Garante della Salute è un fatto
storico, destinato a segnare una svolta epocale nella sanità calabrese e nel
resto del Paese, dopo l’annuncio, da parte di un partito politico, della
presentazione di un disegno di legge per l’istituzione anche del Garante della
Salute nazionale. Il Garante della salute è una novità assoluta, una importante
conquista civile, una grande vittoria per una intera regione, non solo per
Diritti Civili che ha pensato, ideato e fatto istituire, per legge, questa
struttura, primo caso del genere in Italia e nel mondo. E’ il riscatto e il
desiderio di voltare pagina della Calabria, dopo i tanti drammatici casi di
malasanità. Mi auguro adesso che la persona che verrà prescelta, dal Consiglio
regionale per l’incarico di Garante della salute, interpreti questo ruolo come
una vera e propria missione sociale e umanitaria. Il Garante della Salute oltre
a denunciare e accertare casi di cattiva sanità, di disservizi, di disorganizzazione,
di violazione dei diritti dei cittadini, anche dei detenuti, in materia di
assistenza sanitaria, ad effettuare controlli in tutte le strutture sanitarie e
ospedaliere, pubbliche e private, convenzionate con la regione, a sostenere le
giuste battaglie di verità e giustizia dei familiari delle vittime dei casi di
malsanità, avrà diversi sportelli informativi (per le malattie rare, per le
liste di attesa…) e servirà a coordinare interventi per casi urgenti e
drammatici. Attraverso un numero verde, sempre operativo, 24 ore su 24,
verranno raccolte tutte le segnalazioni e le denunce dei cittadini sui casi più
gravi di malasanità”.
16 ottobre 2008
Comunicato Stampa
Movimento Diritti Civili
Bambini malati e
disabili (gravi) senza insegnante sostegno.
Roma
Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, si dice “profondamente deluso dal
silenzio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano”, su quello che
definisce “il dramma e la grande ingiustizia dei bambini malati e disabili lasciati
soli, senza insegnanti di sostegno, per colpa del decreto del Governo che
taglia professori e cancella scuole”. Corbelli giudica il decreto del Ministro
dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, che toglie l’insegnante di sostegno ai
bambini malati e diversamente abili, “un fatto grave, incostituzionale, indegno
di un Paese civile”. “Il Governo per ridurre i costi della scuola ha tagliato
anche l’insegnante di sostegno a molti bambini gravemente malati e portatori di
gravi handicap. Sono questi gli effetti devastanti che ha prodotto il decreto
del Ministro Gelmini. Diritti Civili continua a ricevere segnalazioni di
genitori disperati e indignati, che si sono visti i loro bambini disabili
privati dell’insegnante di sostegno. Ci viene chiesto di renderli noti, cosa
che stiamo facendo grazie alla sensibilità di alcuni importanti media
calabresi. Se non sarà assegnato un insegnante di sostegno ai loro bambini
malati e disabili molti genitori saranno costretti a non mandare più a scuola i
loro figli. Si tratta di grandi ingiustizie che colpiscono dei bambini
innocenti già così duramente segnati da un destino crudele. Può il Presidente
della Repubblica, come ha fatto in occasione della cerimonia al Quirinale per
l’inaugurazione dell’anno scolastico, condividere queste misure ingiuste e
punitive (altro che scelte coraggiose!) del Governo sulla scuola? Può il Capo
dello Stato tacere su questi drammatici casi dei bambini disabili abbandonati
al loro destino? Può avallare (e incoraggiare) i provvedimenti dell’Esecutivo che
hanno privato questi piccoli diversamente abili del loro insegnante di
sostegno? Lunedì scorso il Presidente della Repubblica, bocciando di fatto
tutte le opposizioni parlamentari che contestano la falsa riforma della
Gelmini, ha parlato di “scelte coraggiose del Governo, di tagli necessari nella
scuola, di non sostenibili posizioni di difesa dell’esistente…”. Da Napolitano
ci saremmo aspettati (e continuiamo ancora ad aspettarci, auspicando che lo
faccia al più presto) una parola di condanna per una riforma della scuola e per
una politica che penalizza i bambini malati, diversamente abili e le categorie
più povere, deboli ed emarginate Non ha fatto invece alcun cenno, il Capo
dello Stato, ai drammatici casi del piccoli P. , il bambino di Catanzaro, sordomuto
e malato; della piccola M. , la bambina calabrese senza un braccino e senza un
piedino; della piccola B., la bimba della provincia di Cosenza, affetta da
gravissima allergia (che per andare a scuola rischia di morire), a cui il
Governo Berlusconi, che lui (il Presidente Napolitano) ha apprezzato per le
scelte coraggiose(!) sulla scuola, ha tolto l’insegnante di sostegno,
cancellando così un loro diritto fondamentale, spegnendo una speranza, un
sogno: poter andare a scuola, come tutti gli altri bambini”.
15 ottobre
2008