Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli a presidente Consiglio regionale, Talarico: “Eleggere Garante Salute Calabria per affrontare e contrastare emergenza malasanità”

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all’unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese, per “affrontare e contrastare la continua e drammatica emergenza sanità in Calabria, che continua, purtroppo, a provocare tragedie e morti assurde”,  chiede al Presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico, di “effettuare subito, così come previsto dalla legge regionale in materia, la nomina del Garante della Salute, inserendo al primo punto dell’’ordine del giorno dell’Assemblea di Palazzo Campanella questo importante adempimento legislativo e sociale”. Corbelli ricorda che “il Garante della Salute deve essere eletto con la maggioranza dei due terzi del Consiglio”. “Per combattere la malasanità, ancora purtroppo dilagante in Calabria, come dimostrano i recenti drammatici casi, non bastano certo i proclami, le ricette politiche di tizio o caio, o i processi alle Giunte regionali precedenti, né è pensabile e accettabile chiedere ai calabresi altre tasse e nuovi sacrifici, è invece – continua Corbelli - assolutamente indispensabile, eleggere e rendere subito operativo il Garante della Salute, importante, innovativa, rivoluzionaria, semplice ed efficace struttura (in funzione 24 ore al giorno, attraverso un numero verde e una serie di sportelli informativi per le diverse patologie) al servizio dei cittadini, che serve proprio non solo per verificare, denunciare ma per combattere e prevenire casi di cattiva sanità, di disorganizzazione e per dare assistenza continuativa e concreta a tutti i cittadini-utenti, ai pazienti e alle loro famiglie, per coordinare interventi per casi urgenti, delicati e particolari. E’ grave e assolutamente ingiustificato che mentre purtroppo in Calabria si continua a morire per la malasanità, la nomina e l’istituzione del Garante della salute non sia stata ancora effettuata. Chiediamo che venga fatta immediatamente dal Consiglio regionale con l’inserimento di questo adempimento al primo punto dell’ordine del giorno. Il Garante della salute è quello che serve alla Calabria ed è quello che si aspettano i cittadini della nostra regione”

 

26 luglio 2010

 

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Sanità. Corbelli, dopo aver visitato reparto e incontrato medici e paramedici, denuncia “grave emergenza Pronto Soccorso Annunziata di Cosenza”. Appello a Scopelliti

 

Cosenza
Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, candidato a sindaco di Cosenza alle Elezioni Amministrative del 2011, ideatore e promotore della proposta di legge per l'istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all'unanimità, dal Consiglio regionale della Calabria il 30 giugno 2008, in una nota denuncia quella che definisce la “drammatica emergenza del reparto di Pronto Soccorso dell'Ospedale civile di Cosenza, che rischia di esplodere, con conseguenze gravi, soprattutto durante questa estate per la assoluta carenza di personale medico e paramedico e per il notevole aumento degli ingressi" e rivolge, a questo proposito, un appello al presidente della Regione, e responsabile della sanità calabrese, Giuseppe Scopelliti. Corbelli, che da anni si batte per questa ed altre gravi problematiche sanitarie della regione, informa di aver fatto visita, ieri, al Pronto Soccorso, di aver parlato con il primario, il dott. Francesco Crocco, con il dott. Scrivano, la caposala, di aver “constatato personalmente le enormi difficoltà, gli ostacoli, che devono quotidianamente affrontare e superare medici e paramedici per far funzionare un reparto che è uno dei più importanti presidi sanitari dell’intera Calabria, costretto a sobbarcarsi un carico di lavoro immane. Basta ricordare che ogni anno al Pronto Soccorso dell’Annunziata si registrano oltre 110mila ingressi. Numeri impressionanti destinati adesso ad aumentare per la chiusura di alcuni reparti di altri ospedali della provincia di Cosenza  e che di estate si raddoppiano per la presenza di decine e decine di migliaia di turisti in Calabria”. “Bisogna dare atto al primario Crocco, al dott. Scrivano, agli altri medici del Pronto soccorso, al personale paramedico di svolgere, con professionalità e sacrifici, un lavoro straordinario per sopperire a vecchie carenze strutturali e di organico. Il Pronto soccorso dell’Annunziata – continua Corbelli - è sistemato in locali angusti, piccoli sgabuzzini, in condizioni indecenti. Si aspetta da anni che finalmente venga realizzato un nuovo reparto decente, degno di un ospedale regionale importante come l’Annunziata. Per tutta l’estate l’emergenza del Pronto Soccorso diventa ancora più drammatica, è dovuta principalmente alla carenza di personale medico e paramedico. In questi mesi estivi gli ingressi e i ricoveri si raddoppiano, per la presenza in Calabria, di migliaia  e migliaia di turisti, mentre il personale medico e paramedico è ridotto al minimo. Occorre immediatamente potenziare l’organico del Pronto Soccorso, per permettere agli operatori sanitari di poter operare al meglio, in condizioni ottimali per dare risposte e assistenza ai tantissimi pazienti che ogni giorno da ogni parte della provincia di Cosenza si rivolgono all’Annunziata. Spesso un intervento immediato ed efficace del Pronto Soccorso significa salvare un vita umana. Non si può pensare di risparmiare, di ripianare il debito-voragine  della sanità tagliando il personale ad un Pronto soccorso come l’Annunziata. Sono altri gli sprechi (ingenti) che vanno eliminati. Il Pronto soccorso dell’Annunziata è un presidio sanitario, un centro d’eccellenza, una struttura importantissima che deve essere salvaguardata potenziata e valorizzata. Nell’interesse esclusivo dei malati. e delle loro famiglie. E’ questo l’appello che Diritti Civili rivolge oggi al Governatore Scopelliti”

 

17 luglio 2010

 

 

 

 

 

 

Sanità, caso paziente calabrese trasferito a Trapani
Corbelli: "un'altra pagina nera"
Il leader di Diritti Civili ha commentato duramente la vicenda: " una nuova pagina nera della sanità, ennesimo caso di cattiva sanità". Serve il Garante della Salute
 

 Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, è intervenuto sul caso del paziente calabrese, P.V., di Vibo Valentia, con problemi psichiatrici, che non ha trovato posto in nessun ospedale della regione, della Puglia e della Basilicata ed è stato costretto a fare oltre 1000 km e più di 12 ore di viaggio in autoambulanza, insieme a due infermieri e due autisti, prima di poter essere ricoverato a Trapani, in Sicilia.
Corbelli utilizza parole dure per commentare questa ennesima vicenda di malasanità: «un’altra vergogna, una nuova pagina nera della sanità, ennesimo caso di cattiva sanità che conferma l’assoluta urgenza e indispensabilità dell’istituzione del Garante della Salute che se operativo avrebbe evitato un episodio simile, perchè una delle principali funzioni di questa innovativa struttura è quella di programmare e coordinare in tempo reale interventi e ricoveri per casi gravi, urgenti e particolari.
Quanto accaduto - aggiunge Corbelli – conferma da un lato l’emergenza sanità in Calabria, che non è certo scomparsa con l’uscita di Agazio Loiero e il cambio, con l’arrivo di Giusepe Scopelliti, alla guida della Regione, e dall’altro dimostra come uno dei problemi più urgenti da affrontare è quello del coordinamento tra le diverse strutture e unità operative, oggi purtroppo completamente assente. I problemi veri della sanità sono questi: carenza di personale, mancanza di posti, lunghe liste di attesa e soprattutto l’assenza di un punto di riferimento certo, semplice e immediato per i pazienti cui rivolgersi in caso di necessità. Compito questo che, così come previsto nell’apposita legge, che Diritti Civili ha promosso ed elaborato e il Consiglio regionale approvato, all’unanimità il 30 giugno 2008, svolge appieno il Garante della Sanità, struttura operativa 24 ore al giorno attraverso un numero verde e una serie di sportelli informativi per i diversi casi ed emergenze, delle varie patologie. Uno dei compiti del Garante è appunto quello di coordinare gli interventi e i ricoveri per casi gravi, urgenti e particolari, come nella fattispecie del paziente di Vibo. La sede operativa del Garante ha in tempo reale la disponibilità di tutti i posti letto delle strutture pubbliche e di quelle private (convenzionate) della regione e delle altre regioni limitrofe e quelle collegate. Ha il quadro patologia per patologia. L’aggiornamento da parte della struttura centrale del Garante, delle varie strutture sanitarie e ospedaliere regionali, avviene in tempo reale, per via telematica. Il paziente che necessita di un ricovero immediato grazie al Garante si sa dove portarlo, dove dirottarlo immediatamente, in quale ospedale di quale città o regione».


10/07/2010

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli a presidente Consiglio regionale, Talarico: “Subito bando e nomina Garante Salute Calabria”

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all’unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese, parla di “continua e drammatica emergenza sanità in Calabria” e chiede al Presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico, di “effettuare subito, così come previsto dalla legge regionale in materia, il nuovo bando per la nomina del Garante della Salute”. Corbelli ricorda che “il precedente bando è scaduto il 15 ottobre 2008, senza purtroppo la nomina del Garante da parte del Consiglio regionale, in violazione della stessa normativa che prevede che entro 90 giorni dalla scadenza del bando deve essere eletto, con la maggioranza dei due terzi del Consiglio, il Garante. La legge approvata lo prevede espressamente all’art. 7. Per combattere la malasanità, ancora purtroppo dilagante in Calabria, non bastano certo i proclami, o i processi alle Giunte regionali precedenti, né è pensabile e accettabile chiedere ai calabresi altre tasse e nuovi sacrifici, è invece – continua Corbelli - assolutamente indispensabile, oltre alla nomina di un assessore alla sanità competente e scelto al di fuori dei partiti, eleggere e rendere subito operativo il Garante della Salute, importante, innovativa, rivoluzionaria, semplice ed efficace struttura (in funzione 24 ore al giorno) al servizio dei cittadini, che serve proprio non solo per denunciare ma per combattere e prevenire casi di cattiva sanità, di disorganizzazione e per dare assistenza continuativa e concreta a tutti i cittadini-utenti, ai pazienti e alle loro famiglie”.

E’ paradossale, grave e assolutamente ingiustificato che mentre il Garante della Salute è stato istituito (un anno dopo essere stato promosso da Diritti Civili e approvato dal Consiglio regionale calabrese nel giugno del 2008) finanche negli Usa dal presidente Barack Obama e proposto a livello nazionale, in Italia, nei mesi scorsi, dal senatore del Pd e chirurgo di fama internazionale, Ignazio Marino, in Calabria, anziché orgogliosamente rivendicare e valorizzare questa grande conquista civile e sociale ancora oggi si aspetta che venga nominato il Garante della Salute, mentre purtroppo si continua a morire per la malasanità, mentre vengono addirittura chiuse le sale operatorie e annullati gli interventi chirurgici in importanti ospedali regionali perché manca il climatizzatore, mentre i pazienti e malati non sanno più a chi rivolgersi per vedere riconosciuti il loro sacrosanto diritto all’assistenza sanitaria.  La Giunta regionale discute di tutto in materia di sanità, promette rivoluzioni e tagli drastici, ma sembra aver letteralmente dimenticato e rimosso l’unico strumento realmente efficace e al servizio dei cittadini utenti: Il Garante della Salute. Chiediamo al presidente del Consiglio, Talarico, di  procedere subito al bando per la nomina e l’istituzione di questa importante e fondamentale figura e struttura”.

 

5 luglio 2010

 

 

 

 

 

NDRANGHETA: CORBELLI, PIGNATONE CHIARISCA VICENDA REGGIO



(ANSA) - COSENZA, 2 LUG - Il leader del Movimento Diritti
Civili, Franco Corbelli, in una nota chiede al Procuratore
Giuseppe Pignatone, di fare chiarezza sulla vicenda di Reggio
Calabria.
''Pignatone chiarisca - afferma Corbelli - se la
consultazione elettorale regionale in Calabria è stata
condizionata e inquinata dal voto mafioso, se ci sono candidati
scelti dalla 'ndrangheta e se sono in corso a questo proposito
indagini del suo ufficio sulle elezioni calabresi del marzo
scorso. Gli chiediamo di dire la posizione del Presidente della
Regione. E' giusto e doveroso per l'importante, delicato ruolo
istituzionale che ricopre, il Presidente Scopelliti, che su
questo punto si faccia subito assoluta chiarezza. Per rispetto
dei calabresi e dello stesso Governatore, democraticamente
eletto nel marzo scorso con un grande consenso. Ribadiamo stima
e fiducia nel Procuratore Pignatone e nei suoi colleghi che
insieme a lui combattono la criminalità e l'illegalità.
Proprio per questo riteniamo, alla luce soprattutto di quanto
sta emergendo con l'operazione Meta, che la grave denuncia di
fine maggio del capo della Procura di Reggio vada chiarita per
fugare dubbi e sospetti sulle elezioni regionali calabresi del
marzo scorso".
"I calabresi - prosegue - hanno il diritto di sapere se la
consultazione elettorale regionale del 28 e 29 marzo scorsi è
stata condizionata e inquinata dal voto mafioso, se la
'ndrangheta, come ha dichiarato nel maggio scorso lo stesso
dott. Pignatone, ha fatto campagna elettorale e per chi. Se i
boss hanno scelto, candidato (e nel caso eletto) personaggi a
loro vicini o affini. Sono delle legittime domande che Diritti
Civili rinnova oggi al procuratore di Reggio al quale chiede di
dare delle risposte, naturalmente compatibilmente e nel rispetto
del segreto istruttorio''. (ANSA).



Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Elezioni Regionali. Ricorsi Tar. Diritti Civili: “Caso Calabria destinato ad avere stessa sorte di caso Piemonte, che sarà deciso da Tar di Torino”.

 

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, denuncia quello che definisce il “forte rischio che le decisioni del Tar della Calabria, che tra pochi giorni, nella prima decade di luglio, sarà chiamato a pronunciarsi su una ventina di ricorsi di candidati, alle ultime regionali, delle diverse Liste, quattro dei quali chiedono l’annullamento delle elezioni del 28 e 29 marzo scorsi, possano essere influenzate dal caso Piemonte (dove si rischia l’annullamento del voto regionale e il ritorno alle urne per contestazioni assai meno pesanti di quelle denunciate in Calabria) esploso clamorosamente dopo la denuncia del candidato sconfitto, Mercedes Bresso, e le dure reazioni del Governatore piemontese (il leghista Roberto Cota) e del suo partito, la Lega Nord, che per protestare e scongiurare l’ipotesi annullamento voto hanno addirittura organizzato lunedì sera una fiaccolata a Torino”. Corbelli afferma di “ritenere che i due casi (e i relativi ricorsi) siano destinati ad avere la stessa sorte: o entrambi accolti o entrambi rigettati. Una cosa è certa: se saranno annullate le elezioni regionali del Piemonte a maggior ragione dovranno esserlo in Calabria, dove le contestazioni e le violazioni denunciate nei vari ricorsi sono molto più gravi, oggettive, documentate e penalizzanti per liste e candidati (consiglieri e presidenti) che si sono visti ingiustamente e arbitrariamente esclusi dalla competizione elettorale e cancellati in Consiglio regionale, che non le presunte irregolarità (firme false) nella presentazione di alcune candidature come è invece avvenuto in Piemonte”. Il leader di Diritti Civili manifesta anche “meraviglia per il silenzio calato sul caso Calabria, una autentica bomba che potrebbe riservare clamorose sorprese. A differenza di quanto sta accadendo in Piemonte, diventato un caso nazionale, in Calabria si registra solo il silenzio sempre più assordante non solo della maggioranza di centrodestra, ma anche delle minoranze del centrosinistra, tutti evidentemente e seriamente preoccupati, anzi letteralmente terrorizzati, dall’ipotesi (assai probabile) scioglimento e dal ritorno alle urne”. “Domani, 1 luglio, il Tar del Piemonte dovrebbe secondo le previsioni, anche di alcuni grandi media nazionali, accogliere il ricorso della candidata del centrosinistra, Bresso, e annullare le elezioni regionali. Se questa previsione venisse confermata inevitabilmente si rifletterebbe sul caso Calabria, finendo con il condizionare la decisione del Tar di Catanzaro che non potrebbe che seguire lo stesso criterio legislativo e interpretativo dei giudici piemontesi e portare all’annullamento delle elezioni regionali calabresi”. Corbelli ricorda di aver portato avanti, per “due mesi, in perfetta solitudine (con il solo sostegno dell’autorevole stampa calabrese), la sua denuncia sulla nuova legge elettorale regionale, poco chiara, ambigua ed equivoca, un vero e proprio obbrobrio giuridico. La presentazione di una ventina di ricorsi al Tar della Calabria di candidati di tutte le liste e di partiti esclusi dalla competizione elettorale (fatto mai accaduto, con queste proporzioni, in 40 anni di storia della regione) testimonia quanto fosse giusta, fondata e motivata la battaglia di Diritti Civili”, conclude Corbelli.

 

30 giugno 2010

 

 

 

COMUNI:COSENZA;CORBELLI, SERVE UNITA' CRISI EMERGENZA LAVORO
COSENZA
 

(ANSA) - COSENZA, 19 GIU - Franco Corbelli, leader del movimento Diritti civili e candidato a sindaco di Cosenza, sulle vicende Demetra e Multiservizi, chiede "l'intervento del Prefetto di Cosenza e un vertice istituzionale per affrontare la drammatica situazione delle due società e dei tanti lavoratori da molti mesi senza stipendio e con un futuro incerto e preoccupante". Secondo Corbelli "non si possono lasciare da soli e abbandonare al loro destino questi lavoratori, che continuano legittimamente e disperatamente a protestare per rivendicare un loro sacrosanto diritto. Le istituzioni preposte hanno il dovere di intervenire, nell'ambito delle loro competenze, promuovere tutte le iniziative utili per avviare a soluzione il problema e dare risposte ai lavoratori, padri e madri di famiglia". Il candidato a sindaco di Cosenza, Corbelli, preannuncia inoltre che "uno dei punti salienti del suo programma e una delle sue prime iniziative che porterà in Consiglio comunale sarà la proposta per l'istituzione di una unità di crisi comunale, una commissione speciale comunale per affrontare l'emergenza lavoro, che si occupi esclusivamente delle situazioni di crisi occupazionale in città, del problema e dei diritti dei lavoratori delle cooperative e del caso Rom". "Non voglio assolutamente dare colpe a chicchessia per questa situazione di crisi di queste due società - prosegue Corbelli - così come non voglio strumentalizzare politicamente vicende così gravi e drammatiche per tante famiglie, ma semplicemente intervenire, doverosamente da candidato a sindaco della nostra città e per il mio ventennale impegno civile, e dire come e cosa intendo fare per affrontare queste emergenze sociali che oggi si chiamano Demetra, Multiservizi, Città e Biblioteca dei Ragazzi, Rom, senza dimenticare i lavoratori della clinica Sacro Cuore, delle altre case di cure e aziende cittadine (e non solo) che protestano per analoghe rivendicazioni di lavoro e salariale". (ANSA).

 

 

 

REGIONE: CORBELLI, GRAVE RITARDO TAR SUI RICORSI
 


(ANSA) - CATANZARO, 15 GIU - Il leader del Movimento Diritti
Civili, Franco Corbelli, denuncia quello che definisce ¿il caso
Tar e l¿assordante silenzio calato sui ricorsi presentati da un
ventina di candidati (di tutti gli schieramenti in campo e di
quelli esclusi) alle elezioni regionali del marzo scorso e non
ancora discussi dai giudici del tribunale amministrativo di
Catanzaro¿.
Corbelli parla di ¿ritardo grave e assolutamente
ingiustificato¿. Chiede ¿come sia possibile che il Tar della
Calabria di fronte ad un valanga di ricorsi, circa una ventina,
di candidati di quasi tutti i partiti (non era mai successo una
cosa simile, di queste proporzioni, in 40 anni di storia delle
Regioni) non abbia fissato una immediata riunione ad hoc per
rispondere nel merito sulle questioni giuridico-elettorali
sollevate e stabilire se questo Consiglio regionale è legittimo
o se le elezioni del 28 e 29 marzo scorsi vanno annullate, come
è stato chiesto in ben quattro diversi ricorsi. Nonostante siano
stati presentati tutti questi ricorsi, che ¿ afferma Corbelli -
testimoniano quanto fosse giusta, fondata e motivata la
denuncia, che Diritti Civili ha portato avanti, per due mesi, in
perfetta solitudine (con il solo sostegno dell¿autorevole stampa
calabrese), sulla legge elettorale, poco chiara, ambigua ed
equivoca, un vero e proprio obbrobrio giuridico, incredibilmente
e colpevolmente il Tar di Catanzaro ha fissato la prima udienza
per l¿esame di questi ricorsi per la prima decade di luglio".




SANITA':CORBELLI,IMPEDIRE CHIUSURA UROLOGIA OSPEDALE COSENZA

DIRITTI CIVILI A SCOPELLITI: SAREBBE GOLPE CONFRONTI SETTORE



(ANSA) - COSENZA, 7 GIU - Franco Corbelli, leader di Diritti
Civili e candidato sindaco di Cosenza alle elezioni
amministrative del 2011 chiede l'intervento del governatore
calabrese, Giuseppe Scopelliti, per scongiurare il "rischio
chiusura del reparto di Urologia dell'ospedale civile di
Cosenza".
"E' un fatto di inaudita gravità - sostiene Corbelli - da
evitare assolutamente perché rappresenterebbe un vero e proprio
attentato al diritto alla assistenza sanitaria e alla salute dei
cittadini. C'é il rischio e la forte preoccupazione del
personale medico e paramedico del reparto di Urologia
dell'Annunziata di vedere smantellata e chiusa questa importante
e fondamentale struttura del nosocomio regionale cittadino. Da
oltre un mese il reparto è senza un primario e, anziché
pensare a sostituirlo, viene ipotizzato e si fa sempre più
insistente l'ipotesi della possibile chiusura del reparto. Siamo
all'assurdo e all'inverosimile".
"Quello che Diritti Civili aveva di recente previsto
denunciando il declino e l'abbandono dei due ospedali cittadini,
l'Annunziata e il Mariano Santo - afferma ancora Corbelli - si
sta purtroppo puntualmente verificando. Addirittura si arriva ad
ipotizzare la chiusura di un reparto, quello di Urologia, che
cura delle patologie purtroppo largamente diffuse tra la
popolazione. Urologia anziché essere potenziata e confermata
come una delle eccellenze dell'Annunziata dovrebbe essere
smantellata. Se questo dovesse accadere saremmo al golpe nei
confronti della sanità cosentina. Uno schiaffo, una
provocazione".
"Chiedo al presidente della Regione e responsabile della
sanità regionale, Giuseppe Scopelliti - conclude il leader di
Diritti civili - di intervenire immediatamente per scongiurare
questa nefasta ipotesi che rappresenterebbe un colpo durissimo
per la sanità non solo cosentina ma calabrese".(ANSA).




 

 

 

IDV:CORBELLI;SOSTEGNO A REFERENDUM, BATTAGLIA DIFESA DIRITTI


(ANSA) - COSENZA, 4 GIU - "Condivido e sostengo i tre
referendum promossi dall'Idv, perché si tratta di tre giuste
battaglie a difesa dei diritti dei cittadini (l'acqua come bene
pubblico, la tutela della salute con il no al nucleare e una
giustizia uguale per tutti contro il legittimo impedimento per
ministri e casta), che si vorrebbe cancellare con provvedimenti
di legge antidemocratici e incostituzionali". E' quanto
afferma, in una nota, Franco Corbelli, leader del movimento
Diritti civili.
"Scendiamo in campo a favore dei tre referendum di Idv e -
afferma Corbelli - chiediamo che tutti in Calabria e nel resto
del Paese facciano la stessa cosa per una comune battaglia di
giustizia sociale e politica. La privatizzazione dell'acqua, il
legittimo impedimento e il nucleare sono delle scelte gravi e
irresponsabili del Governo Berlusconi che penalizzano i
cittadini più deboli e poveri, mettono a rischio la salute
delle persone e stabiliscono un privilegio, un sorta di
impunità per il presidente del Consiglio, ministri e
sottosegretari, che a differenza di tutti gli altri cittadini
non devono recarsi in tribunale e non possono essere giudicati,
se impegnati nei loro incarichi istituzionali".
Questi provvedimenti di legge, addirittura contrari, in
alcuni casi, ai principi fondamentali della Costituzione -
sostiene ancora Corbelli - vanno per questo contrastati con ogni
mezzo lecito e democratico, ad iniziare dai referendum".
"Mi auguro che con il partito di Di Pietro - conclude
Corbelli - si possa fare il prossimo anno una comune battaglia
anche per il riscatto della nostra regione e per il rinnovamento
della classe politica e dirigente della Calabria, con le
elezioni delle amministrazioni comunali, ad iniziare dalla
città di Cosenza". Corbelli ha annunciato, nei giorni scorsi,
la propria candidatura a sindaco di Cosenza.(ANSA).



REGIONE:CORBELLI,NO RIDUZIONE INDENNITA'SCHIAFFO A CALABRESI

 

 

           

            (ANSA) - COSENZA, 31 MAG - Il leader del Movimento Diritti

Civili, Franco Corbelli, in una nota, definisce "la mancata

riduzione della indennità dei consiglieri e assessori regionali

una beffa e uno schiaffo ai calabresi, chiamati a nuovi

sacrifici".

   Corbelli ricorda "il caso dell'Avis di Cosenza che rischia

di chiudere per carenza di fondi e per i mancati contributi

dovuti, e non ancora corrisposti, dalla Regione (300 mila euro

il credito vantato nei confronti dell'azienda ospedaliera di

Cosenza e dell'azienda sanitaria provinciale cosentina)".

   Il leader di Diritti Civili chiede al "Governatore Giuseppe

Scopelliti, al presidente del Consiglio, Francesco Talarico, e a

tutti gli eletti dell'Assemblea di Palazzo Campanella un gesto

riparatore di grande significato e particolare valore sociale e

umano: devolvere un mese della indennità di tutti i 50

consiglieri e di tutti gli assessori regionali per

l'associazione di volontariato dei donatori di sangue della

Calabria".

   "Oggi il Consiglio regionale - afferma - ha scritto una

brutta pagina, non solo non deliberando alcuna riduzione delle

indennità dei consiglieri e degli assessori, limitandosi a

diminuire solo i soldi dei gruppi consiliari e i rimborsi, ma

arrivando addirittura, con alcuni interventi, a giustificare

questo mancato taglio con le esigenze e i costi della

democrazia".

   "Il Consiglio regionale, salvaguardando oggi il privilegio

della casta - afferma Corbelli - ha perso una buona occasione

per mandare un segnale netto, forte, preciso all'intero Paese.

Lo stesso giorno che a Reggio Calabria il Consiglio si

salvaguarda la propria ricca indennità, da Cosenza arriva il

grido di allarme dell'Avis che senza fondi e in attesa (vana) di

ottenere i contributi e i crediti (da due anni non erogati)

della Regione preannuncia addirittura che cesserà da domani la

propria importante attività, spesso decisiva per salvare delle

vite umane". (ANSA).

 

 

 

 

'NDRANGHETA:CORBELLI,PIGNATONE CHIARISCA SU VOTO A REGIONALI

 

           

            (ANSA) - REGGIO CALABRIA, 29 MAG - "Il Procuratore di Reggio

Calabria Giuseppe Pignatone chiarisca all'opinione pubblica se

la consultazione elettorale regionale in Calabria è stata

condizionata e inquinata dal voto mafioso". Lo afferma in una

nota il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, il

quale esprime solidarietà a Pignatone per la recente

intimidazione.

   "Abbiamo grande - aggiunge - stima e fiducia nel Procuratore

Pignatone e nei suoi colleghi che insieme a lui combattono la

criminalità e l¿illegalità. Proprio per questo riteniamo che la

grave denuncia di oggi del capo della Procura di Reggio vada

chiarita per fugare dubbi e sospetti sulle elezioni regionali

calabresi del marzo scorso. I calabresi hanno il diritto di

sapere se la consultazione elettorale regionale del 28 e 29

marzo scorsi è stata condizionata e inquinata dal voto mafioso,

se la `ndrangheta, come ha dichiarato oggi lo stesso dott.

Pignatone, ha fatto campagna elettorale e per chi. Se i boss

hanno scelto, candidato personaggi a loro vicini o affini".

   "Sono delle legittime domande - conclude Corbelli - che

Diritti Civili rivolge al procuratore di Reggio al quale chiede

di dare delle risposte, naturalmente compatibilmente e nel

rispetto del segreto istruttorio".

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Malasanità. Corbelli a presidente Consiglio regionale, Talarico: “Nominare Garante della Salute della Calabria”

 

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all’unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese, dopo “gli ultimi, gravissimi casi di malasanità” parla di “nuova, vera e propria drammatica emergenza sanità in Calabria” e chiede al Presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico, di “effettuare, così come previsto dalla legge regionale in materia, il nuovo bando per la nomina del Garante della Salute”. Corbelli ricorda che “il precedente bando è scaduto il 15 ottobre 2008, senza purtroppo la nomina del Garante da parte del Consiglio regionale, in violazione della stessa normativa che prevede che entro 90 giorni dalla scadenza del bando deve essere eletto, con la maggioranza dei due terzi del Consiglio, il Garante. La legge approvata lo prevede espressamente all’art. 7. Per combattere la malasanità, ancora purtroppo dilagante in Calabria, non si possono certo chiedere ai calabresi altre tasse e nuovi sacrifici, è invece – continua Corbelli - assolutamente indispensabile, oltre alla nomina di un assessore alla sanità competente e scelto al di fuori dei partiti, eleggere e rendere subito operativo il Garante della Salute, importante, innovativa, rivoluzionaria, semplice ed efficace struttura (in funzione 24 ore al giorno) al servizio dei cittadini, che serve proprio non solo per denunciare ma per combattere e prevenire casi di cattiva sanità, di disorganizzazione e per dare assistenza continuativa e concreta a tutti i cittadini-utenti, ai pazienti e alle loro famiglie. E’ paradossale, grave e assolutamente ingiustificato che mentre il Garante della Salute è stato istituito (un anno dopo essere stato promosso da Diritti Civili e approvato dal Consiglio regionale calabrese nel giugno del 2008) finanche negli Usa dal presidente Barack Obama e proposto a livello nazionale, in Italia, nei mesi scorsi, dal senatore del Pd e chirurgo di fama internazionale, Ignazio Marino, in Calabria, anziché orgogliosamente rivendicare e valorizzare questa grande conquista civile e sociale ancora oggi si aspetta che venga nominato il Garante della Salute, mentre purtroppo si continua a morire per la malasanità”.

 

24 maggio 2010

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli annuncia candidatura (con Lista Diritti Civili) a sindaco Cosenza

 

Cosenza

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, annuncia la sua candidatura a sindaco di Cosenza. Corbelli scende dunque ufficialmente in campo e a un anno dalle elezioni amministrative annuncia la sua candidatura a primo cittadino della città bruzia. Il leader di Diritti Civili presenterà la sua lista e il programma, nel corso di una convention, prima dell’estate. “La mia candidatura, con la Lista Diritti Civili, alla carica di sindaco, vuole essere un segnale netto e forte di rottura rispetto al passato e una sfida a tutte le consorterie politiche che hanno in questi anni ridotto Cosenza nelle disastrate condizioni in cui versa attualmente. Una città in declino e letteralmente alla deriva. Mi candido come alternativa agli affaristi e inciucisti, Voglio continuare ad essere solo ed esclusivamente il riferimento della società civile cosentina. Scendo in campo, con la Lista Diritti Civili, movimento apartitico, così come ho fatto nel passato, presentandomi da solo alle Elezioni Regionali del 2000 e alle Provinciali del 2004, con una mia candidatura alla presidenza della Regione e della Provincia di Cosenza. Siamo abituati, come Movimento Diritti Civili, a correre da soli e se necessario lo faremo anche il prossimo anno a Cosenza. Una cosa è certa: amo troppo questa nostra città. Da venti anni mi batto per difendere, riscattare e rilanciare l’immagine della città bruzia. Ho insieme al mio amico Vittorio Sgarbi contributo, venti anni fa, a far conoscere in Italia la straordinaria bellezza del centro storico cosentino, oggi purtroppo letteralmente abbandonato e degradato. Ho condotto mille battaglie e promosso innumerevoli iniziative di solidarietà per la Calabria e per Cosenza in particolare. Credo di avere conquistato e meritato, in tutti questi anni di impegno civile, libertario e umanitario, la fiducia e la stima dei cosentini e dei calabresi. Voglio, con umiltà e insieme ai cittadini, poter fare qualcosa di importante per questa nostra città, riportarla agli antichi splendori, dare risposte ai tanti, purtroppo irrisolti, problemi che l’affliggono e fare di Cosenza la città più solidale d’Italia. Per questo mi candido”.

 

21 maggio 2010

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

          

Diritti Civili denuncia: “La malasanità in Calabria continua ma non fa più notizia”!

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per l'istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata all'unanimità il 30 giugno del 2008 dal Consiglio regionale, interviene, è detto in un comunicato, "dopo gli ultimi casi di malasanità per denunciare come purtroppo non sia successo nulla, dopo il cambio alla guida alla Regione, nonostante i proclami”. Corbelli denuncia anche “il silenzio dei media (tranne pochissime e lodevoli eccezioni, come Il Domani della Calabria) sull’ ultimo gravissimo e drammatico caso di malasanità denunciato ieri da Diritti Civili di una giovane donna calabrese, vittima di un trattamento disumano in un ospedale della regione, che ha perso la bambina dopo il parto”. Corbelli parla di "disorganizzazione e sanità allo sbando,una situazione grave anche a causa della mancata nomina di un assessore (competente e fuori dai giochi politici) alla Salute. Il Governatore Giuseppe Scopelliti ha trattenuto la delega della Sanità, così come aveva fatto (sbagliando) il suo predecessore Agazio Loiero. Purtroppo gli ultimi casi di malasanità di questi ultimi giorni dimostrano che la malasanità non è certo scomparsa con l'uscita di Loiero. Per cinque anni - dice ancora Corbelli - si è scritto e denunciato, su tutta la stampa nazionale e addirittura su molti media internazionali, che la malasanità calabrese era colpa del Governatore Loiero. Oggi che Loiero non è più presidente della Regione la malasanità purtroppo continua. Eppure non fa più quasi notizia come prima. Neanche sulla stampa calabrese, come è accaduto oggi con il gravissimo caso di malasanità denunciato da Diritti Civili e ripreso solo da alcuni media regionali. La malasanità calabrese, uscito di scena Loiero, non guadagna più le prime pagine e i titoli a carattere cubitali dei media nazionali. La malasanità in Calabria non è una questione di uomini (al posto degli amici di Loiero oggi ci sono altri amici di politici del Pdl), ma di organizzazione , di impegno, di capacità, di professionalità. Se si vuole voltare veramente e finalmente pagina nella disastrata sanità calabrese occorre innanzitutto nominare subito un assessore alla salute, competente, scelto al di fuori della politica, che difenda solo i diritti dei cittadini utenti e non faccia invece gli interessi dei partiti che l'hanno indicato. Altro che, per ripianare la voragine dei debiti, accumulati da tutte le Giunte precedenti (centrodestra e centrosinistra), la vergogna  e la provocazione dell’aumento delle tasse ai calabresi. Occorre, insieme ad un'organizzazione sanitaria efficiente ed efficace, un'opera di prevenzione e di educazione al rispetto del fondamentale e sacrosanto diritto alla salute e all'assistenza sanitaria. Bisogna prevenire e scongiurare i casi di malasanità".

 

20 maggio 2010

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

Diritti Civili chiede al Presidente Scopelliti di nominare subito Assessore Salute per combattere malasanità e affrontare gravi emergenze

 

“In Calabria per combattere la malasanità e affrontare le gravi emergenze è assolutamente urgente e indispensabile la nomina di un Assessore alla  Salute. Non serve un Commissario, né la farsa di assegnare questo incarico allo stesso nuovo Governatore. Quello che serve alla Calabria è un Assessore alla Salute, un esperto, scelto al di fuori del mondo della politica, che si occupi a tempo pieno, e con competenza, della disastrata (mala)sanità calabrese, cercando di affrontare e avviare a soluzione le tante priorità”. E’ quanto afferma, in una nota, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all’unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese. Corbelli si rivolge al presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, e gli chiede di “accelerare la nomina dell’Assessore alla Salute, rinunciando alla richiesta del commissariamento della sanità, senza perdere altro tempo, perché la situazione della sanità calabrese si fa ogni giorno sempre più drammatica e non basta certo un commissario per risolvere i tanti, gravi problemi. Al presidente  Scopelliti – continua Corbelli - chiediamo di assegnare subito la delega della sanità (che ha trattenuto per sé) , di scegliere e nominare immediatamente un nuovo Assessore alla Salute, che affronti i problemi drammatici e gravi della sanità calabrese. Purtroppo la malasanità non è certo scomparsa con le elezioni di marzo, con il cambio alla guida della Regione, con l’uscita di Loiero e l’arrivo dello stesso nuovo Governatore. I problemi sono rimasti gli stessi e irrisolti. Anzi si aggravano quotidianamente. La gente continua a pagare il ticket sanitario, mentre i pazienti  aspettano mesi prima di essere sottoposti ad un esame negli ospedali. Nei nosocomi, anche quelli importanti regionali, si rompono le macchine per esami importanti che non vengono riparate e sostituite e i malati aspettano da settimane, in un lettino, addirittura nei corridoi, prima di essere sottoposti a test importanti e delicati. Questo è il quadro. Domando: a che serve il commissariamento della sanità? Quello che occorre è un nuovo assessore alla sanità, competente, che non risponde a logiche di partito e di corrente, ma che operi solo per tutelare i diritti dei cittadini e dei pazienti. Un assessore che nomini direttori generali capaci e vada negli ospedali a rendersi conto dei problemi, che incontri il personale medico e paramedico, gli stessi malati, per capire quali sono le esigenze, le emergenze, le priorità da affrontare subito. Questa è la svolta vera, reale, che si aspettano i calabresi, dal nuovo Governatore, per cambiare e rivoluzionare radicalmente la sanità calabrese”.

 

30 aprile 2010

 

 

 

PDL: CORBELLI, CORAGGIOSA BATTAGLIA FINI A DIFESA DEMOCRAZIA

 

           

            (ANSA) - CATANZARO, 22 APR - Il leader del Movimento Diritti

Civili, Franco Corbelli, apprezza, in una nota, l'iniziativa di

Gianfranco Fini che definisce una "coraggiosa battaglia per

difendere la democrazia (non solo nel Pdl), i diritti civili e

le ragioni del Sud, per porre un argine democratico alla deriva

populista berlusconiana" e invita il popolo della ex An "a

scendere a fianco del suo storico leader".

   "Diritti Civili - aggiunge Corbelli - pur essendo un

movimento apartitico, distante dalla destra e dai partiti,

apprezza e sostiene la coraggiosa battaglia di Fini che cerca di

difendere, insieme alle ragioni e ai diritti (ignorati dal

Governo Berlusconi-Bossi) del Mezzogiorno, valori di libertà e

democrazia in un partito, il Pdl, dominato da un solo uomo,

Berlusconi, che cerca di zittire ed eliminare (politicamente e

moralmente, grazie alla complicità dei suoi media) tutti coloro

che manifestano idee diverse dalla sua e dissentono da lui".

   Secondo Corbelli, "se Fini sarà sconfitto ed emarginato,

sarà la sconfitta della democrazia, della libertà, del diritto

al dissenso. La fine di ogni speranza di vedere affermarsi in

Italia una destra moderna, pluralista, democratica, europea.

Fini difende insieme ai diritti civili (ad iniziare dai bambini,

figli di immigrati) la storia, l'identità e la dignità del suo

(ex) partito e di tutta la destra italiana. Difende il diritto

al dissenso (nel Pdl) e con esso il diritto a rivendicare con

orgoglio la propria storia, le proprie radici, la tradizione, la

cultura della destra italiana, che Berlusconi vuole invece

annettere e cancellare. Tutto il partito, il popolo dell'ex An

dovrebbe compattamente e senza esitazioni schierarsi con il suo

leader e respingere gli attacchi e le intimidazioni dei giornali

di famiglia e affini di Berlusconi". (ANSA).

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili al Governatore calabrese: “Realizzare Cardiochirurgia a Cosenza”.

 

 

Cosenza

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all’unanimità, dal Consiglio regionale calabrese il 30 giugno 2008, chiede al Governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, un impegno ‘preciso e immediato a favore della realizzazione di Cardiochirurgia a Cosenza, reparto assolutamente indispensabile per dotare l’ospedale regionale dell’Annunziata di una struttura altamente specializzata, un centro di eccellenza, di intervento immediato, in grado di salvare la vita a pazienti bisognosi di interventi urgenti”.  “Da molto (troppo) tempo oramai Cosenza e la provincia aspettano la realizzazione di Cardiochirurgia. Una lunga battaglia bipartisan che va avanti da anni. I tempi sono maturi. Del resto è stato anche già indetto, con delibera n. 255 dell’8 aprile 2009, un Concorso per l’assunzione di 1 Primario di struttura complessa e di 5 cardiochirurghi. Non basta certo la giustificazione della mancanza dei fondi per annullare tutto. La realizzazione di Cardiochirurgia deve essere una delle priorità della Giunta Scopelliti. Siamo certi che il centrodestra cosentino che, con alcuni suoi leader, si è molto speso per questo importante obiettivo continuerà a battersi, con maggiore vigore e forza, adesso che sono al Governo delle regione, per la realizzazione di Cardiochirurgia nella città bruzia. Il Governatore Scopelliti non può deludere le attese di una città e di una intera provincia che aspetta e rivendica a  ragione, legittimamente, la Cardiochirurgia. Non si può  e non si deve più perdere tempo. Bisogna procedere immediatamente e ottenere questa storica conquista, che servirà ad alleviare i disagi e le sofferenze di tanti pazienti (e delle loro famiglie), costretti ad emigrare in altre province e in altre regioni per potersi operare, e soprattutto consentirà interventi immediati spesso decisivi per salvare la vita a malati bisognosi di operazioni urgenti e delicate al cuore. Cardiochirurgia a Catanzaro non può da  sola continuare a far fronte alle esigenze di una intera, vasta regione. Una provincia grande, particolarmente estesa e complessa, come quella cosentina, un ospedale importante come quello dell’Annunziata, devono avere un reparto fondamentale come Cardiochirurgia. Se Scopelliti vuole realizzare Cardiochirurgia anche a Reggio Calabria, la sua città, lo faccia pure. Ma non a discapito e a danno di Cosenza. Sarebbe una beffa e un tradimento nei confronti di una intera provincia, che il 28 e 29 marzo gli ha dato una valanga di voti, consentendogli di vincere le elezioni e diventare il presidente della Regione. Di tutta la Calabria”.

 

21 aprile 2010

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli chiede a Scopelliti di cancellare odioso e iniquo ticket sanitario.

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all’unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese, chiede al Governatore Giuseppe Scopelliti di “cancellare l’odioso, iniquo ticket sanitario, che penalizza le fasce più deboli e povere della popolazione calabrese. E’ questo il primo atto concreto, il primo importante segnale di un cambiamento reale rispetto al passato,che si aspettano i cittadini dal nuovo presidente della Regione”. “Scopelliti può dare un primo importante segnale ai calabresi già a partire dalla abrogazione di questo ticket che penalizza i cittadini più poveri. E questa una importante novità che può rappresentare una svolta significativa rispetto al passato. Dipende dal Governatore porla subito in essere. Diritti Civili gli chiede un atto di coraggio, di cogliere questa prima grande occasione di cambiamento, una vera sfida di rinnovamento con una iniziativa attesa e apprezzata dall’opinione pubblica. Annunci l’immediata abrogazione del ticket sanitario. Gli chiediamo di fare immediatamente quello che ha preannunciato subito dopo la sua vittoria elettorale: la cancellazione del ticket. Vedremo e verificheremo se con Scopelliti inizia una nuova stagione di riforme e cambiamento (nell’interesse esclusivo dei cittadini) o si continua come nel passato, con (falsi) proclami e la solita politica della sanità, asservita agli interessi clientelari degli amministratori di turno”.    

 

20 aprile 2010

 

 

REGIONE: CORBELLI, SCOPELLITI PARTITO CON PIEDE SBAGLIATO

 

 

           

            (ANSA) - CATANZARO, 17 APR - "Scopelliti è partito con il

piede sbagliato, perdendo una grande occasione per dare una

svolta e una impronta di vero e reale rinnovamento alla sua

Giunta". Lo afferma in una nota il leader del Movimento Diritti

Civili, Franco Corbelli.

   "Non ha nominato - aggiunge - un assessore alla Salute, si

é tenuto la delega alla salute, commettendo lo stesso sbaglio

del suo predecessore, Agazio Loiero, e non ha parlato

dell'abolizione del ticket, che pure subito dopo la sua vittoria

aveva promesso di fare. Il Governatore calabrese ha varato una

giunta rispettando, in parte, solo per  il Pdl e l'Udc, il

manuale Cencelli e le indicazioni di Silvio Berlusconi. Diritti

Civili critica il Presidente della Regione per la doppia, grave

e ingiustificata omissione: la mancata designazione di un

assessore alla salute e il silenzio sull'abolizione  del ticket

sanitario. Due gravi errori che offuscano l'immagine del nuovo

Governatore, minano subito la sua credibilità e la fiducia dei

cittadini nei suoi confronti".

   "Scopelliti - prosegue Corbelli - sa che sulla sanità si

giocherà tutto, così come è stato per il presidente uscente

Agazio Loiero. Ieri è partito in modo sbagliato. La gente si

aspettava da lui novità importanti e concrete per la disastrata

sanità calabrese. Non ci sono state. C'é stata invece la

solita lotta, tra i partiti e il Governatore, per accaparrarsi

una poltrona. La vera sfida per rivoluzionare la sanità,

partendo dalla nomina dell'assessore esterno e dall'abolizione

del ticket, non è stata posta in essere. Diritti Civili

continuerà la sua battaglia fino a quando il Governatore

Scopelliti non abolirà il ticket sanitario e non nominerà un

assessore alla salute, competente, che gestirà la sanità

nell'interesse esclusivo dei cittadini". (ANSA).

 

 

 

 

REGIONE:CORBELLI A SCOPELLITI,SANITA' A ESPERTO E VIA TICKET

 

 

           

            (ANSA) - CATANZARO, 16 APR - "Il presidente Scopelliti può

dare un primo importante segnale ai calabresi già a partire

dalla presentazione della nuova Giunta. Può farlo con due atti

concreti , due sfide per un cambiamento radicale: la nomina di

un non politico, un esperto esterno, all'Assessore alla Salute e

l'annuncio della cancellazione del ticket sanitario, che

penalizza i cittadini più poveri". E' quanto afferma, in una

nota, il leader del movimento Diritti civili, Franco Corbelli.

   "Sono queste le vere novità - prosegue Corbelli - che

possono rappresentare una svolta radicale rispetto al passato.

Dipende dal Governatore porle subito in essere. Diritti Civili

gli chiede un atto di coraggio. Rinunciare al manuale Cencelli

(e alle indicazioni di Berlusconi?) per la spartizione degli

assessorati e cogliere invece questa prima grande occasione di

cambiamento, una vera sfida di rinnovamento con due iniziative

attese e apprezzate dall'opinione pubblica. Presentando la sua

squadra annunci l'immediata abrogazione del ticket".

   "Vedremo e verificheremo domani (se ci sarà, come

annunciato, la presentazione della nuova Giunta) - sostiene

ancora Corbelli - se con Scopelliti inizia una nuova stagione di

riforme e cambiamento, nell'interesse esclusivo dei cittadini, o

si continua come nel passato, con (falsi) proclami e la solita

lottizzazione politica, anche per un assessorato, importante e

delicato, come quello alla Salute". (ANSA).

 

       

 

 

CALABRIA:CORBELLI,NUOVO ASSESSORE SANITA' NON SIA UN POLITICO

 

            

            (ANSA) - CATANZARO, 13 APR - Il leader del Movimento Diritti

Civili, Franco Corbelli, in una nota ha rivolto un appello al

Presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, per "tenere

fuori la politica dalla sanità".

   "Scopelliti - aggiunge - faccia un primo atto concreto e

immediato di discontinuità e rinnovamento nella scelta del

nuovo assessore alla Salute, che non dovrà essere un politico

di professione (consigliere regionale o lo stesso Governatore),

ma un esperto, un operatore capace, di grande esperienza, del

mondo della sanità, da scegliere in una rosa di tre nomi

forniti dai presidenti degli Ordini dei medici delle cinque

Province calabresi".

   "Il Movimento Diritti Civili, così come fa - prosegue

Corbelli - da oramai 15 anni, continuerà anche nei confronti

della Giunta Scopelliti la sua azione di pungolo e stimolo,

proseguirà con le sue iniziative di denuncia dei problemi

irrisolti di questa terra, continuerà a battersi per il

rispetto dei dritti di tutti, in particolare delle persone più

povere, deboli ed emarginati. Nulla contro Scopelliti, la nostra

azione sarà, come sempre, propositiva. Senza sconti per

nessuno, ma nell'interesse esclusivo dei diritti dei cittadini.

La nostra prima iniziativa, nei confronti del nuovo presidente

della Regione, parte dal mondo della sanità. Chiediamo a

Scopelliti un atto concreto, dopo le facili promesse elettorali

e le accuse (spesso ingiuste) al Governatore Loiero. Non tenga

per se, non nomini Assessore alla Salute un politico di

professione".

   "Impedisca che sulla salute delle persone - aggiunge - si

costruiscano clientele e fortune elettorali. Eviti di assegnare

questo delicato e importante assessorato alla salute con il

manuale Cencelli della lottizzazione politica. Affidi invece la

responsabilità di questo assessorato ad un professionista non

politico, esperto e competente in materia sanitaria, indicato,

con una rosa di tre nomi, dai presidenti degli Ordini dei medici

delle cinque province calabresi. Se vuole dare un segnale forte,

trovi il coraggio di fare questa scelta di rottura, di

discontinuità e cambiamento reale, nell'interesse esclusivo dei

diritti dei cittadini  e in particolare delle fasce più

indigenti e deboli. Se non lo farà partirà con il piede

sbagliato, si giocherà una buona fetta di credibilità,

metterà una prima pesante ipoteca negativa sulla sua

Amministrazione, tradendo subito, in questo modo, le attese e la

fiducia dei cittadini che lo hanno votato".(ANSA).

 

 

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili.

 

Abolizione listino in Calabria. Corbelli: “Vinta una storica battaglia dopo10 anni di lotte, proteste e denunce di Diritti Civili”!

 

Cosenza

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, da molti anni impegnato “a  denunciare la vergogna del listino bloccato(dei nominati e raccomandati), dopo l’approvazione da parte della conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale dell’abolizione di questa norma-scandalo della legge elettorale regionale, parla di “una storica vittoria, una grande conquista civile, che ripristina la democrazia e il diritto, sancito dalla Costituzione, dei cittadini di poter scegliere i propri rappresentanti nella Assemblea regionale”. “Dopo dieci anni di lotte, di proteste, di denunce, finalmente sta per essere abolito il listino-vergogna. Diritti Civili iniziò, in perfetta solitudine, dieci anni fa, nel 2000, presentandosi da solo, alle Elezioni regionali calabresi, con una propria lista e un suo candidato alla Presidenza della Regione (lo stesso Corbelli), a denunciare la vergogna del listino bloccato, dei nominati e raccomandati, imposti dalle segreterie dei partiti ed eletti senza alcun consenso elettorale. Dopo che per anni – si legge nella nota di Diritti Civili -  abbiamo gridato, purtroppo inascoltati, contro il listino-vergogna, oggi grazie anche alla importante iniziativa del presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, che ha promosso il Movimento “Aboliamo il listino”, che Diritti Civili sta sostenendo, sta per essere raggiunto questo importante, storico risultato, cancellato questo assurdo e inaccettabile privilegio, riconosciuto e ripristinato il dritto costituzionale dei cittadini elettori di poter scegliere liberamente e democraticamente i propri rappresentanti in seno al Consiglio regionale calabrese. Non bisogna comunque abbassare la guardia sino a quando l’Assemblea di Palazzo Campanella non approverà definitivamente l’abolizione di questa norma odiosa, antidemocratica e incostituzionale. Per questo Diritti Civili si è subito attivato, organizzando sit-in di protesta (minacciando finanche l’occupazione non stop della sede del Consiglio regionale  a Reggio Calabria) e allestendo gazebo per la raccolta di firme”.

 

30 gennaio 2010

 

 

 

 

 

CALABRIA. REGIONALI: CORBELLI, INQUIETANTE SILENZIO SU LISTINO

 

            

            (ANSA) - CATANZARO, 21 GEN - Il leader del Movimento Diritti

Civili, Franco Corbelli, in una nota, parla di "silenzio

inquietante calato sulla preannunciata cancellazione del listino

(bloccato) nella nuova legge elettorale regionale".

   Corbelli teme "un inciucio tra centrodestra e centrosinistra

per mantenere in vita il listino-vergogna, per realizzare

operazioni di trasformismo, accordi trasversali e garantire

così l'elezione all'Assemblea di Palazzo Campanella a

personaggi-nominati privi di alcun consenso elettorale".

   Il leader di Diritti civili si chiede "perché tutta

l'attenzione è concentrata solo sulle scelte dell'Udc per la

candidatura alla Presidenza della Regione e nessuno parla più

dell'abolizione del listino? Per mesi tutti i partiti hanno

espresso la volontà di cancellare il listino. Da un po' di

tempo un inspiegabile e sospetto silenzio è calato sulla

cancellazione di questa norma-porcata (per usare le parole del

Ministro Calderoli) della legge regionale. Il listino sarà

cancellato nella nuova legge elettorale? O i partiti hanno

sottoscritto tacitamente un accordo ignobile per mantenere

questo assurdo e vergognoso privilegio, come merce di scambio

per accordi elettorali e candidature alla Presidenza?".

   Corbelli ricorda come "sia rimasto solo il presidente della

Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, a portare coerentemente

avanti questa battaglia per l'abolizione del listino-vergogna",

e sottolinea "l'impegno del presidente della Regione, Agazio

Loiero, ribadito pubblicamente, venerdì scorso al Rendano di

Cosenza, in occasione della convention del Pd, di cancellare

questa norma scandalo. Mi auguro che anche gli altri due

candidati alla Presidenza della Regione, Giuseppe Scopelliti e

Pippo Callipo, quello in pectore dell'Udc, Roberto Occhiuto, e i

diversi partiti si pronuncino in modo netto su questo tema, non

irrilevante per evitare il baratto elettorale. I cittadini

elettori calabresi hanno il diritto di scegliere liberamente e

democraticamente i propri rappresentanti in Consiglio regionale

e non invece ritrovarsi dei nominati imposti dalle segreterie

dei partiti". (ANSA).

 

 

 

VINTA IMPORTANTE BATTAGLIA

 

REGIONALI: CORBELLI, SU PRIMARIE CANCELLATA VERGOGNA

 

         

            (ANSA) - COSENZA, gennaio - Il leader del Movimento Diritti

Civili, Franco Corbelli, "tra i primi a opporsi alle elezioni

primarie", esprime, in una nota, "grande soddisfazione" e

parla di "battaglia vinta e di vergogna cancellata".

   "Le elezioni primarie - afferma Corbelli - sono state

scongiurate. Resta solo la figuraccia e la brutta pagina scritta

dai partiti promotori e sostenitori di questa legge-scandalo. Il

Pd si faccia le elezioni primarie a proprie spese. Si faccia

pure del male, visto che ha già un suo candidato naturale che

é il Governatore uscente, Agazio Loerio, che è giusto e

doveroso venga giudicato per l'operato della sua Giunta dagli

elettori calabresi il prossimo 28 e 29 marzo".

   "Chiediamo adesso - conclude Corbelli - che la consistente

somma prevista per le primarie (oltre cinque miliardi e mezzo di

vecchie lire) venga devoluta in beneficenza a famiglie povere

calabresi". (ANSA).

 

A seguire tutti gli interventi e le denunce di Diritti Civili sulla vicenda “scandalo Primarie”

 

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Esposto Diritti Civili a Corte Conti per “denunciare ed evitare scandalo Elezioni Primarie in Calabria, enorme spreco denaro pubblico: oltre 5 miliardi e mezzo di vecchie lire”. 

 

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, preannuncia la presentazione di un “esposto preventivo” (a cui, in caso di approvazione della legge, seguirà una denuncia dettagliata con il nome di tutti i consiglieri regionali che voteranno a favore) alla Corte dei Conti di Catanzaro per “denunciare ed evitare quello che definisce il “grande scandalo delle Elezioni Primarie, per la scelta del candidato alla Presidenza della Regione Calabria, che ha fatto registrare l’adesione di due soli partiti (il Pd e i Socialisti Uniti), un inaccettabile spreco di denaro pubblico: oltre cinque miliardi e mezzo delle vecchie lire”! Corbelli chiede che le elezioni primarie “vengano scongiurate, annullate e auspica a questo proposito che domani il Consiglio regionale calabrese abbia un sussulto di dignità e responsabilità e cancelli e non approvi la vergogna delle primarie, altrimenti - afferma - sarà la Corte dei Conti a giudicare l’operato irresponsabile e illegittimo dei consiglieri regionali che saranno da noi tutti (quelli che voteranno a favore) denunciati alla magistratura contabile”. Il leader di Diritti Civili esprime soddisfazione per “la presa di posizione, importante anche se tardiva, di alcuni  partiti ed esponenti politici che si sono dichiarati contrari alle elezioni primarie a spese della Regione e hanno formulato la richiesta, avanzata nei giorni scorsi dallo stesso Corbelli, di devolvere la consistente somma prevista in iniziative di beneficenza e per il sociale”. “Le primarie devono essere assolutamente evitate e cancellate. Lo chiedo in particolare al Pd, principale responsabile di questo scandalo. Non voti questa legge-porcata. Ma ricandidi, come è giusto e doveroso, il Governatore uscente, Agazio Loiero. Non si può consentire uno scandalo del genere, una offesa e uno schiaffo per tutti i calabresi, per tanta povera gente che vive in condizioni di indigenza assoluta, per tutti quelli che fanno ogni giorno grandi sacrifici. E’ inaudito, inconcepibile e inaccettabile sprecare oltre due milioni e settecento mila euro (cinque miliardi e mezzo delle vecchie lire) per delle elezioni primarie che si sono rivelate un clamoroso flop visto che hanno fatto registrare la adesione di due soli partiti. Se i consiglieri regionali saranno così irresponsabili da approvare domani questa legge-vergogna saranno tutti denunciati alla Corte dei Conti. La magistratura contabile dovrà, nel caso, perseguire i responsabili di un simile spreco di denaro pubblico. 

 

29 dicembre 2009

 

 

 

 

 

Diritti Civili: “Le Primarie in Calabria sono uno spreco di danaro pubblico. Le consultazioni del Pd sono “inutili,vanno annullate e la somma prevista devoluta in beneficenza”

 

Catanzaro (28 Dicembre 2009)

“Le elezioni primarie alle quali hanno aderito due soli partiti (il Pd e i Socialisti Uniti), sono una trappola per far fuori Agazio Loiero e sono un inaccettabile spreco di denaro pubblico. Chiedo che vengano annullate e che la somma prevista venga devoluta in beneficenza a famiglie calabresi indigenti». Lo afferma in una nota il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli. «Dopo la forte denuncia di Loiero - aggiunge - il centrosinistra non consenta, con eventuali accordi trasversali, che sia il centrodestra a scegliere, attraverso il voto alle stesse primarie del Pd, il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione. Le Primarie, in Calabria, non hanno fatto registrare quella larga partecipazione dei partiti che ci si aspettava. Sono per questo diventate del tutto inutili e assolutamente ingiustificabili alla luce anche dell'enorme costo previsto per lo svolgimento. C'è il rischio reale e concreto che potrebbero essere utilizzate (dal centrodestra) per condizionare, influenzare e determinare la scelta del candidato del Pd alla presidenza della Regione. A che serve allora farle? Alla luce anche del fatto, oggettivo e importante, che della moltitudine dei partiti che parteciperanno alle Elezioni Regionali del marzo 2010 hanno scelto di ricorrere alle primarie, due soli partiti». «Uno di questi addirittura, i Socialisti Uniti, alleato - prosegue Corbelli - con il centrodestra che ha già da tempo ha ufficializzato la candidatura a Governatore di Giuseppe Scopelliti. L'altro, il Pd, ha in campo quattro candidati tutti della stessa corrente e tutti componenti della stessa maggioranza che governa la Regione, con incarichi anche di rilevo. Per questi motivi le Primarie sono assolutamente inutili e inopportune. La ricandidatura di Loiero deve essere un fatto scontato e doveroso, essendo il Governatore calabrese al primo mandato ed essendo tutti gli altri suoi colleghi presidenti di Regione uscenti ricandidati, senza ricorrere alle Primarie. È giusto che siano i calabresi a giudicare il prossimo marzo l'operato di Loiero e della sua Giunta»

 

 

SANITA':COSENZA; CORBELLI, LOIERO TUTELI DIPENDENTI DUSSMANN

 

 

           

            (ANSA) - COSENZA, 28 DIC - Il leader del Movimento Diritti

Civili, Franco Corbelli, in una nota, rivolge "un appello al

presidente della Regione e responsabile della sanità calabrese,

Agazio Loiero - è detto in una nota - a favore dei lavoratori

della Dussmann, che operano, da diversi anni, nell'appalto di

pulizia ed inservierato presso l'ospedale Annunziata, che domani

mattina, martedì, manifesteranno a Cosenza davanti alla

direzione dell'Azienda Ospedaliera cosentina".

   "Questi lavoratori, qualificati grazie anche ad un corso

finanziato dalla Regione, che rischiano adesso di perdere il

posto di lavoro perché l'azienda vuole appaltare i servizi di

pulizia - prosegue il comunicato - hanno chiesto l'intervento

del leader di Diritti Civili".

   Corbelli chiede a Loiero "di tutelare i diritti di questi

lavoratori e di evitare che, appaltando i lavori di pulizia, si

sprechino queste risorse, si consumi un'ingiustizia e si

realizzi un nuovo spreco di denaro pubblico. L'Azienda

ospedaliera si appresta, per la grave carenza di personale con

qualifica di operatore socio sanitario, ad effettuare assunzioni

di operatori in possesso di questo titolo. E' opportuno, utile e

doveroso che per il reclutamento di questo personale, per una

migliore organizzazione del lavoro, si proceda con la

reinternalizzazione dei servizi allo stato gestiti dalla

Dussmann. Si tratta infatti, come mi hanno spiegato alcuni di

questi lavoratori che ho incontrato, di personale attualmente

dipendente dell'Azienda Ospedaliera, che è stato riqualificato

con un corso della Regione, il cui obiettivo non poteva che

essere, la valorizzazione e l'esperienza acquisita da questi

lavoratori in anni di lavoro. Diversamente non si capirebbe

perché la Regione abbia investito tante risorse senza acquisire

questo personale negli organici delle Aziende Sanitarie ed

Ospedaliere". (ANSA).

 

 

 

Diritti Civili denuncia: “Negli ospedali calabresi si paga il ticket(42 euro) anche soltanto per misurare la febbre ai bambini”! Appello al presidente Loiero: “Cancelli questa ingiustizia”!

 

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute, approvata, all’unanimità dal Consiglio regionale della Calabria, il 30 giugno 2008, denuncia quello che definisce “il ticket (sanitario) dell’ingiustizia”, che “addirittura, afferma, negli ospedali calabresi viene fatto pagare anche semplicemente per misurare la febbre ai bambini che vengono ricoverati, soprattutto in questo periodo, per la paura della pandemia e dell’influenza di stagione”. Corbelli rivolge un appello al Presidente della Regione e responsabile della sanità calabrese, Agazio Loiero, perché “elimini questa ingiustizia” e rende noto a questo proposito la lettera-denuncia di “un genitore che racconta l’incredibile vicenda capitatagli, quando portati, in due diverse occasioni, i suoi due bambini in ospedale per un controllo gli hanno presentato il conto ticket di 20,26 euro, la prima volta e di 42 euro, la seconda, solo per aver misurato la pressione corporea”. Scrive questo genitore a Corbelli. “Mi chiamo Francesco, scrivo dalla provincia di Catanzaro. Ho due bambini, uno di 18 mesi ed uno di 3 mesi. come tutti i bambini spesso si ammalano. Mi è capitato, almeno due volte prima del caso che voglio sottoporvi, di dover andare di notte al pronto soccorso perchè il bimbo più grande non stava bene, ed in una occasione in particolare aveva difficoltà a respirare. Pur non essendo codice bianco, vista la normativa vigente in Calabria, ho dovuto pagare il ticket di euro 20,66. Fino all'ultimo episodio, quando, dovutomi portare in pronto soccorso perchè il bambino aveva avuto un brusco aumento della temperatura corporea e si era completamente irrigidito, entrato con codice giallo, alla fine mi hanno presentato un conto di circa 42 euro. Gli hanno misurato solo la temperatura. Allora quello che le chiedo, dott. Corbelli, è: avendo due bambini piccoli, se di notte ho urgenza di farli visitare cosa devo fare? devo pagare ogni volta 42 euro?”. Corbelli si rivolge a Loiero e afferma: “Presidente è questa la sanità che non va, che penalizza i più poveri, le fasce più deboli. Le chiedo un atto di coraggio: elimini questo ticket ingiusto. Non è con questa tassa iniqua e odiosa che cancella la valanga di debiti della sanità calabrese (che lei ha ereditato) e risolve i problemi del piano di rientro. Sono altri gli sprechi da eliminare. Se ne freghi delle minacce di commissariamento del Ministro Sacconi. Compia questo atto di equità e giustizia sociale, l’eliminazione del ticket, che sono certo tutti i calabresi apprezzeranno”! 

 

12 dicembre 2009

 

 

 

 

BANKITALIA:CORBELLI, CHIUSURA SEDE COSENZA E'SCIPPO A CITTA'

 

         

            (ANSA) - COSENZA, 29 NOV - Il leader del Movimento Diritti

Civili, Franco Corbelli, in una nota, definisce "la chiusura,

definitiva a partire da ieri, dopo 115 anni, della sede della

Banca d'Italia di Cosenza, un'immensa perdita ed un colpo

durissimo, non solo d'immagine ed economico, per la città

bruzia e l'intera provincia cosentina".

   Secondo Corbelli, "la chiusura della Banca d'Italia di Corso

Umberto è una sconfitta politica di una intera classe dirigente

locale assolutamente incapace di difendere uno dei pochissimi

presidi storici dello Stato nella città e nella provincia".

   Corbelli critica, in particolare, il sindaco di Cosenza,

Salvatore Perugini, che, dice, "ha assistito passivamente e immobile

alla soppressione della sede bruzia della Banca d'Italia,

anziché fare le barricate per evitare questa autentica

disfatta. La chiusura dopo 115 anni della Banca d'Italia di

Cosenza è solo l'ennesimo schiaffo, l'ultima umiliazione ad una

città e ad una intera provincia. Purtroppo le istituzioni

locali e la deputazione parlamentare cosentina non hanno saputo

evitare questa Caporetto. Non hanno promosso

alcuna iniziativa concreta, nessuna protesta clamorosa per

scongiurare questo evento nefasto. Paghiamo ancora una volta,

come città e come provincia, il limite oggettivo di una classe

dirigente e amministrativa che ha un peso politico assolutamente

inesistente, che non è minimamente considerata al di là del

Pollino, anzi viene continuamente umiliata e sbeffeggiata nelle

stanze del potere romano. Questa è purtroppo l'amara verità,

la drammatica realtà, come insegna in modo eloquente la vicenda

della sede della Banca d'Italia. In una provincia con mille

problemi, con un'economia in ginocchio, con imprenditori che

tentano coraggiosamente di resistere e cercano di continuare a

fare impresa in questa nostra terra, con aziende che hanno

difficoltà di accesso al credito, per colpa di banche usuraie,

con la colonizzazione del sistema bancario calabrese da parte

dei grandi gruppi finanziari-bancari-industriali del nord, vere

sanguisughe, abbiamo perso adesso anche l'ultimo baluardo

statale del sistema bancario-creditizio".

   "Ancora una volta - conclude Corbelli - siamo stati vittime

di uno scippo per l'assoluta incapacità dei nostri

amministratori locali e dei nostri parlamentari, gli stessi che

ci governano da decenni e che troveremo, tra pochi mesi, molti

di loro, di nuovo candidati alle elezioni regionali". (ANSA).

 

 

 

 

 

 

 

Notizia Ansa e comunicato integrale Diritti Civili su emergenza sicurezza scuole in Calabria

 

 

SCUOLA: CORBELLI, PREOCCUPANO DATI SU AGIBILITA' ISTITUTI

           

            (ANSA) - COSENZA, 27 NOV - Il leader del Movimento Diritti

Civili, Franco Corbelli, in una nota, si è detto "fortemente

preoccupato" per i dati forniti ieri dal direttore dell'Ufficio

scolastico regionale, Francesco Mercurio, che "denunciano la

estrema pericolosità del 78% degli edifici scolastici regionali

non sottoposti a collaudo statico e privi del certificato di

agibilità".

   Corbelli, inoltre, ha fornito "nuovi preoccupanti cifre sui

comuni calabresi inadempienti che sono oltre 370", e ha

ricordato a questo proposito anche "l'indagine, dei mesi

scorsi, dell'Istat  e del Sole 24Ore, che aveva anticipato

questi risultati catastrofici sulla sicurezza degli istituti

calabresi".

   "Siamo di fronte - ha sostenuto Corbelli - all'assoluta

mancanza di prevenzione in una regione, a più alto rischio

sismico del Paese, che in caso di forte terremoto rischierebbe

una vera e propria catastrofe. In Calabria, pur di fronte a

questo quadro drammatico e nonostante l'accordo sottoscritto,

nei mesi scorsi, tra lo Stato e le Regioni, non sono ancora

iniziati i controlli negli edifici scolastici più pericolosi,

per la mancata nomina, da parte dei comuni, delle commissioni

tecniche. E' un fatto grave e assolutamente ingiustificato che

in Calabria, nella regione più sismica del Paese, su 409

comuni, dove sono state individuate le scuole ritenute più

pericolose e che devono per questo essere subito controllate,

solo 39 Amministrazioni comunali hanno provveduto a nominare i

componenti delle squadre tecniche". (ANSA).

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Sicurezza scuole. La lunga battaglia e la nuova denuncia di Diritti Civili: “In Calabria (regione più sismica d’Italia) 370 comuni inadempienti. Nonostante accordo Stato-Regione non hanno ancora iniziato controlli in migliaia istituti a rischio. Non nominate commissioni tecniche per effettuare verifiche” . 

 

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo i risultati di una indagine resi noti ieri dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Francesco Mercurio, che “denunciano la estrema pericolosità del 78% degli edifici scolastici regionali (non sottoposti a collaudo statico  e privi del certificato di agibilità), si dice “fortemente preoccupato per questa drammatica situazione”,  rende noti nuovi “dati allarmanti e inquietanti che confermano la eccezionale gravità del problema, smentiscono di fatto (rendendoli assolutamente irrilevanti) i numeri forniti dall’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Luigi Incarnato”, e chiede che tutte le scuole a rischio “se necessario vengano anche immediatamente e temporaneamente chiuse in attesa di effettuare i necessari interventi di messa in sicurezza per evitare qualche tragedia nella regione, che non va mai dimenticato, è la più sismica d’Italia”. Corbelli, che da anni porta avanti questa battaglia per la sicurezza delle scuole, fornisce “nuovi preoccupanti cifre sui comuni calabresi inadempienti (sono oltre 370)”, ricorda a questo proposito anche “la indagine, dei mesi scorsi, dell’ Istat  e del Sole 24Ore, che aveva anticipato questi risultati catastrofici sulla sicurezza degli istituti calabresi” e denuncia “i mancati interventi da parte delle Amministrazioni comunali e delle Province calabresi nonostante i ripetuti allarmi lanciati. Siamo di fronte all’assoluta mancanza di prevenzione in una regione, a più alto rischio sismico del Paese, che in caso di forte terremoto rischierebbe una vera e propria catastrofe”. Il leader di Diritti Civili denuncia come “in Calabria, pur di fronte a questo quadro drammatico e nonostante l’accordo sottoscritto, nei mesi scorsi, tra lo Stato e le Regioni, non siano ancora iniziati i controlli negli edifici scolastici più pericolosi, per la mancata nomina, da parte dei comuni, delle commissioni tecniche. E’ un fatto grave e assolutamente ingiustificato che in Calabria, nella regione più sismica del Paese, su 409 comuni, dove sono state individuate le scuole ritenute più pericolose e che devono per questo essere subito controllate, solo 39 Amministrazioni comunali hanno provveduto a nominare i componenti delle squadre tecniche. Irresponsabilmente centinaia di comuni calabresi (sono oltre 370) continuano a sottovalutare il forte rischio sismico che corre la nostra regione, non provvedendo a nominare la commissione tecnica per procedere immediatamente alla verifica degli edifici scolastici. Questa è la realtà odierna. Migliaia di istituti sono a rischio crollo. I dati dell’assessore Incarnato sui primi interventi programmati sono irrilevanti, anzi confermano di fatto la denuncia di Diritti Civili e, ieri, del direttore Mercurio. Sono anni che Diritti Civili si batte per la sicurezza nelle scuole, per un’azione di prevenzione per verificare le condizioni di stabilità delle strutture che ospitano le classi. La sicurezza delle strutture scolastiche è una priorità assoluta. Occorre responsabilmente fare subito le verifiche nelle scuole a rischio e adottare interventi urgenti e misure di prevenzione efficaci, prima che sia troppo tardi”.

 

 27 novembre 2009

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Calabria. Corbelli: “Abolire Listino elettorale-vergogna”! Invito ai tre candidati presidenti Loiero, Scopelliti e Callipo

 

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, denuncia “il silenzio di tutti i partiti politici presenti in Consiglio regionale sulla preannunciata cancellazione del Listino (bloccato)nella nuova legge elettorale regionale”. Corbelli teme “un inciucio tra centrodestra e centrosinistra per mantenere in vita il Listino-vergogna, per realizzare operazioni di trasformismo, accordi trasversali e garantire così l’elezione all’Assemblea di Palazzo Campanella a personaggi-nominati privi di alcun consenso elettorale”. Il leader di Diritti Civili si chiede “perché nessuno parla più dell’abolizione del Listino? Per mesi hanno tutti espresso la volontà di cancellare il Listino. Da un po’ di tempo un inspiegabile e sospetto silenzio è calato sulla cancellazione di questa norma-porcata (per usare le parole del Ministro Calderoli) della legge regionale. Il Listino è stato già o sarà cancellato nella nuova legge elettorale? O i partiti hanno sottoscritto tacitamente un accordo ignobile per mantenere questo assurdo e vergognoso privilegio, come merce di scambio per accordi elettorali e candidature alla Presidenza? Diritti Civili rivolge una richiesta ufficiale ai tre candidati presidenti, Agazio Loiero, Giuseppe Scopelliti e Pippo Callipo di pronunciarsi su questo tema, non irrilevante per evitare il baratto elettorale. I cittadini elettori calabresi hanno il diritto di sapere oggi, ancor prima del varo della nuova legge elettorale, chi dei candidati alla Presidenza della Regione Calabria, è favorevole alla cancellazione del listino-vergogna e chi no”.

 

23 novembre 2009

 

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili su”caso Venditti”: “Con brutale provocazione ha riaperto caso Calabria. Aiuti adesso la nostra regione e venga a Cetraro”.

 

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, interviene sul caso Venditti. Dà atto al cantautore romano di “aver squarciato il velo dell’ipocrisia e detto quello che, fuori dai confini regionali, tutti pensano, a Roma, nei Palazzi che contano, della Calabria”. “Venditti, le cui affermazioni sulla nostra regione naturalmente non condivido, ha un merito indiscutibile: ha detto, senza ipocrisia, della Calabria quello che tutti nei Palazzi romani pensano, ma non dicono. Almeno verbalmente, ma lo confermano con i fatti, o meglio con i silenzi, la discriminazione e criminalizzazione di questa regione. Perché prendersela allora solo con lui  e non invece con chi, in Calabria, ha ridotto la regione in questo stato comatoso, l’ha letteralmente affossata e ridotta a discarica dei veleni di mezza Europa? Venditti, al di la della sua parziale rettifica (smentita dalla registrazione diffusa su Internet), ha fatto (ri)aprire gli occhi sulla Calabria, su questa terra dimenticata, abbandonata, umiliata. Andrebbe per questo ringraziato per aver, con la sua brutale provocazione, riportato il caso Calabria all’attenzione nazionale. Quello che non riescono a fare tutti i nominati parlamentrari-fantasma calabresi e i massimi rappresentanti delle Istituzioni ed Enti della regione, lo ha invece fatto il cantautore romano: denunciare e riaprire il caso Calabria. Al cantautore chiedo non le scuse per quello che ha detto ma un gesto simbolico forte, significativo che aiuti la Calabria (che ha detto di amare), in un momento particolarmente grave e drammatico: venga a Cetraro, la città oramai tristemente nota in Italia e nel mondo come quella della nave dei veleni, tenga un concerto davanti al porto della cittadina tirrenica per chiedere che sia fatta finalmente luce e giustizia su quel relitto dei misteri in fondo al mare. Aiuti Cetraro, le centinaia di pescatori letteralmente distrutti da questa vicenda. Ci aiuti adesso a riaccendere i riflettori dei media nazionali e internazionali e a ottenere l’attenzione e l’intervento delle Istituzioni preposte sul caso Calabria, sulla nave dei veleni”.

 

7 ottobre 2009

 

 

SCUOLA:CORBELLI, CALABRIA SI MOBILITI CONTRO DECRETO GELMINI


CATANZARO
(ANSA) - CATANZARO,  SET. -
"Il decreto Gelmini è il più grande licenziamento pubblico di massa nella storia della Calabria con la perdita di cinquemila posti di lavoro". Lo afferma in una nota il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli. "E' - aggiunge - un vero e proprio massacro. Un colpo al cuore, durissimo alla già fragile economia di una regione povera come la Calabria. Il Governo per ridurre i costi della scuola ha cancellato la cattedra e il posto di lavoro a migliaia e migliaia di insegnanti in Italia (cinquemila in Calabria) e addirittura anche il docente di sostegno a molti bambini gravemente malati e portatori di gravi handicap. Sono questi gli effetti devastanti che ha prodotto il decreto del Ministro dell'Istruzione, Gelmini, varato lo scorso anno. Diritti Civili continua a ricevere segnalazioni di docenti licenziati, letteralmente disperati che minacciano proteste clamorose insieme alle loro famiglie, e di genitori indignati, che si sono visti i loro bambini disabili privati dell'insegnante di sostegno". "Se non sarà assegnato un docente di sostegno - prosegue Corbelli - ai loro bambini malati e diversamente abili molti genitori saranno costretti a non mandare più a scuola i loro figli. In Calabria la situazione è particolarmente grave e drammatica, per i 5000 precari licenziati e per gli alunni disabili. Sono molte centinaia i bambini e gli studenti diversamente abili rimasti senza insegnanti di sostegno. In molte classi sono aumentati gli alunni portatori di handicap (da 7-8 a 11-12 ) e dimezzati i docenti di sostegno (da 4 a 2). Si tratta di grandi ingiustizie che colpiscono delle persone già così duramente segnate da un destino crudele. La Calabria deve mobilitarsi, se necessario anche con una giornata di sciopero generale, per protestare contro questo attacco e questa vergogna". (ANSA).

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili. “Sette decessi per malasanità negli ultimi trenta giorni in Calabria e il Consiglio regionale continua, irresponsabilmente, a non eleggere il Garante della Salute, il cui bando è scaduto da dieci mesi”.

 

Reggio Calabria

Il coordinatore del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all’unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese, dopo “gli ultimi, gravissimi casi di malasanità (sette decessi negli ultimi trenta giorni su cui stanno indagando le diverse competenti Procure della Repubblica) parla di “vera e propria drammatica emergenza sanità in Calabria” e attacca il “Consiglio regionale che accusa di irresponsabilità e di violazione dello Statuto Regionale, per non avere a distanza di 10 mesi dalla scadenza del bando (15 ottobre 2008) proceduto alla elezione del Garante della Salute, importante figura (e struttura, operativa 24 ore al giorno) al servizio dei cittadini, che serve proprio non solo per denunciare ma per combattere e prevenire casi di malasanità, di disorganizzazione e per dare assistenza continuativa e concreta a tutti i cittadini-utenti, i pazienti e alle loro famiglie”. Corbelli spiega che “il Consiglio regionale aveva l’obbligo, previsto dallo Statuto, di procedere, entro e non oltre tre mesi dalla scadenza del bando, alla nomina del Garante. Non lo ha fatto. Continua invece a inserire questa ( e altre) nomina all’ultimo punto dell’ordine del giorno di ogni seduta e a rinviarla alla riunione successiva. Stanno violando lo stesso Statuto regionale. Non si rendono conto della gravità e drammaticità dell’emergenza sanità in Calabria. Dopo averla votata all’unanimità, questa legge, non hanno forse ben compreso l’importanza della figura e struttura del Garante della Salute. Per questo continuano a rinviare la elezione. Oggi è il momento di dire basta a questo comportamento irresponsabile. Chiediamo al presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova, e allo stesso Governatore Loiero di far rispettare la legge e di procedere personalmente con i suoi poteri sostitutivi, che lo Statuto gli assegna (trascorsi i tre mesi dalla scadenza del bando e non avendo il Consiglio proceduto alla nomina), alla immediata elezione del Garante della Salute della Calabria”.

 

12 settembre 2009

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili ha presentato esposto a Procura Milano e chiesto intervento per prevenire truffa Superenalotto. Tutta la verità su questo “Affare di Stato” e “caso inquietante”. Intervista di Corbelli al Tirreno di Livorno(28 agosto 2009)

 

 

Milano

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che da anni si batte per denunciare le “vincite sospette (e pilotate, dall’esterno, dagli hacker) al Superenalotto”, ha chiesto, con un esposto-denuncia, recapitato oggi, alla Procura di Milano (competente territorialmente in quanto città dove ha sede la Sisal) di intervenire per verificare la regolarità del concorso ed evitare che questa sera possa essere, da parte dei pirati informatici, violato il sistema informatico della Sisal e pilotata la maxi vincita in palio, 131,5 milioni di euro (oltre 260 miliardi di vecchie lire), la più alta in Europa e nella storia dei giochi in Italia. Corbelli ha chiesto al Procuratore della Repubblica di Milano di “inviare subito, prima della estrazione di questa sera dei numeri del Superenalotto, la polizia giudiziaria nella sede della Sisal e acquisire una copia del dischetto contenente tutte le giocate di ogni concorso al popolare gioco e di procedere quindi, in caso di uscita del 6, ad un controllo incrociato (con la seconda copia del dischetto) per verificare la regolarità della vincita e, nel caso, per scoprire e prevenire la eventuale, colossale truffa. Si tratta di un semplice controllo incrociato che vado (purtroppo senza successo) chiedendo da anni che permette di dimostrare in modo assolutamente certo la

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili. “Otto decessi per malasanità negli ultimi trenta giorni in Calabria e il Consiglio regionale continua, irresponsabilmente, a non eleggere il Garante della Salute, il cui bando è scaduto da dieci mesi”.

 

Reggio Calabria

Il coordinatore del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all’unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese, dopo “gli ultimi, gravissimi casi di malasanità (otto decessi negli ultimi trenta giorni su cui stanno indagando le diverse competenti Procure della Repubblica) parla di “vera e propria drammatica emergenza sanità in Calabria” e attacca il “Consiglio regionale che accusa di irresponsabilità e di violazione dello Statuto Regionale, per non avere a distanza di 10 mesi dalla scadenza del bando (15 ottobre 2008) proceduto alla elezione del Garante della Salute, importante figura (e struttura, operativa 24 ore al giorno) al servizio dei cittadini, che serve proprio non solo per denunciare ma per combattere e prevenire casi di malasanità, di disorganizzazione e per dare assistenza continuativa e concreta a tutti i cittadini-utenti, i pazienti e alle loro famiglie”. Corbelli spiega che “il Consiglio regionale aveva l’obbligo, previsto dallo Statuto, di procedere, entro e non oltre tre mesi dalla scadenza del bando, alla nomina del Garante. Non lo ha fatto. Continua invece a inserire questa ( e altre) nomina all’ultimo punto dell’ordine del giorno di ogni seduta e a rinviarla alla riunione successiva. Stanno violando lo stesso Statuto regionale. Non si rendono conto della gravità e drammaticità dell’emergenza sanità in Calabria. Dopo averla votata all’unanimità, questa legge, non hanno forse ben compreso l’importanza della figura e struttura del Garante della Salute. Per questo continuano a rinviare la elezione. Oggi è il momento di dire basta a questo comportamento irresponsabile. Chiediamo al presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova, e allo stesso Governatore Loiero di far rispettare la legge e di procedere personalmente con i suoi poteri sostitutivi, che lo Statuto gli assegna (trascorsi i tre mesi dalla scadenza del bando e non avendo il Consiglio proceduto alla nomina), alla immediata elezione del Garante della Salute della Calabria”.

 

31 agosto 2009

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili ha presentato esposto a Procura Milano e chiesto intervento per prevenire truffa Superenalotto. Tutta la verità su questo “Affare di Stato” e “caso inquietante”. Intervista di Corbelli al Tirreno di Livorno(28 agosto 2009)

 

 

Milano

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che da anni si batte per denunciare le “vincite sospette (e pilotate, dall’esterno, dagli hacker) al Superenalotto”, ha chiesto, con un esposto-denuncia, recapitato oggi, alla Procura di Milano (competente territorialmente in quanto città dove ha sede la Sisal) di intervenire per verificare la regolarità del concorso ed evitare che questa sera possa essere, da parte dei pirati informatici, violato il sistema informatico della Sisal e pilotata la maxi vincita in palio, 131,5 milioni di euro (oltre 260 miliardi di vecchie lire), la più alta in Europa e nella storia dei giochi in Italia. Corbelli ha chiesto al Procuratore della Repubblica di Milano di “inviare subito, prima della estrazione di questa sera dei numeri del Superenalotto, la polizia giudiziaria nella sede della Sisal e acquisire una copia del dischetto contenente tutte le giocate di ogni concorso al popolare gioco e di procedere quindi, in caso di uscita del 6, ad un controllo incrociato (con la seconda copia del dischetto) per verificare la regolarità della vincita e, nel caso, per scoprire e prevenire la eventuale, colossale truffa. Si tratta di un semplice controllo incrociato che vado (purtroppo senza successo) chiedendo da anni che permette di dimostrare in modo assolutamente certo la regolarità del gioco e per smascherare e scongiurare eventuali truffe poste in essere dagli hacker. Se il 6 dovesse risultare dal dischetto della Sisal dovrà per forza venir fuori anche nel successivo controllo incrociato dal dischetto della magistratura”. Corbelli parla di “battaglia civile, di verità, legalità e giustizia da portare sino in fondo per rispetto e nell’interesse degli scommettitori, della Sisal e dello Stato. Bisogna fare finalmente piena luce sul Superenalotto, su questa vicenda inquietante, sui tanti, troppi misteri e sui silenzi (mediatici e istituzionali) che lo circondano. Ricordo che il Superenalotto è un “Affare di Stato”,  che porta nelle casse dell’Erario migliaia di miliardi di vecchie lire, pari quasi al fabbisogno di una Finanziaria. Nessuno ricorda più le gravi denunce, di alcuni anni fa, di un ex Sottosegretario alle Finanze su alcune strane vincite a questo popolare gioco! I diversi Governi che si sono succeduti in questi anni e sino ad oggi non hanno fatto chiarezza su questo gioco e sui tanti lati oscuri. 60 milioni di vincite al Superenalotto mai incassati e da dieci anni non si conosce il volto e il nome di un solo vincitore del 6. Nonostante il Superenalotto, lo ricordo, sia il gioco più difficile al mondo (per fare 6 esiste una sola possibilità su 622 milioni di combinazioni possibili e per centrare il 5+1 c’è una sola possibilità su oltre 103 milioni di combinazioni) si è in tutti questi anni vinto con una regolarità e facilità a dir poco impressionanti e inquietanti! Lascia infatti perplessi, a parte la facilità, la regolarità delle vincite, così come è avvenuto in momenti critici nel passato, sempre dopo le denunce di Diritti Civili e il grande clamore mediatico. Per gli esperti matematici la sestina potrebbe non essere indovinata anche per anni, se non addirittura per sempre. Come è possibile allora che per dodici anni si è invece vinto regolarmente, nonostante il numero delle giocate fosse enormemente inferiore rispetto a quello attuale? Perché adesso da sei mesi e mezzo (dal 31 gennaio) non viene più centrata la sestina vincente? Perché si è cambiato, a gioco in corso, con un montepremi record, il criterio dell’estrazione dei numeri del Superenalotto (non più legata ai numeri del Lotto, come è sempre stato), fatta adesso in modo autonomo e non in diretta tv sulla Rai? Perché Diritti Civili è lasciato da solo in questa battaglia di verità, legalità e giustizia?”!  

 

Agosto 2009

 

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili


Malasanità. Diritti Civili al Presidente Loiero: “Nominare Assessore regionale Sanità ed eleggere Garante Salute Calabria

 


Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, approvata, all’unanimità dal Consiglio regionale calabrese il 30 giugno 2008, dopo la morte della bambina all’ospedale di Cetraro, interviene per chiedere “verità e giustizia su questo nuovo, gravissimo caso di malasanità”, per  “denunciare e stigmatizzare la mancata nomina , da parte dell’Assemblea regionale, del Garante della salute (a dieci mesi dalla scadenza del bando)” e per rivolgere un appello al presidente della Regione, Agazio Loiero, e invitarlo a “lasciare subito l’interim e a nominare un assessore regionale alla salute che si occupi a tempo pieno esclusivamente dei tanti drammatici problemi della sanità calabrese”. “Di fronte ad una tragedia immane come quella di Cetraro bisogna assolutamente evitare ogni strumentalizzazione politica. Occorre grande rispetto di fronte al dolore della famiglia. Non è giusto, né corretto anticipare sentenze o colpevolizzare qualcuno per questa drammatica vicenda che dovrà essere chiarita dalla magistratura. Non si può comunque tacere su quelle che ancora una volta sembrano emergere come precise responsabilità di una classe politica e dirigente che continua ad intervenire solo dopo le tragedie, che non riesce a prevenire, che continua irresponsabilmente a rinviare la nomina del Garante della Salute, importante struttura, operativa 24 ore al giorno al servizio dei cittadini utenti, che serve soprattutto in casi come questo della bambina. Non è possibile che una bimba di otto anni muore in attesa di una tac che non si riesce a fare. Un fatto gravissimo, inaccettabile, indegno di un Paese civile. Non serve adesso che la Regione promuova la solita inchiesta. E paradossale che sia l’Ente Regionale, ovvero il principale responsabile della sanità calabrese, ad aprire una indagine sulla morte di questa bambina. Per indagare(la Regione) su se stessa? Sulle proprie responsabilità? E’ invece opportuno e assolutamente urgente che la Regione abbia finalmente un assessore regionale alla salute che si occupi a tempo pieno dei drammatici problemi della sanità calabrese. Per questo Diritti Civili rivolge un appello al Governatore Loiero che invita a lasciare l’interim e a nominare subito un assessore regionale alla salute”.

 

11 agosto 2009

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Provincia di Cosenza. Le dieci domande di Corbelli al Presidente Oliverio e la sua risposta, pubblicata sul Quotidiano della Calabria

 

 

 

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ha rivolto, giovedì 6 agosto, attraverso Il Quotidiano della Calabria e l’Agi (l’Ansa era in sciopero), dieci domande al Presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, e chiesto una “doverosa risposta per rispetto della verità, delle Liste che lo hanno sostenuto e dei cittadini, elettori-ci, che lo hanno votato ed eletto”. Le dieci domande. 1). E’ vero che lei ci ha chiesto e pregato di fare la Lista Diritti Civili per sostenere la sua candidatura alla Presidenza della Provincia? 2). E’ vero che lei mi ha chiesto personalmente di non candidarmi, nel mio collegio di San Marco (chiedendomi di fatto di rinunciare in questo modo, come si evince dai risultati elettorali, ad una mia sicura elezione in Consiglio provinciale) in altri Partiti e Liste che me lo avevamo chiesto? 3). E’ vero che lei ha insistito perché presentassimo la Lista Diritti Civili nonostante i miei forti dubbi e perplessità per le molte Liste (37) già preannunciate e per il pochissimo tempo a nostra disposizione e la mancanza assoluta di candidati, oggetto questo ultimo aspetto di scontri verbali con i suoi più stretti collaboratori, a poche ore dalla presentazione della nostra Lista? 4). E’ vero che lei ha sottoscritto moralmente e pubblicamente anche davanti ai giornalisti un accordo preciso (per noi vale come “un patto d’onore”!) con Diritti Civili, per un grande progetto per il sociale (la sola ragione, questa, della nostra alleanza elettorale e del nostro sostegno alla sua candidatura alla Presidenza della Provincia), che prevedeva, in caso di sua vittoria, l’istituzione di un assessorato ai diritti civili, alla solidarietà a e alla giustizia sociale? 5). E’ vero che lei ha più volte detto a me in privato e in conferenze stampa che Diritti Civili avrebbe avuto un posto nella sua Giunta, a prescindere dal risultato elettorale della Lista Diritti Civili? 6). E’ vero che la Lista Diritti Civili è stata allestita negli ultimi due giorni (e nelle ultime ore) e che i quasi 30(trenta) candidati che lei e alcuni suoi amici ci avete dato sono a tutt’oggi (6 agosto), in alcuni casi, a me finanche personalmente sconosciuti e addirittura rimasti all’estero (per lavoro) e che non sono rientrati in Italia nemmeno per votarsi il giorno delle Elezioni? 7). E’ vero che proprio per questi motivi io ero assolutamente contrario a presentare la Lista Diritti Civili e che lei ha insistito, chiedendomi questo grande sacrificio, garantendo un ruolo istituzionale (per quanto riguarda il sociale) nella sua Giunta a Diritti Civili? 8). E’ vero che Diritti Civili si è impegnato in campagna elettorale, al primo turno e anche al ballottaggio (pur sapendo che, dopo il risultato del 6 e 7 giugno, non sarebbe mai entrato in Consiglio provinciale con un proprio rappresentante, anche in caso di una sua vittoria al secondo turno) con eccezionale impegno, grande generosità e altro? 9). E’ vero che non ci ha mai parlato e nemmeno minimamente accennato, prima, durante e dopo la campagna elettorale, la sua idea di assegnare l’assessorato alle politiche sociali  ad un soggetto diverso da Diritti Civili (che lei sabato scorso presentando la sua Giunta ha rivendicato, unico tra i dieci assessori, quello appunto alle politiche sociali e alla tutela della salute, come una sua scelta personale ) e che anzi nel corso del primo incontro istituzionale con la delegazione del nostro Movimento, dopo la sua vittoria, lei ci ha detto che avrebbe trattenuto per se la delega per le politiche sociali? 10). E’ vero che lei ha sempre detto che avrebbe coinvolto nella sua Giunta tutti i Partiti, i Movimenti e le Liste che lo avevano sostenuto e non avrebbe invece, come ha fatto, varato un monocolore del suo partito, il Pd, escludendo di fatto, dal Governo della Provincia, quasi tutti i suoi alleati e non dando rappresentanza a diversi importanti territori? Aspettiamo le sue doverose risposte a queste legittime domande, in nome di quella trasparenza, legalità, lealtà, rigore e moralità della politica che lei continuamente e giustamente richiama nei suoi interventi”.

Il Presidente della Provincia ha risposto (riconoscendo con onestà che “Corbelli ha detto il vero ed ha ragione”) alle nostre domande con una lettera al direttore del Quotidiano della Calabria, che l’ha pubblicata sabato 8 agosto. Il Quotidiano e l’Agenzia di stampa Italia, Redazione di Catanzaro, sono i due importanti, prestigiosi media calabresi (l’Ansa era in sciopero) che hanno dato ampio spazio a questa iniziativa di Diritti Civili e che per questo ringraziamo.

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9 agosto 2009

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Garante Salute Calabria. Corbelli denuncia mancata nomina a dieci mesi dalla scadenza del bando: “Diritti Civili lasciato da solo a combattere questa importante battaglia civile”. Appello al presidente Bova e al Consiglio regionale calabrese

 

 

Reggio Calabria

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, licenziata dal Consiglio provinciale di Cosenza il 17 gennaio 2008 e approvata, all’unanimità, il 30 giugno 2008, dal Consiglio regionale calabrese, denuncia “l’assoluto isolamento nel quale è lasciato dai politici (parlamentari), dai consiglieri e amministratori regionali, dai rappresentanti delle Istituzioni ai diversi livelli (anche da chi all’inizio ha votato questa proposta di legge), per questa importante battaglia civile a difesa della salute dei cittadini” e rivolge un appello al Presidente dell’Assemblea di Palazzo Campanella, Giuseppe Bova, e a tutti i capigruppo e consiglieri regionali, che invita “per senso di responsabilità e dovere istituzionale, a voler finalmente procedere, nella riunione di domani, giovedì, alla elezione del Garante, una figura e una struttura destinati a rivoluzionare e migliorare la sanità calabrese”. “Diritti Civili di fatto è stato lasciato da solo a combattere questa importante battaglia di civiltà e giustizia sociale. Chi ci governa in questa regione, ai diversi livelli, è impegnato solo a spartirsi assessorati, segreterie regionali (dei partiti), candidature alle prossime elezioni regionali e poltrone varie. Non gli interessa certo la salute dei cittadini, i gravi problemi della sanità calabrese”, afferma Corbelli che parla di “situazione drammatica in molti importanti ospedali della regione, per gravi carenze strutturali e di organico, di persone che muoiono, per negligenze, nei nosocomi della regione o in attesa che arrivi l’ambulanza, come è accaduto nei giorni scorsi nel Tirreno Cosentino, e della assoluta necessità e urgenza dell’istituzione di questa struttura del Garante della Salute per dare un riferimento e un aiuto concreto ai cittadini e agli stessi operatori sanitari”. “Il Garante è una struttura al servizio e per difendere i diritti dei cittadini in materia di assistenza sanitaria e per – continua Corbelli - tutelare e mettere gli operatori sanitari (medici, paramedici) in condizioni di operare al meglio e in sicurezza. Un modello innovativo, semplice e rivoluzionario per combattere e prevenire la malasanità, la disorganizzazione. Purtroppo scaduto già da quasi dieci mesi (dal 15 ottobre 2008) il bando, al quale hanno partecipato moltissimi aspiranti candidati, il Consiglio regionale continua a rinviare la elezione del Garante della Salute. Anche il Sole 24ore di recente ha severamente criticato il Consiglio regionale calabrese per la mancata elezione del Garante della Salute”.

 

5 agosto 2009

 

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Superenalotto. Corbelli: “Vicenda inquietante. Un Affare di Stato. Che fine ha fatto inchiesta  magistratura aperta undici anni fa, dopo denuncia Diritti Civili su maxi vincite sospette?”

 

 

Roma

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che con le sue denunce ha fatto aprire, nell’ottobre del 1998, l’inchiesta della Procura della Repubblica di Paola (Cosenza), sulle “vincite sospette (e pilotate, dall’esterno, dagli hacker) al Superenalotto”, rompe il silenzio e a distanza di molto tempo ritorna a parlare della sua “battaglia civile, di verità e giustizia” su quella che definisce “, una “vicenda inquietante”, denuncia “l’assordante silenzio mediatico e istituzionale su questo caso” e chiede di sapere “che fine ha fatto l’indagine aperta dall’ex procuratore capo paolano Luciano D’Emmanuele, dopo un esposto di Diritti Civili, undici anni fa, nel 1998?”. Corbelli domanda: “C’è stato l’intervento della magistratura e la blindatura del gioco, come da me ripetutamente chiesto in questi anni, anche durante un mio confronto tv (al Costanzo Show) con la Sisal? Perché nessuno parla più di questa indagine clamorosa, nonostante il montepremi (Jackpot) abbia raggiunto la cifra, la più alta al mondo in questo momento e record assoluto nella storia dei giochi in Italia, di quasi 116 milioni di euro (oltre 230 miliardi di vecchie lire) in palio questa sera? Perché nessuno si occupa più di questo “Affare di Stato”, il Superenalotto,  che porta nelle casse dell’Erario migliaia di miliardi di vecchie lire, pari quasi al fabbisogno di una Finanziaria?. Perché nessuno ricorda più le gravi denunce, di alcuni anni fa, di un ex Sottosegretario alle Finanze su alcune strane vincite a questo popolare gioco? Perché i diversi Governi che si sono succeduti in questi anni e sino ad oggi non hanno fatto chiarezza su questo gioco e sui tanti lati oscuri e misteri? Ritorno, a distanza di molto tempo, ad occuparmi del Superenalotto perché ritengo giusto e doveroso portare sino in fondo anche questa battaglia di verità, legalità e giustizia per rispetto e nell’interesse degli scommettitori, della Sisal e dello Stato. Ho fiducia nell’ex procuratore di Paola, D’Emmanuele, e in quello attuale, Giordano”. Corbelli, in questi anni anticipò clamorosamente, il giorno prima, ad alcuni giornali e alla stessa magistratura, addirittura le località e le città di alcune maxivincite. Il coordinatore di Diritti Civili ha spiegato e dimostrato, sin dal 1998, in diversi incontri con l’ex procuratore capo di Paola, D’Emmanuele e con gli inquirenti della Guardia di Finanza, il “meccanismo posto in essere dai pirati informatici per pilotare, dall’esterno, le grandi vincite al Superenalotto, all’insaputa e a danno della Sisal, oltre che dello Stato e degli stessi scommettitori”. “Nonostante il Superenalotto, lo ricordo, sia il gioco più difficile al mondo (per fare 6 esiste una sola possibilità su 622 milioni di combinazioni possibili e per centrare il 5+1 c’è una sola possibilità su oltre 103 milioni di combinazioni) si è in tutti questi anni vinto con una regolarità e facilità a dir poco impressionanti e inquietanti! Lascia infatti perplessi, a parte la facilità, la regolarità delle vincite, così come è avvenuto in momenti critici nel passato, sempre dopo le denunce di Diritti Civili e il grande clamore mediatico. Per gli esperti matematici la sestina potrebbe non essere indovinata anche per anni, se non addirittura per sempre (come riporta oggi un quotidiano romano). Come è possibile allora che per dodici anni si è invece vinto regolarmente, nonostante il numero delle giocate fosse enormemente inferiore rispetto a quello attuale? Perché adesso da oltre sei mesi (dal 31 gennaio) non viene più centrata la sestina vincente? Perché si è cambiato, a gioco in corso, con un montepremi record, il criterio dell’estrazione dei numeri del Superenalotto (non più legata ai numeri del Lotto, come è sempre stato), fatta adesso in modo autonomo e non in diretta tv? Perché la stampa italiana (che ospita a pagamento la pubblicità della Sisal sul Superenalotto) non pone queste legittime domande e non promuove uno straccio di inchiesta giornalistica?  Perché Diritti Civili è lasciato da solo in questa battaglia di verità, legalità e giustizia?”!  

 

4 agosto 2009

 

 

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Provincia Vicenza contro Presidi Sud. Corbelli: “Provincia Cosenza promuova iniziativa istituzionale contro grave e inaccettabile discriminazione sociale”

 

Cosenza

Il leader del Movimento Diritti Civili, ed ex consigliere provinciale, Franco Corbelli, dopo l’iniziativa del Consiglio e dell’Amministrazione Provinciale di Vicenza contro i Presidi del Sud (no ai dirigenti scolastici che vengono dal Meridione), chiede al presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, di “promuovere una immediata iniziativa istituzionale per denunciare la grave e inaccettabile discriminazione sociale posta in essere dall’Assemblea e dall’ Ente vicentino, difendere e sostenere invece le giuste, legittime ragioni e i diritti di tutti quei professori e presidi che si recano al Nord per esercitare la loro professione nel rispetto delle leggi e della stessa Costituzione italiana”. “Di fronte alla iniziativa discriminatoria, di inaudita gravità, del Consiglio e della Amministrazione provinciali di Vicenza che dicono no e chiudono le porte ai Presidi che vengono dal Sud è opportuno e doveroso che il Meridione faccia sentire la sua forte e civile protesta. Dalla Calabria, e in particolare dalla provincia di Cosenza, sono in molti gli operatori del mondo della scuola ad emigrare al Nord. Per questo chiedo (fossi stato rieletto consigliere avrei immediatamente presentato un ordine del giorno urgente con la richiesta di una seduta straordinaria e immediata del Consiglio provinciale di Cosenza) al Presidente della Provincia Mario Oliverio di farsi promotore di una forte, significativa iniziativa istituzionale a difesa dei diritti degli insegnanti e dirigenti scolastici calabresi e meridionali e per stigmatizzare severamente il tentativo razzista di discriminare i professionisti del Mezzogiorno che vanno al Nord ad esportare la loro cultura e la loro grande professionalità. Chiedo ad Oliverio di investire di questo problema l’intero Consiglio provinciale cosentino con una seduta ad hoc, con l’approvazione di un documento che condanni quello (discriminatorio contro i Presidi del Sud) approvato dai loro colleghi di Vicenza e chieda il rispetto dei diritti di tutti i cittadini italiani, siano essi di Vicenza o di Cosenza. E’ giusto che questa iniziativa istituzionale (che va ben al di là del mero valore simbolico), che va indirizzata al Presidente del Consiglio, Berlusconi, al Ministro della Istruzione, Gelmini, e al Parlamento nella sua interezza, la promuova proprio la Provincia di Cosenza, quella più grande e importante della Calabria, una Provincia da sempre in prima fila per la difesa dei diritti civili, dell’impegno solidale e della giustizia sociale“.

 

24 luglio 2009

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Malasanità. Diritti Civili denuncia fatto gravissimo: “Per sette giorni operazioni sospese ad Ortopedia dell’Ospedale Civile regionale di Cosenza per la mancanza dell’aria condizionata”!

 

 

Cosenza

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, ha denunciato  “un nuovo caso di cattiva gestione della sanità, un fatto di inaudita gravità, un episodio inverosimile, che mette a rischio la salute dei pazienti e crea grande difficoltà gli stessi operatori sanitari (medici e paramedici), che non sanno più cosa e come fare per affrontare questa drammatica emergenza sanitaria che potrebbe avere anche conseguenze tragiche:  per una settimana al reparto di Ortopedia dell’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza, non si sono potuti effettuare interventi chirurgici perché la mancanza dell’aria condizionata! Il problema dell’impianto di aerazione ha riguardato anche altri reparti dell’Ospedale Civile cosentino ma a Ortopedia la situazione è sta drammatica”. Corbelli parla di “sanità-vergogna, indegna di un grande Paese, una situazione da Terzo Mondo” , ha chiesto “l’immediato intervento delle autorità preposte e la risoluzione di questo gravissimo problema”. “Per una settimana all’ospedale Annunziata di Cosenza è accaduto qualcosa che ha, nella sua gravità e drammaticità, dell’inverosimile e del grottesco: ad Ortopedia non si potuto operare perché mancava l’aria condizionata. I familiari di alcuni pazienti che devono e aspettano di essere operati hanno portato a nostra conoscenza e chiesto  l’intervento di Diritti Civili. Era stato promesso che in attesa dell’aria condizionata sarebbero prestati provvisoriamente portati dei pinguini di una nota marca (De Longhi). Non si sono visti neppure questi e la sala operatoria di Ortopedia continuava a restare chiusa per la mancanza dell’aria condizionata. Un fatto gravissimo che ha messo a serio rischio la salute di tanti pazienti. Il primario del reparto e i suoi colleghi medici hanno continuamente segnalato la gravità della situazione alla direzione del nosocomio cittadino, ma senza purtroppo ottenere alcun risultato concreto. L’aria condizionata continuava a mancare e le operazioni sospese. Tra le proteste e la disperazione di tanti pazienti e dei loro familiari, che esasperati hanno chiesto aiuto a Diritti Civili, che continua in assenza dell’istituzione del Garante della Salute (per l’irresponsabilità del Consiglio regionale che continua a rinviare la nomina di questa figura, importante tra l’altro proprio per la risoluzione di problemi gravi e urgenti come quello di ad Ortopedia) a supplire alla mancanza di questa struttura. Possibile che si possa arrivare (nel silenzio e nell’indifferenza delle Istituzioni e dei vari Enti) ad una situazione simile, una autentica vergogna, uno scandalo che non ha eguali e precedenti? Un fatto indegno di una Nazione evoluta, che forse neppure si verifica in un ospedale da campo di guerra o in un paese del Terzo Mondo. E’ assolutamente urgente intervenire. Il nuovo direttore generale dell’Azienda ospedaliera cosentina, Pasquale Puzzonia, provveda a risolvere immediatamente questo problema assicurando il ripristino dell’aria condizionata e la riapertura della sala operatoria di Ortopedia”.

 

23 luglio 2009

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili denuncia demonizzazione Sa-Rc, attacco e campagna anti-Calabria, anche con spot pubblicitari radiofonici (di nota società trasporto marittimo) in onda su importanti media nazionali

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, denuncia quella che definisce “la ingiusta, vergognosa e devastante (per il turismo) campagna di demonizzazione della Calabria e nella fattispecie della Sa-Rc, addirittura anche attraverso spot pubblicitari radiofonici, di una nota società di trasporto marittimo (che opera anche nello Stretto di Messina!), in onda su importanti media nazionali (RadioRai) che invitano ad evitare la A3 (e la Calabria), a imbarcarsi a Salerno e a sbarcare direttamente a Messina”. Corbelli critica questa “ingannevole, dannosa, catastrofica pubblicità” e questa mattina per smentire, prove alla mano, questo messaggio anti-Sa-Rc, ha effettuato un sopralluogo in diversi tratti calabresi della A3 e ha “potuto verificare la normale percorribilità della stessa autostrada”. Corbelli addebita “lo spaventoso calo di presenze turistiche nella nostra regione anche a questa criminalizzazione della A3 e della Calabria” e si chiede “perché la Regione non sia ancora intervenuta per denunciare questo attacco”. “Come può la Calabria sperare di attrarre flussi turistici se, proprio in piena stagione estiva a parte l’oramai noto, costante refrain mediatico nazionale sulla pericolosità e intransitabilità della Sa-Rc, si arriva addirittura a fare spot pubblicitari su media di grande diffusione nazionale (come Radiorai), da parte di una nota società di trasporto via mare che tra l’altro opera (paradossalmente) anche nello Stretto di Messina, invitando i turisti ad evitare l’incubo della A3 e ad imbarcarsi direttamente a Salerno e sbarcare a Messina? Possibile che nessun amministratore regionale abbia protestato contro questo ennesimo attacco alla Calabria? Possibile che nessuno abbia denunciato questa strumentalizzazione, smentito questa falsità, nessuno che si sia preoccupato di fare una semplice verifica sulla A3 per dimostrare l’infondatezza di queste accuse? Diritti Civili oggi ha voluto compiere un sopralluogo sulla Sa-Rc e ha potuto verificare come l’autostrada (con pochissimi mezzi in circolazione) non sia affatto in questo periodo un incubo, sia perfettamente transitabile, nonostante i lavori in corso, solo qualche piccolo rallentamento, certamente inferiore a  quello di altri tratti autostradali di altre regioni in questi stessi giorni. E’ una autostrada, l’A3, con i suoi noti, vecchi problemi, come tante altre nel Paese. Allora perché accanirsi solo sulla Sa-Rc? Perché sparare solo sulla Calabria? Perchè invitare i turisti addirittura ad evitare la nostra regione, scegliendo la via del mare Salerno-Messina?”!

 

18 luglio 2009                                                                                                                                

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Sanità. Corbelli: “La Calabria ha bisogno di più medici, paramedici e strutture efficienti per curare e non far morire i pazienti, non di Commissari”!

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, licenziata dal Consiglio provinciale di Cosenza il 17 gennaio 2008 e approvata, all’unanimità, dal Consiglio regionale della Calabria il 30 giugno 2008, critica la preannunciata ipotesi di commissariamento della sanità calabrese, anticipata dal Ministro della Salute, Fazio, denuncia quello che definisce il “problema più importante e urgente, la vera emergenza da affrontare subito in Calabria (non certo con l’arrivo di qualche commissario romano!), ovvero “la preoccupante carenza di personale medico, paramedico e ausiliario che penalizza fortemente l’efficienza delle strutture ospedaliere e dei servizi  sanitari erogati e mette a rischio l’assistenza e la stessa tutela della salute dei pazienti” e chiede al Governo e alla Regione di “affrontare immediatamente questa priorità, per non continuare a penalizzare proprio i servizi ospedalieri essenziali e le fasce più deboli, che sono quelle che ne usufruiscono in modo particolare”. “Il Governo pensa di risolvere il problema sanità in Calabria, togliendo il controllo della sanità al Governatore Loiero e mandando un Commissario da Roma. Non ci si vuole rendere conto che non è il commissario la soluzione a tutti i vecchi, gravi e irrisolti problemi della sanità in questa regione. Sono altre le emergenze da affrontare, prima fra tutte quella più drammatica che riguarda importanti ospedali regionali e mette a rischio la salute e la stessa vita dei pazienti: l’assoluta insufficienza di personale medico, paramedico, ausiliario che di fatto penalizza fortemente l’assistenza sanitaria. Ci sono grandi nosocomi regionali (come l’Annunziata di Cosenza, che invito il Ministro e l’assessore regionale alla sanità a visitare per qualche ora, a camminare nelle corsie, a parlare con gli operatori sanitari, a rendersi conto di persona della drammatica situazione nella quale si è costretti a operare ogni giorno) dove a reparti con oltre 20 pazienti è assegnato un solo infermiere, al massimo due. Di fatto viene pesantemente penalizzata l’assistenza sanitaria. Si corre il rischio, soprattutto di notte, che in caso di necessità di più pazienti i malati si trovano di fatto senza alcuna assistenza sanitaria. Questo accade anche in reparti dove un intervento immediato può salvare la vita. Si verifica il paradosso che in Calabria ci sono ospedali con 20 posti letto (che andrebbero chiusi) e molte decine di impiegati e ospedali regionali con carenza totale di personale. Ci sono reparti di pronto soccorso e di cura di diverse, gravi patologie che operano, in condizioni strutturali precarie e disagiate, alcune centinaia di interventi al giorno dove manca di tutto e si va avanti solo grazie ai sacrifici e all’abnegazione del personale medico e paramedico. La Calabria ha bisogno di risolvere questi gravi  problemi non di commissari romani”.

 

15 luglio 2009

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Appello Corbelli per Centro Regionale Screening Neonatali che rischia interruzione attività.

 

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, ideatore e promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, licenziata dal Consiglio provinciale di Cosenza il 17 gennaio 2008 e approvata, all’unanimità, dal Consiglio regionale della Calabria il 30 giugno 2008, denuncia la situazione “di estrema precarietà e il rischio (concreto e immediato) di paralisi per il centro di screening neonatale di massa, che interessa tutti i neonati della Regione (una media di 18.000 neonati all’anno)”. Corbelli ha reso noto di aver ricevuto una richiesta di intervento e aiuto da parte del professore Prof. Giuseppe Parlato, Ordinario di Chimica Applicata alle Scienze Biomediche, Direttore del Servizio di Chimica Clinica e dell'annesso Centro Regionale di Screening Neonatali (Università di Catanzaro), attivo dal 1991. Il leader di Diritti Civili condivide e sostiene questa “giusta battaglia”, lancia un appello e chiede “un immediato intervento del Presidente della Regione e assessore alla Sanità, Agazio Loiero, e delle altre autorità preposte, per scongiurare la interruzione della attività dell’importante Centro di screening, che anzi va messo in condizioni di operare al meglio e in assoluta sicurezza per tutti i neonati calabresi”. Questo il testo della missiva del Prof. Parlato a Corbelli. “Egregio On. Franco Corbelli, mi rivolgo a Lei con la speranza di trovare , dopo circa 3 anni, una persona autorevole che dia il suo contributo per risolvere una situazione, che purtroppo continua ad essere precaria da anni. Mi riferisco allo screening neonatale di massa, che interessa tutti i neonati della Regione. La copertura infatti è totale: sono 18.00 neonati calabresi all’anno che sono sottoposti ai test di screening.  La situazione purtroppo continua a restare precaria da anni. Le Leggi regionali e nazionali riconoscono il diritto per tutti i nati ad essere sottoposti ai test di screening per l’Ipotiroidismno, la Fenilchetonuria e la Fibrosi Cistica.  Sopratutto per l'Ipotiroidismo congenito e la Fenilchetonuria è richiesto un intervento terapeutico tempestivo, in quanto le due malattie determinano effetti negativi sul sistema nervoso centrale, cioè determinano handicap mentali irreversibili, non eliminabili con una terapia tardiva. Per questo motivo le analisi di laboratorio sono eseguite su un campione di sangue prelevato a partire dal 3° giorno e prima del 6° giorno di vita. Il sangue , prelevato dal tallone, è fatto assorbire e asciugare su carta da filtro e inviato per posta prioritaria al laboratorio di analisi. E' molto evidente che l'attività del Laboratorio non può subire interruzione per nessun motivo. Purtroppo la situazione, che ormai si è determinata e per la quale non si prevede una soluzione, non consente di avere la sicurezza (per la carenza di personale specializzato) che non ci possano essere interruzioni. Finora siamo stati protetti da buona stella e dall'impegno di quanti sono coinvolti nell'attività di screening. Spesso sono dovuto intervenire – scrive il prof. Parlato a Corbelli - per avere, in tempo utile, la fornitura opportuna di reagenti e materiali e rinnovo di contratto di personale precario.  Con l'approssimarsi delle ferie estive, da parte del personale amministrativo, si prevede un'interruzione del servizio di qualche settimana. Per evitare il blocco bisogna "arrangiarsi" con personale eventualmente disponibile. Le due sole dirigenti biologhe (in organico) si alterneranno per il congedo ordinario: resterà una sola dirigente, che dovrà sperare nella buona sorte per non avere inconvenienti, che le impediscano di essere presente .Se presente, deve essere comunque in efficienti condizioni. Il tecnico è preso di volta in volta dal Servizio di Chimica Clinica, che esegue analisi per i ricoverati. Altri precari hanno lasciato per altro impiego. Come si vede la situazione è molto precaria e diventa impossibile,  se si considera che un errore può compromettere in modo irreversibile lo stato di salute mentale di una persona”.

 

30 Giugno 2009

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili attacca Governo per commissariamento Sanità Calabria: “Uno scontro politico che penalizza i più poveri”

 

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, licenziata dal Consiglio provinciale di Cosenza il 17 gennaio 2008 e approvata, all’unanimità, dal Consiglio regionale della Calabria il 30 giugno 2008, critica la “preannunciata ipotesi di commissariamento della sanità calabrese”.  Corbelli parla della sanità calabrese come “terreno di scontro politico, una lotta per il potere iniziata prima delle ultime Elezioni Amministrative provinciali e proiettata sulle Regionali del prossimo anno, che si consuma sulla pelle (salute) degli ignari cittadini calabresi, soprattutto delle categorie più povere, deboli ed emarginate, quelle che più di tutte le altre (fasce) possono usufruire solo del servizio sanitario pubblico e che da questo scontro, e con il prossimo commissariamento della sanità calabrese, saranno di fatto i più penalizzati”.  “Giudico l’intervento e il decreto-ultimatum del Governo che si appresta, di fatto, a commissariare la sanità in Calabria, un fatto gravissimo, una scorrettezza istituzionale, una invasione di campo, con finalità politiche, contro cui bisogna subito reagire. Condivido per questo l’appello alla mobilitazione bipartisan di Mario Oliverio, riconfermato, con un vasto consenso, Presidente della Provincia di Cosenza, quale giusto riconoscimento al suo buongoverno, alla trasparenza, al suo rigore morale e al grande impegno nel sociale. Da Roma l’Esecutivo attacca la Giunta Regionale, si scatena  sulla sanità calabrese, di fatto è come sparare sulla croce rossa. Il Governo attaccando la sanità calabrese, penalizza i poveri, le fasce più deboli. Noi non difendiamo nessuno, ma respingiamo con forza questo tentativo di intromettersi, da parte del Governo, nelle vicende calabresi per finalità meramente politiche. I cittadini calabresi vogliono solo una assistenza sanitaria degna di un Paese civile che li curi e non li faccia invece morire. La Calabria chiede solo che la sanità resti, venga lasciata fuori dallo scontro politico”.

 

28 giugno 2009

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli a Loiero “Annullare ticket sanitario, provvedimento iniquo che penalizza fasce deboli”.

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della  Salute della Calabria, approvata dal Consiglio regionale calabrese il 30 giugno 2008, dopo l’annuncio del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, fatto nel corso di un intervento telefonico ad una  manifestazione elettorale del Pdl per promuovere la candidatura al Parlamento Europeo di una velina, ( ex presentatrice tv), dell’imminente commissariamento della Sanità calabrese, chiede al presidente della Regione, Agazio Loiero (a cui addebita la “responsabilità di aver ceduto ai diktat del Governo e del Ministro Sacconi e di aver reintrodotto il ticket sanitario, convinto che in questo modo avrebbe evitato il commissariamento della sanità da parte del Governo”), di annullare immediatamente, il ticket, perchè si tratta di un balzello che penalizza le famiglie più povere, deboli ed emarginate”. “Loiero risponda alla provocazione di Berlusconi (l’annuncio del commissariamento della sanità calabrese) con un atto, giusto e riparatore, che tutti i calabresi chiedono e si aspettano: il ritiro del ticket sanitario. Il Governatore ripari a questa misura iniqua, lo annulli. Visto che la reintroduzione del ticket non servirà ad evitare il commissariamento della sanità calabrese, annunciata dal Premier (per motivi politici ed elettorali) elimini un provvedimento che ha penalizzato i cittadini più poveri e danneggiato fortemente il centrosinistra a poche settimane dal voto di giugno. Salvi, il Governatore, la sua immagine e la sua credibilità prima di essere commissariato (per la sanità) dal Governo. Annulli il ticket sanitario. Ponga in essere un’azione nell’interesse esclusivo della Calabria più povera e bisognosa, di quella che cerca di sopravvivere con una pensione-miseria e vergognosa. Lasci che sia il commissario che manderà Berlusconi in Calabria a reintrodurre (se ne avrà il coraggio) il ticket”.

 

12 giugno 2009

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Negato diritto voto a casa a invalidi 100%, anziani e paralizzati. Denuncia e appello di Diritti Civili a Presidente Repubblica

 

Roma

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, candidato alle Elezioni provinciali di Cosenza, con la sua Lista Diritti Civili, a sostegno di Mario Oliverio, denuncia la violazione dei diritti delle persone invalide al 100%, impossibilitati a muoversi e recarsi al seggio elettorale, che non potranno esercitare il loro diritto al voto il 6 e 7 giugno prossimi e chiede l’intervento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. ”Nonostante la battaglia dei radicali, leggi e promesse (elettorali) di fatto agli invalidi, anziani, soli, paralizzati e “prigionieri” (da anni) a casa, viene impedito di poter esercitare il loro diritto al voto. Non gli viene infatti consentito di potere votare a domicilio. Una vergogna. Nonostante la legge preveda sulla carta che in casi di persone invalidi al 100% si possa procedere al voto a domicilio, previa istanza che andava presentata entro lunedì scorso e successiva visita medica a casa, nella realtà poi ai disabili (veri) viene detto, come è accaduto nei giorni scorsi, dai medici di recarsi in comune, fare una richiesta per essere autorizzato e trasportato in autoambulanza al seggio elettorale. Una umiliazione. Chiedo che venga cancellata questa ingiustizia, che si consenta a chi effettivamente non può deambulare di esprimere il proprio voto dalla sua abitazione. Un Paese civile e democratico ha il dovere di consentire a questi invalidi, anziani, soli, malati e paralizzati, già umiliati, con la sospensione (in alcuni casi anche per oltre due anni) della misera indennità di accompagnamento (400 euro al mese, con cui pagano le badanti che li assistono 24 ore al giorno) di potere esprimere il loro voto da casa. Diritto questo, sancito dalla Costituzione, che purtroppo gli viene invece di fatto negato. Ci appelliamo al Presidente della Repubblica, sperando, al di à di quelle che sono le sue stesse competenze istituzionali, in un suo intervento a difesa dei diritti di queste persone, già così duramente colpite da un destino crudele”.

 

5 giugno 2009

 

 

 

 

Comunicato stampa movimento Diritti Civili

 

Immigrati: Corbelli(Diritti Civili) attacca Governo: “Calpesta i diritti umani”

 

 

Roma

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, critica il Governo Berlusconi per i “provvedimenti anti-immigrati, parla di “atti (il respingimento) disumani, indegni di un Paese civile e democratico, che calpestano la dignità della persona umana”. “Il Governo di una grande Nazione democratica non può negare il diritto d’asilo politico e soprattutto l’assistenza a persone povere e disperate, in fuga dai loro Paesi per fame, guerra e persecuzioni. Respingere i migranti significa calpestare letteralmente i diritti umani e civili di interi Paesi e popoli, indigenti e affamati. I provvedimenti razzisti contro gli immigrati sono una delle pagine più nere e vergognose del Governo Berlusconi-Bossi. Il presidente del Consiglio per assecondare la Lega e per catturare qualche consenso in più alle Elezioni Europee respinge chi arriva in Italia per chiedere aiuto e per salvarsi. L’Italia anziché accoglierli e aiutarli li respinge, di fatto in questo modo li condanna a morte: naufraghi in mare o uccisi (dalla fame, dalla guerra, dalle malattie o dalla crudele repressione delle dittature) nei loro Paesi. Diritti Civili da oltre 20 anni continua ad aiutare tanti immigrati, poveri, malati e onesti. Tanti quelli che anziché respingere abbiamo aiutato e salvato e che oggi vivono perfettamente integrati nel nostro Paese, come dimostrano i tanti casi umani di migranti (malati) che abbiamo fatto restare in Calabria. Gli immigrati non vanno respinti indiscriminatamente, o deportati come gli Ebrei durante il Nazismo, ma accolti, identificati e aiutati a vivere dignitosamente. Solo i criminali che arrivano in Italia e delinquono vanno assicurati alla giustizia e rispediti nei loro Paesi”.

 

14 maggio 2009

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Sanità. Corbelli chiede annullamento ticket: “Provvedimento iniquo. Penalizza i più poveri. Tagliare veri sprechi”.

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della  Salute della Calabria, approvata dal Consiglio regionale calabrese il 30 giugno 2008, critica la decisione di reintrodurre il ticket, definisce questa scelta “un provvedimento iniquo che colpisce le fasce più povere e deboli della popolazione” e invita “a tagliare i veri, grandi sprechi della sanità calabrese, ad iniziare dai megastipendi ai manager e dagli accreditamenti (per le rette giornaliere) gonfiati e, in molti casi, fuori controllo a tante strutture sanitarie private, convenzionate”. “In una regione alle prese con una grave crisi e un grande disagio sociale, con numerosissime famiglie ai limiti (e in molti casi al di sotto) della soglia della povertà, in una Calabria devastata dalla malasanità, dove si continua a morire per la disorganizzazione, per negligenze, per la cattiva gestione, si pensa di sanare la voragine dei debiti della sanità accumulati nel corso degli anni con politiche e amministrazioni irresponsabili e scellerate, reintroducendo il ticket e colpendo di fatto in questo modo le categorie più indigenti, che non sanno più come andare avanti. Chiedo al presidente Loiero di non cedere ai diktat del Governo e del ministro Sacconi e di annullare e ritirare il provvedimento che reintroduce il ticket. Anziché penalizzare le fasce più povere con questi provvedimenti ingiusti si riduca percentualmente l’importo delle rette alle strutture private in modo da coprire il costo dell’annullamento del ticket. Una politica sociale, vera, deve tutelare le persone più povere. Non certe cliniche private gestite con soldi pubblici da chi è accusato di gravissimi reati ed è, in alcuni casi, anche detenuto”.

 

14 maggio 2009  

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Terremoto. Diritti Civili: ”Garantire sicurezza scuole. Iniziare subito verifiche in tutti gli istituti a rischio. Il caso Calabria”  

 

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo il terremoto dell’Aquila e le continue scosse, negli ultimi giorni e nelle ultime ore anche in Calabria, si dice “fortemente preoccupato per la sicurezza degli edifici scolastici calabresi” e chiede di “verificare subito la stabilità delle strutture per prevenire eventi drammatici”. Corbelli, che da anni porta avanti questa battaglia per la sicurezza delle scuole, denuncia come “in Calabria (la regione a più forte rischio sismico d’Italia), dove oltre il 50% delle scuole è a rischio, ancora oggi, nonostante l’accordo sottoscritto, nei mesi scorsi, tra lo Stato e le Regioni, non siano ancora iniziati i controlli negli edifici scolastici più pericolosi, per la mancata nomina, da parte dei comuni, delle commissioni tecniche”. “E’ un fatto grave e assolutamente ingiustificato che in Calabria, nella regione più sismica del Paese, su 409 comuni, dove sono state individuate le scuole ritenute più pericolose e che devono per questo essere subito controllate, solo 39 Amministrazioni comunali hanno provveduto a nominare i componenti delle squadre tecniche. Dieci giorni fa questa era l’allarmante situazione. Prima del violento sisma in Abruzzo. Irresponsabilmente centinaia di comuni calabresi continuano a sottovalutare il forte rischio sismico che corre la nostra regione, non provvedendo a nominare la commissione tecnica per procedere immediatamente alla verifica degli edifici scolastici. Sono anni che Diritti Civili si batte per la sicurezza nelle scuole, per un’azione di prevenzione per verificare le condizioni di stabilità delle strutture che ospitano le classi. La sicurezza delle strutture scolastiche è una priorità assoluta. Occorre responsabilmente fare subito le verifiche e adottare delle misure di prevenzione. La tragedia del terremoto dell’Abruzzo deve rappresentare un campanello d’allarme, soprattutto in una regione come la Calabria, dove di fatto si convive con l’incubo terremoto e dove come in questi giorni e proprio in queste ultime ore non mancano i segnali di piccoli terremoti. Bisogna prevenire questo rischio e questa minaccia. Garantire, dentro le scuole, condizioni di sicurezza ai bambini, agli alunni, agli operatori del mondo scolastico, rassicurare e tranquillizzare le famiglie. Non intervenire, dopo quanto accaduto, è da irresponsabile e potrebbe configurare anche eventuali ipotesi di reato. Diritti Civili lancia ancora una volta questo allarme e grida con forza il suo appello a chi di competenza ad intervenire. Se delle scuole non sono sicure, non sono state ancora e adeguatamente verificate che restino chiuse (dopo la vacanza di Pasqua) sino a quando non verranno messe in sicurezza. Non si può rischiare neppure un giorno, neanche un istante”.  

 

3 maggio 2009

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili contro commissariamento sanità calabrese e chiusura ospedali: “Un grave danno per le fasce più deboli e per l’intera Calabria”

 

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ideatore e promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, licenziata dal Consiglio provinciale di Cosenza il 17 gennaio 2008 e approvata, all’unanimità, dal Consiglio regionale della Calabria il 30 giugno 2008, esprime “grande preoccupazione” e critica fortemente l’ipotesi di commissariamento della sanità calabrese e la preannunciata chiusura di molti ospedali calabresi”.  Corbelli parla della sanità calabrese come “terreno di scontro politico e lotta per il potere alla vigilia delle imminenti Elezioni Amministrative ed Europee del 6 e 7 giugno prossimi, che sta per consumarsi sulla pelle (salute) degli ignari cittadini calabresi, soprattutto delle categorie più povere, deboli ed emarginate, quelle che più di tutte le altre (categorie) possono usufruire solo del servizio sanitario pubblico e che, con il commissariamento della sanità calabrese e la chiusura di una ventina di ospedali, saranno di fatto i più penalizzati”.  “Giudico il commissariamento della sanità calabrese e la paventata chiusura di decine di ospedali una catastrofe per la Calabria, un danno incalcolabile per le fasce più indigenti e deboli della popolazione. E’ impensabile e inaccettabile che la sanità calabrese (che a malapena riescono a fronteggiare i cinque direttori generali delle Aziende sanitarie provinciali) possa essere amministrata da uno o due commissari mandati dal Governo di Roma, per affiancare il Governatore calabrese, con il compito di chiudere decine di ospedali e sottrarre , di fatto, il controllo politico della gestione sanitaria alla Giunta Loiero. Questo sarebbe un colpo mortale per una regione povera, disastrata, alle prese con problemi gravi di disorganizzazione e malasanità che non risolvono certo i commissari romani e che per combatterli e prevenirli il Movimento Diritti Civili ha fatto approvare la struttura del Garante della Salute della Calabria che presto sarà operativa, primo caso del genere in Italia e istituita anche in America dal presidente Barack Obama. Sia chiaro. Diritti Civili non difende nessuno, né centrosinistra, né centrodestra, chiede anzi che siano cacciati fuori dal tempio i mercanti della sanità calabrese, ma non può non denunciare come purtroppo con la soluzione del commissariamento agli interessi dei cittadini, dei pazienti, si antepone l’interesse, l’obiettivo politico e la sanità calabrese diventa per questo terreno di scontro tra i partiti e gli schieramenti, lotta per accaparrarsi il potere e il controllo della sanità alla vigilia delle Elezioni Amministrative ed Europee. Una scelta, il commissariamento, che non condividiamo e che condanniamo fortemente. I cittadini calabresi vogliono solo una assistenza sanitaria degna di un Paese civile che li curi e non li faccia invece morire per negligenze, errori, per disorganizzazione e malasanità. La sanità resti, venga lasciata fuori dallo scontro politico”.

 

24 aprile 2009

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Sicurezza scuole.Iniziati controlli in diversi istituti. Diritti Civili:  “Verificare adesso tutti gli edifici a rischio”.

 

 

Roma

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, esprime grande soddisfazione e parla di battaglia civile vinta per l’inizio lunedì, anche in Calabria, della verifica delle condizioni di sicurezza degli edifici scolastici. Corbelli per anni (e da solo) ha continuamente denunciato la situazione di degrado e di pericolo di strutture scolastiche fatiscenti e chiesto un controllo di tutte le scuole. Nei mesi scorsi il Governo, d’intesa con le Regioni, ha finalmente stabilito di procedere ad una verifica di tutte le scuole più a rischio. Da ieri, lunedì, anche in Calabria è iniziato questo controllo, da una parte di una commissione tecnica. Sono 51 gli edifici calabresi interessati, che saranno subito verificati. Corbelli, che aveva lanciato il suo ultimo appello alla vigilia delle festività di Natale dello scorso anno chiedendo ai Presidenti delle Province calabresi, a tutti i sindaci e alla Regione, per quanto attiene agli edifici scolastici di loro competenza, di disporre, approfittando del periodo di festività natalizia, una immediata verifica delle condizioni di sicurezza di tutti gli edifici scolastici calabresi, afferma che sono molto di più le scuole calabresi pericolose e chiede che vengano controllati tutte le strutture scolastiche a rischio. “La verifica delle scuole a rischio è una grande conquista, una iniziativa importante, urgente, non più procrastinabile. Proprio ieri, che sono iniziati i i controlli degli edifici scolastici, si è verificato il crollo del soffitto di una scuola materna di Verona, che solo per un miracolo non ha provocato vittime. Questo crollo fa seguito ai casi di cedimento del soffitto, di pochi mesi fa, di Biella, di Agrigento, che, anche in questo caso, miracolosamente non si sono trasformati in una nuova tragedia, e di Rivoli, ancora in Piemonte, che ha visto purtroppo, in quest’ultimo caso, la morte di un giovanissimo studente. Che le scuole italiane sono pericolose del resto lo aveva denunciato, dopo il caso di Rivoli, il responsabile della Protezione Civile, Guido Bertolaso, Il 50% delle scuole italiane è a rischio, per questo era assolutamente urgente, doveroso, intervenire con una opportuna ed efficace opera di controllo e prevenzione. Prima che accada qualche nuova tragedia. Occorre prevenire, non serve a nulla denunciare dopo. Per questo per anni, in perfetta solitudine, con il solo sostegno della stampa calabrese, abbiamo chiesto un monitoraggio in tutti gli edifici, per accertare le condizioni di sicurezza e le situazioni a rischio, soprattutto in una regione, come la Calabria, che è anche quella con il più alto rischio sismico d’Italia. Abbiamo sempre detto in questi anni che il problema della sicurezza delle scuole e questo tipo di intervento preventivo erano in assoluto la priorità più importante da affrontare con urgenza. Oggi i nostri appelli, per anni caduti nel vuoto, sono stati finalmente accolti”.

 

2 aprile 2009

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili denuncia drammatica emergenza giustizia(mancanza giudici) in Calabria. I casi clamorosi e gravi di due Procure di frontiera, Locri e Vibo Valentia, che resteranno con il procuratore e un solo sostituto!

 

 

 

Reggio Calabria

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, interviene dopo la cattura, in Olanda, del boss di San Luca, Giovanni Strangio, afferma che “dopo il nuovo arresto eccellente, che purtroppo da solo non basta certo per sconfiggere la ’ndrangheta, occorre affrontare e risolvere l’emergenza giustizia dovuta alla carenza di magistrati e giudici in Calabria” e chiede “al Governo di intervenire, in particolare e subito, sull’urgente problema (dimenticato) di due Procure di frontiera, nella lotta alla ‘ndrangheta, quelle di Locri e Vibo Valentia che rischiano di restare, tra pochi mesi, solo con il Procuratore capo e uno o due sostituti, avendo gli altri pm in servizio nei due Uffici giudiziari chiesto e ottenuto, tutti, il trasferimento in altre sedi”. Corbelli chiede che “Governo, Parlamento, Csm, si impegnino subito per la soluzione di questo grave problema della carenza di organico di queste due Procure calabresi (e di tutte quelle con gravi problemi per la mancanza di magistrati) che ogni giorno devono garantire la legalità nella difficile e rischiosa realtà territoriale della Locride, del Vibonese e del resto della regione”. “Purtroppo non basta solo catturare qualche latitante eccellente (grazie a brillanti operazione investigative) per sconfiggere la ‘ndrangheta. Occorre presidiare, con le forze dell’ordine e la magistratura, ogni giorno il territorio, soprattutto quello più a rischio mafia. In Calabria c’è una allarmante e inquietante carenza di organico in tante Procure. Ci sono in particolare due casi eclatanti e gravissimi, in due Procure di frontiera, nella lotta alla mafia. Il drammatico problema della mancanza di magistrati e giudici sta per esplodere in tutta la sua gravità e drammaticità. Stanno per essere infatti letteralmente decimate e svuotate le Procure di Locri e di Vibo Valentia, (due zone a forte rischio mafia e, purtroppo, per la Locride, la terra di Strangio, anche teatro di faide crudeli). Nella Procura di Locri infatti ci sono attualmente un procuratore e sei sostituti. Quattro hanno chiesto e ottenuto il trasferimento in altre sedi. Tra qualche mese resteranno solo il procuratore e due pm. A Vibo Valentia tra qualche mese resteranno soltanto il procuratore capo e un solo sostituto. Nessun giovane magistrato infatti vuole venire a Locri, a Vibo e in altre zone a rischio della Calabria. E’ assolutamente indispensabile e urgente che il Governo, il Csm e il Parlamento affrontino questo problema, che rappresenta una vera e propria emergenza giustizia. Serve una azione parlamentare e governativa bipartisan per avviare a soluzione questo problema, attraverso una serie di incentivi, non depotenziando il ruolo del magistrato, fornendo quelle garanzie e stimoli in grado di convincere i giovani magistrati a venire a Locri, a Vibo e in Calabria”.

 

21 marzo 2009

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili denuncia rischio realizzazione centrale nucleare in Calabria

 

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, denuncia “il rischio che la Calabria possa essere scelta per ospitare una delle quattro centrali nucleari” e invita “ad una mobilitazione preventiva per scongiurare questo pericolo che rappresenterebbe un nuovo gravissimo danno, l’ennesima umiliazione e penalizzazione di una regione, storicamente emarginata, discriminata dai diversi Governi e alle prese con mille gravi, drammatici e irrisolti problemi”. “Bisogna assolutamente scongiurare che la Calabria, dopo il rifiuto di altre regioni, possa essere scelta dal Governo Berlusconi, per ospitare una delle quattro centrali nucleari. La Calabria già devastata, con danni ingenti per la salute dei cittadini, dall’elettrodotto Laino-Feroleto-Rizziconi, non può essere ancora una volta la pattumiera d’Italia dove collocare adesso addirittura una centrale nucleare. Al di là delle assicurazioni sul livello di sicurezza di queste nuove centrali non si capirebbe, né accetterebbe, che dopo il rifiuto di altre regioni (Lazio, Piemonte, Puglia e Toscana) fosse adesso la Calabria una delle regioni prescelte. Una regione povera, debole, purtroppo con una rappresentanza parlamentare senza alcun peso, di fatto inesistente politicamente nei Palazzi romani del Potere. Una regione che il presidente Agazio Loiero cerca di difendere per far rispettare i diritti di questa terra e della sua gente. Una Calabria devastata dal dissesto idrogeologico, messa in ginocchio dal maltempo, con strade e paesi franati e isolati, con una autostrada, l’A3, che crolla e che uccide le persone, con i treni che da ieri, e per tre mesi, si fermano a Lamezia, isolando il resto della regione, con il mostro dell’elettrodotto Laino-Rizziconi, che minaccia la salute delle persone, non può essere ulteriormente offesa, danneggiata, umiliata con la costruzione di una centrale nucleare. Per questo Diritti Civili invita tutti da subito alla mobilitazione preventiva per scongiurare questa nuova minaccia. Una cosa è certa: se necessario faremo anche le barricate, ogni forma di protesta pacifica, di disobbedienza civile per dire no alla centrale nucleare. Il Ministro Ronchi ha detto che una centrale nucleare la vorrebbe sotto casa. Accontentiamolo”.

 

10 marzo 2009

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili: “I Bronzi di Riace a La Maddalena per il G8 occasione straordinaria da non perdere per la Calabria. Si pronuncino, con referendum, tutti i calabresi se mandarli oppure no”!

 

 

Reggio Calabria

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, chiede che “i Bronzi di Riace siano portati a La Maddalena, per il prossimo G8, previsto per il mese di luglio, e che comunque sia non solo il sindaco, Giuseppe Scopelliti, e la città di Reggio Calabria a decidere, se mandarli oppure no, ma, attraverso un referendum (sulla stampa calabrese), l’intera Calabria”. Corbelli condivide l’idea del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e giudica la presenza dei Bronzi di Riace al G8 “una straordinaria occasione che non si può e non si deve assolutamente lasciar cadere e perdere, per rilanciare nel mondo i due Guerrieri di Riace e l’immagine diversa, positiva della Calabria, culla della civiltà della Magna Grecia”. “Portare i due Bronzi di Riace al G8 significa farli rivedere (e ricordarli) al mondo intero grazie alla presenza di migliaia di giornalisti e delle televisioni di tutto il pianeta. Una grandiosa (e gratuita) iniziativa promozionale e pubblicitaria mondiale per i due Guerrieri di Riace e per la Calabria che avrebbe l’effetto immediato e futuro di portare e attrarre nella città dello Stretto nuovi milioni di turisti e visitatori da ogni parte del pianeta. Domando: a cosa serve tenere i due Bronzi nel Museo di Reggio e aspettare che, oramai sfumato l’effetto novità degli anni passati, arrivi qualche turista a visitarli? La presenza dei due Bronzi a La Maddalena significa farli uscire dall’oblìo nel quale sembra siano caduti da qualche anno. Significa rilanciarli e insieme a loro rilanciare la Calabria. la sua immagine, la sua storia, in un momento particolarmente difficile e di grave crisi. Se il trasporto dei due Bronzi non comporta rischi per loro stabilità e salute è importante esporli al G8, mostrali ai Capi di Stato e di Governo e, attraverso la stampa internazionale, a tutto il mondo. Il sindaco Scopelliti lasci che si pronunci non solo la città di Reggio ma tutta la Calabria, con un referendum o sondaggio, sui maggiori media calabresi, perché i due Bronzi di Riace sono un patrimonio non solo della città dello Stretto, che li ospita, ma di tutta la regione calabrese, dell’Italia e del mondo intero”.

 

22 febbraio 2009

 

 

 

INFORMAZIONI MEDICO-SCIENTIFICHE

 

CONVEGNO NAZIONALE

"ETICA NELLA MEDICINA DEI TRAPIANTI E DELLE CELLULE STAMINALI"
PADOVA, VENERDI 6 MARZO 2009 ORE 17.00-19.00
SALA DEI GIGANTI PALAZZO DEL LIVIANO



Negli ultimi anni si è assistito ad una importante evoluzione della Medicina dei Trapianti e delle Cellule Staminali.
I mutamenti rapidi legati ai processi della ricerca medica, scientifica e tecnologica hanno inevitabilmente generato nuove domande alle quali non è sempre possibile dare una risposta che sia definitiva per i diversi aspetti.
Riflessioni e considerazioni di natura etica scaturiscono dal progresso e si rendono necessarie nei confronti dell’ evoluzione della Medicina. L’affermarsi della cultura dei Trapianti e dell’utilizzo delle Cellule Staminali quale possibile futura terapia per diverse malattie dell’uomo, ci interpella in qualità di istituzioni, di operatori sanitari, di cittadini e di malati.
Il Convegno aperto al pubblico “Etica nella Medicina dei Trapianti e delle Cellule Staminali”, ha l’obiettivo di dare voce ad un Esponente di primo piano della Chiesa Cattolica sulle implicazioni etiche legate alla Medicina dei Trapianti e delle Cellule Staminali. 


 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Elezioni Europee. Corbelli (che definisce una carognata la soglia del 4%) ai piccoli partiti del centrosinistra: “Scegliete, per correre insieme, il nome e il simbolo dei Diritti Civili, quello che vi unisce e che è nel vostro Dna”.

 

 

Roma

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, definisce una “carognata” la soglia del 4% per le Elezioni al Parlamento Europeo e rivolge un appello a tutti i piccoli partiti del centrosinistra, che invita ad “allearsi e correre insieme sotto il nome e il simbolo che, per la loro storia, li accomuna e unisce: quello dei diritti civili”. Corbelli, fondatore e coordinatore da 20 anni, del Movimento Diritti Civili mette a disposizione di tutti i piccoli partiti del centrosinistra il nome e il simbolo del suo Movimento per la battaglia elettorale europea, per quella che definisce “una grande battaglia di legalità, libertà e giustizia contro i partiti golpisti, attentatori della democrazia”. “Di fronte alla carognata del Parlamento, dei grandi partiti Pdl, Pd, Lega Udc e Idv (del moralista Di Pietro!), dinanzi al tradimento di Walter Veltroni nei confronti delle piccole forze del centrosinistra, Rc, Pdci, Radicali, Verdi, Partito Socialista, Sinistra Democratica, Rps, Udeur dovranno necessariamente unirsi per cercare di superare la soglia (antidemocratica) di sbarramento del 4%. Una alleanza non facile da realizzare. Uno dei problemi, infatti, non semplici, da superare è rappresentato dalla scelta del nome e del simbolo della Lista comune da presentare, che possa rappresentare tutti i piccoli partiti rispettando la identità e la storia di ognuna di queste forze politiche. C’è tra tutti questi partiti del centrosinistra un valore comune che li unisce, che è nel Dna di queste formazioni politiche: la difesa dei diritti civili. Per questo il Movimento Diritti Civili, che questi valori rappresenta, incarna e difende da 20 anni in Italia e nel mondo, offre la sua disponibilità a concedere, in modo assolutamente gratuito, disinteressato e senza rivendicare neanche una semplice candidatura, il proprio nome e il proprio simbolo, regolarmente registrati e presentati al Ministero degli Interni (e regolarmente sempre accettati) negli ultimi 15 anni per tutte le competizioni elettorali: Provinciali, Regionali, Politiche ed Europee. Vogliamo solo dare un nostro contributo alla sacrosanta battaglia di legalità, libertà e democrazia di tutti i piccoli partiti che un Parlamento oligarchico vorrebbe cancellare e annientare. Chiediamo ai piccoli partiti del centrosinistra di presentarsi alle Elezioni Europee del 6 e 7 giugno con il simbolo (il planisfero) e il nome del nostro Movimento (o Partito) dei Diritti Civili. E’ questa la risposta e la grande sfida che i piccoli partiti devono lanciare a Veltroni e ai suoi complici”.

 

4 febbraio 2009

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Battaglia Diritti Civili per sicurezza scuole: “Vigile, soldato o vigilantes davanti ogni edificio scolastico ”!

 

 

Roma

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo “la nuova tragedia della follia in una scuola, un asilo in Belgio, chiede l’adozione di immediate misure di sicurezza davanti a tutti gli edifici scolastici per prevenire simili violenti e drammatici episodi”. Corbelli chiede che davanti ad ogni scuola della Calabria e dell’intero Paese (sono poco più di 60 mila gli edifici scolastici in Italia) vi sia un vigile, o un soldato o una guardia giurata. “Sono anni che Diritti Civili si batte per la sicurezza nelle scuole, per un’azione di prevenzione sia per verificare le condizioni di stabilità delle strutture che ospitano le classi, sia per i controlli all’ingresso, per non lasciare gli edifici scolastici incustoditi, affidati alla sola vigilanza dei bidelli e di fatto lasciati in questo modo alla mercè di folli che vi possono fare irruzione e compiere stragi come quella di questa mattina in Belgio. Quei due bambini uccisi insieme ad un adulto, che hanno spezzato il cuore, addolorato e indignato il mondo intero, devono far riflettere e allarmare tutti. Bisogna intervenire immediatamente prima che simili episodi di violenza e follia si ripetano anche nel nostro Paese. La sicurezza dentro le scuole è una priorità assoluta. Occorre responsabilmente adottare delle misure di prevenzione e di controllo davanti a tutti gli edifici scolastici della nostra regione e del nostro Paese. Bisogna che davanti ad ogni scuola ci sia, dall’inizio alla fine delle elezioni, un vigile urbano, o un soldato o una guardia giurata privata. Non bastando i soli vigili per garantire questo servizio di controllo si può utilizzare l’Esercito e nel caso ricorrere anche ai vigilantes privati. I comuni e le Province, in collaborazione con le Regioni e il Governo, nell’ambito delle loro rispettive competenze, devono garantire questo servizio di controllo e di prevenzione. Oggi le nostre scuole sono completamente incustodite, lasciate quasi all’aperto. Chiunque infatti vi può entrare e commettere qualunque azione violenta. La tragedia del Belgio è purtroppo solo l’ultima di una serie di gravi episodi accaduti davanti e dentro le scuole. Questa nuova tragedia deve rappresentare un campanello d’allarme. Bisogna eliminare questo rischio e questa minaccia. Garantire condizioni di sicurezza ai bambini, agli alunni, agli operatori del mondo scolastico, rassicurare e tranquillizzare le famiglie. Non intervenire, dopo quanto accaduto, è da irresponsabile e potrebbe configurare anche eventuali ipotesi di reato. Ritengo che sia più utile e importante destinare un soldato davanti ad una scuola piuttosto che mandarlo a presidiare una discarica o farlo passeggiare per le strade di una città. Diritti Civili lancia ancora una volta questo allarme e grida con forza il suo appello a chi di competenza ad intervenire. Prima che sia troppo tardi”.  

 

29 gennaio 2009

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili: “Dimezziamo prima il numero dei parlamentari, vera casta degli sprechi e dei privilegi, e poi aboliamo le Province”

 

 

Il leader del Movimento Diritti Civili e consigliere-capogruppo provinciale, Franco Corbelli, ha chiesto nella conferenza dei capigruppo che anche la Provincia di Cosenza il 30 gennaio prossimo convochi un Consiglio provinciale straordinario per dire no all’abolizione delle Province. La Proposta di Corbelli è stata bocciata. La Provincia di Cosenza, a differenza delle  altre Province calabresi, non aderirà dunque alla iniziativa congiunta dell’Upi di fine mese. Corbelli definisce questa bocciatura “un errore e una scorrettezza istituzionale”. Il leader di Diritti Civili ieri aveva lanciato una provocazione: “Se si vogliono ridurre i costi della politica, cancellare gli Enti inutili si inizi ed eliminare gli sprechi si inizi tagliando del 50% il numero dei parlamentari, portandoli dagli attuali 1000 (circa) a non più di cinquecento, numero più che sufficiente e, ancora, di gran lunga superiore ai Parlamenti di quasi tutti gli altri Paesi. “Sono pronto a votare per l’abolizione delle Province se prima viene tagliato il Parlamento degli sprechi e dei privilegi, dei tanti (troppi) deputati e senatori inutili e fantasma. Quegli stessi partiti che chiedono l’abolizione delle Province sono gli stessi che costituiscono, con i loro rappresentanti, un Parlamento di 1000 nominati (tra deputati e senatori) ognuno dei quali percepisce in un solo mese quasi il doppio della intera indennità complessiva di un anno di un consigliere provinciale, che a differenza dei “prescelti romani”, che nella stragrande maggioranza dei casi fanno solo i turisti a Roma, lavora invece ogni giorno nelle Commissioni consiliari per la risoluzione dei problemi del suo territorio e del collegio che lo ha eletto. Se c’è un Ente, nella fattispecie Istituzione, inutile da tagliare il primo in assoluto è il Parlamento. Si inizi dunque da lì se si vuole essere credibili e coerenti e si continui pure dopo con le Province. Ma chiedere solo l’abolizione delle Province è pura demagogia. Le Province, al pari di tutte le altre Amministrazioni, vanno giudicate per il loro operato e i risultati che producono non abolite a prescindere. Ci sono Province  che operano bene e altre no. Ci sono soprattutto Province inutili, create solo per accontentare qualche partito o boss politico locale, e territori che aspirano invece a diventare Province che hanno tutti i requisiti e che non vengono istituite perché pagano lo scarso peso politico dei loro parlamentari, questo clima di caccia alle streghe, demonizzazioni e campagna strumentale in atto contro gli Enti provinciali. Un’ultima considerazione: come voteranno i consiglieri provinciali di quei partiti schierati per l’abolizione delle Province? Sarà interessante e significativo verificarlo in Consiglio”.

 

21 gennaio 2009

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Banche e usura. Diritti Civili sostiene De Masi e invita alla protesta contro nemici, distruttori e colonizzatori Calabria e Sud. Battaglia a favore imprenditori calabresi

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, si schiera a fianco dell’imprenditore Nino De Masi e contro le maggiori banche italiane, per quella che afferma “deve diventare una battaglia comune, simbolica, ma di fondamentale importanza, di una intera regione contro dei veri nemici e affossatori della Calabria e del Sud”. Corbelli esprime apprezzamento anche per la decisione di Confindustria Calabria di costituirsi parte civile al processo d’appello iniziato oggi a Reggio Calabria. “Bisogna sostenere la battaglia di De Masi. Non bisogna lasciare solo questo coraggioso imprenditore, che pur consapevole di condurre una battaglia difficilissima (se non impossibile) va comunque avanti lo stesso con grande determinazione. Quella di De Masi è una battaglia che va al di là del fatto personale. E’ una iniziativa di grande valore simbolico, di particolare significato. Deve diventare la risposta di tutti gli imprenditori, della classe politica e dirigente in Calabria così come nelle altre regioni meridionali. Bisogna dire no alle banche affossatrici del Mezzogiorno, che strangolano l’economia, che tengono la Calabria e il Sud in una condizione di sottosviluppo. In Calabria insieme a De Masi ci sono tanti altri imprenditori coraggiosi, come alcuni giovani imprenditori impegnati anche nell’editoria che, oltre a garantire una informazione libera, pluralista e corretta, di vitale importanza per il destino e il futuro di questa regione, pur di fronte alla piovra e agli ostacoli di un sistema creditizio anti-Sud (difficoltà di accesso al credito per le piccole e medie imprese, costo del denaro più caro in Calabria e nel Sud che non al Nord…) cercano di resistere per non abbandonare definitivamente questa regione, per non buttare in mezzo ad una strada migliaia di famiglie alle quali riescono a garantire da anni un lavoro e uno stipendio. Il sistema delle grandi banche, le potenti lobbies, i veri poteri forti del nostro Paese che controllano la grande stampa e la grande industria,  insieme ai vari Governi che si sono succeduti in questi anni in Italia, stanno letteralmente distruggendo la già povera e disastrata economia calabrese e del Sud, letteralmente colonizzati, relegati in una situazione di svantaggio, di discriminazione e di emarginazione. Occorre per questo una rivolta, che non sia solo del mondo imprenditoriale, ma una vera rivoluzione popolare, politica, morale, sociale e culturale contro le grandi banche nemiche e distruttici della Calabria e del Sud. Sostenere oggi la battaglia di De Masi contro le maggiori banche significa stare dalla parte della Calabria, del Sud che lavora, che fa impresa e che cerca di difendere, di salvare, di riscattare e rilanciare questa terra”.

 

16 gennaio 2009

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili, dopo casi Rivoli, Agrigento, Biella e denuncia Bertolaso, chiede immediata verifica condizioni sicurezza edifici scolastici.

 

 

Il leader del Movimento Diritti Civili e consigliere provinciale, Franco Corbelli, chiede al Presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, e al competente assessorato provinciale, di voler disporre, in questo periodo di festività natalizia, una immediata verifica delle condizioni di sicurezza di tutti gli edifici scolastici della provincia di Cosenza. Lo stesso appello Corbelli lo rivolge alle altre Province calabresi(e del resto del Paese), a tutti i sindaci e alle Regioni per quanto attiene agli edifici scolastici di loro competenza (materne, elementari, medie). “Dopo il nuovo crollo di un pezzo di soffitto in una scuola di Biella, che fa seguito ad un analogo episodio di pochi giorni fa in un istituto di Agrigento, che solo per un miracolo non si sono trasformati in una nuova tragedia, come quella di Rivoli, ancora in Piemonte, che ha visto la morte di un giovanissimo studente, e dopo la grave e inquietante denuncia del responsabile della Protezione Civile, Guido Bertolaso, sulla pericolosità del 50% delle scuole italiane, è assolutamente urgente, doveroso, intervenire con una opportuna ed efficace opera di prevenzione. Prima che accada qualche nuova tragedia. Occorre prevenire, non serve a nulla denunciare dopo. Per questo chiedo al presidente della Provincia di Cosenza, all’assessore competente all’edilizia scolastica, Oreste Morcavallo, ai sindaci e alla Regione di voler disporre, approfittando della chiusura delle scuole per la festività natalizia, un monitoraggio in tutti gli edifici, per accertare le condizioni di sicurezza e le situazioni a rischio. Dopo quanto sta accadendo è da irresponsabile far finta di nulla e non intervenire soprattutto in una provincia, come quella cosentina, che è anche quella con il più alto rischio sismico d’Italia. Purtroppo le mie denunce continuano a cadere nel vuoto, anche per il silenzio di certa stampa, che continua ad ignorare le importanti battaglie di Diritti Civili. Nonostante ciò continuo, con grande senso di responsabilità e forte preoccupazione, questa battaglia preventiva e ancora una volta oggi denuncio il pericolo, l’emergenza scuola in tutta la provincia cosentina e nella regione. Chiedo alle amministrazioni competenti (Province, Comuni e Regioni) di intervenire immediatamente. Durante le vacanze di Natale si provveda ad effettuare queste opportune e preventive verifiche. Non voglio creare nessun allarmismo, ma solo fare un’immediata opera di prevenzione. Considero questo problema della sicurezza delle scuole e questo tipo di intervento preventivo in assoluto la priorità più importante da affrontare con urgenza. Chiedo inoltre di conoscere se sono state mai effettuate (e quando) delle verifiche degli edifici scolastici. Quali i risultati, le condizioni di sicurezza e le situazioni particolarmente a rischio? Cosa si è fatto per eliminare le situazioni di pericolo? Una cosa è certa: sono molto preoccupato per la situazione di pericolo di molte scuole e continuerò a lottare, anche da solo e, se necessario, con azioni eclatanti”!

 

4 gennaio 2009

 

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento “Diritti Civili”

 

Giustizia. Diritti Civili denuncia pericoloso ritorno giustizialismo in Italia

 

 

Roma

Il leader del Movimento “Diritti Civili”, Franco Corbelli, interviene sul “caso giustizia”, difende il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, e denuncia quello che definisce “un pericoloso e inquietante ritorno del giustizialismo che rischia di coinvolgere e travolgere tutti e tutto, presunti colpevoli e innocenti”. “In Calabria e in altre regioni del Paese sembra di essere ripiombati negli anni bui di Mani Pulite. C’è un ritorno del giacobinismo che rischia di abbattere le regole democratiche, il principio di presunzione di innocenza, lo stesso Stato di diritto. La situazione è aggravata dallo scontro violento e senza precedenti tra le Procure di Catanzaro e Salerno e dallo stillicidio di notizie che ogni giorno vengono pubblicate da alcuni quotidiani nazionali. Così come negli anni Novanta, l’epoca di Tangentopoli, basta adesso un sospetto, un’accusa, uno stralcio di verbale o di intercettazione per criminalizzare, sbattere come un mostro in prima pagina, un personaggio, un politico, un amministratore, un imprenditore, che dà lavoro a migliaia di persone. Oggi non c’è nemmeno bisogno dell’avviso di garanzia o del rinvio a giudizio per emettere sentenze sommarie. Il garantismo sembra di nuovo calpestato e seppellito. Come nel caso del presidente della Regione, Agazio Loiero, che giustamente manifesta la sua indignazione per come viene ogni giorno trattato da alcuni giornali nazionali. Così come nel passato, anche oggi, sto dalla parte di Loiero e di tutte le persone oneste, in modo convinto e assoluto. Il Governatore calabrese, già oggetto lo scorso anno di perquisizioni spettacolare in tutte le sue abitazioni, è una persona perbene, che non va dimenticato da anni vive sotto scorta per le gravi minacce della ‘ndrangheta. Non è giusto e corretto tiralo in ballo con accuse che, così come è avvenuto già nel recente passato per altre indagini, vengono poi ritenute completamente nulle dagli stessi giudici. Diritti Civili invita i magistrati (competenti)  a continuare e chiudere subito le indagini Poseidone e Why Not, a procedere nei confronti di chiunque si sia reso responsabile di reati e atti illeciti. Sosterremo questa doverosa battaglia di legalità della magistratura, così come abbiamo sempre fatto. Bisogna che non resti nessuna ombra o dubbio su queste delicate inchieste calabresi e che non ci siamo impuniti.  Ma questo deve avvenire nel rispetto delle regole, senza colpevolizzare anzitempo e comunque tutto e tutti, senza processi mediatici sulla stampa nazionale, senza sentenze sommarie, ma nel rispetto della Costituzione, del principio di presunzione di innocenza, dello Stato di diritto. Tutto ciò è doveroso in un Paese civile e democratico. La lunga storia garantista di Diritti Civili ci porta oggi a chiedere, a pretendere verità e giustizia, ma a combattere fermamente il giustizialismo, come abbiamo sempre fatto in tutti questi anni, con appelli, denunce, iniziative di piazza, spesso da soli contro tutti e tutto, nel Paese”.

 

12 dicembre 2008

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Soddisfazione per scuole che non chiudono. Impegno adesso per salvare docenti precari e per aiutare bambini disabili, rimasti senza insegnante sostegno. Non abbassare la guardia e continuare pacifica protesta, come si sta facendo nel Paese

 

 

Roma

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, saluta con “soddisfazione la decisione del Governo di non chiudere nessuna scuola in Italia”, parla di “una grande vittoria della protesta studentesca, che Diritti Civili ha anticipato e sostenuto sin dall’inizio”, invita “a non abbassare la guardia, a continuare la pacifica protesta” e rivolge un appello per “l’altra grande emergenza sociale: il salvataggio dei 90 mila precari, destinati altrimenti alla perdita del posto, con forte penalizzazione, oltre che per tutti i docenti che si ritroveranno disoccupati e sbattuti in mezzo ad una strada, per molti bambini disabili che resteranno senza il loro insegnante di sostegno”. “La Calabria rischiava di vedere soppresse oltre 500 scuole soprattutto nei piccoli comuni. Queste scuole non saranno più chiuse, resteranno aperte. Un primo grande risultato è stato conseguito. Resta adesso l’altro grande problema dei docenti precari. La nostra regione sarà fortemente penalizzata da questi tagli indiscriminati: oltre 1600 precari perderanno infatti l’incarico annuale. Dopo l’ondata di proteste il Governo è stato costretto a rivedere le sue scelte. Un primo importante traguardo è stato raggiunto con il mantenimento di tutte le scuole esistenti. Adesso occorre pensare ai docenti precari e di sostegno e ai bambini disabili. Bisogna che il Governo capisca che a pagare alla fine non possono certo restare proprio loro, gli anelli più deboli: docenti precari e bambini portatori di gravi handicap. Occorre assicurare la copertura finanziaria per mantenere i docenti precari e garantire così in tutti i casi l’assistenza ai bambini malati e diversamente abili. Esattamente come è stato sino ad oggi”.

 

30 novembre 2008

 

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili: “Soldati in tutti i cantieri della A3 e della trasversale delle Serre minacciati dalla ‘ndrangheta”.

 

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che da anni si batte per la presenza dell’esercito in Calabria, dopo la denuncia del presidente della Regione, Agazio Loiero, chiede “l’invio dei militari in tutti i cantieri della Sa-Rc e della trasversale delle Serre, oggetto delle intimidazioni mafiose”. Corbelli definisce questa una “iniziativa importante, opportuna e urgente per fronteggiare la criminalità organizzata che controlla, domina e condiziona i lavori della A3 e della trasversale delle Serre, come ha onestamente e coraggiosamente denunciato ieri il Governatore Loiero e nel mese scorso alcuni sindacati”. Il coordinatore di Diritti Civili chiede che i 130 militari (100 a Crotone e 30 a Catanzaro) già presenti e operativi in Calabria vengano, insieme ad un altro consistente contingente, subito destinati e utilizzati per proteggere i cantieri a rischio della Sa-Rc e delle trasversale delle Serre. Il leader di Diritti Civili si rivolge al Ministro degli Interni, Maroni, che sarà domani in Calabria, invitandolo “a fare una ricognizione personale sulla A3 e nelle Serre, per ascoltare dalla viva voce dei titolari delle imprese e dei lavoratori le preoccupazione, le paure per una situazione diventata oramai insostenibile. La denuncia del presidente Loiero non può restare inascoltata e cadere nel vuoto. Il Governo dia una immediata risposta, così come ha fatto a Napoli e in Campania, utilizzando subito un adeguato numero di soldati (iniziando magari dai 130 già presenti in Calabria) lungo la A3 e nelle Serre per presidiare quei cantieri a rischio, minacciati dalla mafia. La presenza e l’utilizzo dei militari nei cantieri a rischio ‘ndrangheta sarebbe un segnale forte, una testimonianza importante della presenza dello Stato, una risposta decisa alla criminalità organizzata. Un messaggio significativo per l’intero Paese, per far capire che lo Stato non ha abbandonato la Calabria, che vuole invece aiutare questa regione a fronteggiare l’emergenza mafiosa, in modo serio, efficace, con azioni concrete di contrasto e di lotta alla ‘ndrangheta. I soldati anziché mandarli a passeggiare per le strade di Catanzaro, Crotone, Roma, Milano e delle altre città italiane, sarebbe certamente più utile impiegarli per presidiare i cantieri della A3 e delle Serre minacciati dalla mafia e per proteggere altri obiettivi a rischio. Vorrei ricordare al ministro Maroni che anche in Calabria si combatte una cruenta guerra civile, che la ’ndrangheta (l’organizzazione criminale più potente e pericolosa del Paese) intimidisce, spara e uccide in modo brutale, spettacolare e senza pietà. Per questo è assolutamente urgente l’invio di più soldati nella nostra regione per una importante, indispensabile opera di vigilanza e prevenzione sul territorio e di supporto al lavoro di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. E’ impensabile poter affrontare questa emergenza, controllare il vasto territorio, garantire condizioni di sicurezza ai cittadini, alle Istituzioni, alle imprese e agli imprenditori con i pochi mezzi e uomini a disposizione delle forze dell’ordine”.

 

19 ottobre 2008

 

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

 

Scaduto mercoledì 15 ottobre bando partecipazione nomina Garante Salute Calabria, Garante per l’Infanzia e Difensore Civico. Intervento del Presidente del Consiglio regionale, Bova

 

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, licenziata dal Consiglio provinciale di Cosenza il 17 gennaio 2008 e approvata, all’unanimità, dal Consiglio regionale della Calabria il 30 giugno scorso interviene sul bando per l’elezione di questa innovativa figura , oltre che per la nomina del Garante per l’Infanzia e del Difensore Civico regionale, il cui termine di scadenza per la presentazione delle domande è scaduto mercoledì 15 ottobre. “Il bando per l’elezione del Garante della Salute e per le altre nomine rischia(va) purtroppo di passare del tutto inosservato. Pochi infatti sapevano che in Calabria mercoledì 15 ottobre, scadevano i termini per la presentazione delle domande. Questo fatto purtroppo rischia(va) di vanificare il grande e storico risultato ottenuto con l’approvazione di questa legge(Garante Salute), grazie all’impegno di Diritti Civili, del Consiglio provinciale di Cosenza e del Consiglio regionale della Calabria. Molti aspiranti a questo incarico, e alle altre due nomine, rischia(va)no infatti di restar fuori perché non informati del bando e della sua scadenza. L’innovativa e rivoluzionaria novità del Garante della Salute, prima struttura del genere in Italia, merita(va) un’adeguata pubblicità. Lunedì scorso il presidente del Consiglio, Bova, ha risposto al nostro appello ed è intervenuto con una nota del suo capo di gabinetto, dott. Strangio. Lo ringraziamo. Il Garante della Salute è un fatto storico, destinato a segnare una svolta epocale nella sanità calabrese e nel resto del Paese, dopo l’annuncio, da parte di un partito politico, della presentazione di un disegno di legge per l’istituzione anche del Garante della Salute nazionale. Il Garante della salute è una novità assoluta, una importante conquista civile, una grande vittoria per una intera regione, non solo per Diritti Civili che ha pensato, ideato e fatto istituire, per legge, questa struttura, primo caso del genere in Italia e nel mondo. E’ il riscatto e il desiderio di voltare pagina della Calabria, dopo i tanti drammatici casi di malasanità. Mi auguro adesso che la persona che verrà prescelta, dal Consiglio regionale per l’incarico di Garante della salute, interpreti questo ruolo come una vera e propria missione sociale e umanitaria. Il Garante della Salute oltre a denunciare e accertare casi di cattiva sanità, di disservizi, di disorganizzazione, di violazione dei diritti dei cittadini, anche dei detenuti, in materia di assistenza sanitaria, ad effettuare controlli in tutte le strutture sanitarie e ospedaliere, pubbliche e private, convenzionate con la regione, a sostenere le giuste battaglie di verità e giustizia dei familiari delle vittime dei casi di malsanità, avrà diversi sportelli informativi (per le malattie rare, per le liste di attesa…) e servirà a coordinare interventi per casi urgenti e drammatici. Attraverso un numero verde, sempre operativo, 24 ore su 24, verranno raccolte tutte le segnalazioni e le denunce dei cittadini sui casi più gravi di malasanità”.

 

16 ottobre 2008

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Bambini malati e disabili (gravi) senza insegnante sostegno.

 

Roma

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, si dice “profondamente deluso dal silenzio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano”, su quello che definisce “il dramma e la grande ingiustizia dei bambini malati e disabili lasciati soli, senza insegnanti di sostegno, per colpa del decreto del Governo che taglia professori e cancella scuole”. Corbelli giudica il decreto del Ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, che toglie l’insegnante di sostegno ai bambini malati e diversamente abili, “un fatto grave, incostituzionale, indegno di un Paese civile”. “Il Governo per ridurre i costi della scuola ha tagliato anche l’insegnante di sostegno a molti bambini gravemente malati e portatori di gravi handicap. Sono questi gli effetti devastanti che ha prodotto il decreto del Ministro Gelmini. Diritti Civili continua a ricevere segnalazioni di genitori disperati e indignati, che si sono visti i loro bambini disabili privati dell’insegnante di sostegno. Ci viene chiesto di renderli noti, cosa che stiamo facendo grazie alla sensibilità di alcuni importanti media calabresi. Se non sarà assegnato un insegnante di sostegno ai loro bambini malati e disabili molti genitori saranno costretti a non mandare più a scuola i loro figli. Si tratta di grandi ingiustizie che colpiscono dei bambini innocenti già così duramente segnati da un destino crudele. Può il Presidente della Repubblica, come ha fatto in occasione della cerimonia al Quirinale per l’inaugurazione dell’anno scolastico, condividere queste misure ingiuste e punitive (altro che scelte coraggiose!) del Governo sulla scuola? Può il Capo dello Stato tacere su questi drammatici casi dei bambini disabili abbandonati al loro destino? Può avallare (e incoraggiare) i provvedimenti dell’Esecutivo che hanno privato questi piccoli diversamente abili del loro insegnante di sostegno? Lunedì scorso il Presidente della Repubblica, bocciando di fatto tutte le opposizioni parlamentari che contestano la falsa riforma della Gelmini, ha parlato di “scelte coraggiose del Governo, di tagli necessari nella scuola, di non sostenibili posizioni di difesa dell’esistente…”. Da Napolitano ci saremmo aspettati (e continuiamo ancora ad aspettarci, auspicando che lo faccia al più presto) una parola di condanna per una riforma della scuola e per una politica che penalizza i bambini malati, diversamente abili e le categorie più povere, deboli ed emarginate  Non ha fatto invece alcun cenno, il Capo dello Stato, ai drammatici casi del piccoli P. , il bambino di Catanzaro, sordomuto e malato; della piccola M. , la bambina calabrese senza un braccino e senza un piedino; della piccola B., la bimba della provincia di Cosenza, affetta da gravissima allergia (che per andare a scuola rischia di morire), a cui il Governo Berlusconi, che lui (il Presidente Napolitano) ha apprezzato per le scelte coraggiose(!) sulla scuola, ha tolto l’insegnante di sostegno, cancellando così un loro diritto fondamentale, spegnendo una speranza, un sogno: poter andare a scuola, come tutti gli altri bambini”. 

 

15 ottobre 2008

 

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili si schiera con i docenti precari e di sostegno.

 

 

Roma

Il leader del Movimento Diritti Civili, esprime solidarietà alle migliaia di docenti precari e di sostegno che si sono visti, quest’anno, in Calabria e in altre regioni del Paese, privati della cattedra, accusa il Governo che definisce “tagliatore di teste (di scuole e di professori)”, che “mentre penalizza anche gli insegnanti dei ragazzi diversamente abili, tenta poi di riformare la scuola con le ridicole trovate del ritorno del 7(voto) in condotta, del maestro unico alle Elementari e del grembiulino per i bambini”. “Siamo di fronte ad un Governo che continua a penalizzare le categorie più povere e deboli del Paese e adesso anche gli operatori del mondo della scuola e i ragazzi portatori di handicap. Un Esecutivo che è arrivato a preannunciare finanche la chiusura delle scuole per bambini malati oncologici, in Puglia, e che adesso taglia in Calabria (e non solo) molte centinaia di posti ai docenti di sostegno penalizzando in questo modo oltre agli stessi insegnanti i ragazzi diversamente abili e le loro famiglie. Siamo di fronte ad un Governo che vende fumo, che vive di espedienti pubblicitari e propagandistici, che attraverso una mirata strategia mediatica cerca di coprire i problemi veri, drammatici e reali del Paese e i tagli continui, enfatizzando provvedimenti ridicoli e irrilevanti (come il ritorno del voto in condotta, del maestro unico alle Elementari e del grembiulino per i bambini!) e criminalizzando intere categorie, come gli insegnanti, fatti passare per fannulloni e ignoranti (quelli meridionali). Al ministro moralista Renato Brunetta, che si vanta di aver ridotto l’assenteismo nelle scuole e negli uffici pubblici e plaude ai licenziamenti facili, chiediamo di far sapere quanti milioni di euro guadagna, come parlamentare (da molti anni), ministro (da alcuni mesi), docente universitario (da una vita); allo stesso Brunetta ricordiamo che quando era parlamentare europeo percepiva anche una lauta indennità come consulente di Palazzo Chigi (presidente del Consiglio anche allora era il suo sodale e compagno di partito, Berlusconi).  Questo personaggio, Brunetta, del quale gradiremmo sapere anche quante assenze, e con quale giustificazione, ha fatto durante lo svolgimento del suo incarico parlamentare e di docente universitario, adesso viene a fare la morale. Che stia zitto e tolga semmai il disturbo! Al ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, chiediamo di occuparsi dei problemi veri della scuola e non del ritorno del sette in condotta o del grembiulino per i bambini delle Elementari! Chiediamo al Ministro Gelmini, o meglio al padre padrone del Governo, Berlusconi, di annullare il preannunciato taglio di 80 mila docenti in Italia e di ridare subito il posto a quegli insegnanti  precari e di sostegno a cui è stato ingiustamente e immotivatamente tolto quest’anno, per non penalizzare questi insegnanti e soprattutto i tanti ragazzi-e diversamente abili e le loro famiglie”.

 

30 settembre 2008

 

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili a Ministro Gelmini: “Chieda subito scusa, per le gravi offese, a tutti gli insegnanti meridionali ”! Intervista di Sky Tg24 a Corbelli

 

 

Roma

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, risponde duramente (anche attraverso una intervista a Sky Tg24) all’uscita del ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, che da Cortina d’Ampezzo, ha preannunciato, salvo poi fare, dopo l’ondata di polemiche, una parziale smentita(“che non smentisce nulla”), dei “corsi intensivi per gli insegnanti del Sud, colpevoli secondo lei di abbassare la qualità della scuola italiana” e invita la responsabile della Pubblica Istruzione a “chiedere subito e pubblicamente scusa a tutti gli insegnanti del Sud o la denuncerà alla magistratura, quale insegnante calabrese, per le gravi offese subite”. Corbelli giudica le dichiarazioni della Gelmini oltre che “un fatto grave e sconcertante, una offesa, una discriminazione e una provocazione per tutti gli insegnanti meridionali che onorano ed elevano con la loro professionalità e cultura la scuola italiana”. “Adesso basta. La misura è colma. Dopo gli schiaffi e gli insulti di Bossi che un mese fa ha tuonato contro gli insegnanti meridionali affermando che “è ora di finirla di far martoriare i nostri figli da gente che non viene dal Nord”, oggi il Ministro dell’Istruzione, che in vita sua non ha mai insegnato, è andata ben oltre preannunciando (la sua parziale e obbligata smentita non smentisce un ben nulla!) dei corsi intensivi per gli insegnanti di Calabria, Sicilia, Puglia e Basilicata, colpevoli di abbassare la qualità della scuola italiana! Si può arrivare a tanto? Si può tollerare una simile offesa e provocazione? Come si permette il ministro Gelmini, una che non ha mai insegnato in vita sua, di condannare e screditare una intera classe di docenti meridionali, responsabili forse solo di non essere nati in Padania? Sa il ministro Gelmini che quelle regioni, i cui insegnanti lei oggi così brutalmente offende e scredita, sono terre con una storia millenaria di arte, cultura, che hanno dato i natali, tra gli altri, a personaggi come Corrado Alvaro, Bernardino Telesio, Tommaso Campanella, Giovanni Verga, Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia… ? Anche questi grandi scrittori , filosofi e, alcuni anche, ex insegnanti (meridionali), per il ministro Gelmini hanno abbassato la qualità della scuola italiana? La scuola italiana deve oggi preoccuparsi non degli insegnanti del Sud, ma di essere finita nelle mani di un Ministro (Gelmini, e non solo lei!) ignorante, che non conosce la storia , almeno quella della letteratura del nostro Paese! La scuola italiana si deve preoccupare di un Governo, tagliatore di teste (e posti di lavoro) che preannuncia la cancellazione di 85 mila docenti. Questo è oggi l’Esecutivo Berlusconi che, dopo aver promesso, in campagna elettorale, di nominare un Ministro calabrese, s’è rimangiato (il Cavaliere) completamente l’impegno ed ha addirittura cancellato dall’esecutivo la Calabria, e oggi, non pago, attraverso alcuni suoi ministri la penalizza, umilia e offende (insieme ad altre regioni del Sud) dando, di fatto, degli ignoranti ai docenti calabresi e meridionali. Domando: esistono dei parlamentari calabresi e meridionali del centrodestra che hanno il coraggio di far sentire la loro voce di protesta?”. 

 

 

25 agosto 2008

 

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Dopo Garante Salute Calabria, Partito Democratico, primo firmatario senatore e chirurgo fama mondiale Ignazio Marino, chiede istituzione Garante Salute nazionale. Successo iniziativa Diritti Civili. Una grande vittoria, il riscatto di una intera regione.

 

 

 

Roma

Dopo il Garante della Salute della Calabria, promosso dal leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, e approvato, all’unanimità, con una apposita legge, dal Consiglio regionale della Calabria il 30 giugno scorso, il Partito Democratico di Veltroni propone l’istituzione del Garante della Salute nazionale. Soddisfatto e orgoglioso Corbelli, che afferma: “E’ una grande vittoria. Una importante conquista civile. Il sogno che si realizza. Il riscatto di una intera regione, la Calabria, dopo i tanti drammatici casi di malasanità. Il Garante della Salute della Calabria diventa, con la proposta del Pd, il modello di riferimento per l’intero Paese. L’iniziativa di Diritti Civili continua dunque a riscuotere consenso e successo anche fuori dai confini regionali. Dopo l’attenzione di alcuni grandi media (e quella costante e importante della stampa calabrese)  è di mercoledì scorso la iniziativa, annunciata da un autorevole esponente del Partito Democratico, il senatore e chirurgo di fama mondiale, Ignazio Marino, che in una intervista all’Unità, ha ufficialmente proposto e chiesto, a nome del suo partito, l’istituzione del Garante della Salute nazionale, una proposta, quest’ultima, che il Movimento Diritti Civili sta portando avanti da un anno insieme all’istituzione del Garante della Salute della Calabria e al Garante in ogni regione. Il disegno di legge del Pd, che vede primo firmatario il senatore Marino, e che sarà ufficialmente presentato la prossima settimana, come preannunciato dallo stesso parlamentare nell’intervista, è un nuovo, ulteriore, prestigioso riconoscimento all’iniziativa di Diritti Civili, che in questi mesi ha sempre chiesto che oltre alla Calabria anche le altre regioni e il ministero della Sanità istituissero, rispettivamente, un Garante regionale e un Garante nazionale della Salute. E’ quello che occorre fare adesso: istituire insieme al Garante nazionale della Salute un Garante in tutte le regioni. C’è da essere non solo soddisfatti, ma orgogliosi, come calabresi, di aver - continua Corbelli -  studiato, istituito e indicato all’intero Paese il Garante della Salute, una struttura innovativa, semplice e rivoluzionaria per combattere e prevenire la malasanità, la disorganizzazione, la violazione, in materia di assistenza sanitaria, dei diritti dei cittadini e gli scandali del mondo della sanità. La Calabria, con questa iniziativa, resa possibile grazie al contributo e alla volontà del Consiglio regionale e del Consiglio provinciale di Cosenza, è finalmente riuscita a scrollarsi di dosso l’etichetta di regione della malasanità e a indicare la strada da perseguire per una assistenza sanitaria degna di un Paese civile e soprattutto per salvaguardare i diritti fondamentali dei cittadini, in particolare di quello meno abbienti. Sono contento che quella che un anno fa, quando il Movimento Diritti Civili ha iniziato questa lunga e difficile battaglia civile del Garante, sembrava una missione impossibile, oggi invece non solo si è concretizzata in Calabria ma si appresta a diventare, con la proposta del Pd dell’istituzione del Garante della salute nazionale, un modello di riferimento per l’intero Paese, come del resto ho sempre chiesto e auspicato in questi dodici mesi. E’ questa la Calabria dell’impegno civile e sociale, che riscatta e rilancia, in questo modo, con questa iniziativa del Garante della salute, la propria immagine e la sua credibilità devastate purtroppo dai tanti, drammatici casi di malasanità. Il Garante della salute della Calabria sarà eletto entro 90 giorni e diventerà subito operativo, così come previsto dalla legge approvata dal Consiglio regionale calabrese. Il Garante della Salute della Calabria, prima struttura del genere in Italia, oltre a denunciare casi di cattiva sanità, di disservizi, di disorganizzazione, di violazione dei diritti dei cittadini, anche dei detenuti, in materia di assistenza sanitaria, ad effettuare controlli in tutte le strutture sanitarie e ospedaliere, pubbliche e private, convenzionate con la regione, a sostenere le giuste battaglie di verità e giustizia dei familiari delle vittime dei casi di malsanità, servirà a coordinare interventi per casi urgenti e drammatici. Attraverso un numero verde, sempre operativo, 24 ore su 24, verranno raccolte tutte le segnalazioni e le denunce dei cittadini sui casi più gravi di malasanità”.

 

12 agosto 2008 

(In questa stessa pagina tutta la storia della lunga battaglia di Diritti Civili per l'istituzione del Garante della salute e il testo integrale della proposta di legge approvata dal Consiglio regionale della Calabria il 30 giugno 2008) 

 

 

 

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Garante Salute Calabria “modello positivo da imitare”. La soddisfazione di Corbelli che parla di “riconoscimento importante e significativo. Una svolta storica per la Calabria che serve a rilanciare e riscattare l’immagine della regione devastata dalla malasanità”.

 

 

 

Catanzaro

Dopo il Tg5 anche il Tg1 ha dato la notizia, nell’edizione delle ore 20, dell’altra sera, dell’istituzione del Garante della Salute della Calabria e lo ha indicato come “modello positivo da imitare”. Lo rende noto, assai soddisfatto, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della proposta di legge, approvata ufficialmente il  30 giugno scorso, all’unanimità, dal Consiglio regionale della Calabria, che parla di “svolta storica e di riscatto dell’immagine e della credibilità della Calabria, devastata dai tanti, drammatici casi di malasanità”. Corbelli parla di “riconoscimento importante e significativo, da parte del Tg1, per una grande conquista civile, il Garante della Salute, che fa della Calabria un punto di riferimento per l’intero Paese. E’ in questo modo, con queste iniziative concrete, innovative, rivoluzionarie, che vanno nell’interesse e nella difesa dei diritti dei cittadini, che si può finalmente voltare pagina in Calabria e soprattutto si può riscattare e rilanciare l’immagine e la credibilità della regione letteralmente distrutte dopo il ciclone della malasanità. Mentre in Italia della sanità si parla purtroppo per la cattiva gestione, per i casi di malasanità, per le morti assurde, per le tante tragedie, per gli scandali e gli arresti eccellenti, la Calabria viene citata dal Tg1 come modello positivo per l’istituzione della struttura del Garante della Salute. C’è da essere non solo soddisfatti ma orgogliosi e soprattutto motivati a continuare su questa strada. Occorre adesso procedere, entro 90 giorni, come prevede la legge approvata dal Consiglio regionale calabrese, a eleggere il Garante della Salute, organizzare e rendere subito operativa tutta la struttura”. Il Garante della Salute, prima struttura del genere in Italia, oltre a denunciare casi di cattiva sanità, di disservizi, di disorganizzazione, di violazione dei diritti dei cittadini, anche dei detenuti, in materia di assistenza sanitaria, ad effettuare controlli in tutte le strutture sanitarie e ospedaliere, pubbliche e private, convenzionate con la regione, a sostenere le giuste battaglie di verità e giustizia dei familiari delle vittime dei casi di malsanità, servirà a coordinare interventi per casi urgenti e drammatici. Attraverso un numero verde, sempre operativo, 24 ore su 24, verranno raccolte tutte le segnalazioni e le denunce dei cittadini sui casi più gravi di malasanità”.

 

16 luglio 2008

 

 

 

 

Comunicato dei Genitori di FEDERICA MONTELEONE        

 

I genitori di Federica Monteleone intervengono dopo l’approvazione del Garante della Salute della Calabria. "Una iniziativa importante, una svolta".

 

 

Vibo Valentia

I genitori di Federica Monteleone, Giuseppe Monteleone e Maria Sorrentino, intervengono, con una nota, sull’istituzione del Garante della Salute della Calabria, la proposta di legge, promossa dal responsabile del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, e approvata il 30 giugno scorso dal Consiglio Regionale Calabrese. “Abbiamo appreso con soddisfazione dell’approvazione della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria. Avevamo sin dall’inizio creduto e sostenuto questa iniziativa del coordinatore dei diritti civili, Franco Corbelli. E’ una notizia positiva per la Calabria. Una speranza per il futuro, perché cambi finalmente qualcosa per la sanità in questa regione. Il Garante della Salute è una realtà importante. Abbiamo fiducia in questa struttura del Garante, che rappresenta un importante traguardo per l’intera regione e un esempio positivo per tutta l’Italia. E’ una svolta significativa, una  rivoluzione per la sanità calabrese. Quello che la gente chiedeva e si aspettava. Finalmente si volta pagina in Calabria. L’approvazione, da parte del Consiglio Regionale, della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute va in questa direzione. E’ un messaggio preciso ad una intera regione, che chiede e aspetta segnali concreti di reale cambiamento per la gestione della sanità, che invoca un cambio radicale rispetto al passato. Da oggi ci auguriamo che sia così. Il Garante della Salute dovrà essere un riferimento semplice, immediato ed efficace per tutti i calabresi. Una conquista per la Calabria. Dopo i tanti, drammatici casi di malasanità è stata dunque scritta una pagina importante, con l’approvazione della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute. L’augurio è che adesso cambino molte cose nella sanità calabrese, che si evitino tante ingiustizie e tanti scandali, che si rispettino i sacrosanti diritti dei cittadini all’assistenza sanitaria, che si aiutino tante persone, soprattutto quelli più indigenti, che si scongiurino nuovi casi di malasanità. Questa struttura dovrà servire per aiutare tanta povera gente. Il Garante della Salute oltre a denunciare casi di malasanità, di disservizi, di disorganizzazione, di violazione dei diritti dei cittadini in materia di assistenza sanitaria, deve poter effettuare controlli in tutte le strutture sanitarie e ospedaliere, pubbliche e private, della regione, deve sostenere le battaglie di noi familiari di vittime di casi di cattiva sanità. Servirà, come è stato spiegato da Corbelli, a coordinare anche interventi per casi urgenti e drammatici. Attraverso un numero verde, sempre operativo, 24 ore su 24, verranno raccolte tutte le segnalazioni e le denunce dei cittadini sui casi più gravi di malasanità. Siamo pronti a collaborare per la realizzazione di questa struttura del Garante della Salute. Vogliamo e continueremo a batterci perchè non ci siano più ingiustizie, casi di malasanità, tragedie come quelle che abbiamo vissuto noi, con la perdita della nostra giovanissima figlia, Federica, come quelle della morte della giovanissima Eva Ruscio, del piccolo Andrea Bonanno, del giovane Flavio Scutellà, della giovane mamma Angela  Scibilia”. 

 

Giuseppe Monteleone e Maria Sorrentino

 

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili denuncia “Silenzio inviati-fustigatori giornali nazionali su importante, rivoluzionaria novità istituzione Garante Salute Calabria”. 

  

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, denuncia il “silenzio, ingiustificato e discriminatorio, dei mezzi d’informazione nazionali e dei grandi inviati sulla importante iniziativa, primo caso del genere in Italia, dell’istituzione del Garante della Salute della Calabria”, promossa dallo stesso Corbelli e approvata lunedì scorso, all’unanimità, dal Consiglio Regionale calabrese. Corbelli chiede ai “noti inviati ed editorialisti, implacabili fustigatori, esperti e autori delle denunce degli scandali italiani e di quelli calabresi in particolare, soprattutto quelli legati alla malasanità, perché loro e i loro giornali continuano a tacere su questa importante, innovativa, rivoluzionaria iniziativa, prima struttura del genere in Italia, il Garante della Salute, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale della Calabria. Quello stesso Consiglio che i soliti noti inviati-editorialisti hanno in questi anni più volte additato come una sorta di combriccola di inquisiti. Lunedì questi stessi consiglieri regionali calabresi, con un coraggioso atto politico, hanno approvato una legge che rappresenta una assoluta novità positiva a livello nazionale e internazionale. Eppure i soliti noti inviati-editorialisti dei grandi quotidiani nazionali tacciono; ; così come tacciono i telegiornali nazionali, con la lodevole eccezione del Tg1 e del Tg5 di Mimun che ha ancora una volta hanno dato prova di correttezza dando la notizia dell’approvazione della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria. Ai soliti noti inviati-editorialisti di giornali e televisioni che in questi anni si sono occupati della Calabria, sparando su questa regione, criminalizzandola per ogni piccolo scandalo chiedo di spiegare perché non si occupano oggi, come gli impone di fare il loro dovere deontologico e professionale e la loro onestà intellettuale, anche della Calabria positiva, del Consiglio regionale che, recependo una proposta del Movimento Diritti Civili e del Consiglio provinciale di Cosenza, ha dato il via libera lunedì sera al Garante della Salute. Se per anni si spara con titoli a carattere cubitali, sui grandi media nazionali, sulla Calabria, si denunciano (giustamente) i casi di malasanità calabrese, si criminalizza (ingiustamente) questa terra, si ha anche il dovere, quando poi questa regione promuove una iniziativa diversa, innovativa, rivoluzionaria per affrontare l’emergenza sanitaria, di registrare, come ha correttamente fatto la stampa calabrese, anche questo fatto positivo, questo cambio di rotta, questa svolta storica nella sanità calabrese (e non solo), questa grande conquista civile, il Garante della Salute, destinato a diventare un modello di riferimento per l’intero Paese. Purtroppo l’amara riflessione che viene fuori anche da questa vicenda è che la  Calabria è destinata (e condannata!) a interessare i noti inviati-fustigatori, a fare notizia su tutti i grandi media nazionali solo per episodi negativi e ad essere invece completamente ignorata per fatti positivi. Criminalizzata e sbattuta come un mostro in prima pagina per le negatività e dimenticata e letteralmente cancellata per le (poche) positività. E’ quanto è successo purtroppo anche per l’istituzione del Garante della Salute“. 

 

5 luglio 2008

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Il Consiglio Regionale della Calabria ha approvato lunedì sera all'unanimità la proposta di legge per l'istituzione del Garante della Salute. "Una grande conquista civile".

  

 

Reggio Calabria

Il Garante della Salute della Calabria diventa realtà. Lunedì sera, 30 giugno, il Consiglio Regionale Calabrese ha infatti approvato all'unanimità la proposta di legge promossa dal Movimento Diritti Civili e licenziata dal Consiglio provinciale di Cosenza il 17 gennaio scorso. La proposta è stata recepita, emendata e licenziata, martedì scorso, dopo l’audizione, a Palazzo Campanella, del leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dalla Prima Commissione Consiliare Regionale (Affari Istituzionali), presieduta da Giulio Serra. Relatore della proposta e dell'emendamento finale è stato il vice presidente del Consiglio Regionale Calabrese, Antonio Borrello. Corbelli, promotore di questa iniziativa di legge, esprime tutta la sua soddisfazione per “questo importante e storico traguardo” e parla di “svolta significativa, di vera e propria rivoluzione per la sanità calabrese, destinata a diventare un modello di riferimento per l’intero Paese. Da oggi in Calabria si volta pagina. L’approvazione, da parte del Consiglio Regionale, della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute – continua Corbelli - è un messaggio preciso ad una intera regione, che chiede e aspetta segnali chiari e concreti di reale cambiamento per la gestione della sanità, che invoca una netta e radicale inversione di tendenza rispetto al passato. Da questo momento sarà così. Il Garante della Salute sarà un riferimento semplice, immediato ed efficace per tutti i calabresi. Una grande conquista civile, una vittoria per una intera regione, ottenuta grazie al contributo del Consiglio provinciale di Cosenza, del Consiglio Regionale della Calabria, dei media calabresi che sin dall’inizio hanno creduto e sostenuto questa iniziativa di legge e questa battaglia civile. Dopo i tanti, drammatici casi di malasanità è stata dunque scritta una bella pagina di politica solidale e di buona sanità, con l’approvazione della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute. Cambieranno molte cose d’ora in avanti nella sanità calabrese. Si eviteranno tante ingiustizie e tanti scandali, si rispetteranno i sacrosanti diritti dei cittadini all’assistenza sanitaria, si aiuteranno tante persone, soprattutto quelli più indigenti, si scongiureranno, questo è l’auspicio e l’impegno, nuovi casi di malasanità e nuove tragedie. Il Garante della Salute tra i suoi compiti avrà anche quello di sostenere le giuste e doverose battaglie dei familiari delle vittime dei casi di malasanità. L’istituzione del Garante della Salute della Calabria si rendeva necessaria, urgente e indispensabile dopo i tanti, drammatici casi di malasanità, registratesi in questa regione. La Calabria, grazie ad una iniziativa esemplare e bipartisan del Consiglio Regionale, a cui va il mio ringraziamento e il plauso di tutti i calabresi, sarà dunque la prima regione italiana a dotarsi di questa importante e innovativa struttura. Il Garante della Salute oltre a denunciare casi di cattiva sanità, di disservizi, di disorganizzazione, di violazione dei diritti dei cittadini in materia di assistenza sanitaria, ad effettuare controlli in tutte le strutture sanitarie e ospedaliere, pubbliche e private, convenzionate con la regione, a sostenere le giuste battaglie e istanze dei lavoratori e degli operatori sanitari, servirà a coordinare interventi per casi urgenti e drammatici. Attraverso un numero verde, sempre operativo, 24 ore su 24, verranno raccolte tutte le segnalazioni e le denunce dei cittadini sui casi più gravi di malasanità”.

 

3 luglio 2008

 

Testo integrale proposta di legge istituzione Garante della Salute della Calabria approvata, all'unanimità, dal Consiglio regionale calabrese il 30 giugno 2008

 

 

 

Art. 1

(Istituzione)

 

1.         E' istituito presso il Consiglio regionale della Calabria l’Ufficio  del Garante della Salute  cui è attribuito il compito di  verificare la piena attuazione nel territorio regionale dei diritti di tutte le persone, di ogni colore, religione, cultura ed etnia , compresi i detenuti, in materia di assistenza sanitaria e socio-sanitaria;

 

2.         Il Garante presenta semestralmente una relazione al Consiglio Regionale e può comunque in qualsiasi momento essere convocato dal Presidente del Consiglio, dal Presidente della Giunta, dall'Assessore regionale alla Sanità e dalla Commissione permanente competente per materia;

 

3.         Il Consiglio regionale esamina e discute la relazione del Garante e adotta le iniziative ritenute necessarie;

 

4.         La relazione del Garante viene pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione, e divulgata nelle forme e con le modalità definite dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale.

 

Art. 2

(  Funzioni)

 

1.      Il Garante interviene a richiesta dei cittadini, di formazioni e associazioni sociali attraverso un numero verde operativo ventiquattrore per :

a)   vigilare sul rispetto delle personalità e della dignità del cittadino in rapporto alla fruizione dell'assistenza sanitaria e socio-sanitaria;

b)   segnalare alle competenti amministrazioni fattori di rischio o di danno a causa di carenze e di situazioni inadeguate dal punto di vista ambientale, organizzativo, strutturale e igienico-sanitario;

d)   collaborare con il Garante per l'infanzia e l'Adolescenza della Regione Calabria per tutte le problematiche inerenti ai bambini e previste nella apposita Legge regionale di istituzione di questa figura;

e)   fornire, attraverso l’URP del Consiglio regionale , informazioni utili ai cittadini per le più importanti problematiche della sanità di interesse collettivo, come la cura delle malattie rare e delle diverse gravi patologie, indicando i centri di eccellenza regionali, nazionali e internazionali;

f)    tutelare la funzionalità e l’efficacia nell’erogazione delle prestazioni, le condizioni materiali e organizzative delle strutture e dei presidi socio-sanitari.

 

2.      La richiesta è improcedibile qualora sia stato già presentato, per il medesimo oggetto, ricorso giurisdizionale.

 

Art. 3

(Procedure)

 

1.      Chiunque sia indirettamente a conoscenza o direttamente oggetto di violazioni dei diritti del cittadino, all'art. 2 della presente legge, può rivolgersi al garante della salute.

           

 

2.      Questi, previa comunicazione all'ufficio di direzione dell'Azienda interessata, chiede al responsabile della struttura, presidio, ufficio o servizio di esaminare congiuntamente quanto è stato o è oggetto di violazione, stabilendo , tenuto conto delle esigenze dei medesimi, il termine massimo entro cui devono essere attuati i necessari interventi e/o provvedimenti.

 

3.      Trascorso tale termine il Garante porta a conoscenza del Direttore Generale dell’Azienda  le inadempienze e gli ulteriori ritardi verificatisi, perché provveda, come di competenza.

 

4.      Trascorsi 30 giorni dall'avvenuta comunicazione, il Garante comunica al Presidente del Consiglio regionale le inadempienze di cui al comma precedente per attivare interventi surrogatori.

 

5.      Il Garante darà immediata notizia ai richiedenti di ogni intervento attuato.

 

6.      Per lo svolgimento delle sue funzioni il Garante può ottenere in copia i provvedimenti adottati nonché ogni altra informazione necessaria all'esercizio dei compiti di cui all'art. 2 della presente legge.

 

Art. 4

(Nomina, requisiti e incompatibilità)

 

1.      Il Garante è eletto a maggioranza qualificata dei presenti dal Consiglio regionale ai sensi della L.R. n. 39 del 1995 tra persone che abbiano maturato una esperienza almeno decennale nel campo sociale o sanitario; se dopo tre votazioni non è raggiunto il quorum necessario si procede con una quarta votazione a seguito della quale viene eletto il candidato che ottiene la maggioranza relativa.

 

2.      L'incarico del Garante dura cinque  anni e non può essere rinnovato;

 

3.      Non sono eleggibili all’Ufficio del Garante:

a)   Consiglieri e  Assessori regionali, provinciali e comunali e i titolari di altre cariche elettive;

b)   i direttori generali, sanitari, amministrativi, il personale medico e i dipendenti delle ASP e delle Aziende ospedaliere regionali;

c)   gli amministratori di enti pubblici, aziende pubbliche o società a partecipazione        pubblica, nonché gli amministratori o dirigenti di enti, imprese o associazioni che intrattengono rapporti  a qualsiasi titolo con la Regione ,   enti dipendenti e/o strumentali della stessa.

 

4.      Le cause di ineleggibilità sopravvenute comportano decadenza di diritto e nei 20 giorni successivi al suo verificarsi  il Consiglio regionale provvede alla nuova nomina.

 

5.      L'incarico di Garante può essere revocato per gravi e comprovati motivi di ordine morale;

 

6.      La revoca, motivata, può essere effettuata solo dal Consiglio Regionale con la stessa maggioranza prevista per la nomina;

 

7.      Al Garante della Salute spettano le indennità determinate dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale.

 

 

Art. 5

(Rapporti con il Difensore Civico)

 

1.      Il  Garante della Salute interloquisce con il Difensore Civico per scambio di informazioni di interesse comune in funzione dell’espletamento del proprio ufficio.

 

Art. 6

(Ufficio del Garante)

 

1.      L'Ufficio del Garante ha sede presso il Consiglio regionale.

 

2.      L'Ufficio è composto dal Garante e da un collaboratore con funzione di segretario, individuato tra il personale regionale di fascia C.

                                              

Art. 7

Norme transitorie

 

1.      In sede di prima applicazione della presente legge la nomina del Garante della Salute avviene entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge e cessa con la conclusione della legislatura.

 

2.      Per gli anni successivi si provvede ad inizio di ogni legislatura.

 

Art. 8

Norma Finanziaria

 

1.      Agli oneri derivanti dall’applicazione della presente legge, valutati per il 2008 in Euro 50.000,00 si provvede mediante prelievo di somma di uguale importo dal “Fondo globale” del bilancio di previsione 2008.

 

Art. 9

Abrogazione di norme

 

1.      E’ abrogata la L.R. 8 Agosto 1988, n. 20.

 

Art. 10

Entrata in vigore

 

1.      La presente legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo a quello di pubblicazione sul BURC.

 

 

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli chiede a Loiero di nominare Sgarbi Assessore regionale alla Cultura della Calabria.

Entusiasta il critico d’arte e, da poco, nuovo sindaco di Salemi(Tp)

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, chiede al Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, di nominare Vittorio Sgarbi Assessore regionale alla Cultura”. Corbelli chiede al Governatore calabrese una “scelta forte, innovativa, rivoluzionaria rispetto al passato e di rilancio a livello nazionale e internazionale della immagine della nostra regione, in materia di beni artistici, storici e culturali, vera grande ricchezza di questa terra. La vicenda di questi giorni dei 21 milioni destinati alla Calabria per i beni artistici e culturali, mai utilizzati e dimenticati al Ministero della Cultura, dimostra e conferma – afferma Corbelli - quanto sia necessario e indispensabile che alla guida dell‘assessorato alla Cultura della Calabria vada un personaggio autorevole, competente, capace e popolare come Sgarbi, stimato e apprezzato per la sua grande cultura e per le capacità amministrative come ha dimostrato nelle, sia pure brevi, esperienze di Assessore ai Beni Culturali del Comune di Milano e ancora prima, nel 2001, di Sottosegretario alla Cultura. Chiedo per queste ragioni all’amico presidente Loiero di nominare Sgarbi Assessore regionale (sfruttando uno dei due posti di assessore esterno, reso disponibile dopo il dimissionamento di Diego Tommasi) alla Cultura della Calabria, una regione che il critico d’arte ama, che conosce molto bene, che ha sempre apprezzato e valorizzato in questi anni in tutti i suoi interventi parlamentari e televisivi. Sgarbi saprebbe come utilizzare quei fondi del Ministero della Cultura, fermi e destinati alla nostra regione; saprebbe soprattutto come valorizzare le grandi ricchezze artistiche e culturali e come rilanciare l’immagine della Calabria in Italia e nel mondo. Loiero è amico di Sgarbi. C’è tra i due, persone oneste, colte e intelligenti, oltre ad una sincera amicizia, una perfetta sintonia umana e una grande affinità culturale e politica. Insieme hanno fatto anche recenti battaglie politiche e campagne elettorali. Ho anticipato oggi al mio vecchio amico Sgarbi, un apolide della politica, questa mia iniziativa. E’ rimasto entusiasta. L’ex parlamentare, critico d’arte e nuovo sindaco di Salemi, in provincia di Trapani, dove ha ottenuto un grande, clamoroso successo, si è detto pronto a ricoprire anche questo importante e prestigioso incarico di Assessore regionale alla Cultura della Calabria e diventare così, come mi ha detto, il ponte ideale tra la Calabria e la Sicilia per il rilancio nazionale e internazione della immagine della nostra regione e della cittadina del trapanese che lo vede da ieri nuovo primo cittadino”.

 

giugno 2008

 

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Emergenza criminalità. Diritti Civili chiede “Invio soldati anche in Calabria e non solo nelle metropoli e davanti alle discariche”!

 

 

Roma

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo la decisione del Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, di concedere l’utilizzazione di 2500 soldati per il pattugliamento notturno delle metropoli italiane e per il controllo di alcune discariche, chiede la presenza dell’esercito anche in Calabria, “per, afferma, affrontare e contrastare la prima, vera emergenza di questa regione: la ‘ndrangheta”. Corbelli ricorda che sono diversi anni che Il Movimento Diritti Civili combatte, la (quasi solitaria) battaglia per l’invio dei militari nella nostra regione e avanza la richiesta per affrontare quella che definisce la drammatica emergenza calabrese: la criminalità organizzata. “Il Movimento Diritti Civili sono diversi anni che chiede la presenza dei soldati in Calabria. Oggi è assolutamente indispensabile e urgente la presenza dei militari in Calabria, in alcune zone ad alto rischio mafioso, ad iniziare dalla Locride, territorio, purtroppo, teatro di faide sanguinarie, che ha fatto registrare negli ultimi anni oltre trenta omicidi (impuniti), tra cui quello eccellente politico-mafioso di Francesco Fortugno e che proprio nei giorni scorsi ha visto scene da Far West a Melito Porto Salvo con il grave ferimento di un bambino, che fortunatamente, grazie a Dio, si sta cercando di salvare a Roma. La vera emergenza oggi in Calabria è la ’ndrangheta, che intimidisce, spara e uccide in modo brutale, spettacolare e senza pietà. Per questo è assolutamente urgente oggi l’invio dei soldati nella nostra regione per una importante, indispensabile opera di vigilanza e prevenzione sul territorio e di supporto al lavoro di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. E’ impensabile poter affrontare questa emergenza, controllare il vasto territorio, garantire condizioni di sicurezza ai cittadini con i pochi mezzi e uomini a disposizione delle forze dell’ordine. Per questo si rende assolutamente urgente e indispensabile l’invio dell’esercito. Per garantire la legalità, la sicurezza delle popolazioni locali. I soldati potrebbero essere utilizzati in operazioni di vigilanza, controllo e prevenzione sul territorio, liberando in questo modo le altre forze dell’ordine, da destinare ad efficaci azioni di indagini e di contrasto alla criminalità”. Corbelli si chiede infine polemicamente “perché i soldati possono essere mandati a controllare le discariche e le grandi città e non possono invece essere inviati in Calabria dove ben più pericolosa è la minaccia mafiosa, più grave e preoccupante è la situazione dell’ordine pubblico e della legalità. Il mancato invio dei soldati in Calabria, e il loro contestuale utilizzo in altre regioni del Paese, sarebbe l’ennesima, ingiustificata penalizzazione e discriminazione di questa regione”. 

 

15 giugno 2008

 

                                                                                                                

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Proposta legge istituzione Garante Salute Calabria sarà approvata da Consiglio Regionale, subito dopo Bilancio. Soddisfazione di Corbelli. “Una svolta storica per la sanità calabrese, una grande conquista civile. Un modello di riferimento per l'intero Paese"

 

 

Reggio Calabria

Il Garante della Salute della Calabria diventa realtà. La proposta di legge per l’istituzione della figura del Garante della Salute, promossa dal leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, licenziata dal Consiglio provinciale di Cosenza il 17 gennaio scorso, è stata portata oggi dal presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe Bova, alla conferenza dei capigruppo, trasmessa subito alla competente Commissione Sanità per gli adempimenti di natura finanziaria, prima di essere portata all’approvazione dell’Assemblea regionale nel primo Consiglio utile, dopo quello del 28 e 29 maggio, dedicato per legge solo al Bilancio. Lo rende noto Franco Corbelli  che ha avuto oggi la comunicazione ufficiale dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale. Corbelli, che esprime grande soddisfazione, ringrazia il presidente Bova, tutti i capigruppo e l’intero Consiglio regionale per quella che definisce “una svolta storica, una rivoluzione nella sanità calabrese”. “Una importante iniziativa sta per essere ufficializzata in Calabria, dopo i tanti casi di malasanità e le morti assurde. E’ il Garante della Salute della Calabria che diventa legge regionale. Primo e unico caso di una struttura del genere in Italia. Una grande conquista civile, che segnerà una svolta fondamentale per la sanità e per il rispetto dei diritti dei cittadini e destinata a diventare un modello di riferimento per l’intero Paese”, afferma Corbelli. L’iter legislativo è quello previsto dall’art. 39, comma 1 e 2, del Nuovo Statuto della Regione Calabria. La proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute, dopo l’approvazione del Consiglio provinciale e dopo l’ok del Consiglio Regionale, diventerà così legge della Regione Calabria. “Dopo le tante tragedie, la morte delle due giovanissime studentesse di Vibo Valentia, Federica Monteleone ed Eva Ruscio, il giovane della provincia di Reggio Calabria Flavio Scutellà, la giovane donna di Cinquefrondi, il piccolo Andrea Bonanno, alla luce delle numerose denunce sui casi di malasanità diventa ancora più importante e urgente l’istituzione della figura del Garante della Salute, proprio per difendere e garantire i diritti di tutti i cittadini. La proposta servirà a dotare la Regione Calabria della struttura del Garante della Salute per monitorare costantemente la situazione negli ospedali e nelle strutture sanitarie della regione; verificare eventuali disservizi, casi di disorganizzazione, violazioni dei diritti dei degenti, coordinare in collaborazione con le diverse autorità preposte gli interventi per casi urgenti e drammatici. Il Garante attraverso una centrale operativa telematica avrà in tempo reale l’aggiornamento e la disponibilità di tutte le strutture ospedaliere e sanitarie della regione e degli operatori e mezzi di pronto intervento. La struttura del Garante raccoglierà, attraverso un numero verde, operativo 24 ore, le segnalazioni e le denunce dei cittadini sui casi di malasanità; provvederà quindi ad effettuare le verifiche e i relativi controlli. Il Garante è una figura istituzionale autorizzata ad avere accesso in qualsiasi struttura sanitaria pubblica della Regione, chiedere e ottenere tutte le notizie utili alle indagini da esperire, naturalmente nel rispetto della privacy della persona. La Calabria sarà la prima regione italiana a dotarsi di questa struttura che di certo rappresenterà una garanzia per tutti i cittadini che servirà non solo a denunciare casi di disorganizzazione ma, ci auguriamo, ad evitare episodi di malasanità e scongiurare nuove tragedie”.

 

26 maggio 2008

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili al Presidente Napolitano: “Ci aiuti a salvare San Luca. Venga in questo paesino calabrese, ingiustamente criminalizzato. Lo faccia per tutti quei bambini innocenti” 

 

San Luca(Rc)

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, lancia un appello a favore di San Luca, invita il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a far visita a questo piccolo centro della Locride, a incontrare quei bambini autori delle suppliche alla Madonna per fermare la violenza e la faida, quale segnale di attenzione dello Stato e messaggio di speranza per il futuro. “Presidente Napolitano, venga a San Luca, nel paese di Corrado Alvaro. Lo faccia soprattutto per quei bambini, le cui letterine di supplica alla Madonna di Polsi, sono state ritrovate nei giorni scorsi, di questo piccolo centro, ingiustamente criminalizzato in Italia e nel mondo, soprattutto dopo la strage di Duisburg, per vecchi pregiudizi e antichi preconcetti. Venga a visitare questo paesino, per dimostrare che lo Stato non lo ha abbandonato, che le Istituzioni sono vicine, che quei bambini non sono lasciati soli, che c’è una speranza per il loro futuro, che saranno proprio loro che un domani aiuteranno a sconfiggere definitivamente l‘emarginazione, la discriminazione e la ‘ndrangheta. Ci aiuti presidente Napolitano a salvare San Luca. Aiuti quei bambini che hanno chiesto, con tutto il candore della loro età, il “miracolo” alla Madonna. Non vogliono la guerra, vogliono la pace, la serenità. La sua presenza, Presidente, a San Luca sarebbe un segnale forte per l’intera Nazione e non solo. Quei bambini sarebbero i più felici di tutti di vederla, incontrarla, parlare con lei, stringerle la mano, festeggiarla. La Madonna di Polsi li proteggerà quei piccoli innocenti, Lei con la sua autorevolezza può incoraggiarli e guidarli verso un futuro sereno, di pace, di giustizia, di rifiuto della mafia, della violenza e della vendetta. Il volto di San Luca deve essere quello di questi bambini. E’ per loro che bisogna combattere”. Corbelli lo scorso anno, dopo la strage di Duisburg, in Germania, ha promosso, nel corso dell’estate, in molte piazze calabresi, l’iniziativa “Salviamo San Luca”, una campagna per salvare il paesino della Locride.

 

11 maggio 2008

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili denuncia: “Calabria cancellata in tutte le nomine istituzionali (Uffici Presidenza e Gruppi Parlamentari) e senza un Ministro”

 

 

Roma

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, denuncia quella che definisce “la cancellazione della Calabria in tutte le nomine degli Uffici di Presidenza della Camera e del Senato, per le presidenze di tutti i Gruppi parlamentari, del Pdl, del Pd, dell’Idv, dell’Udc e anche dal nuovo Governo, per la mancata presenza di un calabrese nel Consiglio dei Ministri, così come invece solennemente promesso da Silvio Berlusconi, durante la campagna elettorale nel corso di un comizio a Cosenza”. “Come calabrese esprimo tutta la mia indignazione – afferma Corbelli - per quella che giudico una umiliazione e una discriminazione della nostra regione posta in essere, con le prime importanti nomine istituzionali, da tutti i partiti presenti in Parlamento. In tutte le nomine fatte, infatti, non c’è un solo calabrese. Né negli Uffici di Presidenza della Camera e del Senato, né tra i presidenti e vice presidenti di tutti i Gruppi parlamentari. Possibile che dei 32 eletti-nominati in Calabria il 13 aprile non ci fosse uno capace e meritevole di occupare uno dei numerosi scranni degli Uffici di Presidenza del Parlamento e dei Gruppi parlamentari? Non c'è naturalmente anche nessun Ministro calabrese, nonostante la promessa fatta da Berlusconi in campagna elettorale. Sembra che questa regione non faccia parte dell’Italia; che non esista un drammatico caso Calabria; che l’emergenza‘ndrangheta sia un’invenzione mediatica; che l’altra drammatica emergenza sanità non esista e non sia mia esistita; che gli innumerevoli vecchi, gravi problemi siano stati di colpo tutti risolti; che la classe politica calabrese sia considerata di serie B. Eppure nessuno protesta, nessuna voce si è levata per chiedere rispetto e pari dignità per questa regione. Tranne qualche isolata e flebile eccezione si registra solo silenzio da parte degli eletti-nominati, dei partiti e della società civile. Diritti Civili è lasciato da solo a condurre questa battaglia a favore della Calabria. Domando: cos’altro deve accadere per richiamare l’attenzione dei Partiti e delle Istituzioni sull’emergenza Calabria e capire che è importante e indispensabile avere un rappresentante di questa regione nel nuovo Governo, soprattutto adesso dopo la cancellazione dei calabresi da tutte le cariche istituzionali, degli Uffici di Presidenza e dei Gruppi parlamentari. Non si può continuare a prendere in giro i calabresi e abbandonare questa regione al suo tragico destino, mentre per altre regioni, con problemi assai minori, abbondano attenzione e cariche istituzionali e governative”.

 

16 maggio 2008

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli denuncia: “Gratteri è stato lasciato solo. Il pm rischia la vita per combattere la ‘ndrangheta”

 

 

Reggio Calabria

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo il sit-in attuato lunedì scorso, 28 aprile, davanti al Tribunale di Reggio, a favore del pm Nicola Gratteri, dopo il ritrovamento di una microspia nel suo ufficio, denuncia oggi la mancata solidarietà dei politici e delle Istituzioni al pm antimafia reggino. “Gratteri, dopo il gravissimo episodio della microspia, è stato lasciato solo. Non c’è stata in questi giorni, tranne rarissime eccezioni, alcuna solidarietà da parte dei politici e delle diverse Istituzioni. Il mio appello è all’intera Calabria, in particolare ai giovani, agli studenti, che invito alla mobilitazione contro la ‘ndrangheta e a favore dei magistrati coraggiosi come il sostituto procuratore Gratteri, che rischiano al vita per combattere la mafia e difendere la legalità”. Corbelli paragona Gratteri “ai giudici-eroi Falcone e Borsellino e si dice fortemente preoccupato per l’incolumità e la vita del magistrato reggino, dopo la microspia scoperta nella sua stanza, all’interno della Procura reggina e dopo la violenta offensiva della ‘ndrangheta, con questa serie impressionante di omicidi e attentati anche con l’utilizzo di autobomba. Occorre manifestare solidarietà a Gratteri, a tutti quei magistrati come lui coraggiosamente impegnati sul fronte antimafia e per la difesa della legalità in Calabria, e a quegli imprenditori e amministratori che trovano il coraggio di resistere e ribellarsi alla ‘ndrangheta. La Calabria deve reagire, non può più restare silente e immobile di fronte a questi gravissimi attacchi alle Istituzioni. Gratteri è un giudice simbolo, da oltre 20 anni vive blindato per combattere la potente e sanguinaria ‘ndrangheta. Oggi rischia la vita. La microspia scoperta nel suo ufficio è un campanello d’allarme, un segnale inquietante e allarmante che c’è qualcuno che, dopo averlo spiato, lo vorrebbe eliminare. Gratteri è diventato un magistrato scomodo, un ostacolo da eliminare. Bisogna per questo assolutamente evitare di lasciarlo, e farlo sentire, solo e isolato. Deve avvertire intorno a sé la presenza delle Istituzioni e della Calabria. Purtroppo oggi intorno a Gratteri c’è solo il silenzio e la mancata solidarietà dei politici e delle Istituzioni. C’è invece, di contro, il Corvo. e le sue lettere anonime. Esattamente come avvenne a Palermo ai tempi di Falcone...”!       

 

6 maggio 2008

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Criminalità. Diritti Civili denuncia :”Caso Calabria ignorato dalle Istituzioni. E’ scomparso dal dibattito, insieme alla promessa del Ministro calabrese”.

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo i nuovi, ultimi gravissimi episodi di criminalità che stanno letteralmente devastando l’immagine della Calabria mettendo a serio rischio l’ordine pubblico, la sicurezza e l’incolumità degli imprenditori e degli stessi cittadini calabresi, denuncia il “grave, colpevole e ingiustificato silenzio delle Istituzioni e del prossimo Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sull’emergenza ‘ndrangheta, sul problema Giustizia e sul tema legalità in Calabria”. Corbelli denuncia come “il caso Calabria sia letteralmente scomparso dal dibattito e dall’agenda politica e dagli impegni e proclami dei vincitori delle Elezioni del 13 aprile e come sia stato completamente ignorato e neppure solo citato, ieri e oggi, nei loro interventi dai neo presidenti del Senato, Renato Schifani, e della Camera, Gianfranco Fini”. Lo stesso leader di Diritti Civili più volte, in questi giorni, ha chiesto a Silvio Berlusconi di dare un segnale chiaro, preciso e forte di attenzione nei confronti della Calabria nominando, nel suo Governo, un Ministro calabrese, così come del resto solennemente promesso, dallo stesso Cavaliere, in campagna elettorale, nei suoi comizi a Catanzaro e Cosenza”. Corbelli parla di “offensiva della ‘ndrangheta che, negli ultimi tempi, ha alzato in Calabria pericolosamente il tiro e auspica per questo una forte riposta dello Stato che invece continua a mancare e latitare”. “La Calabria è letteralmente in balìa della criminalità organizzata. Imprenditori saltano in aria con autobomba, altri vengono uccisi platealmente mentre sono in macchina sulla superstrada o in pieno centro; aziende vengono intimidite, completamente distrutte e messe in ginocchio; si spara e ammazza nei locali pubblici; la ferocia criminale non si ferma neppure di fronte ai bambini. “La Calabria come Beirut, come il Far West, come la Chicago degli anni 30”, titolano i giornali. Eppure tutto ciò incredibilmente e colpevolmente non è bastato a portare il caso Calabria al centro del dibattito politico, anzi è completamente assente e scomparso dall’agenda politica e non è stato neanche menzionato, ieri e oggi, negli interventi dei neo presidenti del Senato, Schifani, e della Camera, Fini”; né mai da quando ha vinto le Elezioni ha fatto alcun cenno, nelle sue numerose esternazioni quotidiane, al caso Calabria il prossimo Premier Silvio Berlusconi, dimenticando così e cancellando letteralmente la sua promessa elettorale di nominare un Ministro calabrese. Il leader di Diritti Civili invita infine la rappresentanza parlamentare calabrese del Pdl, “anziché perdere tempo in parate e feste goliardiche, ad avere uno scatto di dignità e coraggio e far sentire forte la voce di protesta di una intera regione, completamente dimenticata, ignorata ed esclusa, sino ad oggi, dal dibattito politico, dagli impegni istituzionali e di Governo e dal tavolo delle trattative per la formazione del nuovo Esecutivo Berlusconi”.

 

30 aprile 2008

 

 

Comunicato Stampa di Giuseppe Monteleone e Maria Sorrentino, genitori di Federica

 

I genitori di Federica Monteleone chiedono l’istituzione del Garante della Salute della Calabria

 

 

Vibo Valentia

Maria Sorrentino e Giuseppe Monteleone, i genitori di Federica, la giovanissima e brillante studentessa, vittima della malasanità, impegnati con ammirevole coraggio e grande determinazione per evitare che si verifichino in futuro nuove tragedie, intervengono, con una nota, per sostenere la battaglia del Movimento Diritti Civili per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria e per chiedere al Consiglio Regionale di mettere subito all’ordine del giorno la proposta di legge presentata da Franco Corbelli e già approvata tre mesi fa dal Consiglio provinciale di Cosenza. “Dopo i tanti casi di malasanità, la morte di Federica, di Eva Ruscio, del giovane della provincia di Reggio Calabria Flavio Scutellà, del piccolo Andrea Bonanno, il bambino di Amantea, della giovane donna di Cinquefrondi e alla luce delle numerose denunce sui casi di cattiva sanità diventa importante e urgente, soprattutto in Calabria, l’istituzione della figura del Garante della Salute, proprio per difendere e garantire i diritti di tutti i cittadini, in particolare di quelli più poveri, deboli ed emarginati. Per questo – affermano Maria Sorrentino e Giuseppe Monteleone, i genitori di Federica - condividiamo e sosteniamo l’iniziativa del Movimento Diritti Civili per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria. La proposta, come è stato più volte spiegato, servirà a dotare la Regione Calabria della struttura del Garante della Salute per monitorare costantemente la situazione negli ospedali e nelle strutture sanitarie della regione; verificare eventuali disservizi, casi di disorganizzazione, violazioni dei diritti dei malati, coordinare in collaborazione con le diverse autorità preposte gli interventi per casi urgenti e drammatici. Il Garante attraverso una centrale operativa telematica avrà in tempo reale l’aggiornamento e la disponibilità di tutte le strutture ospedaliere e sanitarie della regione e degli operatori e mezzi di pronto intervento. La struttura del Garante della Salute raccoglierà, attraverso un numero verde, operativo 24 ore, le segnalazioni e le denunce dei cittadini sui casi di malasanità; provvederà quindi ad effettuare le verifiche e i relativi controlli. Il Garante è una figura istituzionale autorizzata ad avere accesso in qualsiasi struttura sanitaria pubblica della Regione, chiedere e ottenere tutte le notizie utili alle indagini da esperire, naturalmente nel rispetto della privacy della persona. Il Garante della Salute sarà al fianco di chi come noi e altre famiglie combatte per avere verità e giustizia per Federica e i propri congiunti, deceduti per colpa della malasanità. La Calabria, come ha detto il Movimento Diritti Civili, sarà la prima regione italiana a dotarsi di questa struttura, che certamente rappresenterà una garanzia per tutti i cittadini che servirà non solo a denunciare casi di disorganizzazione ma, ci auguriamo, ad evitare episodi di malasanità e scongiurare nuove tragedie. Per questo – concludono i genitori di Federica Monteleone - chiediamo al presidente del Consiglio regionale di mettere all’ordine del giorno questa proposta e di approvarla al più presto. Siamo accanto a Corbelli dei Diritti Civili, a cui abbiamo telefonato dopo la sua protesta di Reggio Calabria di venerdì scorso, davanti alla sede del Consiglio Regionale per il mancato inserimento, a distanza di tre mesi dalla presentazione, della sua proposta di legge approvata il 17 gennaio scorso dal Consiglio provinciale di Cosenza, e sosteniamo insieme a lui e al suo Movimento questa giusta e importante battaglia per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria”.

                         

21 aprile 2008

                                                     

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Criminalità. Diritti Civili chiede l’immediato invio dell’esercito in Calabria!

“E’ deleterio e irresponsabile non utilizzare i soldati per fronteggiare l’escalation criminale”

 

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo gli ultimi, gravissimi, inquietanti episodi di criminalità (la spietata guerra di mafia nel Crotonese, con il grave ferimento di una bambina, l’omicidio, oggi, dell’imprenditore incensurato nel Lametino, le intimidazioni agli amministratori) parla di “pericolosa offensiva della ‘ndrangheta, di sfida allo Stato e alle Istituzioni” e chiede l’invio dell’esercito in Calabria “per contrastare questa escalation criminale”. “In Calabria ci sono purtroppo diverse aree che sembrano di fatto diventate come tante “terre di nessuno”, delle “zone franche” per la ‘ndrangheta che spadroneggia incontrastata. Si continua ad intimidire e uccidere impunemente. Mentre il numero dei delitti (rimasti impuniti) non si conta neppure oggi la mafia ha alzato il tiro. In molte zone della Calabria a comandare non è più lo Stato ma l’anti Stato della ‘ndrangheta e di un sistema di potere affaristico-politico-mafioso . Per questo non si riesce a capire e giustificare la mancata presenza dell’esercito in Calabria, almeno nelle zone più calde, a maggior rischio criminalità. Perché non si è (ancora) pensato ai militari con una operazione simile a quella dei “Vespri Siciliani”? Tutti dopo ogni escalation criminale invocano l’intervento dello Stato in Calabria. Come? In che modo? Con qualche poliziotto, finanziere e carabiniere in più? O con qualche nuovo superprefetto, da parcheggiare in attesa di promuoverlo poi in Parlamento? O con le solite parate e sparate della (inutile) Commissione Parlamentare Antimafia? E’ deleterio e irresponsabile non utilizzare l’esercito. Cosa si aspetta per intervenire? Cos altro deve accadere? Che la ‘ndrangheta, dopo aver colpito finanche i bambini, occupi materialmente e militarmente i municipi calabresi? Per contrastare il fenomeno mafioso non bastano le sole (poche e insufficienti) forze dell’ordine. Occorre una risposta forte. E’ per questo necessaria e indispensabile la presenza dei militari, che potrebbero essere utilizzati  a custodia dei presidi a rischio, liberando in questo modo e impiegando sul territorio, per la prevenzione e repressione del crimine, una parte consistente di forze dell’ordine”.

 

26 Marzo 2008

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili a Presidente Bova: “Situazione sanità drammatica. Consiglio Regionale approvi proposta legge istituzione Garante Salute Calabria”.

 

 

Reggio Calabria

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, chiede al Presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe Bova, di approvare subito la proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, promossa dallo stesso Corbelli, licenziata, giovedì 17 gennaio, dal Consiglio Provinciale di Cosenza e subito trasmessa allo stesso presidente Bova. Corbelli informa che sia Bova che il presidente della Regione, Loiero, al quale la proposta è stata personalmente consegnata e illustrata dallo stesso coordinatore di Diritti Civili, nel mese di febbraio, hanno condiviso e apprezzato l’iniziativa di legge. Corbelli parla di “assoluta urgenza di questa struttura del Garante della Salute alla luce purtroppo dei molti casi di malasanità e disorganizzazione. La gente continua a morire per gravi negligenze, imperdonabili sottovalutazioni, per una autoambulanza che non arriva o che arriva con ore di ritardo o per un posto in ospedale che, per giorni, non si riesce a trovare per un malato. Nei vari nosocomi calabresi – continua Corbelli - mancano apparecchiature importanti. Al Movimento Diritti Civili continuano ad  arrivare, da tutta la Calabria molte segnalazioni e denunce di casi di malasanità, di disservizi, di violazioni dei diritti e di gravi carenze. I familiari delle vittime dei casi della malasanità continuano a chiedere verità e giustizia per la morte dei loro congiunti. La situazione della sanità calabrese è drammatica. Cosa si aspetta ad intervenire, ad approvare e istituire subito la figura del Garante della Salute della Calabria? Questa struttura, primo caso del genere in Italia, non sarà il toccasana di tutti i mali e problemi della sanità calabrese ma di sicuro servirà ad evitare da subito tante ingiustizie, a scongiurare violazioni dei diritti, a prevenire nuovi casi di malasanità, a garantire ai cittadini il loro fondamentale diritto all’assistenza sanitaria. Più che promuovere inutili e costose Commissioni d’inchiesta sulla sanità calabrese e a sostituire presidenti per candidarli al Parlamento (come nel caso dell’ex prefetto Serra) il Ministro della Sanità, Turco, farebbe bene a sostenere, in Calabria, iniziative ben più utili, concrete e importanti come appunto l’istituzione del Garante della Salute. Ai presidenti Bova e Loiero (che sta facendo molto per affrontare l’emergenza sanità)  chiedo un gesto concreto con l’approvazione martedì prossimo in Consiglio della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute. Sarebbe questo un segnale importante per l’intera Calabria (e non solo). Un traguardo importante. Una grande conquista civile, di cui la Calabria ha assoluto bisogno.  Il pdl per l’istituzione del Garante, approvato dal Consiglio provinciale di Cosenza, così come previsto dal Nuovo Statuto Regionale Calabrese, deve solo essere recepito dal Consiglio Regionale per diventare immediatamente legge della Regione Calabria. La sanità calabrese è oramai diventata una vera e propria drammatica emergenza sociale. Per questo in Calabria c’è grande attesa e speranza per l’istituzione del Garante della Salute, un evento storico, destinato a rivoluzionare la sanità calabrese, con l’affermazione e il rispetto dei diritti dei cittadini all’assistenza sanitaria, con particolare attenzione per i più poveri”.

 

18 marzo 2008

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento “Diritti Civili”

 

Giustizia. La denuncia di Diritti Civili:

"Pericoloso ritorno del giustizialismo"

 

 

Roma

Il Movimento “Diritti Civili”interviene dopo la scarcerazione dell’ex assessore regionale calabrese, Pasquale Tripodi, e denuncia quello che definisce un ritorno delle “manette facili, da parte di alcuni giudici che riporta alla mente gli anni bui di Tangentopoli, la violenta ondata giustizialista, il massacro, in molti casi, dello Stato di diritto e la distruzione di tante carriere e in molti casi, purtroppo anche di vite umane.” Corbelli ricorda di essere in Italia uno dei pochissimi che da oltre 20 anni, e anche in questi ultimi tempi in Calabria, continua coerentemente a mantenere una “posizione fortemente garantista, anche se quasi sempre assai impopolare”. Lo stesso leader di Diritti Civili attacca anche la stampa nazionale che, afferma,  “dopo aver sbattuto come un mostro in prima pagina l’ex assessore Tripodi il giorno dell’arresto oggi ha ignorato la sua scarcerazione, per, fatto questo gravissimo, l’illegittimità dell’ordine dei arresto”. “Ci vuole poco per distruggere un uomo. Un giudice che ti arresta, i media nazionali che ti sbattono, come un criminale, in prima pagina. E per il malcapitato, anche se innocente, è la fine. Non c’è risarcimento che possa ripagare. Non solo: addirittura il giorno della scarcerazione, come è avvenuto oggi per Tripodi, tutti i grandi mezzi d’informazione, ignorano la notizia, a differenza di quelli calabresi che hanno (tutti) riportato, in modo corretto, con grande evidenza, il provvedimento di annullamento degli arresti, giudicato dai giudici del Tribunale del riesame, addirittura illegittimo. Basta questo per capire la gravità di quanto accaduto. Ai giudici, che rispettiamo, diciamo: non si arresta una persona se non si hanno prove schiaccianti, se non si ritiene la custodia cautelare assolutamente indispensabile e soprattutto se non si è sicuri della legittimità del provvedimento restrittivo. Nel caso di Tripodi l’ordine di arresto è stato giudicato illegittimo. Può accadere tutto ciò in uno Stato di diritto? Ancora una volta viene dimostrato che non basta l’arresto o, più semplicemente, come purtroppo succede, un avviso di garanzia per condannare, in modo sommario e  senza appello, una persona, un indagato. Oggi sembra di essere ripiombati negli anni terribili del giustizialismo di Mani Pulite quando scattavano le manette facili e bastava anche un semplice avviso di garanzia per sbattere un indagato come un mostro in prima pagina su tutti i grandi media italiani. Un massacro mediatico-giudiziario, che calpestò i principi più elementari del garantismo, della presunzione d’innocenza e dello stesso Stato di diritto. Un danno devastante e irreparabile per la persona, per la sua immagine, per la sua dignità, una sofferenza indicibile per lui e la sua famiglia. Chi mai potrà ripagare tutti gli innocenti ingiustamente perseguiti in Italia? E’ ora di gridare basta alle manette facili e ai tanti, troppi errori dei giudici. Come si può dimenticare il caso di Franco Pacenza, il politico calabrese ingiustamente arrestato? Chiedo: dove sono i pseudo garantisti di questa regione e del nostro Paese che continuano a tacere? Purtroppo Diritti Civili è lasciato da solo a combattere la battaglia garantista, a difesa dei diritti delle persone e dello stesso stato di diritto”.

 

10 Marzo 2008

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Carenze sanità. Dramma bambino calabrese gravemente ustionato in cura a Brindisi e lettera genitore a Diritti Civili, che chiede di creare in Calabria Centro grandi ustioni

 

 

Reggio Calabria

Il Movimento Diritti Civili chiede all’Assessore regionale alla Sanità, Vincenzo Spaziante, e al presidente della Regione, Agazio Loiero, la creazione in Calabria di un centro grandi ustioni e rende noto l’appello di un genitore calabrese con un bambino di due anni, rimasto gravemente ustionato nell’aprile scorso, all’età di 15 mesi, e costretto da allora a recarsi ogni mese per le cure nel Centro grandi ustioni di Brindisi. L’uomo ha scritto e chiesto aiuto a Franco Corbelli per questa battaglia civile. La lettera di questo padre è una denuncia sulle carenze della sanità calabrese. Racconta il suo dramma e scrive a Corbelli: “ Nel mese di Aprile del 2007 in seguito a un incidente domestico mio figlio allora di 15 mesi riportò ustioni di 2 e 3° grado sul 30% del corpo! Lo ho portato immediatamente al Pronto Soccorso dell'Ospedale Riuniti di Reggio dove mancava anche la coperta isotermica trovata grazie al cielo e all'abnegazione di qualche sanitario nel reparto di rianimazione. Dopo le prime cure somministrate per compensare la perdita di liquidi e dopo tante telefonate, è stato trovato il posto per il ricovero ed è stato allertato l'elicottero per il trasporto del piccolo presso l'Ospedale "Perrino" del Centro grandi ustioni di Brindisi; in mancanza dell'eliporto presso l'ospedale Riuniti, l'ambulanza ha dovuto trasportare mio figlio all'aeroporto. Invece a Brindisi l'elicottero ha potuto atterrare dentro l'ospedale per la presenza dello spazio adibito. Il bambino dopo quasi due mesi di terapia intensiva e varie operazioni sta meglio anche se ogni mese, lo dobbiamo portare a Brindisi per controlli che dovranno ripetersi ancora a lungo nei prossimi anni, immaginate che viaggio lungo con l'autostrada Sa-Rc in queste condizioni. Nel corso della degenza di mio figlio ho potuto constatare l'arrivo di altri pazienti ustionati Calabresi. Allora mi chiedo: in Calabria abbiamo tanti ospedali fotocopia, tanti reparti di medicine, tante cardiologie perchè manca proprio un centro per ustionati? Scrivo questo non perchè vivo personalmente tutti i disagi che implica la mia situazione, ma per evidenziare un serio problema che può coinvolgere chiunque. La Sicilia ha 2 Centri Grandi Ustioni, la Puglia altri 2, la Campania ne ha 1, poi rimane Cesena, Roma e il Nord . Capite cosa significa? Allora invito i responsabili di questa realtà ad intervenire, li sollecito affinché si ricordino della sanità non solo quando ci scappa il morto. Sarei felice se lei dott. Corbelli mi potesse affiancare in questa battaglia. Perché negare anche a noi poveri cristi calabresi il diritto di cure in Calabria?”. La risposta del leader di Diritti Civili non si è fatta attendere. “La battaglia di questo uomo e padre, che da Reggio chiede l’aiuto di Diritti Civili, deve essere la battaglia di tutti i calabresi. La Calabria ha il diritto – afferma Corbelli - di avere un centro grandi ustioni. Per quel bambino e per quanti come lui hanno bisogno dello stesso tipo di cure. Chiedo l’intervento della Regione e l’attivazione immediata delle procedure per la creazione di un centro grandi ustioni anche in Calabria”.

 

3 Marzo 2008

 

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Il Presidente del Consiglio Regionale della Calabria: “Approveremo proposta legge istituzione Garante Salute Calabria”. Soddisfazione di Diritti Civili

 

Reggio Calabria

Il Presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe Bova, ha assicurato al presidente del Consiglio Provinciale di Cosenza, Francesco Principe, che sarà portata all’approvazione dell’Assemblea regionale la proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria, promossa dal leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, licenziata, giovedì 17 gennaio, dal Consiglio Provinciale di Cosenza e subito trasmessa allo stesso presidente Bova. Lo rende noto Corbelli, che esprime grande soddisfazione per quello che definisce “un traguardo storico, primo caso del genere in Italia, che sta per essere raggiunto in Calabria. “Principe e Bova, nel corso di un colloquio, hanno affrontato il problema del Garante della Salute. Il presidente del Consiglio Regionale – informa Corbelli - ha manifestato al presidente Principe grande attenzione e interesse per questa iniziativa di legge, che sarà approvata dall’Assemblea di Palazzo Campanella”. Corbelli ringrazia Principe e Bova, per la sensibilità e disponibilità dimostrate, e parla di svolta decisiva per l’approvazione definitiva della proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria. Il pdl, così come previsto dal Nuovo Statuto Regionale Calabrese, deve solo essere recepito dal Consiglio Regionale per diventare immediatamente legge della Regione Calabria”. Il leader di Diritti Civili dopo i tanti casi di malasanità (“un altro, purtroppo, tragico caso è stato da poco denunciato a Diritti Civili dai familiari della giovane vittima”, dichiara Corbelli) giudica “assolutamente indispensabile e urgente l’istituzione del Garante della Salute, di fronte a quella, la sanità calabrese, che è oramai diventata una vera e propria drammatica emergenza sociale. In Calabria c’è grande attesa e speranza per quello che sarà un evento storico, destinato a rivoluzionare la sanità calabrese, con l’affermazione e il rispetto dei diritti dei cittadini all’assistenza sanitaria, con particolare attenzione per i più poveri. Il Garante della Salute è una conquista civile per una intera regione. Tocca adesso al Consiglio regionale procedere subito con l’approvazione di questa proposta di legge, già licenziata nel mese di gennaio dal Consiglio provinciale di Cosenza. Il Garante della Salute, prima struttura del genere in Italia, è un modello di buona sanità, destinato – continua Corbelli - a diventare presto un riferimento per l’intero Paese. La struttura del Garante servirà proprio per evitare che si ripetano in futuro ingiustizie, violazioni dei diritti delle persone e altri casi di malasanità. Sarà il Garante della Salute che in tempo reale, attraverso una centrale operativa, avrà la disponibilità di tutte le strutture ospedaliere e sanitarie e di pronto intervento della regione. Potrà coordinare da questa postazione centrale interventi per casi urgenti e drammatici. La struttura monitorerà costantemente la situazione negli ospedali e nelle strutture sanitarie della regione; opererà in perfetta sinergia con l’assessorato regionale alla sanità, con le amministrazioni competenti e con gli operatori sanitari, il personale medico; verificherà eventuali disservizi, casi di disorganizzazione, violazioni dei diritti delle persone. Il Garante della Salute raccoglierà, attraverso un numero verde, sempre operativo, le segnalazioni e le denunce dei cittadini sui casi di malasanità; provvederà quindi ad effettuare le verifiche e i relativi controlli.  Di certo rappresenterà una garanzia per tutti i cittadini che servirà non solo a denunciare casi di disorganizzazione ma, ci auguriamo, ad evitare episodi di malasanità e a scongiurare nuove tragedie”.

 

1 marzo 2008

 

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Garante Salute Calabria. Incontro a Catanzaro tra Loiero e Corbelli.

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ha incontrato ieri, domenica, a Catanzaro il presidente della Regione, Agazio Loiero, al quale ha consegnato copia dell’atto deliberativo con il quale il Consiglio provinciale di Cosenza il 17 gennaio scorso ha approvato la proposta di legge, promossa dallo stesso Corbelli, per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria. Nel corso dell’incontro Loiero e Corbelli hanno discusso di questa iniziativa e delle problematiche della sanità calabrese. Il coordinatore di Diritti Civili ha ringraziato il Governatore per l’attenzione e la disponibilità mostrate nei confronti di questa iniziativa a tutela dei diritti dei cittadini all’assistenza sanitaria. Corbelli nei prossimi giorni si recherà a Reggio Calabria per incontrare anche il presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe Bova, al quale la delibera del Consiglio provinciale di Cosenza, è stata, per competenza, così come previsto dal Nuovo Statuto Regionale, trasmessa per essere recepita e diventare così legge della Regione Calabria. Il coordinatore di Diritti Civili intanto ha chiesto allo stesso Bova e ai capigruppo regionali la convocazione in seduta straordinaria del Consiglio regionale per l'approvazione della proposta di legge. “Ringrazio il presidente Loiero, non solo di avermi ricevuto ieri a Catanzaro, nonostante il giorno di festività, ma per l’attenzione con la quale continua a seguire le diverse problematiche di questa regione, ad iniziare dal tema della sanità e della salute dei cittadini. Ho illustrato al Governatore la proposta di legge approvata, nel mese scorso, dal Consiglio provinciale per l’istituzione del Garante della Salute e ho consegnato a questo proposito una copia dell’atto deliberativo. Loiero ha molto apprezzato l’iniziativa che va ad integrarsi perfettamente con tutte le altre misure che lo stesso Governatore sta ponendo in essere per fronteggiare l’emergenza sanità di questa regione, che non va dimenticato ha ereditato da chi in questi anni ha governato questa regione. Oggi la Calabria si trova ad affrontare una vera  propria emergenza sanitaria, proprio per questo ritengo sia importante e indispensabile dotare la Regione anche della figura e della struttura del Garante della Sanità che non avrà solo compiti di denuncia di episodi di malasanità, disservizi, di disorganizzazione o di coordinamento per interventi per casi urgenti e drammatici, ma eserciterà anche funzioni di controllo in tutte le strutture ospedaliere e sanitarie regionali, pubbliche e convenzionate, e sull’operato degli operatori sanitari ai diversi livelli e degli stessi direttori generali. La situazione della sanità in Calabria è particolarmente grave e difficile. Occorre per questo una vera e propria rivoluzione nella sanità calabrese che parta dal basso, dalla difesa dei diritti più elementari delle persone. Il Garante della Salute si prefigge proprio questo scopo: far rispettare i diritti dei cittadini all’assistenza sanitaria. La Calabria continua purtroppo ad essere ingiustamente criminalizzata dai grandi media nazionali per vicende legate alla sanità di questa regione. Sarebbe giusto e corretto che si ricordasse sui grandi mezzi d’informazione anche l’evento storico, prima struttura del genere in Italia, dell’istituzione del Garante della Salute. C’è un’altra Calabria che non si arrende e che vuole cambiare. Che si batte per il rinnovamento, che non può e non deve essere ignorata”. 

 

11 febbraio 2008

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Why Not. Corbelli denuncia e condanna la criminalizzazione della Calabria da parte dei grandi media 

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, denuncia quello che definisce “un vero e proprio massacro mediatico posto in essere dalla stampa italiana (tranne pochissime eccezioni) nei confronti del presidente della Regione, Agazio Loiero, e della stessa Calabria, che esce con una immagine letteralmente devastata, con danni incalcolabili e irreparabili, per la persona indagata e per la sua famiglia, per una perquisizione e un semplice avviso di garanzia al Governatore calabrese”. Corbelli continua a difendere a spada tratta Loiero. Solidarietà e parole di stima vengono espresse anche per Antonino Gatto, “un imprenditore onesto e capace, che  conosco – afferma  il leader di Diritti Civili – e che va solo ringraziato per le migliaia di posti di lavoro che è riuscito a creare con le sue aziende in una regione, come la Calabria, alle prese con il dramma della disoccupazione”. Corbelli va giù pesante, si dice indignato da quello che appare “come un inaudito accanimento mediatico, che cancella e fa a pezzi il garantismo, calpesta letteralmente il principio di presunzione di innocenza degli indagati, cardine di uno Stato di diritto, e le stesse e più elementari regole democratiche. Hanno sbattuto Loiero come un mostro in prima pagina. Per che cosa? Per quali gravi accuse? Per un avviso di garanzia per una ipotesi di reato (che l’interessato respinge con forza e comunque tutta da dimostrare) di corruzione elettorale, per un finanziamento ricevuto dal partito (e regolarmente registrato e denunciato) che sosteneva la sua candidatura alla presidenza della Regione Calabria alle elezioni regionali del 2005. Per questa contestazione è stato trattato come il peggiore dei criminali! Si può criminalizzare, condannare anzitempo, in modo sommario, per un avviso di garanzia una persona perbene, un politico onesto che sta rischiando la propria vita per cambiare questa maledetta regione? Per altre inchieste, con accuse ben più gravi a leader politici nazionali e grandi imprenditori, non c’è stata questa sproposita attenzione e criminalizzazione mediatica. Sembra, in questo caso, invece, di essere ripiombati nell’inferno degli anni bui di tangentopoli, della dittatura mediatica-giudiziaria, quando bastava un avviso di garanzia per distruggere non solo la carriera, ma la reputazione e, in tanti casi purtroppo, la vita stessa di una persona, spesso innocente! E’ la fine di ogni regola deontologica, professionale, democratica. Questa è solo barbarie informativa. Che sbatte l’indagato in prima pagina e ignora e censura chi, come Diritti Civili, lo difende. Alla magistratura, che rispetto, chiedo di garantire subito il diritto di Loiero e degli altri indagati di dimostrare la loro innocenza. Il Governatore e gli altri indagati (di questa così come di qualsiasi altra inchiesta) non possono essere lasciati sulla gogna mediatica, con sofferenza e danni immani e irreparabili per loro, per le loro famiglie, per le Istituzioni e le aziende che rappresentano”. 

 

7 febbraio 2008

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Basta con la ingiusta, selvaggia e devastante criminalizzazione mediatica della sanità calabrese

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, denuncia quella che definisce la “ingiusta, selvaggia e devastante criminalizzazione della sanità calabrese da parte dei grandi media nazionali e ieri addirittura anche di “Striscia la notizia” che continuano a presentare ogni giorno una immagine negativa e disastrosa della realtà sanitaria regionale, omettendo volutamente di riferire che la Calabria è la stessa, la prima e, sino ad oggi, unica regione italiana ad avere approvato una proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute”, promossa dallo stesso Corbelli e approvata, giovedì 17 gennaio scorso, dal Consiglio Provinciale di Cosenza. “La stampa nazionale si è letteralmente scatenata contro la Calabria e la sanità di questa regione. Pagine e pagine di giornali, servizi televisivi e ieri finanche un blitz di “Striscia la notizia”, agli Ospedali Riuniti di Reggio, per denunciare gli scandali della sanità calabrese, mentre si ignora volutamente di riferire che la Calabria è la regione (primo e unico caso in Italia) ad avere approvato una proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute. Ancora un volta si spara sulla Calabria, presentandola come la terra della mala (e onorata!) sanità, dimenticando di dire che in questa regione si sta faticosamente cercando di portare avanti una azione di legalità, rinnovamento e moralità. Sembra che in Italia la malasanità esista solo in Calabria. Si criminalizza questa regione, si dà della Calabria un’immagine negativa, catastrofica e distorta, creando danni devastanti, e si nasconde il fatto nuovo, eclatante e rivoluzionario, ovvero l’istituzione del Garante della Salute, un esempio di buona sanità, destinato ad essere un modello e un riferimento non solo per la Calabria ma per l’intero Paese. Per la grande stampa (tranne poche eccezioni che ricordiamo più avanti in questa stessa pagina) questa novità radicale, questo fatto positivo, non fa notizia, si preferiscono invece i titoli a carattere cubitale sullo sfascio e i presunti scandali della sanità calabrese. Ben vengano tutte le denunce sulla cattiva sanità, ma si dia spazio anche alle iniziative di buona sanità. Ancora una volta invece la Calabria è costretta a pagare un prezzo altissimo per pregiudizi, discriminazione, superficialità. Se Il Garante della Salute anziché in Calabria fosse stato istituito in Lombardia o Piemonte siamo certi che i grandi quotidiani nazionali avrebbero dedicato la prima pagina a questo importante e storico evento. Questa rivoluzionaria figura e questa struttura operativa di controllo, di denuncia, di pronto intervento, al servizio dei cittadini, quelli bisognosi e meno abbienti, viene invece creata in Calabria e per questo va sottaciuta, ignorata. La Calabria guadagna la ribalta nazionale solo per le sue negatività. Purtroppo ci tocca da sempre lottare anche contro queste discriminazioni. Oggi è venuto il momento di dire basta a questa selvaggia criminalizzazione mediatica”. La proposta del Garante della Salute della Calabria, promossa dal leader di Diritti Civili e approvata giovedì scorso dal Consiglio Provinciale di Cosenza, è stata subito trasmessa al presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe Bova, per diventare, così come previsto dal Nuovo Statuto Regionale calabrese, legge dello Stato.

 

31 gennaio 2008

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Approvata, dal Consiglio Provinciale di Cosenza, la proposta di legge di Diritti Civili per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria. Primo caso in Italia. Corbelli: “Giornata storica, evento destinato a cambiare radicalmente sanità calabrese (e non solo), con rispetto diritti delle persone”  La delibera trasmessa al Presidente del Consiglio Regionale della Calabria

 

 

Cosenza

Il Consiglio Provinciale di Cosenza ha approvato la proposta di legge, promossa dal leder del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria. L’atto deliberativo, con l’approvazione della proposta, composta da 6 articoli e 34 comma, è stato in data odierna trasmesso al Consiglio regionale e, così come prevede il nuovo Statuto regionale, diventerà legge della Regione Calabria. Corbelli, particolarmente soddisfatto e commosso, ringrazia tutti i colleghi consiglieri, espressione dei diversi partiti politici, il presidente della Prima Commissione Consiliare Giuseppe Aieta, i componenti della Commissione Speciale Giovambattista Genova, Mario Bria, Luigi Salvo (del centrosinistra), Elio Filice, Pasqualina Straface e Antonio Pucci (del centrodestra), che hanno dato il loro importante contributo per la stesura definitiva di questa legge, i presidenti del Consiglio e dell’Amministrazione, Francesco Principe e Mario Oliverio, e parla di “una giornata storica, un evento destinato a cambiare radicalmente la sanità calabrese (e non solo), con l’affermazione e il rispetto dei diritti dei cittadini all’assistenza sanitaria. Il Consiglio Provinciale di Cosenza – afferma Corbelli - ha scritto una pagina di grande civiltà, solidarietà e giustizia, che rivoluzionerà la sanità calabrese e resterà nella storia non solo della nostra regione. Una conquista civile per l’intera Calabria. Un esempio concreto di impegno politico al servizio della gente, per la risoluzione dei problemi veri e reali dei cittadini, ad iniziare dalla sanità, dalla salute, la prima vera priorità ed emergenza della Calabria. Il Garante della Salute è un modello di buona sanità, destinato a diventare presto un riferimento per l’intero Paese. In Calabria dopo i molti casi di malasanità e le tanti morti assurde  - continua Corbelli - sarà dunque istituito il Garante della Salute. Prima e unica struttura del genere in Italia e nel mondo. Una vera e propria rivoluzione nella sanità calabrese, un riferimento semplice e immediato per tutti i cittadini per prevenire casi di disorganizzazione, di malasanità ed evitare nuove tragedie. Sono proprio i tanti casi di malasanità che dimostrano l’importanza e l’assoluta urgenza del Garante della Salute. La struttura del Garante servirà proprio per evitare che si ripetano in futuro ingiustizie, violazioni dei diritti delle persone e ci auguriamo per scongiurare tragedie come quelle registratesi negli ultimi tempi in Calabria. Questa struttura – prosegue il leader di Diritti Civili - servirà infatti proprio a prevenire questi casi. Non si verificheranno più situazioni come quella dell’anziano di Vibo, deceduto dopo aver invano cercato un ricovero in uno degli ospedali calabresi. Sarà il Garante della Salute che in tempo reale, attraverso una centrale operativa telematica, avrà la disponibilità di tutte le strutture ospedaliere e sanitarie e di pronto intervento della regione. Potrà coordinare da questa postazione centrale interventi per casi urgenti e drammatici”. Con l’iniziativa di legge, approvata oggi dal Consiglio Provinciale di Cosenza, viene dunque istituita la struttura del Garante della Salute della Calabria per monitorare costantemente la situazione negli ospedali e nelle strutture sanitarie della regione; operare in perfetta sinergia con l’assessorato regionale alla sanità, i direttori generali delle Asl e Ao, gli operatori sanitari, personale medico e paramedico; verificare eventuali disservizi, casi di disorganizzazione, violazioni dei diritti dei degenti, collaborare con le diverse autorità preposte per casi urgenti e drammatici. La struttura del Garante della Salute raccoglierà, attraverso un numero verde gratuito, sempre operativo, le segnalazioni e le denunce dei cittadini sui casi di malasanità; provvederà quindi ad effettuare le verifiche e i relativi controlli.  Di certo rappresenterà una garanzia per tutti i cittadini che servirà non solo a denunciare casi di disorganizzazione ma, ci auguriamo, ad evitare episodi di malasanità e scongiurare nuove tragedie”.

 

22 gennaio 2008

                                                                  

                             

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Attenzione di alcuni grandi quotidiani nazionali (Corriere della Sera, Il Giornale, Libero) per istituzione Garante Salute Calabria  

 

 

Catanzaro

La grande stampa nazionale ha iniziato ad occuparsi  della istituzione del Garante della Salute della Calabria, l’iniziativa promossa dal leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli. Alcuni grandi quotidiani nazionali(Corriere della Sera, Il Giornale, Libero), nei servizi dedicati all’ultimo caso di malasanità di Vibo, hanno riferito di questa proposta che giovedì 17 gennaio sarà approvata dal Consiglio provinciale di Cosenza e subito dopo trasmessa al Consiglio regionale per diventare così legge della Regione Calabria. Corbelli parla di “svolta epocale, destinata a diventare un modello di riferimento per l’intero Paese” e con riferimento alla morte dell’ottantenne Orazio Maccarone, non usa mezzi termini e afferma “che tragedie come quella, ultima, dell’anziano vibonese, potevano e dovevano essere evitate.  Morire perché non si è riusciti a trovare un posto in un ospedale è inaccettabile e un fatto indegno di un Paese civile. Questa tragedia non doveva accadere, si poteva e doveva evitare. La struttura del Garante della Salute avrebbe consentito di trovare subito, dopo aver raccolto la segnalazione al numero verde, sempre operativo, un ricovero ospedaliero immediato per il pensionato e probabilmente avrebbe evitato questa nuova tragedia. Lo stesso sarebbe potuto accadere per salvare la vita al giovane reggino Flavio Scutellà, deceduto, lo scorso anno, anche lui per un ritardo nei soccorsi e nell’intervento. Purtroppo sono proprio casi come questo dell’anziano respinto da diversi ospedali e del giovane Scutellà che dimostrano l’importanza e l’assoluta urgenza del Garante della Salute. La struttura del Garante servirà proprio per evitare che si ripetano in futuro ingiustizie, violazioni dei diritti delle persone e tragedie come quella di questo anziano, del giovane reggino e dei tanti altri casi di malasanità, registratesi negli ultimi tempi in Calabria. Questa struttura servirà infatti proprio a scongiurare questi casi. Non si verificheranno più situazioni come quella di Vibo e di Polistena. Sarà infatti il Garante della Salute che in tempo reale, attraverso una centrale operativa telematica, avrà la disponibilità di tutte le strutture ospedaliere e sanitarie e di pronto intervento della regione. Potrà coordinare da questa postazione centrale interventi per casi urgenti e drammatici. Per affrontare l’emergenza sanità in Calabria più che nuovi manager e nuovi ospedali (comunque importanti) forse occorre partire dal rispetto dei diritti più elementari delle persone per evitare nuovi casi di disorganizzazione, malasanità e altre tragedie. Il compito del Garante della Salute sarà proprio questo. Difendere i diritti sacrosanti dei cittadini all’assistenza sanitaria. La struttura del Garante della salute monitorerà costantemente la situazione negli ospedali e nelle strutture sanitarie della regione; opererà in perfetta sinergia con gli operatori sanitari, personale medico e paramedico, e gli altri organismi preposti; verificherà eventuali disservizi, casi di disorganizzazione, violazioni dei diritti dei degenti, coordinerà, in collaborazione con le diverse autorità preposte, gli interventi per i casi più urgenti e drammatici.

 

6 gennaio 2008

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Dopo nuovo caso malasanità di Vibo: “Indispensabile e urgente istituzione Garante Salute Calabria per scongiurare nuove tragedie”. 

 

 

Vibo Valentia

In Calabria per prevenire i tanti casi di malasanità, come quello di oggi a Vibo, tra pochi giorni sarà istituito il Garante della Salute. Prima e unica struttura del genere in Italia. Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore di questo pdl, interviene dopo il nuovo caso, reso noto oggi, dell’anziano di Vibo Valentia morto dopo aver inutilmente cercato un posto, per essere ricoverato, in diversi ospedali. Corbelli afferma che “purtroppo sono proprio casi come questo dell’anziano respinto da diversi ospedali che dimostrano l’importanza e l’assoluta urgenza del Garante della Salute. La struttura del Garante servirà proprio per evitare che si ripetano in futuro ingiustizie, violazioni dei diritti delle persone e tragedie come quella di questo anziano e dei tanti altri casi di malasanità, registratesi negli ultimi tempi in Calabria. Questa struttura servirà infatti proprio a scongiurare questi casi. Non si verificheranno più situazioni come quella di Vibo. Sarà il Garante della salute che in tempo reale, attraverso una centrale operativa telematica, avrà la disponibilità di tutte le strutture ospedaliere e sanitarie e di pronto intervento della regione. Potrà coordinare da questa postazione centrale interventi per casi urgenti e drammatici”. La proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute dopo l’approvazione del Consiglio provinciale di Cosenza, convocato per lunedì prossimo, sarà trasmessa al Consiglio Regionale per diventare così legge della Regione Calabria. La proposta servirà a dotare la Regione Calabria della struttura del Garante della salute per monitorare costantemente la situazione negli ospedali e nelle strutture sanitarie della regione; operare in perfetta sinergia con gli operatori sanitari, personale medico e paramedico; verificare eventuali disservizi, casi di disorganizzazione, violazioni dei diritti dei degenti, collaborare con le diverse autorità preposte per interventi in casi urgenti e drammatici. La struttura del Garante raccoglierà, attraverso un numero verde, sempre operativo, le segnalazioni e le denunce dei cittadini sui casi di malasanità; provvederà quindi ad effettuare le verifiche e i relativi controlli.  Di certo rappresenterà una garanzia per tutti i cittadini che servirà non solo a denunciare casi di disorganizzazione ma, ci auguriamo, ad evitare episodi di malasanità e scongiurare nuove tragedie, come l’ennesima di oggi a Vibo, in quello che sembra diventato l’ospedale della morte e dei diritti violati”. Oggi intanto Corbelli nel corso di uno speciale, trasmesso da Teleuropanetwork (che, dopo il grande successo, sarà replicato, domani sera, venerdì alle ore 21) ha illustrato la sua proposta di legge e ha chiamato i calabresi a pronunciarsi: E’ stato un coro unanime di consensi e apprezzamenti da ogni parte della regione a favore dell’istituzione del Garante della salute della Calabria.

 

3 gennaio 2008

                             

 

                                                             

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Sanità. Diritti Civili critica istituzione Commissione indagine: “Inutile e costosa. Non serve alla Calabria”. La vera svolta: il Garante della Salute

 

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, critica l’istituzione, da parte del Governo Prodi, della Commissione che indagherà sulla qualità dell’assistenza sanitaria in Calabria, che sarà presieduta da Achille Serra e composta da altri otto componenti, quasi tutti di fuori regione. Corbelli ritiene inutile questa Commissione e chiede quanto verrà a costare ai contribuenti. “Il compito sarà svolto dall’ex prefetto Serra e dagli altri commissari a titolo gratuito o è prevista una indennità, rimborsi e altre spese? Quanto verrà a costare questo organismo che serve solo a commissariare, di fatto, la sanità calabrese? Che serve creare questa Commissione speciale quando è stato, contestualmente dallo stesso Governo Prodi, nominato Commissario straordinario per la sanità in Calabria il vice Presidente della Regione, Vincenzo Spaziante? Non è creando e moltiplicando commissioni e commissari che si risolvono i problemi della sanità calabrese. Più che sperperare denaro pubblico per indagini che approderanno come al solito al nulla, bisogna individuare le carenze strutturali, di organico, consentire agli operatori sanitari, il personale medico, paramedico, di operare in condizioni di efficienza e di sicurezza. Basta garantire queste condizioni minime per risolvere tanti problemi. A che serve istituire una Commissione ad hoc per venire ad indagare in Calabria? Sarà una perdita di tempo e l’ennesimo spreco di denaro pubblico. Basta e avanza il Commissario straordinario per la sanità, Spaziante, voluto dal Presidente della Regione, Loiero, che va detto opererà a titolo gratuito. Ma soprattutto la vera svolta sarà rappresentata dall’istituzione del Garante della Salute, che più che le inutili e costose commissioni di indagini, sarà il riferimento semplice e costante di tutti i cittadini e degli stessi operatori sanitari (che va detto lavorano con grande abnegazione e che ingiustamente spesso vengono ritenuti responsabili dei casi di malasanità), con i quali collaborerà in perfetta sinergia, per la segnalazione dei problemi, dei casi di disorganizzazione, delle necessità, e per il rispetto dei diritti dei cittadini alla assistenza sanitaria. La proposta di legge del Garante della Salute della Calabria sarà approvata il 14 gennaio dal Consiglio Provinciale di Cosenza, convocato in seduta straordinaria”.  

 

27 dicembre 2007

 

 

 

La battaglia di Diritti Civili

 

Il Garante della Salute della Calabria, una grande conquista civile  

                      

 

Il Garante della salute della Calabria. Una vera e propria rivoluzione nel campo della sanità calabrese, nell’interesse e a difesa dei diritti dei cittadini. Prima e unica struttura del genere in Italia. Un esempio per l’intero Paese. E’ questa la battaglia civile che vale la pena combattere. E’ questo quello che i cittadini calabresi auspicano e si aspettano. Il Movimento Diritti Civili ha ufficialmente presentato presso gli uffici preposti dell’Ente Provincia, una proposta di legge di iniziativa del Consiglio Provinciale di Cosenza per l’istituzione della figura e della struttura del Garante della Salute della Regione Calabria. La proposta, che ha già incassato il parere favorevole della Prima Commissione Consiliare, dopo l’approvazione del Consiglio Provinciale, sarà trasmessa al Consiglio Regionale della Calabria che, così come prevede la normativa vigente, potrà recepirla e trasformarla in legge regionale. “Mi auguro che l’iniziativa, che verrà licenziata dal Consiglio provinciale di Cosenza, venga fatta propria dal Consiglio Regionale. La proposta - afferma Franco Corbelli - consta di 14 articoli e viene integralmente pubblicata sul sito del Movimento www.diritticivili.it (pagina Politica) . Chiedo al Presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova, al Governatore, Agazio Loiero, e a tutti i consiglieri regionali del centrosinistra e del centrodestra di sostenere questa iniziativa e dare così una grande opportunità a tutti i calabresi. Dopo le tragedie della giovane Federica Monteleone, del giovanissimo Flavio Scutellà e alla luce delle numerose denunce sui casi di malasanità (le ultime, purtroppo finite tragicamente, sono proprio di questi ultimi giorni) diventa ancora più importante e urgente l’istituzione della figura del Garante della Salute, proprio per difendere e garantire i diritti di tutti i cittadini. La proposta vuole dotare la Regione Calabria della struttura del Garante della Salute per monitorare e controllare costantemente la situazione negli ospedali e nelle strutture sanitarie della regione, verificare eventuali disservizi, casi di disorganizzazione, violazioni dei diritti dei degenti, coordinare interventi per casi urgenti e drammatici. La struttura del Garante raccoglierà, attraverso un numero verde, operativo 24 ore, le segnalazioni e le denunce dei cittadini sui casi di malasanità; provvederà quindi ad effettuare le verifiche e i relativi controlli. Il Garante è una figura istituzionale autorizzata ad avere accesso in qualsiasi struttura sanitaria pubblica della Regione, chiedere e ottenere tutte le informazioni utili alle indagini esperite, naturalmente nel rispetto della privacy della persona. La Calabria sarebbe la prima regione italiana a dotarsi di questa struttura, che di certo rappresenterebbe una garanzia per tutti i cittadini e una importante conquista civile per l’intera regione. Un ruolo importante per vincere questa battaglia deve svolgerlo la stampa calabrese. Mi auguro che i media locali non ignorino questa iniziativa, come purtroppo alcuni(in particolare Il Quotidiano della Calabria) stanno facendo. Il Garante della salute sono certo servirà non solo a denunciare ma a scongiurare in futuro tanti casi di malasanità, evitando così nuove tragedie umane. 

 

Dicembre 2007

   

 

                                                                                  LA PROPOSTA DI LEGGE DEL GARANTE DELLA SALUTE             

                                                                                   (quello che segue è il testo presentato inizialmente da Diritti Civili, sopra

                                                                   viene pubblicato quello approvato dal Consiglio regionale il 30 giugno)

 

 

Oggetto: Proposta di legge di iniziativa del Consiglio Provinciale di Cosenza per l’istituzione del Garante della Salute

 

Descrizione della proposta di Legge per l’istituzione del Garante della Salute della Regione Calabria.

 

La proposta vuole dotare la regione Calabria della figura e della struttura del Garante della Salute per verificare il rispetto dei diritti dei cittadini in materia di assistenza sanitaria; accertare e segnalare, alle autorità competenti, eventuali casi di disorganizzazione; collaborare con le amministrazioni preposte per interventi urgenti e drammatici. La struttura del Garante raccoglierà le segnalazioni e le denunce dei cittadini sui casi di disorganizzazione nella sanità; per fatti particolarmente gravi, ripetuti e, da più tempo, irrisolti; provvederà quindi ad effettuare le verifiche e a riferire alle autorità competenti i disservizi accertati..

 

                           Articolato

 

                                          Art.1

                                    (Istituzione)

 

1. E’ istituita la struttura e figura del Garante della Salute della Regione Calabria, al fine di verificare la piena attuazione, nel territorio regionale, dei diritti delle persone, ai sensi di quanto previsto dalla apposita legge in materia di assistenza sanitaria;

2. La Regione e il Garante della Salute difendono i diritti di tutte le persone di ogni colore, religione, cultura ed etnia, al fine di contribuire a promuovere il diritto all'assistenza sanitaria per tutti gli individui;

3. Il Garante svolge la propria attività in piena autonomia e non è sottoposto ad alcuna forma di controllo gerarchico o funzionale;

4. Il Garante presenta semestralmente una relazione al Consiglio Regionale e può comunque in qualsiasi momento essere chiamato e convocato dal Presidente del Consiglio, dal Presidente della Giunta, dall'Assessore Regionale alla Sanità e/o da almeno 10 consiglieri regionali per fornire informazioni sull'operato del suo Ufficio;

5. Il Consiglio Regionale esamina e discute la relazione del Garante e adotta le iniziative che ritiene opportune invitando gli organismi competenti regionali ad adottare le misure che considera necessarie.

6. La relazione del Garante viene pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione, sugli organi di stampa e sulle emittente radiofoniche e televisive.

                                            

                                             Art.2

                                         (Funzioni)

 

1. Il Garante svolge le seguenti funzioni:

 

a) Può vigilare, insieme ai suoi collaboratori, sul rispetto, su tutto il territorio regionale, dei diritti delle persone all'assistenza sanitaria.

b) Accoglie, attraverso una linea telefonica gratuita, un numero verde operativo 24 ore, segnalazioni in merito a violazioni dei diritti delle persone in materia di assistenza sanitaria, per casi di disorganizzazione particolarmente gravi, ripetuti e da diverso tempo, irrisolti, fa le opportune verifiche e sollecita le amministrazioni competenti all'adozione di interventi adeguati per rimuovere le cause che ne impediscono la tutela.

c) Segnala alle competenti amministrazioni fattori di rischio e di danno a causa di carenze e di situazioni inadeguate dal punto di vista ambientale, organizzativo, strutturale, igienicosanitario.

d) Può per l'espletamento di questo suo compito di verifica dei casi di disorganizzazione, di cui al comma b di questo stesso art.2, avere accesso in tutte le strutture ospedaliere e sanitarie della regione e chiedere le informazioni necessarie alle sue indagini conoscitive.

e) Collabora con Il Garante per l'infanzia e l'adolescenza della Regione Calabria per tutte le problematiche inerenti ai bambini e previste nella apposita legge regionale di istituzione di questa figura.

f) Dispone di una centrale operativa telematica che consente l'aggiornamento in tempo reale della situazione, della disponibilità di tutte le strutture sanitarie e di pronto intervento della regione.

g) Può collaborare da questa postazione centrale con le diverse autorità competenti per coordinare interventi urgenti e drammatici in Calabria e nel caso in altre regioni.

h) Fornisce, attraverso un apposito sportello, informazioni utili ai cittadini per le più importanti problematiche della sanità di interesse collettivo, come ad esempio la cura delle malattie rare e delle diverse gravi patologie, indicando i centri di eccellenza regionali, nazionali e internazionali.

i) Può formulare proposte ed esprimere rilievi su atti normativi e di indirizzo riguardanti la sanità.

l) Può chiedere all'Assessore Regionale alla Sanità delle relazioni con valutazione sull'operato dei direttori regionali rispetto agli obiettivi degli stessi prefissati e raggiunti.

m) Può attivare le necessarie azioni di collegamento con le amministrazioni del territorio regionale impegnate nella tutela della salute e con le autorità giudiziarie.

 

2. Il Garante per svolgere i compiti previsti dalla presente legge può porre in essere le seguenti altre iniziative.

 

a) Può stipulare apposite convenzioni con soggetti pubblici e privati per lo svolgimento di specifiche attività.

b) Può stabilire intese e accordi con ordini professionali e organizzazioni che si occupano di sanità   

c) Può intrattenere rapporti di scambio, di studio e di ricerca con organismi pubblici e privati.                                    

 

                               

                                                  Art.3

                         (Nomina, requisiti e incompatibilità)

 

1). La nomina del Garante della Salute è di competenza del Consiglio Regionale. Il Garante è nominato tra persone che abbiano maturato una esperienza almeno decennale nel campo sociale o sanitario.

2) E' eletto Garante il candidato che ottiene i voti dei due terzi dei consiglieri della Regione. Dopo la terza votazione è eletto il candidato che ottiene la maggioranza relativa dei voti.

3) L'incarico del Garante dura cinque anni e può essere rinnovato una sola volta;

4) Sono incompatibili con l'incarico di Garante:

    a) i membri del Parlamento, i Ministri, i Consiglieri e gli Assessori regionali, provinciali e comunali, e i titolari di altre cariche elettive;

    b) i direttori generali, sanitari, amministrativi, il personale medico e i dipendenti delle Aziende ASL e delle aziende ospedaliere regionali;

    c) gli amministratori di enti pubblici, aziende pubbliche o società a partecipazione pubblica, nonché agli amministratori o dirigenti di enti, imprese o associazioni che ricevono a qualsiasi titolo contributi dalla Regione e/o da altri enti pubblici 

5) L'incarico di Garante  può essere revocato per gravi e comprovati motivi di ordine morale;

 6) La revoca può essere effettuata solo dal Consiglio Regionale, con la maggioranza dei due terzi;

 7) Al Garante della salute spettano indennità di funzione, il rimborso spese ed il trattamento di missione nella misura prevista per il difensore civico, dell'art. 9 della legge regionale 16 gennaio 1985, n. 4 "Istituzione del Difensore civico presso la Regione Calabria".

                                   

                                         Art.4

                   (Rapporti con Il Difensore Civico)

 

Il Garante della salute e il Difensore Civico (se naturalmente questa figura è presente e operativa nella regione) si danno reciproco scambio di informazioni di interesse comune, coordinando la propria attività nell'ambito delle rispettive competenze.

 

                                         Art.5. 

              (Rapporti con Il Garante dei diritti dei detenuti)

Il Garante della salute agisce in stretto contatto e in perfetta sinergia con il Garante dei diritti dei detenuti (se questa figura è operativa nella regione, altrimenti, se questa struttura è assente, può sostituirla limitatamente alle competenze e al rispetto dei diritti all'assistenza sanitaria delle persone recluse) per quanto attiene le problematiche legate ai diritti alla salute delle persone in carcere.  

                               

                                        Art.6

                         (Ufficio del Garante)

 

1. L'Ufficio del Garante ha sede presso la Regione Calabria, può essere articolato in sedi decentrate nelle cinque province ed avvalersi della struttura regionale in materia di sanità;

2. L'ufficio è composto dal Garante, da due suoi collaboratori e da una segreteria;

3. I due collaboratori del Garante vengono scelti direttamente dallo stesso Garante.

4 Il Garante può revocare, in qualsiasi momento, la nomina dei due collaboratori per gravi motivi di ordine morale e/o per cessazione del rapporto fiduciario

5. Il Consiglio regionale determina annualmente il fondo a disposizione per le spese di funzionamento dell'Ufficio del Garante

 

La presente proposta di legge, composta da 6 articoli, è stata approvata dal Consiglio Provinciale di Cosenza e trasmessa al Consiglio Regionale della Calabria, così come previsto dal Nuovo Statuto Regionale (art.39).

                                                                                                             

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Costi e sprechi della Politica. Il “caso controcorrente, unico in Italia”, del consigliere provinciale Corbelli e di Diritti Civili

 

 

Costi e sprechi della Politica. Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, rende noto il suo “caso”(controcorrente), che definisce “unico in Italia”, di un consigliere provinciale (nonché capogruppo e segretario questore dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Provinciale di Cosenza), che dopo la sua elezione alla Provincia, 13 giugno 2004, ha rinunciato a tutti i “benefici” e di un Movimento, quello dei Diritti Civili, di cui è fondatore e leader lo stesso Corbelli, che in oltre 15 anni di grandi battaglie e conquiste civili in Italia e all’estero non ha mai né chiesto, né ottenuto una sola lira di finanziamento, né pubblico, né privato, e ha anzi rifiutato, in una occasione, nel 2002, un finanziamento pubblico regionale di 62 mila euro, perché avrebbe dovuto utilizzarlo, in base ad una apposita legge europea,  solo per “consulenze e non invece per iniziative umanitarie”! Corbelli, dopo la sua elezione a consigliere provinciale, ha subito restituito il telefonino aziendale all’Ente Provincia; ha rinunciato alla segretaria messa a disposizione (e pagata) dalla Provincia e non ha voluto il telefono fisso nella stanza, all’interno del Palazzo dell’Amministrazione provinciale, sede del Gruppo Diritti Civili; si paga, con soldi propri, le sue battaglie civili e iniziative umanitarie in Calabria e fuori regione; ha destinato l’intero rimborso spese di sue missioni e manifestazioni umanitarie a Roma ai bambini dello Zimbabwe e quelli di Chernobyl; utilizza da 3 anni la sua indennità di Consigliere (1200 euro netti al mese) per le battaglie civili e le iniziative di solidarietà in Calabria, in Italia e all’estero (come risulta dagli atti in possesso dell’Ufficio Ragioneria della Provincia). Usufruisce del rimborso chilometrico (25 euro al giorno per un massimo di 19 giorni al mese) per i viaggi che ogni giorno effettua recandosi dal suo luogo di residenza a Cosenza, dove partecipa alle riunioni quotidiane delle Commissioni Consiliari (retribuite con un gettone di presenza di 90 euro lordi, per un numero massimo di 19 sedute e altrettanti gettoni al mese), alla Conferenze dei Capigruppo (non retribuite), agli Uffici di Presidenza (non retribuiti), alle sedute del Consiglio provinciale.(è previsto come per le Commissioni un gettone di presenza). Per recarsi ogni giorno alla Provincia, in Corso Telesio, a Cosenza, utilizza la sua vecchia ed economica (la più economica per L’Ente Provinciale) Fiat Croma, cilindrata 1900 Diesel, del 1996, che è già al suo secondo motore! Corbelli precisa inoltre di non sapere neppure cosa siano i buoni pasto e di non averne mai usufruito in questi tre anni. Aggiunge inoltre che le poche centinaia di euro al mese che gli vengono corrisposte come Gruppo Diritti Civili li utilizza, da tre anni, interamente per acquistare ogni giorno tutti i quotidiani calabresi e diversi giornali nazionali. “Il Consiglio provinciale di Cosenza ha sempre risposto in questi tre anni alle mie iniziative di solidarietà a livello regionale, nazionale  e internazionale. Contribuendo in alcuni casi anche con la decurtazione della indennità di tutti i consiglieri. Ricordo a questo proposito le iniziative di Diritti Civili e del Consiglio Provinciale per aiutare la popolazione del Sud Est Asiatico, colpita dal violento terremoto il 26 dicembre 2004; la campagna per i bambini poveri e malati dello Zimbabwe: la gara di solidarietà per aiutare una bambina della provincia di Cosenza che doveva essere operata in un centro specializzato, fuori dalla Calabria; l’aiuto per la popolazione del Pakistan colpita dal terremoto (dimenticato da tutti!) nel 2005. E tante altre iniziative sociali”.

 

Dicembre 2007

diritticivili@tiscalinet.it

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