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 'NDRANGHETA: MORELLI, A FINE INDAGINI EPILOGO SARA' LIETO

CONSIGLIERE CALABRIA SCRIVE LETTERA A LEADER DIRITTI CIVILI



(ANSA) - COSENZA, 21 GEN - "Sono convinto che esperite le
indagini e inquadrata la storia nella realtà oggettiva e non
immaginifica, l'epilogo non potrà non essere che lieto e
positivo". Lo scrive dal carcere milanese di Opera in cui è
detenuto Franco Morelli, il consigliere regionale della Calabria
(e sostituito temporaneamente dall'assemblea) arrestato il 30
novembre scorso nell'ambito di una inchiesta della Dda di
Milano, in una lettera inviata al leader del movimento Diritti
civili Franco Corbelli che ha diffuso il testo.
Nella lettera, Morelli definisce la sua vicenda giudiziaria
"assurda e inverosimile" e dice di confidare "nella
Misericordia di Dio e nella saggezza e competenza professionale
dei magistrati e degli inquirenti".
Morelli, inoltre, ringrazia Corbelli della lettera che il
leader di Diritti Civili gli aveva fatto recapitare in carcere.
"Il tuo scritto appassionato e sincero, carico di umanità, e
carità cristiana, - scrive Morelli a Corbelli - è per me
motivo di grande conforto, Grazie, veramente grazie, dal
profondo dell'anima. Ti ringrazio per i diritti civili che
costantemente, con sacrifici personali, tenacia, abnegazione e
passione, promuovi e difendi. Ti ringrazio per il dono della tua
disinteressata amicizia che spero di poter sempre
contraccambiare con stima, lealtà e affetto. Per me, caro
Franco, sarà un onore poter continuare a condividere, pur
sempre cosciente dei miei limiti, le tue appassionate iniziative
per tutelare e salvaguardare la dignità dell'essere umano,
valor e, vero, antico e autentico dell'esistenza. Grazie ancora
e un abbraccio".
Corbelli, dal canto suo, ha sostenuto che continuerà "sino
alla conclusione di questa allucinante vicenda, a difendere
Morelli, una persona perbene e generosa, vittima di un clamoroso
errore giudiziario e di una grande ingiustizia. A Morelli vanno
ridati, insieme alla libertà, la sua dignità, il suo onore e
il suo posto in quel Consiglio regionale della Calabria dove lo
hanno eletto liberamente e democraticamente 14mila cittadini
della provincia di Cosenza, tutte persone perbene non certo
mafiose". (ANSA).



'NDRANGHETA: CORBELLI, MORELLI DEVE ESSERE SCARCERATO

'SOSTITUZIONE TEMPORANEA IN CONSIGLIO FATTO ANTIDEMOCRATICO'

           

            (ANSA) - COSENZA, 14 GEN - Il leader del movimento Diritti

civili Franco Corbelli, chiede, in una nota, "l'immediata

scarcerazione di Franco Morelli", contesta "la sostituzione

temporanea del consigliere regionale prevista nella seduta di

lunedì prossimo del Consiglio regionale" e rende nota "la

valanga di lettere e telegrammi di solidarietà che l'esponente

politico calabrese del Pdl continua a ricevere nel carcere di

Opera, dove si trova detenuto dal 30 novembre scorso".

   "Morelli - afferma Corbelli - ha ricevuto, durante le

Festività, oltre 600 lettere e telegrammi di solidarietà. Una

valanga. Un bravo e coraggioso prete ha parlato di Morelli, un

innocente in carcere, e ha invitato i fedeli a pregare per lui,

durante l'omelia, nel corso della Santa Messa. Queste

testimonianze sono la dimostrazione inequivocabile che si tratta

di una persona perbene, generosa, che nella sua vita ha sempre

aiutato tanta povera gente. Tenerlo ancora in carcere, da oltre

45 giorni, è la più grande ingiustizia che si possa

commettere; sostituirlo addirittura in Consiglio regionale come

si vorrebbe fare il colpo letale alla sua immagine, una sorta di

sentenza sommaria, una condanna preventiva e anticipata che

calpesta letteralmente ogni elementare principio di garantismo e

di presunzione di innocenza".

   "Si adotta per Morelli - conclude Corbelli - un

provvedimento, la sostituzione temporanea, che è un fatto

antidemocratico, un obbrobrio giuridico, mai adottato per altri

casi, né per consiglieri regionali, né per parlamentari finiti

in carcere, anche di recente". (ANSA).

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Dopo oltre un mese di detenzione, parla dal carcere di Opera, con una lunga lettera a Corbelli, Franco Morelli, il consigliere regionale calabrese del Pdl. La sua sofferenza, la sua difesa, la sua accusa, la sua fede. Il testo integrale della missiva.

 

 

Milano

Dopo oltre un mese di detenzione, parla dal carcere di Opera (dove è detenuto dal 30 novembre scorso, per disposizione della Procura di Milano, che ha firmato l’ordine di custodia cautelare), con una lunga lettera al leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, Franco Morelli. Nella missiva c’è tutta la sua sofferenza, la sua difesa, la sua accusa, la sua fede. Nella lettera il consigliere regionale calabrese del Pdl ringrazia Corbelli per la battaglia che sta conducendo a suo favore, ribadisce la sua “siderale distanza da ogni ambiente malavitoso” , descrive la “sua sofferenza per quello che gli sta succedendo, una prova a cui Dio ha voluto sottopormi” e ribadisce la sua innocenza con una difesa puntuale e precisa che è, in alcuni passaggi, un vero attacco a chi ha, nel caso, approfittato della sua buona fede e cristiana disponibilità e accoglienza nei confronti di tutti”. Corbelli, che rende noto il testo della missiva che gli è stata recapitata oggi, parla di un “drammatico caso umano e di una grande ingiustizia che dovrebbe scuotere tutte le coscienze libere” e chiede che “venga immediatamente posta fine all’ingiusta e ingiustificata lunga carcerazione preventiva di Morelli. Da oltre un mese una persona perbene, generosa, che nella sua vita ha solo aiutato tanta povera gente, è tenuto in un carcere (lo stesso dove è rinchiuso Totò Riina!) senza che sussista più alcuna esigenza cautelare: reiterazione del reato, pericolo di fuga , inquinamento delle prove. Perché quell’uomo è ancora in carcere? In nome di quale giustizia?”. Scrive Morelli a Corbelli: “Mio caro, carissimo Franco, desidero innanzitutto ringraziarti ed esprimerti i miei più vivi sentimenti di gratitudine perla testimonianza di stima e affetto che hai inteso riservare alla mia persona oltre che per la vicinanza attestata alla mia famiglia. Grazie veramente dal profondo del cuore, Grazie. Mai e poi mai avrei potuto immaginare che un giorno la mia esistenza si sarebbe potuta connotare di una vicenda così dolorosa, che però per alcuni versi diventa anche drammaticamente comica. Mi trovo, mio malgrado, ad essere protagonista inconsapevole di un film che non mi appartiene né per forma, né per contenuto(mafia, servizi segreti,, ecc. ecc.. simili romanzesche storie sono lontane dalla infinitesima parte di cervello e di anima in modo siderale). L’unica vera grande consolazione, in questi frangenti, è che Domine Dio ha inteso donarmi questa sofferenza evidentemente perché ha in serbo progetti migliori e più edificanti. E tu, dotato di sensibilità non comune, sai quanto me che i progetti di Dio sono imperscrutabili, noi possiamo solo cercare di interpretarli. E, di certo, cercare di interpretare la volontà di Dio è stata ed è per me una costante che caratterizza il mio quotidiano agire. Certo che un uomo fragile, quale io sono, da peccatore per dirla con Sant’Agostino ”che porta appresso il peso di un corpo di argilla”, ma l’anima è quella. Ho cercato, sempre consapevole dei miei limiti, di trovare nel prossimo l’esistenza dell’Amore di Dio, ovvero nella concretizzazione di rapporti amicali. Quando Dio mi ha messo qualcuno sulla mia strada, ho cercato sempre di accoglierlo, senza differenza alcuna di censo o di rango sociale, ho cercato, Franco, di accogliere il mio prossimo, con semplicità, con leggerezza, con naturalezza, con rispetto, cercando di applicare il principio della reciprocità, della condivisione nella logica di supportare e sopportare gli uni i pesi degli altri, senza alcun calcolo e senza prevenzione di sorta. Se qualcuno ha pensato di trarre dei vantaggi ignobili questa si chiama doppiezza. E, personalmente, ho sempre aborrito la doppiezza. Quindi per me, è grande consolazione pensare quanto prima espresso ed è ancora maggiore il convincimento che Domine Dio illumini gli inquirenti, affinché presto vedano la luce ove vi sono delle ombre. Anche perché, Franco, è incontrovertibile il principio che : quod nullum est, nullum effectum producit. Mio carissimo amico mi sono dilungato troppo e ti chiedo scusa. Desidero rinnovati ancora i sentimenti di gratitudine e spero vivamente che, così come è stato per il passato, possa avere altre opportunità per fare, assieme a te, altre opere di bene. Esprimo a te e ai tuoi cari le migliori espressioni augurali per le festività. Grazie, grazie ancora e spero, credo, a presto. Franco Morelli”.

 

8 gennaio 2012

 

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Carceri. Diritti Civili denuncia “dramma detenuti gravemente malati e situazione esplosiva nelle prigioni per sovraffollamento. Intervenire per evitare nuove tragedie”

 

 

Roma

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, da oltre 20 anni impegnato a combattere e denunciare il dramma delle carceri in Italia, dopo i nuovi suicidi dietro le sbarre e la morte di un altro detenuto, parla di “una situazione esplosiva”, denuncia la “grave e preoccupante situazione dei reclusi malati, segnalata con diverse lettere recapitate allo stesso Corbelli, del drammatico problema del sovraffollamento, delle condizioni disumane in cui sono costretti a vivere le persone detenute” e si dice “fortemente preoccupato per i casi di disperazione di alcuni reclusi gravemente malati e a rischio suicidio. Continuo a ricevere – afferma Corbelli - diverse missive da parte di alcuni detenuti, gravemente malati, che mi partecipano i loro drammi, la loro disperazione, la voglia di farla finita. Mi descrivono le condizioni disumane nelle quali sono costretti a sopravvivere. Ci sono detenuti ciechi, paraplegici, in alcuni casi si tratta anche di incensurati, in attesa di processo. Mi descrivono, anche con piccoli disegni, le situazioni allucinanti, disumane nelle quali sono costretti a vivere. Sette (a volte anche otto) detenuti ammassati e costretti a convivere in una cella di 20 metri quadri, una stanzetta di 5 passi per 4 passi, due tavolini (cm 100×50), sette sgabelli, 10 pensili, tre letti a due piani, un letto singolo, il bagno, la doccia, il lavello. E’ questo un atto d’accusa inequivocabile e durissimo sulla disumanità delle carceri. Si domandano questi detenuti: che giustizia e’ questa? E’ una giustizia giusta e umana, e’ uno Stato di diritto? Si possono trattare in questo modo degli essere umani? Questi detenuti, al di là delle loro vicende processuali, chiedono semplicemente di poter essere curati in strutture adeguate per le loro gravi patologie, per non morire, per non rischiare di diventare completamente ciechi, per non finire la loro esistenza paralizzati. Nelle lettere questi detenuti mi descrivono tutta la loro disperazione, mi chiedono di intervenire prima che sia troppo tardi, per scongiurare qualche nuova tragedia, mi manifestano, questi reclusi, in modo sincero e drammatico, il desiderio di porre fine a questa sofferenza. Per questo sono oltre 20 anni che lotto e denuncio il rischio che possa verificarsi qualche insano gesto. Ho con le mie battaglie fatto scarcerare in questi anni oltre 50 detenuti. Chiedo che si intervenga immediatamente considerando caso per caso quelli più gravi e drammatici, ad iniziare dai detenuti molto malati, incompatibili con il regime carcerario, che devono essere scarcerati e curati adeguatamente in strutture specializzate. Questi detenuti chiedono solo una giustizia giusta e umana. Un Paese civile - conclude Corbelli - ha il dovere di rispettare i diritti , elementari e fondamentali, di queste persone, di questi essere umani”.

 

1 gennaio 2012

 

                                 

 

‘NDRANGHETA: “DIRITTI CIVILI”, PROCURA SI ACCANISCE SU MORELLI

(AGI) - Catanzaro, 22 dic. - Franco Morelli ha potuto incontrare e abbracciare, ieri pomeriggio, in carcere, le sue due figlie e la moglie che sono andate a trovarlo prima di Natale,. Dalla casa circondariale di Opera, dove e’ detenuto dal 30 novembre scorso (per disposizione della Procura di Milano, che ha firmato l’ordine di custodia cautelare) il consigliere regionale calabrese del Pdl ha voluto, attraverso la moglie, Ermelinda Pugliese, ringraziare il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, “l’unico, ha detto, che continua a difendermi e combattere per me, per dimostrare che non sono certo un amico di mafiosi, ma una persona perbene, con una grande fede, un uomo profondamente onesto, assai generoso, amico di tutti, sempre pronto ad aiutare chi ha bisogno”. La moglie di Morelli subito dopo il colloquio in carcere con il marito ha parlato al telefono con Corbelli per informarlo e per portargli i saluti e ringraziamenti di suo marito, Franco. “Le condizioni di salute di Morelli - dice Corbelli - destano purtroppo serie preoccupazioni. Mi ha detto la moglie - afferma Corbelli - che e’ assai provato, particolarmente sciupato e molto dimagrito. Ha perso molti chili. Continua a non farsi una ragione dell’arresto. Oggi ancora una volta - continua - chiedo al pm Ilda Boccassini e al gip Giuseppe Gennari, il cui lavoro rispetto profondamente, per quale ragione tengono ancora in carcere Morelli, cosi’ come anche il giudice Vincenzo Giglio? Perche’ accanirsi contro quest’uomo - aggiunge - che per la sua storia, la sua onesta’, la sua generosita’, la sua grande umanita’ (da tutti riconosciuta e apprezzata) e’ agli antipodi della cultura mafiosa. Morelli puo’ aver fatto qualche errore, sbagliando, in buona fede, qualche amicizia e frequentazione. Ma una cosa e’ certa: Morelli - dice Corbelli - e’ lontano anni luce da ogni possibile collusione con ambienti mafiosi e malavitosi. Per questo vederlo in carcere e’ non solo una grande ingiustizia, un clamoroso errore giudiziario ma, per chi lo conosce e lo stima da sempre, un fatto inspiegabile e particolarmente scioccante. Perche’ non prendere atto che i 14 mila voti, alle elezioni regionali dello scorso anno, Morelli li ha presi in provincia di Cosenza, per il suo costante impegno e la sua presenza, in questi anni, in tutti i comuni del Cosentino, non certo per il sostegno dei Lampada, completamente sconosciuti e assolutamente ininfluenti nella provincia bruzia?”. Corbelli chiede per Morelli i domiciliari “in attesa di un regolare processo, dove possa difendersi e dimostrare, come sono certo farà con il suo legale, la sua assoluta innocenza e completa buona fede”. (AGI)

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Morelli, assai provato(ha perso 10 chili in sette giorni), parla dal carcere: “Perché mi hanno arrestato?”. Lunedì il consigliere regionale calabrese incontrerà le sue due figlie. Corbelli chiede intervento Ministro Giustizia.

 

 

Cosenza

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo aver denunciato “la sua forte preoccupazione per lo stato di salute di Franco Morelli (“ha perso 10 kg in sette giorni”, ha riferito, angosciata, la moglie del consigliere regionale a Corbelli), dal 30 novembre detenuto nel carcere di Opera, in esecuzione di una ordinanza cautelare emessa dalla Procura di Milano”, chiede l’intervento del Ministro di Grazia e Giustizia, Paola Severino, per quella che definisce “una grande ingiustizia e una tragedia che si sta consumando nel silenzio e nell’indifferenza generali, interrotti solo dal massacro mediatico, nei confronti di una persona perbene, da tutti stimata sino al momento dell’arresto”. Corbelli, in una nota, parla di “violazione dei diritti più elementari che impediscono ai familiari di poter finanche portare gli indumenti pesanti necessari per l’inverno, perché è consentito portare ogni mese al detenuto un massimo di 20 kg di roba (alimentari o altri prodotti e vestiti). I familiari possono vederlo solo 4 ore al mese. Lunedì Morelli vedrà per la prima volta dal momento del suo arresto le sue due figlie, che insieme alla loro mamma (Ermelinda Pugliese, moglie di Morelli) si recheranno dalla Calabria al carcere di Opera, in Lombardia Quello che sta vivendo Morelli – afferma Corbelli - è un vero e proprio incubo. Non riesce a darsi una spiegazione di quello che gli è successo. E’ visibilmente molto provato. Ha già perso 10 chili. Alla moglie, che ha incontrato pochi giorni dopo il suo arresto, ha detto guardandola negli occhi, con lo sguardo perso nel vuoto: “Perché sono qui, perché mi hanno arrestato, come è possibile che io sia qui in carcere. Cosa ho fatto di male, di così grave? Non ho mai commesso alcun illecito. Durante tutta la mia vita ho solo sempre aiutato tanta povera gente..”. Corbelli aggiunge: “Si possono calpestare in questo modo i diritti, la stessa dignità umana di una persona, cancellare la sua storia vissuta tutta all’insegna della correttezza, onestà e grande umanità? Si può trattare come un pericoloso criminale una persona perbene, indagata ma non ancora né condannata, né rinviata a giudizio, né processata. Perché non vengono concessi subito gli arresti domiciliari a Franco Morelli, considerando che si tratta di un incensurato e di una persona onesta e perbene? Se al processo, come sono certo, sarà dimostrata la sua totale innocenza chi mai potrà ripagare e risarcire della grande sofferenza e dell’immane dolore Morelli e la sua famiglia?”.

 

10 dicembre 2011

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Grave denuncia di Corbelli, dopo aver sentito poco fa la moglie del consigliere regionale calabrese “Morelli ha perso dieci chili in una settimana. I familiari possono vederlo solo quattro ore al mese. Non può ricevere neppure tutti gli indumenti pesanti necessari per l’inverno. Lo trattano come un pericoloso criminale”

 

 

Cosenza

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo aver parlato, poco fa, al telefono con la moglie (Ermelinda Pugliese) di Franco Morelli, il consigliere regionale calabrese del Pdl, dal 30 novembre detenuto nel carcere di Opera, in esecuzione di una ordinanza cautelare emessa dalla Procura di Milano, fa una grave denuncia. “La situazione di Morelli si va aggravando di giorno in giorno e diventa estremamente preoccupante. Ho sentito oggi al telefono la moglie del consigliere regionale, mi ha detto che suo marito (Morelli) in una settimana è già dimagrito dieci chili. Sta diventando irriconoscibile. I familiari possono vederlo solo 4 ore al mese. Non può (Morelli) ricevere in carcere un pacco superiore ai 20 kg. Di fatto gli viene impedito di poter ricevere anche tutti gli indumenti pesanti necessari per l’inverno. E’ trattato come un criminale. Rispetto giudici e magistrati, ma sono profondamente indignato per quello che sta succedendo. Quel regolamento carcerario è disumano. Si può arrivare a calpestare in questo modo i diritti, la stessa dignità umana di una persona, cancellare la sua storia vissuta tutta all’insegna della correttezza, onestà e grande umanità? Si può definire questa giustizia? O non è piuttosto una grande ingiustizia (per usare un eufemismo) nei confronti di una persona perbene, non ancora né condannata, né rinviata a giudizio, né processata. E’ solo in attesa di un regolare processo. Perché allora l’esponente politico continua ancora a restare in carcere, nonostante non ci sia più nessuna ragione cautelare che giustifichi la carcerazione preventiva: reiterazione del reato, inquinamento delle prove e pericolo di fuga? Quest’uomo (perbene) è in carcere, trattato come un pericoloso delinquente e di fatto già condannato, grazie anche al silenzio, agli attacchi e alle censure di certa stampa pseudogarantista e giustizialista”.

 

9 dicembre 2011

 

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli: “Temo fortemente e seriamente per lo stato di salute di Franco Morelli”

 

 

 

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, continua quella che, in una nota, definisce “una battaglia di verità e giustizia per Franco Morelli, il consigliere regionale calabrese arrestato il 30 novembre nell’ambito di una operazione della Procura di Milano”, si chiede “perché l’esponente politico continua ancora a restare in carcere (nonostante non ci sia più nessuna ragione che giustifichi la carcerazione preventiva: reiterazione del reato, inquinamento delle prove e pericolo di fuga)” e si dice “fortemente e seriamente preoccupato per le gravi, drammatiche conseguenze che l’arresto e la detenzione possano avere sullo stato di salute di una persona, perbene, onesta e particolarmente sensibile come Morelli”. Corbelli denuncia inoltre “il silenzio (e la presa di distanza) del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e del Pdl e la condanna preventiva di Morelli da parte di alcuni quotidiani calabresi che al garantismo e al principio costituzionale di presunzione di innocenza hanno preferito il giustizialismo e continuano ad ignorare e censurare l’unica voce a favore di Morelli, che si batte per dimostrare l’onestà e l’innocenza dell’esponente politico: quella di Diritti Civili”.“La vicenda di Franco Morelli più giorni passano e più diventa grave, inquietante e allucinante. Quell’uomo in carcere da oltre otto giorni è una brutta pagina della giustizia. E’ stato l’unico tra tutti i politici che hanno incontrato Giulio Lampada ad essere (ingiustamente) arrestato, pur non avendo da questo presunto boss (a differenza degli altri politici che hanno invece ottenuto da questo personaggio il sostegno elettorale che Ilda Boccassini ha giudicato non penalmente rilevante!) ottenuto un solo voto, essendo (Morelli) candidato ed eletto nella provincia di Cosenza, dove l’influenza dei Lampada è pari a zero. Perché lo hanno allora arrestato? Ancora oggi non è chiaro, definito e dimostrato il (grave) reato per il quale è stato arrestato e trasferito dalla Calabria nel carcere di Opera, trattato come un pericoloso criminale. Perchè viene tenuto ancora in carcere e non gli vengono concessi almeno gli arresti domiciliari? Temo che l’impatto devastante con l’arresto, con il carcere, con l’ingiusta detenzione stia segnando per sempre la vita di Morelli, il “cattolico”, una persona perbene, assai sensibile. Chiedo per Morelli un atto di giustizia giusta prima che si troppo tardi, prima che il danno diventi irreparabile”.

 

8 dicembre 2011

 

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Lettera aperta di Diritti Civili al pm Boccassini e al gip Gennari. “L’arresto di Morelli è una grande ingiustizia, un clamoroso errore giudiziario”. La moglie di Morelli telefona a Corbelli per ringraziarlo

 

 

Reggio Calabria

Lettera aperta del leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, al pm della Procura di Milano, Ilda Boccassini, e al Gip Giuseppe Gennari, per la vicenda dell’arresto del consigliere regionale della Calabria, Franco Morelli. Corbelli, dopo aver ribadito rispetto per il magistrato e la Procura milanese, esprime le sue forti perplessità su una inchiesta, che, afferma, “ha portato in carcere, per quello che ritengo un clamoroso errore giudiziario, la persona sbagliata, il consigliere regionale Franco Morelli, con una accusa in particolare (concorso esterno in associazione mafiosa) tanto devastante quanto assurda e inverosimile, per chi (appena) conosce la storia del politico calabrese. Lascia esterrefatti leggere quelle accuse (dei pm e del giudice milanesi) di cinismo, spregiudicatezza, di mafia nei confronti di Morelli. Si è scatenato un vero e proprio massacro mediatico, un processo sommario, una condanna preventiva, senza bisogno di processo e di sentenze! Si  tratta di una grande ingiustizia. E’ stato abbandonato da tutti, come se si trattasse di un criminale e non invece di una persona perbene, generosa. Solo Diritti Civili continua a difenderlo. Nessuno che ha il coraggio e l’onestà di dire e scrivere che Morelli è agli antipodi della mafia, della cultura mafiosa, che dei suoi 14 mila voti ottenuti alle elezioni regionali del 2010, nella circoscrizione di Cosenza (non in quella di Reggio o di Milano, dove pare abbiano una certa influenza elettorale i Lampada-Valle), non ce n’é neppure uno che puzza di mafia! Morelli è uno che raccoglie consensi per il suo modo di fare, la sua bonomia, la sua presenza sul territorio. Prende una valanga di voti per i tanti amici e le tante parrocchie che l’hanno sostenuto, per tutte quelle cene e feste sino all’alba con tanti elettori-sodali sparsi nei diversi comuni della provincia cosentina. Morelli è questo, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, ma associarlo alla mafia, identificarlo addirittura come la cosiddetta zona grigia, il volto politico della ‘ndrangheta è una bestemmia, la negazione di una verità storica, acclarata, indiscutibile, da tutti conosciuta in Calabria. Morelli può, per il suo carattere, la sua cordialità e spensieratezza, aver sbagliato qualche amicizia e frequentazione (come nel caso di Giulio Lampada che non sapeva esattamente chi fosse e che quando se ne è reso conto ha preso subito le distanze, come ha dichiarato ieri nel suo interrogatorio davanti al Gip, Gennari), aver fatto (come tanti altri candidati) qualche promessa elettorale di troppo, ma resta una persona perbene, onesta, non certo un colluso con la mafia. Questo oggi voglio dire al pm Boccassini e al gip Gennari che l’hanno, purtroppo, già condannato e fatto addirittura arrestare senza conoscerlo. Mi auguro che con l’onestà che li contraddistingue il pm Boccassini e il gip Gennari si rendano conto del clamoroso errore giudiziario nel quale sono incappati e restituiscano subito la libertà e l’onore a Franco Morelli”. Oggi intanto la moglie di Morelli, Ermelinda Pugliese, ha telefonato a Corbelli e, piangendo, lo ha ringraziato. “Hanno distrutto una famiglia perbene. Morelli non doveva assolutamente essere arrestato. Deve per questo essere adesso immediatamente scarcerato”, conclude Corbelli.

 

3 dicembre 2011

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli “Franco Morelli non è un mostro e non è certo il volto politico della ‘ndrangheta! E’ stato trattato peggio di un pericoloso criminale”

 

 

Reggio Calabria

“Franco Morelli non è l’uomo nero, il politico colluso con la mafia, come invece è stato descritto oggi dalla Procura di Milano. Non è un mostro da sbattere in prima pagina. Non è certo lui la cosiddetta zona grigia, il volto politico della ‘ndrangheta. Quest’uomo mite, generoso, è stato condannato in modo sommario, senza aspettare né il processo, né la sentenza. E’ stato già distrutto. E’ stata brutalmente cancellata non solo la sua storia personale, fatta di tante azioni umanitarie e di solidarietà verso i più poveri, ma calpestato letteralmente quel principio di presunzione di innocenza previsto dalla Costituzione che deve valere per ogni indagato, a maggior ragione se si tratta di un incensurato e di una sperona perbene, da tutti, sino ad oggi, stimata, come il consigliere regionale calabrese, Morelli”. E’quanto afferma, in una nota, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che, afferma, “mentre tutti, ad iniziare dal suo amico e leader di corrente, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, sembrano prendere le distanze da Morelli, e nessuna voce si leva a suo favore”, Diritti Civili continua, quella che definisce, “la solitaria, difficile ma convinta battaglia garantista, nell’assoluta certezza dell’innocenza e buona fede di Morelli. Rispetto il pm Boccassini ma come può definire Franco Morelli un personaggio peggiore addirittura di un narcotrafficante, per aver, il consigliere regionale calabrese, fatto qualche telefonata da una cabina telefonica. E’ una accusa non solo ingiusta ma assurda che sono certo al processo dei giudici terzi annulleranno. La cosiddetta zona grigia, il volto politico della mafia non è certo quello di Morelli, un uomo buono, altruista, sempre pronto ad aiutare chi ha bisogno, sostenitore di tante iniziative umanitarie di Diritti Civili. E’ stato arrestato, trasferito e sbattuto in carcere in Lombardia, trattato peggio di un pericoloso criminale. Per accuse (nella peggiore delle ipotesi si tratta solo di leggerezze, che potevano e dovevano essere evitate) tutte da provare e assolutamente non meritevoli dell’arresto, della detenzione e di quelle sentenze feroci della Boccassini. Come può un procuratore che vive e opera a Milano giudicare e condannare così pesantemente questo politico calabrese sulla base solo di qualche intercettazione, ignorando completamente la storia, la umanità, la sensibilità, la gentilezza di quest’uomo? Morelli paga l’amicizia con Giulio Lampada, un personaggio che è stato addirittura insignito di una alta onorificenza da parte del Vaticano! Lampada è amico e sostenitore (alle elezioni) di molti politici. Ma viene (ingiustamente) arrestato solo Morelli, che è stato eletto non in provincia di Reggio Calabria o in Lombardia dove operano ed esercitano la loro influenza i Lampada-Valle, ma in provincia di Cosenza dove questi signori (Lampada-Valle) nessuno conosce e dove il loro potere e influenza elettorale è praticamente pari a zero. Viene accusato di aver fatto nominare la moglie di un giudice suo amico (dal quale aveva avuto l’informazione che non esistevano indagini a suo carico), all’Asp di Vibo, come commissario. Nomina (legittima) che non solo Morelli non aveva il potere e il ruolo istituzionale per fare ma che è si è scoperto è stata (legittimamente) caldeggiata da un altro esponente politico. Morelli viene inoltre accusato di avere una piccola partecipazione (solo il 10%) in alcune società di scommesse, dove sono presenti anche i Lampada. Quote che Morelli vende non appena si rende conto che le società sono chiacchierate. Viene addirittura accusato di aver presentato (e commentato telefonicamente con qualche battuta, certamente infelice) in consiglio regionale una mozione di solidarietà per il procuratore Pignatone. Resta l’accusa di aver avuto 50 mila euro dai Lampada. E’ vero? E nel caso a che titolo ha avuto quella somma? Si tratta di una accusa da provare e da dimostrare che si tratta di un reato. Queste sono le contestazioni per le quali Morelli è stato definito il politico della ‘ndrangheta, peggio di un narcotrafficante, arrestato, portato nel carcere di Opera, sbattuto come un mostro in prima pagina e letteralmente distrutto. Si può definire questa una giustizia giusta?”

 

1 dicembre 2011

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli esprime solidarietà al consigliere regionale Franco Morelli: “Un galantuomo”

 

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, esprime “piena, forte  solidarietà al consigliere regionale della Calabria, Francesco Morelli, finito oggi in carcere nell’ambito di una operazione della Dda della Procura di Milano”, parla di “un arresto che lascia letteralmente sgomenti e sconcertati perché colpisce una persona perbene, un uomo generoso, unanimemente conosciuto e apprezzato come un galantuomo”. “Fermo restando il rispetto che si deve all’operato dei magistrati e dei giudici, ritengo l’arresto di Franco Morelli, un fatto gravissimo, un provvedimento ingiusto e assolutamente spropositato. Morelli non andava arrestato. Sono certo che la vicenda giudiziaria che lo riguarda - afferma Corbelli - sarà subito chiarita con la scarcerazione del consigliere regionale. Conosco e sono amico da tanti anni di Franco Morelli. Voglio esprimere a lui, in questo momento drammatico e doloroso della sua vita, tutta la mia amicizia, la mia solidarietà e vicinanza e ricordare che in questi anni tante battaglie civili e grandi conquiste civili, ottenute dal Movimento Diritti Civili, sono state possibili grazie soprattutto all’aiuto disinteressato di Morelli. Voglio solo ricordare che se il 17 febbraio 2003 è stata scritta una delle più belle pagine di solidarietà di Diritti Civili con la consegna, che ho personalmente fatto all’aeroporto di Roma all’ambasciatore dell’Etiopia in Italia, di un aereo cargo carico di aiuti alimentari per i bambini poveri e malati etiopi, lo devo al prezioso e continuo contributo che ho avuto, per mesi, da Morelli, allora capo di gabinetto del presidente della Giunta regionale (Giuseppe Chiaravalloti). Se ho potuto aiutare tanti malati e tante persone povere lo devo sempre all’aiuto dell’ex capo di gabinetto, Morelli. Ecco perché oggi sono accanto a Morelli sicuro, senza alcun dubbio, della sua assoluta innocenza e buona fede”.

 

30 novembre 2011

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Padovano telefona a Corbelli per ringraziarlo. L’ex bomber della Juventus e del Cosenza: “Sono sereno, aspetto fiducioso la sentenza”

 

Cosenza

Michele Padovano ha telefonato al leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, per ringraziarlo per il suo intervento, dopo la pesante richiesta, nel mese scorso, di condanna a 24 anni di carcere avanzata dal pm nei confronti dell’ex bomber della Juventus e del Cosenza. “Padovano nel corso della telefonata mi ha ribadito di essere sereno e di aspettare fiducioso la sentenza prevista per la prima decade del mese di dicembre. Ho ribadito a Michele – afferma Corbelli - tutta la mia stima, amicizia e l’ho invitato a Cosenza, al termine del processo, con la certezza che sarà riconosciuta la sua totale estraneità alle gravi accuse che gli sono state mosse dai magistrati. Ho rispetto per l’operato dei pm e dei giudici ma considero la richiesta del pm della Procura di Torino di 24 anni di carcere per l’ex bomber della Juventus e del Cosenza, assolutamente ingiusta, spropositata, eccessivamente punitiva nei confronti di un ex calciatore che, continua Corbelli, ho conosciuto e apprezzato negli anni della sua permanenza a Cosenza, per la sua semplicità, generosità, il suo altruismo. Non sentivo Padovano da molti anni ma conservo sempre un ottimo ricordo di Michele, un amico e un bravo ragazzo, un campione dentro e fuori il campo, una persona pulita, semplice, un generoso, sempre pronto ad aiutare chi aveva bisogno. Per questo quando ho appreso della incredibile richiesta di condanna, addirittura  24 anni di carcere, sono rimasto letteralmente basito. Ho voluto per questo testimoniargli tutta la mia solidarietà e vicinanza nel momento più difficile e drammatico della sua vita. Ho voluto ribadirgli la mia stima, dirgli che Cosenza, i tifosi, non l’hanno mai dimenticato, che anzi lo aspettano, dopo il processo, per riabbracciarlo. Oggi 24 anni di carcere non vengono richiesti e dati nemmeno per gli autori di crimini orrendi, per assassini rei confessi. Come si possono chiedere 24 anni di carcere per Padovano con l’accusa di traffico di droga? Mi dispiace ribadirlo ma è così: lo hanno trattato peggio di un narcotrafficante! Un fatto inaudito. Padovano ha già pagato con molti mesi di carcere per un reato, che ricordo, ha sempre negato di aver commesso e che per difendersi dal quale ha scelto, al processo in Tribunale, il rito ordinario rinunciando al rito abbreviato e quindi allo sconto di un terzo della pena prevista! Una persona che sa di essere colpevole non farebbe mai una scelta del genere. Un vero suicidio giudiziario. Per lui del resto come per qualsisia indagato deve valere il principio di presunzione di innocenza. Mi auguro e confido che i giudici che tra pochi giorni saranno chiamati a giudicare Padovano possano riconoscere la sua innocenza rispetto a quelle gravi accuse”.

 

28 novembre 2011

 

 

 

 

 

Corbelli difende Michele Padovano

 

Cosenza. AGI. 29 ottobre. Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, difende Michele Padovano, giudica la richiesta del pm della Procura di Torino di 24 anni di carcere per l’ex bomber della Juventus e del Cosenza, “assolutamente ingiusta, spropositata, eccessivamente punitiva nei confronti di un ex calciatore che, afferma Corbelli, ho conosciuto e apprezzato negli anni della sua permanenza a Cosenza, per la sua semplicità, generosità, il suo altruismo. Anche se non lo sento e vedo da molti anni conservo sempre un ottimo ricordo di Michele Padovano, un amico e un bravo ragazzo, un campione dentro e fuori il campo, una persona pulita, semplice, un generoso, sempre pronto ad aiutare chi aveva bisogno. Per questo leggendo questa mattina della incredibile richiesta di condanna, addirittura  24 anni di carcere, sono rimasto letteralmente basito. Fermo restando il rispetto che si deve al lavoro dei magistrati e dei giudici, che ribadisco anche in questa occasione, non si può assolutamente restare silenti di fronte ad una condanna così pesante. Voglio per questo testimoniargli tutta la mia solidarietà e vicinanza nel momento più difficile e drammatico della sua vita. Oggi 24 anni di carcere non vengono richiesti e dati nemmeno per gli autori di crimini orrendi, per assassini rei confessi. Anzi sono tanti gli autori di delitti anche feroci che sono in libertà. Come si possono chiedere 24 anni di carcere per Padovano con l’accusa di traffico di droga? Lo hanno trattato peggio di un narcotrafficante! Un fatto inaudito. Padovano ha già pagato con molti mesi di carcere per un reato, che ricordo, ha sempre negato di aver commesso e che per difendersi dal quale ha scelto, al processo in Tribunale, il rito ordinario rinunciando al rito abbreviato e quindi allo sconto di un terzo della pena prevista! Una persona che sa di essere colpevole non farebbe mai una scelta del genere. Un vero suicidio giudiziario. Per lui del resto come per qualsisia indagato deve valere il principio di presunzione di innocenza. Mi auguro e confido che chi sarà chiamato a giudicare Padovano possa riconoscere la sua innocenza rispetto a quelle gravi accuse”.

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Battaglie di giustizia di Diritti Civili. Dopo cinque mesi e mezzo di detenzione scarcerato detenuto calabrese malato (che stava diventando cieco in cella), in attesa di giudizio per reati (sempre negati) assolutamente non gravi

 

 

Dopo cinque mesi e mezzo di carcere, è stato scarcerato e si trova adesso in una casa di cura, il detenuto cosentino, ex dipendente regionale, 65 anni, incensurato, in attesa di giudizio, malato di diabete, cardiopatico, piedi e mani gonfi (che non riesce a chiuderle a pugno), che stava diventando cieco in cella e che chiedeva giustizia e la possibilità di essere curato e sottoposto subito a processo per dimostrare la sua innocenza”. Lo rende noto il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che dopo aver ricevuto alcune missive dal carcere da parte di questo detenuto, aveva, lo scorso mese di agosto, denunciato questo caso e chiesto la scarcerazione di quest’uomo. Nelle sue accorate richieste di aiuto il detenuto aveva sollecitato un intervento di Diritti Civili per far conoscere il dramma e l’ingiustizia che stava vivendo. Dopo 45 anni di onesto lavoro a 65 anni – scriveva l’uomo a Corbelli - sono stato arrestato e da alcuni mesi mi trovo sbattuto e sequestrato in una cella con l’accusa di  non aver provveduto al fabbisogno familiare, di essere soggetto ad ubriachezza e per maltrattamenti alla famiglia. Per queste accuse, assolutamente non vere, sono da alcuni mesi in carcere, in attesa di giudizio, in una cella con altri sei detenuti. Sono ristretto in una stanzetta di 20 metri quadri, in una cella di 5 passi per 4 passi, insieme ad altri sei detenuti.  Domando: che giustizia è questa? È una giustizia giusta e umana, è uno stato di diritto quello che tiene un onesto dipendente in carcere, sequestrato, in attesa di giudizio, per alcuni mesi per accuse che non solo non sono gravi, ma che sono in grado di dimostrare assolutamente non vere, come testimonia tutta la mia vita? Sto diventando cieco per il diabete che mi sta distruggendo. Scrivo questa lettera a lei, dott Corbelli, con molta difficoltà e a fatica, prima che i miei occhi non vedano più la luce. Mi aiuti, lei che si batte per difendere i diritti delle persone recluse, malate e abbandonate, faccia conoscere la mia storia, il mio dramma, la grande  ingiustizia che sto subendo”. Corbelli afferma: “Non conoscevo (e non conosco) personalmente questo signore, né la sua vicenda processuale, ma di fronte a quelle lettere, a quelle denunce e accorate richieste di aiuto avevo il dovere di intervenire e di chiedere una giustizia giusta e umana per questo uomo (che non ha ucciso nessuno, è accusato solo di reati non gravi, che comunque nega e che ritenevo non meritassero assolutamente il carcere) che chiedeva solo di essere curato, interrogato e processato per dimostrare la sua innocenza. Quest’uomo è stato, da pochi giorni, finalmente e giustamente scarcerato. Me lo ha comunicato oggi con una lettera. ‘La scrivo non più dal carcere di Cosenza ma da una casa di cura”, ha iniziato così la sua missiva che mi ha fatto recapitare. Sono contento che sia stato finalmente scarcerato e messo così in condizione di poter adeguatamente curare la sua malattia e spero anche di dimostrare, nel processo, la sua innocenza. Le battaglie di Diritti Civili sul dramma (e le ingiustizie) delle carceri (che vanno avanti ininterrottamente da oltre 25 anni) servono forse ancora a qualcosa”.

 

17 ottobre 2011

 

 

 

Il leader di Diritti civili torna sulla questione del sovraffollamento  

Suicidio detenuto: lo sfogo di Corbelli

COSENZA – ANSA 12 ottobre. Nelle carceri c’é una "situazione esplosiva e a forte rischio": è quanto afferma il leader di Diritti civili Franco Corbelli in relazione al suicidio di un detenuto romeno nella casa circondariale di Castrovillari. ‘Proprio meno di 48 ore fa - prosegue Corbelli - avevo fatto la mia ultima denuncia sul drammatico problema delle carceri, sul sovraffollamento, sulle condizioni disumane dei detenuti, sul dramma dei detenuti malati e sul rischio suicidi. Purtroppo sono stato facile profeta avevo previsto e denunciato con forza il rischio concreto di suicidi, quello che poi e’ accaduto di lì a poche ore in un carcere calabrese, quello di Castrovillari. Quello che inquieta, allarma e dovrebbe preoccupare tutti, istituzioni e amministrazione penitenziaria, é che altri casi di suicidio potrebbero verificarsi se non si interviene subito per affrontare i drammatici problemi del sovraffollamento, delle persone recluse gravemente malate, delle condizioni disumane nelle quali sono costretti a vivere i detenuti, costretti in molti casi a convivere (e sopravvivere) in 7-8 in una cella di 20 metri quadri, di 5 passi per 4, con 2 tavolini, sette sgabelli, tre letti a due piani e una piccola branda singola, un bagno, una doccia, un lavello. Bisogna non chiudere gli occhi di fronte al dramma delle carceri e considerare che dentro quelle celle ci sono degli esseri umani, spesso incensurati, in attesa di giudizio e arrestati anche per piccoli reati"

 

 

Suicidio al carcere: La denuncia di Corbelli "Situazione esplosiva e a forte rischio"

 

COSENZA – AGI 12 ottobre. Il leader del movimento Diritti civili, Franco Corbelli, interviene dopo il suicidio di questa notte di un cittadino rumeno nel carcere di Castrovillari parlando di “una situazione esplosiva e a forte rischio” e ha ricordato che proprio meno di 48 ore fa aveva fatto la sua ultima denuncia sul drammatico problema delle carceri, sul sovraffollamento, sulle condizioni disumane dei detenuti, sul dramma dei detenuti malati e sul rischio suicidi. “Purtroppo sono stato facile profeta – dice Corbelli -, avevo previsto e denunciato con forza il rischio concreto di suicidi, quello che poi è accaduto di li a poche ore in un carcere calabrese, quello di Castrovillari”. Se non si interviene subito “altri casi di suicidio potrebbe verificarsi”. E aggiunge: “Ci sono persone recluse gravemente malate, costrette a vivere in condizioni disumane. I detenuti sono costretti in molti casi a convivere (e sopravvivere) in 7-8 in una cella di 20 metri quadri, di 5 passi per 4, con 2 tavolini, sette sgabelli, tre letti a due piani e una piccola branda singola, un bagno, una doccia, un lavello”.  Per Franco Corbelli: “Bisogna non chiudere gli occhi di fronte al dramma delle carceri e considerare che dentro quelle celle ci sono degli essere umani, spesso incensurati, in attesa di giudizio e arrestati anche per piccoli reati. Queste persone purtroppo sono viste e trattati come dei sepolti vivi. Gente senza volto e senza diritti. Soprattutto se si tratta di poveri  immigrati””. Il leader di Diritti civili chiede che venga affrontato e immediatamente istituito il garante dei diritti dei detenuti della Calabria, la cui proposta di legge è stata recentemente già approvata dalla competente commissione consiliare regionale calabrese. “E’ assolutamente importante e urgente che ci sia questa figura che possa costantemente monitorare la situazione di ogni carcere e di tutti i detenuti. Con l’istituzione del garante dei diritti dei detenuti si eviterebbero tante ingiustizie e nuovi drammi”. Il coordinatore di Diritti civili difende anche il carcere di Castrovillari, teatro dell’ultimo suicidio in carcere: “Il suicidio in prigione non è certo colpa del carcere, della direzione, del personale penitenziario, che fa anzi l’impossibile per aiutare i detenuti. Ricordo che Castrovillari è un carcere modello, di grande umanità, è la casa circondariale da dove sono partite le due ultime straordinarie campagne di solidarietà e umanitarie del movimento Diritti civili per far scarcerare e salvare le due giovani immigrate (detenute tutte e due nel carcere della città del Pollino), la nigeriana Kate (condannata alla lapidazione nel suo paese per il suo rifiuto di sposare un musulmano molto più grande di lei, che l’aveva violentata, e per non essersi convertita alla religione islamica, lei che è cristiana) e Alexandrina (la ragazza rumena che era stata arrestata, mentre era in Italia, per la morte dei suoi tre bambini, avvenuta, tre anni fa in Romania, in un incendio sviluppatosi per cause accidentali)”. 

 

 

 

CARCERI: DENUNCIA DI CORBELLI, “SITUAZIONE DRAMMATICA A COSENZA”

(AGI) - Cosenza, 10 ott. - Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, denuncia la “grave e preoccupante situazione, segnalata con alcune lettere recapitate allo stesso Corbelli, della casa circondariale di Cosenza per il problema del sovraffollamento, delle condizioni disumane in cui sono costretti a vivere le persone detenute” e si dice “fortemente preoccupato per i casi di disperazione di alcuni reclusi gravemente malati e a rischio suicidio. Continuo a ricevere diverse missive dal carcere di Cosenza da parte di alcuni detenuti, gravemente malati, che mi partecipano i loro drammi, la loro disperazione, la voglia di farla finita. Mi descrivono le condizioni disumane nelle quali sono costretti a sopravvivere. Ci sono detenuti ciechi, paraplegici, in alcuni casi si tratta anche di incensurati, in attesa di processo. C’e’ un detenuto che per meglio descrivermi la situazione allucinante disumana nella quale e’ costretto a vivere insieme ad altri sei detenuti, mi ha mandato anche un disegno della cella. Quel foglio stropicciato, quel disegno di una cella di 20 metri quadri, una stanzetta di 5 passi per 4 passi, due tavolini (cm 100×50), sette sgabelli, 10 pensili, tre letti a due piani, un letto singolo, il bagno, la doccia, il lavello, tutto in 20 metri quadri, dove devono convivere 7 (a volte anche 8)detenuti, e’ un atto d’accusa inequivocabile e durissimo sulla disumanita’ delle carceri. Si domandano questi detenuti: che giustizia e’ questa? E’ una giustizia giusta e umana, e’ uno Stato di diritto? Si possono trattare in questo modo degli essere umani? Questi detenuti al di la’ delle loro vicende processuali, per le quali continuano a ribadire la loro innocenza, chiedono semplicemente di poter essere curati in strutture adeguate per le loro gravi patologie, per non rischiare di diventare completamente ciechi, per non finire la loro esistenza paralizzati. Nelle lettere questi detenuti mi descrivono tutta la loro disperazione, mi chiedono di intervenire prima che sia troppo tardi, per scongiurare qualche nuova tragedia, mi manifestano, questi reclusi, in modo sincero e drammatico, il desiderio di porre fine a questa sofferenza. Per questo temo sinceramente e fortemente che possa verificarsi qualche insano gesto. Chiedo che si intervenga immediatamente considerando caso per caso quelli piu’ gravi e drammatici, ad iniziare dai detenuti molto malati, incompatibili con il regime carcerario, che devono essere curati adeguatamente in strutture specializzate. Questi detenuti chiedono solo una giustizia giusta e umana. Un Paese civile - conclude Corbelli - ha il dovere di rispettare i diritti , elementari e fondamentali, di queste persone, di questi essere umani”. (AGI)

 

 

CORBELLI :” DETENUTO, MALATO,  RISCHIA DI DIVENTARE CIECO”

ANSA. Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, in una nota, ha denunciato oggi "il caso di un detenuto cosentino, P.G., dipendente pubblico di 65 anni, incensurato, malato, da tre mesi in cella in attesa di giudizio, che sta diventando cieco in carcere, che chiede giustizia e la possibilità di essere curato e sottoposto subito a processo per dimostrare la sua innocenza". L'uomo, ha riferito Corbelli, gli ha scritto una lettera dalla casa circondariale di Cosenza. "Dopo 45 anni di onesto lavoro a 65 anni - ha scritto l'uomo a Corbelli - sono stato arrestato e da tre mesi mi trovo sbattuto e sequestrato in una cella con l'accusa di non aver provveduto al fabbisogno familiare, di essere soggetto ad ubriachezza e per maltrattamenti alla famiglia. Per queste accuse, assolutamente non vere, sono da tre mesi in carcere, in attesa di giudizio, in una cella con altri sei detenuti. Sono ristretto in una stanzetta di 20 metri quadri. Domando: che giustizia è questa? E' una giustizia giusta e umana, è uno stato di diritto quello che tiene un onesto dipendente in carcere, sequestrato, per accuse sono in grado di dimostrare assolutamente non vere, come testimonia tutta la mia vita?". "Sto diventando cieco per il diabete - ha aggiunto l'uomo - che mi sta distruggendo. Scrivo questa lettera con molta difficoltà e a fatica, prima che i miei occhi non vedano più la luce. Mi aiuti, lei che si batte per difendere i diritti delle persone recluse, malate e abbandonate, faccia conoscere la mia storia, il mio dramma, la grande ingiustizia che sto subendo". (ANSA)

 

La lunga battaglia di Diritti Civili “MAI PIU BAMBINI IN CARCERE” .

Purtroppo nonostante la nostra grande conquista civile ci sono ancora 50 bambini in cella e la legge resta inapplicata

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

       

Lettera a Corbelli di un bambino e della sua mamma “detenuti” in carcere. Il leader di Diritti Civili: “Basta con la barbarie. Mai più bambini in carcere”

 

 

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, interviene sul dramma dei bambini in carcere. Corbelli rende nota la lettera di un bambino e della giovane madre detenuta, insieme in una cella da 4 anni, che gli è stata recapitata quale coordinatore di Diritti Civili da oltre 16 anni impegnato, con le sue battaglie, denunce, proposte di legge, manifestazioni di protesta (la più eclatante il 27 dicembre 2005 davanti e dentro il Parlamento, con un blitz, dal palchetto del pubblico, durante una seduta della Camera dei Deputati dedicata al tema dell’amnistia)! per "liberare", togliere dal carcere i circa 60 bambini (da 0 a 3 anni) e le loro mamme attualmente ancora nelle carceri italiane. Il bambino, con la sua semplicità e il suo candore, descrive il suo sogno: "vedere, fuori dal carcere, il cielo, il mare, comprare un gelato, trovare un regalo, andare alla giostrina a giocare con gli altri bambini…". Questi i passaggi più significativi e commoventi della letterina di questo bambino e della sua mamma a Corbelli, che la donna ha ringraziato per la lunga battaglia condotta, in solitudine, per molti anni, dal leader di Diritti Civili, per togliere i bambini dal carcere. "Oggi io e la mamma siamo contenti e per questo scriviamo questa letterina a tutti gli uomini buoni che ci hanno aiutato e ci vogliono bene. Ci hanno detto che ci faranno uscire dalla cella a me e alla mia mamma. Io lo dicevo sempre alla mamma e alle guardie che non ci volevo stare nella cella, che volevo andare fuori, a giocare con gli altri bambini…Ho sempre pregato Gesù di farmi uscire con la mamma dalla cella…Perché un bambino lo tengono dentro la prigione? Perchè non lo fanno andare a casa con la mamma? Io piangevo sempre la sera quando le guardie venivano a chiudere la porta della cella…Adesso non piangerò più e nemmeno la mamma piangerà più. Oggi la mia mamma è felice, mi ha abbracciato forte e mi ha dato tanti baci. Mi ha detto che non sbaglierà più e che nella cella non ci ritorneremo mai più. Mamma mi ha detto che anche gli altri bambini usciranno dalla cella. Adesso io, quando uscirò dalla cella, vedrò il cielo, il mare, mi comperò il gelato, andrò a giocare alla giostrina con gli altri bambini. La mamma mi ha detto che mi comprerà un regalo molto bello. Io non ho nessuno: ho solo la mia mamma. Voglio tanto bene alla mia mamma. Non la lascerò mai". Corbelli ha commentato : "Il sogno che si sta avverando e la felicità di quel bambino e della sua mamma sono il sogno è la felicità di tutti, di un Paese civile. Mai più bambini in carcere. Questa barbarie deve finire. Deve prevalere la civiltà e una giustizia giusta e umana”.

 

 

                        La battaglia di Diritti Civili iniziata nel 1994

 

Ø      Il Movimento Diritti Civili ha iniziato questa grande battaglia civile 16 anni fa. Nel luglio 2006 un primo importante risultato. Oltre all’indulto (sconto di pena di 3 anni) , infatti, la Camera dei Deputati ha votato un primo provvedimento di clemenza per cancellare la vergogna dei bambini in carcere. E’ stato approvato, a larghissima maggioranza, quasi all’unanimità, un ordine del giorno, un "indultino" a favore di questi bambini, promosso dal leader di Diritti Civili, Franco Corbelli, e presentato da sette parlamentari di diversi partiti politici (Nicodemo Oliverio, Franco Laratta, Paolo Gambescia, Lanfranco Tenaglia, Rosa Suppa, Maria Saperi e Maria Grazia Laganà), per modificare la legge n.40 dell’8 marzo 2001, al fine di affrontare tempestivamente il grave problema delle mamme in carcere con bambini di piccolissima età. Il problema dei bambini detenuti è stato più volte , in questi anni, denunciato e affrontato con decine di appelli, denunce, iniziative e manifestazioni di protesta dal leader Diritti Civili, Corbelli (l’ultima e più clamorosa il 27 dicembre 2005 davanti e dentro il Parlamento!), ed è stato fatto proprio dai sette parlamentari firmatari dell’ordine del giorno. Purtroppo ancora oggi ci sono una sessantina di bambini, di età tra 0 e 3 anni, e si trovano attualmente reclusi, insieme alle loro mamme detenute, in 15 prigioni italiane. Con la modifica alla legge 40 del 2001, proposta dai sette parlamentari, questi bambini avrebbero invece dovuto già lasciare subito il carcere insieme alle loro mamme, per le quali sono previste forme alternative di detenzione (arresti domiciliari, strutture protette, comunità, case-famiglie). Corbelli, che dal 1984 lotta, con l’aiuto di Vittorio Sgarbi, per cancellare la vergogna dei bambini in carcere, ringrazia i parlamentari firmatari dell’odg, per il sostegno dato a questa importante e difficile battaglia civile e umanitaria e parla di grande e storica conquista civile per il paese. "Non ci dovranno mai più essere bambini in carcere. Sarà questa la vittoria non solo di Diritti Civili ma di un intero paese! Rivendichiamo con orgoglio – afferma Corbelli - che anche questa importante battaglia civile, promossa da Diritti Civili, è partita tanti anni fa dalla Campania e dalla mia regione, la Calabria, con il sostegno della stampa campana , calabrese e (dal luglio 2006) di alcuni parlamentari firmatari dell’ordine del giorno approvato dalla Camera". A favore di questa battaglia di civiltà e giustizia del Movimento Diritti Civili si era anche pronunciato il ministro Antonio Di Pietro, contrario all’indulto, ma favorevole "all’indultino" per togliere i bambini dal carcere".

 

  

 

Di seguito lasciamo la pagina che ha accompagnato la nostra lunga iniziativa a favore di questi bambini La battaglia di DIRITTI CIVILI per cancellare la grande vergogna: i bambini in carcere!  Sono una sessantina e si trovano in dodici carceri del nostro Paese (che ricordiamo più avanti in questa pagina).

 

ANNI DI LOTTE E DI CONQUISTE

Ø      Da anni lottiamo per porre fine a questa inaudita crudeltà. Nel 2001 siamo riusciti, dopo una lunga battaglia iniziata nel 1995, a far approvare dal Parlamento la Legge 40  (che di seguito riportiamo). Purtroppo non basta. E’ una legge insufficiente e disattesa. Per questo oggi chiediamo con forza al  Governo e al Parlamento di approvare un indultino, un provvedimento di giustizia giusta e di carattere umanitario che permetta a questi bambini di uscire dal carcere insieme alle loro mamme. Chiediamo che per le donne detenute, madri di bambini da 0 a 5 anni, siano previsti d’ufficio gli arresti domiciliari o altre forme alternative al carcere (strutture protette, comunità, case-famiglia). La nostra battaglia umanitaria è stata sostenuta da Vittorio Sgarbi e nell’ultimo periodo(luglio 2006) anche da Antonio Di Pietro (Italia dei Valori) e dai sette parlamentari sottoscrittori dell’ordine del giorno (ricordati nel comunicato) presentato e approvato alla Camera dei Deputati.

 

Gli appelli di Diritti Civili

Ø      Abbiamo rivolto appelli all’ex Presidente della Repubblica, Ciampi, all’attuale Capo dello Stato, Napolitano, al Presidente del Consiglio, Prodi, al Ministro della Giustizia, Mastella.

 

LA PROTESTA DI CORBELLI DENTRO MONTECITORIO!

Ø                  Il 27 dicembre 2005 abbiamo manifestato davanti e dentro Montecitorio. Corbelli, dalla tribuna del pubblico, il giorno del dibattito sull’amnistia, ha interrotto i lavori dell’Aula e ha gridato "Ricordatevi dei bambini in carcere". E’ stato subito portato via con la forza dai commessi della Camera. ll silenzio dei grandi media Denunciamo il silenzio ignobile dei grandi media nazionali su questa grande ingiustizia!  Di seguito riportiamo alcuni aspetti della legge e le "carceri della vergogna", dove sono rinchiusi i 52 bambini e loro mamme! Legge 8 marzo 2001, n. 40 "Misure alternative alla detenzione a tutela del rapporto tra detenute e figli minori" La legge 8 marzo 2001, n.40, pubblicata sulla G.U. 8 marzo 2001 n.56, destinata alla tutela di un rapporto qualificato quale è quello genitore-figlio, di cui innova la relativa disciplina, amplia l'ambito di operatività degli istituti del differimento dell'esecuzione pena e della detenzione domiciliare - applicabili fino ad ora il primo in maniera discrezionale e il secondo in casi limitati - introducendo i due nuovi istituti della detenzione domiciliare speciale e dell'assistenza all'esterno di figli minori (art. 47 quinquies, sexies e art. 21 bis O.P.), con lo scopo di dare compiuta attuazione al principio costituzionale di cui l'art. 31 Cost. che officia lo Stato a predisporre gli strumenti giuridici e sociali a tutela della maternità e dell'infanzia. La concessione di tali benefici non è automatica, dovendo essere valutata caso per caso, in quanto subordinata all'assenza di un pericolo concreto di reiterazione del reato commesso. Le più recenti rilevazioni statistiche fornite dall'Ufficio per lo Sviluppo e la gestione del Sistema Informativo Automatizzato di questo Dipartimento, aggiornate al 26 febbraio 2004, registrano negli istituti penitenziari femminili italiani (ai quali si aggiungono le sezioni femminili di istituto attualmente operanti) un numero di presenze detentive pari a 2551 unità.

Com'è facile intuire, il numero di donne ristrette in carcere costituisce una minima percentuale dell'intera popolazione detenuta, attestandosi su valori pari a circa il 4%, specie se raffrontato con la popolazione maschile; del pari i reati commessi generalmente si connotano per il minor tasso di pericolosità sociale.

Infatti, i reati ascritti alla popolazione detenuta femminile presente alla data del rilevamento sono essenzialmente relativi al traffico di stupefacenti (che presentano peraltro un alto tasso di recidiva) ovvero a reati contro il patrimonio; rari i casi di condanne per reati di tipo associativo.

In prevalenza la popolazione detenuta femminile è di origine extracomunitaria, ovvero di etnia Rom. Alla data odierna(1 febbraio 2009) come denuncia con un reportage IL CORRIERE DELLA SERA le donne detenute con bambini da 0 a 3 anni risultano ufficialmente essere 59 e 36 stanno per nascere, così distribuiti ,:

Ø           Roma Rebibbia 19 – Milano San Vittore 9 – Brescia 4 – Venezia 6 – Avellino 4 – Torino 4 – Reggio Calabria 3 – Castrovillari (Cs) 2 – Foggia 1 – Teramo 2 – Como 1 – Genova 1 – Cagliari 1 – Nuoro 1 – Firenze 1.

Ø          36 sono invece le donne detenute incinte.

Ø        

 

Si deve far presente che quest'ultimo dato ha carattere fluttuante poiché, a volte, la permanenza dei bambini nelle strutture penitenziarie è legato soltanto ai tempi tecnici necessari per la concessione delle misure alternative alle madri detenute.

 

  IN QUESTA PAGINA VENGONO RICORDATE, OLTRE AD ALCUNE INIZIATIVE TUTTORA IN CORSO IN TEMA DI GIUSTIZIA , LE PIU' IMPORTANTI BATTAGLIE E LE GRANDI MANIFESTAZIONI DI "DIRITTI CIVILI" IN ITALIA(DAVANTI ALLE SEDI ISTITUZIONALI E A MOLTE CARCERI ) NEGLI ULTIMI 14 ANNI , CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AGLI ANNI BUI DI TANGENTOPOLI E DI MANI PULITE, IL PERIODODEL TERRORE GIUDIZIARIO E DEL GIUSTIZIALISMO!

 IL DRAMMA DELLE CARCERI, LE BATTAGLIE E PROPOSTE DI DIRITTI CIVILI.

 

v     1996- Prima proposta di legge del Movimento Diritti Civili, presentata dall'On.le Vittorio Sgarbi, per… "la tutela del diritto alla salute delle persone detenute".

 

v     1997(7 maggio) - Seconda proposta di legge , elaborata dal Movimento Diritti Civili e presentata (dopo le elezioni del 1996) alla Camera dall'on.le Ida D'Ippolito(Fi)oltre che da Sgarbi, sempre sulla "tutela del diritto alla salute delle persone sottoposte a misure privative o limitative della libertà e più in generale per garantire condizioni di vita dignitose e umani nelle carceri italiane"!

 

v     LA PROPOSTA di DIRITTI CIVILI per evitare ERRORI-ORRORI GIUDIZIARI E  CLAMOROSE INGIUSTIZIE, a danno soprattutto di tanti poveri cristi, che non hanno la possibilità di avere grandi avvocati e sponsor politici che li tutelano e fanno per loro delle leggi ad personam! Far scattare d’ufficio tutti benefici previsti dalla legge per tutte le persone detenute.

 

v     LA GRAZIA AD ADRIANO SOFRI! Sì alla Grazia ad Adriano Sofri (Diritti Civili l'ha chiesta ufficialmente al Presidente della Repubblica, Ciampi, il 16 gennaio 2001!) ma senza dimenticare le migliaia di detenuti gravemente malati e dimenticati nelle carceri.

 

 

 

 RICORDIAMO IL "CASO SURACE": UNA GRANDE VITTORIA DEL MOVIMENTO

"DIRITTI CIVILI" !

Þ    DOPO 80 GIORNI DI LOTTA ININTERROTTA ABBBIAMO  VINTO ANCHE QUESTA DIFFICILE BATTAGLIA CIVILE E LIBERTARIA , FACENDO SCARCERARE L'ANZIANO GIORNALISTA, ADESSO AL "RIPARO" IN FRANCIA! RACCONTIAMO E DOCUMENTIAMO L'ECCEZIONALE IMPEGNO DEL MOVIMENTO "DIRITTI CIVILI" PER IL  CASO SURACE,MENTRE  TUTTI GLI ALTRI TACEVANO QUESTI I "NUMERI"! 80 GIORNI DI IMPEGNO ININTERROTTO(AD INIZIARE DAL 26 MAGGIO QUANDO HO PRESENTATO LA DOMANDA  DI GRAZIA,PER SURACE,AL PRESIDENTE CIAMPI); 70 COMUNICATI(QUASI UNO AL GIORNO!) FATTI PASSARE SULLE PIU' GRANDI AGENZIE DI STAMPA ITALIANE(ANSA, AGI,ADNKRONOS,ASCA) CHE RINGRAZIO; OLTRE 1000 TELEFONATE FATTE IN QUESTI 80 GIORNI PER IL "CASO SURACE"; PIU' DI 600 FAX TRASMESSI; 50 APPELLI RIVOLTI ALLE  ISTITUZIONI,A POLITICI E GIORNALISTI; OLTRE 1000 ADESIONI ALLA NOSTRA BATTAGLIA PER LA GRAZIA A SURACE RACCOLTE(E PUBBLICATE NEL NOSTRO SITO) DA OGNI PARTE  D'ITALIA; GLI APPELLI DI SURACE(DAL CARCERE)E DELLA FIGLIA, MARINA,DA ME DIFFUSI TRAMITE LA STAMPA: LE DENUNCE SULLE GRAVI CONDIZIONI DI SALUTE;SULLO SCANDALO DELLE MANETTE AD UN ANZIANO CRONISTA MORIBONDO; I CONTINUI RINVII DELLE UDIENZE CHE DOVEVANO DECIDERE SULLA SUA SCARCERAZIONE; I TRIBUNALI CHIUSI PER FERIE; LO SCIOPERO DELLA FAME; IL TRASFERIMENTO IN MANETTE,ALL'IMPROVVISO,DAL CARCERE DI POGGIOREALE A QUELLO DI OPERA(MILANO); LE RISPOSTE(E POLEMICHE) CON IL MINISTERO DI GIUSTIZIA:TUTTE INIZIATIVE PROMOSSE DAL MOVIMENTO DIRITTI CIVILI !

 

       Le battaglie di Diritti Civili per una Giustizia Giusta e Umana.

        ______________________

¨      LE NOSTRE BATTAGLIE PER UNA GIUSTIZIA GIUSTA E UMANA INIZIARONO NEL LONTANO 1985 CON IL "CASO TORTORA". SONO CONTINUATE IN TUTTI QUESTI ANNI(CON PARTICOLARE INSISTENZA DURANTE GLI ANNI BUI DI TANGENTOPOLI E MANI PULITE!)CON MOLTE INIZIATIVE, PROPOSTE DI LEGGE, TANTISSIME DENUNCE E INNUMEREVOLI MANIFESTAZIONI DI PROTESTA DAVANTI A TUTTE LE  SEDI ISTITUZIONALI A ROMA (PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA, PRESIDENZA DEL  CONSIGLIO DEI MINISTRI, CAMERA DEI DEPUTATI, SENATO…) E A MOLTE CARCERI  ITALIANE (AVELLINO,BARI, COSENZA,MILANO,NAPOLI, PALERMO, REGGIO CALABRIA, ROMA, VIBO VALENTIA, VOGHERA…..)

           Abbiamo difeso i diritti di tutti: personaggi famosi(pochi) e sconosciuti(tantissimi)! I  

           personaggi"eccellenti"che abbiamo difeso in tutti questi lunghi e difficili anni dominati dal  

         "Giustizialismo"!

Þ    Giulio Andreotti, Bruno Contrada, Bettino Craxi , Francesco De Lorenzo, Calogero Mannino,Lorenzo Necci(ex amministratore delegato FS), Vito Gamberale(ex amministratore delegato Telecom, oggi a Autostrade) Carmine Mensorio(ex senatore del Ccd morto suicida per..Tangentopoli. Per lui abbiamo organizzato, come Movimento Diritti Civili, una grande manifestazione di piazza il 26 agosto '96 a Saviano, vicino Napoli. Oltre 5000 persone hanno risposto al nostro appello ed erano presenti in piazza insieme a Corbelli e Vittorio Sgarbi). Filippo Scalone(ex senatore di An di Palermo, dimenticato in carcere e liberato dopo la nostra denuncia,di Diritti Civili e di Vittorio Sgarbi); il giudice Giacomo Foti di Reggio (arrestato e poi assolto dall'accusa!); Gigi Sabani e Valerio Merola( fatti arrestare dal magistrato Alessandro Chionna, lo stesso pm che poi sposo' la fidanzata dello stesso…Sabani!) la Giunta regionale dell'Abruzzo, arrestata in blocco nel settembre del '92 e poi assolta(tutti gli assessori e il presidente vennero infatti assolti!)!; idem per ex parlamentari , ex assessori regionali , ex sindaci di ogni parte d'Italia (l'elenco e' purtroppo lunghissimo!) tutti assolti! Molti non ce l'hanno fatta a resistere e hanno scelto di morire in carcere! Sono stati oltre 30 i suicidi causati dall' inchiesta Mani Pulite(tutti i loro nomi sono ricordati nel libro di Franco Corbelli, "Diritti Civili", pubblicato nel 1997) ! Ricordiamo anche le nostre battaglie e denunce per chiedere giustizia per l'eroico maresciallo dei carabinieri di Palermo, il fedele servitore dello Stato, Antonino Lombardo morto suicida( il 4 marzo del 1995 ) per le false accuse, vere e proprie calunnie, di alcuni esponenti politici fatte addirittura nel corso del programma televisivo di Michele  Santoro su una rete della Rai! "Caso LANZINO". Abbiamo presentato alla Procura della Repubblica di Cosenza , al Presidente della Repubblica e al Csm una denuncia contro ignoti per il barbaro assassinio della giovane studentessa cosentina , Roberta Lanzino , avvenuto il 26 luglio 1988. L'esposto e' stato presentato agli inizi di agosto del 1995. Sempre in merito a questa vicenda  "Diritti Civili" ha fatto presentare un'interrogazione parlamentare all'on.le Vittorio Sgarbi.

 

LE GRANDI MANIFESTAZIONI DI DIRITTI CIVILI PER UNA GIUSTIZIA GIUSTA E UMANA. DAL 1994 AD OGGI!

 

Ø      Novembre 1994. Prime manifestazioni di Diritti Civili davanti al Tribunale di Napoli.

 

Ø      Martedi 27 dicembre 1994. Appello-denuncia di Corbelli sul dramma delle carceri da "Uno Mattina"(Raiuno).

 

Ø      Lo stesso giorno(27 dicembre '94) Poche ore dopo , ancora a Napoli, nuova protesta di Diritti Civili davanti al Tribunale di Castelcapuano.

 

Ø      Sabato 21 gennaio 1995 Nuova manifestazione di protesta di Diritti Civili sul dramma dei detenuti malati!

 

Ø      Mercoledi' 8 febbraio 1995 uova , clamorosa azione di  Protesta di Corbelli e Diritti  Civili a Roma.Vengono "occupati" gli studi Fininvest(oggi Mediaset) di Roma per richiamare l'attenzione del Paese e delle Istituzioni sul dramma carceri.

 

Ø      Martedi' 7 febbraio 1995 Nuova grande manifestazione (Una veglia per la vita) di Diritti civili insieme ai familiari di alcuni detenuti(malati) A Roma, davanti a Palazzo Chigi, sede della Presidenza del  Consiglio dei Ministri!

 

Ø      Lunedi' 20 febbraio 1995 Nuova protesta di Diritti Civili (sempre sul dramma carceri) in diretta televisiva nel corso del popolare programma di Raidue "La vita in diretta", condotto da Michele Cucuzza.

 

Ø      Fine Febbraio1995 Protesta di Corbelli durante il "Maurizio Costanzo Show", che vedeva tra gli ospiti l'on.le Vittorio Sgarbi che lo stesso Corbelli aveva accompagnato quale suo collaboratore. Il piduista Costanzo(servo di Licio Gelli e nemico del Movimento Diritti Civili!) venne colto di sorpresa e non potè impedire la denuncia di Corbelli sul dramma dei detenuti malati!

 

Ø      28 Febbraio 1995 Nuova grande manifestazione di Diritti Civili e di alcuni familiari di detenuti malati a Roma , davanti al Quirinale, alla Presidenza della Repubblica! Un enorme striscione chiedeva "Un decreto(una legge) per la vita per i detenuti malati"!

 

Ø      28 Febbraio 1995 (lo stesso giorno) Dopo tutta la stampa italiana, scritta e televisiva, anche il  più autorevole giornale del mondo THE NEW YORK TIMES si occupò delle battaglie e delle denunce di Corbelli e Diritti Civili e dedicò un'inchiesta(con intervista allo stesso Corbelli) al dramma delle carceri in Italia.(l'inchiesta venne pubblicata il 28 febbraio 1995).

 

Ø      16 Aprile 1995 (giorno di PASQUA) Corbelli e Diritti Civili manifesteranno , sotto la pioggia, a Roma , in Piazza del Popolo per denunciare ancora una volta il dramma dei detenuti malati e abbandonati nelle carceri del nostro Paese!

 

Ø      22 Luglio 1995-"Caso Contrada" Grande manifestazione di Corbelli, Diritti Civili e Vittorio Sgarbi a Palermo davanti al carcere militare(che venne letteralmente "occupato" con striscioni , bandiere e cartelli) per il "caso CONTRADA",l'ex  007 detenuto da tre anni che sarà poi scarcerato pochi giorni dopo la nostra protesta!

 

Ø      29 luglio 1995 Mobilitazione del Movimento. Diritti Civili , con raccolta di firme, in favore di un giovane detenuto, G.N.(in carcere da 17 anni, dall'età di 18 anni) , più volte operato e oramai diventato cieco! (Oggi questo giovane, ridotto ad una larva, ha lasciato il carcere ma la sua vita e' stata distrutta per sempre!).

 

Ø      Ottobre 1995 Manifestazione di protesta di Diritti Civili davanti al Tribunale di Reggio Calabria in occasione della visita del Ministro della Giustizia, Mancuso, per richiamare l'attenzione su tutte le persone sequestrate in Italia e ancora in mano ai banditi e di cui non si avevano più da anni notizie! Su un nostro cartello era scritto: "Pietà per Cartisano, Conocchiella, Malgieri, Medici, Vinci, Licheri, Sircana, Checchi…"!

 

Ø      16 Novembre 1995- "Caso Mancuso". Grande manifestazione di Diritti Civili a Roma davanti al Senato in favore dell'allora Ministro della Giustizia, Filippo Mancuso, il giorno in cui venne "sfiduciato" per le sue coraggiose e oneste denunce e iniziative sul Pool Mani Pulite di Milano e sulla Procura di Palermo! Diritti Civili protestò in favore di Mancuso scontrandosi in piazza con i Verdi che manifestavano invece lo stesso giorno e nello stesso posto(davanti al Senato) contro il Ministro Guardasigilli!

 

Ø      26 agosto 1996- La più grande(e forse unica!) manifestazione di piazza mai fatta in Italia contro il Giustizialismo di Mani Pulite! A Saviano(Napoli) Diritti Civili, per ricordare il senatore del Ccd Carmine Mensorio, morto suicida (gridando la sua innocenza per l'inchiesta che lo riguardava!), portò in piazza(come già ricordato prima in questa stessa pagina e come documentato nel libro di Corbelli "Diritti civili") oltre 5000 persone! Era presente il nostro amico , il garantista on.le Vittorio Sgarbi!

 

Ø      21 maggio 1997 - Una delle nostre numerose manifestazioni di protesta per il caso della Piccola Carmela Parisi , nata in carcere dov'era detenuta la madre, Assunta. Quel giorno(21 maggio '97) Corbelli manifestò davanti alla Prefettura di Napoli , dove portò gli altri due  fratellini della piccola Carmela, Giorgio e Antonietta, rimasti soli dopo l'arresto della madre e del padre. Grazie a quella battaglia(iniziata nel lontano fine 1995 dal Movimento Diritti Civili e a cui si riferisce la foto di Corbelli della copertina del Sito) si arriverà poi, dopo alcuni anni, alla legge che evita il carcere alle madri detenute con bambini da assistere (come ricordiamo anche in altre pagine del nostro sito).

 

 

Ø      6 Giugno 1997 - Diritti Civili manifesta davanti al Tribunale di Milano per il "caso Cavazza" un innocente in carcere da 13 anni!

 

Ø      11 Giugno 1997- Grande manifestazione di Diritti Civili davanti al carcere di Bari per denunciare il dramma dei detenuti malati e abbandonati! L'iniziativa venne denominata: "Una manifestazione per la vita"!

 

Ø      16 agosto 1997 - Manifestazione di protesta di Diritti Civili a Rossano(Cs) in favore di due giovani genitori accusati di aver ….drogato i loro due bambini! Un'accusa mostruosa e del tutto falsa come stabiliranno poi al processo, alcuni anni dopo, i giudici dell'Appello di Catanzaro. A difendere quella famiglia dall'accusa infamante, in questi anni, e' stato solo il Movimento Diritti Civili!

 

Ø      22 giugno 1998 -Manifestazione davanti al carcere di Vibo Valentia per chiedere la immediata scarcerazione di un giovane marocchino Jaoaud Berddo-uch ,18 anni, in prigione da 4 mesi, per aver(secondo l'accusa da lui, in lacrime, sempre respinta!) sottratto durante un litigio ad un suo connazionale un …pacchetto di sigarette e 50 mila lire! Il giovane(condannato per questa incredibile e assurda accusa addirittura a oltre 3 anni di carcere!) aveva iniziato lo sciopero della fame! Lo abbiamo liberato dopo una battaglia durata più di un  mese(questa storia e ricordata anche in altra pagina del nostro sito) .

 

Ø      22 luglio 1998 - "Caso Sgarella" - Il "blitz" di Corbelli e Diritti Civili ad una manifestazione di Miss Italia in Calabria (a Rende, per l'esattezza). Abbiamo consegnato sul palco alle 20 ragazze , in  passerella per il concorso di bellezza , una foto di Alessandra Sgarella (da mesi in mano ad una banda di sequestratori calabresi) con una scritta ALESSANDRA SGARELLA LIBERA. Abbiamo fatto sfilare tutte le ragazze insieme con, ognuna in mano, la foto della Sgarella! Per mesi avevamo chiesto ogni sera dagli schermi di alcune tv private calabresi la liberazione di questa donna lombarda!

 

Ø      Maggio 1999. La nostra battaglia e denuncia per permettere ad un medico, L.S., agli arresti domiciliari(a casa dei genitori) per una accusa non grave(ricette mediche gonfiate!) , di poter vedere i suoi due bambini , rimasti  a casa con la mamma in un paese vicino a quello dove l'uomo scontava la detenzione domiciliare. Abbiamo "occupato" , per protesta, il carcere di Castrovillari e vinto anche questa battaglia.

 

Ø      31 luglio 1999. Altra nostra battaglia in favore del sindaco(oggi ex) di Saracena agli arresti domiciliari e impossibilitato a poter lavorare per mantenere la sua famiglia. Anche in questo caso siamo andati a manifestare davanti al Tribunale e abbiamo vinto la battaglia!

 

Ø      2 agosto 2000 - Manifestazione di "Diritti Civili" A Sorianello(Vibo Valentia) e quindi a Catanzaro in favore del giovane emigrante calabrese , Natale Stramondinoli , arrestato perchè renitente alla leva nel …lontano 1983! Come e' noto vincemmo anche questa grande battaglia facendo  concedere(il 22 agosto 2000) dal Presidente Ciampi la grazia a questo giovane emigrante, in Germania sin da bambino!

 

Ø      30 marzo 2001. Manifestazione davanti al carcere di Cosenza per chiedere la scarcerazione di Giovanni Valentino , il custode della Mensa dei Poveri(in carcere, da 6 anni, per ..qualche assegno a vuoto!) e per presentare la sua "provocatoria candidatura alla Camera dei Deputati nella Lista Bonino (i particolari di questa nostra ennesima battaglia civile e grande vittoria sono nella pagina Iniziative Umanitarie).

 

Ø      maggio-giugno 2001 - Grande battaglia e straordinaria mobilitazione anche via Internet per il "Caso Surace"(ricordato prima in questa stessa pagina) andata avanti per 2 mesi con oltre 1000 adesioni raccolte da ogni parte d'Italia!  

 

Ø      Sabato 4 maggio 2002 - Manifestazione di protesta di Diritti Civili davanti al carcere in favore dell'ex parlamentare Bonaventura Lamacchia, in carcere da 4 mesi , in attesa del processo e con l'anziano padre paralizzato a letto!

 

Ø      marzo-luglio 2003 - La nostra battaglia in favore del Presidente del Cosenza Calcio, Paolo Fabiano Pagliuso, in carcere a Vibo Valentia, dal 26 marzo 2003(battaglia ricordata prima in questa stessa pagina).

 

Ø      Domenica 27 luglio 2003 - Grande manifestazione di Diritti Civili davanti al carcere di Vibo Valentia per chiedere la scarcerazione di Pagliuso!

 

Ø      2004-2005 - La nostra battaglia civile per far ottenere la Grazia ad un giovane marocchino, detenuto per piccoli reati, che aveva avuto la famiglia distrutta in un incidente ferroviario. (i particolari anche in altra pagina)

 

Ø      Febbraio 2005 - I nostri appelli per un detenuto paraplegico, A. G., 37 anni, in carcere a Vibo Valentia nonostante le su gravi condizioni di salute!

 

Ø      Gennaio 2006 - La nostra battaglia civile per aiutare cinque detenuti malati, nel carcere di Catanzaro.

 

Ø      - La nostra lunga battaglia per Padre Fedele, iniziata il 23 gennaio 2006.

 

Ø      Marzo 2006- La mobilitazione e l’appello di Diritti Civili al mondo del carcere per salvare la vita al piccolo Tommaso di Parma. Purtroppo non è servito. Il bambino era già stato ucciso dai suoi rapitori.

 

Ø      Maggio – Giugno 2006 - I nostri appelli a favore di un detenuto anziano di Reggio, gravemente malato, che da tre anni non può vedere la figlia disabile al 100%. (altri particolari nella pagina Ultimissime)

 

Ø      LEGALITA’ e LOTTA ALLA MAFIA - La nostra lunga battaglia per chiedere la verità sull’omicidio di Francesco Fortugno, ex  Vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria, ucciso dalla mafia a Locri il 16/10/2005 (2005-2006)

 

Ø      ESERCITO IN CALABRIA - La nostra lunga battaglia contro tutte le mafie. Le nostre ripetute richieste per l’invio dell’esercito nella Locride e in altre zone della Calabria a forte rischio ‘ndrangheta

 

Ø      QUESTIONE MORALE - Le nostre innumerevoli denunce sulla questione morale, su Parentopoli, sugli scandali e sulle collusione tra mafia e politica! Denunce che da anni coraggiosamente va  facendo, spesso da solo, Diritti Civili"

 

Tutte le altre nostre battaglie di giustizia

degli ultimi anni (2005-2006-2007-2008)

saranno presto messe in rete.

Alcune, di quelle recenti, più importanti sono

nella pagina "ULTIMISSIME"

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….Le Battaglie di Diritti Civili

per una giustizia giusta e umana

continuano ogni giorno in Italia

(e non solo!).

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diritticivili@tiscalinet.it