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TUTTE LE ALTRE NOSTRE BATTAGLIE CIVILI IN TEMA DI GIUSTIZIA LI TROVATE NELLE PAGINE CONQUISTE, INIZIATIVE E, LE PIU’ RECENTI, IN "ULTIMISSIME" |
CONSIGLIERE CALABRIA SCRIVE LETTERA A LEADER DIRITTI CIVILI
(ANSA) - COSENZA, 21 GEN - "Sono convinto che esperite le
indagini e inquadrata la storia nella realtà oggettiva e non
immaginifica, l'epilogo non potrà non essere che lieto e
positivo". Lo scrive dal carcere milanese di Opera in cui è
detenuto Franco Morelli, il consigliere regionale della Calabria
(e sostituito temporaneamente dall'assemblea) arrestato il 30
novembre scorso nell'ambito di una inchiesta della Dda di
Milano, in una lettera inviata al leader del movimento Diritti
civili Franco Corbelli che ha diffuso il testo.
Nella lettera, Morelli definisce la sua vicenda giudiziaria
"assurda e inverosimile" e dice di confidare "nella
Misericordia di Dio e nella saggezza e competenza professionale
dei magistrati e degli inquirenti".
Morelli, inoltre, ringrazia Corbelli della lettera che il
leader di Diritti Civili gli aveva fatto recapitare in carcere.
"Il tuo scritto appassionato e sincero, carico di umanità, e
carità cristiana, - scrive Morelli a Corbelli - è per me
motivo di grande conforto, Grazie, veramente grazie, dal
profondo dell'anima. Ti ringrazio per i diritti civili che
costantemente, con sacrifici personali, tenacia, abnegazione e
passione, promuovi e difendi. Ti ringrazio per il dono della tua
disinteressata amicizia che spero di poter sempre
contraccambiare con stima, lealtà e affetto. Per me, caro
Franco, sarà un onore poter continuare a condividere, pur
sempre cosciente dei miei limiti, le tue appassionate iniziative
per tutelare e salvaguardare la dignità dell'essere umano,
valor e, vero, antico e autentico dell'esistenza. Grazie ancora
e un abbraccio".
Corbelli, dal canto suo, ha sostenuto che continuerà "sino
alla conclusione di questa allucinante vicenda, a difendere
Morelli, una persona perbene e generosa, vittima di un clamoroso
errore giudiziario e di una grande ingiustizia. A Morelli vanno
ridati, insieme alla libertà, la sua dignità, il suo onore e
il suo posto in quel Consiglio regionale della Calabria dove lo
hanno eletto liberamente e democraticamente 14mila cittadini
della provincia di Cosenza, tutte persone perbene non certo
mafiose". (ANSA).
'NDRANGHETA: CORBELLI, MORELLI DEVE
ESSERE SCARCERATO
'SOSTITUZIONE TEMPORANEA IN CONSIGLIO
FATTO ANTIDEMOCRATICO'
(ANSA) - COSENZA, 14 GEN - Il
leader del movimento Diritti
civili Franco Corbelli, chiede, in una
nota, "l'immediata
scarcerazione di Franco Morelli",
contesta "la sostituzione
temporanea del consigliere regionale
prevista nella seduta di
lunedì prossimo del Consiglio
regionale" e rende nota "la
valanga di lettere e telegrammi di
solidarietà che l'esponente
politico calabrese del Pdl continua a ricevere nel carcere di
Opera, dove si trova detenuto dal 30
novembre scorso".
"Morelli - afferma Corbelli - ha ricevuto, durante le
Festività, oltre 600 lettere e
telegrammi di solidarietà. Una
valanga. Un bravo e coraggioso prete
ha parlato di Morelli, un
innocente in carcere, e ha invitato i
fedeli a pregare per lui,
durante l'omelia, nel corso della
Santa Messa. Queste
testimonianze sono la dimostrazione
inequivocabile che si tratta
di una persona perbene, generosa, che
nella sua vita ha sempre
aiutato tanta povera gente. Tenerlo
ancora in carcere, da oltre
45 giorni, è la più grande ingiustizia
che si possa
commettere; sostituirlo addirittura in
Consiglio regionale come
si vorrebbe fare il colpo letale alla
sua immagine, una sorta di
sentenza sommaria, una condanna
preventiva e anticipata che
calpesta letteralmente ogni elementare
principio di garantismo e
di presunzione di innocenza".
"Si adotta per Morelli - conclude Corbelli - un
provvedimento, la sostituzione
temporanea, che è un fatto
antidemocratico, un obbrobrio
giuridico, mai adottato per altri
casi, né per consiglieri regionali, né
per parlamentari finiti
in carcere, anche di recente".
(ANSA).
Comunicato stampa Movimento
Diritti Civili
Dopo oltre un mese di
detenzione, parla dal carcere di Opera, con una lunga lettera a Corbelli,
Franco Morelli, il consigliere regionale calabrese del Pdl. La sua sofferenza,
la sua difesa, la sua accusa, la sua fede. Il testo integrale della missiva.
Milano
Dopo oltre un mese di
detenzione, parla dal carcere di Opera (dove è detenuto dal 30 novembre scorso,
per disposizione della Procura di Milano, che ha firmato l’ordine di custodia
cautelare), con una lunga lettera al leader del Movimento Diritti Civili,
Franco Corbelli, Franco Morelli. Nella missiva c’è tutta la sua sofferenza, la
sua difesa, la sua accusa, la sua fede. Nella lettera il consigliere regionale
calabrese del Pdl ringrazia Corbelli per la battaglia
che sta conducendo a suo favore, ribadisce la sua “siderale distanza da ogni
ambiente malavitoso” , descrive la “sua sofferenza per quello che gli sta
succedendo, una prova a cui Dio ha voluto sottopormi” e ribadisce la sua
innocenza con una difesa puntuale e precisa che è, in alcuni passaggi, un vero
attacco a chi ha, nel caso, approfittato della sua buona fede e cristiana
disponibilità e accoglienza nei confronti di tutti”. Corbelli, che rende noto
il testo della missiva che gli è stata recapitata oggi, parla di un “drammatico
caso umano e di una grande ingiustizia che dovrebbe scuotere tutte le coscienze
libere” e chiede che “venga immediatamente posta fine all’ingiusta e
ingiustificata lunga carcerazione preventiva di Morelli. Da oltre un mese una persona
perbene, generosa, che nella sua vita ha solo aiutato tanta povera gente, è
tenuto in un carcere (lo stesso dove è rinchiuso Totò Riina!)
senza che sussista più alcuna esigenza cautelare: reiterazione del reato,
pericolo di fuga , inquinamento delle prove. Perché quell’uomo
è ancora in carcere? In nome di quale giustizia?”. Scrive Morelli a Corbelli:
“Mio caro, carissimo Franco, desidero innanzitutto ringraziarti ed esprimerti i
miei più vivi sentimenti di gratitudine perla testimonianza di stima e affetto
che hai inteso riservare alla mia persona oltre che per la vicinanza attestata
alla mia famiglia. Grazie veramente dal profondo del cuore, Grazie. Mai e poi
mai avrei potuto immaginare che un giorno la mia esistenza si sarebbe potuta
connotare di una vicenda così dolorosa, che però per alcuni versi diventa anche
drammaticamente comica. Mi trovo, mio malgrado, ad essere protagonista
inconsapevole di un film che non mi appartiene né per forma, né per
contenuto(mafia, servizi segreti,, ecc. ecc.. simili romanzesche storie sono
lontane dalla infinitesima parte di cervello e di anima in modo siderale).
L’unica vera grande consolazione, in questi frangenti, è che Domine Dio ha inteso donarmi questa sofferenza
evidentemente perché ha in serbo progetti migliori e più edificanti. E tu,
dotato di sensibilità non comune, sai quanto me che i progetti di Dio sono
imperscrutabili, noi possiamo solo cercare di interpretarli. E, di certo,
cercare di interpretare la volontà di Dio è stata ed è per me una costante che caratterizza
il mio quotidiano agire. Certo che un uomo fragile, quale io sono, da peccatore
per dirla con Sant’Agostino ”che porta appresso il
peso di un corpo di argilla”, ma l’anima è quella. Ho cercato, sempre
consapevole dei miei limiti, di trovare nel prossimo l’esistenza dell’Amore di
Dio, ovvero nella concretizzazione di rapporti amicali. Quando Dio mi ha messo
qualcuno sulla mia strada, ho cercato sempre di accoglierlo, senza differenza
alcuna di censo o di rango sociale, ho cercato, Franco, di accogliere il mio
prossimo, con semplicità, con leggerezza, con naturalezza, con rispetto,
cercando di applicare il principio della reciprocità, della condivisione nella
logica di supportare e sopportare gli uni i pesi degli altri, senza alcun
calcolo e senza prevenzione di sorta. Se qualcuno ha pensato di trarre dei
vantaggi ignobili questa si chiama doppiezza. E, personalmente, ho sempre
aborrito la doppiezza. Quindi per me, è grande consolazione pensare quanto
prima espresso ed è ancora maggiore il convincimento che Domine
Dio illumini gli inquirenti, affinché presto vedano la luce ove vi sono delle
ombre. Anche perché, Franco, è incontrovertibile il principio che : quod nullum est, nullum effectum producit. Mio carissimo amico mi sono dilungato troppo e ti
chiedo scusa. Desidero rinnovati ancora i sentimenti di gratitudine e spero
vivamente che, così come è stato per il passato, possa avere altre opportunità
per fare, assieme a te, altre opere di bene. Esprimo a te e ai tuoi cari le
migliori espressioni augurali per le festività. Grazie, grazie ancora e spero,
credo, a presto. Franco Morelli”.
8 gennaio 2012
Comunicato stampa Movimento
Diritti Civili
Carceri. Diritti Civili
denuncia “dramma detenuti gravemente malati e situazione esplosiva nelle
prigioni per sovraffollamento. Intervenire per evitare nuove tragedie”
Roma
Il leader del Movimento
Diritti Civili, Franco Corbelli, da oltre 20 anni impegnato a combattere e
denunciare il dramma delle carceri in Italia, dopo i nuovi suicidi dietro le
sbarre e la morte di un altro detenuto, parla di “una situazione esplosiva”,
denuncia la “grave e preoccupante situazione dei reclusi malati, segnalata con
diverse lettere recapitate allo stesso Corbelli, del drammatico problema del
sovraffollamento, delle condizioni disumane in cui sono costretti a vivere le
persone detenute” e si dice “fortemente preoccupato per i casi di disperazione
di alcuni reclusi gravemente malati e a rischio suicidio. Continuo a ricevere –
afferma Corbelli - diverse missive da parte di alcuni detenuti, gravemente
malati, che mi partecipano i loro drammi, la loro disperazione, la voglia di
farla finita. Mi descrivono le condizioni disumane nelle quali sono costretti a
sopravvivere. Ci sono detenuti ciechi, paraplegici, in alcuni casi si tratta
anche di incensurati, in attesa di processo. Mi descrivono, anche con piccoli
disegni, le situazioni allucinanti, disumane nelle quali sono costretti a
vivere. Sette (a volte anche otto) detenuti ammassati e costretti a convivere
in una cella di
1 gennaio 2012
(AGI) - Catanzaro, 22 dic. - Franco Morelli ha potuto incontrare e abbracciare, ieri pomeriggio, in carcere, le sue due figlie e la moglie che sono andate a trovarlo prima di Natale,. Dalla casa circondariale di Opera, dove e’ detenuto dal 30 novembre scorso (per disposizione della Procura di Milano, che ha firmato l’ordine di custodia cautelare) il consigliere regionale calabrese del Pdl ha voluto, attraverso la moglie, Ermelinda Pugliese, ringraziare il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, “l’unico, ha detto, che continua a difendermi e combattere per me, per dimostrare che non sono certo un amico di mafiosi, ma una persona perbene, con una grande fede, un uomo profondamente onesto, assai generoso, amico di tutti, sempre pronto ad aiutare chi ha bisogno”. La moglie di Morelli subito dopo il colloquio in carcere con il marito ha parlato al telefono con Corbelli per informarlo e per portargli i saluti e ringraziamenti di suo marito, Franco. “Le condizioni di salute di Morelli - dice Corbelli - destano purtroppo serie preoccupazioni. Mi ha detto la moglie - afferma Corbelli - che e’ assai provato, particolarmente sciupato e molto dimagrito. Ha perso molti chili. Continua a non farsi una ragione dell’arresto. Oggi ancora una volta - continua - chiedo al pm Ilda Boccassini e al gip Giuseppe Gennari, il cui lavoro rispetto profondamente, per quale ragione tengono ancora in carcere Morelli, cosi’ come anche il giudice Vincenzo Giglio? Perche’ accanirsi contro quest’uomo - aggiunge - che per la sua storia, la sua onesta’, la sua generosita’, la sua grande umanita’ (da tutti riconosciuta e apprezzata) e’ agli antipodi della cultura mafiosa. Morelli puo’ aver fatto qualche errore, sbagliando, in buona fede, qualche amicizia e frequentazione. Ma una cosa e’ certa: Morelli - dice Corbelli - e’ lontano anni luce da ogni possibile collusione con ambienti mafiosi e malavitosi. Per questo vederlo in carcere e’ non solo una grande ingiustizia, un clamoroso errore giudiziario ma, per chi lo conosce e lo stima da sempre, un fatto inspiegabile e particolarmente scioccante. Perche’ non prendere atto che i 14 mila voti, alle elezioni regionali dello scorso anno, Morelli li ha presi in provincia di Cosenza, per il suo costante impegno e la sua presenza, in questi anni, in tutti i comuni del Cosentino, non certo per il sostegno dei Lampada, completamente sconosciuti e assolutamente ininfluenti nella provincia bruzia?”. Corbelli chiede per Morelli i domiciliari “in attesa di un regolare processo, dove possa difendersi e dimostrare, come sono certo farà con il suo legale, la sua assoluta innocenza e completa buona fede”. (AGI)
Comunicato stampa Movimento
Diritti Civili
Morelli, assai provato(ha
perso 10 chili in sette giorni), parla dal carcere: “Perché mi hanno
arrestato?”. Lunedì il consigliere regionale calabrese incontrerà le sue due
figlie. Corbelli chiede intervento Ministro Giustizia.
Cosenza
Il leader del Movimento
Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo aver denunciato “la sua forte
preoccupazione per lo stato di salute di Franco Morelli (“ha perso 10 kg in
sette giorni”, ha riferito, angosciata, la moglie del consigliere regionale a
Corbelli), dal 30 novembre detenuto nel carcere di Opera, in esecuzione di una
ordinanza cautelare emessa dalla Procura di Milano”, chiede l’intervento del
Ministro di Grazia e Giustizia, Paola Severino, per quella che definisce “una
grande ingiustizia e una tragedia che si sta consumando nel silenzio e
nell’indifferenza generali, interrotti solo dal massacro mediatico,
nei confronti di una persona perbene, da tutti stimata sino al momento
dell’arresto”. Corbelli, in una nota, parla di “violazione dei diritti più
elementari che impediscono ai familiari di poter finanche portare gli indumenti
pesanti necessari per l’inverno, perché è consentito portare ogni mese al
detenuto un massimo di 20 kg di roba (alimentari o altri prodotti e vestiti). I
familiari possono vederlo solo 4 ore al mese. Lunedì Morelli vedrà per la prima
volta dal momento del suo arresto le sue due figlie, che insieme alla loro
mamma (Ermelinda Pugliese, moglie di Morelli) si recheranno dalla Calabria al
carcere di Opera, in Lombardia Quello che sta vivendo Morelli – afferma
Corbelli - è un vero e proprio incubo. Non riesce a darsi una spiegazione di
quello che gli è successo. E’ visibilmente molto provato. Ha già perso 10
chili. Alla moglie, che ha incontrato pochi giorni dopo il suo arresto, ha
detto guardandola negli occhi, con lo sguardo perso nel vuoto: “Perché sono
qui, perché mi hanno arrestato, come è possibile che io sia qui in carcere.
Cosa ho fatto di male, di così grave? Non ho mai commesso alcun illecito.
Durante tutta la mia vita ho solo sempre aiutato tanta povera gente..”.
Corbelli aggiunge: “Si possono calpestare in questo modo i diritti, la stessa
dignità umana di una persona, cancellare la sua storia vissuta tutta
all’insegna della correttezza, onestà e grande umanità? Si può trattare come un
pericoloso criminale una persona perbene, indagata ma non ancora né condannata,
né rinviata a giudizio, né processata. Perché non vengono concessi subito gli
arresti domiciliari a Franco Morelli, considerando che si tratta di un
incensurato e di una persona onesta e perbene? Se al processo, come sono certo,
sarà dimostrata la sua totale innocenza chi mai potrà ripagare e risarcire
della grande sofferenza e dell’immane dolore Morelli e la sua famiglia?”.
10 dicembre 2011
Comunicato stampa Movimento
Diritti Civili
Grave denuncia di Corbelli,
dopo aver sentito poco fa la moglie del consigliere regionale calabrese
“Morelli ha perso dieci chili in una settimana. I familiari possono vederlo
solo quattro ore al mese. Non può ricevere neppure tutti gli indumenti pesanti
necessari per l’inverno. Lo trattano come un pericoloso criminale”
Cosenza
Il leader del Movimento
Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo aver parlato, poco fa, al telefono con la
moglie (Ermelinda Pugliese) di Franco Morelli, il consigliere regionale
calabrese del Pdl, dal 30 novembre detenuto nel
carcere di Opera, in esecuzione di una ordinanza cautelare emessa dalla Procura
di Milano, fa una grave denuncia. “La situazione di Morelli si va aggravando di
giorno in giorno e diventa estremamente preoccupante. Ho sentito oggi al
telefono la moglie del consigliere regionale, mi ha detto che suo marito
(Morelli) in una settimana è già dimagrito dieci chili. Sta diventando
irriconoscibile. I familiari possono vederlo solo 4 ore al mese. Non può
(Morelli) ricevere in carcere un pacco superiore ai 20 kg. Di fatto gli viene
impedito di poter ricevere anche tutti gli indumenti pesanti necessari per
l’inverno. E’ trattato come un criminale. Rispetto giudici e magistrati, ma
sono profondamente indignato per quello che sta succedendo. Quel regolamento
carcerario è disumano. Si può arrivare a calpestare in questo modo i diritti,
la stessa dignità umana di una persona, cancellare la sua storia vissuta tutta
all’insegna della correttezza, onestà e grande umanità? Si può definire questa
giustizia? O non è piuttosto una grande ingiustizia (per usare un eufemismo)
nei confronti di una persona perbene, non ancora né condannata, né rinviata a
giudizio, né processata. E’ solo in attesa di un regolare processo. Perché
allora l’esponente politico continua ancora a restare in carcere, nonostante
non ci sia più nessuna ragione cautelare che giustifichi la carcerazione preventiva:
reiterazione del reato, inquinamento delle prove e pericolo di fuga? Quest’uomo (perbene) è in carcere, trattato come un
pericoloso delinquente e di fatto già condannato, grazie anche al silenzio,
agli attacchi e alle censure di certa stampa pseudogarantista
e giustizialista”.
9 dicembre 2011
Comunicato stampa Movimento
Diritti Civili
Corbelli: “Temo fortemente e
seriamente per lo stato di salute di Franco Morelli”
Il leader del Movimento
Diritti Civili, Franco Corbelli, continua quella che, in una nota, definisce
“una battaglia di verità e giustizia per Franco Morelli, il consigliere
regionale calabrese arrestato il 30 novembre nell’ambito di una operazione
della Procura di Milano”, si chiede “perché l’esponente politico continua ancora
a restare in carcere (nonostante non ci sia più nessuna ragione che giustifichi
la carcerazione preventiva: reiterazione del reato, inquinamento delle prove e
pericolo di fuga)” e si dice “fortemente e seriamente preoccupato per le gravi,
drammatiche conseguenze che l’arresto e la detenzione possano avere sullo stato
di salute di una persona, perbene, onesta e particolarmente sensibile come
Morelli”. Corbelli denuncia inoltre “il silenzio (e la presa di distanza) del
sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e del Pdl e la
condanna preventiva di Morelli da parte di alcuni quotidiani calabresi che al
garantismo e al principio costituzionale di presunzione di innocenza hanno
preferito il giustizialismo e continuano ad ignorare
e censurare l’unica voce a favore di Morelli, che si batte per dimostrare
l’onestà e l’innocenza dell’esponente politico: quella di Diritti Civili”.“La
vicenda di Franco Morelli più giorni passano e più diventa grave, inquietante e
allucinante. Quell’uomo in carcere da oltre otto
giorni è una brutta pagina della giustizia. E’ stato l’unico tra tutti i
politici che hanno incontrato Giulio Lampada ad essere (ingiustamente)
arrestato, pur non avendo da questo presunto boss (a differenza degli altri
politici che hanno invece ottenuto da questo personaggio il sostegno elettorale
che Ilda Boccassini ha giudicato non penalmente
rilevante!) ottenuto un solo voto, essendo (Morelli) candidato ed eletto nella
provincia di Cosenza, dove l’influenza dei Lampada è pari a zero. Perché lo
hanno allora arrestato? Ancora oggi non è chiaro, definito e dimostrato il
(grave) reato per il quale è stato arrestato e trasferito dalla Calabria nel
carcere di Opera, trattato come un pericoloso criminale. Perchè viene tenuto
ancora in carcere e non gli vengono concessi almeno gli arresti domiciliari?
Temo che l’impatto devastante con l’arresto, con il carcere, con l’ingiusta
detenzione stia segnando per sempre la vita di Morelli, il “cattolico”, una
persona perbene, assai sensibile. Chiedo per Morelli un atto di giustizia giusta
prima che si troppo tardi, prima che il danno diventi irreparabile”.
8 dicembre 2011
Comunicato stampa Movimento
Diritti Civili
Lettera aperta di Diritti
Civili al pm Boccassini e
al gip Gennari. “L’arresto
di Morelli è una grande ingiustizia, un clamoroso errore giudiziario”. La
moglie di Morelli telefona a Corbelli per ringraziarlo
Reggio Calabria
Lettera aperta del leader
del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, al pm
della Procura di Milano, Ilda Boccassini, e al Gip Giuseppe Gennari, per la
vicenda dell’arresto del consigliere regionale della Calabria, Franco Morelli.
Corbelli, dopo aver ribadito rispetto per il magistrato e
3 dicembre 2011
Comunicato stampa Movimento
Diritti Civili
Corbelli “Franco Morelli non
è un mostro e non è certo il volto politico della ‘ndrangheta! E’ stato
trattato peggio di un pericoloso criminale”
Reggio Calabria
“Franco Morelli non è
l’uomo nero, il politico colluso con la mafia, come invece è stato descritto
oggi dalla Procura di Milano. Non è un mostro da sbattere in prima pagina. Non
è certo lui la cosiddetta zona grigia, il volto politico della ‘ndrangheta. Quest’uomo mite, generoso, è stato condannato in modo
sommario, senza aspettare né il processo, né la sentenza. E’ stato già
distrutto. E’ stata brutalmente cancellata non solo la sua storia personale,
fatta di tante azioni umanitarie e di solidarietà verso i più poveri, ma
calpestato letteralmente quel principio di presunzione di innocenza previsto
dalla Costituzione che deve valere per ogni indagato, a maggior ragione se si
tratta di un incensurato e di una sperona perbene, da tutti, sino ad oggi,
stimata, come il consigliere regionale calabrese, Morelli”. E’quanto afferma,
in una nota, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che,
afferma, “mentre tutti, ad iniziare dal suo amico e leader di corrente, il
sindaco di Roma, Gianni Alemanno, sembrano prendere le distanze da Morelli, e
nessuna voce si leva a suo favore”, Diritti Civili continua, quella che
definisce, “la solitaria, difficile ma convinta battaglia garantista,
nell’assoluta certezza dell’innocenza e buona fede di Morelli. Rispetto il pm Boccassini ma come può
definire Franco Morelli un personaggio peggiore addirittura di un narcotrafficante, per aver, il consigliere regionale
calabrese, fatto qualche telefonata da una cabina telefonica. E’ una accusa non
solo ingiusta ma assurda che sono certo al processo dei giudici terzi
annulleranno. La cosiddetta zona grigia, il volto politico della mafia non è
certo quello di Morelli, un uomo buono, altruista, sempre pronto ad aiutare chi
ha bisogno, sostenitore di tante iniziative umanitarie di Diritti Civili. E’
stato arrestato, trasferito e sbattuto in carcere in Lombardia, trattato peggio
di un pericoloso criminale. Per accuse (nella peggiore delle ipotesi si tratta
solo di leggerezze, che potevano e dovevano essere evitate) tutte da provare e
assolutamente non meritevoli dell’arresto, della detenzione e di quelle
sentenze feroci della Boccassini. Come può un
procuratore che vive e opera a Milano giudicare e condannare così pesantemente
questo politico calabrese sulla base solo di qualche intercettazione, ignorando
completamente la storia, la umanità, la sensibilità, la gentilezza di quest’uomo? Morelli paga l’amicizia con Giulio Lampada, un
personaggio che è stato addirittura insignito di una alta onorificenza da parte
del Vaticano! Lampada è amico e sostenitore (alle elezioni) di molti politici.
Ma viene (ingiustamente) arrestato solo Morelli, che è stato eletto non in
provincia di Reggio Calabria o in Lombardia dove operano ed esercitano la loro
influenza i Lampada-Valle, ma in provincia di Cosenza dove questi signori
(Lampada-Valle) nessuno conosce e dove il loro potere e influenza elettorale è
praticamente pari a zero. Viene accusato di aver fatto nominare la moglie di un
giudice suo amico (dal quale aveva avuto l’informazione che non esistevano
indagini a suo carico), all’Asp di Vibo, come commissario. Nomina (legittima) che non solo
Morelli non aveva il potere e il ruolo istituzionale per fare ma che è si è
scoperto è stata (legittimamente) caldeggiata da un altro esponente politico.
Morelli viene inoltre accusato di avere una piccola partecipazione (solo il
10%) in alcune società di scommesse, dove sono presenti anche i Lampada. Quote
che Morelli vende non appena si rende conto che le società sono chiacchierate.
Viene addirittura accusato di aver presentato (e commentato telefonicamente con
qualche battuta, certamente infelice) in consiglio regionale una mozione di
solidarietà per il procuratore Pignatone. Resta
l’accusa di aver avuto 50 mila euro dai Lampada. E’ vero? E nel caso a che
titolo ha avuto quella somma? Si tratta di una accusa da provare e da
dimostrare che si tratta di un reato. Queste sono le contestazioni per le quali
Morelli è stato definito il politico della ‘ndrangheta, peggio di un narcotrafficante, arrestato, portato nel carcere di Opera,
sbattuto come un mostro in prima pagina e letteralmente distrutto. Si può
definire questa una giustizia giusta?”
1 dicembre 2011
Comunicato stampa Movimento
Diritti Civili
Corbelli esprime solidarietà
al consigliere regionale Franco Morelli: “Un galantuomo”
Catanzaro
Il leader del Movimento
Diritti Civili, Franco Corbelli, esprime “piena, forte solidarietà al consigliere regionale della
Calabria, Francesco Morelli, finito oggi in carcere nell’ambito di una
operazione della Dda della Procura di Milano”, parla
di “un arresto che lascia letteralmente sgomenti e sconcertati perché colpisce
una persona perbene, un uomo generoso, unanimemente conosciuto e apprezzato
come un galantuomo”. “Fermo restando il rispetto che si deve all’operato dei
magistrati e dei giudici, ritengo l’arresto di Franco Morelli, un fatto
gravissimo, un provvedimento ingiusto e assolutamente spropositato. Morelli non
andava arrestato. Sono certo che la vicenda giudiziaria che lo riguarda -
afferma Corbelli - sarà subito chiarita con la scarcerazione del consigliere
regionale. Conosco e sono amico da tanti anni di Franco Morelli. Voglio
esprimere a lui, in questo momento drammatico e doloroso della sua vita, tutta
la mia amicizia, la mia solidarietà e vicinanza e ricordare che in questi anni
tante battaglie civili e grandi conquiste civili, ottenute dal Movimento
Diritti Civili, sono state possibili grazie soprattutto all’aiuto
disinteressato di Morelli. Voglio solo ricordare che se il 17 febbraio 2003 è
stata scritta una delle più belle pagine di solidarietà di Diritti Civili con
la consegna, che ho personalmente fatto all’aeroporto di Roma all’ambasciatore
dell’Etiopia in Italia, di un aereo cargo carico di aiuti alimentari per i
bambini poveri e malati etiopi, lo devo al prezioso e continuo contributo che
ho avuto, per mesi, da Morelli, allora capo di gabinetto del presidente della
Giunta regionale (Giuseppe Chiaravalloti). Se ho
potuto aiutare tanti malati e tante persone povere lo devo sempre all’aiuto
dell’ex capo di gabinetto, Morelli. Ecco perché oggi sono accanto a Morelli
sicuro, senza alcun dubbio, della sua assoluta innocenza e buona fede”.
30 novembre 2011
Comunicato stampa Movimento
Diritti Civili
Padovano telefona a Corbelli
per ringraziarlo. L’ex bomber della Juventus e del
Cosenza: “Sono sereno, aspetto fiducioso la sentenza”
Cosenza
Michele Padovano ha
telefonato al leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, per
ringraziarlo per il suo intervento, dopo la pesante richiesta, nel mese scorso,
di condanna a 24 anni di carcere avanzata dal pm nei
confronti dell’ex bomber della Juventus e del
Cosenza. “Padovano nel corso della telefonata mi ha ribadito di essere sereno e
di aspettare fiducioso la sentenza prevista per la prima decade del mese di
dicembre. Ho ribadito a Michele – afferma Corbelli - tutta la mia stima,
amicizia e l’ho invitato a Cosenza, al termine del processo, con la certezza
che sarà riconosciuta la sua totale estraneità alle gravi accuse che gli sono
state mosse dai magistrati. Ho rispetto per l’operato dei pm
e dei giudici ma considero la richiesta del pm della
Procura di Torino di 24 anni di carcere per l’ex bomber della Juventus e del Cosenza, assolutamente ingiusta,
spropositata, eccessivamente punitiva nei confronti di un ex calciatore che,
continua Corbelli, ho conosciuto e apprezzato negli anni della sua permanenza a
Cosenza, per la sua semplicità, generosità, il suo altruismo. Non sentivo
Padovano da molti anni ma conservo sempre un ottimo ricordo di Michele, un
amico e un bravo ragazzo, un campione dentro e fuori il campo, una persona
pulita, semplice, un generoso, sempre pronto ad aiutare chi aveva bisogno. Per
questo quando ho appreso della incredibile richiesta di condanna,
addirittura 24 anni di carcere, sono
rimasto letteralmente basito. Ho voluto per questo testimoniargli tutta la mia
solidarietà e vicinanza nel momento più difficile e drammatico della sua vita.
Ho voluto ribadirgli la mia stima, dirgli che Cosenza, i tifosi, non l’hanno
mai dimenticato, che anzi lo aspettano, dopo il processo, per riabbracciarlo.
Oggi 24 anni di carcere non vengono richiesti e dati nemmeno per gli autori di
crimini orrendi, per assassini rei confessi. Come si possono chiedere 24 anni
di carcere per Padovano con l’accusa di traffico di droga? Mi dispiace
ribadirlo ma è così: lo hanno trattato peggio di un narcotrafficante!
Un fatto inaudito. Padovano ha già pagato con molti mesi di carcere per un
reato, che ricordo, ha sempre negato di aver commesso e che per difendersi dal
quale ha scelto, al processo in Tribunale, il rito ordinario rinunciando al
rito abbreviato e quindi allo sconto di un terzo della pena prevista! Una
persona che sa di essere colpevole non farebbe mai una scelta del genere. Un
vero suicidio giudiziario. Per lui del resto come per qualsisia indagato deve
valere il principio di presunzione di innocenza. Mi auguro e confido che i
giudici che tra pochi giorni saranno chiamati a giudicare Padovano possano
riconoscere la sua innocenza rispetto a quelle gravi accuse”.
28 novembre 2011
Corbelli difende Michele
Padovano
Cosenza. AGI. 29 ottobre. Il
leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, difende Michele Padovano,
giudica la richiesta del pm della Procura di Torino
di 24 anni di carcere per l’ex bomber della Juventus
e del Cosenza, “assolutamente ingiusta, spropositata, eccessivamente punitiva
nei confronti di un ex calciatore che, afferma Corbelli, ho conosciuto e
apprezzato negli anni della sua permanenza a Cosenza, per la sua semplicità,
generosità, il suo altruismo. Anche se non lo sento e vedo da molti anni
conservo sempre un ottimo ricordo di Michele Padovano, un amico e un bravo
ragazzo, un campione dentro e fuori il campo, una persona pulita, semplice, un
generoso, sempre pronto ad aiutare chi aveva bisogno. Per questo leggendo
questa mattina della incredibile richiesta di condanna, addirittura 24 anni di carcere, sono rimasto
letteralmente basito. Fermo restando il rispetto che si deve al lavoro dei
magistrati e dei giudici, che ribadisco anche in questa occasione, non si può
assolutamente restare silenti di fronte ad una condanna così pesante. Voglio
per questo testimoniargli tutta la mia solidarietà e vicinanza nel momento più
difficile e drammatico della sua vita. Oggi 24 anni di carcere non vengono
richiesti e dati nemmeno per gli autori di crimini orrendi, per assassini rei
confessi. Anzi sono tanti gli autori di delitti anche feroci che sono in
libertà. Come si possono chiedere 24 anni di carcere per Padovano con l’accusa
di traffico di droga? Lo hanno trattato peggio di un narcotrafficante!
Un fatto inaudito. Padovano ha già pagato con molti mesi di carcere per un
reato, che ricordo, ha sempre negato di aver commesso e che per difendersi dal
quale ha scelto, al processo in Tribunale, il rito ordinario rinunciando al
rito abbreviato e quindi allo sconto di un terzo della pena prevista! Una
persona che sa di essere colpevole non farebbe mai una scelta del genere. Un
vero suicidio giudiziario. Per lui del resto come per qualsisia indagato deve
valere il principio di presunzione di innocenza. Mi auguro e confido che chi
sarà chiamato a giudicare Padovano possa riconoscere la sua innocenza rispetto
a quelle gravi accuse”.
Comunicato stampa Movimento Diritti
Civili
Battaglie di giustizia di Diritti Civili.
Dopo cinque mesi e mezzo di detenzione scarcerato detenuto calabrese malato
(che stava diventando cieco in cella), in attesa di giudizio per reati (sempre
negati) assolutamente non gravi
Dopo cinque mesi e mezzo di carcere, è
stato scarcerato e si trova adesso in una casa di cura, il detenuto cosentino,
ex dipendente regionale, 65 anni, incensurato, in attesa di giudizio, malato di
diabete, cardiopatico, piedi e mani gonfi (che non riesce a chiuderle a pugno),
che stava diventando cieco in cella e che chiedeva giustizia e la possibilità
di essere curato e sottoposto subito a processo per dimostrare la sua
innocenza”. Lo rende noto il leader del Movimento Diritti Civili, Franco
Corbelli, che dopo aver ricevuto alcune missive dal carcere da parte di questo
detenuto, aveva, lo scorso mese di agosto, denunciato questo caso e chiesto la
scarcerazione di quest’uomo. Nelle sue accorate
richieste di aiuto il detenuto aveva sollecitato un intervento di Diritti
Civili per far conoscere il dramma e l’ingiustizia che stava vivendo. Dopo 45
anni di onesto lavoro a 65 anni – scriveva l’uomo a Corbelli - sono stato
arrestato e da alcuni mesi mi trovo sbattuto e sequestrato in una cella con
l’accusa di non aver provveduto al
fabbisogno familiare, di essere soggetto ad ubriachezza e per maltrattamenti
alla famiglia. Per queste accuse, assolutamente non vere, sono da alcuni mesi
in carcere, in attesa di giudizio, in una cella con altri sei detenuti. Sono
ristretto in una stanzetta di
17 ottobre 2011
Il leader di Diritti civili torna sulla questione del sovraffollamento
Suicidio detenuto: lo sfogo di Corbelli
COSENZA – ANSA 12 ottobre.
Nelle carceri c’é una "situazione esplosiva e a forte rischio": è
quanto afferma il leader di Diritti civili Franco Corbelli in relazione al suicidio
di un detenuto romeno nella casa circondariale di Castrovillari.
‘Proprio meno di 48 ore fa - prosegue Corbelli - avevo fatto la mia ultima
denuncia sul drammatico problema delle carceri, sul sovraffollamento, sulle
condizioni disumane dei detenuti, sul dramma dei detenuti malati e sul rischio
suicidi. Purtroppo sono stato facile profeta avevo previsto e denunciato con
forza il rischio concreto di suicidi, quello che poi e’ accaduto di lì a poche
ore in un carcere calabrese, quello di Castrovillari.
Quello che inquieta, allarma e dovrebbe preoccupare tutti, istituzioni e
amministrazione penitenziaria, é che altri casi di suicidio potrebbero
verificarsi se non si interviene subito per affrontare i drammatici problemi
del sovraffollamento, delle persone recluse gravemente malate, delle condizioni
disumane nelle quali sono costretti a vivere i detenuti, costretti in molti
casi a convivere (e sopravvivere) in 7-
COSENZA –
AGI 12 ottobre. Il leader del movimento Diritti civili, Franco Corbelli,
interviene dopo il suicidio di questa notte di un cittadino rumeno nel carcere
di Castrovillari parlando di “una situazione
esplosiva e a forte rischio” e ha ricordato che proprio meno di 48 ore fa aveva
fatto la sua ultima denuncia sul drammatico problema delle carceri, sul
sovraffollamento, sulle condizioni disumane dei detenuti, sul dramma dei
detenuti malati e sul rischio suicidi. “Purtroppo sono stato facile profeta – dice Corbelli -, avevo previsto
e denunciato con forza il rischio concreto di suicidi, quello che poi è
accaduto di li a poche ore in un carcere calabrese, quello di Castrovillari”. Se non si interviene subito “altri casi di
suicidio potrebbe verificarsi”. E aggiunge: “Ci sono persone recluse gravemente
malate, costrette a vivere in condizioni disumane. I detenuti sono costretti in
molti casi a convivere (e sopravvivere) in 7-
(AGI) - Cosenza, 10 ott. - Il leader del
Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, denuncia la “grave e preoccupante
situazione, segnalata con alcune lettere recapitate allo stesso Corbelli, della
casa circondariale di Cosenza per il problema del sovraffollamento, delle
condizioni disumane in cui sono costretti a vivere le persone detenute” e si
dice “fortemente preoccupato per i casi di disperazione di alcuni reclusi
gravemente malati e a rischio suicidio. Continuo a ricevere diverse missive dal
carcere di Cosenza da parte di alcuni detenuti, gravemente malati, che mi
partecipano i loro drammi, la loro disperazione, la voglia di farla finita. Mi
descrivono le condizioni disumane nelle quali sono costretti a sopravvivere. Ci
sono detenuti ciechi, paraplegici, in alcuni casi si tratta anche di
incensurati, in attesa di processo. C’e’ un detenuto che per meglio descrivermi
la situazione allucinante disumana nella quale e’ costretto a vivere insieme ad
altri sei detenuti, mi ha mandato anche un disegno della cella. Quel foglio
stropicciato, quel disegno di una cella di
detenuti,
e’ un atto d’accusa inequivocabile e durissimo sulla disumanita’
delle carceri. Si domandano questi detenuti: che giustizia e’ questa? E’ una
giustizia giusta e umana, e’ uno Stato di diritto? Si possono trattare in
questo modo degli essere umani? Questi detenuti al di la’
delle loro vicende processuali, per le quali continuano a ribadire la loro
innocenza, chiedono semplicemente di poter essere curati in strutture adeguate
per le loro gravi patologie, per non rischiare di diventare completamente
ciechi, per non finire la loro esistenza paralizzati. Nelle lettere questi
detenuti mi descrivono tutta la loro disperazione, mi chiedono di intervenire
prima che sia troppo tardi, per scongiurare qualche nuova tragedia, mi
manifestano, questi reclusi, in modo sincero e drammatico, il desiderio di porre
fine a questa sofferenza. Per questo temo sinceramente e fortemente che possa
verificarsi qualche insano gesto. Chiedo che si intervenga immediatamente
considerando caso per caso quelli piu’ gravi e
drammatici, ad iniziare dai detenuti molto malati, incompatibili con il regime
carcerario, che devono essere curati adeguatamente in strutture specializzate.
Questi detenuti chiedono solo una giustizia giusta e umana. Un Paese civile -
conclude Corbelli - ha il dovere di rispettare i diritti , elementari e fondamentali,
di queste persone, di questi essere umani”. (AGI)
CORBELLI
:” DETENUTO, MALATO, RISCHIA DI
DIVENTARE CIECO”
ANSA.
Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, in una nota, ha
denunciato oggi "il caso di un detenuto cosentino, P.G.,
dipendente pubblico di 65 anni, incensurato, malato, da tre mesi in cella in
attesa di giudizio, che sta diventando cieco in carcere, che chiede giustizia e
la possibilità di essere curato e sottoposto subito a processo per dimostrare
la sua innocenza". L'uomo, ha riferito Corbelli, gli ha scritto una
lettera dalla casa circondariale di Cosenza. "Dopo 45 anni di onesto
lavoro a 65 anni - ha scritto l'uomo a Corbelli - sono stato arrestato e da tre
mesi mi trovo sbattuto e sequestrato in una cella con l'accusa di non aver
provveduto al fabbisogno familiare, di essere soggetto ad ubriachezza e per
maltrattamenti alla famiglia. Per queste accuse, assolutamente non vere, sono
da tre mesi in carcere, in attesa di giudizio, in una cella con altri sei
detenuti. Sono ristretto in una stanzetta di
La lunga
battaglia di Diritti Civili “
Purtroppo
nonostante la nostra grande conquista civile ci sono ancora 50 bambini in cella
e la legge resta inapplicata
Comunicato stampa
Movimento Diritti Civili
Lettera a Corbelli di un
bambino e della sua mamma “detenuti” in carcere. Il leader di Diritti Civili:
“Basta con la barbarie. Mai più bambini in carcere”
Il leader del Movimento
Diritti Civili, Franco Corbelli, interviene sul dramma dei bambini in carcere.
Corbelli rende nota la lettera di un bambino e della giovane madre detenuta,
insieme in una cella da 4 anni, che gli è stata recapitata quale coordinatore
di Diritti Civili da oltre 16 anni impegnato, con le sue battaglie, denunce,
proposte di legge, manifestazioni di protesta (la più eclatante il 27 dicembre
2005 davanti e dentro il Parlamento, con un blitz, dal palchetto del pubblico,
durante una seduta della Camera dei Deputati dedicata al tema dell’amnistia)!
per "liberare", togliere dal carcere i circa 60 bambini (da
La battaglia di Diritti
Civili iniziata nel 1994
Ø Il
Movimento Diritti Civili ha iniziato questa grande battaglia civile 16 anni fa.
Nel luglio 2006 un primo importante risultato. Oltre all’indulto (sconto di
pena di 3 anni) , infatti,
Di seguito
lasciamo la pagina che ha accompagnato la nostra lunga iniziativa a favore di
questi bambini La battaglia di DIRITTI CIVILI per cancellare la grande
vergogna: i bambini in carcere! Sono una sessantina e si trovano in
dodici carceri del nostro Paese (che ricordiamo più avanti in questa pagina).
ANNI DI LOTTE
E DI CONQUISTE
Ø Da
anni lottiamo per porre fine a questa inaudita crudeltà. Nel 2001 siamo
riusciti, dopo una lunga battaglia iniziata nel
Gli appelli di
Diritti Civili
Ø Abbiamo
rivolto appelli all’ex Presidente della Repubblica, Ciampi,
all’attuale Capo dello Stato, Napolitano, al
Presidente del Consiglio, Prodi, al Ministro della Giustizia, Mastella.
Ø
Il 27 dicembre 2005
abbiamo manifestato davanti e dentro Montecitorio.
Corbelli, dalla tribuna del pubblico, il giorno del dibattito sull’amnistia, ha
interrotto i lavori dell’Aula e ha gridato "Ricordatevi dei bambini in
carcere". E’ stato subito portato via con la forza dai commessi della
Camera. ll silenzio dei grandi media Denunciamo il
silenzio ignobile dei grandi media nazionali su questa grande
ingiustizia! Di seguito riportiamo alcuni aspetti della legge e le
"carceri della vergogna", dove sono rinchiusi i 52 bambini e loro
mamme! Legge 8 marzo 2001, n. 40 "Misure alternative alla detenzione a
tutela del rapporto tra detenute e figli minori" La legge 8 marzo 2001, n.40, pubblicata sulla G.U. 8 marzo 2001 n.56, destinata alla tutela di un rapporto qualificato quale
è quello genitore-figlio, di cui innova la relativa disciplina, amplia l'ambito
di operatività degli istituti del differimento dell'esecuzione pena e della
detenzione domiciliare - applicabili fino ad ora il primo in maniera
discrezionale e il secondo in casi limitati - introducendo i due nuovi istituti
della detenzione domiciliare speciale e dell'assistenza all'esterno di figli
minori (art. 47 quinquies, sexies
e art. 21 bis O.P.), con lo scopo di dare compiuta attuazione al principio
costituzionale di cui l'art. 31 Cost. che officia lo Stato a predisporre gli
strumenti giuridici e sociali a tutela della maternità e dell'infanzia. La
concessione di tali benefici non è automatica, dovendo essere valutata caso per
caso, in quanto subordinata all'assenza di un pericolo concreto di reiterazione
del reato commesso. Le più recenti rilevazioni statistiche fornite dall'Ufficio
per lo Sviluppo e la gestione del Sistema Informativo Automatizzato di questo
Dipartimento, aggiornate al 26 febbraio 2004, registrano negli istituti
penitenziari femminili italiani (ai quali si aggiungono le sezioni femminili di
istituto attualmente operanti) un numero di presenze detentive pari a 2551
unità.
Com'è facile intuire, il numero di donne ristrette in carcere costituisce una
minima percentuale dell'intera popolazione detenuta, attestandosi su valori
pari a circa il 4%, specie se raffrontato con la popolazione maschile; del pari
i reati commessi generalmente si connotano per il minor tasso di pericolosità
sociale.
Infatti, i reati ascritti alla popolazione detenuta femminile presente alla
data del rilevamento sono essenzialmente relativi al traffico di stupefacenti
(che presentano peraltro un alto tasso di recidiva) ovvero a reati contro il
patrimonio; rari i casi di condanne per reati di tipo associativo.
In prevalenza la popolazione detenuta femminile
è di origine extracomunitaria, ovvero di etnia Rom. Alla data odierna(1
febbraio 2009) come denuncia con un reportage IL CORRIERE DELLA SERA le donne
detenute con bambini da
Ø
Roma Rebibbia 19 – Milano San Vittore 9 –
Brescia 4 – Venezia 6 – Avellino 4 – Torino 4 – Reggio Calabria 3 – Castrovillari (Cs) 2 – Foggia 1 –
Teramo 2 – Como 1 – Genova 1 – Cagliari 1 – Nuoro 1 – Firenze 1.
Ø
36 sono
invece le donne detenute incinte.
Ø
Si deve far presente che quest'ultimo dato ha carattere fluttuante poiché, a volte,
la permanenza dei bambini nelle strutture penitenziarie è legato soltanto ai
tempi tecnici necessari per la concessione delle misure alternative alle madri
detenute.
IN QUESTA PAGINA VENGONO RICORDATE, OLTRE
AD ALCUNE INIZIATIVE TUTTORA IN CORSO IN TEMA DI GIUSTIZIA , LE PIU' IMPORTANTI BATTAGLIE E LE GRANDI MANIFESTAZIONI DI
"DIRITTI CIVILI" IN ITALIA(DAVANTI ALLE SEDI ISTITUZIONALI E A MOLTE
CARCERI ) NEGLI ULTIMI 14 ANNI , CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AGLI ANNI BUI DI
TANGENTOPOLI E DI MANI PULITE, IL PERIODODEL TERRORE GIUDIZIARIO E DEL
GIUSTIZIALISMO!
IL
DRAMMA DELLE CARCERI, LE BATTAGLIE E PROPOSTE DI DIRITTI CIVILI.
v 1996-
Prima proposta di legge del Movimento Diritti Civili, presentata dall'On.le Vittorio Sgarbi, per… "la tutela del diritto alla
salute delle persone detenute".
v 1997(7
maggio) - Seconda proposta di legge , elaborata dal Movimento Diritti Civili e
presentata (dopo le elezioni del 1996) alla Camera dall'on.le
Ida D'Ippolito(Fi)oltre che da Sgarbi, sempre sulla
"tutela del diritto alla salute delle persone sottoposte a misure
privative o limitative della libertà e più in generale per garantire condizioni
di vita dignitose e umani nelle carceri italiane"!
v
v
RICORDIAMO IL "CASO
SURACE": UNA GRANDE VITTORIA DEL MOVIMENTO
"DIRITTI CIVILI" !
Þ DOPO 80 GIORNI
DI LOTTA ININTERROTTA ABBBIAMO VINTO ANCHE QUESTA DIFFICILE BATTAGLIA
CIVILE E LIBERTARIA , FACENDO SCARCERARE L'ANZIANO GIORNALISTA, ADESSO AL
"RIPARO" IN FRANCIA! RACCONTIAMO E DOCUMENTIAMO L'ECCEZIONALE IMPEGNO
DEL MOVIMENTO "DIRITTI CIVILI" PER IL CASO SURACE,MENTRE
TUTTI GLI ALTRI TACEVANO QUESTI I "NUMERI"! 80 GIORNI DI
IMPEGNO ININTERROTTO(AD INIZIARE DAL 26 MAGGIO QUANDO HO PRESENTATO
Le battaglie di Diritti Civili per una Giustizia Giusta e Umana.
______________________
¨ LE
NOSTRE BATTAGLIE PER UNA GIUSTIZIA GIUSTA E UMANA INIZIARONO NEL LONTANO 1985
CON IL "CASO TORTORA". SONO CONTINUATE IN TUTTI QUESTI ANNI(CON PARTICOLARE
INSISTENZA DURANTE GLI ANNI BUI DI TANGENTOPOLI E MANI PULITE!)CON MOLTE
INIZIATIVE, PROPOSTE DI LEGGE, TANTISSIME DENUNCE E INNUMEREVOLI MANIFESTAZIONI
DI PROTESTA DAVANTI A TUTTE LE SEDI ISTITUZIONALI A ROMA (PRESIDENZA
DELLA REPUBBLICA, PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, CAMERA DEI
DEPUTATI, SENATO…) E A MOLTE CARCERI ITALIANE (AVELLINO,BARI,
COSENZA,MILANO,NAPOLI, PALERMO, REGGIO CALABRIA, ROMA, VIBO VALENTIA,
VOGHERA…..)
Abbiamo difeso i diritti di tutti: personaggi famosi(pochi) e
sconosciuti(tantissimi)! I
personaggi"eccellenti"che abbiamo difeso in tutti questi lunghi e
difficili anni dominati dal
"Giustizialismo"!
Þ Giulio Andreotti, Bruno Contrada, Bettino Craxi
, Francesco De Lorenzo, Calogero Mannino,Lorenzo Necci(ex
amministratore delegato FS), Vito Gamberale(ex
amministratore delegato Telecom, oggi a Autostrade)
Carmine Mensorio(ex senatore del Ccd
morto suicida per..Tangentopoli. Per lui abbiamo
organizzato, come Movimento Diritti Civili, una grande manifestazione di piazza
il 26 agosto '
LE GRANDI
MANIFESTAZIONI DI DIRITTI CIVILI PER UNA GIUSTIZIA GIUSTA E UMANA. DAL 1994 AD
OGGI!
Ø Novembre
1994. Prime manifestazioni di Diritti Civili davanti al Tribunale di Napoli.
Ø Martedi 27 dicembre
1994. Appello-denuncia di Corbelli sul dramma delle
carceri da "Uno Mattina"(Raiuno).
Ø Lo
stesso giorno(27 dicembre '94) Poche ore dopo , ancora a Napoli, nuova protesta
di Diritti Civili davanti al Tribunale di Castelcapuano.
Ø Sabato
21 gennaio 1995 Nuova manifestazione di protesta di Diritti Civili sul dramma
dei detenuti malati!
Ø Mercoledi' 8 febbraio
1995 uova , clamorosa azione di Protesta di Corbelli e Diritti
Civili a Roma.Vengono "occupati" gli studi Fininvest(oggi Mediaset) di Roma
per richiamare l'attenzione del Paese e delle Istituzioni sul dramma carceri.
Ø Martedi' 7 febbraio
1995 Nuova grande manifestazione (Una veglia per la vita) di Diritti civili
insieme ai familiari di alcuni detenuti(malati) A Roma, davanti a Palazzo Chigi, sede della Presidenza del Consiglio dei
Ministri!
Ø Lunedi' 20 febbraio
1995 Nuova protesta di Diritti Civili (sempre sul dramma carceri) in diretta
televisiva nel corso del popolare programma di Raidue
"La vita in diretta", condotto da Michele Cucuzza.
Ø Fine
Febbraio1995 Protesta di Corbelli durante il "Maurizio Costanzo
Show", che vedeva tra gli ospiti l'on.le Vittorio
Sgarbi che lo stesso Corbelli aveva accompagnato quale suo collaboratore. Il piduista Costanzo(servo di Licio Gelli e nemico del Movimento Diritti Civili!) venne colto
di sorpresa e non potè impedire la denuncia di
Corbelli sul dramma dei detenuti malati!
Ø 28
Febbraio 1995 Nuova grande manifestazione di Diritti Civili e di alcuni
familiari di detenuti malati a Roma , davanti al Quirinale,
alla Presidenza della Repubblica! Un enorme striscione chiedeva "Un
decreto(una legge) per la vita per i detenuti malati"!
Ø 28
Febbraio 1995 (lo stesso giorno) Dopo tutta la stampa italiana, scritta e
televisiva, anche il più autorevole giornale del mondo THE NEW YORK TIMES
si occupò delle battaglie e delle denunce di Corbelli e Diritti Civili e dedicò
un'inchiesta(con intervista allo stesso Corbelli) al dramma delle carceri in
Italia.(l'inchiesta venne pubblicata il 28 febbraio 1995).
Ø 16
Aprile 1995 (giorno di PASQUA) Corbelli e Diritti Civili manifesteranno , sotto
la pioggia, a Roma , in Piazza del Popolo per denunciare ancora una volta il
dramma dei detenuti malati e abbandonati nelle carceri del nostro Paese!
Ø 22
Luglio 1995-"Caso Contrada" Grande manifestazione di Corbelli,
Diritti Civili e Vittorio Sgarbi a Palermo davanti al carcere militare(che
venne letteralmente "occupato" con striscioni , bandiere e cartelli)
per il "caso CONTRADA",l'ex 007 detenuto da tre anni che sarà
poi scarcerato pochi giorni dopo la nostra protesta!
Ø 29
luglio 1995 Mobilitazione del Movimento. Diritti Civili , con raccolta di
firme, in favore di un giovane detenuto, G.N.(in carcere da 17 anni, dall'età
di 18 anni) , più volte operato e oramai diventato cieco! (Oggi questo giovane,
ridotto ad una larva, ha lasciato il carcere ma la sua vita e' stata distrutta
per sempre!).
Ø Ottobre
1995 Manifestazione di protesta di Diritti Civili davanti al Tribunale di
Reggio Calabria in occasione della visita del Ministro della Giustizia, Mancuso, per richiamare l'attenzione su tutte le persone
sequestrate in Italia e ancora in mano ai banditi e di cui non si avevano più
da anni notizie! Su un nostro cartello era scritto: "Pietà per Cartisano, Conocchiella, Malgieri, Medici, Vinci, Licheri,
Sircana, Checchi…"!
Ø 16
Novembre 1995- "Caso Mancuso". Grande
manifestazione di Diritti Civili a Roma davanti al Senato in favore dell'allora
Ministro della Giustizia, Filippo Mancuso, il giorno
in cui venne "sfiduciato" per le sue coraggiose e oneste denunce e
iniziative sul Pool Mani Pulite di Milano e sulla Procura di Palermo! Diritti
Civili protestò in favore di Mancuso scontrandosi in
piazza con i Verdi che manifestavano invece lo stesso giorno e nello stesso
posto(davanti al Senato) contro il Ministro Guardasigilli!
Ø 26
agosto 1996- La più grande(e forse unica!) manifestazione di piazza mai fatta
in Italia contro il Giustizialismo di Mani Pulite! A
Saviano(Napoli) Diritti Civili, per ricordare il senatore del Ccd Carmine Mensorio, morto
suicida (gridando la sua innocenza per l'inchiesta che lo riguardava!), portò
in piazza(come già ricordato prima in questa stessa pagina e come documentato
nel libro di Corbelli "Diritti civili") oltre 5000 persone! Era
presente il nostro amico , il garantista on.le Vittorio Sgarbi!
Ø 21
maggio 1997 - Una delle nostre numerose manifestazioni di protesta per il caso
della Piccola Carmela Parisi , nata in carcere
dov'era detenuta la madre, Assunta. Quel giorno(21 maggio '97) Corbelli
manifestò davanti alla Prefettura di Napoli , dove portò gli altri due
fratellini della piccola Carmela, Giorgio e Antonietta, rimasti soli dopo
l'arresto della madre e del padre. Grazie a quella battaglia(iniziata nel
lontano fine 1995 dal Movimento Diritti Civili e a cui si riferisce la foto di
Corbelli della copertina del Sito) si arriverà poi, dopo alcuni anni, alla
legge che evita il carcere alle madri detenute con bambini da assistere (come
ricordiamo anche in altre pagine del nostro sito).
Ø 6
Giugno 1997 - Diritti Civili manifesta davanti al Tribunale di Milano per il "caso
Cavazza" un innocente in carcere da 13 anni!
Ø 11
Giugno 1997- Grande manifestazione di Diritti Civili davanti al carcere di Bari
per denunciare il dramma dei detenuti malati e abbandonati! L'iniziativa venne
denominata: "Una manifestazione per la vita"!
Ø 16
agosto 1997 - Manifestazione di protesta di Diritti Civili a Rossano(Cs) in favore di due giovani genitori accusati di aver
….drogato i loro due bambini! Un'accusa mostruosa e del tutto falsa come
stabiliranno poi al processo, alcuni anni dopo, i giudici dell'Appello di
Catanzaro. A difendere quella famiglia dall'accusa infamante, in questi anni,
e' stato solo il Movimento Diritti Civili!
Ø 22
giugno 1998 -Manifestazione davanti al carcere di Vibo
Valentia per chiedere la immediata scarcerazione di un giovane marocchino Jaoaud Berddo-uch ,18 anni, in
prigione da 4 mesi, per aver(secondo l'accusa da lui, in lacrime, sempre
respinta!) sottratto durante un litigio ad un suo connazionale un …pacchetto di
sigarette e 50 mila lire! Il giovane(condannato per questa incredibile e
assurda accusa addirittura a oltre 3 anni di carcere!) aveva iniziato lo
sciopero della fame! Lo abbiamo liberato dopo una battaglia durata più di un
mese(questa storia e ricordata anche in altra pagina del nostro sito) .
Ø 22
luglio 1998 - "Caso Sgarella" - Il
"blitz" di Corbelli e Diritti Civili ad una manifestazione di Miss
Italia in Calabria (a Rende, per l'esattezza). Abbiamo consegnato sul palco
alle 20 ragazze , in passerella per il concorso di bellezza , una foto di
Alessandra Sgarella (da mesi in mano ad una banda di
sequestratori calabresi) con una scritta ALESSANDRA SGARELLA LIBERA. Abbiamo
fatto sfilare tutte le ragazze insieme con, ognuna in mano, la foto della Sgarella! Per mesi avevamo chiesto ogni sera dagli schermi
di alcune tv private calabresi la liberazione di questa donna lombarda!
Ø Maggio
1999. La nostra battaglia e denuncia per permettere ad un medico, L.S., agli arresti domiciliari(a casa dei genitori) per una
accusa non grave(ricette mediche gonfiate!) , di poter vedere i suoi due
bambini , rimasti a casa con la mamma in un paese vicino a quello dove
l'uomo scontava la detenzione domiciliare. Abbiamo "occupato" , per
protesta, il carcere di Castrovillari e vinto anche
questa battaglia.
Ø 31
luglio 1999. Altra nostra battaglia in favore del sindaco(oggi ex) di Saracena
agli arresti domiciliari e impossibilitato a poter lavorare per mantenere la
sua famiglia. Anche in questo caso siamo andati a manifestare davanti al
Tribunale e abbiamo vinto la battaglia!
Ø 2
agosto 2000 - Manifestazione di "Diritti Civili" A Sorianello(Vibo Valentia) e
quindi a Catanzaro in favore del giovane emigrante calabrese , Natale Stramondinoli , arrestato perchè renitente alla leva nel
…lontano 1983! Come e' noto vincemmo anche questa grande battaglia facendo
concedere(il 22 agosto 2000) dal Presidente Ciampi
la grazia a questo giovane emigrante, in Germania sin da bambino!
Ø 30
marzo 2001. Manifestazione davanti al carcere di Cosenza per chiedere la
scarcerazione di Giovanni Valentino , il custode della Mensa dei Poveri(in
carcere, da 6 anni, per ..qualche assegno a vuoto!) e per presentare la sua
"provocatoria candidatura alla Camera dei Deputati nella Lista Bonino (i
particolari di questa nostra ennesima battaglia civile e grande vittoria sono
nella pagina Iniziative Umanitarie).
Ø maggio-giugno
2001 - Grande battaglia e straordinaria mobilitazione anche via Internet per il
"Caso Surace"(ricordato prima in questa
stessa pagina) andata avanti per 2 mesi con oltre 1000 adesioni raccolte da
ogni parte d'Italia!
Ø Sabato
4 maggio 2002 - Manifestazione di protesta di Diritti Civili davanti al carcere
in favore dell'ex parlamentare Bonaventura Lamacchia,
in carcere da 4 mesi , in attesa del processo e con l'anziano padre paralizzato
a letto!
Ø marzo-luglio
2003 - La nostra battaglia in favore del Presidente del Cosenza Calcio, Paolo
Fabiano Pagliuso, in carcere a Vibo
Valentia, dal 26 marzo 2003(battaglia ricordata prima in questa stessa pagina).
Ø Domenica
27 luglio 2003 - Grande manifestazione di Diritti Civili davanti al carcere di Vibo Valentia per chiedere la scarcerazione di Pagliuso!
Ø 2004-2005
- La nostra battaglia civile per far ottenere
Ø Febbraio
2005 - I nostri appelli per un detenuto paraplegico, A. G., 37 anni, in carcere
a Vibo Valentia nonostante le su gravi condizioni di
salute!
Ø Gennaio
2006 - La nostra battaglia civile per aiutare cinque detenuti malati, nel
carcere di Catanzaro.
Ø - La
nostra lunga battaglia per Padre Fedele, iniziata il 23 gennaio 2006.
Ø Marzo
2006- La mobilitazione e l’appello di Diritti Civili al mondo del carcere per
salvare la vita al piccolo Tommaso di Parma. Purtroppo non è servito. Il bambino
era già stato ucciso dai suoi rapitori.
Ø Maggio
– Giugno 2006 - I nostri appelli a favore di un detenuto anziano di Reggio,
gravemente malato, che da tre anni non può vedere la figlia disabile al 100%.
(altri particolari nella pagina Ultimissime)
Ø LEGALITA’
e LOTTA ALLA MAFIA - La nostra lunga battaglia per chiedere la verità
sull’omicidio di Francesco Fortugno, ex
Vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria, ucciso dalla mafia
a Locri il 16/10/2005 (2005-2006)
Ø ESERCITO
IN CALABRIA - La nostra lunga battaglia contro tutte le mafie. Le nostre
ripetute richieste per l’invio dell’esercito nella Locride
e in altre zone della Calabria a forte rischio ‘ndrangheta
Ø QUESTIONE
MORALE - Le nostre innumerevoli denunce sulla questione morale, su Parentopoli, sugli scandali e sulle collusione tra mafia e
politica! Denunce che da anni coraggiosamente va facendo, spesso da solo,
Diritti Civili"
Tutte
le altre nostre battaglie di giustizia
degli
ultimi anni (2005-2006-2007-2008)
saranno
presto messe in rete.
Alcune,
di quelle recenti, più importanti sono
nella
pagina "ULTIMISSIME"
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….Le
Battaglie di Diritti Civili
per una
giustizia giusta e umana
continuano
ogni giorno in Italia
(e non
solo!).
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diritticivili@tiscalinet.it